La salute dei genitali nel lattante e nel bambino rappresenta una fonte di preoccupazione frequente per i genitori. Spesso si manifesta attraverso segni apparentemente allarmanti, come il rigonfiamento dello scroto, rossore o manifestazioni di dolore che richiedono un'attenta valutazione clinica. È essenziale comprendere che, sebbene molte di queste condizioni siano benigne e transitorie, alcune richiedono un intervento tempestivo per preservare la futura funzionalità testicolare.

Idrocele nel neonato: una condizione fisiologica comune
L’idrocele è un accumulo di liquido all’interno della sacca scrotale che avvolge i testicoli. L’idrocele alla nascita è di solito una forma benigna che si risolve da sola nell’arco di qualche mese. La causa dell’idrocele nei neonati è la mancata chiusura del dotto che collega lo scroto al peritoneo, per cui il liquido peritoneale fluisce all’interno della sacca scrotale, rigonfiandola.
Nei bambini piccoli, tale raccolta è causata da un’anomalia nella discesa del testicolo dalla cavità addominale allo scroto che avviene intorno al 7°- 8° mese di gravidanza: durante la discesa, il testicolo viene accompagnato da una piccola estroflessione del peritoneo, che costituisce una sorta di canale di comunicazione tra l’addome e lo scroto, chiamato dotto peritoneo-vaginale. Nella maggior parte dei bambini, questo canale si chiude prima della nascita, ma se non avviene, continua a portare fluido dall’addome, provocando una forma di idrocele chiamata idrocele aperto o comunicante. L’idrocele è una raccolta di liquido attorno al testicolo, molto frequente nei bambini, che si manifesta nel 16-25% dei nati prematuri e nel 5% dei nati a termine.
Caratteristiche e sintomatologia dell'idrocele
In genere, l’idrocele è già presente alla nascita o nei primi mesi di vita (idrocele congenito), e può interessare un solo testicolo o entrambi (idrocele bilaterale). L’idrocele congenito non dà sintomi e non provoca alcun dolore, e nei primissimi anni di vita viene rilevato dai genitori sotto forma di rigonfiamento in corrispondenza dello scroto, talvolta di colore violaceo. La colorazione è dovuta ai vasi del funicolo spermatico bluastri spinti in superficie dalla massa di liquido.
Il volume dell’ingrossamento dello scroto varia a seconda della posizione che il bambino assume: di sera, ad esempio, è normale che sia più voluminoso perché la posizione eretta durante il giorno favorisce il passaggio di liquido dalla cavità addominale allo scroto; di mattina, invece, il volume dell’idrocele è in genere minore perché la posizione sdraiata favorisce il ritorno del liquido nell’addome. Se i genitori si accorgono di variazioni di volume dello scroto del proprio bambino, è importante che ne parlino con il pediatra.
Differenze tra idrocele e altre patologie scrotali
La diagnosi differenziale è fondamentale. L'idrocele non comunicante, ad esempio, è caratterizzato da sacche completamente chiuse dove rimane del fluido. Al contrario, nell'idrocele comunicante le sacche rimangono aperte. Nei primi anni di vita, febbre e infezioni possono causare l’aumento di liquidi nella cavità addominale, che, nel caso in cui una sacca non si sia chiusa adeguatamente, possono passare nello scroto.
Esistono altre condizioni che possono presentare sintomi simili. Il varicocele, ad esempio, è causato da vene allargate, mentre lo spermatocele è una cisti dell’epididimo, ovvero il canale di sbocco dei testicoli. Anche una ernia inguinale può scendere nello scroto. Il caso dell’ernia strozzata è particolarmente critico: è caratterizzata dalla comparsa di una tumefazione fissa, non riducibile, di consistenza dura, dolente e dolorabile alla palpazione con cute sovrastante iperemica.

Torsione del testicolo: una vera urgenza medica
Si tratta di un’evenienza abbastanza comune che si manifesta a livello di testicolo o di scroto. Si dovrà innanzitutto escludere la torsione del testicolo, un evento grave e frequente nel lattante e nel bambino prima della pubertà. Questo evento si verifica quando il testicolo gira su se stesso di 360°, ed è piuttosto grave in quanto l’afflusso del sangue in quella parte del corpo è compromesso, o addirittura interrotto, e necessita quindi un intervento immediato al fine di evitare che il testicolo venga danneggiato in modo irreparabile.
I sintomi per riconoscere una torsione del testicolo sono il dolore intenso, che compare all’improvviso, il gonfiore importante dello scroto ed il colore rosso violaceo della pelle dello scroto. Spesso, la torsione avviene bruscamente senza alcun segno premonitore. Il blocco totale di afflusso di sangue al testicolo crea una situazione di infarto del testicolo che viene nettamente danneggiato col passare delle ore. È necessario un intervento entro 6-8 ore dalla torsione completa.
Infiammazioni: epididimite e altre cause di rossore
L’epididimite è un’infiammazione dell’epididimo che si manifesta con gonfiore, dolore e arrossamento del testicolo. L'epididimo è una formazione sul margine superiore del testicolo, formata da un gomitolo di tubicini attorcigliati che trasportano gli spermatozoi.
Le cause dell'epididimite nel bambino, prima della pubertà, non sono sempre chiare: molte sono legate a un'infezione batterica o a cause del basso apparato urinario che causano un reflusso nel dotto deferente. Il bambino lamenta dolore al testicolo, che appare chiaramente diverso dall'altro perché gonfio, con pelle arrossata e dolente al tatto. È necessario distinguere tra epididimite e torsione dell'appendice testicolare, un normale residuo dello sviluppo fetale che, se torto, può causare gonfiore e arrossamento.
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Irritazione cutanea: cause comuni e rimedi
Se hai notato rossore e/o disagio nei testicoli o nella zona circostante, è molto probabile che si tratti di un’irritazione cutanea. L’irritazione scrotale è una condizione comune e spesso benigna. Le cause possono essere molteplici: sfregamento, reazione allergica, infezioni cutanee o condizioni dermatologiche come l'eczema.
Le allergie possono scatenare reazioni cutanee attraverso il contatto con sostanze allergeniche: saponi, profumi in gel doccia o detergenti intimi non idonei possono causare arrossamenti. Anche l’irritazione fisica causata da sfregamento ripetuto, indumenti attillati o attività sportive come il ciclismo gioca un ruolo determinante. In questi casi, il rossore è generalmente accompagnato da una sensazione di prurito dovuta al rilascio di istamina.
Consigli pratici per la gestione dell'irritazione
Per lenire l'irritazione, è fondamentale scegliere prodotti per la detersione quotidiana specificamente formulati per la zona intima, ipoallergenici e privi di profumo. È consigliabile:
- Ridurre le attività che causano uno sfregamento eccessivo.
- Evitare fonti di calore prolungate.
- Evitare di grattarsi, poiché ciò può aggravare i sintomi e aumentare il rischio di sovrainfezioni batteriche.
- Cambiare regolarmente la biancheria intima, preferendo materiali naturali.
Approcci diagnostici e terapeutici
Certamente occorre in questi casi una valutazione attenta da parte di un pediatra, di un chirurgo pediatra o di un urologo con esperienza del problema. La diagnosi è essenzialmente clinica e consiste nella palpazione della tumefazione in corrispondenza del testicolo e, nel caso dell'idrocele, nella sua transilluminazione con una luce collocata dietro lo scroto.
La conferma diagnostica può avvenire tramite l’ecografia dello scroto e della regione inguinale, uno strumento del tutto innocuo, indolore e ripetibile, estremamente utile per valutare la sede del testicolo e la natura della massa liquida.
Per quanto riguarda il trattamento dell'idrocele congenito, nel 70-80% dei casi la guarigione è spontanea. Se, tuttavia, l’idrocele fosse di elevata entità o ingravescente, lo specialista consiglierà la terapia chirurgica. La tecnica prevede una breve incisione sulla piega dell’inguine per isolare e sezionare il dotto peritoneo-vaginale, risolvendo il problema con una degenza ospedaliera brevissima. In caso di infiammazioni come l'epididimite, il trattamento è solitamente di supporto, basato sul riposo e sull'uso di antinfiammatori o antidolorifici, riservando l'antibioticoterapia ai casi accertati di origine batterica.
