Allattamento: La terza settimana e la gestione del neonato nelle prime fasi

L'avvio dell'allattamento è un viaggio straordinario, ma è naturale che, specialmente durante la terza settimana di vita, i genitori si pongano numerosi interrogativi. È fondamentale inquadrare correttamente le abitudini del neonato, poiché non esistono tempi definiti per quanto riguarda la durata media di una poppata. Ricordo, come all'inizio di questo video, che l'evenienza del bambino attaccato al seno tutto il giorno va temporizzata. Dopo i primi tre mesi circa, le cose cambiano: il cucciolo cresce e inizia a poppare con maggior vigore e, essendo più attento all'ambiente che lo circonda, si distrae facilmente.

POSIZIONI PER ALLATTARE AL SENO E UN ATTACCO PROFONDO - VIDEO TUTORIAL ALLATTAMENTO

L'adattamento alla vita extrauterina e le prime settimane

Durante la terza settimana, il bambino entra nel pieno della fase di adattamento alla vita extrauterina: ormai si sta abituando a stare al mondo. Diviene man mano sempre più forte: da prono, riesce a sollevare la testa un po' più a lungo, sebbene abbia ancora bisogno che qualcuno la sorregga. In questa fase, il bebè inizia a essere più vigile, reagisce alla voce dei genitori e cerca di concentrarsi sul viso per riconoscerne i tratti.

È importante ricordare che le poppate, a tre settimane, sono strettamente legate al sonno ed è impossibile separarle. Dopo la poppata, il piccolo è spesso stanco, poiché coordinare i complessi movimenti necessari per succhiare, deglutire e fermarsi è estremamente faticoso. Il suo stomaco non è ancora in grado di trattenere molto latte in una sola volta, motivo per cui il neonato necessita di nutrirsi frequentemente.

Dinamiche dell'allattamento nei primi giorni e la crescita

Nei primi giorni dopo il parto, è più che normale avere il bambino attaccato al seno tutto il giorno. Parliamo di un periodo nel corso del quale il piccolo può arrivare a effettuare anche 12 poppate nell'arco dell'intera giornata. Durante il suo primo giorno fuori dalla pancia, il cucciolo assume, per singola poppata, una quantità di colostro pari a quella di un cucchiaino da caffè.

Con il passare dei giorni, e con l'avvio del passaggio che porta il colostro a diventare latte maturo, la capacità dello stomaco del piccolo, inizialmente caratterizzato da un volume simile a quello di una ciliegia, cresce partendo da circa 7 ml a poppata. Non bisogna preoccuparsi se il cucciolo è spesso attaccato al seno della mamma in questa fase: la produzione di colostro è aumentata e, essendo questo liquido meno ricco di grassi rispetto al latte maturo, il cucciolo ha bisogno di essere attaccato spesso per sentirsi sazio.

Schema di crescita dello stomaco del neonato: dal volume di una ciliegia a quello di un uovo

Scatti di crescita e il mito della scarsa produzione

Spesso il neonato si mostra insoddisfatto, nervoso o desideroso di poppare nonostante sia passato poco tempo dal pasto precedente. Niente di grave: con tutta probabilità ha compiuto quello che in gergo viene detto "scatto di crescita". Si tratta di un'improvvisa, maggiore necessità di nutrimento da parte del bebè, il cui ritmo di crescita sta subendo un'impennata. Questa aumentata richiesta, che può verificarsi intorno alla terza e alla sesta settimana di vita, non è dovuta a una diminuzione della quantità di latte materno.

Molte mamme, non conoscendo gli scatti di crescita, temono di avere poco latte e valutano l'aggiunta di latte in formula. Se il bambino cresce regolarmente, non vi è alcuna motivazione per integrare. Se invece la crescita dovesse essere lenta o ferma, è bene consultarsi con il medico per valutare la situazione. L'allattamento a richiesta rimane il metodo migliore: è il meccanismo di domanda-risposta a calibrare la quantità di latte prodotto in base al fabbisogno reale.

Gestione di irritabilità, coliche e reflusso

Quando una neomamma riferisce di un bambino attaccato al seno tutto il giorno che risulta, nel contempo, irritabile, è necessario indagare a fondo. Va compreso se il seno della mamma rappresenta un fattore calmante o se scatena pianto e nervosismo. Spesso, dietro a questi quadri, ci sono situazioni di coliche o reflusso gastrico; in tali frangenti, la poppata tranquillizza il cucciolo, ma solo momentaneamente.

Le crisi di pianto inconsolabile, tipiche della terza settimana e spesso collocate nelle ore serali, sono comunemente chiamate coliche del lattante. Nonostante si pensasse in passato che fossero causate solo da accumuli gassosi, oggi si riconosce che il piccolo avverte un dolore percepito in modo amplificato, poiché il suo sistema nervoso non è ancora abbastanza maturo. Non esistono cause precise, ma le crisi tendono a risolversi spontaneamente verso il terzo mese.

Posizioni e pratiche per un allattamento sereno

La miglior posizione per allattare è quella che consente alla mamma di stare comoda e al bambino di attaccarsi senza fatica, afferrando in bocca sia il capezzolo che l'areola. Le opzioni includono:

  • La posizione a culla (tradizionale).
  • La posizione semiseduta, con il bambino sdraiato sopra la mamma (skin to skin).
  • La posizione "rugby", particolarmente utile se la mamma ha un riflesso di emissione del latte molto forte che il bimbo fatica a gestire.

È fondamentale evitare l'uso di orari fissi, preferendo l'osservazione del linguaggio del corpo. Il pianto, contrariamente a quanto si pensa, non è il primo segnale di fame, ma spesso l'ultimo.

Illustrazione delle diverse posizioni consigliate per l'allattamento al seno

Alimentazione materna e salute del neonato

L'alimentazione di una donna che allatta deve essere sana ed equilibrata, con un apporto calorico leggermente superiore alla media. È fondamentale l'assunzione di almeno 2 litri d'acqua al giorno. È importante sfatare il mito che vi siano cibi da evitare come aglio, cavolfiori o legumi: la natura è lungimirante e il bambino trae solo benefici dalla dieta materna.

Va ricordato che, una volta guarito il moncone ombelicale, è possibile procedere con il primo bagnetto, un'esperienza che può rivelarsi molto rilassante. La temperatura ambientale ideale per il neonato dovrebbe essere intorno ai 20°, evitando di coprirlo eccessivamente per prevenire i rischi legati alla SIDS (morte in culla).

Verso il consolidamento: dal primo mese in poi

Congratulazioni, superato il primo mese, il latte materno è completamente maturo e la produzione inizia a stabilizzarsi. Il seno diventa più efficace nel produrre e conservare il latte, rendendo la gestione quotidiana più semplice. A circa un mese di vita, il bambino inizierà a ingerire quantità maggiori durante le poppate, consentendo intervalli più lunghi.

Non bisogna allarmarsi se il bambino si sveglia di notte: la maggior parte dei neonati consuma un quinto dell'assunzione quotidiana di latte durante le ore notturne. Intorno ai quattro mesi, inoltre, si potrebbe assistere a quella che viene chiamata "regressione del sonno", ma che è in realtà una progressione nello sviluppo cognitivo e nella percezione del mondo. Allattare in questi momenti funge da rassicurazione emotiva fondamentale per il cucciolo.

Infine, anche in caso di ritorno al lavoro, non è necessario interrompere l'allattamento. L'estrazione del latte permette di creare una banca di riserve che chi si prende cura del bambino può somministrare in assenza della mamma, garantendo la continuità dei benefici nutrizionali e immunologici che solo il latte materno può offrire.

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