
La gravidanza è un periodo di grandi cambiamenti e, per le future mamme, sorgono spesso molti interrogativi riguardo all'alimentazione. Tra i cibi che generano dubbi, il tartufo è uno dei protagonisti, dato il suo legame con la terra e la consueta modalità di consumo da crudo. Le rinunce da fare in gravidanza sono molte, ma come ogni difficoltà tutto è superabile, se vissuta con giudizio e con la consulenza del proprio medico. Nonostante il tartufo sia un prodotto della terra, per questo motivo potenzialmente dannoso, vi è comunque possibilità di mangiarlo anche in gravidanza, prestando le dovute attenzioni. È bene dunque essere sempre certi della qualità del tartufo che si sta per consumare e che sia stato ben pulito.
Cos'è il Tartufo e Perché Solleva Dubbi in Gravidanza
Per prima cosa è bene chiarire cos'è il tartufo. Si tratta di un fungo ipogeo, ossia che nasce sotto terra. La maggior parte dei tartufi appartiene al genere Tuber, e alcune specie costituiscono un alimento estremamente pregiato. Sono relativamente rari, poiché la loro crescita dipende da fattori stagionali, oltre che ambientali. Basti pensare che in certe annate di particolare scarsità arrivano a costare cifre molto elevate. Raramente lo si può trovare intero e fresco proprio a causa del costo, ma anche della difficoltà di trasporto e conservazione e della sua attitudine a essere trasformato in modo creativo. Ne basta infatti una ridottissima quantità per insaporire un piatto o una salsa. In natura, esistono diverse specie di tartufo.
Il tartufo può essere considerato un fungo che vive sotto terra ed ha una massa carnosa interna, sovrastata da una corteccia dura. Ricco di fibre e sali minerali, è costituito anche da tutte le sostanze organiche che assume dalle radici delle piante con cui condivide il suo habitat. La forma dei tartufi è molto irregolare, ma tendenzialmente sferica, così come le dimensioni che possono variare da molto piccole a molto grandi (tartufi rari). Generalmente il tartufo è possibile trovarlo di colore nero, da Novembre a Marzo, oppure di colore bianco, da Settembre a Gennaio. È un frutto che non tollera l'inquinamento, quindi nei posti dove si trova facilmente vuol dire che l'aria è molto pulita. Ricco di antiossidanti, combatte i radicali liberi e stimola la produzione di collagene; inoltre, da decenni, gli vengono attribuite proprietà afrodisiache: pare che il suo consumo favorisca l'attrazione del partner, scatenando la passione. È un alimento poco calorico, 100 grammi di tartufo forniscono circa 31 calorie, ed apprezzato soprattutto per il suo profumo estremamente aromatico ed univoco.
Il consumo di tartufo in gravidanza è considerato sicuro? La risposta è: dipende. Non è sempre facile sapere cosa si può mangiare e cosa no durante la gravidanza. I dubbi che assalgono le future mamme non si contano, soprattutto quando si tratta di cibi considerati potenzialmente pericolosi se non sono consumati in maniera corretta. I consigli sul consumo di tartufi in gravidanza sono contrastanti. I tartufi in sé sono considerati sicuri, ma, come i funghi, possono essere contaminati da batteri nocivi. La gravidanza è un periodo stupendo e complesso allo stesso tempo, ma ogni difficoltà può essere superata con qualche accorgimento particolare e ascoltando attentamente i consigli del proprio medico.
Il Rischio Toxoplasmosi e il Tartufo
Il rischio principale legato al consumo di tartufo in gravidanza è la toxoplasmosi, un'infezione banale che se contratta durante la gravidanza, può causare danni anche gravi al feto. La toxoplasmosi è una malattia infettiva provocata da un parassita molto comune chiamato Toxoplasma gondii. Questa malattia può trasmettersi all’uomo attraverso gli animali, la carne cruda - specialmente quella di maiale e di pecora - e da tutti i prodotti della terra non adeguatamente lavati. La toxoplasmosi non è una malattia pericolosa per l'uomo e, generalmente, l'infezione regredisce da sola nel giro di poche settimane. Essendo un fungo ipogeo, e quindi un prodotto della terra, anche il tartufo può ospitare il parassita responsabile della toxoplasmosi. Dato che il parassita responsabile di questa malattia, il Toxoplasma Gondii, si trova nella frutta o nella verdura a contatto con la terra o nella carne cruda, si consiglia dunque di lavare accuratamente frutta e verdura, magari ricorrendo anche a prodotti specifici, e di consumare la carne solo dopo averla cotta bene. La cottura, infatti, uccide il parassita, rendendo la carne sicura.
Toxoplasmosi in gravidanza: sintomi, cura e conseguenze
Il legame tra tartufo e gravidanza è fonte di incertezza per molte donne incinte, dal momento che questo alimento viene generalmente mangiato crudo. Il rischio legato all'infezione da Toxoplasmosi in gravidanza risiede nel fatto che il tartufo è un alimento che viene generalmente consumato crudo, e ciò rappresenta un pericolo per la donna incinta non immune al batterio. Esso tuttavia viene ucciso dalle alte temperature e dal congelamento, pertanto alle donne incinte si consiglia di consumare solo carne e pesce cotti e di pulire molto bene frutta e verdura, meglio se lavati accuratamente con Amuchina.
Consumo del Tartufo Fresco in Gravidanza: Precauzioni Essenziali
Se si desidera consumare il tartufo fresco durante la gravidanza, è fondamentale adottare precauzioni rigorose per minimizzare il rischio di toxoplasmosi.

Pulizia Accurata
La regola aurea prevede che il tartufo bianco si consumi crudo, mentre quello nero può essere cotto, ma non troppo. In gravidanza, però, ciò potrebbe comportare un rischio, soprattutto nel caso in cui si scelga la prima opzione, ossia tartufo crudo. Oltre a essere sciacquato, il tartufo va spazzolato, per eliminare i residui di terra. Se il tartufo non va consumato subito, il consiglio è di conservarlo con la sua terra di origine, senza pulirlo, pulendolo con cura nel momento in cui si intende consumarlo. Dopo averlo avvolto in qualche foglio di carta assorbente e chiuso in un vasetto di vetro, può essere riposto in frigorifero. Il tartufo bianco, più delicato, si può conservare fino a 7 giorni mentre quello nero anche fino a 15-20 giorni. Per consumare tartufo in gravidanza evitando la toxoplasmosi, è necessario pulire il tartufo molto più in profondità. Immergi il tartufo in una ciotola con acqua e bicarbonato e lascia riposare. Il rischio legato al batterio della toxoplasmosi, si annulla nel momento in cui il prodotto fresco viene accuratamente lavato e privato di ogni particella terrosa. Come rinunciare ad una bruschetta al tartufo nero pregiato per 9 mesi interi? E un piatto fumante di tagliatelle al tartufo bianco? La cosa migliore durante la gestazione è quella di consumare il tartufo, specialmente se crudo, solo a casa propria o in ristoranti fidati. Insomma, un po’ come fate per la frutta e la verdura fresca, è bene accertarsi che i prodotti della terra che volete consumare crudi siano ben lavati. In ogni modo è la terra a contenere il pericoloso batterio della toxoplasmosi, per cui una volta eliminata potete andar sul sicuro e cucinare deliziosi antipasti o primi piatti al tartufo.
Cottura e Congelamento
Il modo più sicuro per consumare i tartufi in gravidanza è sicuramente attraverso la cottura, che uccide i batteri di superficie e anche il parassita Toxoplasma gondii, responsabile della toxoplasmosi. Sebbene gli chef raccomandino di cuocere i tartufi il meno possibile per evitare di alterarne il sapore, è sempre bene fare un po' di attenzione in più quando si è incinta. Se si decide di congelarlo, bisogna sapere che parte dell'aroma e del sapore del tartufo andranno perduti. I tartufi da congelare sono soprattutto quello estivo, quello uncinato e quello moscato, mentre è preferibile evitare questa soluzione per il tartufo bianco pregiato, il bianchetto e il nero pregiato.
Il tartufo nero in gravidanza è leggermente più sicuro del bianco pregiato, per evitare la toxoplasmosi. Questo in linea di massima è possibile perché il tartufo nero è utilizzabile in cottura, dettaglio che permette una sicura eliminazione del batterio una volta superati i 60 °C. Se il tartufo nero può essere messo in cottura e scongiurare il pericolo della toxoplasmosi, questo non può succedere per il bianco d’Alba, perché ne comprometterebbe irrimediabilmente le famose qualità. L’unico tartufo a sopportare una vera cottura, infatti, è il Nero Pregiato. Le mamme in dolce attesa possono tirare un sospiro di sollievo: non c’è bisogno di rinunciare al tartufo per nove lunghi mesi! Questo significa scegliere, almeno in gravidanza, il Tartufo Nero Pregiato, l’unico che può essere cotto senza perdere il suo sapore. Portandolo a una temperatura di almeno 60°, come per la carne, si uccide il parassita che causa la toxoplasmosi ed è possibile consumare un piatto a base di tartufo senza rischi.
Per una sicurezza ancora maggiore, congela per qualche giorno il tartufo prima di consumarlo. Il prodotto congelato per almeno 7 giorni a temperature di -18° o più basse dovrebbe essere sicuro ogni oltre ragionevole dubbio. Il tartufo surgelato, special modo se ben lavato prima del processo di congelamento, è sicuro dal batterio della toxoplasmosi. Le basse temperature della surgelazione annientano il batterio, e la stessa cosa avviene una volta superati i 60°C. Il tartufo surgelato è quindi un ottimo sostituto del prodotto fresco, basterà scongelarlo e grattuggiarlo per preparare un’ottima salsa per i vostri tortellini, oppure farne delle fettine per accompagnare i vostri secondi di carne.
Alternative Sicure: Tartufo Essiccato, Surgelato e Prodotti Conservati
Esistono modi differenti di mangiare il tartufo in gravidanza e sono anche molto più sicuri rispetto al tartufo fresco. Potete scegliere quindi di soddisfare il vostro desiderio di gola con del tartufo ESSICCATO, SURGELATO oppure con dei prodotti al tartufo CONSERVATI.
Tartufo Essiccato
Il tartufo essiccato viene sottoposto prima a temperature elevate alle quali ogni batterio viene a morire. Questa procedura rende il tartufo essiccato un ottimo sostituto del tartufo fresco. In questo processo al prodotto viene eliminata l'acqua, senza alterarne le qualità organolettiche. Anche i tuberi essiccati o disidratati (che in commercio si trovano sia interi che a fette) rappresentano un buon compromesso rispetto al tubero fresco.
Tartufo Surgelato
Il tartufo congelato è sempre sicuro, anche durante la gravidanza. Il prodotto congelato per almeno 7 giorni a temperature di -18° o più basse dovrebbe essere sicuro ogni oltre ragionevole dubbio. Il tartufo surgelato, special modo se ben lavato prima del processo di congelamento, è sicuro dal batterio della toxoplasmosi. Le basse temperature della surgelazione annientano il batterio, e la stessa cosa avviene una volta superati i 60°C. Il tartufo surgelato è quindi un ottimo sostituto del prodotto fresco, basterà scongelarlo e grattuggiarlo per preparare un’ottima salsa per i vostri tortellini, oppure farne delle fettine per accompagnare i vostri secondi di carne.

Prodotti al Tartufo Conservati
I prodotti al tartufo conservati sono un'ottima alternativa poiché hanno subito processi di sterilizzazione e pastorizzazione. Potete optare per una qualsiasi salsa o crema di tartufi. I prodotti conservati, infatti, non presentano alcun rischio per le gestanti perché vengono sottoposti a processi di pastorizzazione e sterilizzazione che uccidono il Toxoplasma Gondii. Salse, creme e paté sono quindi una valida alternativa per chi non vuole rinunciare al gusto del tartufo nemmeno in gravidanza. Per una sicurezza ancora maggiore, potete optare per una qualsiasi salsa o crema di tartufi. Avrete solo l’imbarazzo della scelta tra tutte le specialità a base di tartufi e funghi. I prodotti conservati hanno infatti subito processi di sterilizzazione e pastorizzazione: più sicuri di così! Se quindi volete mangiare piatti a base di tartufo ed essere sicure di non correre rischi, acquistate del Nero Pregiato e cuocetelo ad almeno 60 gradi: in questo modo il batterio della toxo sarà sicuramente eliminato. Ma non esiste soltanto il tartufo fresco: in commercio si trovano tantissimi prodotti a base di tartufo che possono essere consumati anche in gravidanza.
Cibi che Contengono Tartufo: Sicurezza dei Prodotti Lavorati
Il tartufo è tra gli alimenti più ricercati ed apprezzati della cucina italiana. Esistono numerosi piatti che ne prevedono l'uso, ma vista la sua fama, spesso il tartufo è utilizzato per arricchire anche salumi e formaggi. Tutte queste preparazioni succulente, insieme alle più note tagliatelle al tartufo, risotto o tortelli ripieni di tartufo, possono essere considerate sicure se consumate da una donna in gravidanza? La risposta è sì! In primo luogo perché tutti i prodotti citati vengono sottoposti a pastorizzazione o comunque durante la lavorazione la temperatura sale oltre i 60° (il minimo per eliminare tutti i batteri come quello della toxoplasmosi). In secondo luogo perché quando si tratta di prodotti acquistati al supermercato i controlli effettuati sono di norma, ancora maggiori, quindi il rischio di infezione per la futura mamma in dolce attesa si annulla.

L'Odore del Tartufo in Gravidanza e la Nausea
L'odore del tartufo è davvero molto intenso e riconoscibile anche a distanza. Per alcune donne in gravidanza, questo profumo così marcato può non essere gradito. Il tuo disgusto nel sentire l'odore di tartufo si acuisce durante la gestazione ed arriva a provocarti la nausea. Se non ti senti sicura, puoi decidere di evitare il tartufo durante tutto il periodo della gestazione, ma se si tratta del tuo piatto preferito ed hai voglia di mangiarlo sotto forma di risotto, pasta ecc… puoi farlo seguendo le regole che ti abbiamo indicato.
Considerazioni Finali
Mangiare tartufo in gravidanza è possibile, a patto di fare attenzione in particolare se non si è immuni alla toxoplasmosi. La gravidanza è un periodo di profonda trasformazione per la donna, in cui occorre fare attenzione a non incorrere in rischi per la salute del bambino. Detto ciò, sono in molte a chiedersi se il consumo del tartufo in gravidanza sia sicuro oppure no, e quali siano le eventuali accortezze da adottare prima di mangiare questo alimento. Se la maggior parte delle varietà di tartufo (come l'Uncinato, il Brumale e lo Scorzone estivo) possono solo essere scaldate ma non cotte, il Nero Pregiato è l'unica che può essere cotto a tutti gli effetti, eliminando così il batterio.
E quindi, in attesa di un lieto evento, perché privarsi di un alimento sofisticato, delizioso e sano come il tartufo, anche in gravidanza? Basta seguire le avvertenze e i consigli che vi abbiamo appena dato, e anche le mamme più gourmet potranno concedersi un momento di relax all’insegna del gusto.
tags: #tartufo #cotto #in #gravidanza