La nascita di un bambino porta con sé innumerevoli gioie, ma anche nuove preoccupazioni, tra cui la regolarità intestinale del piccolo. La mamma e il papà di Pietro, nato da appena un mese, sono un esempio comune di questa ansia, preoccupati perché il loro bambino non fa la cacca da tre giorni. La stitichezza nel neonato e nel lattante è, in effetti, un fenomeno molto comune, ma spesso non rappresenta affatto un disagio per i bambini. È un argomento che non si può non affrontare quando si ha un bimbo piccolo, e spesso si tende a parlare di stitichezza del neonato anche se il bambino non la fa per un solo giorno. In realtà, le cause e le caratteristiche della stitichezza nel neonato e nel lattante sono molto diverse da quelle riscontrabili nei bambini più grandi, rendendo fondamentale una comprensione approfondita per distinguere una situazione fisiologica da un reale problema.
Comprendere la Stipsi nel Neonato: Tra Frequenza e Consistenza
Definire la stitichezza nel neonato non è sempre facile, poiché il ritmo delle evacuazioni può variare molto da bambino a bambino, soprattutto nei primi mesi di vita. Si può parlare di stipsi nel neonato o nel lattante quando la ritenzione delle feci che perdura da giorni crea un disagio al bambino. Non bisogna, però, considerare solo la frequenza con cui i piccoli fanno la cacca. Piuttosto, un bambino stitico si caratterizza per feci dure, spesso a palline, che appaiono asciutte, dure e compatte perché contengono troppa poca acqua e sono faticose da espellere. Questo avviene a causa di un transito lento nel colon, dove la maggior parte dell’acqua contenuta nelle feci viene assorbita dall’intestino, indurendole e rendendole difficili da espellere.

Quando l'espulsione causa dolore, il bambino tenderà a non voler fare la cacca per non ripetere l'esperienza. Si rischia così l'instaurarsi di un circolo vizioso che rende le feci sempre più dure e il piccolo sempre più stitico. In questi casi, il neonato appare sofferente, piange e si agita durante l'evacuazione, e il numero di evacuazioni è molto ridotto rispetto alla norma (meno di 1-2 volte al giorno), o il neonato rifiuta il cibo e appare irritabile. È importante notare che l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù definisce un bambino stitico in caso di 2 o meno evacuazioni a settimana per almeno un mese se ha un’età inferiore ai 4 anni, oppure almeno 2 mesi se ha più di 4 anni, indicando che la stitichezza è una ritenzione di feci per più giorni che crea disagio.
Il Dilemma della Frequenza: Quante Evacuazioni sono "Normali"?
Il ritmo di evacuazione è differente per ogni bambino, e non esiste un numero giusto o sbagliato di evacuazioni giornaliere che definiscono se il piccolo è stitico oppure no. Per un neonato allattato al seno, ad esempio, è normale evacuare molto spesso, anche dopo ogni poppata, arrivando a sporcare pure 8-9 pannolini al giorno nei primi 28 giorni di vita. Tuttavia, è altrettanto fisiologico che un neonato allattato al seno evacui una volta ogni quattro-cinque giorni, o anche una volta ogni sette giorni, purché le feci siano morbide e l'evacuazione indolore. Questo accade perché il latte materno è molto digeribile e lascia pochi residui fecali.
I neonati allattati al seno tendono ad evacuare con meno frequenza proprio perché il latte materno, povero di scorie, viene completamente assorbito dal piccolo, lasciando ben pochi residui che andranno a costituire la massa fecale. Al contrario, i neonati nutriti con latte artificiale fanno la cacca, nella maggior parte dei casi, due-tre volte al giorno, ma ciò dipende dal tipo di prodotto utilizzato. Indipendentemente dal tipo di alimentazione, se il bambino piange quando fa la cacca e le feci appaiono dure e “secche”, probabilmente siamo di fronte a episodi di stitichezza. Il problema sta non tanto nella frequenza, quanto nella difficoltà e nel dolore associati all'evacuazione di feci di consistenza anomala.
Dischezia del Lattante: Un Fenomeno Fisiologico da Non Confondere con la Stipsi
Tutt'altro fenomeno si verifica invece quando il bambino piccolo, facendo la cacca, piange disperato, diventa tutto rosso per lo sforzo e solo dopo molti minuti riesce a evacuare feci morbide e formate normalmente. Questi non sono sintomi di stitichezza del neonato o del lattante, ma manifestazioni della cosiddetta “dischezia del lattante”. Questo disturbo, diffuso nei neonati prima dell’anno di vita, consiste nello sforzarsi di evacuare ma non riuscirci perché non rilasciano gli sfinteri.

La dischezia è dovuta al fatto che i muscoli responsabili dell’evacuazione non sono ancora abbastanza maturi e c'è una mancata coordinazione tra la spinta e il rilasciamento dello sfintere anale. Le feci rilasciate in questo caso sono assolutamente normali, a volte precedute da una sorta di “tappo”. In ogni caso non c’è da preoccuparsi: si tratta di una banale immaturità funzionale, transitoria e innocua, che spesso i bimbi sono capaci di risolvere autonomamente.
Le Cause Profonde della Stipsi nel Neonato
Le cause della stipsi nel neonato possono essere molteplici e complesse, spesso interconnesse e non sempre facili da individuare. È importante capire che la stitichezza nei neonati non è sempre causata da una mancata coordinazione dei movimenti intestinali, come spesso si crede, ma può derivare da un quadro infiammatorio a livello dell'intestino o da altri fattori.
L'Allattamento al Seno e la Povertà di Scorie
Chi è alla ricerca delle cause della stitichezza del proprio neonato dovrebbe prima valutare un’importante questione legata all’assunzione del latte materno. Il latte materno è molto digeribile, viene completamente assorbito dal piccolo, lasciando ben pochi residui. Questi scarsi residui andranno a costituire la massa fecale, il che può spiegare perché un neonato allattato al seno possa non evacuare per diversi giorni senza essere necessariamente stitico, purché le feci siano morbide. È raro che un neonato allattato al seno sia stitico, poiché il latte materno ha una composizione che facilita la regolarità dell’intestino e, tra i tanti vantaggi, ha anche un rischio minore di soffrire di stitichezza. Un aspetto importante da considerare è che la consistenza delle feci o il numero delle evacuazioni non sono influenzati da quello che mangia la mamma che allatta, poiché nel latte passano solo le sostanze nutritive del cibo.
Il Latte Artificiale e le Sue Varianti
Nel caso dei bambini alimentati con latte artificiale, invece, potrebbe capitare maggiormente di soffrire di stitichezza. Ciò non significa che il latte artificiale la provochi di default; ogni bambino è diverso ed esistono diversi tipi di latte artificiale per venire incontro a tutte le esigenze. Le formule a base di latte vaccino o di soia tendono a rendere le feci più solide e le evacuazioni meno frequenti. Nel latte formulato, infatti, manca il lattulosio, uno zucchero naturalmente presente nel latte materno che aiuta la regolarità intestinale. Questo vale anche per l’allattamento misto, in cui le poppate di latte materno si alternano a quelle di artificiale, che può aumentare il rischio di stipsi. Per i piccoli allattati artificialmente, è più frequente che ci sia una maggiore difficoltà intestinale, che però generalmente si risolve prestando attenzione a somministrare pasti regolari e, se necessario, con un delicato massaggino al pancino. È fondamentale mantenere la giusta proporzione tra acqua e polvere durante la preparazione.
Lo Svezzamento: Una Nuova Sfida Digestiva
È piuttosto comune che, già a partire dai primi giorni dello svezzamento, si verifichi un po’ di stipsi. Questo accade poiché il sistema digestivo del bambino deve ancora abituarsi al cibo solido. Lo svezzamento è uno dei periodi più classici in cui può comparire stitichezza anche in bimbi che fino a quel momento non ne avevano mai sofferto. Il passaggio da una dieta completamente liquida a base di latte a una semisolida o solida ha delle ripercussioni sulla digestione, feci incluse. L’apparato digerente deve abituarsi alla nuova consistenza del cibo e quindi è del tutto normale che si verifichi la stipsi. Questo sottolinea l'importanza di non anticipare troppo i tempi con uno svezzamento precoce.
L'Immaturità Intestinale e la Mancata Sincronizzazione dei Movimenti
Oltre all'immaturità dei muscoli responsabili dell'evacuazione (come nella dischezia), l'intestino del neonato è ancora parzialmente immaturo e si contrae meno. Di conseguenza, fa avanzare meno le feci rispetto al bimbo più grande. Questa immaturità funzionale può contribuire alla difficoltà di evacuazione. Inoltre, la stitichezza nei neonati può essere causata anche da una mancata sincronizzazione dei movimenti necessari per l'evacuazione. In particolare, alcuni bambini molto piccoli hanno difficoltà a dilatare lo sfintere anale nel momento in cui si contraggono i muscoli addominali.
Il Ruolo Cruciale dell'Infiammazione Intestinale: Una Nuova Prospettiva
Contrariamente all'idea comune che la stitichezza sia causata da una semplice mancata coordinazione dei movimenti intestinali, o da una "immaturità intestinale" quasi "normale", recenti studi scientifici suggeriscono una prospettiva diversa. Come evidenziato da uno studio del 2018 ("Infantile Colic, New Insights into an Old Problem", pubblicato sulla rivista Gastroenterology Clinics of North America), la stipsi, così come la dischezia e le coliche gassose, possono essere il risultato di un quadro infiammatorio intestinale. Questo stato infiammatorio altera la capacità peristaltica intestinale (i movimenti intestinali), crea gonfiore, aria e dolenzia intestinale, rendendo difficoltosa l'evacuazione.

Questo significa che la vera causa per cui il neonato inizia a non fare la cacca e ad avere mal di pancia è il protrarsi di un quadro infiammatorio intestinale che altera la peristalsi e la capacità contrattile dell'intestino, con conseguente difficoltà ad evacuare e dolore. Per dimostrare l'intestino infiammato, i ricercatori hanno analizzato le feci del neonato e hanno trovato livelli aumentati di calprotectina fecale, un segno oggettivo di infiammazione intestinale. Pertanto, è importante riconoscere che le coliche gassose, la stipsi e la dischezia non sono causate da un’immaturità intestinale, ma da un quadro infiammatorio e irritativo che provoca dolore e gonfiore. Per questo motivo, la maggior parte dei neonati che non fa la cacca ha anche la pancia gonfia, dolente e piange spesso.
Fattori Psicologici e Ambientali: Stress e Ansia
Situazioni di stress o ansia, sia per il neonato che per i genitori, possono influenzare negativamente il funzionamento dell'intestino e causare stitichezza. Anche fattori ambientali come un cambio di casa, di orari (dei pasti, della nanna) o di persone che si occupano del cambio del pannolino possono essere causa di stipsi. Nei bambini più grandi, una delle cause più comuni coincide con il momento in cui si toglie il pannolino, poiché l'uso del water è qualcosa di nuovo e può essere fonte di stress. Inoltre, l'abitudine a posticipare l’evacuazione (ad esempio per non allontanarsi dal gioco o dalla tv) può contribuire al problema.
Cause Organiche e Patologie Sottostanti
In rari casi, la stitichezza può essere un sintomo di cause organiche o patologie sottostanti. Tra queste si annoverano malattie come la celiachia, la fibrosi cistica, le allergie alimentari (ad esempio l'allergia alle proteine del latte vaccino), l'ipotiroidismo, la malattia di Hirschsprung, o difetti anali congeniti. Anche l'assunzione di alcuni farmaci (come certi oppioidi) o l'esposizione a tossine (ad esempio, piombo o quella responsabile del botulismo infantile, talvolta causato dal miele) possono indurre stitichezza. È fondamentale escludere queste condizioni più gravi, specialmente in presenza di altri sintomi preoccupanti.
Rimedi e Accorgimenti per Aiutare il Neonato Stitico
Le cause della stitichezza sono molteplici, ma per fortuna anche i rimedi. Per aiutare il bambino ad evacuare e a stare bene, è necessario agire sulle vere cause dell'infiammazione intestinale e disinfiammare l'intestino, per poi aiutare il bambino a riabituarsi a fare la cacca da solo.
Massaggi Addominali e Movimenti Fisici
Un efficace rimedio per la stitichezza è il massaggio del pancino. Una volta finito il bagno, si possono ungere le mani con dell’olio o crema fluida adatti alla pelle del neonato e massaggiargli il pancino in senso orario, partendo dalla zona intorno all’ombelico. Il massaggio aiuta le contrazioni intestinali a far progredire la massa fecale verso le parti finali dell’intestino. Questo è un metodo suggerito anche dal dottor Alberto Villani, responsabile dell’unità operativa complessa di pediatria generale e malattie infettive dell’ospedale Bambino Gesù di Roma. I massaggi sull'addome sono utili anche in caso di stipsi.

Mentre il bambino è sdraiato, muovergli le gambette verso la pancia per poi stenderle e ripiegarle di nuovo, proprio come se stesse pedalando una bicicletta, può dare qualche risultato. Questo esercizio stimola i muscoli addominali e dell’intestino, facilitando anche l’espulsione di aria che può causare mal di pancia.
Il Bagnetto Caldo e il Tummy Time
Fare un bagnetto caldo al neonato è un buon rimedio per la stitichezza; l’acqua calda infatti può aiutarlo a rilassare i muscoli e ad avviare i movimenti intestinali. I consigli dati finora per il neonato, in particolare il massaggio e il bagno caldo, sono utili anche quando il piccolo cresce, per risolvere la stitichezza del lattante.
STITICHEZZA e STIPSI: Come risolverli con l'AUTOMASSAGGIO alla PANCIA - Utile anche per i bambini
Un altro consiglio per la stipsi nel lattante è quello di sfruttare il cosiddetto tummy time, un momento di stimolo e gioco in cui il piccolo si trova a pancia in giù e inizia a esplorare l’ambiente circostante mentre impara a muoversi. Il tummy time può essere efficace per stimolare la motilità intestinale.
L'Alimentazione della Madre che Allatta al Seno
Se la piccola è allattata al seno e soffre di stipsi, è utile modificare un po' l'alimentazione materna. Aumentare i cibi con fibre, come se il problema stipsi fosse della mamma, può portare a vedere l'efficacia anche sul neonato. Una soluzione efficace per contrastare l’insorgere della stitichezza nelle donne in fase di allattamento è mantenere una corretta alimentazione che favorisca l’idratazione dell’organismo. È utile integrare la dieta con alimenti ad alto contenuto di fibre, che aiutino a trattenere i liquidi, quindi frutta e verdura, cereali integrali e legumi. È raccomandabile evitare alimenti astringenti e ingredienti con forte capacità di assorbimento dei liquidi (sale), mentre si consiglia di bere molta acqua durante il giorno.
Adattamenti del Latte Artificiale
Se il bambino è allattato con latte formulato, è fondamentale prestare attenzione alla ricostituzione del latte per essere sicuri di apportare il giusto apporto di acqua e favorire così la formazione di feci più morbide. Il pediatra potrebbe consigliarti di valutare la tipologia di latte artificiale, come viene proposto il latte (posizione), la tipologia di biberon e la tettarella. Inoltre, se il bebè è nutrito a latte formulato, si può diluire il latte o cambiare la formula scegliendo un tipo ipoallergenico o latte arricchito con prebiotici, le cui particolari formulazioni di grassi possono rendere le feci meno compatte e più facili da espellere.
La Dieta del Lattante Svezzato: Fibre e Idratazione
Se abbiamo già iniziato con lo svezzamento, possiamo aiutare il bambino anche con il cibo che assume giornalmente. Aumentare il contenuto di fibre è fondamentale, poiché queste, non venendo assorbite dall’intestino, si mischiano alle feci e le rendono più morbide. La frutta, piena d’acqua e fibre, è una preziosa alleata (albicocche e pere, ad esempio, sempre rispettando i tagli sicuri). Ricordiamo che prugne, susine e pere sono anche ricche di sorbitolo, uno zucchero che attrae acqua nell’intestino rendendo le feci più morbide, un vero e proprio lassativo naturale. È importante offrire acqua in abbondanza.

Cibi da Evitare
Quali cibi sono invece da evitare se il lattante è stitico? È bene non far mangiare al bambino troppo riso o cibi processati, poiché riducono il contenuto di fibre nella dieta e hanno un effetto indurente sulle feci. È consigliabile evitare alimenti astringenti come il riso, le banane o le mele, prediligendo quelli lassativi.
La Controversia sulla Stimolazione: Termometro e Sondino
Un noto rimedio della nonna è quello di “stimolare” il neonato che non fa la cacca con la punta del termometro. Occasionalmente, se proprio si ha l’impressione che la cacca stia per uscire ma il bambino non riesca a espellerla, si può ricorrere a una stimolazione con un sondino o uno strumento simile (supposta, microclisma eccetera). Questa manovra, che consiste nel passare un sondino (o punta del termometro o cotton-fioc) intorno all’ano e introdurne una piccola parte, stimola i muscoli e va praticata con attenzione e delicatezza, ma costituisce a tutti gli effetti una ginnastica sfinterica.
Tuttavia, il timore prevalente è che abituando il bambino a questo stimolo esterno si ritardi la sua capacità di diventare autonomo. Generalmente i pediatri affermano che anche senza nessuna manovra i lattanti prima o poi evacuano naturalmente e non c’è motivo di non aspettare i loro tempi, perché non esistono rischi per la salute nel non andare di corpo per giorni, specialmente se un bimbo è allattato al seno. Molti genitori fanno fatica a sopportare le piccole sofferenze del loro bambino e preferiscono aiutarlo regolarmente. La ragione sta nel mezzo: non si deve abusare con questo tipo di manovra, ma se ogni tanto si ritiene che il figlio abbia bisogno di uno stimolo esterno, non ci sono controindicazioni ad aiutarlo. È cruciale evitare il fai da te e i consigli non professionali; stimolare il bimbo con punte di termometro, sondini o gambi di prezzemolo, soprattutto se fatto in maniera abituale, può essere controproducente (oltre che pericoloso). Non prendete iniziative autonome e soprattutto affidatevi sempre e soltanto al parere del medico.
Trattamenti Farmacologici: Quando e Sotto Controllo Medico
In alcuni casi, e esclusivamente dietro prescrizione del pediatra, possono essere prescritti dei farmaci per ammorbidire le feci. Generalmente si tratta di bustine da sciogliere in acqua a base di polietilenglicole (PEG). Il dosaggio dipende dall’età del bambino, dal peso e dalla gravità del disturbo, e la terapia dura almeno 3-6 mesi. Se la stipsi si presenta di frequente, oltre a mettere in pratica le tecniche non farmacologiche e ad agire sull’alimentazione, si può provare a somministrare al neonato dei blandi lassativi ad azione osmotica, sempre e solo dietro indicazione medica. Un’altra alternativa sono poi i clisteri con soluzione fisiologica oppure al miele, da fare se c’è stipsi acuta e con ostruzione fecale, sempre e solo sotto stretto controllo medico. Farmaci come Eva/qu®, un rimedio efficace per la stitichezza con effetto lassativo, sono privi di controindicazioni e pertanto indicati durante l’allattamento, sfruttando l'effervescenza delle supposte per favorire i movimenti intestinali. Tuttavia, è importante ricordare che rimedi come fermenti lattici, sondino e microclismi sono sintomatici e non risolvono la causa profonda della stitichezza, rischiando di disabituare il bambino a scaricarsi autonomamente.
Fecalomi e Diarrea Paradossa: Conseguenze della Stipsi non Gestita
Il protrarsi del disturbo della stitichezza può portare alla formazione di fecalomi, cioè masse fecali disidratate molto grandi e dure che possono causare dolore addominale. In casi estremi, la dilatazione dell’intestino determinata da queste masse può causare la fuoriuscita di piccole quantità di feci liquide (diarrea paradossa), che possono uscire senza controllo e quindi sporcare le mutandine. Questo fenomeno è un segnale di allarme che indica una stitichezza grave e richiede attenzione medica.
Quando Preoccuparsi e Rivolgersi al Pediatra
Abbiamo detto che nella stragrande maggioranza dei casi la stitichezza del neonato e del lattante non deve far preoccupare i genitori, in quanto si risolve spontaneamente o con piccoli accorgimenti. Tuttavia, è importante sapere che la stipsi compare nell’elenco dei sintomi di alcune patologie, anche nei bambini molto piccoli. Sebbene non ci siano quasi mai rischi seri per la salute del neonato che non fa la cacca, la stipsi può avere delle conseguenze negative considerevoli, come l’aumento della consistenza delle feci, la fatica a scaricarsi, l’addome gonfio e il mal di pancia associato a defecazione dolorosa, che possono innescare un circolo vizioso per cui il bambino sviluppa coliche gassose e una vera e propria paura legata all’atto dell’evacuazione.
È opportuno contattare il proprio pediatra, o far visitare il bambino con urgenza, se la stitichezza è accompagnata da altri sintomi, come nel caso del bambino Marco che piangeva quando faceva la cacca e le feci apparivano dure e “secche”. Ecco quando è il caso di chiamare il pediatra per la stitichezza del neonato o del lattante:
- Sangue nelle feci: Magari è solo causato da una minuscola ragade anale (un taglietto), conseguenza di feci particolarmente dure, ma va prontamente segnalato. Una semplice visita con ispezione della zona da parte del pediatra potrà fare chiarezza.
- Interruzione dell’alimentazione o vomito: Se il bambino rifiuta il cibo o presenta vomito ripetutamente, deve essere visitato con urgenza per escludere un’occlusione intestinale acuta.
- Riduzione della produzione delle feci e delle urine: Una scarsa quantità di urina può indicare che la stitichezza si ripercuote negativamente anche sulle vie urinarie, poiché la massa di feci comprime la vescica con conseguenti svuotamento incompleto e frequenti infezioni alle vie urinarie.
- Arresto della crescita, debolezza e perdita del tono muscolare.
- Dolore addominale acuto e grave insieme a gonfiore.
- Ridotta capacità di suzione.
- Febbre.
Questi segnali indicano la necessità di una valutazione medica per escludere condizioni più serie e garantire il benessere del piccolo.