La gravidanza rappresenta per ogni coppia un periodo di profonda trasformazione, un passaggio cruciale che ridefinisce le dinamiche preesistenti e introduce nuove responsabilità. Spesso idealizzato come un momento di pura gioia e unione, questo percorso è in realtà intriso di complessità emotive, vulnerabilità e notevoli aggiustamenti per entrambi i partner. È una fase in cui i ruoli si evolvono, le aspettative si scontrano con la realtà e i timori più reconditi possono emergere, talvolta portando a scenari inattesi, come l'emergere di nuovi sentimenti o un profondo distacco emotivo. L'esperienza di diventare genitori, soprattutto per la prima volta, è intrinsecamente legata a un'ondata di cambiamenti che possono alterare il modo in cui un uomo percepisce la sua compagna e la relazione stessa, aprendo la strada a sensazioni e attrazioni inaspettate.
La Gravidanza: Un Periodo di Profonda Trasformazione e la Solitudine della Futura Madre
La gravidanza è un periodo bellissimo tanto quanto delicato e viene vissuto in prima persona dalla madre che vive in simbiosi con il proprio figlio. Tuttavia, questa fase, che dovrebbe essere il più bello della vita, può trasformarsi in un'esperienza di inattesa solitudine e profondo disagio emotivo per la donna. La testimonianza di una donna di 33 anni, incinta di 26 settimane, offre uno spaccato commovente di questa realtà. La sua gravidanza, voluta e cercata con il compagno più grande di 10 anni, con cui condivide una relazione di otto anni, ha iniziato a prendere una piega inaspettata. Inizialmente, dopo circa sei mesi di tentativi, lei era rimasta incinta abbastanza velocemente, e lui "sembrava contento". Quando ha scoperto che si trattava di una femmina "si è emozionato, insomma sembrava tutto ok". Questo quadro iniziale di felicità e condivisione ha lasciato il posto, da circa un mese e mezzo, a una "totale indifferenza".
Questa transizione da un entusiasmo condiviso a un distacco tangibile può essere estremamente dolorosa. La futura madre si trova a gestire non solo i cambiamenti fisici e le necessità di riposo imposte dalla gravidanza - lei stessa afferma di non stare "molto bene e deve stare a riposo" - ma anche il peso di una mancanza di sostegno emotivo. Il partner, in passato, è sempre stato "abbastanza carente di attenzioni", raramente accompagnandola alle visite, costringendola a chiederglielo ogni volta, "mai che venisse di sua spontanea volontà". Ma ora, la situazione è precipitata in una "indifferenza assoluta" nei suoi confronti e in quelli della bambina. Non si avvicina mai per "un gesto dolce, una carezza", e a malapena le chiede come sta, e se lo fa, "lo chiede seccato". Questa evidente seccatura del compagno, anche se "non lo dirà mai", amplifica il senso di isolamento.

I tentativi di comunicazione si rivelano vani, con il partner che le risponde che "la pazza sono io, sono io la visionaria". Una tale reazione può minare profondamente l'autostima e la percezione della realtà della donna, spingendola a credere di essere l'unica a vivere queste difficoltà. In questo frangente, emerge un sentimento di solitudine acuta: "mai come in questo momento sono completamente sola". La necessità di essere accompagnata alle visite, che ha sempre affrontato da sola, ora si fa più pressante, ma la donna è riluttante a chiedere, poiché "dovrebbe venirgli spontaneo e non mi va di pietire la sua disponibilità". La concretezza di questa assenza si manifesta in gesti come prendere un taxi per andare a una visita. La relazione è arrivata a un punto critico: "le cose non vanno, ormai io non parlo più, viviamo come sconosciuti dentro casa". Questa profonda crisi la porta a interrogarsi sulla normalità di tale comportamento in un uomo e a preoccuparsi per la "povera bimba che non ha colpe e che neanche è nata e già si ritrova un padre così".
Il ruolo del padre: parliamone con la psicologa perinatale
Il Partner Maschile di Fronte alla Gravidanza: Paure, Incertezze e la Ricerca di Nuove Connessioni
Parallelamente alla complessa esperienza della futura madre, anche il partner maschile attraversa un periodo di profonda ridefinizione emotiva. Il diventare genitori, in particolare del primo figlio, è stato definito da esperti come la "fase più vulnerabile nel passaggio da coppia a famiglia". Molti più uomini di quanto non si ammetta, infatti, attraversano momenti di incertezza, o addirittura di innamoramento, proprio mentre la compagna è in gravidanza. La vulnerabilità maschile in questo periodo può essere influenzata da una moltitudine di fattori, sia fisici che psichici, che possono manifestarsi in modi diversi, dall'indifferenza al desiderio di nuove connessioni emotive o fisiche.
Un esempio emblematico è quello di un uomo di 30 anni, sposato da due, in attesa del primo figlio. La sua situazione è precipitata in una crisi profonda a causa di una "minaccia d’aborto" che la moglie ha avuto al secondo mese, e "da allora sesso addio". Inizialmente, l'astinenza "non mi è pesato", ma dopo "sei mesi di astinenza", l'uomo si trova a dichiarare di "stare letteralmente impazzendo". I suoi tentativi di parlare con la moglie per trovare "altri modi di stare insieme" sono stati vani, poiché lei "non ci sente". In questo contesto di astinenza e mancanza di intimità, si è manifestata una nuova dinamica sul lavoro: "una collega che da tempo mi corteggia". Un giorno, dopo essersi abbracciati, i suoi "ormoni sono andati a mille", portandolo a un profondo dubbio: "Non so se mi sto innamorando, ma sono proprio in crisi". Questo scenario evidenzia come l'uomo possa trovarsi di fronte a un "terremoto ormonale" e a un "gioco del corteggiamento" che, sebbene apparentemente innocuo, può far saltare il "codice di fedeltà".

Gli esperti suggeriscono che questa possibilità di "innamoramento" è talvolta aumentata da una "astinenza forzata", soprattutto se la donna ha una gravidanza complicata da condizioni che "controindicano il rapporto sessuale completo", come "minaccia d’aborto, di parto prematuro, da placenta previa o pre-eclampsia". La prolungata astinenza sessuale può pesare molto, specialmente se la coppia era prima "sessualmente vivace" e se in gravidanza non ha altre forme di intimità che possano appagare comunque entrambi fisicamente ed emotivamente. Questa vulnerabilità "fisica" o "ormonale" può essere accentuata da fattori psicoemotivi complessi.
Dalla Paura all'Indifferenza o alla Ricerca di Nuove Connessioni: Le Dinamiche Psicologiche Maschili
Le reazioni maschili alla gravidanza sono molteplici e spesso radicate in paure e incertezze profonde. Un professionista sottolinea che il compagno della futura madre potrebbe manifestare "paura, una paura normale in questo momento". Mentre le madri spesso pensano "a tutto ciò che di più bello può portare", il papà, "oltre alla gioia di un figlio, si fa carico di molte responsabilità tra cui quelle sul piano economico". Un aspetto cruciale è che il papà "non può “sentire” il proprio figlio" allo stesso modo della madre e "vive il rapporto in maniera differente", il che può generare un senso di distacco o inadeguatezza.

Un'altra ipotesi, formulata da un psicoterapeuta, è che il compagno potrebbe essere "geloso della bambina". Questa gelosia è "difficilmente lo ammetterà, anche perchè questo pensiero potrebbe essere completamente inconscio". Questo sentimento può emergere dalla sensazione di essere "passato in secondo piano rispetto al bambino che verrà". A livello inconscio, il diventare padre può generare una profonda paura: è come se, innamorandosi di un'altra persona, l'uomo si sentisse ancora "giovane", ancora "ragazzo", senza il "peso di una responsabilità per la quale non si sente pronto a livello profondo". Questo fenomeno è più diffuso oggi rispetto al passato, da un lato per l'esaltazione e la priorità che viene data al piacere erotico rispetto ad altri aspetti della vita, dall'altro perché è minore, rispetto al passato, il senso di responsabilità verso il futuro figlio, oltre che verso la partner in gravidanza, che si trova oltretutto in una fase di grande vulnerabilità. Se la partner incinta "trascura o minimizza i segnali di difficoltà che l’uomo le sta lanciando", il "gioco del corteggiamento" può diventare un detonatore.
Gli innumerevoli cambiamenti corporei che la gravidanza comporta celano spesso il timore da parte delle donne di "non essere più attraenti", e creano nell'uomo la difficoltà a rapportarsi "non più ad un’amante bensì alla madre del proprio figlio". La prassi clinica, purtroppo, segnala che l'evento gravidanza è spesso caratterizzato dalla diminuzione dei rapporti sessuali, anche sulla base di aspetti di tipo familiare, culturale, religioso e sociale che "impongono tabù e condanne all’attività sessuale". Gli uomini, tuttavia, "continuano ad avvertire stimoli sessuali", che li spingono, "talvolta, verso un’avventura extraconiugale". Queste dinamiche disfunzionali e le "false credenze socio-culturali" possono emergere chiaramente man mano che i mesi della gestazione trascorrono.
Sessualità in Gravidanza: Miti, Tabù e Realtà Cliniche
La sessualità durante la gravidanza è un tema spesso avvolto nel silenzio e in una rete di miti e tabù che possono generare incomprensioni e tensioni all'interno della coppia. Come menzionato, numerose sono le coppie che arrivano in terapia lamentando un "improvviso calo dei rapporti sessuali concomitante all’inizio della gravidanza". Questa diminuzione dell'intimità fisica è alimentata non solo da fattori psicologici ed emotivi, ma anche da condizionamenti familiari, culturali, religiosi e sociali che "impongono tabù e condanne all’attività sessuale". La percezione della gravidanza come un periodo "sacro" o "fragile" può portare a un'astinenza sessuale non sempre giustificata da ragioni mediche.
Gli innumerevoli cambiamenti corporei che la gravidanza comporta possono influenzare profondamente la percezione della propria sessualità da parte della donna. Il timore di "non essere più attraenti" è un sentimento comune, che può portare a un ritiro dall'intimità. Allo stesso tempo, per l'uomo, può esserci una difficoltà a rapportarsi "non più ad un’amante bensì alla madre del proprio figlio". Questa transizione di ruolo può generare una confusione interna che si riflette nella sfera sessuale.

Contrariamente a molti di questi timori e credenze, la ricerca scientifica offre una prospettiva diversa. Gli studi effettuati hanno evidenziato che, "tranne che in casi particolari come minacce d’aborto o gestosi, non esistono controindicazioni all’attività sessuale e al coito, almeno fino alla trentunesima settimana". Addirittura, secondo la ricerca scientifica, "lo stato di gravidanza crea una situazione psico-fisica favorevole ad un arricchimento dell’esperienza sessuale". Questo suggerisce che, in assenza di complicanze mediche, la gravidanza potrebbe in realtà essere un'opportunità per esplorare nuove dimensioni dell'intimità di coppia.
Tuttavia, è fondamentale distinguere tra desiderio sessuale e soddisfacimento sessuale. In una ricerca sulle puerpere post partum, anche Battacchi e De Aloysio (1981) sottolineano la difficoltà delle donne a riconoscere un miglioramento della vita sessuale, pur individuando una netta differenza tra desiderio sessuale e soddisfacimento sessuale. Il primo "sembra non diminuire così drasticamente come il secondo". Ciò implica che, mentre il desiderio può rimanere presente, le modalità di espressione e la soddisfazione percepita possono cambiare. La chiave per superare queste sfide risiede in un "atteggiamento intimo e affettuoso dell’uomo e della donna in gravidanza", che include la "necessaria un’identificazione del partner con la donna incinta e il desiderio di quest’ultima di condividere la gravidanza con il proprio compagno" (Ciolli, P., Orsini, A., Russo, P., Russo, R., 1996; Scarselli, V., Biagiotti, R., Lino, G., Scarselli, G., 2002). Questo richiede una comunicazione aperta e un'esplorazione reciproca delle esigenze e dei sentimenti.
Strategie di Comunicazione e Supporto per la Coppia in Attesa
Di fronte a queste complesse dinamiche, la comunicazione si rivela essere "fondamentale". Per la futura madre che si sente sola, è cruciale "esprimere apertamente i Suoi sentimenti al Suo compagno, spiegando come si sente e quali sono le Sue aspettative". Un professionista suggerisce che "è importante che lei e il suo compagno riusciate a parlare, gli esprima il suo disagio, i suoi pensieri e quello che prova". Questo potrebbe anche essere "un modo per dar importanza al suo compagno che forse si sente un po' abbandonato o forse non si sente all'altezza di prendersi pienamente la responsabilità di una famiglia". È bene "cercare di indagare in maniera approfondita la situazione, per esplorare quali possono essere le dinamiche che hanno condotto a questo distacco emotivo".
Per la donna che sperimenta l'indifferenza, l'incoraggiamento è a coinvolgere attivamente il proprio compagno. "Virginia cerca di coinvolgere di più il suo compagno, non vuole fare le cose sola? E allora gli chieda di accompagnarla, di aiutarla nel preparare le cose della bimba, nel comprare ciò che più le serve e se del caso chiesa anche quella carezza che a lei le manca". L'idea è di "vivere questo periodo insieme, cercate di coltivare un po’ di tempo per voi, che sia una passeggiata o una cena fuori, dedicatevi il giusto tempo per voi".

Quando la situazione di distacco emotivo persiste, è importante considerare il supporto esterno. La "prima cosa da fare in questo momento è trovare qualcuno esterno alla coppia che possa venirle in aiuto. Qualcuno che la accompagni e che affettivamente in amicizia possa intervenire". Questo supporto può provenire da "non necessariamente una sola persona, meglio se più figure cui lei possa chiedere espressamente aiuto", per "sopperire ad un’assenza fattiva ed emotiva che la sostenga in prima battuta ed in emergenza".
In secondo ordine, una volta disposti i dispositivi di aiuto, è necessario avere un chiarimento con il partner "comunicando a lui le reali difficoltà". Se si riscontra una "distanza emotiva come non empatia o comportamento evasivo o disinteresse", si consiglia di "proporgli un consulto di coppia in cui possano emergere le difficoltà". Questo tipo di crisi "potrebbe essere una piccola crisi relativa alla creazione di una nuova relazione genitoriale nella coppia che necessita di sblocco comunicativo ed elaborativo". Qualora le cose non cambiassero, il consiglio è di rivolgersi a un professionista che possa seguirvi come coppia e "vi porti a mettere a fuoco quelli che sono i vostri, dubbi, pensieri, emozioni". L'ideale sarebbe iniziare un "percorso psicologico, l'ideale sarebbe in coppia per affrontare al meglio il momento di crisi che state vivendo". Per quei pensieri "così profondamente incistati", come la possibile gelosia inconscia, la psicoterapia analitica "sembra essere la più efficace".
Infine, non è da sottovalutare l'importanza della cura di sé per la donna incinta. "È importante prendersi cura di sé stessa durante la gravidanza. Cerchi di dedicare del tempo a se stessa, facendo cose che la fanno sentire bene e rilassata". Se si sente sola o sopraffatta, è cruciale "non esiti a cercare aiuto. Ci sono molte risorse disponibili per le donne in gravidanza, tra cui gruppi di supporto, consulenti e professionisti della salute mentale". Un approccio proattivo, che combini comunicazione aperta, ricerca di supporto esterno e, se necessario, intervento professionale, può aiutare la coppia a superare le sfide della gravidanza e a rafforzare il loro legame in vista della genitorialità.