Abruzzo: Polo d'Innovazione e Sostenibilità nell'Industria dei Prodotti Assorbenti

L'Abruzzo si afferma come un epicentro di innovazione e produzione nel settore dei prodotti assorbenti, un comparto industriale che combina radici storiche con una spinta incessante verso la sostenibilità e la tecnologia avanzata. La regione ospita aziende di rilievo internazionale che non solo contribuiscono significativamente all'economia locale e nazionale, ma sono anche pioniere nello sviluppo di soluzioni che ridefiniscono il ciclo di vita di prodotti di largo consumo, come pannolini e assorbenti igienici. Questa dinamicità è evidente nella presenza di giganti come Fater, con la sua avanguardistica tecnologia FaterSmart, e Ontex Italia, che con il marchio Serenity si distingue per l'eccellenza produttiva e l'impegno ambientale.

Fater: Un Colosso Abruzzese con una Visione Globale

La storia di Fater S.p.A. affonda le sue radici a Pescara, dove fu fondata nel 1958 da Francesco Angelini. Le origini dell'azienda risalgono addirittura al 1867, quando i fratelli Beniamino, Vito e Federico Bucco fondarono l'azienda chimico-farmaceutica "F.lli Bucco", anch'essa a Pescara. Quando Francesco Angelini rilevò l'azienda nel 1958, la ribattezzò Fater, acronimo di "Farmaceutici Aterni", un nome che richiamava sia il core business dell'impresa sia la sua localizzazione nella città di Pescara, in riferimento al fiume Aterno. Questo legame con il territorio è sempre stato un tratto distintivo dell'azienda. Angelini adottò un approccio manageriale moderno, affidando la gestione dell'impresa a dirigenti esterni, una scelta innovativa per l'epoca.

All'inizio degli anni '60, la crescita demografica e il consistente sviluppo economico italiano favorirono l'espansione dell'azienda nel settore dei beni di consumo. Con l'ingresso di Iginio Angelini ai vertici del gruppo, fu introdotta una nuova e più incisiva strategia di comunicazione pubblicitaria, che contribuì a consolidare la presenza di Fater nel mercato. Nel 1963, Fater iniziò la produzione di pannolini, lanciando il marchio Lines, e nel 1965, la linea di prodotti Lines Lady, segnando tappe fondamentali nella storia dell'igiene personale in Italia. L'innovazione è, infatti, da sempre nel DNA di Fater, ed è qui che prende forma l'innovazione di prodotto, con un impegno costante nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni all'avanguardia.

Un momento cruciale nella storia dell'azienda si verificò nel 1992, quando Procter & Gamble, il colosso statunitense dell'igiene personale e della farmaceutica, decise di acquisire il 50% delle quote di Fater. Questa mossa strategica, avvenuta nell'impossibilità di "scalzare dagli scaffali" i prodotti a marchio Lines che avevano ormai conquistato una solida posizione di mercato, diede vita a una joint venture paritetica con il Gruppo Angelini. Grazie a questa operazione, l'offerta commerciale di Fater si aprì ai prodotti per bambini con il marchio Pampers, uno dei più riconosciuti a livello globale. La commercializzazione combinata dei prodotti a marchio Lines e Pampers garantì a Fater una consistente quota di mercato, attirando però l'attenzione della Commissione europea, in veste di autorità Antitrust, la quale ingiunse a Fater di cedere uno dei due marchi. Così, nel 1994, l'Autorità antitrust dispose la cessione di parte del business pannolini.

Nonostante queste dinamiche di mercato, Fater ha continuato la sua espansione e diversificazione. Tra il 2013 e il 2015, Fater acquisì da P&G il marchio ACE, prima per l'Europa occidentale e l'anno successivo per l'area CEEMEA (Central Eastern Europe Middle East and Africa), fino ad aggiungere anche il marchio Comet per l'Europa orientale. Questo ha ampliato il suo portfolio includendo prodotti per la cura della casa, oltre a quelli per l'igiene della persona. I principali marchi commercializzati da Fater includono Pampers, Lines, Lines Intervallo, Tampax, Lines Specialist, ACE e Hero Solo. L'azienda produce e distribuisce questi prodotti assorbenti per la persona e per la cura della casa in ben 38 Paesi, dimostrando una forte impronta internazionale.

Con un fatturato di 837 milioni di euro, 5 stabilimenti produttivi tra Italia ed estero e 1.600 dipendenti, di cui 1.100 a Pescara, Fater è un'azienda italiana con una visione internazionale, che mette le persone al centro del suo impegno. Nel periodo 2006-2008, è stato realizzato il nuovo edificio della sede Fater di Pescara, un'opera architettonica di rilievo firmata dall'architetto Massimiliano Fuksas, a testimonianza di un'attenzione non solo alla funzionalità ma anche all'estetica e all'integrazione nel contesto urbano. Più recentemente, nel 2018, è stata realizzata un nuovo polo logistico automatizzato presso lo stabilimento di Campochiaro (CB), volto a garantire una distribuzione più efficace dei prodotti. Fater promuove anche una cultura dell'innovazione aperta alle nuove generazioni attraverso iniziative come #FaterLabExperience, coinvolgendo studenti universitari per sei mesi in progetti tecnico-scientifici, affiancati dagli esperti interni, un esempio concreto di come l'azienda costruisca il proprio futuro partendo dalle competenze e dal talento.

Architettura della sede Fater a Pescara

FaterSmart: La Rivoluzione del Riciclo dei Prodotti Assorbenti Usati

All'interno di Fater Spa, è nata una business unit che sta rivoluzionando il settore: FaterSmart. Questa iniziativa è interamente dedicata alla ricerca, allo sviluppo e all'industrializzazione di una tecnologia innovativa e senza precedenti. Come ha spiegato il general manager della Fater, Giovanni Teodorani Fabbri, "È la prima tecnologia al mondo che ricicla pannolini. Ed è nata in Abruzzo a Pescara". FaterSmart, il cui acronimo significa "Sustainable materials and recycling technologies", si prefigge l'obiettivo di trasformare il problema dei prodotti assorbenti usati in un'opportunità.

Questa tecnologia è in grado di riciclare il 100% dei prodotti igienici per la persona usati, come pannolini per bambini, assorbenti igienici femminili e pannoloni per incontinenti, trasformandoli in materie prime seconde ad alto valore aggiunto. Si tratta di un primato significativo, soprattutto se si considera l'elevato impatto ambientale di questi prodotti: 30 milioni di tonnellate all'anno finiscono in discarica o negli inceneritori e un singolo pannolino impiega ben 500 anni per decomporsi. Con la tecnologia FaterSmart, questi materiali vengono recuperati, evitando il loro smaltimento tradizionale e contribuendo a un'economia circolare virtuosa.

Il processo messo a punto da FaterSmart consente di recuperare e valorizzare i componenti dei prodotti assorbenti usati. Da 1 tonnellata di rifiuti separati, dopo stoccaggio, sterilizzazione e separazione meccanica delle componenti, si producono ben 150 kg di cellulosa, 75 kg di plastica e altrettanti di polimero superassorbente. Questi materiali, un tempo considerati scarto, possono essere reintrodotti nel ciclo produttivo per diventare sia nuovamente prodotti assorbenti, sia oggetti di uso quotidiano, come appendiabiti e mollette, e persino arredi urbani. La versatilità dei materiali recuperati è tale che possono essere utilizzati anche per realizzare applicazioni più complesse, come i cavi sottomarini, dimostrando il potenziale enorme di questa innovazione.

Schema del processo di riciclo FaterSmart

L'industrializzazione di questa tecnologia ha ricevuto un impulso decisivo con il contesto normativo favorevole. A luglio, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto "End of waste" del ministero dell’Ambiente, un'innovazione normativa unica al mondo. Questo decreto ha stabilito i criteri in base ai quali le materie prime seconde che derivano dal riciclo del pannolino possono smettere di essere "rifiuto" ed entrare sul mercato. Questo passaggio è fondamentale per l'avvio della fase di industrializzazione del processo. Attualmente, FaterSmart è in attesa delle autorizzazioni da parte della Provincia e della Regione per poter procedere a pieno regime in Abruzzo, con la speranza che arrivino in tempi brevi.

L'impatto di FaterSmart non si limita all'Italia. Attualmente, in Italia, è operativo solo un impianto nel trevigiano, che utilizza questa tecnologia grazie alla collaborazione con Contarina S.p.A., una società che si occupa di gestione e raccolta dei rifiuti, sebbene non ancora a pieno regime. Tuttavia, l'espansione è già in atto a livello internazionale. In Olanda, ad Amsterdam, è in fase di realizzazione un secondo impianto che utilizzerà la tecnologia fornita da FaterSmart, e presto se ne avvierà un altro in India. Anche altri Paesi nell'Unione europea hanno espresso manifestazione di interesse, riconoscendo i vantaggi sia sul piano economico, dove "i ricavi derivati dalla vendita di materie prime seconde - spiega Teodorani Fabbri - giustificano sia i costi per operare in impianto sia l’investimento finanziario", sia sul piano ambientale.

FaterSmart conta attualmente una ventina di persone nella sede di Pescara, ma punta a crescere in vista della prossima fase di espansione industriale e di implementazione tecnologica, a dimostrazione dell'impegno dell'azienda nello sviluppo di questa area strategica. Inoltre, FaterSmart ha creato e coordina il consorzio Embraced, un'iniziativa finanziata parzialmente dall’Unione europea che coinvolge 12 aziende di ben sette paesi diversi. L’obiettivo di Embraced è sviluppare un modello integrato di bioraffineria, basato su un ulteriore miglioramento della frazione cellulosica dei prodotti assorbenti per la persona, per la produzione di polimeri e di biofertilizzanti a base biologica, spingendo ulteriormente i confini dell'economia circolare. FaterSmart è stata anche riconosciuta tra le "100 Innovation Stories: Abruzzo", raccontate nel rapporto promosso da Symbola Fondazione per le Qualità Italiane e Fondazione Hubruzzo, un tributo alla sua capacità di generare innovazione con un profondo radicamento locale.

Riciclare i pannolini? Giovanni Teodorani Fabbri - General Manager Fater

Ontex Italia e il Marchio Serenity: Eccellenza nella "Valle del Fluff"

L'Abruzzo vanta un'altra eccellenza nel settore dei prodotti assorbenti, concentrata nella "valle del fluff" di Ortona, in provincia di Chieti. Qui opera lo stabilimento del gruppo Ontex, leader nella produzione di ausili assorbenti monouso, noto in Italia in particolare con il suo brand Serenity. L'ingegner Francesco Lo Piccolo, amministratore delegato di Serenity & Ontex GM South Europe, ha elogiato il lavoro di questo stabilimento abruzzese, sottolineandone il ruolo cruciale.

Il mercato degli assorbenti monouso in Italia ha un valore complessivo di 900 milioni di euro e mostra un andamento a due velocità: il segmento adulto è in costante crescita, mentre decrescono sia il segmento bambino sia quello "femcare". In questo scenario di mercato, il gruppo Ontex si posiziona in modo strategico, forte della lunga storia del marchio Serenity, nato oltre 40 anni fa, che si è sempre occupato d'incontinenza con passione, competenza e orgoglio.

Lo stabilimento di Ortona rappresenta un pilastro produttivo per il gruppo. Si estende su un'area produttiva coperta di circa 30.000 mq, dove un team di circa 170 dipendenti altamente qualificati opera con competenza e passione. Qui, con una produzione a ciclo continuo ed esteso su 163.000 mq, escono ogni anno oltre 700 milioni di ausili assorbenti, destinati a oltre un milione di utenti. Questi prodotti restituiscono a donne e uomini la possibilità di gestire serenamente l'incontinenza nella loro vita privata e nelle relazioni sociali, un aspetto di fondamentale importanza per la qualità della vita.

Stabilimento Ontex di Ortona

Negli ultimi dieci anni, Serenity ha registrato una crescita impressionante, passando da 137 a 167 milioni di euro di fatturato, con un incremento di quasi il 22%. Questo successo è supportato da continui investimenti in ricerca e sviluppo, che oggi puntano all'innovazione nell'ambito digitale, dei servizi trasversali e, in modo sempre più centrale, della sostenibilità. La sostenibilità è al cuore di tutte le attività del gruppo Ontex. Ne è un esempio concreto l'impianto fotovoltaico installato presso il sito di Ortona, un'iniziativa che consentirà all'azienda di raggiungere l'ambizioso obiettivo di attività a zero emissioni entro il 2030. Questa visione dimostra come l'industria abruzzese non solo produca beni essenziali, ma lo faccia con una crescente consapevolezza e responsabilità ambientale.

Nuovi Orizzonti: Investimenti e Sinergie nel Distretto Italico in Abruzzo

L'impegno dell'Abruzzo nel settore industriale, e in particolare in quello legato ai materiali e alla produzione sostenibile, si estende oltre i singoli successi di Fater e Ontex. La regione sta diventando un polo attrattivo per nuovi investimenti, focalizzati anche sullo sviluppo di filiere innovative e materiali alternativi. Questa dinamicità è emersa chiaramente durante un recente summit tenutosi a Corfinio, organizzato da Abrex, l'agenzia che coordina un significativo flusso di investimenti nella regione.

A questo incontro hanno partecipato, oltre al Presidente Marsilio e ai sindaci di Corfinio, Prezza e Raiano, anche i vertici delle aziende che, in vario modo, sono coinvolte nel nascente "Distretto Italico". Tra queste figurano Etex, Ige Italia e Ige Australia con i suoi partner (Renova, Axpo, Samsung), e Texol. Questi attori industriali stanno convergendo su progetti che promettono di generare un'importante boccata d'ossigeno per l'economia locale.

Un focus particolare di questi nuovi investimenti riguarda la coltivazione della canapa e la creazione di fibre naturali da utilizzare per la produzione di assorbenti e pannolini, ma anche di tessuto non tessuto per tovagliati e altra merce. Questo approccio rappresenta un passo avanti significativo verso la creazione di una filiera produttiva più sostenibile e a basso impatto ambientale, riducendo la dipendenza da materiali sintetici e promuovendo l'uso di risorse rinnovabili coltivate localmente.

Mappa del Distretto Italico in Abruzzo

Si parla di quasi 40 milioni di euro di investimento e di oltre cento occupati diretti, a cui si aggiunge un considerevole indotto. Questi numeri si sommano a quelli già annunciati per la fabbrica d’idrogeno, delineando un quadro di forte crescita e diversificazione industriale per l'Abruzzo. La presenza al summit del commissario ZES (Zona Economica Speciale) ha evidenziato ulteriori opportunità. Il commissario ha spiegato come anche i Comuni fuori dalla perimetrazione designata delle ZES, come Corfinio, potranno sottoscrivere un accordo con la struttura commissariale per accedere a procedure semplificate, facilitando ulteriormente gli investimenti e lo sviluppo territoriale. Questa apertura dimostra la volontà di estendere i benefici delle ZES a un'area più ampia, promuovendo una crescita equilibrata e inclusiva.

L'insieme di queste iniziative - l'innovazione tecnologica di FaterSmart, l'eccellenza produttiva e l'impegno per la sostenibilità di Ontex, e i nuovi investimenti volti a creare filiere di materiali naturali - dipinge un quadro dell'Abruzzo come una regione all'avanguardia nell'industria dei prodotti assorbenti e più in generale nell'economia circolare e sostenibile. Queste realtà dimostrano come l'Abruzzo, con le sue capacità manifatturiere e la sua propensione all'innovazione, stia giocando un ruolo di primo piano nel plasmare il futuro di un settore cruciale per l'igiene e la sostenibilità globale.

tags: #abruzzo #industrie #pannolini