La gravidanza è un periodo straordinario della vita di una donna, caratterizzato da cambiamenti profondi, emozioni intense e, spesso, da voglie alimentari tanto improvvise quanto irresistibili. Tra queste, una delle più comuni e iconiche è senza dubbio il desiderio di cioccolato. Molte future mamme si interrogano sulla sicurezza di questo alimento, chiedendosi se il consumo possa comportare rischi per il nascituro o se, al contrario, possa celare proprietà benefiche. La risposta, supportata da una crescente letteratura scientifica, è che mangiare cioccolato in gravidanza è perfettamente sicuro, a patto che venga consumato con moderazione e consapevolezza, integrandolo in un piano alimentare equilibrato.

Le origini e la composizione: cosa mangiamo realmente?
Il cacao, derivato dalla pianta Theobroma cacao, è un alimento antichissimo, originario del Sud America e oggi coltivato con successo anche in Africa e India. Per comprendere perché il cioccolato sia considerato una "coccola" capace di migliorare l'umore, è essenziale analizzarne la composizione. In commercio, le tavolette indicano la percentuale di cacao presente nel prodotto finito; la parte restante è costituita prevalentemente da zuccheri e, a seconda della tipologia, da latte, oli, lecitina (usata come emulsionante) e aromi. Leggendo l'etichetta, si nota che gli ingredienti sono elencati in ordine di quantità decrescente: ciò significa che in un buon cioccolato, il cacao dovrebbe sempre occupare i primi posti nella lista.
Il cioccolato è un alimento molto adatto a sportivi, studenti, convalescenti e durante la ricerca di una gravidanza per il suo effetto energizzante, sia nell’uomo sia nella donna, essendo ampiamente popolare anche per le sue virtù afrodisiache. Tuttavia, è fondamentale differenziare i tipi di cacao quando si parla di effetti sulla salute: il cioccolato fondente, con una concentrazione che va dal 70% all'85%, è quello che offre il profilo nutrizionale più vantaggioso grazie a una minore presenza di zuccheri raffinati e a un contenuto più elevato di composti bioattivi.
Benefici del cioccolato: tra antiossidanti e salute cardiovascolare
I benefici del cioccolato dipendono dalla concentrazione di cacao presente tra gli ingredienti, quindi, più il cioccolato è fondente, più porterà benefici sia alla mamma che al bambino. Questo alimento è tra quelli a più alta concentrazione di polifenoli, di cui i flavonoli sono i componenti principali: si tratta di potentissimi antiossidanti. Queste molecole, come efficienti "spazzini", puliscono le nostre arterie, eliminando quei residui che, accumulandosi, causano l’aterosclerosi, ovvero una perdita di elasticità, irrigidimento e ispessimento delle pareti arteriose.
In gravidanza, la quantità di scorie prodotte dal feto e dall’organismo materno aumenta e ciò comporta, in alcune donne, il rischio di non riuscire a fronteggiare la nuova situazione di accresciuto stress ossidativo. In questo contesto, può aumentare l’aterosclerosi del circolo utero-placentare e, di conseguenza, la pressione arteriosa materna: l’assunzione di cioccolato aiuta a mantenerla regolare e riduce il rischio potenziale di preeclampsia. L'ipertensione materna, se risponde a una riduzione del circolo utero-placentare e a una conseguente insufficienza della placenta, può influire negativamente sull’apporto di ossigeno e nutrimenti al nascituro. L’insorgenza della preeclampsia, infatti, va spesso di pari passo con una crescita inadeguata e ridotta del feto.

La ricerca scientifica: dalla Yale University agli studi di Perugia
La comunità scientifica internazionale si è interessata a lungo al legame tra cacao e gestazione. I ricercatori della Yale University hanno dimostrato che l'assunzione di cioccolato riduce il rischio di pre-eclampsia di quasi il 70% grazie alla teobromina contenuta nel cacao che ha effetti diuretici, cardiotonici e vasodilatatori. Per questo si consiglia un consumo di circa 30g di cioccolato fondente a partire dal primo trimestre, così da migliorare la circolazione e abbassare la pressione sanguigna.
Una revisione sistematica pubblicata sul Journal of Agricultural and Food Chemistry, e realizzata presso l’Università di Perugia, ha messo in evidenza gli effetti benefici dell’integrazione di cacao e derivati in gravidanza, specificando però che sono necessarie ulteriori ricerche in quest’ambito, perché gli studi esistenti hanno dato risultati contrastanti. La revisione ha esplorato i diversi componenti del cacao e del cioccolato e riassunto le prove disponibili in letteratura circa il ruolo di cacao e cioccolato sulla salute umana, e in particolare su quella riproduttiva. I componenti bioattivi di cacao potrebbero contribuire a ridurre le difficoltà riproduttive attraverso azioni direttamente esercitate sull’endotelio vascolare e sulla circolazione. "Attualmente è possibile concludere che il consumo moderato di cioccolato fa bene alla salute umana" - hanno scritto gli autori dello studio - "Il cioccolato può essere utilizzato anche nella dieta delle donne incinte poiché nessun effetto negativo è stato riscontrato nella salute sia materna sia del feto. Al contrario, sono stati osservati effetti positivi".
Impatto sul feto: vivacità e benessere emotivo
Non sono solo gli aspetti fisiologici a beneficiare del cacao; anche l'umore gioca un ruolo cruciale. Uno studio pubblicato sul New Scientist Magazine dimostra come le donne che avevano mangiato cioccolato abbiano poi dato alla luce bambini più felici e vivaci. I ricercatori hanno scelto casualmente alcune madri che avevano bambini di sei mesi e hanno chiesto loro quanto frequentemente avessero assunto cioccolato durante la gravidanza. Un altro interessante risultato dello studio ha rivelato che l’assunzione di cioccolato ha protetto i bambini dallo stress materno.
Non dimentichiamoci che il cioccolato, proprio per la sua azione sul sistema della serotonina, è anche un potente antidepressivo. Le sostanze responsabili di queste reazioni positive passerebbero, infatti, dalla mamma al feto attraverso l’utero. Se la futura mamma lo mangia in quantità moderata, 30 grammi ogni giorno, il cioccolato è un ottimo spuntino per il feto, ne favorisce infatti accrescimento e sviluppo. È fondamentale ricordare che la gravidanza ha abbastanza ansie e fattori di stress di cui preoccuparsi; concedersi una piccola pausa di piacere può influire positivamente sul benessere psicologico complessivo della gestante.
Il cervello e la droga
Consigli per un consumo consapevole e sicuro
Sebbene il cioccolato sia benefico, è necessario adottare alcune precauzioni per evitare che le "voglie" si trasformino in abitudini poco salutari. Innanzitutto, è bene far rientrare il cioccolato nel calcolo della caffeina assunta giornalmente (fino a 80 mg per 100g di cioccolato fondente 70-85%), una sostanza eccitante che il feto non è in grado di metabolizzare. Per questo una donna incinta non dovrebbe assumerne in totale più di 20g al giorno sotto forma di cioccolato o altre fonti di caffeina.
L'importante, come sempre, è non esagerare e non pasticciare. Preferite barrette di cioccolato di qualità, ed evitate snack, merendine, cioccolatini e prodotti industriali, inclusi quelli a base di creme alla nocciola. 30 grammi di buon cioccolato producono circa 150 calorie, che non influiscono sulla dieta in gravidanza e non fanno ingrassare se inseriti correttamente nel piano nutrizionale. Anche le donne sovrappeso e obese, d’accordo con il loro medico curante, possono mangiarlo con l’obiettivo di contrastare l’innalzamento della pressione e mantenere i livelli ottimali di colesterolo.
Il cioccolato può essere un fine pasto o far parte dello spuntino, magari accompagnato da un po’ di pane. Il cioccolato fondente contiene inoltre alte percentuali di ferro e magnesio, un minerale utile per rilassare l’utero. Tuttavia, si consiglia di evitare il consumo di cioccolato solo se si hanno problemi a controllare la glicemia o è stato diagnosticato il diabete gestazionale. In casi come questo, è sempre opportuno chiedere alla dietista se il piano alimentare può consentire questo alimento e, in caso positivo, in che misura.

Il monitoraggio della crescita fetale
Studi moderni, come quello canadese del 2016 condotto presso la Université Laval di Québec City, hanno cercato di approfondire ulteriormente il legame tra consumo di cioccolato e salute fetale. Coinvolgendo 129 donne tra l’11ma e la 14ma settimana di gestazione, i ricercatori hanno chiesto alle partecipanti di consumare 30 grammi al giorno di cioccolato di vari tipi. Dopo 12 settimane di "cura" del cioccolato, si è visto che il flusso di sangue materno al feto era migliorato per un valore maggiore rispetto a quanto atteso nella popolazione generale.
Questo risultato suggerisce che il cioccolato potrebbe avere un impatto positivo su crescita e sviluppo del feto e che i suoi effetti benefici non sarebbero direttamente ed esclusivamente dovuti al contenuto di flavonoidi, ma a una sinergia di componenti bioattivi. Gli autori hanno precisato che le donne in gravidanza possono beneficiare di un apporto calorico aggiuntivo dalla decima alla tredicesima settimana di gestazione e potrebbero preferire i cibi ad alto contenuto di antiossidanti a causa dello stress ossidativo che si presenta in questo periodo della gravidanza. Resta fermo il principio che, pur in presenza di studi incoraggianti, la varietà e la qualità dell'alimentazione rimangono i pilastri su cui costruire la salute della futura mamma e del bambino, mantenendo il cioccolato come un prezioso alleato di benessere psicofisico e non come un sostituto di pasti completi.
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