Le coliche gassose nel neonato rappresentano una delle problematiche neonatali più fastidiose, tanto da essere tra le più temute dai genitori. Questa condizione può causare profonda frustrazione e un senso di impotenza in mamme e papà che si trovano di fronte al pianto inconsolabile dei loro bambini. Tradizionalmente attribuite a cause ambigue, le recenti scoperte scientifiche hanno rivoluzionato la comprensione di questa sindrome, offrendo nuove prospettive sulle cause reali e sui rimedi più efficaci.
La Vecchia Definizione e le Nuove Prospettive sulle Coliche Gassose
Fino a pochi anni fa, e spesso tutt'ora, le coliche venivano considerate una problematica per la quale non si era ancora trovata una soluzione definitiva. La vecchia definizione di coliche gassose del lattante le identificava come una sindrome comportamentale. Questa era caratterizzata da pianto e dolore intestinale, durante la quale il bambino può emettere gas o feci. Da qui derivava l'appellativo di "coliche gassose del neonato": "coliche" dal termine colon, parte dell'intestino, e "gassose" dal fatto che il bambino emette aria.
Secondo la "regola dei 3 di Wessel", formulata dal pediatra Morris Arthur Wessel nel lontano 1954, erano considerate coliche gassose gli attacchi di pianto che si presentavano per più di 3 ore, in più di 3 giorni su sette per almeno 3 settimane. Inoltre, non conoscendo le vere cause, si imputava il dolore e l'emissione di gas a una fatidica "immaturità intestinale del neonato". Questa teoria, fortunatamente, alla luce delle recenti scoperte sulle coliche del neonato e delle loro cause, è considerata vecchia e superata. È importante sottolineare che le coliche gassose NON sono causate da un’immaturità intestinale; un intestino immaturo può dare dolore, ma la radice del problema è differente.
Studi scientifici recenti dimostrano senza ombra di dubbio che le coliche gassose sono dovute a un quadro infiammatorio intestinale. Questo quadro infiammatorio provoca mal di pancia, aria, addome gonfio e conseguente alterazione del transito gastrointestinale, che può manifestarsi come stipsi, dischezia e pancia gonfia con fatica ad evacuare. Questo significa che le coliche gassose, la stipsi, la dischezia e l’aria nella pancia NON sono "fisiologiche" e NON passano da sole. La ricerca ha evidenziato che i bambini allattati al seno che soffrono di coliche hanno livelli di calprotectina fecale, un parametro che indica il grado di infiammazione intestinale, più di due volte superiori rispetto a quelli dei neonati senza coliche. Questo dato suggerisce una causa profonda e trattabile, ben lontana dalla semplice "immaturità".
Prevalenza delle Coliche, Stipsi e Dischezia nel Neonato
Sulla base di alcuni dati statistici, problematiche intestinali come coliche, stipsi e dischezia arrivano ad interessare dal 21% al 39% dei neonati, risultando essere alcune delle più fastidiose sintomatologie del bambino. La maggior parte dei bambini sviluppa questi disturbi dopo la seconda o terza settimana di vita, ma in alcuni casi possono manifestarsi sin dai primi giorni.
In queste situazioni, l'irritabilità e il dolore del bambino possono causare difficoltà anche nell'allattamento al seno, poiché il neonato piange continuamente e fatica a concentrarsi durante la suzione. Spesso, il pianto continuo, erroneamente, viene imputato al fatto che il bambino "mangia poco e non è sazio", portando a consigli sbagliati sull'aggiunta di latte artificiale. Tuttavia, prima di considerare un'integrazione che può minare il successo dell'allattamento al seno, è fondamentale valutare le reali cause del pianto, che possono essere coliche o reflusso, o problemi di attacco al seno come ragadi, crescita insufficiente o sonnolenza del bambino. Problemi di suzione e tensioni gastrointestinali influenzano negativamente il benessere del bambino e, di conseguenza, anche l'allattamento.
Sintomi delle Coliche Gassose, Stipsi e Dischezia
Riconoscere i sintomi delle coliche nel neonato è fondamentale per i genitori. Durante le cosiddette "colichette", il bambino piange, contrae la pancia e tira le gambe verso l’addome, flettendo le cosce sul bacino. A questi segnali si aggiungono spesso una certa tensione addominale, con pancia dura e tesa, e ripetute emissioni di gas, che giustificano l'appellativo di "coliche gassose".

Il sintomo principale è una forte irritabilità e un pianto doloroso che risulta inconsolabile. Il bambino può piangere durante la poppata, subito dopo o anche a distanza. Se allattato artificialmente, potrebbe staccarsi spesso dal biberon piangendo, o manifestare dolore addominale e difficoltà digestive con rutti rumorosi a distanza dalla poppata.
Altri sintomi che indicano sofferenza intestinale includono alterazioni del transito gastrointestinale come dischezia o stipsi. Alcuni bambini con coliche si scaricano spesso, magari dopo ogni poppata, ma con quantità di feci scarse, un segno che l'intestino potrebbe essere infiammato.Il bambino si tranquillizza solo dopo aver emesso gas o fatto la cacca. Spesso piange e cerca conforto attaccandosi spesso al seno, ma poi ricomincia a piangere. Può soffrire anche di reflusso gastroesofageo, con rigurgiti e difficoltà digestive. Un altro indicatore è il miglioramento del bambino quando la pancia viene massaggiata o dopo l'emissione di aria. Il sonno può essere disturbato, con il bambino che dorme solo al petto o in braccio, e fatica a dormire supino perché "tira la pancia".
Le Vere Cause: L'Infiammazione Intestinale e le Sue Manifestazioni
Come precedentemente menzionato, le coliche gassose, insieme alla dischezia e alla stipsi del neonato, sono causate da un quadro infiammatorio intestinale. Questo spiega perché il bambino ha la pancia gonfia, dura e tesa, e soprattutto perché prova mal di pancia e piange. L'infiammazione intestinale altera la capacità peristaltica (motilità intestinale), causando gonfiore - un segno oggettivo di infiammazione - e la formazione di aria nella pancia, che a sua volta provoca dolore.

È errato pensare che il mal di pancia o la pancia gonfia siano dovuti all'ingurgitamento di aria durante la suzione al seno; in realtà, il bambino si stacca spesso dal seno ed è agitato proprio perché ha già mal di pancia. In un bambino allattato artificialmente, è vero che bisogna prestare attenzione a come si offre il biberon per rallentare il flusso ed evitare che il bambino ingerisca troppo latte velocemente. Tuttavia, non è l'aria ingurgitata a causare il mal di pancia, quanto piuttosto la tipologia di latte artificiale e le modalità con cui viene proposto al bambino, che possono contribuire al quadro infiammatorio.
Disbiosi Intestinale: Un Fattore Chiave
La flora batterica intestinale, o microbiota, può ritrovarsi alterata a causa di svariati motivi, e questo può portare a problematiche significative per il nostro organismo. Questa alterazione è definita disbiosi intestinale. L'equilibrio del microbiota intestinale è fortemente influenzato dai probiotici che rivestono la mucosa. La funzione intestinale e l'attività del sistema immunitario sono strettamente legate all'equilibrio di questo microbiota intestinale, e in caso di alterazione della flora batterica è importante iniziare una cura di fermenti lattici.
Le cause che possono alterare il microbiota e portare a disbiosi includono:
- Squilibri alimentari
- Cure antibiotiche
- Patologie e virus intestinali
- Gastroenteriti
- Dissenteria
- Mal di pancia cronico
- Stitichezza e stipsi
- Sindromi diarroiche
- Cistiti recidivanti e ricorrenti
- Intolleranze alimentari
- Cattive abitudini alimentari o stili di vita
- Terapie farmacologiche

Condizioni Correlate: Dischezia, Stipsi e Aria nella Pancia
Quando l’infiammazione intestinale è lieve, il neonato può iniziare ad avere i primi dolori di pancia, fare tanta aria e fatica a fare la cacca; questi sono sintomi correlati al termine "Dischezia". Se l’infiammazione si protrae, l’intestino altera la sua capacità peristaltica, si gonfia e provoca dolore. In altre parole, se l’infiammazione peggiora, il neonato inizia a soffrire di quelle che definiamo coliche gassose. Più si protrae il quadro infiammatorio, più il bambino si disabitua ad avere un transito intestinale regolare e potrebbe anche diventare stitico, condizione che peggiora ulteriormente il mal di pancia e il dolore percepito.
Dischezia e Difficoltà a Evacuare nel Neonato
Con il termine Dischezia del neonato si intende un disturbo funzionale, non causato da patologie organiche, che si manifesta con una defecazione particolarmente difficoltosa, possibilmente associata ad emissione di gas e/o mal di pancia, di solito lieve. Anche se le feci possono essere morbide e fisiologiche, il neonato fatica a fare la cacca pur riuscendoci. La dischezia non è causata principalmente da una mancata coordinazione tra i muscoli del pavimento pelvico, lo sfintere anale e il colon, come si pensava in passato; al contrario, è causata da un leggero quadro infiammatorio che crea i primi disturbi intestinali, i quali possono poi evolvere in vere e proprie coliche gassose.
Stipsi e Stitichezza del Neonato
Stipsi e Stitichezza del neonato sono sinonimi che indicano la difficoltà del bambino ad evacuare e a svuotare totalmente o in parte il colon. Ogni neonato dovrebbe evacuare almeno una volta al giorno, idealmente da 1 a 3/4 volte, con feci abbondanti e morbide. La stipsi è la difficoltà ad evacuare oltre al fatto che il neonato non defeca per uno o più giorni. La consistenza delle feci può essere morbida o leggermente più dura. Sebbene più comune nei bambini allattati artificialmente, anche i neonati allattati al seno possono soffrirne.
La stipsi può causare dolore alla pancia, pianto, irritabilità, addome gonfio e riduzione dell’appetito. Questi sintomi dovrebbero migliorare dopo l’evacuazione, ma nei bambini molto stitici possono persistere, richiamando la sintomatologia delle coliche gassose. Spesso la stipsi è preceduta da settimane in cui il bambino fatica a scaricarsi o si scarica troppo spesso con piccole quantità di feci. Come per altri disturbi intestinali, la stipsi è causata da un quadro infiammatorio prolungato che altera l'assorbimento e la peristalsi intestinale.
I rimedi più comuni per la stipsi, come fermenti lattici, sondino e microclismi, sono spesso insufficienti. Il sondino rettale o i microclismi risolvono il sintomo ma non la causa, e possono disabituare il bambino a scaricarsi autonomamente. Possono essere utili per episodi specifici, ma per una soluzione efficace è necessario risalire all'origine del problema.
Aria nella Pancia e Addome Gonfio del Neonato
Il comune pensiero che l'aria nella pancia sia la causa delle coliche gassose è un'inversione della realtà. È l’infiammazione intestinale a provocare un’alterazione del transito, dolore, gonfiore addominale, che è un segno oggettivo di infiammazione, e conseguente aria nella pancia. Per curare efficacemente l’aria nella pancia e l’addome gonfio del neonato, è fondamentale risolvere il quadro infiammatorio intestinale alla base delle coliche.
Rimedi e Strategie per Affrontare le Coliche e i Disturbi Intestinali del Neonato
La comprensione delle vere cause delle coliche gassose apre la strada a rimedi più mirati ed efficaci. Non si tratta più solo di tentare soluzioni "fantasiosi" o palliativi, ma di agire sulle radici del problema.
Il Ruolo Cruciale dei Probiotici Specifici per il Neonato
Tra i probiotici, l’unico ad avere un'efficacia documentata nella cura delle coliche dei neonati allattati al seno è il Lactobacillus reuteri. In particolare, il ceppo Lactobacillus reuteri DSM17938 ha mostrato risultati significativi. Uno studio pubblicato a gennaio 2018 sulla rivista Pediatrics ha confermato l’importanza del Lactobacillus reuteri (ceppo DSM17938) nel ridurre efficacemente il pianto e/o l’agitazione nei neonati allattati al seno che soffrono di coliche. La ricerca italiana ha preso in considerazione 345 bambini, quasi tutti allattati al seno, e ha dimostrato che, dopo 14 giorni di trattamento, quasi il 60% dei bimbi trattati con l’integratore aveva migliorato, con una riduzione del pianto di almeno il 50%, percentuale salita a due terzi dopo 21 giorni. Nei pochi bambini nutriti con latte artificiale, il probiotico non è sembrato molto efficace, forse a causa della diversa flora batterica intestinale.
Il gruppo trattato con probiotico aveva in media meno ore di pianto e/o agitazione rispetto al gruppo placebo. I neonati allattati al seno e quelli allattati con latte in formula, infatti, hanno una composizione diversa del microbiota intestinale. I probiotici a base di Lactobacillus reuteri DSM 17938 riducono la durata del pianto da coliche infantili aumentando di contro l’espressione di fattori di trascrizione quali RORγ o FOXP3, a loro volta coinvolti nella risposta immunitaria.
Un altro ceppo probiotico di particolare interesse nei primi mesi di vita è il Lactobacillus rhamnosus GG. Coinvolto in numerosi studi che hanno interessato varie discipline, questo ceppo probiotico è emerso molto interessante non solo per le coliche, ma per la sua capacità di modulare la risposta immunitaria e di poter aiutare la prevenzione dell'eczema infantile, oltre che nel trattamento della diarrea da rotavirus. Il Lactobacillus rhamnosus, non solo evita la colonizzazione dei batteri patogeni, ma aumenta anche lo sviluppo e la crescita di batteri benefici, come Bacteroides, Clostridia e bifidobacteria.
I lattanti che soffrono di coliche presentano una flora intestinale diversa che potrebbe essere responsabile dell’aumento del meteorismo. La somministrazione dei lactobacilli aiuterebbe la regolazione dei movimenti intestinali e favorirebbe una flora intestinale buona.

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Come Somministrare i Fermenti Lattici ai Neonati
In età neonatale, l'assunzione di fermenti lattici viene consigliata in forma liquida, quindi con le gocce da aggiungere al latte o all'acqua, possibilmente a temperatura ambiente.
Probiotici per la Salute Intestinale Generale: L'Esempio di Bactopral
Al di là delle coliche neonatali, i probiotici svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento della salute intestinale in generale. Un esempio di integratore a base di fermenti lattici probiotici è Bactopral. Questo integratore è a base dello specifico ceppo tipizzato bifidobacterium bifidum PRL2010, utile a favorire la salute intestinale e del microbiota. È indicato in tutte quelle situazioni in cui si debba ristabilire la funzionalità dell'intestino, ideale in caso di disbiosi intestinale, colon irritabile e altre patologie intestinali. È specificatamente pensato per situazioni di squilibrio intestinale dove c'è la necessità di ripristinare il benessere intestinale e la naturale regolarità.

La flora batterica intestinale può alterarsi a causa di squilibri alimentari, cure antibiotiche, patologie e virus intestinali. Bactopral è un supporto per riequilibrare il microbiota in caso di gastroenteriti, dissenteria, mal di pancia, stitichezza, sindromi diarroiche, cistiti recidivanti e ricorrenti, intolleranze alimentari, cattive abitudini o stili di vita, terapie farmacologiche e virus intestinali. I farmacisti consigliano di assumere 1 bustina al giorno, dissolvendo il contenuto in acqua o altro liquido, per un periodo di almeno due settimane consecutive.
Questo prodotto, senza glutine, contiene destrosio, il microrganismo probiotico bifidobacterium bifidum PRL2010-LMG S-28692 (che contiene soia) e amido di riso. Per ogni bustina, il contenuto è di 1 miliardo di cellule vive di Bifidobacterium bifidum PRL2010, riferito al prodotto correttamente conservato. È importante tenere il prodotto fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei 3 anni e non eccedere la dose giornaliera consigliata. Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta varia ed equilibrata e si consiglia uno stile di vita sano. La conservazione è cruciale: il prodotto contiene fermenti vivi sensibili al calore, quindi si raccomanda di evitare l'esposizione a fonti di calore o sbalzi termici, di conservarlo al riparo dalla luce e preferibilmente a temperatura compresa tra 2°C e 8°C, e di trasportarlo a temperature inferiori a 25°C per periodi non superiori alle 48 ore. La data di scadenza si riferisce al prodotto correttamente conservato, in confezione integra, con un termine ultimo di conservazione di 24 mesi dalla data di produzione.
Altri Rimedi e Approcci
Oltre all'integrazione probiotica mirata, esistono altri approcci che possono supportare il benessere del neonato affetto da coliche.
Massaggio al Pancino
Un classico rimedio, spesso suggerito dai genitori e dagli operatori sanitari, è il massaggio sul pancino del bambino. Questo può aiutare a lenire il dolore e favorire l'eliminazione dei gas. È una pratica dolce e non invasiva che può dare sollievo momentaneo al neonato. Mettere il bambino a pancia in giù o passeggiare tenendolo sul braccio a pancia in sotto sono altre posizioni che possono portare beneficio.

L'Osteopatia Pediatrica
L'osteopatia pediatrica si concentra sulla risoluzione delle tensioni corporee del neonato, che possono contribuire ai disturbi intestinali. Un approccio scientifico a 360 gradi che includa l'osteopatia può essere molto efficace nel curare le coliche gassose, la stitichezza e la dischezia del neonato, aiutando il bambino a ritrovare il benessere.
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Gestione dell'Alimentazione e dell'Allattamento
In un bambino allattato artificialmente, è fondamentale prestare molta attenzione a come si offre il biberon per rallentare il flusso ed evitare che il bambino ingurgiti rapidamente il latte. Tuttavia, come già ribadito, l'aria ingurgitata non è la causa primaria del mal di pancia, quanto piuttosto la tipologia di latte artificiale e come viene proposto al bambino. In caso di allattamento al seno, è importante valutare la corretta poppata e l'assenza di tensioni che possano rendere l'allattamento doloroso o inefficiente, contribuendo all'irritabilità del bambino.
Cosa Evitare: Cliché e Soluzioni Inefficaci
Purtroppo, la disperazione dei genitori di fronte al pianto inconsolabile del neonato li porta spesso a ricorrere a soluzioni inefficaci o addirittura controproducenti.Le gocce a base di simeticone, spesso definite farmaci "antimeteorici", in teoria dovrebbero favorire l'eliminazione dei gas. Agendo sulla tensione superficiale delle bolle di gas intestinale, le unirebbero per crearne altre di dimensioni maggiori, più facili da espellere. Tuttavia, dal momento che le coliche non sono causate dall’immaturità intestinale né dall’aria nella pancia come causa primaria, questi farmaci risultano nella maggior parte dei casi insufficienti per risolvere le coliche gassose.
Similmente, le gocce contenenti estratti di melissa, camomilla e finocchietto vengono somministrate con l'intento di favorire la regolare motilità intestinale, l'eliminazione dei gas e un'azione rilassante. Sebbene possano avere un effetto blando, non affrontano la causa infiammatoria sottostante delle coliche.Il sondino rettale, il termometro e i microclismi, come il Melilax, possono essere visti come soluzioni immediate per episodi specifici di stipsi. Tuttavia, sono rimedi sintomatologici e non risolvono la causa per cui il bambino ha mal di pancia ed è diventato stitico. Al contrario, il loro uso frequente può disabituare il bambino a scaricarsi autonomamente, rendendolo meno capace di imparare a fare la cacca da solo.