Corsa e Allattamento: Un Percorso di Benessere per la Neomamma

Il periodo post parto è un momento di transizione nella vita di una donna, una nuova avventura segnata da numerosi cambiamenti fisici ed emotivi che suscita spesso diverse incertezze. Tra queste, un dubbio sostanziale e assolutamente legittimo riguarda il ritorno all'attività fisica: "quando potrò ricominciare a fare sport?". Questa domanda è particolarmente sentita dalle mamme che allattano, che si interrogano sulla sicurezza dell'esercizio fisico per sé e per il proprio bambino. La buona notizia è che l'attività fisica moderata non solo è compatibile con l'allattamento, ma porta numerosi benefici per entrambi. Contrariamente a quanto si possa pensare, lo sport di moderata intensità non influisce minimamente sulla produzione e sulla composizione del latte materno. Il ritorno graduale alla pratica dello sport, e alla corsa in particolare, permette alle neo mamme di dedicarsi nuovamente alla propria passione, prendendosi cura di se stesse e del bebè.

Mamma che corre con un neonato in un passeggino

Il Latte Materno e l'Attività Fisica: Sfatare Miti e Credenze Popolari

Il latte materno è un alimento fondamentale nel primo periodo di vita di un animale mammifero, e facendone parte anche per i nostri neonati vale la stessa affermazione. Nonostante le credenze popolari, lo sport di moderata intensità non influisce minimamente sulla produzione e sulla composizione del latte materno. Il timore che l'esercizio fisico possa interferire con l'allattamento rientra tra i vecchi luoghi comuni legati alle poppate, di cui la scienza ha ormai da tempo dimostrato l'infondatezza. Martina Carabetta, consulente professionale in allattamento (IBCLC) e presidente dell'associazione Latte&Coccole di Roma, osserva: "Le madri di ogni epoca e di ogni paese hanno sempre svolto attività quotidiane tutt'altro che sedentarie, pensiamo alle donne che quotidianamente percorrono lunghe distanze a piedi per andare a prendere l'acqua, lavano i panni a mano, lavorano nei campi, pur allattando i loro bambini". Questa prospettiva storica rafforza l'idea che l'allattamento e l'attività fisica, anche intensa, non siano intrinsecamente incompatibili.

La ricerca dimostra, infatti, che l'esercizio fisico moderato non influisce sulla produzione di latte. Più specificamente, superate le prime settimane successive alla nascita, l'esercizio fisico non influisce sulla produzione di latte, né sulla sua qualità, tanto che il via libera riguarda anche un'attività sportiva praticata a livello agonistico. Questo significa che le neomamme molto sportive che, prima della gravidanza, dedicavano diverse ore al giorno all'allenamento, possono allattare e - non appena si sentono pronte fisicamente - riprendere gradualmente la loro routine.

Tuttavia, è opportuno fare una precisazione riguardo all'intensità: lo sport ad alta intensità può aumentare temporaneamente l'acido lattico presente nel latte. Su questo punto, gli studi sono rassicuranti: un'eventuale presenza di acido lattico nel latte non altera le sue qualità nutrizionali. Ciò che può capitare è che il bambino risulti infastidito se la mamma lo attacca al seno subito dopo l'attività, perché il sudore è salato e la pelle ha un odore diverso dal solito, come spiega l'esperta. Questa è una questione di preferenza del bambino, non di sicurezza o nutrizione.

Quando e Come Riprendere la Corsa Dopo il Parto: L'Ascolto del Proprio Corpo

La ripresa dell'attività fisica dopo il parto è un momento delicato che genera molte domande nelle neomamme. Come sempre quando si tratta del proprio corpo, è fondamentale ascoltarne i segnali e valutare come ci si sente. Se c'è la motivazione e la condizione è buona, si può gradualmente ricominciare a praticare sport subito dopo il parto. L’importante è riprendere con calma.

Tempistiche Generali e Individualizzazione del Percorso

Non esiste una linea guida universale con i tempi ottimali per il ritorno alla corsa, poiché ogni donna e ogni parto sono unici. Tuttavia, alcune indicazioni generali possono orientare la neomamma. Per un'attività sportiva impegnativa, è meglio attendere il termine del puerperio. Martina Carabetta sottolinea che “in generale i primi quaranta giorni dopo il parto sono sempre stati considerati un periodo particolare in cui la mamma si concentra sul nuovo nato, impara a conoscerlo, e recupera energie”. A livello fisico, questo è un periodo di "assestamento" in cui l'utero torna alle dimensioni originali, la circolazione sanguigna torna alla normalità e gli organi che si sono spostati per fare spazio al bambino che cresceva nel pancione recuperano la loro posizione. “Tra l'altro le prime settimane dopo la nascita, in genere sono abbastanza impegnative, perché è tutto “nuovo” e sconosciuto, il neonato ha bisogno di tanto contatto, poppa molto spesso, per cui le mamme non hanno proprio il tempo o le energie per pensare anche allo sport”, aggiunge l'esperta.

Joséphine Bourguignon, massaggiatrice e fisioterapista specializzata in riabilitazione pelvi-perineale e monitoraggio delle atlete, afferma che "se riesci a correre durante la gravidanza e continui a sentirti bene, allora non smettere! In questo periodo è possibile praticare la corsa, ma a patto di ridurre l'intensità e non entrare mai in affanno." Questo suggerisce che per chi è già attiva, il mantenimento, seppur a ritmo ridotto, può facilitare il recupero.

Julie Roux, trail runner del Team Salomon e madre di due figli, condivide la sua esperienza personale: “Ho ricominciato la settimana successiva al mio secondo parto, camminando per un minuto e poi correndo a passo molto lento per altrettanto tempo, incrementando il ritmo progressivamente. All'inizio è giusto porsi obiettivi semplici, senza mettersi troppa pressione. Bisogna sempre fare attenzione a come ci si sente. È normale che la condizione fisica sia altalenante ed è necessario adattarsi continuamente, senza mai forzare e ascoltando sempre ciò che ci dice il corpo.”

Un altro fattore importante è il tipo di parto. Se si ha avuto un taglio cesareo, di solito è possibile iniziare a fare esercizio fisico 6-8 settimane dopo il parto. L'inattività o il ridotto livello di attività fisica durante la gravidanza influiscono in modo determinante sui tempi di recupero. Una donna incinta che è riuscita a modificare gli allenamenti in base alle sue capacità e si è allenata fino al parto generalmente ritorna allo sport più rapidamente, soprattutto quando il parto non ha complicazioni. Un parto complicato (ad esempio taglio cesareo o con importanti lesioni perineali) si accompagnerà ad un ritorno più lento alle attività fisiche.

Inoltre, nelle mamme che allattano perdura più a lungo la lassità legamentosa. Questa condizione, dovuta alla presenza di ormoni come la relaxina, può comportare un maggior rischio di infortuni muscoloscheletrici o disturbi uro-ginecologici. Il ritorno delle mestruazioni può essere segno del ripristino di un equilibrio ormonale accompagnato da recupero di forza e di tonicità dei muscoli del pavimento pelvico, nonché dal miglioramento dei tessuti di sostegno. Questi fattori evidenziano l'importanza di una ripresa graduale e personalizzata.

Donna che cammina con passeggino

Sintomi da Non Ignorare: Quando Consultare un Medico

È di vitale importanza saper ascoltare il proprio corpo. La presenza di sintomi uro-ginecologici durante le attività quotidiane indica che non è ancora il momento per infilare le scarpette da running e uscire per un allenamento. Meglio aspettare che tutti i sintomi "a riposo" spariscano prima di rimettersi a camminare o correre. I segnali a cui bisogna prestare attenzione quando si riprende l'attività sportiva sono diversi: sensazione di appesantimento, pesantezza perineale, dolore addominale, bisogno continuo di urinare, incontinenza fecale o urinaria e/o ritorno di secrezioni e sanguinamenti vaginali. Questi sintomi determineranno il ritmo di allenamento.

Joséphine Bourguignon ci ricorda di non esitare mai a consultare un medico, qualunque sia il motivo: “La disinformazione è spesso usata come scusa per sottrarsi a possibili valutazioni mediche. Quando, invece, è totalmente giustificabile fare domande sul proprio stato di salute.” La pesantezza pelvica e l'incontinenza urinaria sono segnali importanti che non devono essere trascurati, in quanto potrebbero indicare un'ipermobilità uretrale (patologia simile a una distorsione) o un prolasso genitale (simile a un'ernia). Queste disfunzioni possono essere causa di difficoltà nella minzione, infezioni ricorrenti del tratto urinario o disturbi intestinali. Una sensazione di pesantezza sul bacino e disagi nella zona vaginale possono rendere necessaria una valutazione clinica del perineo e una sua possibile riabilitazione. Troppo spesso questi sintomi vengono trascurati, e questo può determinare problemi persistenti difficili da risolvere.

Preparazione Fisica Specifica: Il Perineo e Oltre

Dopo il parto, l'attenzione al rafforzamento muscolare, in particolare quello del pavimento pelvico, è fondamentale per un recupero sicuro ed efficace. Dato che il parto naturale crea traumi al piano pelvico, l'esecuzione di esercizi nell'immediato ottimizzerà il recupero muscolare.

L'Importanza del Pavimento Pelvico e gli Esercizi Consigliati

Praticare i primi esercizi di rafforzamento del pavimento pelvico subito dopo il parto può aiutare a rientrare in sintonia con la muscolatura del perineo e a recuperare i riflessi e la corretta respirazione quando si è sotto sforzo. L'International Continence Society raccomanda di eseguire esercizi preventivi di rinforzo del pavimento pelvico nel periodo postpartum (evidenza di livello 1). Si può cominciare in scioltezza con gli esercizi di Kegel, che consistono nel contrarre e rilassare la muscolatura del pavimento pelvico. È possibile alternare rapide contrazioni in sequenza, potenziare la resistenza contraendo i muscoli per 5-10 secondi o eseguire contrazioni complete.

Joséphine Bourguignon sottolinea che ad oggi non esistono ancora precisi criteri per stabilire il momento esatto per tornare a correre, ma è logico pensare che sia necessario rieducare i muscoli del pavimento pelvico, gli addominali, così come il respiro e la loro sincronizzazione.

Rafforzamento Complementare e Respirazione

Julie Roux racconta che “dopo la seconda gravidanza, lavorare tanto sulla respirazione mi ha aiutato moltissimo nella rieducazione del perineo”. Questo evidenzia come la consapevolezza e il controllo della respirazione addominale siano parte integrante del recupero del core. Oltre agli esercizi per il perineo, con gli esercizi per i muscoli addominali e glutei, è meglio procedere poco a poco prima di svolgere nuovamente attività cardio a basso impatto come camminare, andare in bicicletta o nuotare.

Esercizi di Kegel - Pavimento Pelvico

Un Programma Progressivo per il Ritorno alla Corsa

Il ritorno allo sport dopo il parto dovrebbe essere un processo graduale e individualizzato, come suggerito anche dalla letteratura scientifica (Bo et al. 2016/17, ACOG Committee Opinion No. 650). Si consiglia di riprendere la corsa seguendo un programma di corsa ad intervalli in cui si alternano camminata e corsa. La neomamma deve anche quantificare le sue attività quotidiane per calcolare il suo stress meccanico (e non solo): cura del bambino, stare in piedi, portare il bambino nel marsupio, camminare, ecc. La corsa è un ulteriore elemento che si aggiunge a tutto questo carico.

Ecco una possibile progressione, adattabile alle proprie sensazioni:

Settimane 1-6: Rigenerazione

Questa fase iniziale si concentra sul recupero di base e sulla riattivazione muscolare.

  • Esercizi di mobilità: Iniziare con esercizi dolci per il tronco, il bacino e la parte superiore del corpo, per migliorare la flessibilità e ridurre le tensioni.
  • Rafforzamento del pavimento pelvico e attivazione del core: Concentrarsi sugli esercizi di Kegel, combinandoli con la respirazione addominale. È possibile includere flessioni moderate per il rafforzamento del core.
  • Attività cardiovascolare a basso impatto: Camminare ogni giorno, aumentando gradualmente velocità, distanza e dislivello. È fondamentale fare attenzione a mantenere il ritmo di camminata nei tratti in discesa, per non sovraccaricare il pavimento pelvico.
  • Rafforzamento muscolare generale (dalla 2ª settimana): Se tutto procede bene, è possibile introdurre squat, affondi e ponti per i glutei. Questi esercizi aiutano a ripristinare la forza e la stabilità delle gambe e del bacino.
  • Intervalli di jogging (dalla 3ª settimana): Se non si avvertono sintomi negativi, si possono progressivamente aggiungere degli intervalli di corsa in stile jogging, alternati a camminata, seguendo un approccio "un minuto cammino, un minuto corro".

Settimane 6-12: Riabilitazione

In questa fase, l'obiettivo è aumentare gradualmente il carico e l'intensità dell'allenamento.

  • Aumento del carico nel rafforzamento muscolare: Continuare con gli esercizi di forza, aumentando gradualmente il peso o le ripetizioni. Concentrarsi su gruppi muscolari importanti per la corsa come adduttori, polpacci, glutei e la muscolatura del torso.
  • Programma di corsa progressivo: Seguire un programma di corsa strutturato, aumentando gradualmente la durata e l'intensità della corsa, sempre monitorando l'assenza di sintomi negativi.
  • Ripresa di altre attività: Se ci si sente a proprio agio in sella, è possibile riprendere a pedalare. Anche il nuoto può essere reintrodotto, a patto che il collo dell'utero si sia chiuso.

Dalla Settimana 12 in poi: Ripresa dell'Attività Sportiva Abituale e Miglioramento delle Prestazioni

Dopo circa tre mesi, la maggior parte delle donne, se ha seguito una progressione adeguata e ha ascoltato il proprio corpo, può iniziare a tornare alla propria attività sportiva pre-gravidanza.

  • Aumento graduale del carico di impatto: Reintrodurre attività con maggiore impatto, come corsa più veloce, salti, ecc., sempre con cautela.
  • Continuare il recupero muscolare: Concentrarsi su esercizi di pliometria ed esplosività per migliorare la forza funzionale e le prestazioni atletiche.
  • In caso di problematiche specifiche, è sempre consigliabile rivolgersi a un medico o a un professionista sanitario specializzato nella riabilitazione del piano pelvico.

Programma di recupero fisico post parto

È molto importante che durante gli allenamenti (e dopo) non si presentino sintomi uro-ginecologici (perdite di urina, pesantezza nel perineo, necessità urgente di urinare, dolore al perineo, ecc.). Questi sintomi non devono essere trascurati.

Allattamento e Corsa: Accorgimenti Pratici per la Mamma Sportiva

L'allattamento al seno, in modo particolare, può interferire con la routine quotidiana e provocare cali di energia. Per questo è essenziale mangiare e idratarsi come si deve, oltre a saper anticipare questi cambiamenti prima, durante e dopo l’attività sportiva.

Gestione dell'Energia, Nutrizione e Idratazione

Come spiega Joséphine Bourguignon, “nei primi mesi di vita del bebè, il nostro corpo a riposo consuma più energia del solito, rendendo più difficile il recupero a causa della stanchezza dovuta, tra l'altro, alla mancanza di sonno." L'allattamento è un "evento di resistenza", quindi è fondamentale gestire le proprie energie. La dottoressa Amanda Williams, ginecologa e ostetrica certificata, afferma che durante l'allattamento si ha bisogno di mangiare di più di quanto non si facesse in gravidanza, visto che il corpo richiede circa 300-400 calorie supplementari al giorno per produrre il latte. Aggiungendovi l'esercizio fisico, è cruciale assicurarsi di mangiare abbastanza. Non c'è bisogno di contare le calorie ossessivamente: basta ascoltare i segnali di fame e sazietà del corpo e concentrarsi su cibi integrali ricchi di fibre e proteine per mantenere il senso di soddisfazione.

L'idratazione è altrettanto importante. Se si sta allattando e si ha uno stile di vita attivo, si ha bisogno di tutta l'acqua possibile. Non si sarà in grado di alimentare un essere umano e/o di allenarsi senza una riserva adeguata di fluidi. Non c'è un numero magico, basta "bere regolarmente sorsi d'acqua per mantenere la quantità di fluidi necessaria e ancor di più quando si ha lo stimolo della sete, che indica che si sta rimanendo indietro", afferma la dottoressa Williams. È buona norma portare con sé una bottiglia d'acqua o gli appositi integratori durante l'allenamento.

La Gestione del Seno durante l'Attività Fisica

Uno degli aspetti più pratici riguarda la gestione del seno. Il seno gonfio, l'allattamento e la spossatezza possono ostacolare i tuoi obiettivi di fitness dopo il parto. Per un maggiore comfort durante l'allenamento, Martina Carabetta suggerisce: “Alcuni tipi di attività fisica (correre, saltare, esercizi ginnici eccetera) non sono confortevoli se la mamma ha il seno pieno, conviene quindi allattare il piccolo prima di iniziare (o svuotare il seno con un tiralatte)”. Jessica McKee, consulente certificata a livello internazionale in allattamento, aggiunge che ti ringrazierai per aver alleggerito il seno prima di correre o fare squat jump. Questo non solo garantirà maggior agio durante l'allenamento, ma dovrebbe anche aiutare la produzione di latte a lungo termine, poiché evitare che il seno rimanga pieno troppo a lungo aiuterà a far capire al corpo di continuare a produrre latte.

Per quanto riguarda l'attrezzatura, un reggiseno sportivo adeguato è fondamentale. Per chi ha un seno abbondante può essere di aiuto indossare un reggiseno che garantisca un buon sostegno. I bra, specialmente quelli con il ferretto, che sono troppo stretti o premono sulla pelle in determinate zone possono contribuire a ostruire i dotti lattiferi. Questo perché il bra può esercitare pressione sui dotti lattiferi, bloccando una riserva del flusso del latte in un unico punto. Un dotto ostruito, spiega McKee, è come un sassolino duro e a volte doloroso nel seno. Se possibile, è preferibile provare il reggiseno di persona, in quanto si potrebbe aver bisogno di una taglia più grande o di un modello con maggior sostegno. Se si acquista online, McKee consiglia di fare questi brevi test prima di togliere le etichette: assicurarsi di riuscire a infilare due dita sotto la fascia e due dita sotto le spalline; poi, correre e saltare sul posto, alzare le mani sopra la testa e sedersi per vedere come lo si sente durante l'attività fisica. Dovrebbe essere aderente, ma non così stretto da limitare i movimenti.

Un accorgimento finale riguarda le mamme che sono soggette a ostruzioni dei dotti o mastiti: “Un'attività fisica molto intensa che coinvolge le braccia potrebbe favorire in alcune mamme questo tipo di problema”, spiega l'esperta.

Mamma che si allaccia le scarpe da corsa

Produzione di Latte e Strategie di Allenamento

La paura di mettere a rischio la produzione di latte è una preoccupazione comune. Tuttavia, la buona notizia è che si può allenarsi nonostante quasi tutte queste preoccupazioni. Tra sei e dodici settimane dopo il parto, l'aumento degli ormoni post-parto che ha provocato la produzione di latte diminuisce e il metodo di produzione passa a un modello di domanda e offerta, spiega McKee. E il seno gonfio post partum potrebbe ridursi un pochino. Si potrebbe tendere a dare la colpa agli allenamenti per via del tempismo, ma è più che probabile che la quantità di latte prodotta si stia regolando da sola (ed è una buona cosa!).

L'unico caso in cui l'allenamento potrebbe influire sulla produzione di latte è se si fanno regolarmente sessioni molto lunghe. "Se, ad esempio, si salta l'estrazione del latte perché si sta facendo una sessione di yoga da 90 minuti o correndo 15 chilometri, questo potrebbe influire o provocare una produzione minore", afferma McKee. In questi casi, il consiglio dei professionisti è valutare l'opportunità di investire in un tiralatte manuale. È un modo rapido per scaricare la pressione sul seno prima o persino durante un allenamento. Può anche aiutare a placare eventuali ansie quando si sente il seno pesante, aggiunge la dottoressa Williams. Se si può fare una breve pausa, tirare un po' di latte e riprendere il workout: è molto meglio per la produzione di latte a lungo termine rispetto a saltare una seduta, spiega McKee.

La prima azione da compiere è quella di acquistare un tiralatte e un biberon graduato. Per quanto riguarda il tiralatte si può optare per quello manuale o per quello elettrico. Una volta prelevato il latte dal proprio seno, se non lo si utilizza immediatamente, è buona azione conservarlo in frigorifero. Sulle tempistiche di scadenza ci sono molti punti di domanda, ma ovviamente prima lo si utilizza meglio sarà.

Aspetti Organizzativi e Supporto Professionale

L'allattamento non rappresenta una controindicazione all'attività fisica, eventualmente le difficoltà possono essere di tipo organizzativo, dato che nei primi mesi di vita il bambino ha bisogno di poppare molto spesso. Se la mamma ha la possibilità di avere vicino il piccolo o può contare sull'aiuto di qualcuno che le porta il bambino per le poppate, l'allattamento potrà continuare a richiesta. È possibile fare alcuni tipi di esercizio, come camminare, con il proprio bambino.

Se si dovessero avere problemi con la quantità di latte, dotti spesso ostruiti, mastite, dolori molto forti o altri disagi, non necessariamente solo durante l'attività fisica, la cosa migliore è contattare una consulente specializzata in allattamento per analizzare la propria situazione specifica.

I Molteplici Benefici della Corsa per la Mamma che Allatta

È innegabile che lo sport porti equilibrio e benessere psicofisico, ancor più se si è nel periodo post parto. L'esercizio fisico durante l'allattamento non solo è possibile ma è altamente raccomandato per il benessere psicofisico della mamma. L’importante è procedere gradualmente e ascoltare il proprio corpo.

Benessere Fisico

I benefici dello sport nella vita di tutti i giorni sono più che dimostrati: irrobustisce i muscoli e le ossa, rafforza il sistema immunitario, favorisce la funzionalità cardiovascolare, aiuta a controllare il peso e migliora la postura e la coordinazione. Una madre che corre può così ridurre i rischi di ipertensione e di diabete gestazionale, favorendo il mantenimento della massa muscolare e della funzione cardiovascolare e il ritorno alla pratica dello sport dopo il parto. "L'esercizio fisico comporta numerosi vantaggi in termini di salute materna", considera Martina Carabetta. Indipendentemente dal fatto che la mamma allatti o meno, è però buona norma riprendere l'attività in modo graduale, stando attente a non stancarsi troppo.

Benessere Mentale ed Emotivo

Dopo nove mesi di gravidanza, per le giovani mamme è importante riscoprire il proprio corpo. E rientrare in sintonia con se stesse mentre ci si prende cura di un neonato non è sempre un compito semplice. In questo senso, la corsa può aiutare davvero: non solo a sentirsi in forma e recuperare tono e resistenza, ma anche come tempo dedicato a se stesse. “Anche se si esce per poco tempo, il fatto di andare a correre da sole, concentrandosi sulla meta senza pensare ad altro, può essere già un grande aiuto. Quando torno a casa dopo un'uscita così, mi sento meglio e più presente,” spiega Julie Roux. Questo "tempo per sé" è cruciale per la salute mentale della neomamma.

Consapevolezza e Motivazione

La soddisfazione di tornare poco a poco al massimo delle proprie capacità è un'altra importante motivazione per migliorare le proprie prestazioni. “Uno dei grandi vantaggi di tornare a fare sport subito dopo il parto è che si asseconda il naturale processo di recupero, osservando la propria evoluzione fisica giorno dopo giorno. Così si è più consapevoli dei propri progressi e più stimolate a livello mentale” continua Joséphine Bourguignon. Questa consapevolezza del proprio corpo e dei progressi fatti può essere incredibilmente gratificante.

Ogni neomamma dovrebbe sapere che l’attività sportiva può apportare solo benefici. E che, come sempre quando si tratta di sport, è tutta una questione di equilibrio. Per tornare a correre come prima della gravidanza, bisogna avere pazienza, ascoltare il proprio corpo e sfruttare al massimo ogni momento. Senza porsi obiettivi troppo rigidi e ricordandosi di progredire al proprio passo. Monitorare come ci si sente durante e dopo l'esercizio fisico e lasciare che questo guidi nella scelta della quantità da fare è l'approccio più saggio.

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