La scoperta di una gravidanza è un momento carico di emozioni, un vero e proprio spartiacque nella vita di una donna. Se stai leggendo queste righe, vuol dire che, molto probabilmente, hai da pochi giorni visto le due lineette del test positivo e vuoi sapere quali sono i prossimi passi che devi compiere. Fantastico! L’articolo che puoi trovare nelle prossime righe fa proprio per te. È fondamentale chiarire subito che la gravidanza non è una malattia e non deve essere vissuta come tale; per questo, in una gravidanza fisiologica, l’ostetrica è spesso la figura di riferimento ideale per accompagnare la donna lungo tutto il percorso.

La prima visita ostetrica: quando e perché
In pratica, le prime visite della gravidanza vengono programmate dopo che la paziente ha scoperto di essere incinta. Da quando una donna scopre di essere in attesa di un cucciolo, è importante che prenda contatto con la propria ostetrica di fiducia o con il centro di riferimento presso il quale intende farsi seguire. Non c’è un’urgenza immediata, ma è bene prenotare nell’arco delle prime settimane per iniziare a costruire un rapporto di fiducia.
La prima visita (6-8 settimane) si svolge di solito tra la sesta e l’ottava settimana. Si tratta di un momento molto prezioso, durante il quale si mettono sul tavolo diversi temi cruciali. È nodale specificare la differenza tra la prima visita in gravidanza e la prima ecografia: si tratta di due momenti che si differenziano sia per peculiarità, sia per tempistiche. Durante questo incontro, la ginecologa o l’ostetrica confermerà la gravidanza, verificherà la datazione e discuterà la storia medica della paziente.
Cosa accade durante il primo incontro
La prima visita ostetrica può durare anche più di un’ora. Dopo aver raccolto i dati anamnestici relativi sia alla paziente gravida, sia al partner, l’ostetrica si informa in merito alla storia mestruale e alla presenza di eventuali altre gravidanze o aborti. Tutto questo viene riportato nella cartella ostetrica, un vero e proprio diario della gravidanza.
Il medico o l’ostetrica chiederanno informazioni precise: "Quanti anni hai? Hai già altri figli? Quanto pesi?". Sono molte le domande per poter compilare la cartella. Si indagheranno patologie di famiglia, interventi chirurgici pregressi, terapie farmacologiche in corso e allergie. In merito alla datazione, non serve rimuginare sul giorno del concepimento: il ginecologo calcolerà 40 settimane a partire dalla data dell’ultima mestruazione. Imparerai presto, infatti, a ragionare per settimane, e non per mesi.
Durante la visita, l’ostetrica esamina il pavimento pelvico, procede alla misurazione della pressione - un valore fondamentale da tenere monitorato per tutta la gravidanza - e raccoglie informazioni in merito a eventuali problematiche a carico dell’intestino e delle vie urinarie. Viene inoltre effettuata una valutazione del seno tramite un esame obiettivo.

Consigli pratici e stile di vita
Durante la prima visita, la futura mamma ha la possibilità di ricevere informazioni puntuali in merito al comportamento alimentare e alla gestione della routine lavorativa. Come specifico in questo articolo dal Dottor Matteo Silva, osteopata neonatale e pediatrico, la poca attenzione che la futura mamma dedica alle posizioni assunte quando svolge un lavoro sedentario può causare diverse criticità, tra cui l’insorgenza di dolori al basso ventre. In questo caso, una valida soluzione è il calore localizzato (la classica borsa dell’acqua calda).
La prima ecografia: tempistiche e utilità
Ma quando fare la prima ecografia in gravidanza? Contrariamente alla consuetudine, le indicazioni della Società Italiana di Ecografia Ostetrico Ginecologica (SIEOG) suggeriscono che la prima ecografia dovrebbe essere eseguita tra le 11 e le 13 settimane + 6 giorni. Questo è il tempo necessario all’embrione per attecchire e annidarsi nella parete uterina e iniziare i processi di formazione degli organi.
Prima della settima settimana, è difficile vedere qualcosa a parte il sacchetto gestazionale. Se si esegue l’esame molto presto (cinque-sei settimane), sarà poi necessario ripeterlo nelle settimane successive. L’ecografia serve per confermare la presenza e il numero degli embrioni, valutare lo sviluppo del feto ed escludere malformazioni. Dal punto di vista dei genitori, la prima ecografia segna spesso un passaggio fondamentale, diventando un segno di realtà e tangibilità della gravidanza.
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Esistono due tipologie di approccio:
- Ecografia classica: eseguita passando una sonda sull'addome, previo utilizzo di gel.
- Ecografia transvaginale: effettuata inserendo la sonda in vagina, utile quando è necessario una visione più nitida dell’apparato riproduttivo, superando gli strati adiposi del corpo.
Il piano dei controlli successivi
Dopo la prima visita, viene seguito un programma di controlli regolari per garantire la salute della madre e del nascituro:
- Controlli (9-12 settimane): l’ostetrica monitora il battito cardiaco del feto e controlla i parametri di salute della madre, come pressione e peso.
- Visita di metà gravidanza (16-20 settimane): è un momento cruciale che include l’ecografia morfologica, un esame dettagliato per valutare lo sviluppo degli organi del feto.
- Controlli (24-27 settimane): si monitora la crescita e si esegue il test di carico glicemico per escludere il diabete gestazionale.
- Visite (28-34 settimane): l'ostetrica continua a monitorare la crescita fetale, misurando la pancia e controllando il battito cardiaco.
- Visita finale (35-40 settimane): le visite diventano più frequenti (ogni settimana o ogni due settimane) per valutare la posizione del feto, il liquido amniotico e il benessere generale.
Esami del sangue e screening fondamentali
Il ginecologo richiederà diversi esami per compilare il quadro clinico. Tra i più rilevanti:
- Test di Coombs indiretto: per scoprire la presenza di anticorpi anti-eritrociti.
- Glicemia: per monitorare il tasso di zucchero nel sangue.
- Toxotest e Rubeotest: per accertare l’immunità verso toxoplasmosi e rosolia, malattie che possono comportare rischi se contratte in gravidanza.
- Ricerca del GBS: un tampone vaginale e rettale tra la 35° e la 37° settimana per lo streptococco ß-emolitico. L’eventuale positività viene trattata con profilassi antibiotica al momento del parto.
- Screening del primo trimestre: unisce prelievo del sangue e misurazione della traslucenza nucale per valutare il rischio di anomalie cromosomiche.

Oltre i controlli clinici
Molte mamme, nei primi mesi, sentono il bisogno di un contatto costante con il bambino. Se l’apparecchiatura del medico lo consente, è possibile sentire il battito cardiaco già nelle prime fasi. Alcune scelgono di acquistare un doppler a uso domestico, in vendita in farmacia o negozi specializzati, per ascoltare il suono rassicurante del cuore fetale.
Inoltre, durante la prima visita ginecologica, è sempre bene chiedere cosa prevedere in merito alla presenza del partner. Ovviamente, il compagno è benvenuto per assistere alla comparsa dell'immagine sul monitor o per ascoltare il battito del cuore. È un’esperienza che molti desiderano immortalare con uno smartphone, creando un ricordo indelebile di questo percorso che, settimana dopo settimana, conduce alla nascita. Ricordate che, per qualsiasi dubbio o approfondimento, il dialogo con l'ostetrica di riferimento rimane lo strumento principale per vivere questo viaggio con serenità.