Bambino trova una bomba in spiaggia: cosa fare e come gestire il ritrovamento di ordigni bellici

Il litorale italiano, custode silenzioso di oltre ottant’anni di storia contemporanea, nasconde ancora oggi numerose insidie legate al Secondo conflitto mondiale. Accade sempre più spesso che una tranquilla giornata estiva si trasformi in un momento di estrema tensione: un bambino, giocando con paletta e secchiello sul bagnasciuga, porta in superficie quello che scambia per un giocattolo, un reperto curioso o una strana noce, ma che si rivela essere un ordigno bellico inesploso.

illustrazione di una spiaggia sabbiosa con bambini che giocano vicino al bagnasciuga

Il fenomeno dei ritrovamenti: la cronaca recente

Le cronache degli ultimi tempi riportano numerosi episodi che testimoniano la persistenza di questo pericolo. Recentemente, a Rosolina Mare, si è verificata una serie di ritrovamenti che hanno destato preoccupazione: la quarta bomba spuntata fuori nella località balneare nel giro di poco più di un mese, la terza sulla spiaggia. Anche in questo caso, martedì, è stato sempre un bambino, sempre sul bagnasciuga, ma al Bagno Tamerici, ad imbattersi nello “strano oggetto”, che a lui è sembrato un qualcosa di curioso con cui giocherellare. A un certo punto, racconta il gestore del Bagno Tamerici Leonardo Ferro “l’ha mostrata al papà che ha capito subito di cosa si trattasse e ha chiamato il bagnino”. Era una bomba a mano molto vecchia e malridotta, senza spoletta ed è stata spostata sotto la torretta in attesa dei carabinieri. L’intervento è stato effettuato ieri di prima mattina, ma come spiega ancora Ferro, “l’hanno portata via e non l’hanno fatta brillare qui, perché non era così pericolosa e tutto si è risolto così nel migliore dei modi”. Gli artificieri hanno fatto esplodere l’ordigno poco distante, verso la foce dell’Adige, in una zona sicura.

Ferro, che lunedì ha dovuto fare i conti con il nubifragio, lavorando senza soste per riuscire a riaprire già all’indomani, centrando l’obiettivo con la spiaggia perfetta grazie al classico “olio di gomito”, nota come “quello che stupisce è che sia già la terza bomba trovata quest’anno. E questo dà da pensare, anche perché qui non vengono effettuati ripascimenti”. Forse, il “diluvio” di lunedì può aver fatto riaffiorare qualcosa che era sempre stato lì.

Segrate, bonifica degli ordigni bellici risalenti della Seconda Guerra Mondiale

Le cause: perché gli ordigni riemergono dopo decenni

Il ritrovamento di Sarzano, invece, risale a qualche giorno fa. Una signora aveva infatti notato emergere dalla terra quello che poi si è rivelato essere un piccolo pezzo di artiglieria, molto corroso. Inizialmente non aveva dato molto peso al ritrovamento, mettendo l’oggetto da una parte. Ieri, però, osservandolo meglio, ha capito che poteva essere qualcosa di pericoloso e ha dato l’allarme.

La questione climatica e idrogeologica gioca un ruolo determinante. Come sottolineato dal sindaco di Rosolina, Michele Grossato, in merito ai recenti fatti: “È già il secondo episodio, le piene dell’Adige in questo periodo sono state importanti. È sicuramente il fiume ad aver portato con sé queste bombe ananas”. Il moto ondoso, le forti mareggiate e le piene dei fiumi che sfociano in mare contribuiscono a smuovere i sedimenti marini, riportando a galla manufatti metallici che erano rimasti sepolti nel fango o nella sabbia per decenni.

Casi emblematici lungo lo Stivale

Non si tratta di un fenomeno isolato a una singola regione. Stavano facendo il bagno, quando hanno trovato in mare un oggetto che li ha incuriositi e hanno iniziato a giocarci, passandoselo come se fosse una palla. È quanto successo intorno alle 13:45 dello scorso 19 luglio a Nettuno, nel tratto di arenile antistante via Antonio Gramsci. Il bagnino, dopo aver preso in consegna l'ordigno, lo ha posizionato in spiaggia. Sul posto sono intervenute la polizia e gli artificieri. Per precauzione la strada e la spiaggia sono state chiuse. Non è la prima volta che accade una cosa del genere sul litorale laziale: lo scorso sette luglio un altro ordigno risalente alla Seconda Guerra Mondiale è stato trovato sempre in acque a Nettuno.

Analogamente, a Salò, si è presentato da mamma e papà stringendo un oggetto arrugginito tra le mani. E ai genitori è bastato un attimo per capire cosa fosse lo strano aggeggio metallico che il piccolo aveva trovato poco prima sul bagnasciuga: era una bomba. Tutto vero: un ordigno bellico, probabilmente risalente alla Seconda guerra mondiale, è stato trovato in spiaggia, per di più da un bambino. È successo giovedì, nel tardo pomeriggio, nella zona di via Tavine. Sul posto, oltre ai carabinieri e alla polizia locale, sono intervenuti anche gli artificieri del Genio guastatori di Cremona. Al termine delle dovute verifiche è emerso che l'ordigno risaliva a oltre 70 anni fa: si tratterebbe di una bomba a mano. In ogni caso si è proceduto alla sua rimozione, con tutte le misure di sicurezza del caso.

schema delle diverse tipologie di ordigni bellici rinvenuti in ambito civile

Il comportamento corretto da adottare

Chi non ha mai giocato a scavare buche nella sabbia in riva al mare? Quando si è bimbi, e non solo, e ci si trova in spiaggia, uno dei divertimenti più coinvolgenti è sicuramente quello di armarsi di paletta e secchiello e cominciare a scavare. Tuttavia, bisogna mantenere sempre un alto livello di attenzione. Pare che durante la mattinata odierna la piccola si trovasse in spiaggia, presso l'ufficio 6 di Lignano Sabbiadoro, insieme alla mamma. Madre e figlia stavano scavando una buca quando da sotto la sabbia è emerso un oggetto, riconosciuto dal bagnino che lo ha prontamente tolto dalle mani della bambina avvisando la Capitaneria di Porto.

Se si dovesse incappare in un oggetto sospetto, le regole da seguire sono poche ma tassative:

  1. Non toccare mai l'oggetto: Anche se appare vecchio o arrugginito, il meccanismo interno di accensione può essere ancora attivo e estremamente sensibile.
  2. Non spostare l'oggetto: È fondamentale evitare di maneggiarlo o provare a pulirlo dalla sabbia.
  3. Avvisare immediatamente le autorità: Il primo riferimento deve essere il bagnino di salvataggio (se presente) o le forze dell'ordine (Carabinieri o Polizia locale tramite il numero unico di emergenza).
  4. Mantenere la distanza: Allontanarsi immediatamente dall'area del ritrovamento, impedendo ad altri bagnanti di avvicinarsi, e segnalare il punto esatto alle autorità competenti.

La gestione del rischio da parte delle forze specializzate

Una volta che l'allarme è stato dato, la gestione passa agli esperti. Gli artificieri del Genio guastatori, spesso coadiuvati dalle forze di polizia, eseguono una valutazione tecnica. Non tutti gli ordigni, sebbene pericolosi, richiedono una distruzione in situ: in molti casi, se le condizioni di sicurezza lo permettono, gli oggetti vengono trasportati in aree protette, lontano dai centri abitati e dalle spiagge, per il brillamento controllato.

La consapevolezza pubblica riguardo a questo rischio è cresciuta, ma è fondamentale ricordare che il tempo non rende inoffensive queste armi. L'ossidazione del metallo può, paradossalmente, rendere alcune spolette ancora più instabili. La prudenza deve guidare ogni attività ludica sulla sabbia, ricordando che, dietro la curiosità di un bambino, potrebbe celarsi un frammento di storia che richiede l'intervento esclusivo di professionisti qualificati. La sicurezza balneare passa anche attraverso la conoscenza dei rischi occulti che il mare, ciclicamente, decide di restituirci.

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