Il panorama della medicina prenatale ha conosciuto una profonda evoluzione negli ultimi decenni, con l'introduzione di tecniche sempre più precise e meno invasive per monitorare la salute fetale. Tra queste innovazioni, lo studio del DNA fetale circolante nel sangue materno, noto come Non-Invasive Prenatal Testing (NIPT), rappresenta un avanzamento significativo. Questa metodica, che ha rivoluzionato l'approccio allo screening delle anomalie cromosomiche fetali, offre informazioni preziose con un semplice prelievo di sangue materno, eliminando i rischi associati alle procedure diagnostiche invasive.
Il NIPT è un esame prenatale non invasivo che analizza il DNA fetale libero circolante isolato da un campione di sangue della madre. Questo test, grazie alla sua natura non invasiva e alla sua elevata affidabilità, è diventato uno strumento cruciale per le future mamme e i professionisti della salute. Si basa sulla ricerca e l’analisi del DNA estratto dalle cellule del feto circolanti nel sangue materno. È una metodica di screening che negli ultimi anni è diventata sempre più diffusa proprio perché non è invasiva né rischiosa per la gravidanza. Il NIPT, infatti, non comporta alcun rischio di complicanze correlate al test, garantendo la completa sicurezza sia per la madre che per il feto. Si effettua tramite un semplice prelievo di sangue dalla madre, esattamente come per un emocromo, un aspetto che lo distingue nettamente dalle procedure diagnostiche invasive.

Che cos'è il Test del DNA Fetale (NIPT)?
Definizione e Principio di Funzionamento
Il NIPT, acronimo di Non-Invasive Prenatal Testing, è un esame di screening prenatale non invasivo che analizza i frammenti di DNA del feto presenti nel sangue materno. Questa metodologia, basata sulla scoperta che alcuni frammenti di DNA del feto e della placenta passano nel circolo sanguigno della madre durante la gravidanza, permette di valutare la presenza di aneuploidie fetali relative a specifici cromosomi. In particolare, il test valuta le aneuploidie relative ai cromosomi 21, 18 e 13, che corrispondono rispettivamente alla sindrome di Down, alla sindrome di Edwards e alla sindrome di Patau, e ai cromosomi sessuali (X e Y), permettendo anche la determinazione del sesso fetale. Quest'ultima informazione è spesso gradita alla paziente e può essere utile per la gestione di eventuali malattie genetiche legate al sesso.
Il principio alla base di questa tecnica è l'analisi degli acidi nucleici liberi da cellule circolanti (cell-free DNA, cfDNA) in un campione di sangue materno. Questi acidi nucleici fetali liberi circolanti, in genere frammenti di DNA, si disperdono nella circolazione materna durante la normale distruzione delle cellule del trofoblasto placentare. La variazione della quantità di frammenti provenienti da particolari cromosomi permette di prevedere le anomalie cromosomiche fetali con una maggiore accuratezza rispetto allo screening combinato tradizionale del primo e secondo trimestre.
Il DNA Fetale nel Circolo Materno
Durante la gravidanza, come accennato, alcuni frammenti di DNA del feto e della placenta circolano nel sangue materno. Il DNA fetale è rilevabile sin dalla quinta settimana di gestazione. La sua concentrazione aumenta nelle settimane successive, rendendolo più facilmente analizzabile, e scompare completamente dopo il parto. Tuttavia, la quantità di DNA fetale idonea per eseguire il test in modo affidabile è riscontrabile solo a partire dalla decima settimana di gravidanza in avanti. Questo è un punto cruciale, poiché se il test viene eseguito troppo precocemente, ad esempio a 8 settimane, la frazione di DNA fetale nel sangue materno potrebbe essere insufficiente per un'analisi affidabile, portando a risultati non conclusivi o meno precisi. La metodologia del DNA libero circolante (cfDNA) non è soggetta a errori di datazione come lo screening sierico, ma necessita comunque di una concentrazione minima di DNA fetale per fornire risultati validi.
Modalità di Esecuzione del Test
L'esecuzione del test è sorprendentemente semplice e non invasiva. Si esegue mediante il prelievo di un campione ematico, solitamente 10 cc di sangue periferico, dalla gravida. Da questo campione viene isolato il DNA fetale presente nel circolo materno. Questo DNA viene poi sequenziato al fine di determinare la presenza di eventuali anomalie dei cromosomi. La risposta viene fornita, di norma, in 8-10 giorni lavorativi, un tempo relativamente breve che consente un'azione tempestiva qualora si rendessero necessari ulteriori approfondimenti.
Per le donne in gravidanza, è possibile eseguire il prelievo del sangue presso centri specializzati, cliniche autorizzate, dal proprio medico di fiducia o anche a domicilio, grazie a servizi dedicati che facilitano l'accesso a questo importante screening.
Sicurezza e Non Invasività
Uno degli aspetti più apprezzati del NIPT è la sua totale sicurezza. Essendo un esame non invasivo, non comporta alcun rischio di aborto spontaneo o di altre complicanze per la gravidanza, a differenza delle procedure diagnostiche invasive come l'amniocentesi o la villocentesi. Si esegue con un semplice prelievo di sangue materno, rendendolo un'opzione sicura e rassicurante per molte future madri.
Questo screening prenatale non invasivo per i disturbi genetici, a differenza dei test invasivi, non comporta alcun rischio di complicanze legate al test stesso. Lo screening materno non invasivo può, inoltre, aiutare le donne a decidere se sottoporsi a test invasivi, fornendo una stima del rischio preliminare che può guidare le scelte successive.
NIPT - Test del DNA fetale - Dott. Sergio Carlucci
Quando e Perché Eseguire il NIPT?
L'Età Gestazionale Ideale e i Fattori Limitanti
Il NIPT può essere eseguito a partire dalla decima settimana di gravidanza, un momento chiave in cui la concentrazione di DNA fetale nel sangue materno è generalmente sufficiente per un'analisi affidabile. L'intervallo ideale per l'esecuzione del NIPT si colloca tra la decima e la tredicesima settimana di gestazione, compatibilmente con le linee guida regionali e le specifiche del test. Come già menzionato, l'esecuzione troppo precoce, ovvero prima della decima settimana, potrebbe compromettere l'affidabilità dei risultati a causa di una frazione di DNA fetale insufficiente. La quantità di DNA fetale nel circolo materno è un fattore critico per la buona riuscita del test, e questa quantità aumenta progressivamente con l'avanzare della gravidanza.
Indicazioni Cliniche per lo Screening
Il test del DNA fetale è oggi raccomandato a un'ampia platea di donne in gravidanza, e la sua accessibilità è in crescita. Sebbene in passato fosse principalmente indicato per gravidanze ad alto rischio, le attuali raccomandazioni, come quelle dell'American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG), suggeriscono di offrire lo screening del DNA libero fetale a tutte le donne in gravidanza. L'American College of Medical Genetics and Genomics ha pubblicato una linea guida basata su prove a favore dello screening del DNA libero da cellule come metodo preferito per tutte le gravidanze singole e gemellari.
Specifiche indicazioni per l'esecuzione del NIPT includono:
- Gravidanze singole nelle quali è sconsigliabile la diagnosi prenatale invasiva, per esempio a causa di un elevato rischio di aborto spontaneo o in gravidanze derivanti da fecondazione assistita.
- Positività ai test di screening del primo o secondo trimestre, dove il NIPT può offrire un'ulteriore valutazione del rischio con maggiore precisione.
- Pazienti considerate comunque ad alto rischio, come quelle con età materna avanzata, storia familiare o clinica di anomalie cromosomiche.
- Pazienti che richiedono un'attendibilità maggiore rispetto al test di screening del primo trimestre, che per la Sindrome di Down ha una sensibilità del 90% contro il >99% del NIPT.
- Storia familiare accertata o sospetta di malattie genetiche, sindromi cromosomiche o disordini del neurosviluppo nel ramo parentale materno e/o paterno.
È fondamentale sottolineare che i risultati di un test del DNA fetale devono essere sempre accompagnati, prima e dopo l’esito, da un’accurata consulenza genetica e familiare, al fine di individuare eventuali fattori di rischio materni e paterni che possono incidere sullo sviluppo di anomalie cromosomiche.
Situazioni in Cui il NIPT Non è Raccomandato in Prima Istanza
Nonostante l'ampia applicabilità, esistono situazioni in cui il NIPT non è la scelta primaria o non è raccomandato. In questi casi, altri percorsi diagnostici possono essere più appropriati:
- Donne a basso rischio in cui non si ravvisa alcuna indicazione specifica, anche se le nuove linee guida tendono a offrire il test a tutte.
- Gravidanze gemellari o multiple di ordine superiore: Sebbene la performance dello screening del DNA libero circolante (cfDNA) sembri essere comparabile per le gravidanze singole e gemellari per alcune aneuploidie, per le gravidanze gemellari dicorioniche, sono spesso necessari test diagnostici per distinguere quale gemello è affetto in caso di anomalie cromosomiche. Inoltre, lo screening per anomalie dei cromosomi sessuali nelle gravidanze gemellari di solito non è disponibile, e nessun protocollo di screening sierico o di DNA libero circolante (cfDNA) è validato per le gravidanze di triplette o di ordine superiore.
- Rilievi ecografici di anomalie nel feto: Se l'ecografia rileva malformazioni o una translucenza nucale aumentata, si procede direttamente con esami diagnostici invasivi (villocentesi o amniocentesi), poiché in questi casi è necessaria una diagnosi di certezza piuttosto che uno screening.
- Madre portatrice di anomalie cromosomiche: In tali circostanze, il NIPT potrebbe non essere sufficientemente accurato per determinare il rischio fetale e si preferiscono test diagnostici invasivi.

Cosa Rileva il Test del DNA Fetale: Dalle Aneuploidie Comuni ai Pannelli Avanzati
Il NIPT, nella sua forma base, è progettato per identificare le aneuploidie cromosomiche più comuni, ma le versioni più avanzate possono estendere significativamente lo spettro delle anomalie rilevabili, offrendo un quadro genetico del feto sempre più dettagliato.
Trisomie Principali e Cromosomi Sessuali
Il fulcro dell'analisi NIPT è l'indagine sulle trisomie più frequenti, che rappresentano le anomalie cromosomiche numeriche più rilevanti per la salute fetale:
- Trisomia 21 (Sindrome di Down): Una condizione genetica causata dalla presenza di una copia extra del cromosoma 21. Il test indaga con estrema precisione questa sindrome.
- Trisomia 18 (Sindrome di Edwards): Caratterizzata da una copia extra del cromosoma 18, associata a gravi malformazioni e prognosi severa.
- Trisomia 13 (Sindrome di Patau): Causata da una copia extra del cromosoma 13, anch'essa associata a malformazioni multiple e una prognosi infausta.
Oltre a queste, il test include la valutazione dei cromosomi sessuali (X e Y), permettendo di rilevare anomalie come la Monosomia X (Sindrome di Turner), la Sindrome di Klinefelter (XXY), la Sindrome della tripla X (XXX) e la Sindrome di Jacobs (XYY). La determinazione del sesso fetale è un'informazione aggiuntiva fornita dal test, utile sia per curiosità dei futuri genitori sia per la gestione di eventuali malattie genetiche legate al sesso.
Approfondimenti Diagnostici di Secondo Livello: Microdelezioni e Microduplicazioni
Molti test NIPT avanzati, come ad esempio le versioni "Plus" o "Cariotipo" (FetalDNA Cariotipo Plus, Total Screen), prevedono l'opzione di un approfondimento diagnostico di secondo livello. Questo consente di individuare la presenza nel feto di alterazioni cromosomiche strutturali e alcune comuni sindromi da microdelezione/microduplicazione. Le microdelezioni e microduplicazioni sono piccole alterazioni in specifici segmenti cromosomici che possono portare a sindromi cliniche con impatto significativo sullo sviluppo del bambino.
Tra le sindromi da microdelezione/microduplicazione che possono essere indagate figurano:
- Sindrome di Di George (delezione 22q11.2)
- Sindrome Cri-du-chat (delezione 5p)
- Sindrome di Wolf-Hirschhorn (delezione 4p)
- Sindrome di Jacobsen (delezione 11q)
- Sindrome da delezione 1p36
- Sindrome di Angelman (delezione 15q11-q13)
- Sindrome di Langer-Giedion (delezione 8q24.11-q24.13)
- Sindrome di Smith-Magenis (delezione 17p11.2)
- Sindrome di Prader-Willi (delezione 15q11-q13)
- Sindrome di Williams (delezione 7q11.23)
- Sindrome di Koolen-de-Vries (delezione 17q21.31)
- Sindrome HNPP (ereditaria neuropatia da paralisi a pressione)
- Sindrome da delezione 1q21
- Sindrome di Alagille
- Sindrome di Rubinstein-Taybi
- Sindrome di WAGR
- Sindrome di Potocki-Shaffer
- Sindrome di Miller-Dieker
- Sindrome di Kleefstra
Questi pannelli avanzati permettono di analizzare il numero e la struttura di tutte le 23 paia di cromosomi presenti nel cariotipo fetale, rappresentando il massimo dell'indagine sullo stato genetico del feto attraverso il sangue materno.
Indagini Approfondite: Malattie Monogeniche, Predisposizione al Parto Pretermine e Preeclampsia
Oltre alle anomalie cromosomiche, i test NIPT più completi, come il Complete Genetic Scan (CGS), estendono l'analisi ad un ampio spettro di condizioni genetiche e fattori di rischio materni. Questi test avanzati non si limitano ad analizzare solo il DNA fetale per le anomalie cromosomiche, ma studiano anche oltre 900 geni di entrambi i genitori, valutando il rischio per più di 1300 malattie genetiche ereditarie.
Tra le malattie genetiche specifiche che possono essere indagate, si trovano:
- Fibrosi Cistica Fetale: Viene indagata la presenza delle mutazioni causa di Fibrosi Cistica materna, informazione utilissima da integrare a completamento dell'alterazione sul feto.
- Sordità congenita
- Beta talassemia
- Congenital adrenal hyperplasia (iperplasia surrenalica congenita)
- Emocromatosi
- Acondroplasia
- Ipocondroplasia
- Displasia tanatofora
- Sindrome di Apert
- Sindrome di Crouzon
Di enorme rilevanza clinica sono anche le indagini sulle mutazioni che oggi sono ritenute responsabili della predisposizione genetica al parto pretermine, una delle maggiori cause di mortalità e mobilità fetale. Questo test individua le gestanti che sono a rischio di parto pretermine "sine causa", considerando che in Italia circa l'8% delle gravidanze terminano prima del tempo.
Il test esegue anche un'accurata analisi biochimica delle proteine, il cui dosaggio all'inizio della gravidanza permette una previsione della possibile insorgenza di una preeclampsia (gestosi). Tali dosaggi potranno essere integrati, a giudizio del ginecologo curante, con altri parametri clinici e biofisici, per ottenere un quadro più completo sull'effettivo rischio e con l'associazione di ipertensione e ritardo di crescita intrauterino.
Si indaga inoltre la trombofilia materna ereditaria, verificando la presenza delle mutazioni genetiche più frequenti, causa, secondo molti studi, di complicanze gravidiche dall'aborto al ritardo di crescita.
Infine, il test include la ricerca delle mutazioni materne responsabili di Atrofia Muscolare Spinale (SMA), una grave malattia che, nella forma più comune, si eredita da due genitori sani ma portatori, e colpisce le cellule nervose del midollo spinale.
Screening per Agenti Infettivi
I test più completi possono anche comprendere la ricerca del genoma direttamente mediante tecniche di biologia molecolare dei due più importanti e frequenti agenti infettivi presenti in gravidanza: il virus citomegalico e il protozoo toxoplasmico. Questo fornisce la certezza sulla presenza o assenza dell'infezione nelle pericolose prime fasi della gravidanza.

Affidabilità, Limiti e Necessità di Conferma
Nonostante l'elevata precisione e i numerosi vantaggi, è fondamentale comprendere che il NIPT è un test di screening e non una diagnosi definitiva. L'accuratezza dei risultati, pur essendo molto alta, non è assoluta e presenta specifici limiti che richiedono un'attenta interpretazione e, in molti casi, la conferma tramite procedure diagnostiche invasive.
L'Affidabilità del NIPT come Screening
Il NIPT è estremamente affidabile come test di screening. La sua attendibilità supera il 99% nel rilevare le Trisomie 21, 18 e 13. Per la Monosomia X, l'attendibilità è del 95%, con percentuali di falsi positivi inferiori allo 0,1% per le trisomie comuni. Una meta-analisi di 117 studi ha rilevato che la performance del DNA libero circolante (cfDNA) per le aneuploidie comuni era del 99% di sensibilità e 100% di specificità per la Trisomia 21, 98% di sensibilità e 100% di specificità per la Trisomia 18, e 91% di sensibilità e 100% di specificità per la Trisomia 13. Questi dati dimostrano chiaramente che il NIPT è uno screening molto accurato per la ricerca delle trisomie 21, 18 e 13.
Questo alto livello di precisione ha portato il NIPT a essere considerato il test d’elezione per le gravidanze a basso rischio, ovvero per donne al di sotto dei 35 anni e senza fattori di rischio noti, in quanto consente di ridurre drasticamente il numero di procedure invasive e il relativo rischio di aborto.
I Limiti del Test: Falsi Positivi, Falsi Negativi e Mosaicismi
Sebbene il test sia estremamente affidabile, come per tutti i test genetici, esistono dei limiti biologici. Il NIPT, pur avendo sensibilità e specificità molto elevate per le trisomie più frequenti, non è infallibile. Possono verificarsi falsi positivi, in cui il test segnala un’anomalia che in realtà non c’è nel feto, e falsi negativi, in cui il test non rileva un’anomalia presente. Un risultato negativo del test del DNA fetale, infatti, non può escludere al 100% la presenza di anomalie, anche minime. D'altra parte, se il test è positivo, esiste una percentuale di feti che non hanno in realtà alcuna anomalia, come dimostrato da uno studio che ha riscontrato 48 test NIPT errati (26,7% di falsi positivi) su 180 gestanti con diagnosi NIPT positiva confermata da amniocentesi/villocentesi.
Uno dei limiti della metodica è rappresentato dalla presenza di mosaicismi a bassa percentuale, ovvero situazioni in cui solo una parte delle cellule fetali o placentari presenta l'anomalia cromosomica. Questi mosaicismi possono alterare i risultati del test, soprattutto relativamente alle anomalie cromosomiche sessuali, come la monosomia del cromosoma X.
Un altro limite significativo è la possibilità che la quantità di DNA fetale circolante non sia sufficiente ad ottenere un risultato. Ciò accade dall'1 al 5% delle gravidanze e si verifica più frequentemente nelle donne obese e afro-caraibiche. In questi casi, potrebbe essere necessario ripetere il prelievo.
Infine, questo esame non fornisce informazioni su altre patologie cromosomiche diverse da quelle specificamente indagate (ad esempio, le traslocazioni cromosomiche bilanciate) e non indaga tutte le sindromi monogeniche, a meno che non si scelgano pannelli molto avanzati e specifici.
L'Importanza della Diagnosi Prenatale Invasiva per la Conferma
Proprio perché il NIPT è un test di screening e non una diagnosi di certezza, un esito positivo o dubbio richiede necessariamente il ricorso a procedure strumentali invasive, come la villocentesi o l'amniocentesi. Queste procedure hanno l’obiettivo di confermare il risultato o escluderlo in maniera più attendibile, fornendo il cariotipo fetale definitivo.
L’utilizzo delle cellule fetali ottenute dal sangue materno per lo screening di anomalie genetiche e cromosomiche non deve essere proposto quale alternativa alla diagnosi prenatale invasiva. La diagnosi prenatale invasiva rimane, ad oggi, l'unico strumento per accertare il cariotipo fetale anche ai fini dell'eventuale interruzione della gravidanza. Per i casi risultati positivi al NIPT, una attenta consulenza genetica e la diagnosi prenatale invasiva tramite villocentesi o amniocentesi sono indispensabili per la conferma. L'amniocentesi può essere fatta solo a partire dalla quindicesima settimana di gestazione e richiede tempi lunghi (anche 15 giorni) per la refertazione.
Il Ruolo Integrativo dell'Ecografia del Primo Trimestre
L'ecografia del primo trimestre rimane, comunque, un momento insostituibile del percorso della gravidanza. Questa indagine integra l'analisi del DNA fetale, fornendo ulteriori elementi di conoscenza e un quadro clinico più completo. Le gravidanze con riscontri ecografici suggestivi di patologie fetali dovrebbero essere studiate con altre indagini, quali lo studio del cariotipo fetale con villocentesi od amniocentesi, indipendentemente dall'esito del NIPT. È importante che il NIPT non sostituisca mai le indagini ecografiche, che offrono informazioni cruciali sulla morfologia fetale e sul benessere generale della gravidanza.
NIPT - Test del DNA fetale - Dott. Sergio Carlucci
NIPT nel Contesto della Diagnosi Prenatale: Confronti e Integrazioni
Il NIPT si inserisce in un percorso diagnostico prenatale più ampio, che include anche screening sierici tradizionali e procedure invasive. La scelta del percorso più adatto dipende da numerosi fattori, tra cui il rischio individuale, l'età gestazionale e le preferenze della coppia.
NIPT vs. Screening Sierici Tradizionali (Bi-Test, Quadri Test)
Tradizionalmente, lo screening delle aneuploidie nel primo trimestre include la misurazione di Beta-hCG sierica materna (totale o libera), della Proteina Plasmatica A associata alla gravidanza (PAPP-A) e, a volte, la translucenza nucale fetale (mediante ecografia). Questi vengono combinati nel cosiddetto Bi-Test. In epoca fetale, la sindrome di Down si associa, tipicamente, a elevati livelli di beta-hCG, a bassi livelli di PAPP-A e a un aumento della translucenza nucale fetale. Uno studio prospettico ha mostrato una sensibilità complessiva nell'identificazione della sindrome di Down di circa l'85%, con una percentuale di falsi positivi del 5%.
Il NIPT è un esame molto sofisticato, in grado di analizzare il DNA del feto circolante nel sangue della madre al fine di diagnosticare alcune anomalie numeriche dei cromosomi, come la Sindrome di Down, con un'accuratezza significativamente maggiore. La sua precisione si avvicina al 99,99% per le trisomie comuni, rendendolo superiore allo screening combinato del primo trimestre, che per la Sindrome di Down raggiunge il 90%. Questa superiorità in termini di affidabilità ha reso il NIPT un'alternativa preferibile per molte coppie che desiderano una maggiore certezza nel risultato dello screening. Tuttavia, per l'elevato costo, il NIPT non sostituisce lo screening combinato del primo trimestre in tutte le situazioni. Lo screening materno non invasivo delle anomalie cromosomiche fetali deve essere offerto a tutte le donne in gravidanza che non hanno già deciso di effettuare l'amniocentesi o il prelievo di villi coriali.
Lo screening mediante analiti, che utilizza il dosaggio combinato di vari marker sierici materni (alfa-fetoproteina, subunità beta della gonadotropina corionica umana [beta-hCG], estriolo, inibina A), è utilizzato per identificare difetti del tubo neurale, la sindrome di Down (e altre anomalie cromosomiche) e altri difetti congeniti, e va effettuato a 15-20 settimane di gestazione. Lo screening del DNA cellulare (NIPT) è più accurato dello screening dei marker sierici e non dipende dall'età gestazionale.
Il NIPT e le Gravidanze Multiple
Tutte le forme di screening nelle gravidanze singole sono disponibili anche per le pazienti con gravidanza gemellare. Tuttavia, per le gravidanze gemellari, lo screening delle prestazioni con metodi tradizionali (tripla, quadrupla) ha una sensibilità e una specificità inferiori rispetto alle gravidanze singole. Le prestazioni dello screening del DNA libero circolante (cfDNA) sembrano essere comparabili per le gravidanze singole e gemellari per le aneuploidie comuni. Tuttavia, poiché la maggior parte delle gestazioni gemellari dicorioniche sono discordanti per anomalie cromosomiche, sono necessari test diagnostici per distinguere quale gemello è interessato. Lo screening per anomalie dei cromosomi sessuali nelle gravidanze gemellari di solito non è disponibile. È importante ribadire che nessun protocollo di screening sierico o di DNA libero circolante (cfDNA) è validato per le gravidanze di triplette o di ordine superiore, rendendo il NIPT non raccomandato in tali contesti.
Lo Screening nel Secondo Trimestre
Lo screening del secondo trimestre può comprendere il DNA libero circolante (cfDNA) o l'approccio per lo screening con marker sierici multipli. Quest'ultimo include il test quadruplo (mirato principalmente alla trisomia 21), che misura i livelli materni di beta-hCG, estriolo non coniugato, alfa-fetoproteina e, a volte, inibina A. Questo test può essere utilizzato in alternativa o in aggiunta allo screening del primo trimestre per anomalie cromosomiche.
Inoltre, i livelli materni di alfa-fetoproteina devono essere misurati durante il secondo trimestre per accertare i difetti del tubo neurale, indipendentemente da altri test programmati. Elevati livelli materni di alfa-fetoproteina sierica suggeriscono una spina bifida aperta, un'anencefalia o difetti della parete addominale. Il quad test può anche stimare il rischio di trisomia 18, la cui presenza è suggerita da bassi livelli di tutti e 4 i marker sierici. La sensibilità per la trisomia 18 è di circa il 100%, con una percentuale di falsi positivi all'incirca del 9%.
Se lo screening sierico materno suggerisce una sindrome di Down, si esegue un'ecografia per confermare l'età gestazionale e il rischio viene ricalcolato. L'amniocentesi viene proposta se lo screening sierico indica che il rischio di trisomia 21 supera una soglia prespecificata (di solito 1 su 270). Le donne che sono state sottoposte a screening per i disturbi cromosomici fetali mediante il DNA libero fetale devono sottoporsi a screening sierico con il test di alfa-fetoproteina sierica da solo, non con screening di marker multipli, per la valutazione dei difetti del tubo neurale.

Costo, Accessibilità e l'Importanza della Consulenza Genetica
L'introduzione del NIPT ha portato con sé considerazioni significative in termini di costo e accessibilità, oltre a rafforzare l'importanza della consulenza genetica in ogni fase del percorso diagnostico prenatale.
Il Fattore Costo e le Differenze Regionali
Al momento attuale, l'utilizzo del NIPT è limitato, tra gli altri fattori, dal costo elevato, dovuto alla complessità dell'isolamento e dello studio del DNA fetale presente nel sangue materno. I costi del test variano significativamente a seconda del livello di approfondimento desiderato, dal "base" al più "completo", e della complessità dell’indagine genetica offerta. Più il test scelto è approfondito e maggiori saranno le patologie analizzate, con conseguente incremento del costo.
Tuttavia, l'accessibilità sta migliorando. A partire da specifiche date, in alcune regioni italiane (come l'Emilia-Romagna dal 1° luglio 2024), il NIPT è offerto gratuitamente alle donne in gravidanza come parte del percorso nascita regionale. In generale, l’offerta gratuita e l’accessibilità possono variare molto a seconda della regione e di specifiche condizioni (es. fattori di rischio). Questo è un tema molto importante, perché si parla di un test che non è ancora garantito dal Sistema Sanitario Nazionale in tutte le sue forme e per tutte le indicazioni. La crescente competizione tra laboratori privati ha portato a un aumento dei volumi e a un conseguente abbattimento dei costi, rendendo il test più accessibile rispetto al passato, quando i campioni venivano spesso spediti all'estero.
Consulenza Genetica: Un Elemento Fondamentale
Un aspetto cruciale e non negoziabile del percorso NIPT è la consulenza genetica. I risultati di un test del DNA fetale devono essere sempre accompagnati, prima e dopo l’esito, da un’accurata consulenza genetica e familiare. Questo è fondamentale per individuare eventuali fattori di rischio materni e paterni che possono incidere sullo sviluppo di anomalie cromosomiche. La consulenza aiuta a interpretare correttamente i risultati, a comprendere i limiti del test e a orientare le decisioni successive.
I centri che offrono il test dovrebbero essere in grado non solo di garantire competenze di bioinformatica eccellenti per l'analisi dei dati, ma anche di saper eseguire una consulenza genetica qualificata. Questo è particolarmente importante in caso di risultati positivi o dubbi, dove è necessario considerare il background materno e, talvolta, coinvolgere l'intero nucleo familiare. Una competenza di genetica medica esperta è indispensabile per fornire un supporto adeguato alla coppia, accompagnandola anche qualora si rendesse necessaria un'amniocentesi o una villocentesi.
Scegliere il Centro Giusto e il Pannello di Screening
La scelta del test del DNA fetale dipende dal livello di approfondimento desiderato dalla coppia, in base alla consulenza ricevuta. Esistono diversi pannelli di screening NIPT offerti sul mercato, con costi variabili. Mentre il NIPT è estremamente sensibile sulle anomalie dei cromosomi 13, 18, 21, X e Y, non è così sensibile per moltissime altre condizioni. Offrire un test ad ampissimo spettro senza spiegare adeguatamente alle famiglie la portata dello screening non ha alcun senso. È molto più importante affidarsi a chi possa garantire una consulenza genetica eseguita da un genetista medico esperto, a prescindere dalla tipologia di NIPT offerto.
La scelta del centro a cui rivolgersi è anch'essa fondamentale. Sia che si tratti di una struttura pubblica o privata, deve essere un centro di grande esperienza, che abbia la possibilità di effettuare il test contestualmente a un accertamento ecografico e che possa offrire un’adeguata consulenza genetica sia in fase iniziale che, soprattutto, in caso di necessità di approfondimenti diagnostici ulteriori. Un buon centro sarà anche in grado di discutere le opzioni in caso di rischio noto di patologie monogeniche, chiarendo che, sebbene il NIPT possa dare indicazioni, l'analisi invasiva (villo- o amniocentesi) è l'unica a fornire la certezza diagnostica in questi casi specifici.
Altamedica, ad esempio, si posiziona come leader internazionale e centro d'eccellenza nella diagnosi prenatale e nella ricerca delle patologie fetali da oltre 40 anni, offrendo servizi completi e integrati. Allo stesso modo, reti di laboratori come Next Lab Italy con il loro "Prenatal Next" rappresentano l'avanguardia nell'offerta di test NIPT personalizzati.
