Guida Completa all'Assegno di Maternità: Requisiti, Tipologie e Procedure di Domanda

Il sistema di welfare italiano offre un importante sostegno economico alle famiglie in occasione della nascita, dell'adozione o dell'affidamento preadottivo di un minore. La tutela della maternità e della genitorialità si declina principalmente attraverso due tipologie di prestazioni: l’Assegno di maternità dello Stato (per lavori atipici e discontinui) e l’Assegno di maternità di base (gestito dai Comuni). Comprendere le differenze tra queste misure, i requisiti specifici di accesso e le modalità di presentazione della domanda è fondamentale per le famiglie che desiderano accedere correttamente a queste forme di supporto previdenziale e assistenziale.

illustrazione concettuale di supporto alla famiglia e maternità

L'Assegno di maternità dello Stato: Prestazione per lavori atipici

L'Assegno di maternità per lavori atipici e discontinui, chiamato anche Assegno di maternità dello Stato, è una prestazione previdenziale a carico dello Stato, concesso ed erogato direttamente dall'INPS ai sensi dell’articolo 75 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151. Questa misura è pensata specificamente per le lavoratrici che, a causa della natura del proprio rapporto di lavoro, non godono di una copertura previdenziale standard.

Requisiti contributivi e soggettivi

Per accedere a questa prestazione, la lavoratrice deve soddisfare precisi criteri di contribuzione:

  • Se lavoratrice, deve avere almeno 3 mesi di contribuzione per maternità nel periodo compreso tra i 18 e i 9 mesi precedenti il parto o l'effettivo ingresso del bambino in famiglia in caso di adozione nazionale, affidamento preadottivo, oppure ingresso in Italia in caso di adozione internazionale.
  • Se disoccupata, deve aver lavorato almeno tre mesi e perso il diritto a prestazioni previdenziali o assistenziali.

Il beneficio si estende anche a situazioni particolari:

  • Se la richiedente è affidataria preadottiva, in caso di separazione dei coniugi avvenuta durante la procedura di affidamento preadottivo, al momento dell'affidamento deve essere in possesso dei requisiti contributivi previsti per la madre. Il minore deve trovarsi presso la famiglia anagrafica dell’affidatario e la madre non deve aver già fruito dell’Assegno.
  • Se è padre adottante, nel caso di adozione senza affidamento durante la separazione dei coniugi, al momento dell'adozione deve essere in possesso dei requisiti contributivi previsti per la madre. Il minore deve trovarsi presso la famiglia anagrafica dell’adottante e la madre non deve aver già fruito dell’Assegno.
  • Se è padre adottante non coniugato, in caso di adozione pronunciata solo nei suoi confronti, al momento dell'adozione deve essere in possesso dei requisiti contributivi previsti per la madre.

L'Assegno di maternità dei Comuni: Prestazione assistenziale

L'assegno di maternità di base, anche detto "assegno di maternità dei comuni", è una prestazione assistenziale concessa dai comuni e pagata dall'INPS, ai sensi dell’articolo 74 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151.

Destinatari e condizioni economiche

L’assegno è riconosciuto alle:

  • Madri naturali o adottive non lavoratrici.
  • Madri lavoratrici con un’indennità di maternità pari od inferiore all’importo dell’assegno.

I richiedenti non devono avere alcuna copertura previdenziale oppure devono averla entro un determinato importo fissato annualmente. Inoltre, non devono essere già beneficiari di altro assegno di maternità INPS ai sensi della legge 23 dicembre 1999, n. 488. Se la madre è minorenne, la domanda può essere presentata dal tutore o da altro legale rappresentante.

ASSEGNO DI MATERNITÀ DEI COMUNI 2025: Soglia ISEE e IMPORTO

Requisiti di accesso e soggiorno

Per beneficiare dell’assegno dei Comuni, sono previsti vincoli stringenti legati alla residenza e alla cittadinanza. È richiesta la residenza nell’Unione Terre di Pianura al momento della presentazione della domanda. Inoltre, il valore ISEE minorenni 2026 non deve essere superiore a € 20.668,26.

L'età del bambino non deve essere superiore a 6 mesi per le nascite, non superiore a sei anni per le adozioni nazionali e non superiore a diciotto anni per le adozioni internazionali. Fondamentale è l’assenza di trattamento economico per il congedo obbligatorio di maternità (che copre di norma dai 2 mesi prima del parto ai 3 mesi dopo la data effettiva del parto) o trattamento economico per il congedo di importo inferiore a quello dell’assegno del Comune (in questo caso occorre fare richiesta per la differenza).

Categorie di beneficiari in base alla cittadinanza

  • Cittadine italiane o comunitarie residenti in Italia al momento del parto o dell’ingresso in famiglia del minore adottato/affidato.
  • Cittadine extracomunitarie rientranti in specifiche categorie, tra cui:
    • Cittadina straniera in possesso dello status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria, familiare o superstite.
    • Cittadina titolare di Permesso di Soggiorno CE per Soggiornanti di lungo periodo in corso di validità oppure che ha presentato istanza al Questore.
    • Cittadina che è familiare di un cittadino italiano/comunitario o soggiornante di lungo periodo.
    • Cittadina titolare di permesso di soggiorno rilasciato ai fini lavorativi di durata superiore ai 6 mesi.
    • Cittadina titolare di permesso di soggiorno, rilasciato per fini diversi dall’attività lavorativa, che consenta di lavorare e autorizzi a soggiornare in Italia per periodi superiore ai 6 mesi.
    • Cittadina apolide, familiare o superstite.

Sono inclusi anche i familiari titolari della "Carta di soggiorno per i familiari del cittadino comunitario non aventi la cittadinanza di uno Stato membro dell’Unione europea" (articolo 10, decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30) e i titolari di "Carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro" (articolo 17, decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30), oltre ai titolari di permesso di soggiorno ed equiparati ai cittadini italiani, ai sensi dell’articolo 41, comma 1-ter, decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.

mappa concettuale dei passaggi per la richiesta bonus

Procedure e documentazione per la richiesta

La domanda deve essere presentata entro 6 mesi dalla nascita o adozione del minore. Il contributo economico per il mantenimento del figlio minorenne è suddiviso in cinque mensilità e l'importo dell'assegno è rivalutato ogni anno per le famiglie di operai e impiegati sulla base della variazione dell'indice dei prezzi al consumo ISTAT.

Documentazione necessaria

Per poter inviare la richiesta sono necessari:

  • Documento d'identità del beneficiario del servizio.
  • In caso di cittadino extracomunitario - con residenza nel Comune - diritto e/o permesso di soggiorno della madre e del figlio in corso di validità (in alternativa, copia della richiesta di rinnovo e della ricevuta di pagamento dei relativi costi).
  • In caso di integrazione di altro contributo, attestazione degli altri contributi ricevuti.
  • Documento d'identità di tutti i figli del beneficiario del servizio.
  • Attestazione ISEE in corso di validità.
  • IBAN valido per l'accredito dell'importo.

Il termine ordinario per l’emanazione dei provvedimenti è stabilito dalla legge 241/1990 in 30 giorni, mentre il termine per la definizione del provvedimento è stato fissato in 55 giorni dal Regolamento per la definizione dei termini di conclusione dei procedimenti amministrativi adottato dall’INPS. Entro 30 giorni dalla richiesta si riceverà comunicazione dell'esito.

Considerazioni fiscali e detrazioni correlate

Nel panorama del sostegno alla famiglia, è importante ricordare che il sistema tributario italiano offre ulteriori forme di detrazione. Ad esempio, al contribuente, per ogni familiare fiscalmente a carico, spettano delle detrazioni che diminuiscono l’imposta dovuta.

Sono interamente deducibili dal reddito complessivo le spese mediche generiche e di assistenza specifica sostenute dai disabili nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione. Inoltre, dal 1° gennaio 2018 è possibile detrarre nella misura del 19% l’acquisto dei sussidi tecnici o degli strumenti compensativi a favore dei minorenni o maggiorenni con diagnosi di disturbo specifico (DSA) fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado.

Per quanto riguarda la mobilità, a partire dal 1° gennaio 2018, è possibile detrarre un importo pari al 19% delle spese sostenute per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. Infine, la Legge di Bilancio 2022 ha introdotto una detrazione specifica sulle spese effettuate per i lavori di superamento o eliminazione delle barriere architettoniche.

grafico che mostra la variazione ISTAT e l'adeguamento degli assegni

Gestione dei contributi e fondi integrativi

Le erogazioni liberali a movimenti politici, Onlus, associazioni sportive, ecc., rappresentano un altro ambito di gestione fiscale, con tipologie che variano dalle associazioni di promozione sociale agli istituti scolastici. A seguito della riforma dello sport, le somme erogate non rientrano più fra i cosiddetti "redditi diversi" elencati all’articolo 67 del TUIR.

Per quanto concerne la previdenza complementare e sanitaria, sono deducibili dal reddito complessivo, per un importo annuo non superiore a 3.615,20 euro, i contributi versati ai fondi sanitari integrativi del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) che erogano prestazioni rientranti tra quelle individuate dai commi 4 e 5 dell’art. 9 del DLGS n. 502/1992. Per usufruire di qualsiasi beneficio o detrazione, occorre essere in possesso della documentazione che certifica la spesa, come fattura, parcella, ricevuta quietanzata o scontrino.

È fondamentale mantenere sempre aggiornata la propria situazione ISEE e verificare periodicamente le soglie di accesso, poiché l'importo dell'assegno di maternità è rivalutato ogni anno sulla base della variazione dell'indice dei prezzi al consumo ISTAT, garantendo così una protezione costante del potere d'acquisto delle famiglie beneficiarie nel tempo.

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