Giovani italiani: la forza di una generazione determinata tra sfide e audacia

Il panorama contemporaneo che vede protagonisti i giovani italiani tra i 18 e i 30 anni è un mosaico complesso, caratterizzato da una profonda tensione tra il desiderio di autonomia e le barriere strutturali di un sistema ancora troppo statico. Dallo studio emerge un dato chiaro: l’essere attivi nel lavoro e nello studio influisce positivamente sul benessere psicologico e sulla percezione di sé. Tuttavia, le aspirazioni, le difficoltà e i valori di questa generazione si scontrano quotidianamente con un mercato del lavoro che, mediamente, non offre grandi possibilità, condannandoli per anni ad una instabilità cronica.

Giovani italiani che interagiscono in un contesto urbano moderno

Il divario di genere e il benessere psicologico

L’indagine evidenzia un forte divario di genere: le giovani donne dichiarano minore autostima, minore sicurezza in sé stesse e una maggiore difficoltà nella gestione dello stress rispetto ai coetanei uomini. Dovendo esprimere una valutazione sul grado di soddisfazione per la propria vita, le giovani donne si dichiarano, in media, meno felici, dei giovani uomini, con un distacco di quattro decimali sul valore medio. Le persone che lavorano e studiano si ritengono, in media, più felici (7,2) di chi non studia né lavora (5,9).

Nonostante le difficoltà, colpisce, nel difficile quadro descritto, la bassa percentuale di giovani che si dichiarano depressi (2,4%, nettamente al di sotto delle medie UE) e quel 4,3% che fa uso di tranquillanti. L’Italia è anche tra i Paesi europei col più basso tasso di suicidi tra i giovani tra 15 e 29 anni e tra quelli in cui consumano meno alcol e sigarette. Troppi giovani, infatti, pur trovandosi in una situazione di stallo da cui è difficile uscire, non la percepiscono come tale. Finiscono così per vivere, mediamente, in una condizione di benessere materiale e con reti relazionali e ambienti sociali che, per molti aspetti, li proteggono.

Valori, cultura e partecipazione digitale

Per quanto riguarda i valori, la famiglia e le amicizie restano priorità assolute per i giovani, mentre l’impegno sociale e politico, sebbene presente, si esprime più frequentemente in forme digitali piuttosto che in partecipazione attiva. Rispetto all’importanza delle attività culturali viaggiare è quella a cui si attribuisce maggiore valore in termini di crescita personale, seguita dall’ascolto di musica e dalla lettura di libri non scolastici. Anche guardare film e serie TV è un’attività molto popolare. Seguono a ruota visitare musei e mostre e partecipare a concerti.

Il costo è la principale barriera alla partecipazione alle attività culturali, seguita dalla mancanza di interesse o noia. La distanza geografica e l’incertezza su come raggiungere i luoghi rappresentano ulteriori ostacoli. Inoltre, la mancanza di tempo e l’assenza di abitudini culturali consolidate influenzano negativamente la partecipazione. Il rapporto con le istituzioni risulta controverso: se da un lato la scuola e l’università sono considerate punti di riferimento, dall’altro la fiducia nei partiti politici è ai minimi storici.

L'orizzonte bloccato e la sfida dell'autonomia

Il Rapporto Italia Generativa 2023 evidenzia la fragile situazione delle giovani generazioni italiane in cerca di autonomia, soprattutto se raffrontata a quella dei loro coetanei europei. La pandemia, la crisi climatica, le crisi nazionali e le guerre; ma anche l’inflazione, l’andamento del mercato del lavoro, l’ombra dell’IA e i cambiamenti demografici generano inquietudine. Ancor più agli occhi di un giovane in cerca di autonomia e affermazione, minando la fiducia e la spinta positiva verso il futuro.

Non c’è autonomia senza adeguata formazione. Il Rapporto segnala da questo punto un forte ritardo rispetto ai principali Paesi europei, soprattutto al Sud. Parlando di lavoro, l’Italia è al secondo posto per numero di neet (giovani non occupati fuori da percorsi di educazione o formazione) soprattutto al Sud. Ed è anche al terzo per quota di giovani disoccupati, con il tasso di occupazione femminile più basso d’Europa, mancata crescita di salari e difficoltà di un lavoro stabile. Questa situazione, aggravata dai costi degli alloggi e delle bollette, prolunga la permanenza degli italiani in famiglia (72% dei maschi e il 66% delle donne). La conseguenza per le giovani generazioni è un orizzonte di futuro bloccato, su cui pesa il blocco dell’ascensore sociale e la spinta alle disuguaglianze intergenerazionali.

LA GENERAZIONE ANSIOSA - Documentario Completo

Esportare il talento: il fenomeno dei giovani all'estero

Il calcio italiano è sempre più insulare rispetto al resto dei grandi campionati del continente. Questo si vede in tante cose come lo stile di gioco, il tipo di giocatori che vengono sviluppati e anche proprio il rapporto con i giovani. L’emigrazione di giovani talenti all'estero non è una novità per il calcio italiano, ma negli ultimi anni il divario tra l’esperienza del calcio giovanile e le prime squadre dei grandi club europei e italiani si è ulteriormente allargato, sia in termini di strutture che di prospettive in prima squadra.

La Germania, in particolare, è la terra promessa: la Bundesliga è all’avanguardia in termini di scouting di giovani talenti e può offrire un livello di infrastrutture e attenzione quasi inesistente in Italia in questo momento. «Sarà scontato, ma le strutture sono il punto di distacco più grande tra Germania e Italia», ha detto Samuele Inacio, talento che ha scelto il Borussia Dortmund. Andrea Natali, che ha firmato per il Bayer Leverkusen, riflette invece sulla cultura sportiva: «Al Barcellona fa specie vedere che da quando sei piccolino fino alla prima squadra c'è lo stesso stile di gioco. Ce l'hanno dentro, codificato, ed è impressionante».

Prospettive di crescita e fiducia nell'innovazione

Nonostante le ombre, cresce la fiducia su economia e innovazione. Due giovani su tre guardano al futuro con fiducia. Significativo è il dato sulla fiducia nell’intelligenza artificiale, che cresce di dieci punti (saldo +34%), segno di una generazione pronta a interpretare l’innovazione come leva di crescita. “I giovani italiani guardano avanti con fiducia, si mostrano aperti al cambiamento e pronti a costruire il proprio futuro con consapevolezza - sottolinea Maria Cristina Pisani, presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani -. È il ritratto di una generazione che, pur in un contesto complesso, sceglie di reagire con ottimismo e determinazione, dimostrando una straordinaria capacità di adattamento e di resilienza”.

Tuttavia, la fiducia si gioca sulla stabilità. L’84% dei giovani dipende ancora dal sostegno familiare per completare gli studi o sostenere le spese quotidiane, mentre solo il 29% ritiene adeguati gli stipendi. Per affrontare la questione giovanile, e con essa il rilancio della capacità di crescita del Paese, occorre un approccio integrato. La questione giovanile è centrale per lo sviluppo dell’Italia. Il Next Generation EU deve diventare Futura Generazione Italiana, senza la quale è difficile per il Paese riuscire a guardare avanti.

Verso una leadership condivisa

Per Giuseppe Falco, Amministratore Delegato di Boston Consulting Group Italia, Grecia, Turchia e Israele: «Anche quest’anno, a fianco del mondo dell’economia e del sociale, abbiamo scelto di impegnarci con l’obiettivo di contribuire alla formazione delle future generazioni chiamate a guidare imprese e istituzioni, rafforzando la loro leadership per prepararsi a essere le voci dei prossimi anni. In un Paese come l’Italia il vero asset è rappresentato dal capitale umano, il mondo dell’economia sente forte l’esigenza di supportare, sostenere e sviluppare questo capitale».

Diagramma che illustra il capitale umano e la crescita professionale dei giovani talenti

Sono diverse le strategie suggerite per far uscire i giovani dalla loro gabbia. Tra queste, una riforma fiscale (con un sistema di tassazione agevolato) ed elettorale (interventi per stimolare i giovani alla partecipazione politica), per ribilanciare la relazione tra generazioni. Fondamentale, oltre alla formazione accessibile, una strategia di accesso agevolato alla casa e all’affitto, e provvedimenti per la parità di genere. “Dobbiamo contrastare una deriva individualistica, per passare da un approccio troppo legato all’“io” e rafforzare il concetto del “noi””, dichiara Walter Massa, Presidente nazionale Arci. La retorica sui giovani che salveranno l’Italia, o il piagnisteo sui cervelli italiani che faranno fortuna in altri Paesi va superata: un Paese come l’Italia dovrebbe permettere a queste ragazze e a questi ragazzi di non dover salvare nessuno, né farsi salvare da qualcuno, mettendo in condizione di esprimere al meglio le loro competenze e la loro umanità.

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