Quando un neonato arriva in casa, ogni scelta che riguarda la sua salute diventa importante. Tra le domande più frequenti che si pongono i neogenitori vi è quella relativa all'acqua: quale acqua usare per preparare il latte in polvere? È davvero sicura quella del rubinetto? E quando è necessario offrire acqua al bambino oltre al latte? Queste sono alcune delle questioni cruciali per garantire sicurezza e benessere al tuo bambino, specialmente nei primi mesi di vita.
Il Fabbisogno Idrico del Neonato: Perché è Unico
Il corpo umano è composto in gran parte da acqua, e per i neonati questa percentuale è ancora più elevata, arrivando al 75% del peso corporeo, contro il 60% dell'adulto. Questa differenza non è casuale: il neonato disperde quantità maggiori di acqua data la più intensa attività metabolica e le maggiori perdite attraverso la traspirazione. L'acqua svolge un ruolo essenziale nello sviluppo dell'organismo, che nel neonato è in più rapida crescita rispetto alle età successive. L'elevato rapporto superficie/volume del corpo di un neonato si traduce in una elevata capacità di scambio di calore con l'esterno, mentre il metabolismo accelerato rispetto all'adulto richiede un turnover di liquidi proporzionalmente più elevato e rapido. Con l'allattamento il piccolo assume il fabbisogno giornaliero di acqua che è di 100-190 ml per chilo di peso corporeo fino a 6 mesi di vita.
Latte Artificiale e Acqua: Una Combinazione Fondamentale
Il latte artificiale, meglio chiamato latte formulato, è un sostituto del latte materno quando l’allattamento materno non è possibile o non è sufficiente. Nell’impossibilità di allattare al seno deve essere utilizzato esclusivamente il latte formulato nel primo anno di vita. Non è indicato utilizzare latte vaccino nei primi 12 mesi di vita del bambino come sostituto del latte materno, in quanto non fornisce tutti i nutrienti necessari nelle giuste quantità, ad esempio è carente di ferro, ed è ipercalorico/iperproteico per i bisogni di un lattante, essendo infatti adatto alla crescita di un vitello, non di un bambino. Tutte le marche dei latti artificiali sono uguali dal punto di vista nutrizionale. Non ci sono prove scientifiche che evidenziano benefici o svantaggi di un latte rispetto ad un altro.
Tipi di Latte Formulato: Liquido o in Polvere?
Il latte formulato è presente in commercio in due formulazioni: liquido o in polvere. Entrambe possono essere utilizzate in quanto dal punto di vista nutrizionale sono analoghe; tuttavia, presentano alcune differenze nella modalità di utilizzo e nella conservazione.
Il latte formulato liquido è più semplice da utilizzare, in quanto è già pronto e si può scaldare direttamente la quantità necessaria, ad esempio a bagno maria o nello scaldalatte o nel forno a microonde. Inoltre, prima dell'apertura della confezione, è sterile, quindi meno a rischio di contaminazione. Il latte artificiale liquido pronto all'uso è sterile prima dell'apertura della confezione e ciò può aiutare a ridurre il rischio di infezioni. La formula liquida deve essere utilizzata e conservata seguendo le indicazioni del produttore ed è consigliata ai bambini ad alto rischio, come ad esempio i neonati pretermine, quelli a basso peso alla nascita o quelli particolarmente vulnerabili alle infezioni. Tuttavia, una volta aperta, la formula liquida rimasta inutilizzata nel contenitore, deve essere conservata ben chiusa in frigorifero, per non più di 24 ore.
Il latte formulato in polvere invece, non è sterile e quindi è più a rischio di contaminazione; pertanto, richiede una corretta preparazione per poter essere consumato. Il vantaggio è che in genere è meno costoso rispetto al latte liquido e dopo l’apertura della confezione può essere conservato a temperatura ambiente per 10-15 giorni. Il latte in polvere dovrebbe essere preparato solo al momento di offrirlo al bambino, è sconsigliato prepararlo anticipatamente.
La Scelta dell'Acqua per la Preparazione del Latte in Polvere
L’acqua per latte in polvere è un elemento fondamentale per garantire sicurezza e benessere al tuo bambino. La quasi totalità delle mamme italiane fa uso di prodotti formulati per l’alimentazione del proprio bambino, un fenomeno rilevante che sposta inevitabilmente l’attenzione sulla qualità dell’acqua da utilizzare per la loro preparazione. Non tutte le acque infatti sono idonee per l’alimentazione del neonato e del lattante. I pediatri consigliano un’acqua con basso residuo fisso, povera di sodio, nitrati e altre sostanze che potrebbero risultare troppo "pesanti" per i reni di un neonato. Inoltre, è importante che l’acqua sia microbiologicamente sicura, cioè priva di batteri, virus, cloro e metalli pesanti.
Acqua del Rubinetto: È Veramente Sicura?
In molte zone l’acqua di rete è considerata potabile, ma ciò non significa automaticamente che sia adatta ai neonati. Spesso contiene tracce di cloro, nitrati o metalli pesanti, sostanze che, anche se nei limiti di legge, non sono l’ideale per un organismo così sensibile. Le caratteristiche di composizione dell'acqua del rubinetto sono diverse da città a città e vi è la possibile presenza di sostanze indesiderabili rilasciate dal tratto di distribuzione domestico. L'acqua dei nostri acquedotti è ben controllata e non espone a rischi per gli adulti, ma per i neonati, specialmente nei primi mesi di vita, è consigliabile una maggiore attenzione. Dopo lo svezzamento, si può utilizzare anche l’acqua del rubinetto per la preparazione del latte in formula, delle pappe, e per idratare il bambino.
Acqua in Bottiglia: Un'Opzione da Valutare
Molti genitori si affidano all’acqua in bottiglia a basso residuo fisso, quella indicata con l’etichetta "adatta alla preparazione degli alimenti per neonati". I marchi che riportano in etichetta l’immagine del neonato hanno caratteristiche saline idonee e non è richiesta la bollitura, offrendo comodità perché pronta all'uso. Tuttavia, le acque in bottiglia possono presentare altre criticità, dovute essenzialmente al rilascio di sostanze tossiche da parte della bottiglia in plastica a seguito di cattive e prolungate condizioni di stoccaggio. Inoltre, l'acquisto, il trasporto e lo stoccaggio delle bottiglie rappresentano un impatto ambientale non trascurabile.
L'Osmosi Inversa: Una Soluzione Avanzata
L'acqua purificata tramite osmosi inversa è un'opzione che garantisce un’acqua leggera, sicura e priva di sostanze indesiderate, perfetta per la preparazione del latte. Un depuratore acqua domestico come Moses+ ti permette di avere direttamente dal rubinetto un’acqua con queste caratteristiche. Con i moderni trattamenti al punto d’uso, l’acqua del rubinetto può raggiungere un livello qualitativo tale da soddisfare egregiamente le migliori caratteristiche previste per l’alimentazione del neonato: leggerezza, assenza di contaminanti e sicurezza microbiologica. Con un impianto ad osmosi inversa è possibile ridurre anche il contenuto salino ed eliminare gli inquinanti più difficili. La qualità elevata, l'assenza di contaminanti e la sicurezza microbiologica sono pro indubbi, e non è richiesta la bollitura. È però necessaria una manutenzione periodica dell’impianto.

Le varie tipologie di acqua prese in considerazione sono tutte potabili, quindi nessuna di esse presenta pericoli diretti per la salute del neonato, tuttavia le differenze qualitative ci sono e vanno valutate. Rivolgersi ad un’azienda qualificata per l’acquisto, l’installazione e la manutenzione di un impianto professionale garantisce sicurezza nell'acqua per i neonati e per tutta la famiglia.
La Preparazione del Biberon: Sicurezza e Precisione
Preparare correttamente il latte in polvere è un gesto quotidiano semplice, ma che richiede attenzione e precisione, soprattutto per evitare contaminazioni e garantire al neonato un alimento sicuro e nutriente.
Igiene Essenziale: Sterilizzazione e Pulizia
Il sistema immunitario di un bambino non è ben sviluppato come quello di un adulto e questo vuol dire che un lattante è molto più sensibile a malattie o infezioni. Per questo è molto importante una buona igiene nella preparazione del latte. Prima di ogni utilizzo, il biberon, compresi tettarella e tappo, va sterilizzato, specialmente nei primi mesi di vita del neonato. Queste istruzioni per la pulizia e la sterilizzazione dell'attrezzatura si applicano sia per l'utilizzo di latte materno spremuto o tirato, sia per la preparazione del latte di formula.
Per l'alimentazione del bambino avrete bisogno di biberon, tettarelle e di attrezzatura per la pulizia e la sterilizzazione. Prima di sterilizzare l'attrezzatura, dovrete sempre lavarla e risciacquarla: dopo ogni pasto pulite il biberon e la tettarella in acqua calda saponata, utilizzando uno scovolino/spazzolino pulito. Successivamente risciacquate bene tutta l'attrezzatura con acqua corrente fredda, per non lasciare tracce di sapone. Se utilizzate uno sterilizzatore a freddo, sgocciolate la soluzione in eccesso dal biberon e dalla tettarella ed eventualmente risciacquate con acqua bollita e raffreddata.
Dopo la sterilizzazione: controllate che tettarelle e biberon non si siano rotti o scheggiati; lavate con cura le mani, strofinatele con il sapone per 15 secondi, poi sciacquate abbondantemente e asciugatele; pulite e disinfettate la superficie dove ricomporrete il biberon con la tettarella. È meglio sterilizzare il biberon appena prima del suo utilizzo. Se non dovete usare il biberon immediatamente, chiudetelo con tettarella e coperchio per prevenire contaminazioni.
La Temperatura Ideale dell'Acqua per il Latte in Polvere
Uno degli aspetti più importanti nella preparazione del latte in polvere è la temperatura dell’acqua per il latte artificiale. Secondo le linee guida dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l’acqua usata per preparare il latte in polvere dovrebbe essere riscaldata fino ad almeno 70°C. Questo perché la polvere, anche se confezionata in modo sicuro, non è sterile e può contenere batteri come Cronobacter o Salmonella. L’alta temperatura dell’acqua uccide i microrganismi infettivi. Un consiglio utile: puoi bollire l’acqua, poi lasciarla raffreddare qualche minuto prima di aggiungere la polvere. Dopo aver sciolto il latte nella giusta temperatura, è importante farlo raffreddare a circa 37°C, cioè temperatura corporea, prima di darlo al neonato, per evitare ustioni.
Passaggi Dettagliati per la Ricostituzione del Latte
Una guida passo-passo per ricostituire il latte artificiale:
- Pulite e disinfettate la superficie di lavoro.
- Riempite un contenitore con 1 litro di acqua fresca preferibilmente di rubinetto (non usare acqua artificialmente addolcita o acqua bollita in precedenza).
- Fatela bollire. Lasciatela raffreddare per non più di 30 minuti così che l'acqua sia ad una temperatura di almeno 70° C.
- Mettete la tettarella e il cappuccio sul coperchio rivoltato dello sterilizzatore. Evitate di metterli sulla superficie di lavoro.
- Mettete il biberon sulla superficie precedentemente pulita.
- Mettete nel biberon la quantità di acqua necessaria per preparare il pasto per il vostro bambino. Controllate bene che il livello dell'acqua sia corretto.
- Riempite il misurino presente nella confezione con la polvere e pareggiate il livello, senza pressare, con un coltello pulito e asciutto o con il livellatore.
- Mettete sempre per prima l'acqua nel biberon, quando è ancora calda (70°C), poi aggiungete la polvere.
- Tenete per il bordo la tettarella, appoggiatela sul biberon e avvitate la ghiera. Coprite la tettarella con il cappuccio e agitate il flacone fino a quando la polvere non si sarà sciolta.
- Per evitare ustioni al bambino, è importante raffreddare il latte artificiale. Mettete il biberon sotto l'acqua corrente stando attenti che l'acqua non tocchi la tettarella. Provate la temperatura del latte facendone cadere un po' sul polso: deve essere tiepida.
How to make formula milk for baby - Kendamil
Quando Offrire Acqua al Neonato al di Fuori del Latte?
Una delle domande più frequenti che si pone ogni neomamma è: “i neonati possono bere acqua?”. La risposta è: non prima dei cinque-sei mesi, salvo casi eccezionali. Dare acqua ai neonati non occorre per un motivo molto semplice: l’acqua di cui hanno bisogno è già contenuta nel latte. Non c’è alcuna differenza tra allattamento materno o artificiale perché, in entrambi i casi, il pasto è composto principalmente da acqua. La razione quotidiana essenziale di liquidi è quindi assicurata e non serve aggiungere altro. In estate, quando fa caldo, i piccoli allattati al seno potrebbero richiedere di attaccarsi più spesso, non solo per sfamarsi, ma anche per dissetarsi. L’integrazione non occorre neanche con il latte artificiale che è composto perlopiù da acqua.
Le Raccomandazioni dell'OMS e la Realtà Occidentale
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) non si deve somministrare acqua (o tisane) ai bambini prima dei sei mesi di vita, salvo casi eccezionali, perché questo può diminuire l’apporto di nutrienti e favorire lo sviluppo di malattie infettive. L’affermazione dell’OMS va comunque interpretata alla luce della nostra realtà, tenendo conto del Paese in cui viviamo. L’OMS si rivolge a tutto il mondo, quindi anche ai paesi disagiati dove l’acqua non è potabile, è inquinata e portatrice di agenti infettivi che possono avere conseguenze irreparabili per un bambino. Ecco allora che l’OMS raccomanda il solo allattamento al seno per sopperire al bisogno di liquidi dei lattanti: il latte materno li mette al riparo dal rischio di terribili gastroenteriti nonché di contrarre il tifo attraverso un’acqua che è altamente contaminata. L'acqua che utilizziamo noi occidentali e che offriamo ai nostri bambini non espone ad alcun rischio, se si esclude appunto l’interferenza con l’allattamento che però riguarda solo ed esclusivamente la prima fase dell’allattamento, cioè il suo avvio. All’inizio dell’allattamento, quindi più o meno nel primo mese di vita, l’acqua può determinare un senso di sazietà nel bambino inducendolo a richiedere meno poppate e questo potrebbe interferire sulla produzione di latte materno e sull’aumento di peso del neonato.
Segni di Sete e Casi Eccezionali
Ad allattamento ben avviato, quindi più o meno dopo le prime settimane di vita, se ragionevolmente si ritiene che il bebè possa avere sete (o se si notano segni di disidratazione, come il pannolino asciutto per molte ore) gli si possono offrire piccole quantità d'acqua. Se fa numerose poppate nell'arco delle 24 ore e appare ben idratato non c'è invece bisogno di offrirgli dell'acqua. Piccolissime quantità d’acqua non possono certo essere dannose né interferire su nulla, e questo vale sia per gli allattati al seno sia per gli allattati artificialmente.
Ma quando offrire l’acqua prima dei sei mesi in casi eccezionali? Semplice: nelle giornate molto calde, se il bambino è irrequieto, ha le labbra secche, la sua pelle dimostra segni di disidratazione, fa poca pipì (pannolino asciutto per molte ore) e, allo stesso tempo, non dimostra di gradire la poppata al seno (perché magari sono passate poche ore dalla precedente) si può provare a offrirgli da bere 10-15 ml d’acqua, anche se non ha ancora compiuto sei mesi e non è ancora iniziato lo svezzamento. La quantità d’acqua da offrire è, ripeto, di circa 10-15 ml alla volta, ma se il bambino dimostra di desiderarne di più lo si può accontentare: bisogna fidarsi dell’istinto dei bambini piccoli! Allo stesso modo, non si deve ovviamente insistere affinché beva. Dai sei mesi in avanti, a svezzamento iniziato, ci si deve ricordare spesso di offrirgli l’acqua, specialmente se le poppate al seno si riducono a due al giorno. Se non ci sono situazioni cliniche che rendano necessaria una idratazione massiccia (ad esempio, in caso di seri problemi gastrointestinali), potete tranquillamente cominciare con piccole quantità, dai 30 ai 50 ml, da offrire durante i pasti, dai 5/6 mesi in avanti.
Acqua per Neonati Allattati al Seno e Artificialmente: Differenze e Similitudini
Il latte materno ha delle caratteristiche straordinarie perché si modifica spontaneamente a seconda delle esigenze nutrizionali di ciascun bambino. È in grado di cambiare la sua composizione anche durante la stessa poppata. All’inizio è più ricco di proteine di zuccheri, mentre verso la fine abbondano i grassi. Quindi, con l’allattamento al seno, al bimbo non manca proprio nulla, compresa l’acqua, che costituisce circa l’88% del latte.
Niente aggiunta di liquidi ai neonati nemmeno se sono allattati artificialmente. Il latte in formula infatti è costituito per il 95% da acqua, quindi anche in questo caso il fabbisogno di liquidi è assicurato. In sintesi: se il lattante è allattato a richiesta, fa molte poppate al giorno e non dimostra alcun segno di disidratazione (pannolini bagnati come sempre, per esempio) non c’è alcun bisogno di dargli l’acqua. Ad allattamento ben avviato, se ragionevolmente si può supporre che abbia sete gli si possono offrire piccole quantità d’acqua.
Parametri di Qualità dell'Acqua per Neonati: Cosa Guardare
Alcuni inquinanti normalmente presenti nell’acqua, seppur nei limiti di legge, sono considerati dannosi per la salute umana e in particolare per i neonati. Molta attenzione va posta ai seguenti parametri: nitrati, fluoro, THM (trialometani), carica batterica e residuo fisso. Alcune di queste sostanze dovrebbero essere assenti, altre presenti ma in concentrazioni estremamente modeste. I pediatri consigliano un’acqua con basso residuo fisso, povera di sodio, nitrati e altre sostanze che potrebbero risultare troppo “pesanti” per i reni di un neonato.

La Pressione Pubblicitaria e i Miti sull'Acqua per Neonati
Da noi c’è una forte pressione pubblicitaria che si esercita sulle famiglie, ma anche sui pediatri; a volte questa pubblicità si maschera da conoscenze scientifiche. Un esempio per tutti? Un testo può prendere in esame cinquanta marche di acqua minerale commercializzate in Italia, per concludere che solo quelle appartenenti al gruppo delle “acque minimamente mineralizzate” sono idonee alla diluizione del latte in polvere. Le più note fra queste acque minimamente mineralizzate si vendono in farmacia e costano intorno a 1 Euro al litro. Le motivazioni addotte per queste limitazioni sono che troppi minerali altererebbero la composizione del latte e i nitriti sono indice di inquinamento della falda acquifera.
Il Caso dell'Acqua "Speciale" per Neonati
Considerando che i sali minerali non sono solo nell’acqua, ma anche nella polvere di latte, e in concentrazione naturalmente molto più elevata, il mistero si chiarisce: non c’è alcuna differenza apprezzabile fra il latte artificiale ottenuto diluendo la polvere in un’acqua speciale per neonati e quello che si ottiene diluendo la stessa polvere nell’acqua della cannella. A pensarci bene una differenza c’è: il costo. Se un lattante ha bisogno mediamente di un litro di acqua al giorno, la spesa approssimativa che la sua famiglia affronterà per utilizzare l’acqua speciale durante il periodo dell’allattamento (sei mesi) sarà di circa 180 Euro; da raddoppiare se si decide di comprare l’acqua in farmacia fino al compimento di un anno.
L'Importanza dell'Idratazione Materna: Gravidanza e Allattamento
Bere la giusta quantità di acqua è fondamentale per mantenere in salute e in efficienza il nostro organismo. Una raccomandazione tanto importante quanto ovvia visto che l’acqua è il principale costituente del nostro corpo ed interviene in numerosi processi indispensabili alla vita umana. Questo vale a maggior ragione per le madri in gravidanza e durante l'allattamento.
Durante la gravidanza, l'acqua svolge diverse funzioni cruciali: contribuisce alla formazione del liquido amniotico, che protegge e favorisce lo sviluppo del feto, e aiuta a mantenere il volume sanguigno della madre, necessario per supportare il feto in crescita. Bere acqua è inoltre importante per prevenire la disidratazione, che può portare a complicazioni come contrazioni premature e infezioni del tratto urinario. Secondo l’Efsa (European Food Safety Authority), per le donne in gravidanza è raccomandato un apporto idrico simile a quello delle donne non in gestazione, con un incremento di circa 300 ml al giorno per soddisfare il maggiore fabbisogno energetico.
Anche dopo il parto, l'acqua continua a giocare un ruolo essenziale, specialmente durante l'allattamento. Il latte materno è composto per circa il 90% da acqua, cosa che rende l'idratazione della neomamma fondamentale per la sua produzione. È anche fondamentale che la madre mantenga sempre un’idratazione adeguata, non solo per migliorare i livelli di energia e ridurre l'affaticamento a cui è soggetta in queste fasi di vita, ma anche per supportare il recupero post-parto. Sia l’acqua di rubinetto che le acque in bottiglia sono sicure e adatte ad essere consumate in gravidanza ed allattamento. Per sostenere il corretto sviluppo del feto e la salute della madre è consigliato bere acqua con un basso contenuto di sodio, tenendo comunque conto che l’apporto di questo elemento con l’acqua è in genere limitato rispetto ad altre fonti alimentari, che aiuta a contrastare la ritenzione idrica e il gonfiore frequenti in gravidanza.

Consigli Pratici per l'Alimentazione Artificiale e l'Idratazione
Per scegliere informati, tutti i genitori hanno diritto di scegliere l'alimentazione del proprio bambino. Se ci sono delle gravi ragioni che impediscono l'allattamento o se la vostra scelta è diversa, riceverete informazioni e sostegno per alimentare in tutta sicurezza il vostro bambino con il latte artificiale: come preparare in modo sicuro il latte artificiale e come sterilizzare l'attrezzatura utilizzata per l'alimentazione al fine di ridurre al minimo qualsiasi rischio per il bambino. Se avete bisogno di ulteriori informazioni, parlatene con il pediatra o gli operatori sanitari del consultorio.
Considerate che i bambini di solito non finiscono il biberon; le quantità di latte che vengono raccomandate sulle confezioni in base all'età, sono spesso ben maggiori del necessario; non tutti i bambini hanno bisogno della stessa quantità di latte; i calcoli fatti dagli esperti sono per eccesso perché è evidentemente più pericoloso dargli una quantità insufficiente che far rimanere un po' di latte nel biberon. È importante riuscire a capire i bisogni del proprio bambino, in quanto ogni bambino è diverso e segue la sua natura e le sue necessità. Pertanto, ricordarsi di non forzare il bambino a finire il biberon a tutti i costi se mostra di non essere più interessato, viceversa, se piange dopo aver finito tutta la poppata più volte durante la giornata, è il momento di aumentare il latte. Anche gli intervalli non devono essere rigidi, ma devono seguire le esigenze del bambino. Solo nel primo mese, per evitare episodi di ipoglicemia, soprattutto per neonati piccoli, è meglio evitare intervalli tra un pasto e l’altro superiori a 4 ore. Quando il bambino è abbastanza cresciuto e mostra di richiamare l’attenzione quando ha fame, non è necessario svegliarlo, ma è possibile attendere la sua richiesta.
Gestione del Biberon e del Latte Avanzato
Se il bambino non finisce il biberon, buttate via il latte avanzato. Per riscaldare il latte già preparato e tenuto in frigorifero: prendere il biberon con il latte e riscaldarlo a bagnomaria, non più di 15 minuti, fino a che raggiunga i 37° circa, agitarlo per rendere uniforme la temperatura, consumare il latte riscaldato entro 2 ore. Non utilizzare mai il microonde perché riscalda in modo disomogeneo e può scottare la bocca del bambino. Non aggiungere al latte in polvere zucchero, cereali o biscotti.
Trasporto del Latte Fuori Casa
Se avete bisogno di dare al bambino il latte fuori casa, potete portare con voi la quantità misurata di latte in polvere in un piccolo contenitore pulito ed asciutto; un contenitore termico con acqua precedentemente bollita e mantenuta a 70°C; un biberon vuoto, sterilizzato con tettarella e cappuccio. Preparate il biberon al momento del pasto. Se invece avete la necessità di trasportare un biberon di latte già pronto, per esempio per l'asilo nido o la baby sitter, preparate il latte a casa con molta cura e utilizzatelo entro 24 ore se lo conservate in frigorifero; entro 4 ore se lo conservate nella borsa frigo con mattonella del ghiaccio ed entro 2 ore se lo lasciate a temperatura ambiente.
Svezzamento e Introduzione dell'Acqua Regolare
Nel primo mese, il neonato/lattante dovrebbe assumere solo latte materno, e in questo caso non sono necessari altri liquidi. Dal 5/6 mese 30-40 ml di acqua, soprattutto durante i pasti, sono la quantità ottimale per idratarlo correttamente. Appena arrivato il momento di svezzare i vostri bambini, potete cominciare con piccole quantità di acqua, dai 30 ai 50 ml, da offrire durante i pasti. Chiedete consiglio al pediatra, che saprà darvi le indicazioni per la migliore acqua per bambini. In generale, è meglio preferire acque oligominerali, ovviamente naturali e possibilmente in bottiglie di vetro perché meno deteriorabili rispetto alla plastica. La stessa cosa vale per altre bevande, come tè, tisane o camomilla, in particolare se sono zuccherate, perché andrebbero a interferire con la routine alimentare del bambino. Con l’assunzione di liquidi, diversi dal latte, lo stomaco del piccolo si dilaterebbe, facendo venir meno il senso di fame e senza apportare nessuna quota nutritiva. È importante, specie man mano che il bambino cresce, stare attenti al fatto che in genere i piccoli hanno un ridotto senso di sete e spesso sono presi da altre attività per cui trascurano il bere, pur essendo più soggetti a disidratazione.
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