L'allevamento dei vitelli richiede un'attenzione scrupolosa fin dalle prime ore di vita, poiché è dagli esemplari più giovani che si parte per avere dei bovini adulti in piena salute. L'ottimizzazione delle strategie di alimentazione lattea è un fattore critico per migliorare performance, salute e benessere dei vitelli da latte, oltre a promuovere una transizione più fluida e precoce verso lo svezzamento. Un'alimentazione non corretta o che non metta al primo posto il benessere degli animali incide in maniera rilevante sulla crescita del vitello, sulla produzione di latte della bovina madre, sul comportamento degli animali, nonché sui costi stessi che l'allevatore deve sostenere.
Con la diffusione sempre più massiccia di un approccio intensivo all’interno degli allevamenti, la produttività ha assunto molta più importanza rispetto al benessere degli animali, portando sempre più verso un allattamento di tipo artificiale. Tuttavia, questa modalità implica l’allontanamento prematuro del vitello dalla madre, subito dopo il parto: ciò causa non solo un notevole stress per entrambi gli animali, ma - specie a causa dell’utilizzo di sostituti artificiali al latte materno - può anche portare a un’elevata mortalità dei piccoli, a un insufficiente sviluppo corporeo e della mammella, se non addirittura a danni epigenetici che si trasmettono, dunque, ai nuovi nati. Per affrontare queste complessità e supportare decisioni consapevoli in merito ai piani nutrizionali personalizzati, la ricerca ha sviluppato strumenti innovativi.
Il Colostro: Il Fondamento Indispensabile per la Sopravvivenza e lo Sviluppo
Il vitello deve assumere il colostro nelle prime 48 ore di vita. Questo è fondamentale per il vitello, poiché fornisce nutrienti essenziali e anticorpi. L'assunzione precoce è cruciale: entro la 3° ora di vita sono consigliati 2 litri, e poi 4-6 litri entro le 24° ore di vita. Nei 3 giorni seguenti i vitelli hanno un fabbisogno preciso in proteine ed energia, per riprendersi dal parto e iniziare a crescere. Per questo necessitano di circa 6 litri di colostro al giorno, somministrato 3 volte al giorno in ragione di circa 2 litri per volta.

Protezione Immunitaria e Sviluppo del Tratto Gastroenterico
L’assunzione di colostro garantisce protezione immunitaria (immunità passiva grazie alle immunoglobuline) ed è essenziale per la sopravvivenza dei neonati della maggior parte delle specie. È risaputo che il colostro fornisce nutrienti essenziali ai neonati, ma è sempre più evidente come questo eserciti effetti anche attraverso le sostanze non nutritive presenti al suo interno. Infatti, i vitelli appena nati hanno bisogno di assorbire le Ig colostrali; Escherichia coli ed altre infezioni possono essere responsabili di elevati tassi di mortalità se le concentrazioni di IgG1 sono basse. L’assunzione di colostro provoca drastici cambiamenti morfologici e funzionali a livello del GIT (Tratto Gastroenterico) nei neonati, come mostrato per la prima volta da Widdowson.
Il tratto gastroenterico (GIT) dei vitelli neonati è relativamente maturo, ma necessita ancora di cambiamenti morfologici e funzionali. L’assunzione di colostro, con le sue sostanze nutritive e non, esercita notevoli effetti sullo sviluppo e sulla funzionalità del sistema gastroenterico. Inoltre, abbiamo importanti effetti sistemici (transitori e di lunga durata) sullo status nutrizionale, sul metabolismo e sui vari sistemi endocrini in seguito all’ingestione delle sostanze nutritive e non nutritive presenti nel colostro, le quali contribuiscono alla sopravvivenza del vitello durante lo stressante periodo che segue la nascita. Nel neonato si ha un passaggio immediato dalla nutrizione principalmente di tipo parenterale (durante il periodo fetale) all’alimentazione esclusivamente enterale. Tuttavia, sono necessari marcati cambiamenti morfologici e funzionali affinché l’animale riesca ad adattarsi ai diversi fattori ambientali, tra cui l’alimentazione.
Componenti Bioattive del Colostro e Loro Funzioni
Nel colostro bovino molte componenti non nutritive e direttamente bioattive derivano dal sangue, come nel caso dell’immunoglobulina G1, dell’ormone della crescita (GH), della prolattina (PRL), dell’insulina e del glucagone. Altre sostanze non nutritive vengono prodotte nella ghiandola mammaria, in particolare dai lattociti, come ad esempio alcune delle proteine leganti l’IGF. La maggior parte di peptidi e proteine, ad eccezione della caseina e del lattosio, è già disponibile per i neonati nel primo colostro. In esso sono contenute molte sostanze non nutritive, comprese le immunoglobuline (soprattutto IgG1), gli ormoni, i fattori di rilascio, i fattori di crescita, le citochine, le prostaglandine, gli enzimi, la lattoferrina (Lf), la transferrina, i prodotti di degradazione delle proteine del latte, i nucleotidi, le poliammine e gli oligosaccaridi.
Nel colostro bovino le concentrazioni di fattori di crescita insulino-simili (IGF) sono elevate, ma il fattore di crescita epidermico viene appena rilevato, diversamente dal colostro umano e di ratto. Le concentrazioni di peptidi non nutritivi diminuiscono rapidamente dopo l’inizio della lattazione. Le sostanze non nutritive sono distribuite tra la frazione caseina, la frazione siero (ormoni peptidici, fattori di rilascio ormonale, fattori di crescita, citochine e altri peptidi bioattivi, compresi i prodotti di degradazione delle proteine e gli oligosaccaridi) e la frazione grassa (ormoni steroidei). Durante la mungitura le concentrazioni maggiori di IGF-1, IGF-2, insulina, PRL e altri peptidi si ritrovano nella frazione di latte cisternale, con quantità gradualmente inferiori nelle frazioni successive, a cui fa seguito un aumento verso la fine della mungitura, un modello che non coincide con i cambiamenti nel contenuto di sostanza secca.
Effetti del Colostro sullo Sviluppo Gastrointestinale a Livello Cellulare
Klagsbrun ha dimostrato per la prima volta che il latte contiene mitogeni che raggiungono concentrazioni più elevate nel colostro e che sono di natura diversa nel colostro bovino e umano. Vari ricercatori hanno poi scoperto che il colostro, rispetto al latte maturo, contiene maggiormente sostanze non nutrienti, e che tali sostanze modulano la popolazione microbica del GIT, hanno effetti profondi sul GIT (proliferazione, migrazione, differenziazione, apoptosi delle cellule epiteliali; sintesi e degradazione proteica; digestione, assorbimento, motilità; sviluppo e funzione del sistema immunitario) e, in parte, possono esercitare effetti sistemici al di fuori del tratto gastroenterico sul metabolismo e sui sistemi endocrini, sul tono vascolare e l’emostasi, sull’attività e sul comportamento e sulla crescita sistemica.
I vitelli neonati sono pseudo-monogastrici, il cui GIT è caratterizzato da un marcato tasso di crescita. I cambiamenti nel GIT sono associati alla maturazione di altri organi coinvolti nella digestione (pancreas e fegato). L’assorbimento intestinale di grandi molecole proteiche e peptidi per mezzo della pinocitosi diminuisce dopo 7 giorni dalla nascita (p.n.), pertanto la digestione delle proteine nei lisosomi all’interno degli enterociti viene sostituita dalla digestione nel lume del tratto gastrointestinale e sulla superficie (orletto) degli enterociti. Nel neonato, le funzioni digestive e di assorbimento migliorano in caso di parto naturale (vaginale > taglio cesareo) e in seguito all’utilizzo di prodotti per le fasi iniziali dell’allattamento (colostro > sostituti del latte), di sostanze nutrienti e non nutrienti, dell’alimentazione enterale (> alimentazione parenterale) e dell’aumento della frequenza di allattamento. Lo sviluppo del GIT è regolato dall’attivazione e dall’espressione genica (“orologio dello sviluppo”) e dipende dalla vascolarizzazione. L’alimento che raggiunge il GIT ha effetti sia diretti che indiretti. Gli effetti diretti del cibo ingerito dipendono dall’apporto di sostanze nutritive e non nutritive. Vi è un marcato aumento dello spessore della parete dell’intestino tenue (SI) entro poche ore dall’ingestione di colostro.
Generalmente si ritiene che il cortisolo giochi un ruolo chiave nello sviluppo del GIT e nella differenziazione cellulare, in particolare nella promozione degli enzimi digestivi nel periodo pre e peri-natale. L’aumento del rilascio di cortisolo pre-, peri- e post-natale precoce o il trattamento con desametasone (se somministrato in quantità non troppo elevate) sembrerebbe accelerare la maturazione del GIT. Gli effetti dipendono dalla presenza, dal numero e dall’affinità di recettori specifici e dall’instaurarsi di eventi post-recettori. Esistono marcate differenze tra i siti nel GIT rispetto agli effetti dei regolatori. Questa regolazione è resa più complessa da importanti interazioni tra ormoni, fattori di crescita e citochine con il sistema nervoso autonomo. Nei vitelli pre-ruminanti, l’epitelio del SI è, a questo riguardo, particolarmente importante perché è il sito primario di digestione, assorbimento e (o) esclusione dall’assorbimento di sostanze presenti nel lume del tratto intestinale. Nei vitelli nati a termine l’assunzione di colostro “normale” rispetto all’assunzione di sostituti del latte (o di “formule”) ha incrementato il tasso di proliferazione delle cellule delle cripte, ma non le dimensioni dei villi. L’ingestione massima versus quella “normale” di colostro o la somministrazione di un estratto di siero colostrale di prima mungitura (che contiene sostanze non nutritive, come IGF-1, insulina, ecc.) non hanno influenzato il tasso di proliferazione delle cellule della cripta, mentre le dimensioni dei villi sono aumentate, suggerendo che l’aumento delle dimensioni dei villi del SI è la conseguenza di una maggiore fissione delle cripte, di un aumento della velocità di migrazione delle cellule epiteliali delle cripte verso l’apice dei villi, di una riduzione del tasso di apoptosi o di un aumento del tasso di sopravvivenza. L’aumento dell’ingestione di colostro ha anche incrementato la capacità di assorbimento (per lo xilosio) in diversi studi. Pertanto, elevate quantità di colostro ingerito miglioravano la crescita dei villi e quindi il potenziale di assorbimento intestinale, anche se la profondità delle cripte non era correlata con la circonferenza e l’altezza dei villi. Le correlazioni negative tra le dimensioni delle cellule della cripta e i tassi di proliferazione suggeriscono un controllo a feedback negativo della crescita delle cellule epiteliali del SI.
12 BENEFICI del COLOSTRO BOVINO 🥛🐮| A cosa serve e come assumerlo
Impatto dei Fattori di Crescita e Ormoni
Nei vitelli, durante i primi 5 giorni di vita, si osservano anche marcati cambiamenti ontogenetici nelle popolazioni di linfociti (aumento del tasso di proliferazione, diminuzione del tasso di apoptosi e del numero di linfociti T) nelle placche del Peyer (PP) e di linfociti T negli epiteli, ma non è stato osservato alcun cambiamento significativo del numero di linfociti B nella PP dell’ileo, probabilmente a causa degli effetti del colostro. Sono stati condotti vari studi sugli effetti a livello del GIT di singoli ormoni o di fattori di crescita negli animali domestici o da laboratorio neonati. Nei suini e nei vitelli neonati, sono stati studiati principalmente gli effetti dell’IGF-1. Sulla base di questi studi, gli IGF possono sopravvivere in larga misura nel SI. Gli effetti di IGF-1 (e di IGF-2) sono mediati da specifici recettori che, nel GIT, sono presenti su cellule epiteliali, fibroblasti, endoteli e muscolatura liscia. I numeri dei recettori differiscono a seconda dei diversi siti nel GIT e cambiano in base all’età e all’alimentazione. La somministrazione parenterale di IGF-I migliora lo spessore della mucosa (epiteliale), della sottomucosa e della muscolare, la crescita longitudinale e trasversale del GIT, l’assorbimento di sodio e l’assorbimento di nutrienti sodio-dipendenti (glucosio).
L’IGF-I umano ricombinante aggiunto alla formula artificiale ha aumentato la crescita dei villi intestinali, l’attività della lattasi e l’espressione dell’mRNA della lattasi nei suinetti allevati artificialmente. L’IGF-I somministrato per via orale ha inibito la degradazione proteolitica della lattasi e del suo precursore. L’assunzione di quantità fisiologiche di IGF-1 o di IGF-1 derivato dal latte aumenta la sintesi della lattasi e riduce l’attività dell’aminopeptidasi. La somministrazione con la dieta di quantitativi farmacologici di IGF-1 aumenta in modo variabile il tasso di proliferazione delle cellule della cripta, riduce il tasso di apoptosi delle cellule epiteliali, aumenta le dimensioni dei villi e la sintesi proteica. Tuttavia, la crescita non è migliorata nei suini transgenici che sovraesprimono IGF-1. Non vi è un assorbimento significativo dell’IGF-1 ingerito.
La regolazione degli effetti sul GIT degli IGF ingeriti, degli IGF prodotti all’interno del GIT stesso e degli IGF prodotti al di fuori del GIT e circolanti nel sangue è complessa. È ulteriormente complicata dalle interazioni con altri sistemi endocrini (GH, insulina e cortisolo), dalla modulazione (principalmente inibizione) degli effetti dell’IGF da parte delle IGFBP, dalla proteolisi delle IGFBP seguita dalla scissione dell’IGF e anche dalle possibili interazioni con Lf, come dimostrato nella ghiandola mammaria bovina. Abbiamo mostrato che l’mRNA per il recettore del GH (GHR), per i recettori dell’IGF di tipo 1 e 2 (IGF-1R, IGF-2R) e per il recettore dell’insulina (IR), di IGF-1 e IGF-2 e di IGFBP 1-3 sono presenti in tutte le parti del GIT dei vitelli neonati. Nell’ileo di vitelli di 5 giorni, i livelli di mRNA differivano tra strati compartimentalizzati (frazioni) contenenti apici dei villi e cripte (nel digiuno) e apici dei villi, cripte e lamina propria (nell’ileo). Le componenti dell’asse somatotropo e dell’IR non sono quindi espresse in modo simile nei diversi strati del digiuno e dell’ileo dei vitelli neonati.
Livelli maggiori di mRNA appartenenti al sistema GH-IGF-insulina (eccetto il recettore IGF-2) al giorno 5 rispetto al giorno 1 principalmente nel SI, suggeriscono che il SI potrebbe rappresentare un obiettivo principale per i fattori nutrizionali colostrali e/o per i fattori che promuovono la crescita. I livelli di mRNA e il numero massimo dei siti (Bmax; come indice del numero dei recettori) di IGF-1R, IGF-2R e IR erano negativamente correlati, e indicavano un turnover differenziale del recettore. La Bmax di IGF-1R, IGF-2R e IR è stata determinata anche nel SI e nel colon di vitelli neonati. Questi studi hanno mostrato che la Bmax dell’IGF-2R è diminuita e quella dell’IR è aumentata, mentre la Bmax dell’IGF-1R non è cambiata durante la prima settimana di vita. La Bmax di IGF-1R, IGF-2R e IR è stata modificata dalle differenze di alimentazione e la Bmax di IGF-2R e IR alla nascita era inferiore nei vitelli prematuri rispetto a quella dei vitelli nati a termine. Le iniezioni di GH per 7 giorni hanno migliorato l’area cellulare della cripta, ma non le dimensioni dei villi del SI; il GH non sembra stimolare rapidamente la crescita e lo sviluppo intestinale nei vitelli neonati.
In studi precedenti, la somministrazione con l’alimento di IGF-1 umano ricombinante (che ha la stessa sequenza di amminoacidi dell’IGF-1 bovino) per 7 giorni ha migliorato l’inserimento della (3H)-timidina nel DNA degli enterociti isolati ex vivo, ma non sono state riportate informazioni sui cambiamenti morfologici. La somministrazione di una formula artificiale (contenente solamente tracce di sostanze non nutritivi) insieme a IGF-1 per via orale (latte derivato da conigli transgenici; quantità corrispondenti a quelle presenti nel colostro, ovvero 0.4 mg IGF-1/L formula) per 7 giorni non ha avuto effetti né sulla proliferazione delle cellule della cripta del SI né sulla crescita dei villi. Pertanto, l’IGF-1 ingerito in quantità fisiologiche presenti nel colostro, non è l’unico responsabile della crescita e dello sviluppo intestinale nei vitelli neonati.
Cambiamenti Sistemici Post-Colostro
È noto che l’assunzione di colostro modifica lo status nutrizionale e immunitario (IgG) dei vitelli neonati. Sulla base dei nostri studi, dopo l’assunzione di colostro si verifica un aumento delle concentrazioni plasmatiche di IgG1, Lf, proteine totali, albumina, aminoacidi essenziali e un’impressionante diminuzione del rapporto glutammina/glutammato. Le concentrazioni plasmatiche di urea aumentano se vengono somministrate elevate quantità di colostro e le concentrazioni plasmatiche di glucosio aumentano con un ritardo di alcuni giorni; inoltre si osserva un aumento dei lipidi plasmatici (trigliceridi, fosfolipidi-lipidi, colesterolo totale e acidi grassi essenziali), del β-carotene e di altri marcatori, indicando un profondo impatto metabolico.
Strategie di Alimentazione Liquida Post-Colostrale
Dopo la fase cruciale del colostro, l'alimentazione liquida dei vitelli prosegue con diverse strategie, che si possono distinguere tra allattamento naturale e artificiale, e l'uso di sostituti del latte.
Allattamento Naturale vs. Artificiale
L’allattamento naturale mantiene vivo il rapporto tra vitello e bovina: gli animali non vengono separati dopo il parto e l’allattamento si verifica più volte al giorno (dalle 6 alle 8 circa) a seconda delle sue esigenze, per circa 14 giorni. In seguito, il vitello inizia a essere inserito all’interno della mandria e viene gradualmente separato dalla madre; nelle fasi di allattamento vacca e vitello si ricongiungono per il tempo necessario all’alimentazione fino al momento dello svezzamento, che avviene dopo circa 8-9 mesi di vita del vitello.
Nell’ottica di un allevamento più sostenibile e rispettoso degli animali, si stanno adottando anche modalità intermedie, volte a integrare le tecniche artificiali con il processo di allattamento naturale. Per esempio, i vitelli non sono più precocemente separati dalla vacca, ma l’allattamento naturale dalla mammella avviene solo in un primissimo momento, per far sì che il piccolo assuma il colostro, indispensabile per il suo sviluppo.

L'allattamento artificiale, invece, è prevalente negli allevamenti intensivi. Per ottenere un accrescimento ottimale e vitelli sani è necessario avviare subito dopo la nascita un programma di alimentazione molto preciso. Utilizzare una elevata concentrazione di polvere di latte è una pratica comune. Dopo 3 giorni di colostro, i vitelli possono facilmente essere avviati alla somministrazione di latte in polvere. Esso deve essere preparato ad una concentrazione ottimale, vale a dire 1 kg di latte in polvere e 6 litri di acqua, per ottenere 7 litri di latte, somministrato in ragione di 2 litri due volte al giorno. Per soddisfare al meglio le necessità dei vitelli, in particolare durante le prime 2 settimane di vita, è necessario mettere in atto un programma alimentare dettagliato, in modo tale che il vitello riesca ad ingerire abbastanza alimento per rispettare i suoi fabbisogni alimentari. Un esempio di composizione per il latte in polvere include un latte contenente il 56% di polvere di latte magro, oppure un latte in polvere ad elevato contenuto di prodotti lattiero caseari, o ancora una polvere di latte magro al 40% formulata per una somministrazione a monopasto.
I Sostitutivi del Latte: "Latti Senza Latte"
Quali sono le differenze tra i vari tipi di sostitutivi del latte? Esistono i cosiddetti "latti senza latte" in cui le proteine originano da siero di latte, soia o farina di pesce. Questi sostitutivi sono formulati con aggiunte specifiche. Destrine e saccarosio, ad esempio, possono essere presenti massimo al 2-3%. È fondamentale scegliere sostituti del latte che soddisfino i fabbisogni nutrizionali specifici per la crescita e lo sviluppo ottimale dei vitelli, tenendo conto dell'età e dello stadio di sviluppo.
Lo Svezzamento: La Transizione Critica dall'Alimentazione Liquida a Quella Solida
Lo svezzamento dei vitelli rappresenta una fase piuttosto delicata poiché costituisce il passaggio da un’alimentazione completamente liquida ad una dieta solida. È il passaggio dall'alimentazione liquida a quella secca, trasformando il vitello da monogastrico a poligastrico. Il periodo di transizione da una dieta prevalentemente liquida a una dieta solida è un periodo stressante per il vitello, soprattutto quando vengono forniti alti livelli di latte, e il successo dipende in parte dalla strategia di svezzamento adottata.
In ambienti naturali, i vitelli bevono da 10 a 12 litri di latte al giorno e vengono svezzati gradualmente nell’arco di molte settimane. Questa gradualità è un aspetto che gli allevamenti cercano di replicare o gestire al meglio nelle pratiche moderne per ridurre lo stress post-svezzamento.
L'Importanza degli Alimenti Solidi Pre-Svezzamento
L’utilizzo di alimenti solidi come foraggi e concentrati comporta un aumento del volume del rumine (grazie ai foraggi), la differenziazione delle mucose dei prestomaci (grazie ai concentrati), l’aumento delle papille foliate e la corneificazione della mucosa. Questo è essenziale per la preparazione del vitello a una dieta completamente solida. A partire dai 15 giorni di vita si può iniziare a somministrare al vitello anche il fieno e il mangime. Per quanto riguarda il foraggio, solitamente si utilizza sfalcio precoce di prato polifita di 2°-3° taglio. Per favorire il consumo di concentrati viene ridotta progressivamente la quantità di latte fino ad arrivare a 6-7 litri al giorno.

Diverse Strategie di Svezzamento
Quali sono le pratiche di svezzamento per i vitelli destinati al macello? Le strategie variano a seconda della destinazione del vitello e degli obiettivi dell'allevamento:
- Svezzamento precocissimo: Utilizzato in vitelli di razze lattifere destinate al macello. A 7 giorni inizia la somministrazione di mangimi, viene fornito un massimo di 3 litri di latte al giorno e a 35-44 giorni si ha lo svezzamento brusco.
- Svezzamento precoce: Viene utilizzato per i vitelli di razze lattifere destinati al macello. Già a 7-10 giorni viene somministrato fieno e mangime, limitando il latte a 3-4 litri al giorno.
Per rendere questa transizione meno traumatica, sia per i vitellini da latte, sia per quelli allevati per l’ingrasso (e, quindi, da carne), è consigliabile integrare un mangime complementare con il lattolo, un derivato del latte in polvere. La Orziservice, ditta che da anni si occupa del commercio di alimenti zootecnici, rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per il settore. È possibile contattarla per ricevere informazioni specifiche sul prezzo di un prodotto, oppure per conoscere, in generale, i costi per l’alimentazione ideale per lo svezzamento dei vitelli.
CalfSim: Un Innovativo Strumento Digitale per l'Ottimizzazione Nutrizionale
Nonostante l’aggiornamento dei fabbisogni nutrizionali fornito dalle linee guida National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine (NASEM, 2021), la disponibilità di strumenti di supporto decisionale che integrino queste equazioni in sistemi pratici e di facile accesso rimane limitata. Per colmare questa lacuna, è stato sviluppato e testato CalfSim, uno strumento decisionale gratuito e intuitivo, progettato specificamente per simulare e ottimizzare i piani alimentari per i vitelli da latte. Sebbene le linee guida del 2021 delle Accademie Nazionali di Scienze, Ingegneria e Medicina (NASEM) abbiano aggiornato i requisiti nutrizionali dei bovini, pochi strumenti li integrano in sistemi pratici di supporto alle decisioni. Pertanto, in questo articolo vi presentiamo una proposta che giunge dal mondo della ricerca.
Obiettivi e Funzionalità di CalfSim
Si tratta di un programma denominato “CalfSim“, uno strumento gratuito e intuitivo, basato sulle equazioni NASEM e adattato ad altri modelli precedentemente pubblicati per simulare l’aumento di peso corporeo, la disponibilità e l’assorbimento dei nutrienti e l’assunzione di mangime solido nei vitelli da latte. L’obiettivo è quello di fornire indicazioni pratiche per ottimizzare le strategie di allattamento dei vitelli. Sviluppato in R utilizzando il framework web Shiny, consente agli utenti di valutare diversi scenari utilizzando input rilevanti per l’azienda agricola. Lo strumento CalfSim è accessibile tramite il sito web del Costa Laboratory dell’Università del Vermont (qui) tramite la scheda “CALFSIM”.
12 BENEFICI del COLOSTRO BOVINO 🥛🐮| A cosa serve e come assumerlo
Fondamenti Scientifici e Adattamenti del Modello
Il modello si fonda sulle equazioni dei fabbisogni nutrizionali per il mantenimento e la crescita (sia energetici che proteici), come descritto nel Capitolo 10 del NASEM (2021). Per l’energia necessaria per la crescita, è stato introdotto un adattamento che riorganizza l’equazione originale per calcolare il guadagno di peso vivo (EBW gain) basato sulla disponibilità di energia netta.
L’assunzione di sostanza secca totale (DMI) nello strumento è data dalla somma della dieta liquida (assunta totalmente fino a un massimo biologico di 14 L/giorno) e del mangime solido (starter). Un altro adattamento cruciale riguarda l’energia metabolizzabile (ME) derivante dal mangime solido: CalfSim applica equazioni lineari che aggiustano la digeribilità dei nutrienti in base all’assunzione cumulativa di NFC (carboidrati non fibrosi). Questi adattamenti rendono il modello più specifico e applicabile alle diverse condizioni di allevamento, migliorando l'accuratezza delle previsioni in contesti reali.
Validazione e Accuratezza Predittiva
L’accuratezza predittiva è un elemento fondamentale per un qualsiasi strumento di supporto decisionale. Le performance di CalfSim sono state valutate utilizzando dati estratti da 27 studi indipendenti di nutrizione dei vitelli, per un totale di 1.585 vitelli. La valutazione del modello ha dimostrato che CalfSim offre previsioni del peso corporeo (BW) che presentano sia accuratezza che precisione. I risultati hanno dimostrato che CalfSim offre previsioni accurate e precise (errore quadratico medio = 8,56 kg, coefficiente di determinazione = 0,91 e coefficiente di correlazione di concordanza = 0,93), e può, quindi, essere utilizzato per supportare decisioni consapevoli in merito ai piani nutrizionali personalizzati.
Integrazione con i Dati di Campo e Limiti
Dopo l’esecuzione della simulazione, la scheda “Dashboard“, divisa in 3 sezioni, presenta i risultati e consente il confronto affiancato di diversi scenari nutrizionali. Gli output generati sono cruciali per la decisione e includono variabili nutrizionali, il costo totale e il costo per chilogrammo di guadagno. Le altre due schede (Read Me e AboutCalfSim) sono state ideate per facilitare l’uso e la comprensione dello strumento. La scheda Read Me include sia dettagli tecnici che dettagli sull’utilizzo dello strumento per facilitare l’uso appropriato e l’interpretazione adeguata dei risultati. È altamente consigliata come punto di partenza per i nuovi utenti.
Sebbene CalfSim sia scientificamente convalidato e preciso, è cruciale che gli utenti integrino i suoi output con i dati raccolti in campo per prendere decisioni ottimali. Fattori specifici dell’azienda agricola, come ad esempio l’incidenza di malattie come la diarrea, stress ambientale da freddo o caldo, genetica e specifiche pratiche di gestione come il tipo di stabulazione, possono influenzare significativamente le performance e non sono interamente contemplati nelle equazioni NASEM (2021) e, di conseguenza, in CalfSim. Pertanto, sebbene CalfSim sia una risorsa preziosa per la progettazione di piani alimentari economicamente vantaggiosi, le deviazioni tra i guadagni previsti e quelli effettivamente osservati in azienda dovrebbero indurre ad approfondire aspetti quali salute, stabulazione e qualità del mangime.
Gestione e Benessere del Vitello: Un Approccio Olistico
Per ottenere un accrescimento ottimale e vitelli sani è necessario avviare subito dopo la nascita un programma di alimentazione molto preciso. Un miglior accrescimento permette di anticipare la fecondazione e conseguentemente l’età al primo parto. Tutto ciò in ultima analisi determina una mandria con vacche da latte con una carriera produttiva più lunga e una produzione di latte aumentata del 6-10%. La salute del vitello dipende in gran parte dalla gestione dell’animale nei suoi primi mesi di vita, in particolare nelle prime sei settimane.
La Stabulazione Corretta
Qual’è la corretta stabulazione per i vitelli nei primi mesi di vita? Il vitello può essere tenuto nel box singolo fino a 40 giorni di vita; la paglia va giornalmente aggiunta e ogni 4-5 giorni rinnovata completamente. Alla fine di ogni ciclo i box vanno lavati e disinfettati. A partire dal 41° giorno di vita i vitelli possono essere allevati in box multipli. Questo tipo di gestione contribuisce a ridurre lo stress e a prevenire la diffusione di malattie, elementi fondamentali per il benessere animale.
L’allattamento dei vitelli, se svolto non correttamente o senza mettere al primo posto il benessere degli animali, incide in maniera rilevante sulla crescita del vitello, sulla produzione di latte della bovina madre, sul comportamento degli animali, nonché sui costi stessi che l’allevatore deve sostenere. L’allattamento dei vitelli richiede attenzione: adottare modalità che non considerino da una parte le esigenze dell’animale e, dall’altra, quelle dell’allevatore, può portare a criticità di vario tipo. L'integrazione di strumenti avanzati come CalfSim con una gestione attenta e basata sull'osservazione diretta degli animali è la chiave per un allevamento di successo e sostenibile, in cui il benessere e la produttività coesistono armonicamente.
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