Uno dei momenti più emozionanti della gravidanza è quando si riesce a sentire nitidamente il battito del cuore del feto. Ma quando è possibile ascoltarlo? L'attesa di conferme che "va tutto bene" accompagna i giorni e le settimane in attesa del parto, rendendo il monitoraggio cardiaco un passaggio cruciale. Tuttavia, comprendere la natura dello sviluppo cardiaco richiede uno sguardo attento alla fisiologia embrionale e alle dinamiche biologiche che regolano la vita prenatale.

Le fasi primordiali: la formazione del tessuto cardiaco
Anche se l'organo completamente formato non c'è ancora, il tessuto cardiaco pulsa sin dalla quinta settimana di gravidanza ed è, quindi, visibile durante la prima ecografia, che viene fatta per via transvaginale. A 5 settimane il tessuto cardiaco è formato e si potrebbe già riuscire a sentire il battito. In questa fase, il cuore in via di sviluppo è costituito da due tubi che si fondono al centro, creando un tronco con quattro tubi che si diramano.
Recenti ricerche scientifiche, come lo studio condotto su modelli murini che ha identificato una fase di contrazione precoce equivalente a 16 giorni nell'embrione umano, hanno superato la vecchia convinzione che il cuore iniziasse a battere solo quando assumeva la forma di un tubo lineare (corrispondente a circa 21 giorni nell'uomo). Gli scienziati hanno osservato il momento esatto in cui il calcio dà l'impulso alle cellule del cuore per contrarsi e diventare abbastanza coordinate da produrre un battito cardiaco. In questo processo, una proteina chiamata NCX1 svolge un ruolo chiave nella generazione dei segnali di calcio necessari. L'incipit del battito è essenziale perché il cuore si sviluppi correttamente.
Evoluzione morfologica: dalla decima alla ventesima settimana
Nona e decima settimana rappresentano uno spartiacque fondamentale: è in questo lasso di tempo che si formano l'aorta e la vena polmonare. Uno studio dell’Università di Leeds pubblicato su «Nature» ci accompagna in un vero e proprio viaggio alla scoperta delle trasformazioni nella struttura del cuore dalla 12^ alla 20^ settimana. In questo periodo, l'organizzazione del cuore presenta i cambiamenti più evidenti: le cellule si specializzano, si organizzano e iniziano a comunicare tra loro. È questo l'evento cruciale che spiega l'aumento della frequenza cardiaca e il battito fetale più vigoroso.
Frequenza cardiaca: variazioni e monitoraggio
Il cuore del feto batte a 100-110 bpm intorno alla 6^ settimana ed è possibile rilevarne l’attività attraverso l’ecografia transvaginale. Nelle due settimane successive la frequenza del battito fetale raggiunge valori compresi tra i 130-160 bpm. Intorno alla 10^ settimana, la frequenza aumenta fino ai 150-160 bpm, per poi diminuire dalla 20^ settimana in poi e stabilizzarsi sui 140 bpm.

Talvolta può capitare di non riuscire a sentire il battito immediatamente, oppure di osservare per un breve periodo una frequenza di 10-15 battiti in più o in meno. Si tratta di situazioni del tutto normali e transitorie. Quando però la frequenza cardiaca è al di fuori dei valori considerati normali, è fondamentale valutare se l’evento è transitorio o se si tratta di un’anomalia. Le aritmie, come tachicardia e bradicardia, sono tra le anomalie più comuni.
La gestione clinica dell'incertezza
L'ipotesi più plausibile, quando in ottava settimana l'ecografia non individua l’attività cardiaca dell’embrione, è che la gravidanza si sia interrotta. Effettuare un secondo controllo a una decina di giorni di distanza dal primo è l'unico modo per sapere se la gravidanza è in evoluzione. Solo il trascorrere dei giorni permette di stabilire se una gravidanza proseguirà o no. L’attesa è dunque necessaria, anche se ansiogena.
Nel caso di un embrione la cui attività cardiaca è definita "incerta" a seguito di controlli ravvicinati, il quadro clinico può orientare verso un aborto interno. A tal proposito, vi è molta fiducia da parte di tanti colleghi in un effetto salvifico di sovradose di progesterone. Tuttavia, l'opinione clinica prevalente è che l'embrione con corredo cromosomico bilanciato prosegua nella gravidanza con qualsiasi valore accettabile di progesterone, mentre embrioni con corredo cromosomico sbilanciato, nonostante questo supplemento, non abbiano la possibilità di evolvere e siano destinati a gravidanze che si spengono. Il progesterone non può essere controproducente, ma purtroppo non può correggere l'anomalia cromosomica del concepito.
Comunicazione e sensibilità fetale
Con il passaggio dal secondo al terzo trimestre, il feto inizia a sintonizzare il proprio battito cardiaco con quello della madre. Il feto potrebbe anche essere sensibile allo stress materno; studi sperimentali hanno mostrato come, a trentasei settimane di gestazione, il feto possa mostrare una risposta cardiaca e un’accelerazione dei movimenti in coerenza con i picchi di stress della madre. Oltre la 23^ settimana, il feto è in grado di percepire suoni e voci, rispondendo con i movimenti.
Apparato Circolatorio (parte 2/2)
Strumenti di monitoraggio domestico: i fetal doppler
Negli ultimi anni, strumenti portatili chiamati fetal doppler hanno avuto un enorme riscontro. Essi consentono di ascoltare il battito cardiaco sfruttando gli ultrasuoni. Sebbene siano strumenti validi, vanno presi con il beneficio del dubbio: il loro funzionamento dipende da caso a caso. Alcune mamme riescono ad ascoltare il battito già intorno alla 12^ settimana, altre no. Non parliamo di dispositivi professionali come quelli in dotazione ai medici; pertanto, in caso di dubbi, è fondamentale rivolgersi sempre allo specialista.
Considerazioni sulla diagnostica precoce
È possibile eseguire il test di gravidanza già il primo giorno dopo la mancata mestruazione, utilizzando preferibilmente la prima urina del mattino. Se il test è positivo, raramente si tratta di un errore. Un risultato negativo è invece meno affidabile e, in mancanza di mestruazioni, deve essere ripetuto dopo qualche giorno. Se con il passare dei giorni il battito del cuoricino non viene rilevato dall'ecografia come avvenuto in un controllo precedente, è probabile che la gravidanza si sia spenta. In queste circostanze, non sempre c'è accordo tra ginecologi sulla necessità di prescrivere farmaci a sostegno della gravidanza, ma il percorso diagnostico basato sui controlli ecografici rimane il pilastro fondamentale per confermare l'evoluzione o l'interruzione della gestazione. Un lutto perinatale non è una pratica da archiviare e non è più o meno duro da affrontare in base alla settimana di gestazione; ogni situazione merita un approccio personalizzato e il supporto diretto dei professionisti.