La comparsa dei primi dentini è una tappa fondamentale nello sviluppo di ogni neonato, un processo naturale e quasi rituale che coinvolge grandi e piccoli. Questa fase, tuttavia, può essere accompagnata da fastidi e dolori, trasformando un momento di crescita in un periodo di irrequietezza e notti insonni per tutta la famiglia. Molti genitori si ritrovano a chiedersi come poter alleviare il malessere dei loro piccoli e spesso la Tachipirina, con il suo principio attivo paracetamolo, emerge come una delle prime soluzioni considerate.
Questo articolo si propone di esplorare in dettaglio la dentizione, dai suoi sintomi reali alle modalità di gestione del dolore, con un focus particolare sull'uso appropriato della Tachipirina e sulle altre strategie disponibili. È fondamentale comprendere che, mentre alcuni rimedi possono offrire sollievo temporaneo, la consultazione con il pediatra o un dentista qualificato rimane sempre l'approccio più sicuro e consigliato per garantire il benessere del bambino. Le informazioni presenti in questo articolo sono a scopo informativo e non sostituiscono la valutazione clinica né la prescrizione di un dentista o medico qualificato.

La Dentizione nel Neonato: Un Processo Naturale e le Sue Manifestazioni
La dentizione è un processo affascinante, benché a volte doloroso, che segna una delle prime grandi tappe nella crescita di un bambino. Comprendere come e quando i dentini spuntano, insieme ai sintomi che possono manifestarsi, è il primo passo per affrontare questa fase con maggiore serenità e consapevolezza.
Quando Spuntano i Primi Dentini e Come Riconoscerli
Lo sviluppo dei denti ha inizio già nelle prime settimane di gestazione, quando sotto alle gengive iniziano a formarsi le gemme dentali. Queste, verso il terzo mese di vita del neonato, inizieranno ad uscire a poco a poco fino a bucare la gengiva. La dentizione nei bambini è un processo naturale che inizia solitamente tra i 6 e gli 8 mesi e porta alla comparsa dei denti da latte. Tuttavia, la velocità di crescita varia molto da bambino a bambino, e ciò vale anche per il processo di dentizione, che avviene secondo tempi e modalità diverse. In alcuni casi, la dentizione può raramente avvenire nel feto e quindi il neonato nascere con un dente, oppure, sempre molto raramente, la dentizione può iniziare nei primi 30 giorni di vita.
Per tornare alla prima dentizione, bisogna considerare che è un evento del tutto fisiologico a partire dai 5-8 mesi, quando i primi dentini a spuntare saranno quelli incisivi, di solito inferiori. Alcune statistiche hanno dimostrato che le bambine sono più precoci nella dentizione ma in genere attorno a 5/6 mesi di vita i primi denti cominciano ad uscire. Di solito gli incisivi centrali inferiori sono i primi denti ad apparire, seguiti dagli incisivi centrali superiori. Gli incisivi laterali di solito spuntano dopo. Il primo a spuntare normalmente è l’incisivo inferiore. A distanza di poco tempo spunta anche l’altro incisivo inferiore seguito a ruota dagli incisivi superiori. Una volta che i quattro denti centrali saranno spuntati sarà quindi il momento dei molari, dai canini e, infine, dai secondi premolari.
I denti da latte sono in totale 20, 10 nell’arcata superiore e 10 in quella inferiore. L’eruzione dei denti “decidui” (termine medico utilizzato per indicare la comparsa dei denti provvisori, i cosiddetti “denti da latte”) inizia normalmente intorno ai 6-8 mesi di vita e si completa intorno ai 26 mesi. Secondo il calendario della dentizione, ossia lo schema in cui sono indicate sia le epoche di comparsa che quelle di caduta dei denti da latte, i primi denti a spuntare sono gli incisivi centrali inferiori, mentre i canini e i molari compaiono per ultimi. La dentizione dovrebbe essere completa attorno al secondo anno d’età.
I denti decidui, conosciuti come denti da latte, devono il loro nome al colore lattescente, più bianco rispetto ai denti permanenti, a causa della loro minore mineralizzazione. Alla nascita le corone dei denti da latte sono già formate.

Sintomi Reali e Miti da Sfatare sulla Dentizione
È comune che i genitori si chiedano: "Febbre, tosse, muchi, diarrea? Ma davvero tutti i sintomi solitamente attribuiti ai dentini dipendono realmente da essi?". La perforazione delle gengive e la comparsa del primo dente non avvengono mai dall’oggi al domani. La dentizione è una fase che può durare molte settimane. Il vostro bimbo ha preso l’abitudine di mordere o succhiare un giocattolo, il ciuccio o le dita? Piange spesso e si mostra irritato? Potrebbero essere i primi segnali dell’inizio della dentizione dei neonati.
La fase della prima dentizione è però fastidiosa per il bambino che anche 2 mesi prima della comparsa dei primi dentini comincia a manifestare dei chiari sintomi. I sintomi dei primi dentini potrebbero essere comportamentali e insorgono quando i dentini cominciano ad affacciarsi alle gengive. Tra i segnali più comuni, si nota infatti un aumento della salivazione con una perdita abbondante tra una poppata e l’altra, tanto che i genitori si interrogano: "Dottore ma perchè sbava così tanto?". Vi è anche l’istinto a portarsi nervosamente alla bocca le manine e cercare di mordere tutto quello che riesce ad afferrare; questo è il momento dei "morsi", fase in cui i lattanti iniziano a conoscere il mondo anche attraverso la bocca e a mordere qualsiasi tipo di oggetto. Capita sovente che i più piccoli prendano l’abitudine di mordicchiare e succhiare ciò che trovano a portata di mano (il ciuccio, la copertina, il pugnetto…) e che si mostrino irritati e piangano più del solito. La dentizione può anche causare dei cambiamenti nelle abitudini alimentari (alcuni cibi provocano disagio nella bocca del neonato) e nel sonno (i denti spingono soprattutto nella notte e ciò potrebbe guastare il riposo). Il bimbo, ad esempio, potrebbe tornare a chiedere il latte anche se è già avvezzo ai cibi solidi. Tutto quanto appena descritto non può che peggiorare le capacità di addormentarsi e mantenere un sonno lungo e duraturo dei vostri figli.
L’irritazione gengivale rappresenta uno dei sintomi principali della dentizione. Per questo, a partire dai primi mesi di vita, è bene prendere l’abitudine di controllare le gengive per verificare se siano gonfie o presentino cisti bluastre (niente panico, è tutta natura!); massaggiandole con mani perfettamente disinfettate si può capire se si mostrano dure e si può dare sollievo alla bocca del bebè.
È fondamentale sfatare alcuni miti persistenti. È importante sapere che fra dentizione del bambino e febbre alta non c’è alcun collegamento, come confermato da numerosi studi scientifici. La dentizione non è una malattia, ma un naturale processo di sviluppo. La comparsa dei dentini può comportare un lieve aumento termico (febbricola sotto i 38 °C), ma non febbre alta né diarrea intensa. Ritrovarsi un bimbo a 38 - 39 °C equivale a dire che probabilmente la causa della febbre è un’altra (magari una banale virosi). Alcuni neonati però, non presentano alcun sintomo. Non solo: è scientificamente provato che la dentizione può associarsi a dolori e infiammazioni alle orecchie (fate caso se il piccolo si colpisce i padiglioni con pugni o altro) e a un aumento della temperatura corporea che talvolta porta alla febbre, anche se lieve. In caso di mal di denti, nei neonati può innalzarsi la temperatura corporea. Di conseguenza, può presentarsi la classica febbre da denti dei neonati. Attenzione, però. Qualora la temperatura toccasse i 38° e il bimbo manifestasse altri sintomi come, ad esempio, inappetenza e diarrea, non sarebbe conseguenza della dentizione, bensì di qualcosa di imprevisto e potenzialmente più grave. Va specificato che sono molti i casi in cui questi sintomi non sono associati ai denti. L’infiammazione delle gengive irrita le mucose nasali, provocando una leggera rinofaringite definita - bronchite da dentizione, con tosse, difficoltà della respirazione e scolo nasale. Dal punto di vista medico, tuttavia, non esiste un tale collegamento.
Un recente studio ha mostrato che la tendenza ad attribuire tutto ai dentini prevale soprattutto tra i genitori meno scolarizzati (Yousif MK. Qatar Med J. 2020 Dec 9;2020(2):32. doi: 10.5339/qmj.2020.32.). Questo sottolinea l'importanza di informazioni accurate per distinguere i normali fastidi della dentizione da potenziali problemi di salute che richiedono attenzione medica. I disturbi (gengive arrossate, irritabilità, aumento della salivazione) tendono a essere più evidenti nei giorni immediatamente precedenti l’eruzione e a diminuire quando il dente “rompe” la gengiva.
Dentini del Neonato - Sintomi di Eruzione e Come capire se sta mettendo i denti
La Gestione del Dolore da Dentizione: Quando Intervenire e Come
Affrontare il dolore da dentizione richiede un approccio multisfaccettato, che va dai rimedi casalinghi e non farmacologici all'uso di medicinali specifici, sempre sotto stretto controllo medico.
Rimedi Non Farmacologici per Alleviare il Fastidio
Quando i primi dentini spingono lentamente sulle gengive per arrivare in superficie, il piccolo prova dolori e fastidi e spesso manifesta disturbi del sonno. Esistono svariati modi per alleviare il dolore causato dall’eruzione dentale, rendendo questo momento così delicato nella vita del neonato il più piacevole possibile. Durante la dentizione, il bisogno di masticare e mordere aumenta drasticamente. Per questo, oltre ai massaggi alle gengive, è possibile alleviare la sofferenza mantenendo fresca la loro bocca.
Gli anelli da dentizione sono una buona scelta per soddisfare il bisogno che i bambini hanno di mordere e rosicchiare. Molti genitori optano per questi oggetti che possono essere raffreddati, offrendo un sollievo maggiore alle gengive infiammate. Ai bambini piace anche usare un panno fresco e umido per masticare e succhiare. Qualcosa di fresco può avere lo stesso effetto, magari da passare delicatamente sulle gengive con un dito. Se il bambino è già svezzato, si possono offrire cibi freschi e morbidi. Piccoli sorsi d’acqua, purè o brodi freddi sono altri elementi utili per ridurre l’irritazione. La dentizione può ridurre l’appetito del bambino. È quindi consigliabile preparare pasti leggeri, facilmente digeribili e masticabili come passati, zuppe, puree, pastina piccola e condimenti gustosi. Alcuni alimenti inoltre possono alleviare il fastidio a denti e gengive. Ad esempio quelli freddi come i ghiaccioli, i gelati, lo yogurt. A volte, i bambini rifiutano improvvisamente il succhietto durante la dentizione, spesso con lo spiacevole risultato che il bambino non si addormenta facilmente.
Quali rimedi sicuri posso usare per alleviare il fastidio da dentizione? Puoi massaggiare delicatamente le gengive con un dito pulito, offrire al piccolo cibi freschi e morbidi se è già svezzato.

La Tachipirina (Paracetamolo): Uso, Efficacia e Precauzioni
La Tachipirina contiene paracetamolo, un principio attivo che agisce sul sistema nervoso riducendo la percezione del dolore. È efficace come analgesico e antipiretico, ma non ha un’azione antinfiammatoria. Questo significa che può ridurre il dolore e la febbre, ma non sfiammare gengive o nervi infetti. Non sostituisce i trattamenti odontoiatrici ma può offrire sollievo temporaneo in attesa della visita. La Tachipirina è nota come antipiretico, cioè che è in grado di abbassare la febbre, sia per adulti che per bambini. I dubbi però sulla somministrazione di paracetamolo, che è il principio attivo di questo farmaco e che è indicato anche per alleviare dolori di origini diverse, sono molti per i genitori che non sono preparati a una tale evenienza e hanno un ragionevole timore di nuocere al bambino.
La Tachipirina può alleviare temporaneamente il dolore ai denti, ma non sostituisce una visita odontoiatrica. È utile nei seguenti casi: dolore lieve o moderato dovuto a infiammazione gengivale; fastidio dopo una detartrasi (pulizia denti) o piccoli interventi; mal di denti temporaneo in attesa della visita; febbre o dolore diffuso legato a un’infezione dentale iniziale. Evita l’uso prolungato senza indicazione medica.
In qualità di farmaco, la Tachipirina va prescritta esclusivamente dal pediatra e mai somministrata di propria iniziativa, neppure nel caso in cui i genitori abbiano avuto un’esperienza simile precedente con gli altri figli. Se il dolore ai denti non migliora dopo aver assunto Tachipirina per uno o due giorni, è importante non aumentare le dosi o prolungare il trattamento senza indicazione medica. Il mal di denti può avere diverse cause, e ogni farmaco agisce in modo specifico. La scelta corretta dipende dall’origine del dolore e dallo stato generale del paziente.
In caso di febbre lieve (prevedibilmente associabile alla comparsa dei dentini), è possibile ricorrere al paracetamolo: la tachipirina per il mal di denti dei bambini saprà lenire i dolori da dentizione. Ideale, tuttavia, è consultare sempre il medico.
Un panel di esperti ha verificato che, quando utilizzati secondo le indicazioni, il paracetamolo da solo, i FANS (come ibuprofene e naprossene) da soli o il paracetamolo in combinazione con i FANS sono sicuri in età pediatrica e sono in grado di gestire efficacemente il dolore a seguito di estrazione dentaria, sia semplice che chirurgica. La linea guida ha valutato nel dettaglio le dosi di paracetamolo e FANS a seconda dello scenario clinico, dell’età del bambino e del suo peso corporeo. Tali dosi possono differire da quelle riportate sulle confezioni da banco di questi farmaci (Carrasco-Labra A, Polk DE, Urquhart O, et al. J Am Dent Assoc. 2023 Feb;154(2):142-159).
È importante sottolineare che l’automedicazione può peggiorare i sintomi o nascondere problemi più seri.
Somministrazione della Tachipirina: Forme Farmaceutiche e Controindicazioni
La Tachipirina è generalmente ben tollerata. La Tachipirina è generalmente considerata sicura, anche in gravidanza, se assunta solo sotto controllo medico. Per i bambini, esistono diverse formulazioni adatte alle diverse età e capacità di assunzione.
Gocce Orali: Per la somministrazione delle gocce orali capovolgere il flacone e versare il numero di gocce corrispondenti al dosaggio da impiegare in 25-50 ml di acqua, e far bere al bambino. Le gocce di Tachipirina, per fare effetto più velocemente, dovrebbero essere somministrate sotto la lingua. Il riflesso della deglutizione farà in modo che assuma la Tachipirina senza problemi. Secondo la consueta posologia della Tachipirina in gocce, dovrebbe essere somministrata ogni 6 ore, che possono anche diventare 4 in casi eccezionali, cioè quando il bambino manifesta chiari segni di sofferenza, oppure quanto la febbre non accenna a scendere ragionevolmente. Bisogna quindi riferire al medico eventuali intolleranze a questi eccipienti.
Sciroppo: Per effettuare una somministrazione adeguata basta prelevare la quantità di sciroppo necessaria utilizzando la siringa dosatrice o il bicchierino. Paracetamolo sciroppo contiene saccarosio e, pertanto, tale formulazione non è adatta per i bambini intolleranti. Se il bambino ha il diabete, dovete informare il medico in modo che possa tener conto del contenuto in saccarosio della formulazione. Inoltre, il Paracetamolo sciroppo contiene sodio, da tenere in considerazione nei bambini che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.
Compresse Orodispersibili: Per i bambini di età inferiore ai 6 anni, le compresse orodispersibili devono essere sciolte in un cucchiaio di acqua o di latte (il succo di frutta può dare un sapore amaro) prima di venir somministrate. Questa formulazione farmaceutica contiene aspartame, sodio, sorbitolo o maltitolo. Bisogna quindi riferire al medico eventuali intolleranze a questi eccipienti. Inoltre, potrebbe essere presente l'aspartame, non indicato nei pazienti affetti da fenilchetonuria (malattia rara).
Compresse Rivestite: Le compresse rivestite devono essere deglutite intere con un bicchiere d'acqua, latte o succo di frutta. Il bambino non deve masticare le compresse. Le compresse di Paracetamolo possono contenere lattosio e bisogna quindi riferire al medico eventuali intolleranze a quest'eccipiente. Tale formulazione farmaceutica può contenere anche sodio e sorbitolo, ed è importante riferire al medico eventuali intolleranze a questi eccipienti.
La somministrazione concomitante di farmaci che rallentano (ad es. anticolinergici, oppioidi) o aumentano (ad es. eccipienti specifici) l'assorbimento del paracetamolo dovrebbe essere valutata attentamente. In qualsiasi caso, anche quando non specificato, è buona prassi conservare il farmaco a temperatura ambiente (inferiore a 25° C), in un luogo fresco, asciutto e al riparo dalla luce. Non utilizzare il farmaco oltre la data di scadenza riportata.
Altri Approcci Farmacologici e Rimedi Alternative (con Cautela)
Oltre al paracetamolo, esistono altri approcci per la gestione del dolore dentale, alcuni dei quali farmacologici e altri appartenenti alla sfera dei rimedi alternativi. È fondamentale distinguere tra le diverse opzioni e comprenderne l'efficacia e i rischi.
Farmaci:Il mal di denti può avere diverse cause, e ogni farmaco agisce in modo specifico. La scelta corretta dipende dall’origine del dolore e dallo stato generale del paziente.
- Antinfiammatori (FANS): Utili se il dolore è accompagnato da gonfiore o infiammazione. Agiscono più in profondità, ma possono irritare lo stomaco e vanno evitati in caso di problemi gastrici o altre terapie.
- Antibiotici per Denti: Necessari solo se c’è un’infezione batterica, come un ascesso o una gengivite avanzata. Devono essere sempre prescritti dal dentista o medico, mai assunti di propria iniziativa.
Rimedi Topici:
- Gel dentali a base di erbe: In caso di dolore intenso, è possibile utilizzare gel dentali a base di erbe. Nei casi più difficili, si possono usare gel anestetici e antisettici, studiati proprio per la dentizione dei neonati.
Rimedi Naturali e Alternativi:
- Tisane calmanti: In alcuni casi, possono aiutare le tisane calmanti, come la salvia o la camomilla.
- Radice di iris o di viola: Anche la radice di iris o di viola ha un effetto calmante e antidolorifico.
- Globuli omeopatici: La somministrazione di globuli omeopatici è molto diffusa nei bambini durante il periodo della dentizione. Vengono usati per alleviare vari disturbi, come l’irrequietezza, l’irritabilità, l’insonnia, il dolore o la febbre. Molti genitori somministrano Osanit durante il periodo della dentizione dei loro figli. Rispetto ad altri globuli, questi hanno il vantaggio che possono essere somministrati a intervalli significativamente più brevi. È importante, tuttavia, approcciarsi a questi rimedi con cautela e previa discussione con il pediatra.
- Collanine d'ambra: Contro i disturbi che accompagnano la dentizione, sono tante le mamme che usano le collanine d’ambra come antidolorifico naturale. Non ci sono riscontri scientifici sui benefici che le collanine d’ambra apporterebbero ai bambini, eppure molti genitori le usano. Sono altrettanto tanti però gli scettici in merito all’uso con i bambini, sostenendo che la collana di ambra possa comportare un rischio da strangolamento. È importante, inoltre, che le singole perle o pietre siano saldamente annodate alla collana per impedire che singole parti vengano inghiottite quando la collana si rompe.
È naturale che una fase così delicata venga seguita da vicino dal pediatra, che saprà consigliare come contrastare i fastidi ma soprattutto il dolore. Non esistono molte armi a disposizione per far fronte al dolore della dentizione, ma una gestione informata e attenta può fare una grande differenza.
L'Importanza della Consulenza Medica e l'Igiene Orale Preventiva
La gestione della dentizione e la salute orale dei neonati non si esauriscono con l'alleviamento del dolore; richiedono un monitoraggio costante e un'attenzione particolare all'igiene fin dai primi mesi di vita. La consulenza di professionisti sanitari è insostituibile per garantire un sano sviluppo e prevenire problematiche future.
Quando Consultare il Pediatra o il Dentista
È fondamentale sapere quando il disagio legato alla dentizione va oltre la normalità e richiede l'intervento di un professionista. Occorre contattare il pediatra se il bambino presenta sintomi persistenti per molti giorni, febbre sopra i 38 °C, diarrea, vomito (tutti sintomi certamente non ascrivibili all’eruzione dentaria) o se la dentizione non inizia entro i 12-18 mesi di età. In caso di forte mal di denti o febbre in aumento, possono essere somministrati supposte o sciroppi, ma sempre su indicazione medica.
La dentizione non è una fase dolorosa per tutti i bambini. Per alcuni i denti da latte sono un’esperienza davvero molto dolorosa, al contrario per altri passa tutto in un batter d’occhio come se niente fosse accaduto. Durante la delicata fase della dentizione il bambino può essere irritabile, insofferente e non avere voglia di mangiare a causa dell’infiammazione delle gengive e del fastidioso dolore."Non spuntano i denti!". A volte i genitori si preoccupano perché hanno la sensazione che la dentizione sia tardiva. Quando preoccuparsi invece di una dentizione tardiva? Una domanda che spesso viene fatta dai genitori dei bambini con dentizione tardiva è: "Come aiutare a far spuntare i denti?". I fattori che influenzano l’epoca di comparsa dei primi denti sono diversi. Un fattore su cui si può invece intervenire è l’alimentazione: è stato visto infatti che i bambini con carenza di calcio e/o vitamine possono avere un ritardo nella comparsa dei primi denti.
Non dimenticate di prenotare un appuntamento dal pediatra e dal dentista, i quali si assicureranno che il processo si stia svolgendo correttamente. In caso di mal di denti dovuto alla carie, è necessario eseguire una visita presso un pedodonzista o odontoiatra infantile, che saprà suggerire qual è il trattamento migliore. Le informazioni presenti in questo articolo sono a scopo informativo e non sostituiscono la valutazione clinica né la prescrizione di un dentista o medico qualificato.
La Cura dei Denti da Latte: Fondamenta per una Salute Orale Duratura
Con la comparsa dei primi dentini, inizia fin dai primi mesi di vita del bambino la cura dell’igiene orale. Non è mai troppo presto per iniziare a prendersi correttamente cura dei dentini. I denti da latte, esattamente come i denti permanenti, possono subire danni. Anche le carie dei denti da latte possono essere molto dolorose, soprattutto quando si diffondono in direzione dei nervi. Le carie dei denti decidui hanno effetto negativo non solo sui denti, ma anche sulla salute orale in generale.
Una corretta igiene orale è una sana abitudine che ogni genitore dovrebbe insegnare al proprio bambino e che deve fare parte del rituale quotidiano. Prendersi cura dei denti dei bambini è fondamentale per lo sviluppo di una dentatura sana definitiva. È importante curare dunque fin dall’inizio l’igiene orale per prevenire la formazione di carie. Molti bambini si lavano i denti malvolentieri e spesso la richiesta sfocia in un capriccio. Bastano, però, diversi trucchetti geniali e un pizzico di creatività per insegnare ai piccoli l’igiene orale. Si può, per esempio, avviare ogni volta una delle canzoni preferite del bimbo, trasformando questa routine in un’occasione di divertimento. Si possono altresì inventare filastrocche e lavare i denti a passo di danza. Oltre a ciò, è importante abituare da subito il bambino allo spazzolino come un oggetto d’uso quotidiano.
Scegliere lo spazzolino per bambini è una cosa importante. Si può scegliere uno spazzolino da dito o uno con testina piccola e setole morbide, ideali per la bocca piccola del bambino. È normale che il piccolo inizialmente opponga resistenza. Più il bambino cresce e più denti spuntano, più difficile diventa la pulizia del cavo orale. È consigliato impostare sin dall’inizio un rituale costante nelle giornate del piccolo, includendo una pulizia accurata di tutte le superfici dei denti (superficie masticatoria, superficie interna, superficie esterna).
Il primo passo per una corretta igiene orale nei bambini è scegliere il dentifricio adatto. Per scegliere un dentifricio adatto è sufficiente che contenga fluoro, in quanto protegge lo smalto dei denti ed evita la formazione di carie e placca. Tuttavia, il dentifricio non deve necessariamente contenere il fluoro. È comune anche la somministrazione di fluoro sotto forma di gocce o compresse. La combinazione tra dentifrici fluorati e pastiglie di fluoro è sconsigliata, poiché un’assunzione di fluoro eccessiva può essere causa di fluorosi, ossia la presenza di macchie bianche sullo smalto. La maggior parte dei dentisti raccomanda dentifrici contenenti fluoro. La cura dentale può inizialmente essere eseguita senza dentifricio. Se si decide di usare il dentifricio, è importante usare una piccola quantità sullo spazzolino, grande quanto un chicco di riso. Nella scelta del dentifricio giusto, naturalmente è importante anche il gusto. Se il bimbo rifiuta un certo dentifricio, provarne un altro di gusto differente. Alcuni dentifrici per bambini sono troppo dolci e aumentano il rischio di ingerimento. Sono raccomandati dentifrici dai sapori naturali e delicati.

"Ci sta particolarmente a cuore consigliare e informare ciascuno dei nostri clienti. Theresa Holler, in qualità di farmacista responsabile, appoggia e sostiene, insieme alla sua grande squadra di farmacisti, la nostra guida online. Quest’ultima fornisce informazioni e consigli utili su tanti argomenti riguardanti la salute e il benessere."
tags: #tachipirina #mal #di #denti #neonato