Il vaccino dTpa in gravidanza: benefici, sicurezza e strategie di protezione per il neonato

La vaccinazione antipertosse rappresenta oggi una delle strategie di prevenzione più efficaci per proteggere il neonato nei primi mesi di vita. La pertosse, nota anche come tosse convulsa, è un’infezione batterica causata dal microrganismo Bordetella pertussis, un coccobacillo Gram-negativo che infetta le cellule epiteliali ciliate del tratto respiratorio umano. La malattia è altamente infettiva, trasmessa attraverso le goccioline di Flügge, e colpisce tutti i gruppi di età, in particolare quella infantile, rappresentando una delle cause di morte più rilevanti entro il primo anno di vita. Nei bambini molto piccoli, la pertosse può avere conseguenze gravi, a volte fatali, causando violenti attacchi di tosse che possono portare a difficoltà respiratorie, apnea, polmonite e danni cerebrali.

rappresentazione microscopica del batterio Bordetella pertussis

Nei neonati, la gravità della sintomatologia è elevata; si stima che più del 50% dei neonati di età inferiore a 12 mesi affetti da pertosse necessiti del ricovero. Poiché nei primi mesi di vita il bambino non ha ancora completato il proprio ciclo vaccinale - che prevede la somministrazione dell’esavalente a partire dai due mesi di vita - rimane particolarmente esposto al rischio di contrarre l'infezione, spesso trasmessa all'interno del nucleo familiare.

La strategia di immunizzazione in gravidanza

Il sistema immunitario della mamma, durante la gravidanza, produce anticorpi che, attraverso la placenta, raggiungono il feto. Queste IgG materne sono temporanee e scompaiono gradualmente entro 6-8 mesi dalla nascita. A sei mesi, quando gli anticorpi materni non sono più presenti, un bambino sano sarà in grado di produrre IgG proprie a livelli normali. La vaccinazione antipertosse in gravidanza è raccomandata proprio per massimizzare questo processo, noto come “immunizzazione passiva”, che conferisce al neonato una protezione immediata, coprendo l’intervallo di tempo più critico fino all’inizio del ciclo vaccinale pediatrico.

La vaccinazione è raccomandata tra la 27ª e la 36ª settimana di gestazione, con una preferenza per il periodo tra la 28ª e la 32ª settimana. Questo intervallo ottimizza la produzione di anticorpi e il loro trasferimento al feto, offrendo protezione anche in caso di parto prematuro. Anche se il richiamo è stato fatto di recente o se le gravidanze sono ravvicinate, è comunque consigliato ripetere la vaccinazione antipertosse in ogni gravidanza. Studi condotti su centinaia di migliaia di donne in tutto il mondo hanno confermato che la somministrazione del vaccino durante la gestazione non aumenta il rischio di complicanze né per la madre né per il bambino.

Come funziona il nostro sistema immunitario?

Sicurezza e composizione del vaccino dTpa

Poiché non esiste un vaccino solo per la pertosse, il vaccino viene somministrato come parte di una formulazione combinata, il dTpa, che contiene antigeni purificati contro la difterite, il tetano e la pertosse acellulare. Essendo un vaccino acellulare, ovvero privo di batteri vivi o interi, risulta estremamente ben tollerato. Le evidenze disponibili non hanno dimostrato l’associazione con un rischio aumentato per complicanze ostetriche antenatali come, ma non solo, i disturbi ipertensivi (pre-eclampsia e eclampsia) o parto pretermine, in casi sottoposti a vaccino rispetto ai casi che non lo hanno ricevuto.

In merito al possibile timore di interferenze immunologiche, alcuni studi hanno evidenziato la potenziale interferenza da parte delle IgG di derivazione materna nell’inibire la risposta immune del nascituro verso gli stessi antigeni dopo la vaccinazione primaria (il cosiddetto "blunting" immunologico). Tuttavia, è stato successivamente dimostrato che tale effetto non è più presente dopo la dose booster (richiamo). La rilevanza clinica di questo fenomeno non è nota, ma i dati epidemiologici di Paesi che hanno applicato la vaccinazione materna non mostrano un impatto negativo sulla protezione verso specifiche patologie. Inoltre, uno studio retrospettivo condotto su 1759 donne in gravidanza ha evidenziato una minore frequenza di parto cesareo nelle donne vaccinate.

Monitoraggio degli effetti collaterali

Parlare di "vaccino pertosse effetti collaterali" è fondamentale per fornire alle pazienti un’informazione chiara e basata su evidenze scientifiche. Le reazioni in sede di iniezione, come dolenzia, gonfiore ed eritema, sono comuni ma di breve durata e si risolvono spontaneamente in pochi giorni. Le reazioni sistemiche, come un modesto rialzo febbrile o senso di stanchezza, sono molto rare. Le reazioni allergiche gravi, come l’anafilassi, sono eventi eccezionali, stimati in meno di un caso su un milione di dosi somministrate.

È importante sottolineare che i benefici del vaccino superano di gran lunga i rischi: prevenire una malattia potenzialmente letale nei neonati giustifica ampiamente la gestione di eventuali effetti collaterali lievi. È stato inoltre confermato, tramite uno studio retrospettivo che ha monitorato 81.993 bambini nati tra il 2011 e il 2014, che la vaccinazione dTpa in gravidanza non è associata a un maggior rischio di disturbi dello spettro autistico nei nascituri. L'incidenza dei disturbi è risultata inferiore tra gli esposti al vaccino rispetto ai non esposti, confermando l'assoluta assenza di correlazione negativa.

infografica che riassume i benefici dell'immunizzazione materna per il neonato

Il ruolo della comunicazione e la programmazione sanitaria

La vaccinazione con dTpa deve diventare una routine della cura prenatale. Le strategie di comunicazione per le donne in gravidanza dovrebbero concentrarsi sul far comprendere il rapporto rischi/benefici, poiché la raccomandazione fornita dagli operatori sanitari è il fattore più significativo per la decisione di vaccinarsi da parte delle donne. La compliance aumenta sensibilmente quando le informazioni vengono trasmesse con empatia, ad esempio durante i corsi di accompagnamento alla nascita (CAN) o nei consultori familiari.

I medici di medicina generale e i ginecologi devono offrire gratuitamente e attivamente il vaccino, in linea con quanto previsto dal Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV). La vaccinazione contro la pertosse è un presidio essenziale di sanità pubblica: in Paesi dove la copertura vaccinale si è abbassata, si sono verificati nuovi focolai, confermando l'importanza di mantenere alta l'adesione. Proteggere la madre significa, in ultima analisi, creare uno scudo protettivo attorno al neonato in attesa che quest'ultimo possa costruire, attraverso il proprio ciclo vaccinale pediatrico, la propria immunità attiva a lungo termine.

La trasparenza sui dati clinici e la chiara spiegazione delle procedure di sicurezza aiutano a creare fiducia, garantendo che ogni madre possa fare una scelta consapevole per la salute propria e del proprio bambino, riducendo la circolazione del batterio nella popolazione generale e prevenendo le forme più severe di malattia respiratoria nei soggetti più fragili.

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