Il K-Way non è un semplice indumento, ma un'icona di praticità e stile che ha saputo attraversare generazioni e reinventarsi, mantenendo la sua promessa originale: proteggere dalla pioggia con leggerezza. Sebbene nato come capo per tutti, il suo adattamento per i più piccoli, con la linea K-Way Petite, ne evidenzia la versatilità e l'intramontabilità, offrendo ai bambini la stessa qualità e lo stesso design che hanno reso il marchio celebre nel mondo. Questa speciale attenzione ai giovani utilizzatori è un testamento della capacità di K-Way di combinare intuizione, resilienza e una certa capacità di trasformare la praticità in stile, valori che ne hanno contraddistinto la lunga e affascinante storia.
K-Way Petite: Funzionalità, Colore e Leggerezza per i Più Piccoli
La linea K-Way Petite è pensata per accompagnare i più piccoli in ogni momento della giornata, con lo stesso stile e la qualità che da sessant'anni definiscono il mondo K-Way. Questa collezione è specificamente progettata per soddisfare le esigenze dei bambini, offrendo giacche, felpe e accessori che garantiscono comfort e protezione in ogni stagione, permettendo loro di muoversi liberamente tra scuola, viaggi e avventure all'aria aperta. È l'espressione massima della funzionalità del marchio, adattata a un pubblico esigente e dinamico.
Un aspetto fondamentale di K-Way Petite è l'offerta di un "stesso design, taglia ridotta". Molti dei capi iconici di K-Way tornano infatti in versioni mini, permettendo a genitori e bambini di creare look coordinati, un dettaglio che aggiunge un tocco di divertimento e connessione familiare all'abbigliamento quotidiano. K-Way Petite reinterpreta gli iconici della marca per ogni momento dell'infanzia. Tra questi, si distinguono i riconoscibilissimi modelli Le Vrai, progettati per piegarsi e accompagnare ogni avventura, che incarnano l'essenza della praticità originale del K-Way. A questi si aggiunge la linea Klassic, dove linee pulite e materiali raffinati incontrano comfort e versatilità, proponendo un'estetica più sobria ma ugualmente funzionale. Per i piccoli esploratori sempre in movimento, i capi della linea Travel combinano leggerezza e funzionalità, essenziali per chi non si ferma mai. La filosofia di K-Way Petite è quindi quella di fornire capi che non siano solo belli da vedere, ma soprattutto performanti e adatti al ritmo di vita dei bambini, proteggendoli dagli imprevisti climatici con stile e praticità.

Le Caratteristiche Inconfondibili della Giacca K-Way
Al di là della linea specifica per bambini, le giacche K-Way in generale condividono una serie di caratteristiche distintive che le hanno rese celebri e apprezzate in tutto il mondo. Il marchio K-Way ha sempre mantenuto i propri prodotti identificabili e insuperabili, tra cui le famose giacche impermeabili e traspiranti. Si tratta di un abbigliamento leggero, impermeabile e antivento, disponibile in un'ampia gamma di colori e realizzato in nylon. Ma cos'è che rende il giubbotto K-Way così irresistibile?
Inizialmente, i consumatori erano un po’ scettici sulle giacche K-Way prima di usarle: una giacca così leggera e pieghevole sarebbe in grado di tenere all'asciutto per un'intera giornata? Ebbene sì. Poiché la classica giacca K-Way si restringe sul fondo, all'estremità delle maniche e ai bordi del cappuccio, impedisce efficacemente all'acqua di penetrare. Questa attenzione ai dettagli nella costruzione assicura una protezione completa. I cappucci delle giacche o dei maglioni sono spesso troppo piccoli e la parte anteriore della testa si bagna; spesso sono troppo grandi e il vento li soffia via molto facilmente. Nessuno di questi problemi si verifica con la giacca K-Way, il cui cappuccio è progettato per aderire perfettamente e offrire massima protezione senza ostacolare.
Un'altra cosa che sorprende è che la giacca K-Way è antivento ma non fa neanche sudare. Giacche come questa di solito impediscono qualsiasi tipo di "respiro", ma il K-Way è specificamente pensato per essere traspirante, garantendo comfort anche durante l'attività fisica. Inoltre, la giacca antipioggia K-Way si asciuga molto facilmente, un vantaggio non da poco per chi è sempre in movimento. Tradizionalmente di colore blu oppure rosso, e con una cerniera tricolore, i K-Way sono a maniche larghe e ciò permette di indossarli anche sopra il giubbotto, offrendo un ulteriore strato di protezione quando necessario. La zip con le bande colorate blu, gialla e arancione è diventata il segno distintivo del marchio, registrata nel 2006, e racconta la continuità tra passato e presente, rendendo immediatamente riconoscibile anche la versione più tecnica o sofisticata della giacca.
K-Way | Come piegare un K-Way LeVrai
Un'Intuizione Sotto la Pioggia: La Nascita del Mito K-Way
Il marchio K-Way nacque, secondo la leggenda aziendale, quando in un giorno piovoso il commerciante di abbigliamento Léon-Claude Duhamel pensò a un oggetto antipioggia che fosse più pratico di un ombrello e più comodo di un impermeabile e che si potesse richiudere in una tasca-marsupio una volta utilizzato. Tutto comincia a Parigi, nel maggio del 1964. Léon-Claude Duhamel, un giovane imprenditore, è seduto al tavolino del Café de la Paix mentre osserva i passanti che corrono sotto la pioggia. Gli ombrelli si rovesciano, le giacche sono pesanti e scomode. Poi nota una donna con due bambini vestiti di nylon rosso, leggeri e asciutti. L’idea arriva di colpo: creare una giacca impermeabile che fosse comoda, pratica e piegabile in una tasca.
Da quel momento il K-Way - allora chiamato “en cas de”, cioè “in caso di pioggia” - prende forma. Il nome definitivo nasce da un’intuizione di marketing: il pubblicitario, Jean Castaign, voleva un nome americano, mentre la dirigenza voleva chiamarlo “en cas de”, in caso di. La "K" richiamava il suono francese di "cas" e la parola “Way” fu scelta solo perché suonava bene e sembrava internazionale, conferendo al prodotto un'aura moderna e globale fin dall'inizio.
Il successo fu immediato. Nei primi mesi se ne vendettero 250.000 pezzi e in pochi anni superarono il milione. Diventò così popolare che il nome “K-Way” finì nei dizionari di mezzo mondo, fino a entrare anche nel vocabolario Treccani come sinonimo di giacca leggera e antipioggia. Il marchio K-WAY nasce a Parigi, nel 1965, quando, durante una piovosa giornata invernale, viene realizzato il primo campione di giacca antivento e impermeabile, che avrebbe cambiato per sempre il concetto di abbigliamento antipioggia. Maggio 2025 ha segnato un traguardo speciale: sessant’anni di vita per il K-Way, la giacca antipioggia leggera e ripiegabile che milioni di persone nel mondo hanno infilato almeno una volta nello zaino o legato in vita prima di uscire.

L'Era d'Oro e il Declino: Dalla Popolarità alla Crisi degli Anni Novanta
Negli anni Settanta e Ottanta il K-Way diventò un capo che pareva indispensabile. Il marchio cresce rapidamente, espandendosi anche fuori dalla Francia. Il K-Way diventa un simbolo dell'abbigliamento sportivo urbano e col tempo si moltiplicano colori, varianti e collezioni, consolidando la sua presenza sul mercato. K-Way strinse collaborazioni anche con diverse squadre sciistiche, rafforzando la sua immagine di capo tecnico e funzionale, adatto alle esigenze degli sportivi e del tempo libero.
Ma non tutte le stagioni sono favorevoli. Negli anni Novanta la concorrenza internazionale si fa spietata, mettendo a dura prova la posizione del marchio. A peggiorare la situazione, un incendio distrugge lo stabilimento principale e il brand entra in crisi. Le vendite crollano, l’azienda cambia più volte proprietà: nel 1992 il marchio venne acquistato da Pirelli, per passare poi nel ’95 alla banca d’affari So.PA.F. e successivamente alla milanese Multimoda Network. Per un periodo il K-Way scompare praticamente dalle vetrine, diventando un'icona dimenticata, ma con un potenziale di rinascita che attendeva solo la giusta visione.
Il Rilancio Italiano: Una Scommessa Vinta da Marco Boglione e BasicNet
Nel 2004 entra in scena l’Italia, che ha una storia di successo nel valorizzare, reinterpretare e rilanciare marchi nati altrove. Marco Boglione, imprenditore torinese e fondatore della holding BasicNet, decide di investire otto milioni di euro per acquistare il marchio K-Way, che da anni non vendeva più una giacca. È una scommessa coraggiosa, ma non nuova per lui: Boglione aveva già rilanciato con successo brand storici come Kappa, Robe di Kappa e Jesus Jeans, acquisiti all'asta fallimentare di Maglificio Calzificio Torinese, azienda per cui aveva precedentemente lavorato. A questi nel corso degli anni si sono aggiunti Lanzera, Superga, AB Besson e Sabelt, tutte aziende nel settore dell’abbigliamento, delle calzature e degli accessori per lo sport e per il tempo libero. BasicNet S.p.a. è stata fondata nel 1994 dall’imprenditore Marco Boglione, che oggi ne è presidente e socio di maggioranza.
Con K-Way la sfida era diversa: recuperare un’icona dimenticata e restituirle modernità. Da allora il marchio ha trovato una nuova vita. La sede è a Torino, il cuore del gruppo BasicNet, e K-Way è oggi un’azienda globale che vende in 90 Paesi, con oltre cento negozi monomarca nel mondo. Il rilancio ha puntato su tre pilastri: mantenere il design originale, innovare nei materiali e stringere collaborazioni con il mondo della moda. Il segno distintivo è rimasto sempre lo stesso: la zip con le bande colorate blu, gialla e arancione, registrata come marchio nel 2006. È il dettaglio che racconta la continuità tra passato e presente e che rende immediatamente riconoscibile anche la versione più tecnica o sofisticata della giacca.

La Strategia di Riposizionamento: Dal Capo Funzionale al Lusso Stile
Il rilancio di K-Way è avvenuto inizialmente con un errore strategico, come ha ammesso lo stesso Marco Boglione al Sole 24Ore. Il tradizionale giubbino era stato rivisitato con materiali più tecnologici e quindi venduto a prezzi più alti, però sempre nei negozi di abbigliamento sportivo, risultando così poco competitivo rispetto ai molti altri prodotti di quel settore di mercato. Questa strategia non si era rivelata vincente, poiché il marchio non riusciva a distinguersi in un contesto già saturo.
Allora Boglione ha deciso di seguire l’esempio di Remo Ruffini, l’imprenditore che ha acquistato e rilanciato Moncler trasformando il suo prodotto di punta, il piumino sportivo, in un capo di lusso. Anche K-Way ha ricostruito l’immagine dei suoi prodotti, creando non solo le giacche antipioggia, ma un’intera collezione di capi d’abbigliamento disegnati da un ufficio creativo composto per lo più da giovani (l’età media complessiva dei dipendenti del gruppo BasicNet non supera infatti i 38 anni). Questa iniezione di freschezza e nuove idee ha permesso al brand di reinventarsi. Una volta rivisitato il prodotto, K-Way ha orientato le proprie vendite non più sui negozi sportivi ma su quelli di abbigliamento, avvicinandosi così al mercato del lusso e posizionandosi in un segmento dove il design e lo stile contano quanto la funzionalità. Questo cambio di rotta ha permesso al K-Way di riaffermarsi come un capo di tendenza, pur mantenendo la sua innata praticità.

Co-Branding e Innovazione Continua: Il Futuro di K-Way
Il rilancio di K-Way e la graduale ricostruzione di uno stile identificativo, sono avvenuti anche attraverso collaborazioni con altre aziende, il cosiddetto “co-branding”. Così, negli ultimi anni, la giacca nata per “en cas de pluie” è salita sulle passerelle grazie a partnership con marchi di altissimo livello come Marc Jacobs, Fendi, Saint Laurent, Comme des Garçons e Versace, elevando ulteriormente il suo status nel mondo della moda. Tra le più recenti ci sono quella con il marchio di pelletteria romana Sadler’s Union, con il quale K-Way ha realizzato una piccola collezione di accessori, dimostrando la capacità di estendere il proprio linguaggio stilistico anche ad altri settori.
I prossimi progetti annunciati da Boglione sempre al Sole 24Ore rivelano una visione audace e orientata al futuro. Uno di questi è Purbe, un’iniziativa con la quale il brand metterà mano alle vecchie pellicce delle clienti, trasformandole in k-way, proponendo un approccio sostenibile e di riuso creativo. Un altro è R&D Direct, che prevede la vendita in alcuni negozi di un numero limitatissimo di prototipi studiati dal centro Ricerca&Sviluppo K-Way e mai messi in produzione. Questi prototipi rappresentano l'apice dell'innovazione e del design, offrendo ai clienti più affezionati pezzi unici e all'avanguardia. Queste iniziative sottolineano l'impegno di K-Way non solo a innovare i propri prodotti ma anche a esplorare nuove modalità di interazione con i consumatori e con le tendenze del mercato, mantenendo sempre la sua identità distintiva.
L'Evoluzione dell'Impermeabile: Contesto Storico e Modernità
La ricerca di indumenti che proteggano dall'acqua è antica quanto l'umanità. Dall'epoca greco-romana sino alla fine del Rinascimento, gli uomini tentarono di rendere impermeabili dall'acqua i loro indumenti spalmandoli di varie sostanze, quali oli vegetali, gelatine animali e cere. Nel XVIII secolo si impiegavano stoffe bollite o spruzzate con altri materiali quali caucciù, guttaperca, paraffina, polvere di sughero e persino vernici da barca, testimoniando un continuo sforzo per superare le sfide poste dalle intemperie.
Il K-Way si inserisce in questa lunga tradizione, ma la rivoluziona con la sua combinazione unica di leggerezza, praticità e piegabilità. A differenza di altri capi antipioggia, il K-Way non è un pesante impermeabile dei marinai realizzato in tela cerata, né un trench in gabardina con cintura e chiusura a doppio petto, tradizionalmente color kaki. Non è neanche un tipo di mantello o soprabito impermeabile realizzato in tela gommata, o un giubbotto impermeabile con cappuccio, abbottonato ed incernierato fino al collo, che può essere bordato di vera o finta pelliccia.
Il K-Way ha saputo distinguersi per la sua semplicità geniale e la sua immediata riconoscibilità. La sua capacità di trasformare un capo funzionale in un'icona culturale è evidente anche in episodi più recenti, come l'impermeabile giallo di Greta Thunberg che molto spesso usava all'inizio nelle sue azioni di attivismo, diventato un’icona globale e un simbolo di solidarietà climatica. Questo dimostra come il K-Way, oltre a essere un capo d'abbigliamento, possa diventare un veicolo di messaggi e un simbolo riconosciuto a livello mondiale.

Sessant'Anni di Innovazione e Futuro Globale
Il sessantesimo anniversario, celebrato nel 2025, non è solo una ricorrenza simbolica. È il punto di arrivo - e insieme di ripartenza - di una storia in cui la pioggia non è mai stata un ostacolo, ma un’occasione per inventare qualcosa di nuovo. Nato in Francia nel 1965 ma italiano da oltre vent’anni, K-Way ha una storia che unisce intuizione, resilienza e una certa capacità tutta mediterranea di trasformare la praticità in stile.
Nel 2024 BasicNet ha accolto nella governance di K-Way i figli di Marco Boglione, Alessandro e Lorenzo, segnando una continuità familiare nella guida del marchio e garantendo una visione a lungo termine per il futuro. Nello stesso anno, il fondo Permira ha acquisito una quota del 40% dell’azienda con l’obiettivo di accelerare la crescita sui mercati asiatici e americani. È un segnale chiaro: il K-Way ha ancora molto da dire, anche fuori dall’Europa, e punta a consolidare la sua presenza globale.
Oggi il marchio vale circa mezzo miliardo di euro e rappresenta un esempio emblematico di come il Made in Italy sappia valorizzare, reinterpretare e rilanciare marchi nati altrove. Questo perché “italiano”, in questo caso, non significa solo dove si produce, ma come si pensa: nella visione, nella gestione, nel modo di far convivere tradizione e innovazione. K-Way continua così il suo viaggio, dimostrando che anche un capo nato per “salvarti da un temporale” può diventare un’icona culturale capace di attraversare generazioni e confini, mantenendo la sua rilevanza e il suo appeal attraverso decenni di cambiamenti e tendenze. La sua capacità di evolversi, pur rimanendo fedele alla sua essenza funzionale, è la chiave del suo successo duraturo.
