La Fertilità tra le Etnie: Un Panorama Demografico in Evoluzione

La fertilità è un indicatore cruciale della dinamica demografica di una popolazione e, nel corso degli ultimi decenni, ha mostrato tendenze significative e spesso divergenti a livello globale e, in particolare, in Europa. L'analisi dei tassi di fertilità non solo rivela cambiamenti nel numero di nascite, ma offre anche spunti sulle trasformazioni sociali, economiche e culturali che influenzano le scelte riproduttive.

Mappa del tasso di fertilità globale

Il Declino della Natalità in Europa

Negli ultimi tre decenni, l'Unione Europea ha registrato una diminuzione costante delle nascite. Sebbene ogni anno siano nati più di 4 milioni di bambini, questi numeri mostrano una chiara tendenza al ribasso. Nel 2021, sono nati 4,09 milioni di bambini, la seconda cifra più bassa dal 1960. Il dato più basso è stato registrato nel 2020, con 4,07 milioni di nascite. Questo calo è evidente anche nel tasso di fertilità, che riflette il numero di nati vivi per donna, diminuito in 11 dei 27 Stati membri dell'UE tra il 2001 e il 2021.

La Francia si è distinta nel 2021 con il tasso di fertilità più alto tra gli Stati membri dell'UE, raggiungendo 1,84 nati vivi per donna, secondo Eurostat. All'altro estremo, Malta ha registrato il tasso più basso, con 1,13 nati vivi. La Turchia, pur essendo uno dei paesi più popolosi d'Europa, ha subito il calo più significativo del tasso di fertilità in questo periodo, passando da 2,38 nel 2001 a 1,7 nel 2021, una diminuzione del 29%. Nonostante questo decremento, la Turchia si posiziona ancora all'ottavo posto su 37 paesi per i tassi di fertilità più elevati. Altri paesi europei che hanno visto una diminuzione della fertilità includono Malta (-24%), Finlandia (-16%), Portogallo (-7%) e Paesi Bassi (-5%).

L'età media delle donne che hanno dato alla luce il loro primo figlio nell'UE nel 2021 era di 29,7 anni, un dato che riflette una tendenza generale al posticipo della maternità in molte società sviluppate.

La Situazione Italiana: Un Record Negativo Persistente

L'Italia continua a registrare un record negativo per la natalità. Nel 2022, le nascite sono scese a 393mila, un calo dell'1,7% rispetto all'anno precedente. La denatalità ha proseguito anche nel 2023, con circa 3.500 nascite in meno nei primi sei mesi rispetto allo stesso periodo del 2022. Il numero medio di figli per donna è sceso a 1,24 nel 2022, con una stima provvisoria di 1,22 per i primi sei mesi del 2023, evidenziando una lieve flessione rispetto all'1,25 del 2021.

A cosa è dovuto il calo delle nascite in Italia?

Questo persistente calo delle nascite ha profonde implicazioni per il futuro del Paese. Un tasso di fertilità di circa 2,1 figli per donna è generalmente considerato necessario per garantire la sostituzione generazionale e mantenere stabile la popolazione. L'Italia, con un tasso ben al di sotto di questa soglia, si trova di fronte a un rapido invecchiamento demografico. Tra trent'anni, si prevede che per ogni giovane ci saranno tre anziani, e il 40% di questi avrà più di 75 anni. Questa situazione solleva serie preoccupazioni sulla sostenibilità del sistema di welfare e sulla capacità di mantenere un equilibrio tra la popolazione attiva e quella non attiva.

Fertilità e Migrazione: L'Impatto delle Madri Nascere all'Estero

Le quote di figli di madri nate all'estero e native variano significativamente in Europa. In alcuni paesi, i figli di madri nate all'estero costituiscono una porzione considerevole del totale delle nascite, dall'1% in Serbia al 65% in Lussemburgo. Questo valore è pari o superiore al 20% nella metà dei paesi presi in considerazione. Nel 2021, la quota di figli di madri nate all'estero era del 29% in Germania, Regno Unito e Svezia.

In Italia, i nati da genitori in cui almeno uno dei partner è straniero hanno continuato a diminuire nel 2022, attestandosi a 82.216 unità e costituendo il 20,9% del totale dei nati. Dal 2012, ultimo anno in cui si è osservato un aumento, queste nascite sono diminuite di 25.789 unità. I nati da genitori entrambi stranieri sono 53.079, pari al 13,5% del totale dei nati, con un calo di 26.815 rispetto al 2012.

Il crescente grado di "maturità" dell'immigrazione nel Paese, testimoniato dall'aumento delle acquisizioni di cittadinanza italiana, rende sempre più complesso misurare i comportamenti familiari dei cittadini di origine straniera. Molte acquisizioni di cittadinanza provengono proprio da quelle collettività che contribuiscono in modo più cospicuo alla natalità della popolazione residente.

Considerando la cittadinanza delle madri, nel 2022 le donne rumene hanno registrato il maggior numero di nascite (11.804), seguite da quelle marocchine (8.744) e albanesi (7.768). Queste tre cittadinanze coprono il 38,6% delle nascite da madri straniere residenti. La propensione a formare una famiglia con figli tra concittadini (omogamia) è alta nelle comunità rumena, marocchina, albanese, bengalese e nigeriana.

Dati sulle nascite da madri straniere in Italia

L'integrazione in un contesto come quello italiano, dove la pianificazione familiare e la contraccezione sono pratiche diffuse, ha influenzato la riduzione dei tassi di fertilità tra le donne di origine straniera. Inoltre, l'assenza di una rete parentale di supporto alla maternità e la necessità primaria di allocare risorse ed energie verso l'affermazione professionale in un paese straniero sono motivazioni valide per un posticipo della maternità.

La composizione etnica della popolazione straniera residente in Italia è cambiata nel tempo. L'ingresso della Romania nell'area Schengen nel 2007 ha portato a una prevalenza netta di cittadini rumeni, che nel 2022 rappresentavano il 23,5% delle donne straniere residenti. Più recentemente, eventi bellici hanno determinato un aumento significativo della presenza ucraina, che rappresenta oggi la terza comunità straniera più numerosa, con il 7,3% della popolazione femminile residente.

Per quantificare l'impatto sulla fecondità delle trasformazioni etniche, è stato calcolato il tasso di fecondità della popolazione straniera complessiva, applicando ad ogni nazionalità presente il tasso di fecondità del paese di origine (valore medio del periodo 2005-2010). Assumendo lo stesso valore di fecondità, solo per effetto della diversa composizione etnica, si è osservato un declino del tasso di fecondità totale, che passa dai 2,04 figli per donna del 2001 agli 1,86 del 2022.

Tassi di Fertilità Globali: Contrasti e Tendenze

La popolazione mondiale è caratterizzata da una notevole variabilità nei tassi di fertilità, con alcune aree che registrano una crescita demografica rapida e altre un crollo. Il tasso di fertilità, che stima il numero di figli che una donna avrebbe nel corso della sua vita riproduttiva, è un indicatore chiave per comprendere l'evoluzione della popolazione globale. Si stima che un tasso di fertilità di circa 2,1 figli per donna sia necessario per garantire la sostituzione generazionale, ovvero per mantenere stabile la popolazione. Questo valore è leggermente superiore a 2 per compensare le morti premature e le persone che non avranno figli.

Nei paesi in via di sviluppo, il tasso di fertilità tende ad essere più alto, spesso a causa dell'accesso limitato ai metodi contraccettivi e perché nelle società rurali i figli possono rappresentare una risorsa lavorativa. Al contrario, nei paesi sviluppati, il tasso di fertilità è spesso inferiore al livello di sostituzione.

La Corea del Sud detiene il primato per il minor numero di figli, con circa 0,8 figli per donna. Seguono Singapore (0,9), Macao (0,97), Malta (1,13) e Cina (1,16). L'Italia si posiziona in questa classifica con 1,25 figli per donna, un dato che evidenzia la persistente bassa natalità del Paese. Altri paesi con tassi di fertilità inferiori al livello di sostituzione includono Giappone (1,30), Polonia (1,33), Portogallo (1,35), Lituania (1,36), Lussemburgo (1,38), Canada (1,43), Grecia (1,43), Finlandia (1,46), Austria (1,48), Russia (1,49), Svizzera (1,51), Regno Unito (1,53), Norvegia (1,55), Germania (1,58), Paesi Bassi (1,62), Brasile (1,64), USA (1,66), Svezia (1,67), Australia (1,70), Turchia (1,70), Danimarca (1,72), Francia (1,80), Messico (1,82) e Argentina (1,89).

All'estremità opposta dello spettro, il Niger è il paese con il maggior numero di figli, con una media di quasi 6 figli per donna. Altri paesi con tassi di fertilità elevati includono Somalia (5,31), Nigeria (4,76), Afghanistan (4,62), Senegal (3,90), Israele (3,00), Arabia Saudita (2,43), Pakistan (2,34), Sudafrica (2,37), Indonesia (2,17) e India (2,03). Questa distribuzione geografica dei tassi di fertilità suggerisce che la popolazione mondiale sarà sempre meno europea e sempre più africana e asiatica.

Tabella comparativa dei tassi di fertilità per paese

Negli Stati Uniti, nel 2022, le donne Native Hawaiane e delle Isole del Pacifico hanno registrato il più alto tasso di fertilità tra tutte le etnie, con circa 2.237,5 nascite per 1.000 donne. Il tasso di fertilità totale è una stima del numero di bambini che teoricamente nascerebbero per 1.000 donne durante i loro anni riproduttivi (generalmente considerati tra i 15 e i 44 anni), secondo i tassi di fertilità specifici per età. Il tasso di fertilità è diverso dal tasso di natalità, poiché quest'ultimo indica il numero di nascite in relazione alla popolazione in un periodo specifico.

Fattori che Influenzano la Fertilità Maschile e Femminile

Quando una coppia non riesce a concepire dopo un anno di tentativi regolari, è opportuno indagare le possibili cause che ostacolano il raggiungimento della gravidanza. Le cause possono essere attribuite a uno dei due partner o a condizioni che coinvolgono entrambi.

Per quanto riguarda la fertilità maschile, malattie e condizioni mediche sono coinvolte nel 20-30% dei casi. Meno nota è l'esistenza di disparità nella fertilità tra le varie etnie. Una recente ricerca ha esaminato un ampio campione di uomini sottoposti ad analisi del seme per sospetta infertilità, selezionando 615 soggetti che soddisfacevano i criteri di inclusione. I campioni sono stati analizzati in base all'età e all'etnia di appartenenza per identificare eventuali differenze rilevanti.

È emerso che il 54% degli uomini di colore presentava valori anormali del seme, come un volume di spermatozoi per millilitro inferiore, un numero e una concentrazione più bassi rispetto ai valori normali, e percentuali di spermatozoi mobili più basse. Al contrario, nel gruppo di uomini bianchi e asiatici, i valori erano maggiormente conformi ai criteri stabiliti dall'OMS. Sebbene i ricercatori non abbiano indagato in modo trasversale le cause, si suggerisce che gli uomini di colore che cercano una gravidanza o le coppie che si rivolgono a un centro per il trattamento dell'infertilità dovrebbero sottoporsi a uno screening di valutazione andrologica.

Diagramma dei fattori che influenzano la fertilità

I fattori che possono influenzare la fertilità maschile sono numerosi e includono l'inquinamento dell'aria, i pesticidi che possono contaminare l'acqua, l'uso smodato di farmaci che finiscono nelle acque superficiali, il fumo di sigaretta, l'alcol e alcuni tipi di droga. Anche la scarsa attività fisica gioca un ruolo, poiché il corpo umano è progettato per il movimento. Inoltre, gli spermatozoi si formano a una temperatura inferiore a quella corporea (due-quattro gradi in meno), rendendo sfavorevoli indumenti troppo stretti e l'uso del computer sulle ginocchia. Fattori genetici possono anch'essi contribuire.

Per quanto riguarda la fertilità femminile, molti fattori possono ostacolare la gravidanza. Tra questi, la donna dovrebbe essere consapevole del proprio patrimonio di ovociti, considerando l'età della prima mestruazione e della menopausa della madre come indicatori utili. L'alimentazione gioca un ruolo fondamentale, così come la prevenzione e il trattamento delle infezioni dell'apparato genitale. Il fumo di sigaretta è particolarmente dannoso, poiché riduce il numero e la funzione degli ovociti. Anche il consumo di alcol, soprattutto in eccesso, può avere un impatto negativo.

È fondamentale che i giovani siano adeguatamente informati su questi aspetti. Purtroppo, la consapevolezza riguardo ai rischi legati a fumo, alcol e uno stile di vita sedentario è spesso limitata. È comune vedere ragazzi e ragazze fumare in giovane età, il che può comportare difficoltà nel concepimento in futuro. Fornire informazioni complete e tempestive è essenziale per garantire loro la libertà di fare scelte consapevoli in merito alla propria salute riproduttiva.

tags: #fertilita #per #etnie