Il vomito nei bambini è un'esperienza piuttosto comune e, sebbene possa destare preoccupazione nei genitori, nella maggior parte dei casi non è un segnale di allarme grave e si risolve spontaneamente in poco tempo. Questa manifestazione fisiologica ha spesso un'importante funzione protettiva, aiutando l'organismo a eliminare sostanze potenzialmente nocive. Tuttavia, è fondamentale sapere come gestire gli episodi di vomito, riconoscere i segnali che richiedono attenzione medica e applicare i rimedi più efficaci per alleviare il disagio del bambino e prevenire complicanze.

I. Comprendere il Vomito nei Bambini: Cause e Fisiologia
Il vomito, o emesi, è un sintomo che consiste nell'emissione brusca e involontaria del contenuto gastrico attraverso la bocca. Si tratta, in particolare, di un riflesso coordinato da un centro nel midollo allungato, che innesca, in sequenza, una serie di contrazioni della muscolatura gastrica con la partecipazione del diaframma e della muscolatura addominale. Generalmente, il vomito è preceduto da nausea, una sensazione di malessere generalizzato e di impellente bisogno di vomitare, spesso accompagnata da ipersalivazione, conati (tentativo infruttuoso di vomitare a glottide chiusa), ipersudorazione, aumento del ritmo cardiaco e pallore. Sebbene sia possibile provare nausea senza vomitare, la nausea a volte può essere un precursore del vomito.
Il vomito nei bambini è normale? Le cause più comuni
Se la nausea del tuo bambino o bambina si è trasformata in vomito, non allarmarti. Fortunatamente, gli attacchi di vomito nei bambini di solito non sono dannosi e passano rapidamente. Le cause più comuni di nausea e vomito in età pediatrica non devono spaventare. Nella maggior parte dei casi, questi sintomi indicano la presenza di un'infezione intestinale, di origine virale o batterica, che può provocare anche diarrea. Tra le cause più frequenti si annoverano i virus intestinali, virus gastrointestinali, e in particolare il rotavirus, che causano di solito la gastroenterite. Talvolta, il vomito può essere scatenato dall'intossicazione alimentare.
Tuttavia, nausea e vomito possono dipendere anche da altri fattori meno comuni ma comunque rilevanti:
- Infezioni respiratorie: A volte il vomito compare durante infezioni delle vie aeree superiori.
- Febbre alta: Un rialzo termico significativo può indurre nausea e vomito.
- Indigestione: L’indigestione dipende da quantità e qualità del cibo mangiato. I bambini, avendo un minore autocontrollo rispetto agli adulti, spesso faticano a riconoscere il senso di sazietà e non riescono a moderarsi. Oppure il bambino mangia troppi cibi grassi, fritti, o alimenti ai quali non è abituato, soprattutto in un'occasione speciale come un compleanno. Il vomito, come la diarrea, è in questo caso un meccanismo fisiologico utile per espellere le sostanze tossiche.
- Reflusso gastroesofageo: Soprattutto nei lattanti, ma anche nei bambini più grandi.
- Allergie e intolleranze alimentari: In particolare, quelle alle proteine del latte.
- Malattie infiammatorie croniche intestinali: Condizioni più complesse che possono manifestarsi anche con il vomito.
Vomito psicogeno e cinetosi
Esistono anche forme di vomito non legate direttamente a infezioni o problemi digestivi primari.Un problema molto frequente nei bambini (2-12 anni) ma anche negli adulti, di scarso rilievo sanitario ma molto fastidioso, a tratti anche invalidante, è la cinetosi, ovvero il mal d'auto, mal di mare o d'aria. Questo disturbo è causato da una disarmonia sensoriale tra la vista e il sistema dell'equilibrio dei canali circolari dell'orecchio interno. In questi casi il vomito è preceduto da malessere, sudorazione e nausea intensa.
Il vomito può essere anche di natura psicogena, che può essere dovuto a stati di stress e ansia, per esempio problemi a scuola o in famiglia. Questa evenienza è piuttosto frequente durante l'infanzia e compare ad esempio la mattina prima di andare a scuola per scomparire poi nei periodi di vacanza. Secondo alcuni autori, si potrebbe trattare di una disfunzione dell’asse encefalo-apparato digerente, conseguente a stimoli vari (psicologici, metabolici, emozioni intense, stress ma anche esercizio fisico o assunzione di cibi tipo cioccolata e formaggio). Esistono anche dei casi in cui il disturbo ha una base genetica (mutazione mitocondriale). La diagnosi è esclusivamente clinica e le crisi vengono trattate con vari tipi di farmaci (antiemetici, antinausea, eccetera).
Vomito acuto e cronico
Il vomito può essere acuto o cronico. Il vomito acuto, spesso legato a infezioni virali, di solito scompare nel giro di 6-8 ore, ma a volte può durare anche qualche giorno. In questi casi, la maggior parte delle malattie che causano il vomito si risolvono da sole. I disturbi possono essere fastidiosi, ma tendono a scomparire nel giro di pochi giorni.
“Disidratazione nei bambini: come individuarla (e trattarla) prima che diventi grave 🚨”
II. La Disidratazione: Il Pericolo Maggiore e Come Riconoscerlo
Una delle cose più importanti da fare è prestare attenzione alla disidratazione. Il rischio principale del vomito, soprattutto nei bambini piccoli, è la perdita di liquidi. I bambini si disidratano più rapidamente degli adulti e i lattanti sono a rischio di disidratazione anche per i vomiti con caratteristiche benigne. Se il bambino non riesce a bere o continua a vomitare tutto ciò che assume, può disidratarsi rapidamente. Specie se associato a diarrea, il vomito diventa pericoloso - soprattutto per i bambini - perché causa disidratazione severa. La disidratazione (perdita di liquidi) è la complicanza più frequente.
Segni di disidratazione a cui prestare attenzione
Fai attenzione ai comportamenti del bambino. Alcuni segnali da osservare con estrema attenzione sono:
- Il bambino è stanco o irritabile, appare eccessivamente abbattuto o ha sonnolenza eccessiva in orari insoliti.
- Il bambino ha la bocca secca o le labbra screpolate.
- Il bambino piange ma con poche lacrime o senza lacrime.
- La pelle è fredda, turgore cutaneo diminuito.
- Occhi infossati.
- Non urina con la solita frequenza, minzione ridotta.
- Urina giallo scuro o poca pipì.
Per valutare la perdita di peso, che non deve essere superiore al 5% del peso iniziale del bambino, occorre pesare il bambino all'inizio delle manifestazioni.
III. Strategie di Reidratazione: Fondamentali per la Ripresa
Il trattamento principale è rappresentato dalla reidratazione, che deve essere iniziata il prima possibile con soluzioni reidratanti orali. Sebbene il vomito sia in corso, il bambino assorbirà comunque in parte i liquidi somministrati, anche se in quantità molto piccole.
L'approccio iniziale alla reidratazione
In caso di vomito, è consigliabile attendere circa 30 minuti dall'ultimo episodio prima di iniziare la reidratazione orale. Questo periodo di riposo aiuta lo stomaco a sedarsi e riduce la probabilità di indurre nuovo vomito. Sedersi in silenzio ed evitare di sdraiarsi durante un episodio di vomito; muoversi può peggiorare la nausea.
Cosa dare da bere ai bambini
Per molti anni, i genitori hanno usato bibite gassate come bevande a base di cola per aiutare i bambini a reintegrare i liquidi, e molti medici continuano a consigliarli. Ma la ricerca ha iniziato a dimostrare che le soluzioni di reidratazione orale sono le migliori per i bambini: queste bevande offrono le giuste quantità di zucchero e sale in base all'età, essendo studiate per compensare esattamente la perdita di elettroliti. Le soluzioni reidratanti sono reperibili in farmacia, in formulazione liquida o in bustine da diluire in acqua secondo le indicazioni previste sulla confezione: non hanno un buon sapore poiché contengono sali ma sono più gradite se somministrate fredde. È buona abitudine tenere in casa, tra i farmaci di uso comune, una soluzione reidratante.
Oltre alle soluzioni di reidratazione orale, si possono offrire al bambino altre tipologie di liquidi chiari:
- Acqua naturale a temperatura ambiente, a piccoli sorsi.
- Cubetti di ghiaccio, da succhiare lentamente.
- Brodino caldo o brodo vegetale.
- Succo di mela o di mirtillo rosso diluiti.
- Gelati senza pezzi di frutta o ghiaccioli.
- Tisane (come la camomilla tiepida o il tè deteinato senza limone).
Cosa evitare
Non sono idonee per una corretta reidratazione, e sono da evitare, l'acqua o bevande eccessivamente zuccherate come i succhi di frutta non diluiti e le bibite in generale, poiché possono peggiorare la nausea e la diarrea. Se il lattante è allattato al seno si può continuare ad allattare, invece se assume latte formulato è necessario chiedere consulenza pediatrica per avere indicazioni precise sul tipo di alimentazione da seguire. Per i bambini alimentati con la formula è preferibile invece sostituire il latte artificiale con del reidratante orale (i cosiddetti "sali"), soluzione molto equilibrata e utile per contrastare la perdita di acqua e sali minerali. La soluzione reidratante orale può essere somministrata anche ai bambini più grandi, più volte nell’arco delle 24 ore, fino a quando il piccolo non smette di vomitare e riprende ad alimentarsi normalmente.
Frequenza e quantità
Offrire piccole quantità di soluzione reidratante fredda, ad esempio 5 ml (pari a un cucchiaino da tè) ogni 5 minuti, e aumentare gradatamente a seconda della tolleranza del bambino. La quantità consigliata è di almeno un litro nelle 24 ore per bambini di 10 kg di peso. Quanto più il soggetto ne beve, meglio è. Se non si vomita di nuovo dopo un periodo di riposo, provare a bere piccoli sorsi ogni 5-10 minuti. Assicurati che l'urina sia normale nel colore e nella frequenza. È importante non sovraccaricare lo stomaco, ma è altrettanto importante evitare di disidratarsi a causa del vomito.
IV. Alimentazione Dopo il Vomito: Cosa Mangiare e Cosa Evitare
Quando il vomito è in corso, i bambini solitamente non hanno appetito e non è assolutamente necessario forzarli ad assumere cibi. Il primo passo è lasciare riposare lo stomaco.
La rialimentazione graduale
Quando sono trascorse diverse ore dall'ultima volta che tuo figlio ha vomitato, o quando si riesce a trattenere i liquidi per 8-12 ore, è possibile provare a mangiare, iniziando con piccole quantità di cibi insipidi e ricchi di amido. Se si riesce a trattenere sia i liquidi che i cibi leggeri, si potrebbe esser pronti a tornare alla propria dieta normale. In linea generale, anche se ci si sente meglio, è consigliabile reintrodurre gli alimenti gradualmente; qualora si iniziasse a sentirsi male dopo aver mangiato, ma non si vomita, è meglio tornare ad una dieta blanda, costituita da cibi leggeri e facilmente digeribili. È indicato che il bambino continui a seguire una dieta in bianco per altri 4-5 giorni dopo l’inizio della sintomatologia, associata a fermenti lattici se il vomito è stato accompagnato da diarrea fino alla normalizzazione delle feci.
Cibi consigliati per la ripresa
Per quanto riguarda i bambini che mangiano già cibi solidi, si possono dare cibi leggeri come:
- Cracker, pane tostato, fette biscottate semplici.
- Riso, pasta semplice, purè di patate.
- Banane schiacciate, purea di frutta (come mele cotte).
- Yogurt, frullati.
- Pollo o tacchino ai ferri, carne o pesce magri.
- Patate e carote bollite.
Quando torna l'appetito, seguiamo le preferenze dei bambini per capire cosa offrire loro, sempre privilegiando cibi leggeri e facilmente digeribili.
Sfatare i miti: la dieta "in bianco" e BRAT
Una volta si diceva che in corso di vomito i bambini potessero mangiare solo gli alimenti contenuti nella cosiddetta dieta BRAT (acronimo inglese per banana, riso, mela, toast), mentre alle nostre latitudini era invece consigliata la dieta “in bianco”, evitando condimenti e salse. Ora è stato dimostrato non solo che le diete BRAT o in bianco non sono d'aiuto nel fermare il vomito, ma che oltretutto rischiano di non fornire tutti i nutrienti necessari. D'altro canto, offrire piatti ricchi di grassi non aiuta, perché questi alimenti sono impegnativi per la digestione. Sono invece da preferire pasti completi a base di cereali (riso, pasta, pane…), fonti proteiche leggere (carne o pesce magri, yogurt), frutta e verdura. Non è indicato alcun tipo di digiuno, anzi si deve riprendere al più presto la regolare alimentazione con una dieta libera evitando alimenti grassi.

V. Rimedi Naturali e Approcci Complementari per Nausea e Vomito
Oltre agli approcci farmacologici, riposare, introdurre lentamente acqua (e successivamente cibi leggeri) e usare rimedi naturali, sono tutti suggerimenti utili per smettere di vomitare e alleviare la nausea.
Lo zenzero: un potente antiemetico naturale
Lo zenzero è un rimedio naturale che è stato usato per migliaia di anni per ridurre il dolore e i disturbi di stomaco. I ricercatori ritengono che le sostanze chimiche nello zenzero agiscano nello stomaco e nell'intestino, nonché nel cervello e nel sistema nervoso per controllare la nausea. Questa pianta è contenuta in alcuni prodotti, come Nausil, pensati appositamente per calmare la nausea nei bambini e negli adulti e facili da dosare perché disponibili in gocce e compresse. Per ridurre la sensazione di nausea e vomito nei bambini di età superiore a due anni può essere d’aiuto lo zenzero. Bere una tisana allo zenzero o mangiare un piccolo pezzo di zenzero fresco è uno dei rimedi più potenti per la nausea! Diversi studi hanno confermato che lo zenzero può essere un ottimo alleato contro la nausea anche per le donne in gravidanza. Lo zenzero è un noto antiemetico naturale, che viene utilizzato anche nella formulazione di prodotti contro il vomito dovuto a cinetosi (mal d’auto, mal di mare eccetera).
L'assunzione di integratori che contengono l'estratto di Zingiber officinale può aiutare a prevenire nausea e vomito, tuttavia non tutte le ricerche confermano un evidente beneficio applicato alla specifica condizione. Prima di assumere un integratore di zenzero, è comunque utile controllare con il medico che non esistano eventuali interazioni con altri farmaci assunti regolarmente.
Digitopressione
La digitopressione esercita pressione su una parte del corpo per apportare cambiamenti in altre parti del corpo. È simile all'antico metodo cinese di agopuntura ma meno invasivo. Per cercare di sedare la nausea di un bambino in questo modo, usa il medio e l'indice per premere sulla scanalatura tra i due grandi tendini all'interno del polso che iniziano dal palmo della mano. In commercio sono disponibili anche dei braccialetti antinausea che agiscono in modo naturale e senza controindicazioni anche per combattere la nausea durante i viaggi (come mal di mare e mal d'auto). Si possono usare bracciali antinausea da indossare su entrambi i polsi per la cinetosi.
Altri rimedi della nonna per la nausea
- Limone: L'odore di questo splendido agrume può essere utile per alleviare i fastidi provocati dalla nausea. Tagliare una fetta di limone e annusarne l'odore inspirando profondamente oppure versare una goccia di olio essenziale su un fazzoletto da annusare ogni tanto. L'acqua e limone, ottenuta portando l'acqua ad ebollizione e aggiungendo qualche goccia di limone, può essere utilizzata se la nausea è associata al periodo pre-ciclo o al mal di testa. Non è consigliabile bere acqua e limone nel caso in cui la nausea sia causata da reflusso gastroesofageo o acidità di stomaco.
- Impacchi freddi: Bagnare un fazzoletto e posizionarlo sulla fronte in posizione supina può aiutare ad alleggerire il senso di malessere.
- Acqua di cottura del riso: Una volta bollito il riso in acqua non molto salata, è possibile berne un po'.
- Mentolo: Uno dei rimedi più antichi contro la nausea sembra essere proprio quello di respirare i fumi del mentolo.
Tecniche di respirazione
Inspirare attraverso il naso e lasciare che il respiro spinga la pancia verso l'esterno senza forzarla. Espirare attraverso la bocca con le labbra serrate in una posizione da fischio. Queste tecniche possono aiutare a calmare il sistema nervoso e ridurre la sensazione di nausea.
Fermenti lattici probiotici
L'uso di fermenti lattici nei bambini e neonati per il trattamento del vomito può variare a seconda della causa sottostante del vomito e dell'età del bambino. I fermenti lattici sono batteri benefici che possono aiutare a ripristinare l'equilibrio della flora intestinale e favorire la salute digestiva. Sono utili i fermenti lattici probiotici, specialmente se il vomito è stato accompagnato da diarrea fino alla normalizzazione delle feci. Tuttavia, è importante consultare sempre un medico prima di somministrare qualsiasi integratore o farmaco nei neonati e nei bambini. Nel caso di vomito, egli valuterà la causa sottostante e fornirà indicazioni specifiche sul trattamento. In alcuni casi di vomito, l'uso di fermenti lattici può essere consigliato per aiutare a ripristinare la flora intestinale sana e prevenire la diarrea spesso associata. È necessario ricordare che i fermenti lattici non sono sempre indispensabili per il trattamento del vomito nei neonati e nei bambini. In molti casi, il vomito può essere causato da infezioni virali o altre condizioni che richiedono altro trattamento specifico. Pertanto, è essenziale una valutazione molto accurata e un trattamento adeguato.
VI. Quando i Farmaci Possono Aiutare: Un Approccio Cauto
In generale il vomito nei bambini è transitorio e potrebbe passare da solo. La terapia medica della nausea e del vomito è indirizzata alla patologia causale. Oltre a trattare l'eventuale disidratazione, il vomito va curato, in prima istanza, individuando e trattando in maniera opportuna la malattia o la condizione che l'ha provocato.
Automedicazione sconsigliata
È altamente sconsigliata l’automedicazione con antiemetici, antidiarroici, antibiotici: questi farmaci devono essere eventualmente prescritti da un medico. I farmaci usati spesso negli adulti per ridurre nausea e vomito sono usati meno spesso nei bambini, perché l'utilità del trattamento non è stata provata e perché questi farmaci sono gravati da rischi potenziali di effetti avversi e dalla possibilità di mascherare una sottostante patologia.
Farmaci su ricetta e senza ricetta
Se il vomito è grave, tuttavia, i medici possono prescrivere qualcosa per prevenire la nausea e il vomito (come per esempio Plasil, Tiorfix e Peridon, farmaci che necessitano di ricetta medica). Chiedi il consulto del medico anche per i farmaci senza ricetta come Biochetasi, un farmaco che viene utilizzato dagli adulti, ma che può essere assunto anche da bambini al di sotto dei 12 anni, rispettando la posologia indicata sul foglietto illustrativo. Biochetasi contiene vitamine e sali minerali e serve a combattere difficoltà digestive, insufficienza epatica, stati chetonemici e nausea gravidica. La vitamina B6 può essere d’aiuto, poiché contrasta la sensazione di nausea.
VII. Quando Chiamare il Medico o Recarsi al Pronto Soccorso
Un solo episodio di vomito solitamente non è preoccupante; quando però il sintomo è importante, bisogna prendere tutti i provvedimenti del caso, dopo aver consultato il proprio pediatra di fiducia. Se il vomito è dovuto a un semplice caso di gastroenterite, spesso può essere gestito a casa senza la necessità di consultare un medico. Tuttavia, alcune cause alla base del vomito possono essere più gravi. È importante osservare attentamente i sintomi e fidarsi dell'istinto genitoriale. Se si è preoccupati per la salute del neonato o se si ha qualche dubbio, è sempre meglio consultare un medico per una valutazione adeguata.
Per prima cosa, prima di contattare il pediatra, in caso di vomito prestiamo attenzione ad alcuni aspetti:
- Insorgenza del vomito: quando si sono verificati gli episodi, se prima, dopo o durante i pasti o se in particolari occasioni (ad es. in seguito a viaggi o incidenti).
- Numero di episodi: 1-2 volte al giorno (vomito lieve), 3-7 volte al giorno (vomito moderato), 8 o più volte al giorno (vomito intenso).
- Durata del vomito: quanti giorni dura il vomito.
- Aspetto: colore e composizione del vomito.
- Modalità: se a getto oppure no.
- Altri sintomi e segni concomitanti: ad esempio febbre, diarrea, dolore addominale, mal di testa, variazione di peso corporeo, alterazione dello stato di coscienza, torcicollo, eruzioni cutanee, sonnolenza eccessiva.
Segnali di allarme generali che richiedono una valutazione medica
È tempo di consultare un medico se i bambini:
- Hanno meno di 12 settimane e vomitano più di una volta. Consulta il tuo medico se tuo figlio ha meno di 12 settimane o se il suo comportamento ti preoccupa.
- Mostrano segni di disidratazione o sospetti che abbiano mangiato o bevuto veleno.
- Agiscono in modo confuso o hanno febbre alta, mal di testa, eruzioni cutanee, torcicollo o dolori allo stomaco.
- Hanno sangue o bile nel vomito, o pensi che possano avere un'appendicite.
- È difficile svegliargli, sembrano malati o in caso di vomito continuo.
Vomito nei neonati: segnali specifici di allarme
Il vomito nei neonati può essere comune e in molti casi non è motivo di preoccupazione. Tuttavia, ci sono situazioni in cui è necessario consultare immediatamente un medico. Ecco alcuni segni di allarme che richiedono attenzione:
- Vomito persistente: se il neonato continua a vomitare in modo frequente e non riesce a trattenere il latte o il cibo, è importante consultare un medico. Il vomito costante può portare alla disidratazione e può essere un segno di un problema sottostante.
- Vomito associato a segni di disidratazione: se il neonato mostra segni di disidratazione come bocca secca, pianto senza lacrime, minzione ridotta, sonnolenza eccessiva o irritabilità estrema, è necessario consultare immediatamente un medico. La disidratazione può verificarsi rapidamente nei neonati a causa del vomito frequente.
- Vomito con sangue o bile: se il vomito contiene sangue o bile (un liquido verde o giallo), è necessario consultare immediatamente un medico. Questo può essere un segno di un problema più serio che richiede un trattamento adeguato.
- Vomito accompagnato da altri sintomi gravi: se il neonato presenta sintomi gravi oltre al vomito, come febbre alta, diarrea grave, dolori addominali intensi o segni di malessere generale, è importante consultare un medico. Questi sintomi possono essere indicativi di un'infezione o di un'altra condizione che richiede attenzione medica.
Situazioni particolari che richiedono attenzione medica immediata
- Vomito mattutino senza nausea: Occorre prestare molta attenzione al vomito bambini che si presenta al mattino, senza nausea, ripetutamente, a digiuno, accompagnato da cefalea. In questo caso la consulenza medica è appropriata per scongiurare il pericolo di una ipertensione endocranica.
- Vomito dopo trauma cranico: Se il vomito si presenta entro le 48 ore dopo un avvenuto incidente con trauma cranico (cadute, infortuni di vario tipo e incidenti stradali), accompagnato da sonnolenza eccessiva e in orari insoliti, da sopore, alterazione dello stato di coscienza, difficoltà a mantenere l’equilibrio, è necessaria una valutazione medica.
- Vomito scuro: Il vomito scuro è un sintomo di una certa gravità, che richiede una consulenza specialistica urgente. In questo caso il vomito è marrone scuro o nerastro e sarebbe causato da un sanguinamento del primo tratto dell'apparato gastrointestinale (esofago, stomaco e duodeno). Le cause possono essere attribuite a patologie di questo tratto di varia natura oppure ad avvelenamenti o ingestione di sostanze tossiche. Ha bisogno di assistenza urgente anche il vomito di colore “marrone scuro” associato ad odore simile a quello delle feci (vomito fecaloide).
Quando serve andare al pronto soccorso
Se il piccolo smette di bere e, in conseguenza, di fare pipì, è necessaria una visita medica urgente: questa evenienza è più comune nei bambini sotto l'anno di età che tendono a perdere liquidi più facilmente. Inoltre si ricorre al pronto soccorso se il vomito insorge dopo un trauma importante o se sospettate che il bambino vomiti per aver assunto delle sostanze nocive (come farmaci o detersivi). Il vomito che dura a lungo o si manifesta con sintomi gravi (es. convulsioni, confusione o difficoltà a rimanere cosciente) può rappresentare un'emergenza.
VIII. Consigli Pratici per i Genitori e Prevenzione
Mantenere un clima di normalità e non mostrandosi eccessivamente tesi o apprensivi è importante, poiché l'agitazione può peggiorare la nausea e il conseguente vomito. Rassicuriamo il piccolo. Se vediamo che il bimbo piange o mostra sofferenza, rassicuriamolo e cerchiamo di alleggerire la situazione non dando troppo peso al problema. Una spiegazione - sempre adeguata all’età del piccolo - di quello che sta accadendo può aiutare sia ad accettare la situazione che l’eventuale rimedio («Adesso stai molto male, lo capisco, capita anche a me: è brutto vomitare!»). La cosa più importante da fare è stare accanto ai vostri piccoli e tranquillizzarli dopo che si verificano questi episodi.
Gestione a casa e posizionamento
Se il bimbo ha il vomito, ma non mostra segni particolari di sofferenza, gioca e ha appetito, può mangiare come al solito e bere con regolarità, a piccoli sorsi. Far riposare il piccolo sul fianco sinistro può aiutare, per alleggerire la pressione sullo stomaco. Meglio avere sempre vicino un catino, perché non sempre il bambino riconosce lo stimolo.
Igiene e prevenzione
Lavarsi spesso le mani è fondamentale per evitare il rischio di contagio, soprattutto in caso di vomito e diarrea, che sono molto comuni nell’infanzia e si possono presentare da soli o associati. È utile cercare di prevenire questi sgradevoli episodi di vomito abituando i propri bambini a un’alimentazione varia e ben bilanciata. Facciamo in modo che distribuiscano il cibo durante la giornata, senza concentrarlo nei pasti principali, per evitare indigestione.
Vomito e rigurgito nei lattanti
Nei lattanti piccoli il vomito può talvolta essere confuso con il rigurgito, che è molto comune nei primi mesi di vita. Il rigurgito è l'emissione involontaria di piccole quantità di latte subito dopo la poppata, e di solito non è accompagnato da disagio o altri sintomi. Il vomito, invece, è più vigoroso, spesso a getto, e può indicare un malessere più significativo.
Questo articolo ha finalità puramente informative e di divulgazione. Se hai dubbi o se il tuo bambino non sta bene rivolgiti sempre ad un pediatra.