La fecondazione in vitro (FIVET) rappresenta una speranza per molte coppie che affrontano l'infertilità. Tuttavia, il percorso verso la genitorialità attraverso la procreazione medicalmente assistita (PMA) può essere complesso e ricco di sfide. Una delle situazioni più delicate che possono emergere durante un trattamento di FIVET è l'interruzione della stimolazione ovarica o, più in generale, un esito negativo del ciclo. Comprendere le cause, le conseguenze e le strategie di gestione in questi scenari è fondamentale per le pazienti e i professionisti del settore.
La Stimolazione Ovarica nella Fecondazione In Vitro: Un Pilastro Fondamentale
Per iniziare un percorso di fecondazione assistita, in particolare la FIVET, è necessaria una "super ovulazione". Questo processo contrasta con l'ovulazione naturale, in cui le donne normalmente formano un solo follicolo ogni mese, contenente un unico ovocita. L'obiettivo della stimolazione ovarica controllata è quello di ottenere lo sviluppo di molteplici follicoli, invece di soltanto uno o due, come avviene naturalmente in un ciclo mestruale. Nella fecondazione in vitro, questi trattamenti servono a ottenere un numero sufficiente di ovociti da poter fecondare e ottenere almeno un embrione che possa essere trasferito.
I farmaci utilizzati per stimolare l'ovaio sono noti come gonadotropine. Si tratta in particolare dell'FSH, l'ormone follicolo-stimolante, che può essere di sintesi di laboratorio o di alta purificazione urinaria. Questi ormoni sono cruciali per indurre la crescita di più follicoli e, di conseguenza, la maturazione di più ovociti.

Sfatare il Mito del "Bombardamento Ormonale"
Un'espressione totalmente sbagliata e fuorviante che circola, soprattutto a causa di fake news diffuse da alcuni media, è quella di "bombardamento ormonale". Questa percezione erroneamente catastrofica che alcune donne hanno del processo di stimolazione ovarica è spesso alimentata da informazioni false e tendenziose. È risaputo che i media possono essere una fonte tanto preziosa di informazioni quanto spregiudicata. È importante sottolineare che la stimolazione ormonale è indispensabile per le tecniche di fecondazione in vitro e viene sempre personalizzata sulla singola paziente. Gli effetti collaterali sono per lo più assenti, e il numero di follicoli stimolati non comporta un loro "esaurimento". La correlazione tra stimolazione ovarica e cancro, ad esempio, rappresenta uno dei timori più frequenti delle donne che decidono di intraprendere la PMA; tuttavia, la ricerca scientifica non ha stabilito una relazione causale diretta e significativa tra la stimolazione ovarica e un aumento del rischio di cancro.
La Riserva Ovarica Ridotta e le Sue Implicazioni nella FIVET
In donne con ridotta riserva ovarica, la stimolazione FIVET è intrinsecamente complicata. Indipendentemente dall'età anagrafica, le donne con ridotta riserva ovarica hanno un tasso di gravidanza inferiore rispetto a quelle con normale riserva ovarica. Questo deriva da una bassa efficienza della stimolazione ormonale, che si attua per ottenere un buon numero di follicoli e di ovociti. Infatti, anche aumentando la quantità di farmaci di stimolazione, il numero di follicoli che crescono e la quantità di uova che si recuperano è basso. Questo determina un basso numero di embrioni ed un risultato complessivamente ridotto della FIVET. Ridotta riserva ovarica e stimolazione FIVET sono quindi strettamente correlati.
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Quando c'è una ridotta riserva ovarica, la stimolazione FIVET risulta scadente, e si recuperano pochissimi o anche nessun ovocita. In casi di forte riduzione della riserva ovarica, la stimolazione FIVET diventa piuttosto inutile. Infatti, i farmaci di stimolazione ovarica non farebbero altro che aggiungere inutilmente il principale ormone, l'FSH, ad una condizione dove l'FSH è già a livelli massimali. In questi casi, è a volte meglio lasciare che la donna produca follicoli da sola. È bene precisare che i tassi di successo di questo protocollo non sono eccezionali, ma comunque superiori a non far nulla. La ridotta riserva ovarica è una delle sfide più significative nel campo della riproduzione assistita, e richiede un approccio altamente personalizzato. Il Gruppo Donnamed si interfaccia con il problema della ridotta riserva ovarica da molti anni, applicando con successo diversi protocolli in questi casi per massimizzare le possibilità di successo.
Comprendere la Bassa Risposta Ovarica: Definizione e Diagnosi
La bassa risposta alla stimolazione ovarica è un problema che si verifica nel 7-24% delle pazienti sottoposte a trattamenti di fecondazione in vitro. Attualmente, avere una bassa risposta alla stimolazione ormonale è una delle situazioni più complesse nel mondo della riproduzione assistita. La bassa risposta ovarica si riferisce alla scarsa raccolta di ovuli maturi dopo la puntura follicolare in un trattamento di FIVET.
Per determinare se la risposta è bassa, è necessario valutare insieme una serie di fattori:
- Numero di follicoli nell'ovaio: Si osservano 5 o meno follicoli antrali con l'ecografia transvaginale.
- Numero di ovuli recuperati: Si considerano da 3 a 5 ovuli recuperati, anche se secondo la Società Spagnola di Fertilità (SEF) sono considerate 3 ovuli o meno per definire una bassa risposta.
- Protocollo di stimolazione: È considerata bassa risposta quando un basso numero di uova viene recuperato con dosi di FSH inferiori a 3.000 UI.
- Concentrazione di estradiolo (E2): Meno di 500 pg/ml dopo aver seguito un protocollo di stimolazione può indicare una bassa risposta.
Una donna è considerata una "scarsa risponditrice" quando, dopo aver subito due cicli di stimolazione ovarica, ottiene 3 o meno follicoli in ciascuno di essi e livelli di estradiolo sierico inferiori a 500 pg/ml il giorno dell'iniezione di hCG. È fondamentale uno studio individualizzato per personalizzare il trattamento e trovare le migliori soluzioni per queste pazienti.

Distinzione tra Bassa Riserva Ovarica e Bassa Risposta Ovarica
È cruciale distinguere tra bassa riserva ovarica e bassa risposta ovarica, poiché non sono esattamente la stessa cosa. La riserva ovarica si riferisce al numero di ovuli disponibili in una donna in un dato momento della sua vita. Per esempio, se una donna ha un massimo di 6 ovuli e si ottengono 4 ovuli maturi nella puntura, questo sarebbe considerato una risposta ovarica normale. Al contrario, una bassa risposta ovarica si ha quando ci sono molte uova disponibili, ma si ottengono solo 3 o meno uova mature. Questa distinzione sottolinea che la capacità di risposta agli ormoni può essere compromessa anche in presenza di una riserva teoricamente adeguata. Tuttavia, il fatto di non avere una buona risposta alla stimolazione ovarica non è direttamente correlato al fatto di avere una bassa riserva ovarica. Ci sono donne che hanno pochi ovuli ma che rispondono molto bene al trattamento di stimolazione, così come donne con una riserva apparentemente normale che manifestano una bassa risposta.
Fattori Predittivi e Cause della Bassa Risposta Ovarica
La bassa risposta ovarica non è sempre prevedibile. In generale, questo non si può confermare fino a quando non si effettua il trattamento di stimolazione ovarica. Tuttavia, ci sono test per la diagnosi precoce per guidare il protocollo di trattamento e alcuni fattori che possono farci sospettare una bassa risposta.
Come si Prevede una Risposta Bassa
Ci sono diversi fattori che possono prevedere una bassa risposta ovarica nella paziente:
- Età: L'età fertile avanzata (oltre i 38-40 anni) è un indicatore significativo. L'età è un fattore cruciale, poiché con il passare degli anni diminuisce il numero di ovociti e la loro qualità, e per questo motivo, la risposta al trattamento di stimolazione ovarica tende a essere peggiore.
- Osservazione basale ad ultrasuoni: Meno di 5 follicoli preantrali osservati tramite ecografia.
- Ormone Antimulleriano (AMH): Livelli inferiori a 1 ng/ml. Bassi livelli di ormone anti-mülleriano sono un segno precoce di una potenziale bassa risposta.
- FSH Basale: Maggiore di 10 mUI/ml. Valori elevati di FSH non solo prevedono una risposta bassa, ma anche una scarsa qualità degli ovuli, che diminuisce il tasso di gravidanza e aumenta il tasso di aborto.
- Estradiolo Basale: Superiore a 50 pg/ml.
- Contingente FSH/LH: Un rapporto alterato può indicare una disfunzione.
- Inibina B: Livelli inferiori a 45 pg/ml sono un segno precoce dell'invecchiamento ovarico.
- Altri test: Come il test del clomifene e la valutazione del volume ovarico.
- Precedente ciclo con bassa risposta ovarica: Aver avuto un ciclo precedente con bassa risposta è un forte indicatore per i futuri tentativi.
Cause Principali della Bassa Risposta Ovarica
Le cause principali della bassa risposta ovarica sono le seguenti:
- Età: È il fattore più importante, inversamente proporzionale alla riserva ovarica. Più la donna è anziana, meno ovuli sono disponibili e minore è la loro qualità e reattività alla stimolazione. L'invecchiamento dell'ovaia è un fattore che influisce sulla risposta al trattamento ormonale.
- Processo autoimmune: In alcuni casi, i recettori FSH sulle cellule granulosiche possono essere bloccati da anticorpi, impedendo una risposta efficace alla stimolazione.
- Riduzione della massa ovarica: Interventi chirurgici sull'ovaio o condizioni come l'endometriosi possono ridurre la quantità di tessuto ovarico funzionale.
- Invecchiamento dell'ovaia: Questo processo non corrisponde esattamente all'età biologica. Ci sono donne che nascono con un numero minore di ovuli nella loro riserva ovarica e altre che sono in grado di sviluppare un numero maggiore di follicoli in ogni ciclo. L'invecchiamento ovarico comporta una diminuzione della qualità e della quantità degli ovociti disponibili, influenzando direttamente la capacità di risposta agli stimoli ormonali.

Conseguenze della Bassa Risposta Ovarica in un Ciclo FIVET
Lo scopo di un trattamento di FIVET è quello di provocare una stimolazione ovarica controllata che permetta il recupero di un numero sufficiente di ovuli e il trasferimento di almeno un embrione. Per questo motivo, la scarsa risposta ha conseguenze indesiderate.
Le principali conseguenze includono:
- Basso numero di ovuli da fecondare: Questo riduce drasticamente le probabilità di ottenere embrioni idonei al trasferimento.
- Diminuzione della probabilità di gravidanza: Con pochi ovuli e un basso numero di embrioni, il tasso di successo complessivo del ciclo diminuisce significativamente.
- Rischio di annullamento del trasferimento embrionale: Se non si ottengono ovuli o embrioni di qualità sufficiente, il ciclo può essere annullato prima del trasferimento.
- Deterioramento della qualità degli ovuli: Spesso, una bassa risposta si accompagna anche a un deterioramento della qualità degli ovuli che compromette la sopravvivenza degli embrioni in laboratorio, aggravando la situazione di queste donne.
Per fecondare più di un ovulo in un ciclo di riproduzione assistita, l'ovaio della donna viene stimolato con farmaci. Il numero di ovociti necessari dipenderà dal trattamento. Così, per un'inseminazione artificiale, avremo bisogno di 1 o 2, mentre per una FIV/ICSI si preferirà averne circa 10. In molte occasioni, e per diversi motivi, l'ovaio della paziente non risponde al farmaco e permette di ottenere pochi ovociti (meno di 5). In questi casi, è necessario considerare diverse strategie per affrontare la situazione.
Strategie e Soluzioni per la Gestione della Bassa Risposta Ovarica
Fortunatamente, esistono diverse opzioni e alternative per le donne con una bassa risposta ovarica. In questi pazienti si cerca sempre di offrire un trattamento più personalizzato al fine di ottenere il maggior numero possibile di ovuli. Il Gruppo Donnamed applica con successo diversi protocolli in questi casi.
Le principali soluzioni includono:
Trattamento Personalizzato: Ogni caso è diverso e anche le cause della bassa risposta ovarica possono variare; quindi, è sempre necessario effettuare uno studio personalizzato. Un'attenta valutazione permette di adattare il protocollo di stimolazione alle specifiche esigenze della paziente.
Pretrattamento Androgeno: Dopo aver avuto un ciclo a bassa risposta, si può tentare un pretrattamento androgeno per ottenere un maggior numero di follicoli nella stimolazione successiva. Questi trattamenti possono essere con testosterone transdermico o con DHEA, anche se la loro efficacia in questi casi non è ancora completamente provata in tutti i contesti clinici e la ricerca è in continua evoluzione.
Conversione di un Ciclo FIV in un Ciclo di Inseminazione Artificiale (AI): Se si osservano solo 1 o 2 follicoli che si sviluppano con gli ultrasuoni, si può considerare la possibilità di convertire il ciclo di FIVET in un ciclo di inseminazione artificiale, valutando gli altri fattori e a condizione che non vi sia un fattore maschile grave. Questa opzione può essere meno invasiva e costosa se il numero di follicoli non giustifica la procedura di FIVET completa.
Protocolli di Stimolazione Ovarica Modificati: In questi pazienti, si cercano sempre protocolli che massimizzino la risposta ovarica. Il breve protocollo con gli agonisti di GnRH, noto come flare-up, offre risultati migliori nei soggetti a basso tasso di risposta, poiché evita la soppressione ovarica profonda del trattamento lungo e sfrutta l'effetto flare-up. L'effetto flare-up consiste in un rilascio immediato di FSH e LH all'inizio del trattamento, il cui effetto si aggiunge a quello degli ormoni somministrati per via esogena, potenziando la stimolazione.
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Accumulo di Ovuli con Cicli di Vitrificazione: Al fine di ottenere un numero maggiore di ovuli in laboratorio che aumenti la probabilità di ottenere embrioni di qualità per il trasferimento, vengono eseguiti diversi cicli di accumulo di ovuli. Questi consistono nel vetrificare tutte le uova ottenute in ogni ciclo fino a raggiungere un numero ottimale. È allora che vengono devetrificati, uniti a quelli ottenuti nell'ultima puntura, e si esegue un ICSI per fertilizzarli. Il recupero di ovociti cumulativamente può essere superiore perché ad un primo prelievo si associa un secondo prelievo e una seconda quantità di ovociti. A volte, è possibile stimolare inizialmente una paziente e prelevare i primi ovociti prodotti. Invece di rimandare un successivo prelievo ad un ciclo diverso, si ricomincia a stimolare l'ovaio nello stesso ciclo e si arriva quindi ad un secondo prelievo ovocitario.

Ciclo Naturale: Il ciclo naturale consiste nello sviluppo follicolare senza stimolazione ovarica e nella programmazione della puntura. Ci sono alcune cliniche che optano per questo metodo nelle donne con una bassa risposta perché, anche se si sviluppa solo un follicolo nell'ovaio, di solito si ottiene un embrione di buona qualità e la preparazione endometriale è migliore. Ha lo svantaggio dell'alta probabilità di cancellazione a causa dell'ovulazione spontanea. Tuttavia, per donne che hanno difficoltà a rispondere alla stimolazione, può essere un'alternativa valida.
Omifin (Clomifene Citrato): Omifin è un farmaco composto da clomifene citrato che può essere usato come trattamento adiuvante per le scarse risponditrici. I vantaggi sono molteplici: permette una crescita follicolare moderata, non c'è un blocco dell'FSH e dell'LH endogeni, permette un aumento stabile e progressivo dei livelli di estradiolo, il numero di iniezioni nel paziente è inferiore e il costo è più economico.
Ovodonazione: Quando diversi cicli di FIVET sono già stati cancellati a causa della scarsa risposta o della scarsa qualità ovocitaria, l'alternativa più efficace è la donazione di ovuli. In questo caso, una giovane donna dona i suoi ovuli ad un'altra donna, e questi vengono fecondati dallo sperma del partner della donna ricevente. In considerazione del ritardo della maternità, la donazione di ovuli è ampiamente utilizzata in tutte le cliniche di riproduzione assistita poiché, con l'aumentare dell'età della donna, la qualità dei suoi ovuli è molto bassa. Per questo motivo, per diventare madre, in alcuni casi si ha bisogno degli ovuli di una giovane donna se non sono stati precedentemente conservati i propri ovuli.
Interruzione e Fallimento del Ciclo FIVET: Cause e Gestione
Molti trattamenti di fertilità falliscono, e la beta negativa è una delle domande più frequenti nel nostro centro quando una fecondazione in vitro non è andata bene, ma resta sempre la speranza di un nuovo tentativo. La sterilità è considerata una malattia che colpisce una percentuale significativa di coppie in età riproduttiva. Per loro, la fecondazione in vitro (FIV), sia con i propri ovociti che con ovociti donati (ovodonazione), rappresenta spesso il trattamento più efficace per soddisfare il loro più grande desiderio: un bambino sano a casa.
Motivi di Interruzione o Cancellazione del Ciclo
Un ciclo di stimolazione FIVET può essere interrotto per diverse ragioni prima del prelievo ovocitario o del trasferimento embrionale:
- Bassa risposta ovarica: Come ampiamente discusso, se l'ovaio non risponde adeguatamente alla stimolazione, con un numero insufficiente di follicoli in sviluppo, il ciclo può essere cancellato.
- Rischio di Sindrome da Iperstimolazione Ovarica (OHSS) severa: La stimolazione farmacologica espone a un rischio, pari allo 0.6%, di insorgenza della sindrome da iperstimolazione ovarica severa. Qualora la risposta alla stimolazione fosse considerata ad alto rischio, può rendersi necessaria la sospensione del ciclo. Qualora i primi segni clinici o di laboratorio suggestivi di un aumentato rischio compaiano solo dopo il prelievo di ovociti o la fecondazione degli stessi, può essere adottata la misura preventiva di crioconservazione di tutti gli ovociti e/o embrioni ottenuti (articolo 14, comma 3 della Legge 40/2004) in quanto l'insorgenza di una gravidanza è un fattore scatenante della OHSS.
- Sviluppo di un numero eccessivo di follicoli: A volte, la stimolazione può portare a una crescita esagerata, aumentando il rischio di OHSS.
- Mancata crescita follicolare: In alcuni casi, nonostante la stimolazione, i follicoli non crescono come previsto.
- Ovulazione spontanea prematura: Se l'ovulazione avviene prima del previsto, gli ovociti non possono essere recuperati.
Il Fallimento del Trattamento: Oltre la Beta Negativa
L'unico test diagnostico affidabile per stabilire il successo o il fallimento del trattamento di riproduzione assistita è il test di gravidanza con beta hCG. La presenza di alcuni sintomi simili a quelli che si manifestano all'inizio della gravidanza, vicini all'esecuzione di questa analisi, non sono indicativi del risultato. Molti di loro, come la sensazione di disagio addominale, nausea, stanchezza o sonnolenza, sono correlati all'effetto dei farmaci usati e possono apparire anche in assenza di gravidanza. Non tutti gli embrioni si impiantano e il risultato negativo non ci obbliga a cercarne la causa. Un primo risultato negativo non significa necessariamente un fallimento dell'impianto. In generale, se l'équipe medica ritiene che non sia necessario effettuare esami complementari e la paziente dispone di embrioni congelati di qualità, si può organizzare immediatamente un nuovo trasferimento di embrioni.
L'inquadrare una causa certa di infertilità è estremamente complicato, vista anche la forte eterogeneità della patologia; pertanto, sarà altrettanto difficile stabilire come mai il trattamento FIV attuato abbia fallito. Comunque, un risultato negativo spesso non significa che si debba effettuare uno studio specifico per scoprirne il motivo. Una valutazione del caso da parte del team medico (ginecologi, andrologi ed embriologi) permetterà di capire se è necessario eseguire ulteriori test specifici per ampliare la diagnosi della mancata implantazione.
Fattori che possono influenzare un risultato negativo includono:
- Età materna: L'effetto dell'avanzare dell'età provoca un calo del numero e della qualità degli ovociti.
- Fattore maschile alterato: Anche se si può realizzare un ICSI con un basso numero di spermatozoi, ci sono alcuni parametri che potrebbero influenzare principalmente i tassi di fecondazione.
- Indice di massa corporea (IMC): Nelle donne, l'IMC ideale è tra 19 e 30. Le loro deviazioni, in eccesso quanto in difetto, portano a una riduzione del tasso di fecondità della donna. In questo caso, si tendono ad avere problemi ovulatori e un maggior rischio di aborti. Anche negli uomini, l'obesità influisce negativamente sul loro sistema riproduttivo ed è stato dimostrato che tende ad aumentare i livelli di estrogeni e abbassare i livelli di testosterone.
- Causa dell'infertilità: Se è unica o molteplice, la complessità della causa di infertilità può influenzare l'esito.
- Endometriosi: Soffrire di endometriosi è un fattore che può compromettere il successo.
- Conteggio Follicoli Antrali (AFC): È direttamente correlato all'età materna e ai valori dell'ormone antimulleriano (AMH). A maggiore età, si osserverà una diminuzione nel recuento follicolare e nei valori di AMH.
- Fattori tossici: Esposizione a sostanze nocive.
- Fattore ovarico: A seconda di come è stata la risposta ovarica in un ciclo precedente, si può modificare e/o personalizzare un nuovo tentativo basato su determinati livelli ormonali. Inoltre, i livelli di progesterone possono aiutare a sapere se la recettività endometriale è ottimale.
- Fattore endometriale: Anomalie nella cavità intrauterina, endometrio scarsamente proliferato, endometrite, fattori immunologici e trombofilia sono cause del fallimento ripetuto dell'impianto.
- Qualità embrionaria: Gli embrioni che raggiungono lo stadio di blastocisti sono classificati in base al loro grado di espansione e alla qualità delle loro cellule. Di conseguenza, un embrione di buona qualità avrà un tasso di previsione della gravidanza più elevato.
- Controllo di qualità in laboratorio: Questa categoria comprende la qualità dell'aria, il pH, il tipo e le caratteristiche degli incubatori, l'uso di scarsa luminosità e il tipo di terreno in cui vengono coltivati gli embrioni.
Quando Riprovare Dopo un Ciclo Negativo
Quando il primo tentativo è fallito e si opterà per una seconda stimolazione ovarica, è consigliato attendere almeno 2-3 mesi. Al contrario, non è necessario aspettare questi mesi, qualora il piano preveda un criotransfer, in quanto non è necessario stimolare le ovaie e con le mestruazioni l'endometrio sarà già rigenerato. Senza dubbio non è necessario aspettare nel caso di trasferimento di embrioni congelati, perché le ovaie non sono coinvolte in questo tipo di trattamento.

Rischi e Complicanze Associati alla Fecondazione In Vitro
Sebbene la FIVET sia una procedura sicura ed efficace, è importante essere consapevoli dei potenziali rischi e complicanze associati al trattamento.
- Sindrome da Iperstimolazione Ovarica (OHSS): Come menzionato, è un rischio pari allo 0.6% per le forme severe, che può portare alla sospensione del ciclo o alla crioconservazione degli embrioni.
- Rischi della procedura di prelievo ovocitario: Viene generalmente eseguito con anestesia locale e sedazione farmacologica endovenosa, implicando i rischi generici della procedura anestesiologica. Indipendentemente dalla corretta esecuzione del prelievo di ovociti, esiste un rischio pari allo 0.1% di lesioni di organi interni (perforazione con ago di anse intestinali, della vescica, o di vasi sanguigni, sanguinamento dall'ovaio, sede del prelievo di ovociti). L'entità di tali complicanze in rarissime occasioni può anche comportare l'esecuzione di un intervento chirurgico riparatore. Sono inoltre riportati casi di ascessi ovarici e peritoniti con conseguente trattamento medico e/o chirurgico.
- Gravidanza tubarica: Esiste un rischio di circa il 2% di insorgenza di gravidanza tubarica che può comportare anche la necessità di procedere all'asportazione chirurgica della tuba.
- Aggravamento di patologie preesistenti: L'eventuale instaurarsi di una gravidanza può aggravare patologie già presenti nel soggetto (diabete, cardiopatie, nefropatie ecc.) in misura analoga a un concepimento naturale e in maggior misura in caso di gravidanza multipla.
- Trasmissione di virus: Se un partner è portatore del virus dell'epatite B o C, vi è la possibilità che venga trasmesso al prodotto del concepimento e che questo sviluppi la cirrosi.
- Rischi associati a gravidanze multiple: In caso di gravidanza plurigemellare, il rischio di parto pre-termine di neonati immaturi è elevatissimo con conseguente aumentato rischio di mortalità (4%) perinatale o di deficit fisici e psichici nel successivo sviluppo dei nati.
- Rischio di malformazioni nei nati da PMA: I dati della letteratura, anche se non perfettamente concordi, indicano un aumento del rischio di malformazioni nei nati da PMA rispetto ai nati della popolazione generale. I nati da ICSI per un fattore severo di infertilità maschile hanno un aumentato rischio di alterazioni cromosomiche.

L'Importanza del Supporto Emotivo dopo un Fallimento
Quando una fecondazione in vitro non è andata bene, l'impatto emotivo può essere profondo. È normale sentirsi giù di morale, ma anche se i trattamenti di procreazione assistita hanno un alto tasso di successo, spesso è necessario fare più di un tentativo per ottenere una gravidanza. Gli specialisti lo sanno e, infatti, un risultato negativo è considerato "normale" perché il tasso di gravidanza è solo un dato statistico. La condizione di infertilità crea di per sé uno stato di malessere psicologico che può aggravarsi durante il percorso diagnostico terapeutico. I trattamenti per l'infertilità richiedono grandi energie psicologiche senza altresì garantire il risultato. L'equilibrio personale e della coppia può risentirne in maniera importante e la delusione conseguente al fallimento (soprattutto se ripetuto) può sfociare in depressione, con tutte le conseguenze individuali e relazionali.
Le reazioni comuni includono:
- Shock: La mente non è pronta a ricevere questa notizia ed entra in modalità blocco per far fronte alla situazione.
- Un Vuoto dentro: Si vive come un piccolo lutto, provando dolore per la perdita di aver potuto rimanere incinta con questo trattamento.
- Tristezza: Con la sensazione di non poter continuare, con il pensiero che sia ingiusto, e la domanda "Perché a me?" che ricorre ripetutamente.
- Senso di Colpa: Si analizza incessantemente cosa potrebbe aver causato il negativo, se si è fatto qualcosa che ha influito, se non si è seguito bene il trattamento o se si sarebbe dovuto farlo prima.
- Paura: Si guarda al futuro temendo di non riuscire mai a raggiungere l'obiettivo.
Cosa fare dopo un Fallimento
Per affrontare questo momento delicato, è fondamentale un approccio consapevole e di auto-cura:
- Ascolta il tuo corpo e lascia che tutto fluisca: Concediti il tempo di digerire la situazione, ognuno ha bisogno di un ritmo diverso. Lascia che le emozioni emergano man mano che arrivano, senza giudicarle, senza aspettarti di sentirle in un modo specifico, lascia che fluiscano e che la tua energia si adegui gradualmente. Lasciati coccolare ascoltando ciò che il tuo corpo ti chiede.
- Focalizza su di te: Osserva i tuoi sentimenti, le tue emozioni e svolgi attività che ti generano tranquillità. Cerca di non ricreare il tempo in pensieri di questo tipo: "In che cosa ho sbagliato?", "Se non avessi fatto una tal cosa…", perché sono accompagnati da sensi di colpa e possono generare disagi.
- Connettiti con il presente: Dopo una b-hcg negativa, non è necessario prendere decisioni immediate, né porsi domande future in termini assoluti come "e se non riuscissi a diventare mai mamma?". Al contrario, è tempo di incanalare bene la tua energia prendendo giorno per giorno; reindirizza il tuo pensiero a "oggi ho possibilità, ci proverò ancora…".
- Abbi fiducia: In te stessa, nel tuo corpo, verso i professionisti a cui ti sei affidata e nelle possibilità che la fecondazione in vitro ti offre.
- Preparati per un nuovo benvenuto: Analizza se sei pronta per il prossimo transfer. Controlla le tue abitudini alimentari, l'esercizio fisico, il sonno, l'igiene mentale… per migliorarle se necessario. Ti aiuteranno a sentirti meglio.
- Prendi decisioni: Dopo alcuni giorni, e con una spiegazione medica sulla tua diagnosi, è tempo di prendere decisioni informate e condivise con l'équipe medica.
Riserva Ovarica, AMH,AFC, La lezione- Prof. Manna di Biofertility agli specializzandi ginecologia
Gli specialisti della riproduzione assistita, come le équipe mediche multidisciplinari, cercano sempre di raccogliere il maggior numero di informazioni per evitare che il problema si ripeta in un nuovo tentativo, personalizzando ogni passo del percorso per offrire le migliori possibilità di successo.
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