Introduzione allo sviluppo cranico e al controllo del capo nel neonato
Lo sviluppo e la forma del cranio, che contiene il cervello, l’organo più importante del nostro corpo, sono importanti e tutti i pediatri, in tutte le visite di controllo, stanno molto attenti a valutare la circonferenza cranica e la forma della testa. Le ossa del cranio dei neonati sono resistenti, ma anche molto plastiche: non sono dure come quelle di noi adulti, non sono incollate l’una all’altra, ma si adattano facilmente a stimoli interni, ovvero la crescita del cervello, ed esterni, come la pressione della testa sul materassino della culla.
Alla nascita, è impossibile che il bambino possa tenere la testa da solo come un adulto. Ecco perché è molto importante portarlo sempre sostenendone la testa! È importante sapere che un bambino nasce con una testa che rappresenta più di un terzo del suo peso totale. È voluminosa e molto pesante per un corpo così piccolo. All'inizio della sua vita, il bambino presenta una ipotonia, ovvero una mollezza a livello dell'asse testa-colonna vertebrale, ma anche una ipertonia, che indica una tonicità a livello degli arti. Il bambino non controlla la testa e la testa cade all'indietro quando lo sollevate.
Comprendere la plagiocefalia: la "testa piatta" del neonato
Può capitare di farci caso a occhio nudo, oppure al tatto, mentre accarezziamo il piccolo: la testa del neonato è piatta da un lato, un lato solo, è come se fosse schiacciata, e il bambino tende a dormire e riposare poggiandosi sempre su quel lato. L’effetto è un po’ quello di un pallone sgonfio che si appiattisce quando tocca il pavimento e non riesce a rotolare. I segnali di plagiocefalia riguardano, oltre alla deformità del capo, l’alterazione secondaria di altre parti del cranio.
Moltissimi neonati hanno una strana forma del cranio: la nuca è schiacciata e spesso lo è più su un lato che sull’altro. Questo fenomeno allarma non poco i genitori, che spesso hanno paura che il cranio resti deformato per sempre; oppure che questa asimmetria, che si accompagna quasi sempre all’abitudine di tenere la testa girata sempre sullo stesso lato, abbia un significato patologico. Siccome i neonati passano quasi tutta la giornata sdraiati a faccia in su, e generalmente volgono lo sguardo dove pensano che dorma la loro mamma, capita che assumano una posizione fissa per moltissime ore al giorno. La testa, appoggiata al materassino della culla, pesa abbastanza e il cranio si adatta alla superficie piatta del materassino schiacciandosi un po’.

Analisi delle cause della plagiocefalia posizionale
Le principali cause di plagiocefalia posizionale si possono già inquadrare prima della nascita, o possono subentrare durante o dopo il parto. Prima del parto risulta di enorme peso la posizione assunta dal piccolo in utero, che contribuisce a plasmare la volta cranica già prima che il bimbo nasca. Non bisogna però dimenticare anche condizioni particolari come la presenza di una minore quantità di liquido amniotico, ovvero la sostanza in cui il feto è immerso nel sacco amniotico.
Anche un parto distocico, con impiego di strumenti, può contribuire al modellamento della volta cranica che, va ricordato, in epoca neonatale è ancora plastica. Dopo il parto, l’aspetto che più può causare la comparsa di plagiocefalia è il mantenimento della testa in una posizione orientata sempre da un lato. La prematurità, ad esempio, influenza molto questo aspetto: i neonati che vengono al mondo prima del termine auspicabile sono più esposti a plagiocefalia posizionale perché la loro testa è più plastica e modellabile rispetto a quella dei bimbi nati a termine, e perché stanno più tempo fermi. Anche il torcicollo miogeno, una anomala contrattura del muscolo sternocleidomastoideo, influenza la plagiocefalia, portando il bimbo a inclinare la testa e a non poterla voltare finché il problema non scompare.
Il percorso di crescita e il controllo del capo
I primi 12 mesi di vita del bambino sono un periodo di crescita e cambiamenti incredibili. Nel primo mese di vita il piccolo non riesce a tenere dritta la testa; al massimo, può tenere sollevato il collo per pochi istanti quando è sdraiato a pancia in giù, ma con il capo sempre ciondolante. Dopo i due mesi, il neonato acquisisce un miglior controllo dei muscoli di collo, tronco e braccia. A questa età, il bebè, se tenuto in posizione seduta, vacilla con la testa ma riesce a tenerla dritta per qualche istante. Inoltre, quando è a pancia in giù, solleva la testa dal piano e si tiene sugli avambracci.
A tre mesi circa il bebè riesce a tenere dritta la testa per alcuni minuti di seguito, sia quando è in braccio sia quando è a pancia in giù. Inoltre, riesce a voltare completamente la testa per seguire un oggetto vicino. È solo dai tre-quattro mesi che il bebè riesce a tenere dritta la testa per qualche istante. A 5 mesi di età i muscoli del collo devono essere sufficientemente robusti e tonici da consentire di tenere la testa dritta: se non accade è opportuno effettuare una visita specialistica.
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Strategie di gestione e trattamento conservativo
Ma come si cura la testa piatta del neonato? È innanzitutto importante il tempismo. Il cranio del neonato è plastico e agire in tempo permette di attuare un approccio più gentile e naturale. In generale, se il bambino presenta la forma posizionale sarà possibile effettuare un trattamento “conservativo”. Importantissimo è il cambio frequente di posizione.
Nanna sicura (0-6 mesi): la posizione più idonea per far dormire il neonato è sulla schiena; per evitare che appoggi la testa sempre dallo stesso lato si può alternativamente girargli la testa da una lato o dall’altro. Fatelo dormire su un materassino rigido. Per aiutarlo nel primo mese metterlo sdraiato sul torace del genitore; dal secondo mese si può usare un rotolino sotto le ascelle. Ricordarsi, invece, che quando il bebè dorme, la posizione prona può essere pericolosa. Per tonificare i muscoli di collo e schiena, è bene anche stendere il bimbo sulla schiena e afferrargli le manine sollevandolo delicatamente. Se dopo i 4 mesi di vita la plagiocefalia non si è risolta o non è migliorata, alcuni studi sostengono trattamenti personalizzati più mirati, come ad esempio il ricorso a un “elmetto” creato su misura con un materiale termoplastico che aiuta il rimodellamento del cranio.
Stimolazione attiva e prevenzione posturale
Frequentemente in caso di asimmetria cranica è presente anche una preferenza di appoggio di lato della testa del bambino: diventa quindi fondamentale incentivarlo a variare le sue posizioni quando è sveglio e offrirgli stimoli che favoriscano la rotazione attiva della testa, come luci, sonagli, giochi colorati e volti. Fin dai primissimi giorni cercate il contatto visivo con il vostro bambino, utilizzate un tono di voce calmo per parlargli. Nei primi due mesi è inutile offrire giochi al neonato, preferisce essere cullato, coccolato e accudito.
Dai 4 mesi in poi create un angolo tappeto morbido a terra: mettetelo quando è sveglio a sgambettare, prendere i piedi, imparare a rotolare e mettersi a pancia in giù. La terra è più sicura che il lettone o il divano e favorisce meglio la motricità. Quando il bambino regge la testa, potrete optare per più posizioni di trasporto. Nei primi mesi di vita del bambino, raccomandiamo il portare frontale che sostiene al meglio la testa del bambino. È solo quando il bambino riesce a tenere la testa da solo e a stare in posizione seduta che raccomandiamo di passare al portare sulla schiena o sul fianco per maggiore libertà. Non lasciatelo troppo tempo nella carrozzina o nell’ovetto: variate il più possibile le posizioni in cui lo tenete.

Considerazioni sullo sviluppo motorio e il superamento delle asimmetrie
Mentre il bambino cresce, la crescita del cervello preme all’interno del cranio che, piano piano, assume quella forma tonda che ha normalmente. Nessun neonato è destinato a rimanere tale per sempre: tutti crescono, imparano a stare prima seduti e poi in piedi; diminuiscono le ore in cui stanno nella culla e aumentano le ore in cui stanno svegli, con la testa bella dritta sul collo. Perciò, se il vostro bambino vi sembra che abbia la testa piatta, consultate pure il vostro pediatra, ma sappiate che quasi di sicuro questa forma cambierà spontaneamente, senza fare nulla.
Se proprio l’asimmetria vi dà fastidio, potete fare una prova: mettete all’incontrario la culla in maniera che il bambino, per guardare verso la mamma, sia costretto a voltare la testa dall’altra parte. Probabilmente cambierà posizione e l’asimmetria del capo diminuirà. Il controllo della testa è la premessa fondamentale per stare seduto, girarsi e di conseguenza anche imparare a gattonare. In linea di massima i genitori devono sempre stare sereni, anche davanti a un breve ritardo nell’acquisizione di alcune competenze, prima di tutto perché i bambini non sono delle macchine e poi perché i tempi stimati non sono universali, ma semplicemente indicativi. Ci sono neonati più precoci e neonati che, invece, se la prendono un po’ più comoda.