Lo svezzamento rappresenta la fase che segna il passaggio del vitello da un’alimentazione lattea a una dieta che invece è completamente solida. Si tratta di una fase fondamentale e molto delicata che ogni allevatore dovrebbe affrontare con la giusta conoscenza e con altrettanta consapevolezza. In generale, lo svezzamento, inteso come la transizione verso il regime alimentare da adulto, avviene tra i sei e gli otto mesi di età del vitello. Tuttavia, è necessario analizzare il concetto di "vitello svezzato" non solo come traguardo temporale, ma come evoluzione biologica: lo svezzamento è la fase di vita nella quale il vitello si trasforma progressivamente da monogastrico a ruminante.

La transizione fisiologica: da monogastrico a ruminante
Nel corso dello svezzamento, l’apparato digerente del vitello subisce importanti cambiamenti di tipo istologico, anatomico e fisiologico. In questa delicata fase si punta a favorire, in modo equilibrato e relativamente rapido, le complesse modifiche a carico dell’apparato digerente, mantenendo un buon livello nelle performance di accrescimento. Dopo i 2 mesi, quando il rumine inizia le sue funzioni, il latte non è più l'alimento migliore, perché presenta delle carenze nutrizionali rispetto alle esigenze crescenti dell'animale.
Sviluppare precocemente nel vitello l’abitudine ad assumere elevate quantità di alimenti è la base della futura ingestione. Il meccanismo nervoso che controlla la motilità ruminale è, infatti, potenzialmente funzionante già dalle prime settimane di età; pertanto, è sufficiente un modesto stimolo, rappresentato dall’ingestione di piccoli quantitativi di alimenti solidi, per ottenere importanti effetti positivi sulla ruminazione. Per stimolare lo svezzamento è necessario offrire al vitello un mangime ad elevata appetibilità per favorire l’assunzione.
Oltre a questo, la formulazione deve avere una elevata qualità nutrizionale in grado di stimolare lo sviluppo del rumine e coprire i fabbisogni del vitello. Anche la qualità fisica è importante: particelle “pungenti”, come semi di cereali interi o fibra corta, esercitano un effetto “scratch” che stimola lo sviluppo delle papille e della muscolatura ruminale. L’associazione pellet-cereali è l’ideale per favorire lo sviluppo delle papille sia in lunghezza che in larghezza, aumentando così la superficie assorbente. Per quanto riguarda i cereali, è di molto rilievo la loro forma fisica e il processo di lavorazione.
Gestione dei primissimi giorni e colostro
Tradizionalmente, il vitello di razza frisona viene separato dalla madre dopo qualche ora dalla nascita, salvo i casi in cui il parto avvenga nelle ore notturne. Questa pratica, che da parte della fazione ambientalista viene spesso biasimata, in realtà ha delle ragioni di natura sanitaria. Infatti, molte malattie della bovina adulta, come la paratubercolosi, si trasmettono durante il processo di suzione della mammella o per contaminazione con le feci materne.
Le modalità di assunzione del colostro possono fare la differenza: la permeabilità del tratto intestinale del vitello neonato diminuisce rapidamente dopo le prime ore di vita, rendendo così impossibile il trasferimento passivo dell’immunità dal colostro materno al torrente sanguigno del vitello stesso. Si stima un cut off ematico del neonato di 10 g/l di IgG al termine delle prime 24 ore di vita. La maggior permeabilità intestinale e la contestuale diminuzione del contenuto di IgG rendono quindi importantissima l’assunzione del colostro nelle primissime ore. Il colostro, o più propriamente il latte di transizione, rappresenta l’unica fonte di nutrimento fino al 3° giorno di vita dell’animale.
Molto importante è l’effetto che ha il colostro materno sulla crescita dei villi intestinali e la proliferazione delle cellule della cripta, che sono molto più elevati rispetto ad un sostitutivo del colostro. Il passaggio all’alimentazione lattea vera e propria avviene al 4°-5° giorno di vita e si protrae, a seconda degli schemi di svezzamento, fino al 60-90° giorno di vita.
VALVES Seminario sulla nascita e svezzamento dei vitelli
Strategie di svezzamento nelle razze da latte e da carne
Nelle razze da latte è comune effettuare lo svezzamento precoce che avviene a 8 settimane d’età o addirittura precocissimo da 5-6 settimane d’età. Il consumo di farina latte nello svezzamento precocissimo è non superiore a 23-25 kg per capo. Il latte deve essere somministrato con 2 pasti giornalieri, costituiti da latte intero in polvere o da sottoprodotti della lavorazione del latte che vengono efficaci, polverizzati e ricostituiti.
Come si evince dagli studi di settore, la crescita giornaliera è strettamente correlata al contenuto di polvere di latte assunto dall’animale. Tradizionalmente, la somministrazione di latte aumentava fino a 0,9 kg di polvere di latte e si protraeva fino attorno all’80° giorno. Vista però l’efficienza dell’indice di conversione del latte in polvere (in questa fase è attorno all’1,3/1,4:1), e grazie a nuove strategie alimentari (allattatrice automatica o 3 pasti giornalieri), è stato proposto di aumentare la somministrazione di sostanza secca da latte in polvere fino a 1,4 kg/ss/die (circa 12 litri di latte giornaliero) dalla seconda alla settima settimana di vita. La tecnica di svezzamento è quella del semi abrupt weaning, ossia una diminuzione graduale che conduca allo svezzamento attorno ai 65 giorni. Questa tecnica ha permesso di ottenere incrementi ponderali molto più rilevanti rispetto alle tecniche tradizionali e, tramite un’adeguata formulazione, di diminuire il fenomeno che viene comunemente chiamato “rotta” dopo lo svezzamento.
Per quanto riguarda i vitelli da carne, pur non potendo negare le criticità gestionali, l’allattamento fino a 6 mesi, purché per il vitello esista la possibilità di avere una integrazione, è in termini economici una operazione corretta e biologicamente naturale.

Pianificazione e preparazione pre-svezzamento
Il processo di svezzamento necessita di una corretta preparazione nelle settimane precedenti. Si è infatti notato come una preparazione adeguata nel periodo pre-svezzamento renda questo processo notevolmente più lineare e meno difficoltoso, migliorando la risposta dei vitelli allo stress fisiologico e comportamentale che viene associato alla separazione dalla madre.
Introdurre il mangime solido quando i vitelli sono ancora in compagnia delle madri rappresenta una pratica di comprovata efficacia. La familiarizzazione con alimentatori, mangimi starter e foraggi consente gradualmente lo sviluppo del rumine e un miglior adattamento alla transizione nutrizionale. Per ridurre il carico di stress, è consigliabile evitare pratiche come castrazione o tosatura in concomitanza con lo svezzamento. Questo genere di manovre, se cumulate alla separazione dalla madre, può difatti aumentare la vulnerabilità alle patologie e compromettere in modo significativo le performance di crescita.
Metodologie di separazione e benessere animale
Esistono differenti strategie di svezzamento, ciascuna con vantaggi e criticità. La scelta del metodo ideale dipende dall’organizzazione aziendale, dalle infrastrutture e dall’obiettivo produttivo:
- Svezzamento brusco: È il metodo più semplice: la separazione tra vitello e madre avviene in modo immediato. Nonostante la sua praticità, comporta un forte stress per entrambi gli animali e può favorire vocalizzazioni intense, irrequietezza e riduzione dell’ingestione di alimento nelle prime 48-72 ore.
- Svezzamento a recinto (fenceline weaning): Si tratta di un metodo intermedio: vitello e madre vengono separati da una recinzione che impedisce la poppata, ma consente contatto visivo e uditivo.
- Svezzamento in due fasi: Prevede l’applicazione di alette nasali che impediscono l’allattamento per alcuni giorni, seguiti dalla separazione fisica. L’assenza di latte viene così elaborata dal vitello mentre si trova ancora vicino alla madre, riducendo drasticamente stress e vocalizzazioni. È ad oggi uno dei metodi più efficaci dal punto di vista del benessere animale.
Monitoraggio sanitario e ambientale post-svezzamento
Assicuratevi che i vitelli abbiano accesso a foraggio o pascolo di alta qualità dopo lo svezzamento per soddisfare le loro esigenze nutrizionali. Fornire integratori o mangimi starter ricchi di proteine ed energia è essenziale per promuovere la crescita e lo sviluppo nel periodo intorno allo svezzamento. Gli studi hanno dimostrato che la fonte di oligoelementi utilizzata in un mangime starter per vitelli da carne ha un impatto sull'appetibilità e sull'assunzione.
È cruciale predisporre ambienti puliti, asciutti, adeguatamente ventilati e spaziosi per ridurre il rischio di malattie e lo stress da svezzamento. Eseguire controlli sanitari regolari sui vitelli nel periodo immediatamente successivo allo svezzamento è fondamentale. Cercate segni di malattia, perdita di peso o cambiamenti comportamentali. Infine, consentire ai vitelli svezzati di socializzare gradualmente è una pratica vincente per ridurre lo stress e l'aggressività all'interno del gruppo.
La scelta del metodo dovrebbe essere sempre basata su dati, obiettivi e risorse dell’azienda, integrando un approccio consulenziale che consideri sia la gestione corrente sia le prospettive di miglioramento. L'allevatore dovrà prestare particolare attenzione alla qualità del mangime ingerito, evitando prodotti eccessivamente polverosi che potrebbero irritare occhi e mucose, garantendo al contempo che l'ambiente sia sempre mantenuto sotto controllo igienico per evitare le comuni patologie respiratorie post-svezzamento.