Il viaggio della genitorialità è costellato di gioie e, talvolta, di preoccupazioni. Tra le sfide che crescere un neonato può portare, il reflusso gastroesofageo rappresenta un disturbo comune che può generare disagio e ansia. Spesso, si teme l’inizio dello svezzamento in presenza di questa condizione. Non esistono regole uguali per tutti, ma esistono buone pratiche per accompagnare il bambino con equilibrio, evitando forzature e falsi miti. Questo articolo intende esplorare a fondo il reflusso nel neonato, imparando a riconoscerne i segnali, a trovare sollievo e ad affrontare la situazione, specialmente in relazione all'introduzione dei primi alimenti solidi, con la tranquillità e la competenza che ogni genitore merita.
Reflusso nel Neonato: Cos'è e Perché Accade
Per comprendere appieno la gestione del reflusso durante lo svezzamento, è fondamentale distinguere tra le diverse manifestazioni di questa condizione. Il reflusso gastroesofageo (GER) è un processo fisiologico, un passaggio del contenuto gastrico nell'esofago in assenza di sintomi significativi, che solitamente si verifica dopo aver mangiato in neonati, bambini, giovani e adulti sani. Questo fenomeno è estremamente comune nei neonati sani, nei quali il contenuto gastrico può refluire nell'esofago 30 o più volte nel corso del giorno. La frequenza degli episodi di reflusso diminuisce con l'aumentare dell'età, si osserva un miglioramento dopo i sei mesi di età e di solito si risolve entro la fine del primo anno di vita. Nella maggior parte dei casi, il reflusso è un fenomeno transitorio che tende a risolversi spontaneamente entro i 12-18 mesi.
Al contrario, si parla di malattia da reflusso gastroesofageo (GERD) quando il reflusso gastroesofageo porta a sintomi abbastanza gravi o fastidiosi o complicanze tali da richiedere un trattamento medico. La malattia da reflusso gastroesofageo è il reflusso che causa complicanze nei neonati come irritabilità, sanguinamento del tratto gastrointestinale superiore, problemi respiratori e scarsa crescita. È noto anche che il GERD è un fenomeno di primo piano nei bambini che hanno altre condizioni mediche sottostanti come prematurità, compromissione neurologica e problemi polmonari (es. fibrosi cistica).
Le Cause del Reflusso: Tra Fisiologia e Controversie
Immagina lo stomaco del tuo bambino come un piccolo palloncino che si riempie di latte durante la poppata. Normalmente, una valvola muscolare chiamata sfintere esofageo inferiore impedisce al cibo di risalire. Nei neonati, questa valvola è ancora in fase di sviluppo. Il principale motivo del reflusso gastroesofageo nel neonato è proprio l’immaturità dello sfintere esofageo inferiore (cardias), un muscolo posizionato fra l’esofago e lo stomaco, che garantisce il passaggio di liquidi e solidi dall’esofago allo stomaco evitandone la risalita. Nel neonato si apre spesso e in maniera spontanea, favorendo il transito del contenuto dello stomaco verso l’alto. Con il tempo, lo sfintere esofageo acquisirà maggiore tono e capacità di chiusura. Inoltre, il reflusso è causato da un’alimentazione solo liquida, visto che l’unico nutrimento del neonato è il latte, o materno o in formula. Con il trascorrere dei mesi si assiste alla maturazione del sistema digerente e dello sfintere esofageo inferiore; inoltre, il bambino inizia ad assumere la posizione seduta agevolando la digestione.
Tuttavia, esiste un'altra prospettiva che sfida la definizione tradizionale di reflusso. Secondo alcuni specialisti, il reflusso gastroesofageo, i rigurgiti e il vomito del neonato "NON sono problemi fisiologici (normali), NON sono causati da una fatidica ”immaturità del cardias” e il tuo bimbo NON è costretto a soffrire e piangere". Grazie a studi scientifici recenti, si può affermare che il reflusso del neonato è causato da uno stato irritativo e infiammatorio del sistema gastro-intestinale del bambino. Questa visione suggerisce che il reflusso non è per nulla normale o fisiologico, ma derivi da un quadro infiammatorio e irritativo dello stomaco (e del tratto gastro-intestinale). I fattori che irritano e infiammano l’intestino disturbano anche lo stomaco, poiché il latte passa prima dallo stomaco e poi va nell’intestino, spiegando perché coliche e reflusso spesso coesistono nello stesso bambino.

La causa più frequente di reflusso gastroesofageo nei lattanti è simile a quella del reflusso gastroesofageo nei bambini più grandi e negli adulti: lo sfintere esofageo inferiore non riesce a prevenire il reflusso del contenuto gastrico nell'esofago. La pressione dello sfintere esofageo inferiore può diminuire transitoriamente in modo spontaneo (rilassamento inappropriato), che è la causa più comune del reflusso, o dopo l'esposizione a agenti come il fumo di sigaretta o la caffeina (nelle bevande o nel latte materno). La pressione esofagea di base è normalmente negativa, mentre la pressione di base dello stomaco è positiva. La pressione nello sfintere esofageo inferiore deve superare quella del gradiente di pressione che impedisce il reflusso. I fattori che aumentano il gradiente o diminuiscono la pressione dello sfintere esofageo inferiore predispongono al reflusso. Per esempio, il gradiente di pressione può aumentare nei lattanti che sono sovralimentati (un eccesso di volume di cibo provoca un'aumento della pressione gastrica), nei lattanti che hanno una malattia polmonare cronica (la pressione intratoracica inferiore aumenta il gradiente attraverso lo sfintere esofageo inferiore) e può aumentare a causa della posizione (p. es., la posizione seduta aumenta la pressione intra-addominale e gastrica).
Le allergie alimentari, più comunemente l'allergia alle proteine del latte di mucca, ne sono un'altra causa. Una causa meno comune è la gastroparesi (ritardato svuotamento dello stomaco), in cui il cibo rimane nello stomaco per un periodo di tempo più lungo, mantenendo un'elevata pressione gastrica che predispone al reflusso. Raramente, un bambino può avere vomito ricorrente che imita il reflusso gastroesofageo a causa di una malattia metabolica (p. es., i difetti del ciclo dell'urea, galattosemia, intolleranza ereditaria al fruttosio) o un'anomalia anatomica (come una stenosi pilorica o una malrotazione).
Bisogna fare alcune considerazioni relative al fatto che alcuni comportamenti possono favorire il reflusso:
- Prediligere il latte formulato al latte materno: Laddove possibile il latte materno è l’alimento di scelta; la sua composizione proteica favorisce la digeribilità e lo svuotamento gastrico.
- Sovralimentare il neonato: Rappresenta uno dei fattori favorenti soprattutto nei lattanti che assumono latte artificiale o effettuano un allattamento misto; il rapido e aumentato riempimento dello stomaco porta più facilmente lo sfintere esofageo inferiore ad aprirsi e a non garantire un adeguato contenimento del contenuto gastrico.
- L’utilizzo di un biberon inadeguato con una tettarella con foro grande: Determina una fuoriuscita troppo rapida di latte che può aumentare rapidamente il contenuto gastrico.
- Postura inadeguata nel corso dell’allattamento materno o artificiale: Il piccolo dovrebbe assumere una posizione tale che la testa e il tronco siano più in alto rispetto al bacino. Allattare mantenendo il bambino in posizione sdraiata favorisce il reflusso.
Sintomi del Reflusso: Riconoscerli e Capirli
Il sintomo, o meglio, il segno oggettivo più significativo per capire se il bambino soffre di reflusso gastroesofageo è il rigurgito/vomito. Difatti, questo segno oggettivo manifesta palesemente la risalita del contenuto dello stomaco (latte) attraverso l’esofago fino la bocca. Il rigurgito descrive il transito del contenuto gastrico, in assenza di sforzo, dallo stomaco fino al cavo orale o oltre. Talora il latte/cibo può restare nel cavo orale, più spesso c’è una fuoriuscita di un quantitativo variabile all’esterno della bocca. Nella maggior parte dei casi, il rigurgito del neonato è costituito da piccole quantità di liquido trasparente, rappresentato da latte misto a saliva, e si verifica a pochi minuti di distanza dalla fine del pasto latteo. Può però succedere che questo fenomeno si verifichi anche a distanza di tempo (1-2 ore) dall’assunzione di latte e il materiale espulso dalla bocca avrà un aspetto simile a quello della ricotta perché costituito da latte parzialmente digerito o misto a succhi gastrici.
Gli episodi di rigurgito possono avvenire sia vicino ai pasti sia lontano da essi, e possono essere più o meno marcati. È sempre molto importante valutare se gli episodi di rigurgito sono associati a irritabilità o se il bambino vomita senza quasi accorgersene. Se il tuo neonato rigurgita spesso dopo la poppata, potrebbe essere un segno di reflusso. Se il tuo bambino presenta rigurgiti frequenti ma cresce bene e non mostra nessun segno o sintomo d’allarme, non c'è motivo di preoccuparsi: si tratta dei cosiddetti "rigurgitatori felici" o "happy spitters". Non allarmarti nemmeno se, dopo un rigurgito abbondante, il neonato chiede di essere attaccato nuovamente al seno; in questo modo, infatti, cerca di recuperare con un supplemento di poppata il latte perso.
Oltre il Rigurgito: Altri Segnali di Disagio
I neonati in cui il reflusso ha causato una malattia da reflusso gastroesofageo hanno sintomi supplementari. Altri segni e sintomi per capire se il neonato soffre di ‘’reflusso’’ sono la difficoltà e la lentezza nel digerire il latte appena dopo la poppata, durante la suzione stessa o a distanza. A causa di questa difficoltà digestiva il neonato presenta fastidio a livello gastrico che si manifesta in pianto sia durante la poppata, sia a distanza da essa. Un neonato che piange molto durante o subito dopo la poppata potrebbe avere reflusso. Il genitore può avere la sensazione o accorgersi dal rumore che il latte appena mangiato sembra risalire, o che il bambino continua a digerire a distanza di ore dalla poppata.
Inoltre, il bambino può presentare problemi di svuotamento gastrico, aria nello stomaco, difficoltà a fare ‘’il ruttino’’ e risalita di latte nell’esofago con o senza rigurgito. Un altro sintomo che il bambino che soffre di reflusso può presentare è la tosse o sintomi respiratori come recidiva cronica di tosse o respiro sibilante e a volte stridore. In presenza di difficoltà di svuotamento gastrico e reflusso, il bambino ha più facilmente il singhiozzo. Il singhiozzo nei neonati è comune, ma se si verifica più volte al giorno, potrebbe essere associato al reflusso. Il reflusso può causare anche apnea o episodi di inarcamento della schiena intermittenti e girano la testa da un lato (sindrome di Sandifer). Se il tuo bambino sembra avere difficoltà a dormire o si sveglia spesso piangendo, potrebbe essere un segno di reflusso. I lattanti possono non riuscire ad aumentare di peso in modo appropriato o, meno spesso, perdere peso. La malattia da reflusso gastroesofageo può causare anemia da carenza di ferro.
Riassumendo, i numerosi sintomi del reflusso gastroesofageo del neonato possono includere:
- Rigurgito/vomito frequente, vicino alla poppata o a distanza.
- Pianto e irritabilità durante la poppata o successivamente.
- Difficoltà digestive e di svuotamento gastrico.
- Sensazione o rumore di risalita del latte.
- Singhiozzo frequente.
- Tosse frequente.
- Scarso accrescimento o perdita di peso.
- Disturbi del sonno con frequenti risvegli.
- Inarcamento del tronco a seguito della poppata.
Reflusso Gastroesofageo del Neonato: Sintomi, Come riconoscerlo e Rimedi
Il Reflusso Silente
Questa definizione è molto in voga tra i professionisti sanitari per definire un’irritabilità del neonato in concomitanza della poppata o subito dopo di essa, ma in assenza di rigurgiti che giustifichino un reflusso gastroesofageo vero e proprio. Tale irritabilità viene attribuita a delle difficoltà digestive e di svuotamento gastrico. Non essendoci il segno oggettivo della risalita di latte nell’esofago e in bocca (assenza di rigurgiti), questa tipologia di reflusso viene definita ‘’reflusso silente’’. Nonostante il bambino non rigurgiti, il sistema gastro-intestinale risulta ugualmente irritato e infiammato (pancia gonfia e dolente).
Quando Rivolgersi al Medico: I Segnali d'Allarme
È naturale preoccuparsi per il benessere del tuo piccolo, ma sappi che il rigurgito è nella maggior parte dei casi un fenomeno normale e innocuo. Tuttavia, ci sono alcuni segnali d’allarme che potrebbero indicare un problema di salute più serio. I segni d'allarme che fanno intuire che i lattanti hanno qualcosa di diverso dal reflusso gastroesofageo sono:
- Vomito a getto (espulsione dalla bocca di latte che può arrivare anche a qualche metro di distanza), o vomito con sforzo.
- Vomito biliare (verdastro) o ematico (rosso sangue).
- Distensione addominale (associata a pianto, irritabilità).
- Febbre.
- Scarso aumento del peso o perdita di peso.
- Sangue nelle feci o diarrea ematica (con sangue rosso vivo).
- Diarrea persistente.
- Anemia sideropenica.
- Sviluppo anormale/ritardato o manifestazioni neurologiche (p. es., protrusione delle fontanelle, convulsioni, ipotonicità, ipertonicità).
- Difficoltà di alimentazione non spiegate: rifiuto del cibo, conati di vomito, apnea.
- Tosse durante il pasto.
- Letargia.
Sono tutte condizioni che vanno fatte presenti immediatamente al pediatra perché suggestive di complicazioni o patologie diverse dal reflusso. Il vomito biliare in un lattante è una potenziale emergenza chirurgica perché potrebbe essere un sintomo di malrotazione dell'intestino che può condurre a un volvolo dell'intestino medio. I lattanti con vomito ripetuto e intenso non devono essere considerati affetti da reflusso e devono essere valutati per altri disturbi come, per esempio, con un'ecografia pilorica per valutare un'eventuale stenosi pilorica o mediante imaging cerebrale per valutare cause di elevata pressione endocranica (p. es., tumore cerebrale).
L'irritabilità, un sintomo comune nel reflusso gastroesofageo, ha molte cause, tra cui infezioni gravi e disturbi neurologici, che devono essere esclusi prima di concludere che l'irritabilità è causata da reflusso gastroesofageo.
Quando e Come Iniziare lo Svezzamento con il Reflusso
Il tuo bambino soffre di reflusso e temi l’inizio dello svezzamento? Ma poi arrivano i dubbi: quando cominciare davvero? quali alimenti scegliere? Lo svezzamento in presenza di reflusso richiede delicatezza e osservazione. Spesso l'introduzione dei primi alimenti diversi dal latte migliora il reflusso. Questo perché le pappe semisolide e poi quelle solide, a differenza del latte che è molto liquido, meno facilmente sollecitano rigurgiti e vomito, tendendo a permanere meglio nello stomaco.
L'Opportunità dello Svezzamento Anticipato
In genere, si può aspettare fino ai sei mesi per iniziare lo svezzamento, ma nei bimbi con reflusso uno svezzamento un po’ anticipato può risultare di giovamento. Ad esempio, nel caso di Lorenzo, un bimbo di quasi 5 mesi che, pur crescendo bene, è sempre disturbato da reflusso e vomito eccessivo nonostante l'assunzione di Gastrotuss, è stato consigliato di iniziare con l’introduzione dei primi alimenti solidi al compimento dei cinque mesi. Questo suggerimento nasce dalla constatazione che l'introduzione di cibi con consistenza diversa può effettivamente mitigare i sintomi.

Non ci sono consigli particolari da seguire se non quello di preparare almeno inizialmente pappe di consistenza semisolida.È bene inoltre proporre al bambino piccoli pasti, aumentando eventualmente la frequenza, per evitare di sovraccaricare lo stomaco e ridurre la pressione gastrica.
Svezzamento Tradizionale o Autosvezzamento?
Esistono diverse modalità per introdurre i cibi solidi, e la scelta può avere un impatto sulla gestione del reflusso:
- Svezzamento tradizionale: Questa metodologia può essere utile nelle prime fasi, se si mantengono consistenze morbide ma non eccessivamente liquide. L'introduzione graduale di alimenti sotto forma di purea o pappe permette un controllo maggiore sulla consistenza, facilitando la digestione e riducendo il rischio di rigurgito.
- Autosvezzamento (alimentazione complementare a richiesta): Questa modalità può essere un vantaggio per il reflusso, poiché i cibi solidi tendono a permanere meglio nello stomaco. L'autosvezzamento, che prevede l'offerta di cibi tagliati in modo sicuro e adeguati all'età, permette al bambino di autoregolare le quantità e i tempi di alimentazione, assecondando i propri segnali di fame e sazietà.
Ogni bambino reagisce in modo diverso: ciò che causa fastidio oggi può essere tollerato bene tra qualche settimana. La chiave è l'osservazione costante e la flessibilità, adattando l'approccio alle risposte individuali del neonato.
Accorgimenti Pratici Durante lo Svezzamento e Oltre
Per ridurre il disagio del bambino e favorire il suo benessere gastrointestinale, ci sono piccoli accorgimenti che possono essere adottati quotidianamente.
Il Posizionamento Strategico
Il posizionamento gioca un ruolo cruciale nella prevenzione e gestione del reflusso:
- Durante e dopo l'alimentazione: Mantenere il bambino in posizione verticale durante l'alimentazione e per circa 30 minuti dopo può aiutare a ridurre il reflusso. Mentre mangia deve stare seduto ben dritto (magari con l’aiuto di un tutore dietro la schiena). Dopo i pasti non va coricato subito. Evita di metterlo sdraiato subito dopo il pasto anche se si addormenta durante la poppata.
- Durante il sonno: Anche quando viene messo nel lettino o sul fasciatoio è opportuno che la sua testina sia sempre un po’ più alta rispetto ai piedi. In altre parole, non deve mai essere completamente disteso, ma il suo busto deve sempre essere leggermente inclinato in avanti. Questa inclinazione può essere ottenuta sollevando delicatamente la testa del neonato utilizzando un cuscino inclinato o una coperta piegata sotto il materasso della culla.È fondamentale sottolineare che, indipendentemente dalla presenza di reflusso, l'unica posizione per dormire raccomandata per i neonati è supina; ha dimostrato di ridurre il rischio di sindrome della morte improvvisa inaspettata del neonato, compresa la sindrome della morte improvvisa del lattante, e la morte correlata ad asfissia posizionale. Il posizionamento laterale sinistro e l'elevazione della testa della culla non sono raccomandati a causa di problemi di sicurezza. Allo stesso modo, non è consigliabile utilizzare supporti come il cuscino anti-reflusso direttamente sotto la testa del bambino. La posizione anti-reflusso si basa sull'orientamento del corpo del lattante in modo da favorire la gravità e ridurre la probabilità che il latte risalga dallo stomaco. Il lattante dovrebbe assumere una posizione semiseduta o con inclinazione di circa 30 gradi (sempre da sdraiato, ma con il piano del materasso inclinato).
Tecniche di Alimentazione Adattate
- Frazionare i pasti: Invece di alimentare il neonato con grandi quantità in una sola volta, provate a nutrirlo in piccole porzioni più frequenti. In questo modo si riduce la pressione sullo stomaco, aiutando a prevenire il rigurgito. Questo vale sia per il latte che per i primi cibi solidi.
- Evitare sovralimentazione: Presta attenzione ai segnali di sazietà del tuo bambino e non insistere troppo. Ogni bambino ha le proprie necessità ed esigenze, non ci sono delle regole o tabelle percentili per capire quanto un bambino deve mangiare, spesso basta osservare i suoi segnali.
- Rimozione dell'aria: Assicurati che il neonato non ingurgiti troppa aria durante la poppata. Far fare il “ruttino” a metà e alla fine della poppata può essere molto utile, diminuendo la pressione gastrica espellendo l'aria che il bambino sta inghiottendo.
- Allattamento al seno: Se il tuo neonato è allattato al seno, migliora la tecnica di allattamento tenendo il piccolo in una posizione tale che la testa sia più alta rispetto al sederino, con un angolo di circa 45°. Se allatti al seno, consulta il tuo pediatra per valutare eventuali modifiche alla tua alimentazione.
- Allattamento artificiale: Se il tuo bambino è alimentato artificialmente, assicurati che il biberon o la tettarella non siano mai completamente pieni per evitare una poppata troppo veloce. Valutare la tipologia di latte artificiale, la tipologia di biberon, la tettarella, come viene posizionato il bambino durante la poppata al biberon, il ritmo della poppata stessa e le pause.
Dieta della Mamma e Ambiente
- Dieta materna: Per i neonati allattati al seno, sebbene la frase ''la mamma può mangiare tutto quello che vuole e non influenza sul bambino è FALSA'', un tentativo di sottoporre la madre a una rigorosa dieta priva di proteine di latte vaccino per diverse settimane può essere utile. Alcuni cibi assunti dalla mamma possono irritare il sistema gastro-intestinale del bambino. Considera di eliminare alcuni alimenti dalla tua dieta in allattamento che potrebbero contribuire al reflusso, come latticini, caffeina e cibi speziati. Bisogna anche valutare eventuali integratori alimentari materni e del bambino e il microbiota materno. I neonati e i bambini devono evitare di ingerire caffeina, anche nel latte materno.
- Ambiente tranquillo: Crea un ambiente sereno e rilassante durante la poppata per favorire una buona digestione.
- Evitare fumo: L'esposizione al fumo di tabacco deve essere eliminata o ridotta al minimo, essendo un accertato fattore di rischio per la malattia da reflusso e non solo.
Diagnosi e Trattamento del Reflusso Gastroesofageo
La diagnosi di reflusso gastroesofageo è clinica, basata su un'attenta anamnesi e un esame fisico. Il primo passo nella valutazione è determinare se il neonato presenta segnali di allarme che suggeriscano una malattia da reflusso gastroesofageo o una malattia gastrointestinale, neurologica o sistemica sottostante, che possano richiedere ulteriori approfondimenti. I lattanti che hanno rigurgiti senza sforzo, che stanno crescendo normalmente e che non hanno altri sintomi (talvolta indicati come "rigurgitanti felici") hanno reflusso gastroesofageo fisiologico e non richiedono ulteriori valutazioni.
Se il pediatra lo riterrà necessario invierà il bambino allo specialista gastroenterologo, in particolare in caso di mancata risposta alla terapia medica e quando si vogliano escludere cause secondarie. I lattanti con sospetta allergia alimentare possono anche assumere una formula ampiamente idrolizzata (anallergica) per 2-4 settimane per verificare se i sintomi sono causati da un'allergia alimentare.
Ricordiamo che gli esami di laboratorio (esami del sangue, microbiologici…) e alcuni esami strumentali (ecografia esofagea, radiografia del tratto digerente…) non hanno alcuna utilità nella valutazione primaria e nella diagnosi di malattia da reflusso gastroesofageo. I lattanti che non rispondono a un trial terapeutico o che presentano segni di complicanze del reflusso gastroesofageo (p. es., anemia sideropenica), possono richiedere un'ulteriore valutazione. Se la diagnosi non è chiara o vi è ancora il dubbio di sapere se il reflusso è in realtà la causa dei sintomi come la tosse o un respiro sibilante, un gastroenterologo pediatrico può eseguire test usando pH-metria esofagea o impedenziometria.
Una sonda di impedenza ha la capacità di rilevare il reflusso non acido così come il reflusso acido; è necessaria poiché alcuni pazienti possono ancora essere affetti da reflusso anche quando l'acido è tamponato da farmaci e il reflusso non è acido. L'endoscopia gastrointestinale superiore con la biopsia viene talvolta fatta per aiutare nella diagnosi di infezione o di allergia alimentare e rilevare e quantificare il grado di esofagite. Un transito gastrointestinale superiore con contrasto radiografico è il primo test; può aiutare a diagnosticare il reflusso ed anche individuare eventuali disturbi anatomici gastrointestinali che causano rigurgito. Per i lattanti con rigurgito ore dopo aver mangiato, che sono quindi sospettati di avere gastroparesi, una scintigrafia dello svuotamento gastrico può essere appropriata.

Le Terapie Mediche e Non
Per i lattanti con reflusso gastroesofageo fisiologico, l'unico trattamento necessario è quello di rassicurare i genitori o coloro che si occupano del bambino che i sintomi sono normali e si risolveranno. I lattanti con malattia da reflusso gastroesofageo, invece, richiedono un trattamento, in genere all'inizio con misure conservative.
Modifiche alle poppate e dieta:Come primo passo, la maggior parte dei medici raccomanda di rivedere le tecniche di alimentazione (p. es., il volume delle poppate, il corretto ruttare, il posizionamento). Se la correzione della tecnica non è sufficiente, l'alimentazione può essere addensata aggiungendo 10-15 mL (1/2 a 1 cucchiaio) di cereali di riso a 30 mL di formula. Una formula ispessita sembra ridurre il reflusso, in particolare quando il bambino è mantenuto in posizione verticale per 20 a 30 minuti dopo il pasto. La formula ispessita può non fluire correttamente attraverso l'orifizio, quindi l'orifizio spesso deve essere ingrandito per consentire un flusso adeguato.Fornire pasti più piccoli e più frequenti aiuta a ridurre la pressione gastrica minimizzando il volume e migliorando lo svuotamento gastrico, e spesso riduce il reflusso. Tuttavia, è importante mantenere un ammontare adeguato di formula per 24 h per garantire una crescita adeguata. Se le misure conservative falliscono, una prova di formula ipoallergenica deve essere tentata nei lattanti nutriti con latte artificiale per 2-4 settimane poiché questi neonati possono avere un'allergia alimentare. La formula ipoallergenica (formule proteiche idrolizzate) può anche migliorare lo svuotamento gastrico nei neonati che non hanno un'allergia alimentare.
Farmaci:Tre classi di farmaci vengono utilizzate nei lattanti con malattia da reflusso che non rispondono a modifiche dietetiche ed alla postura: inibitori della pompa protonica, anti-istamina-2 (H2) e, raramente, farmaci per la promotilità. Le società specializzate del Nord America e dell'Europa raccomandano che ai lattanti e ai bambini con malattia da reflusso gastroesofageo che non rispondono alle modificazioni dell'alimentazione e del posizionamento venga somministrato un inibitore della pompa protonica (PPI). Se gli inibitori della pompa protonica non sono disponibili o non possono essere utilizzati, può essere somministrato un anti-H2. Questi farmaci non sono raccomandati per il trattamento del pianto/angoscia e/o di un rigurgito visibile. Un tipico regime di inibitori della pompa protonica è il lansoprazolo per via orale 1 volta/die. Per i neonati che rispondono, il farmaco viene continuato per diversi mesi e poi ridotto e sospeso; per coloro che non rispondono, si cerca una causa diversa per i sintomi. Il farmaco esomeprazolo (nome commerciale Lucen), specifico per il reflusso non dovrebbe essere somministrato con il latte.
I farmaci di promotilità (procinetici) sono teoricamente utili perché aumentano la velocità dello svuotamento gastrico e quindi riducono il volume del contenuto gastrico e il tempo durante il quale il contenuto è presente e può refluire. Le società specializzate del Nord America e dell'Europa scoraggiano l'uso di farmaci di promotilità come trattamenti di prima linea. La chirurgia antireflusso è necessaria solo nei casi più gravi.
Tuttavia, esiste la considerazione che usare solo i farmaci senza conoscere (e risolvere) le vere cause che irritano lo stomaco è una strategia controproducente e spesso inefficace nel breve e lungo termine. È importante notare che quando un bambino soffre di reflusso e prende farmaci, non bisogna sospenderli senza prima consultare il proprio pediatra; però si possono (e si devono) mettere in pratica tutte le accortezze per disinfiammare lo stomaco, massaggiarlo e ripristinare un transito corretto.
L'Approccio dell'Osteopatia Pediatrica
Per curare efficacemente il reflusso, i rigurgiti e il vomito del neonato, secondo alcuni, bisogna conoscere tutti i parametri che irritano lo stomaco e l’intestino. Solo successivamente, si può essere davvero efficaci eseguendo l’Osteo-Massage alla pancia ed effettuando dei trattamenti osteopatici specifici. Questo approccio complementare valuta la mobilità del diaframma toracico (posto appena sopra lo stomaco) e di quello pelvico. I diaframmi svolgono un ruolo importante nello svuotamento gastrico e nella peristalsi intestinale. Molto spesso ci sono delle forti limitazioni nei bambini che soffrono di reflusso causate da malposizioni intrauterine o da un parto difficoltoso. Si valuta anche la presenza di tensioni oggettivabili della muscolatura liscia gastrica che creano dolore. Un delicato massaggio alla schiena dopo la poppata può aiutare a rilassare il bambino e alleviare il disagio.
Il lattante con reflusso va rivalutato periodicamente per verificare l’accrescimento staturo-ponderale, la variazione (miglioramento o peggioramento) e l’eventuale comparsa di nuovi sintomi e segni. Rivolgiti al pediatra se il tuo bambino non cresce adeguatamente, vomita con forza, ha difficoltà a respirare, o se il reflusso persiste dopo i 12 mesi.