I Primi Bocconi: Comprendere Perché i Neonati Riempiono la Bocca e Sputano la Pappa

Il momento dello svezzamento rappresenta una tappa fondamentale e spesso delicata nel percorso di crescita di un bambino, un periodo di grandi novità e sfide sia per il piccolo che per i genitori. Non è raro assistere a scene in cui il bambino, alle prese con i suoi primi bocconi, riempie a dismisura la bocca o sputa il cibo appena assaggiato. Queste manifestazioni, pur potendo generare ansia e preoccupazione, sono in realtà comportamenti piuttosto normali e, anzi, cruciali per l'apprendimento delle complesse abilità legate all'alimentazione autonoma. In questo articolo, intendiamo illustrare i motivi di tali comportamenti e forniremo consigli e suggerimenti su come agire in merito, attingendo anche all'esperienza di professionisti come Verdiana Ramina, "La dietista delle famiglie", esperta di educazione alimentare e alimentazione nella prima infanzia.

Quando la Bocca Diventa una "Mappa": Il Bambino che si Riempie Troppo

Quante volte sarà capitato di vedere il proprio bambino, alle prese con i primi assaggi di cibo, riempirsi a dismisura la bocca? Questa scena, pur potendo evocare il timore di un possibile soffocamento, è un comportamento decisamente comune e fa parte integrante del processo di apprendimento del piccolo. Sia i genitori orientati all'autosvezzamento che quelli che iniziano gradualmente con le pappe vedranno attuare questa pratica dal proprio figlio, poiché si tratta di una tappa obbligata nel percorso di acquisizione di nuove competenze.

I bambini si riempiono troppo la bocca per ragioni fondamentalmente legate alla loro fase di scoperta e apprendimento. Stanno ancora imparando a capire la capacità, in termini di volume, della loro bocca. A loro piace giocare e assaggiare il cibo per capirne il volume nello spazio orale, e semplicemente non sanno ancora come prendere le misure del loro spazio interno.

Dal momento che un bambino non può guardare all’interno della sua bocca, si affida intensamente alla sensazione del tatto e all’azione dei muscoli della lingua, delle mascelle e delle guance. Questo complesso insieme di percezioni e movimenti aiuta a creare quella che è conosciuta come una sorta di “mappa” della bocca, un modello sensoriale interno che è di vitale importanza per il piccolo ai fini di capirne i limiti e i volumi. Il bambino, quindi, si infila molto cibo in bocca perché è solo attraverso questa esplorazione sensoriale intensa che può avere "un'immagine" chiara di quello che sta succedendo al suo interno, sviluppando così una consapevolezza spaziale e motoria essenziale. Può essere spaventoso in quel momento vedere il proprio figlio con la bocca strapiena e pensare che questo potrebbe soffocarlo, ma ciò sta avvenendo per uno scopo molto preciso e senza questa sperimentazione il bambino non riuscirebbe ad acquisire questa nuova competenza e consapevolezza.

Bambino con la bocca piena di cibo durante lo svezzamento

La Gestione del Boccone "Troppo Grande": Consigli Pratici per i Genitori

Di fronte a un bambino con la bocca eccessivamente piena, è compito dei genitori vigilare e intervenire nel modo corretto per aiutarlo, mantenendo un atteggiamento calmo e rassicurante.

Cosa fare:

  • Mantenere la calma: È fondamentale che l’adulto non si mostri troppo agitato e in ansia. Se il bambino percepisce la preoccupazione dei genitori, potrebbe capire che quello che sta facendo è pericoloso e smettere di “lavorare” per cercare di gestire la situazione della sua bocca piena, aumentando la sua difficoltà.
  • Parlare con il bambino: Con calma, è utile parlare al bambino e spiegargli che sta mettendo troppo cibo in bocca e che così non riuscirà a masticarlo. Un tono di voce dolce e incoraggiante può fare la differenza.
  • Incoraggiare a sputare: È opportuno incoraggiare il bambino a sputare il cibo che ha in bocca. Questo non è un gesto di maleducazione, ma un modo per risolvere una situazione che non riesce a gestire.
  • Evitare ulteriore cibo: Assicurarsi che il piccolo non continui a mettere altro cibo in bocca in quel momento. Si può delicatamente allontanare il piatto o il cucchiaino.
  • Utilizzare la gravità: Spostare delicatamente il bambino in avanti in modo che la gravità possa aiutarlo a sputare il cibo. Inginocchiarsi davanti a lui per incoraggiare lo sguardo verso il basso consente ancora una volta alla gravità di aiutarlo a espellere il boccone in eccesso.

Cosa EVITARE:

  • Non spaventare il bambino: Sebbene possa sembrare un’emergenza, spesso non lo è. Reagire con paura può traumatizzare il bambino e ostacolare il suo rapporto con il cibo.
  • Non rimuovere il cibo con le dita: Evitare di spostare con le dita né tentare di rimuovere il cibo dalla bocca del bambino. È importante lasciare che il piccolo cerchi di risolvere la situazione da solo, poiché è un'opportunità di apprendimento cruciale per lui.
  • L'approccio del piatto poco pieno: Sebbene possa essere utile evitare di riempire troppo il piatto in modo che il bambino mangi solo un boccone alla volta, questo approccio alla lunga presenta lo svantaggio di non lasciarlo sperimentare appieno. Pertanto, appena ne avrà l’occasione, lui comunque cercherà di sperimentare con maggiori quantità. Il consiglio è quello di permettere tale esplorazione, possibilmente con alimenti dalla consistenza morbida e non appiccicosa, come la banana per esempio, in modo tale che il piccolo sperimenti più volte ma in sicurezza.

Sputare il Cibo: Un'Esplorazione Necessaria per Imparare a Mangiare

Dopo la fase del riempimento eccessivo, i genitori si troveranno quasi certamente ad affrontare la fase due: quella in cui il bambino sputa il cibo. Anche in questo caso, la risposta è davvero molto semplice e rassicurante. Per la maggior parte dei lattanti, sputare il cibo non è solo del tutto normale, ma una parte necessaria e integrante per imparare a mangiare.

Spesso tendiamo erroneamente a pensare che il bambino sputi il cibo perché quello che ha assaggiato non gli piace. Tuttavia, questa interpretazione non è sempre corretta, soprattutto se stiamo parlando dei primi mesi di approccio al cibo solido. Il bambino è in una fase intensa di sperimentazione. Per imparare a masticare e deglutire efficacemente, deve contemporaneamente effettuare diverse azioni complesse e coordinate:

  • Identificare il cibo nel piatto, un processo che coinvolge la vista e a volte anche l'olfatto.
  • Interagire visivamente con il cibo, osservandone forma, colore e dimensione.
  • Afferrare il cibo, sviluppando la presa a pinza o a rastrello.
  • Coordinare occhio-mano per guidare il cibo dalla mano alla bocca.
  • Attivare la capacità motoria fine per portare il cibo in bocca con precisione.

Una volta che il cibo è in bocca, è necessario un considerevole “lavoro” prima che il bambino possa ingerirlo in sicurezza. La masticazione richiede una serie di capacità motorie orali molto fini e complesse, tra cui:

  • Muovere la lingua in diverse direzioni per posizionare il cibo.
  • Mantenere il cibo sul lato della bocca, tra le gengive o i dentini, per facilitare la masticazione.
  • Muovere la mascella su e giù con un ritmo coordinato per schiacciare e triturare il cibo.
  • Infine, riportare il cibo masticato al centro della lingua e spingerlo all’indietro per deglutire.

Tutto questo è davvero un gran bel lavoro per dei piccoli in via di sviluppo! I lattanti e i bambini piccoli, in particolare prima dei 18 mesi, tenteranno quindi più volte di masticare il cibo e sputeranno il cibo parzialmente masticato. Ciò si verifica fondamentalmente per due motivi principali, che sono entrambi parte integrante del processo di apprendimento:

  1. Ispezione visiva: Il bambino ha bisogno di vedere se il cibo viene masticato accuratamente prima di ingerirlo. Vedere il cibo dopo averlo processato in bocca gli permette di valutare la consistenza e le dimensioni dei pezzi, un passo cruciale per la sicurezza e l'efficacia della deglutizione.
  2. Imprecisione motoria: Il bambino semplicemente non ha ancora imparato i confini della bocca e le corrette azioni motorie per deglutire in modo efficiente. I movimenti della lingua e della mascella sono ancora in fase di raffinamento.

Vedendo e toccando visivamente il cibo che hanno sputato, i bambini imparano a masticare! Può sembrare "strano" o addirittura sconveniente agli occhi di un adulto, ma lo abbiamo fatto tutti nella nostra vita in un modo o nell'altro durante l'infanzia. Non si tratta affatto di "maleducazione" o di un comportamento provocatorio. Semplicemente, i bambini hanno un bisogno innato di imparare attraverso questo tipo di sperimentazione diretta. È pertanto di fondamentale importanza permettere tali comportamenti ed evitare di mostrare disgusto o disapprovazione, poiché ciò potrebbe inibire il processo naturale di apprendimento del bambino e creare un'associazione negativa con il cibo.

La masticazione - Consigli di pediatria del Prof. Vania

Dietro Ogni Sputo, una Ragione: I Molteplici Motivi del Rifiuto del Cibo

Quando un bambino sputa la pappa, o la rifiuta in altri modi, non è sempre solo un capriccio. Ci sono molteplici ragioni che possono portare a questo comportamento, che fa parte dell'evoluzione del rapporto che il bambino ha con il cibo. Comprendere questi motivi può aiutare i genitori a rispondere in modo più efficace e supportivo.

  • Per sorpresa: A volte, quando il bambino viene imboccato o intrattenuto per farlo mangiare, il piccolo non si aspetta di ricevere qualcosa in bocca. La prima reazione istintiva, inaspettata, è quella di sputare. Questo non significa che l’alimento non gli piaccia. Per evitare ciò, cercate di far in modo che il bambino sia sempre consapevole di ciò che sta facendo durante il pasto, seguendo il principio dell’alimentazione responsiva.
  • Per curiosità: I bambini sono esploratori nati. Spesso, sputano il cibo per vedere cosa gli è stato dato o come appare il cibo masticato. Se si sta imboccando con il cucchiaio e non gli si mostra il contenuto, potrebbe sputare per scoprire l’aspetto del boccone. Se mangia da solo, potrebbe voler vedere com’è il cibo masticato dopo essere stato elaborato in bocca.
  • Non gli piace il gusto: Il bambino, anche se molto piccolo, ha già le proprie preferenze di gusto. Prova il cibo, non gli piace il gusto e lo sputa. È importante non scoraggiarsi: offrite sempre prodotti diversi tra cui scegliere e non scartate gli alimenti che sputa, ma riproponeteli in altre occasioni, magari con preparazioni o abbinamenti differenti. I gusti possono cambiare e svilupparsi nel tempo.
  • Non gli piace la consistenza: La consistenza del cibo gioca un ruolo cruciale nell'accettazione. Se al bambino non piace una particolare consistenza (ad esempio, troppo molle, troppo grumosa, troppo dura), lo sputerà. In questo caso, è utile sperimentare diverse forme e consistenze del cibo offerto. Se non gli piace la cotoletta, ad esempio, provate ad offrirgli una coscia di pollo sfilacciata, o carote a bastoncini invece che a purè.
  • Non gli piace la temperatura: Anche la temperatura del cibo può influenzare l'accettazione. Ciò accade spesso. Tenete d’occhio il bambino, seguite la sua reazione e regolate la temperatura delle pietanze in base alle sue preferenze. Alcuni bambini preferiscono il cibo tiepido, altri a temperatura ambiente.
  • Ha troppo cibo in bocca e non riesce a gestirlo: Questo motivo si collega direttamente al riempimento eccessivo della bocca. Se il bambino ha una quantità di cibo tale da non riuscire a gestirla, lo sputerà. Di norma, se si offre al bambino una quantità minore di cibo da mettere in bocca un po’ per volta, smetterà di sputarlo. Per aiutarlo in questi momenti, offrire un sorso d’acqua può essere utile per facilitare la deglutizione o per "lavare via" l'eccesso.
  • Il bambino ha fame e vuole il latte: Se il bambino arriva affamato a tavola, specialmente durante l’inizio dello svezzamento, è molto probabile che non mangi. Non capisce ancora che gli alimenti complementari lo possono saziare. In questa fase, l’unica fonte di nutrimento che lo sazierà davvero è il latte materno o in formula. Per evitare che ciò accada, basta dare al bambino la sua poppata circa 30 minuti prima del pasto. In questo modo sarà sazio, felice e maggiormente predisposto ai nuovi gusti e alle nuove esperienze.
  • Non ne vuole più: Se il bambino mostra segni di sazietà, come girare la testa, chiudere la bocca o sputare il cibo, non bisogna insistere. Nessuna buona intenzione nel nutrire un bambino con “cibo sano” giustifica la forzatura, che ha solo effetti negativi sul rapporto con il cibo e può portare a un rifiuto a lungo termine.
  • Non capisce cosa fare con quell’alimento specifico: Alcuni alimenti possono presentare una sfida in termini di gestione orale. Se il bambino non sembra capire come masticare o deglutire un determinato alimento, mostrategli come masticare in modo teatrale, descrivendo a parole le vostre azioni ("faccio un bel masticone, così!"). L'imitazione è un potente strumento di apprendimento.

Infografica: Cause comuni per cui i bambini sputano il cibo

I Riflessi Protettivi nella Prima Infanzia: Gag Reflex e Riflesso di Estrusione

L'introduzione dei primi cibi solidi è un momento che mette in gioco una serie di riflessi e abilità motorie del neonato. Due di questi, il Gag Reflex e il Riflesso di Estrusione, sono particolarmente rilevanti per comprendere il comportamento dei bambini durante lo svezzamento e per distinguere reazioni normali da situazioni potenzialmente pericolose.

Il Gag Reflex: Il Meccanismo Anti-Soffocamento

Il Gag Reflex, noto anche come riflesso faringeo o del vomito, è un riflesso anti-soffocamento, una sorta di meccanismo di difesa innato che abbiamo tutti, ma che è particolarmente evidente e sensibile nei neonati. A differenza di molti altri riflessi che scompaiono completamente con la crescita, il riflesso del vomito rimane, ma si modifica e si sposta più indietro nella bocca.

Lo scopo primario del riflesso faringeo è quello di proteggere le vie aeree dall'ingestione di cose grandi e potenzialmente pericolose. Nei neonati, può essere attivato facilmente dal contatto di dita, cibo, un cucchiaio o giocattoli con la parte posteriore della bocca, in particolare il terzo posteriore della lingua. Tale contatto provoca una contrazione bilaterale dei muscoli faringei, che porta a un conato, un tentativo riflesso di allontanare l'oggetto dalle vie aeree. Fino ai 6 mesi circa, età che dovrebbe segnare l'inizio dello svezzamento, il bambino ha questo riflesso che gli fa spingere la lingua in avanti ogni volta che viene stimolata la parte posteriore della gola. Questo può rendere un po' difficile il passaggio a un'alimentazione solida; quindi, è spesso meglio aspettare che il riflesso si riduca per provare l'introduzione delle prime pappe. Verso i 9 mesi, infatti, comincerà a regredire fino a raggiungere in poco tempo la radice della lingua, diventando meno facile da attivare.

Un esempio classico di attivazione del gag reflex, anche negli adulti, è l'uso del bastoncino del dottore quando deve ispezionare la gola; quante volte ha provocato conati? Nei bambini, questo riflesso può scatenarsi quando si cerca di dare un cucchiaio di cibo frullato, se non sono abituati a prenderlo, o quando si tenta di farli mangiare più di quanto vogliano. Può anche essere attivato semplicemente mettendosi le dita o altri oggetti troppo in profondità nella bocca.

È cruciale sottolineare che il gag reflex e il soffocamento sono due cose ben distinte. Il riflesso faringeo si risolve da solo, con un conato rumoroso e visibile, mentre un bambino che soffoca ha bisogno di aiuto e dell'intervento immediato di un adulto. Il gag reflex è un tentativo riflessivo di allontanare qualcosa dalle vie aeree; il soffocamento, invece, è causato dal cibo o da un oggetto che blocca parzialmente o completamente le vie aeree. Sono due situazioni completamente diverse: una è preventiva e, sebbene spaventosa, risolutiva in autonomia, l'altra è ostruttiva e pericolosa.

Un'altra differenza fondamentale sta nella manifestazione: i conati sono rumorosi, spesso accompagnati da tosse o suoni di disgusto. Invece, quando si soffoca non si emettono suoni, o al più si avvertono deboli sibili. Inoltre, un bambino che soffoca potrebbe non essere in grado di piangere, parlare o tossire, potrebbe tenere la bocca aperta come a mordere l'aria, avere gli occhi spalancati e la pelle bluastra intorno alle labbra o agli occhi. Conoscere queste differenze è vitale per una risposta tempestiva e appropriata.

Il gag reflex non si può eliminare, ma è un riflesso che diminuisce gradualmente con l'età e con la pratica dell'alimentazione solida. Quello che può e deve fare il genitore è, prima di tutto, non spaventarsi ed evitare di trasmettere ansia al piccolino. Poi, deve proporgli cibi con consistenze graduali che corrispondano allo sviluppo delle sue capacità motorie orali. È importante, quindi, dare il tempo al bambino, prima, di abituarsi a prendere il cucchiaino, poi somministrargli tagli sicuri e adatti alla sua età e abilità. Onorare sempre la comunicazione ai pasti è un principio guida fondamentale: il compito del genitore è provvedere al cibo, il compito del neonato è decidere se mangiare e quanto.

Il Riflesso di Estrusione: Un Indicatore di Prontezza per lo Svezzamento

Accanto al gag reflex, un altro meccanismo protettivo fondamentale nei neonati è il Riflesso di Estrusione, anche questo strettamente collegato all'inizio dello svezzamento. Nelle prime fasi di vita, le capacità motorie orali dei bambini sono ancora immature. A questa età, infatti, oltre ad avere uno scarso controllo della testa e del collo, mancano le capacità motorie necessarie per spingere fuori dalla bocca eventuali corpi o oggetti non idonei. I bambini a questa età sono però dotati di un riflesso istintivo e naturale che serve proprio per evitare tutto ciò.

Il riflesso di estrusione cos'è? Consiste in un movimento del tutto involontario che il neonato effettua quando uno stimolo esterno, come un cucchiaino o un cibo solido, raggiunge l’interno della sua bocca. Questo riflesso è fisiologico e serve a favorire la suzione del latte dal seno materno o dal biberon, impedendo allo stesso tempo un eventuale soffocamento con sostanze diverse dal liquido. Nello specifico, si tratta di un riflesso "arcaico" tra i riflessi neonatali, cioè presente già dalle prime fasi dell'evoluzione, correlato all'istinto di sopravvivenza che porta il piccolo a cercare il nutrimento dato dal latte materno. Man mano che svanisce, i piccoli apprendono anche i movimenti più coordinati della lingua e delle dita, e diventano quindi capaci di spingere volontariamente via ciò che hanno in bocca, non più solo involontariamente.

Quando compare il riflesso di estrusione? Questo riflesso è presente fin dalla nascita e, per quanto riguarda la sua scomparsa, come già accennato avviene intorno ai sei mesi di vita. La sua regressione è uno degli indicatori chiave del fatto che il bambino è pronto per lo svezzamento. Quando il bambino inizia a perdere il riflesso di estrusione, non spingerà più automaticamente fuori dalla bocca oggetti o cibi introdotti. Inizierà invece a provare a masticare e a ingoiare, mostrando una nuova disponibilità ad accettare consistenze diverse dal latte.

Riconoscere il riflesso di estrusione in un neonato è abbastanza semplice. Come abbiamo detto, la prova del dito o del cucchiaino delicatamente introdotti nella sua bocca e respinti dalla lingua è un segno evidente della sua presenza. A tal proposito, va ricordato che non esiste un metodo specifico per “far perdere” il riflesso di estrusione: scompare naturalmente e non c’è alcun bisogno di affrettare questo processo. Al contrario, è importante rispettare i tempi del bambino e non forzarlo a mangiare alimenti diversi dal latte prima che sia pronto a farlo.

Il riflesso di estrusione e lo svezzamento sono strettamente collegati. Come detto, il riflesso è, infatti, un indicatore chiave del fatto che il bambino non è ancora pronto a ingerire cibi solidi. È fondamentale attendere che ciò accada prima di iniziare l’introduzione dei cibi solidi. Oltre a questo aspetto, va tenuto presente che il piccolo non deve presentare altre problematiche e deve aver raggiunto altri segnali di prontezza, come ad esempio una buona acquisizione della posizione seduta autonoma o la capacità di afferrare gli oggetti per portarli alla bocca.

Diagramma: Gag Reflex vs. Soffocamento

L'Arte dello Svezzamento: Pazienza, Gioco e Apprendimento Graduale

L'avvio dello svezzamento è un momento delicato nella vita del bambino, che si trova a gustare sapori nuovi e deve apprendere un nuovo modo di nutrirsi. Questa operazione non è sempre facile né indenne da "incidenti" di percorso e, a volte, molti capricci. L'ora X è arrivata e si comincia lo svezzamento, momento assai delicato che spesso getta in ansia la mamma, specialmente se il bimbo sputa la pappa o la rifiuta. Tuttavia, farsi prendere dal panico non serve, anzi può addirittura peggiorare la situazione. Il piccolo ha solo bisogno di un po’ di tempo per abituarsi al cambiamento.

Imparare a “fare da soli” non è facile. È un percorso educativo lungo e graduale, che richiede pazienza e serenità da parte di mamma e papà. E ogni bambino ha tempi propri per iniziare a mangiare da solo. In genere, comunque, verso l’anno e mezzo di vita, il piccolo è ormai capace di maneggiare il cucchiaino e di portarlo alla bocca, anche se con qualche incertezza e una mira non del tutto precisa.

La Transizione dal Latte alla Pappa e agli Strumenti

L’approccio con nuovi sapori diversi dal latte, il contatto con il cucchiaino e, soprattutto, il passaggio dalle braccia della mamma al seggiolone molto spesso provocano, infatti, nel bambino una reazione di ostinato rifiuto verso la pappa. Per agevolare questo passaggio si possono adottare alcune strategie.

Innanzitutto, è bene coccolare il piccolo per tutti i risultati positivi raggiunti ed evitare di innervosirsi o di sgridarlo se chiude la bocca quando gli si avvicina il cucchiaino alle labbra o sputa la pappa dopo averla messa in bocca. Per la riuscita di questa delicata fase è fondamentale che i genitori si mantengano tranquilli e sereni. Il bebè è, infatti, molto sensibile a cogliere ogni segno di tensione e nervosismo da parte di mamma e papà e può anche reagire rifiutando il cucchiaino, creando in questo modo maggiore apprensione nei genitori. Si innesca così un circolo vizioso che diventa poi difficile da spezzare. Non bisogna, invece, arrendersi ai primi rifiuti del bebè e offrirgli il latte al posto della pappa pur di farlo mangiare. Così facendo, infatti, il bimbo farà sempre più fatica a imparare a mangiare dal cucchiaino e a sviluppare le competenze necessarie.

Per i primi tempi, si può all’inizio offrire la pappa al piccolo tenendolo in braccio, per rassicurarlo nel passaggio dai sapori familiari. Un altro stratagemma utile è lasciare al bambino a disposizione un cucchiaino colorato per giocare, in modo che possa prendere conoscenza con questo nuovo oggetto. Così il bambino, giorno dopo giorno, prende confidenza con il nuovo oggetto e opporrà minori resistenze quando dovrà usarlo veramente, non per gioco ma per mangiare.

Un punto importante da considerare riguarda l'uso del biberon per la pappa. Alcune fonti suggeriscono che per i primi tempi, si può offrire la pappa al piccolo con il biberon utilizzando una tettarella dal foro largo. Questo stratagemma permette di abituare il bebè al nuovo sapore della pappa senza aggiungere nello stesso momento anche il “trauma” del cucchiaino. Tuttavia, è importante, tuttavia, evitare di mettere la pappa nel biberon come abitudine perché così non lo si aiuta ad apprendere bene i nuovi movimenti orali e la coordinazione necessaria per mangiare con il cucchiaino e deglutire cibi solidi.

Suggerimenti per un Processo di Apprendimento Sereno

  • Cominciare gradatamente: Iniziare lo svezzamento con alimenti semplici e ben tollerati, partendo magari dalla mela e dalla pera grattugiate od omogeneizzate, per abituare il palato a nuove consistenze e sapori.
  • Riproporre il cibo: Dopo un rifiuto, riproporre la pappa a distanza di 4-7 giorni, così da dare il tempo al bebè di abituarsi piano piano alle novità senza pressioni. È consigliabile evitare di forzare il bambino a mangiare, preparandosi a un lungo tirocinio con il cucchiaino.
  • Accettare il pasticcio: In questa fase sono inevitabili i pasticci, come il lancio per aria del cucchiaino con la pappa o piattini e bicchieri rovesciati con tutto il loro contenuto. È bene organizzarsi con una tovaglia di plastica facilmente lavabile e far indossare al piccolo un grembiulino per contenere il disordine e ridurre lo stress dei genitori. La libertà di sperimentare con il cibo, anche toccandolo e spalmando, è fondamentale per lo sviluppo sensoriale.
  • Dal cucchiaino alla forchettina: Quando il piccolo avrà imparato a destreggiarsi bene con il cucchiaino, si può passare all’uso della forchettina. È bene ricorrere a quelle specifiche per l’infanzia in gomma o in silicone per evitare che il piccolo ancora un po’ maldestro possa farsi male. Si può farlo mangiare da solo all’inizio e poi imboccarlo per concludere il pasto in modo da fargli mangiare tutta la pappa prima che si raffreddi. In questi suoi primi tentativi è bene lodare il bambino ogni volta che riesce a portare correttamente un boccone in bocca da solo.
  • Pazienza e rinforzo positivo: Mamma e papà devono avere tanta pazienza nell’insegnare al piccolo a mangiare da solo. Tocca il cibo con le mani, lo spalma dappertutto, lo mette nel bicchiere e ci rovescia dentro l’acqua. Niente paura: progressivamente imparerà e dopo l’uso del cucchiaino si potrà passare anche alla forchettina. Ogni piccolo successo deve essere riconosciuto e celebrato per incoraggiare il bambino.

Passare dal seno o dal biberon all’uso del cucchiaino non è cosa semplice per un bambino. Un buon metodo per insegnargli gradualmente a mangiare da solo è iniziare a farlo giocare con il cucchiaino fino a quando pian piano comincerà a usarlo in autonomia per mangiare. Questo percorso richiede molta pazienza da parte dei genitori, ma è un investimento prezioso nel rapporto del bambino con il cibo e nella sua autonomia.

Bambino che gioca con il cucchiaino durante lo svezzamento

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