Tutino: Storia, Architettura e Identità di un Borgo Salentino

Tutino rappresenta una delle realtà storiche più affascinanti del territorio di Tricase, in provincia di Lecce. Sebbene dal 1992 abbia perso lo status amministrativo di frazione per essere integrato nel nucleo urbano principale, il rione mantiene intatta una propria identità distinta, testimoniata da un patrimonio monumentale di notevole spessore. La sua posizione geografica, a nord-ovest del centro di Tricase, lo vede oggi parte di una conurbazione che comprende anche il rione di Sant’Eufemia, dal quale è separato esclusivamente dalla linea ferroviaria Zollino-Gagliano del Capo.

Veduta panoramica del borgo di Tutino a Tricase

Le origini e il toponimo

La storia di Tutino affonda le radici in un passato remoto. Il territorio è stato frequentato sin dall’età romana, come dimostrato dai frequenti rinvenimenti di frammenti di ceramica a ridosso di un antico tratto viario, identificato da alcuni studiosi con la celebre "via Sallentina", arteria che collegava Otranto a Leuca, naturale prolungamento della Via Traiana Calabra. Alcune evidenze di questo tracciato persistono a ovest dell’abitato, lungo la cosiddetta "via delle Zicche", dove si notano ancora i tagli sul banco di roccia regolarizzati per permettere il transito dei carri.

Il nome del borgo è oggetto di interessanti interpretazioni etimologiche. Una delle ipotesi più accreditate suggerisce che derivi dall'espressione latina Toti in unum ("tutti in uno"), che farebbe riferimento al confluire, intorno al XII secolo, degli abitanti di alcuni villaggi limitrofi in un unico centro fortificato. Questa origine comunitaria è riflessa nello stemma civico del rione, situato sotto l’altare maggiore della chiesa parrocchiale: una mano che stringe un grappolo d'uva, simbolo di unità e fertilità.

Il Castello dei Trane: baluardo e dimora

Il monumento più emblematico di Tutino è senza dubbio il castello, noto anche come Castello dei Trane. Edificato nel XV secolo, esso rappresenta una delle poche strutture nel Salento a conservare ancora parte del fossato originario. La sua funzione, nata come rifugio sicuro per gli abitanti del casale, si è evoluta nel tempo sotto l'influenza dei diversi feudatari che si sono succeduti.

Dettaglio della facciata rinascimentale del Castello dei Trane a Tutino

La fortezza originaria presentava una pianta quadrangolare scandita da nove torri, otto disposte agli angoli e lungo le pareti e una centrale, nel cortile, concepita come ultimo baluardo difensivo. Le mura, alte tra i 6 e i 7 metri e spesse circa un metro e mezzo, sono realizzate in pietrame e presentano la caratteristica base a scarpa. Nel 1580, Luigi Trane - che ricevette il feudo da Andrea Gonzaga di Alessano - trasformò la struttura militare in una raffinata dimora signorile. Sul lato orientale, il fossato lasciò spazio a un’elegante facciata rinascimentale, caratterizzata da due livelli e un portale sormontato dallo stemma della famiglia: un drago alato che sostiene una testa di toro e un libro.

Nel corso dei secoli, il castello ha subito alterne vicende:

  • XVII secolo: Acquistato nel 1653 da Stefano Gallone, principe di Tricase, il castello perse la sua funzione di dimora nobiliare principale, venendo spesso adibito a masseria.
  • XIX-XX secolo: Descritto alla fine dell'Ottocento da Cosimo De Giorgi in stato di degrado, il palazzo fu in seguito acquistato dalla famiglia Caputo, che lo utilizzò come opificio per la lavorazione del tabacco fino agli anni sessanta.
  • Oggi: Dopo un lungo periodo di abbandono, il castello è tornato a essere uno spazio pulsante, utilizzato per attività culturali e artistiche, mantenendo intatte le torri angolari squadrate che testimoniano la sua funzione difensiva tardogotica.

Architettura religiosa e segni del sacro

Il tessuto urbano di Tutino è arricchito da diverse strutture sacre, veri e propri scrigni di storia e arte locale. La chiesa parrocchiale della Madonna delle Grazie, risalente alla seconda metà del XVI secolo, ne è il fulcro. Il suo impianto originale coincide con i due ambienti lunettati accessibili da un portale secondario datato 1578.

L'edificio, ristrutturato tra il 1805 e il 1808, presenta una facciata in carparo inquadrata da due pilastri che sostengono un cornicione spezzato. Il campanile a pianta quadrata, eretto nel 1833, domina il profilo della chiesa, sostituendo l'originario campanile a vela. All'interno, la struttura a croce latina custodisce l'originario coro ligneo. Sul lato sinistro della chiesa è addossato il suggestivo Calvario del 1862, un portico a cinque arcate con scene affrescate.

MENTANA il Borgo antico

Accanto alla parrocchiale, troviamo:

  1. Cappella di San Gaetano di Thiene: Documentata già nel 1584 come chiesa di San Nicola, divenne nel 1649 sede della Confraternita dell'Immacolata Concezione, tuttora attiva. L'interno vanta un pavimento a mosaico realizzato dai fratelli Peluso di Tricase nel 1888.
  2. Cappella della Madonna della Pietà: Situata extra moenia, risale al XVII secolo. La facciata reca la dedicazione Virgini Pietatis Dicatum, mentre all'interno si conserva un mosaico della Pietà. Sulla volta è incisa la significativa frase: CIVIUM CARITAS 1670 INCLINATA RESURGO MORIENS REVIVISCIT (La carità dei cittadini morente si ravviva), riferita alla ricostruzione dell'edificio nel 1670.
  3. Il Menhir di San Leonardo: Testimonianza dell'antichità del borgo, questo resto di un antico monolito si erge in quello che un tempo era un crocevia strategico. Composto da due tronconi sovrapposti, presenta una croce graffita ed è il muto testimone del passaggio dei viandanti lungo la direttrice stradale che collegava Vaste a Vereto.

L'evoluzione del feudo e i signori di Tutino

La storia di Tutino è scandita dai nomi dei feudatari che ne hanno guidato il destino. Le prime fonti scritte risalgono al 1275, quando il feudo era ripartito tra le proprietà di Guillelmus de Pisanello e Berardus de Tudino. Nel 1398, per volontà di re Ladislao di Durazzo, il controllo passò a Raimondello del Balzo Orsini.

Il feudo seguì poi le vicende dei Gonzaga di Alessano, fino al momento cruciale del 1573, quando fu ceduto a Luigi Gaza di Trani. Quest'ultimo, figura di spicco per la storia architettonica locale, diede impulso alla trasformazione del castello. L'epigrafe incisa sulla facciata dell'edificio ricorda proprio questo impegno: "Non contano i giorni e gli anni, ma la fede. Ora Tutino è in fermento ed una nuova porta viene costruita". Nel 1653, la famiglia Gallone, principi di Tricase, acquisì il feudo, conservando il titolo di baroni di Tutino sino all'eversione della feudalità nel 1806.

Tradizioni e vita comunitaria

Nonostante le trasformazioni urbanistiche che hanno portato Tutino a integrarsi nell'area metropolitana di Tricase, il rione mantiene vive alcune tradizioni centenarie. La Confraternita dell'Immacolata Concezione, fondata nel 1649, continua a organizzare annualmente la processione dell'8 dicembre per le vie del vecchio borgo, portando in spalla la settecentesca statua lignea della Vergine. A queste celebrazioni si affiancano i festeggiamenti in onore di San Gaetano da Thiene, compatrono, che riaffermano il legame profondo dei residenti con la storia sacra del territorio.

Dettaglio decorativo delle finestre nobiliari nel centro storico

Oggi, Tutino è un esempio di come la memoria storica possa essere utilizzata e rimessa in circolo. Il castello, tornato ad essere uno spazio pulsante, funge da collegamento tra il passato feudale e le esigenze contemporanee, in un rapporto inscindibile tra le pietre monumentali e la comunità di Tricase. Attraversare i vicoli del rione significa immergersi in un percorso che va dalle tracce romane della "via Sallentina" fino al barocco salentino, in un susseguirsi di segni che raccontano la resilienza di un piccolo ma significativo borgo del Capo di Leuca.

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