La 55. Biennale d'Arte di Venezia presenta un'opera che non passa inosservata: "Alison Lapper Pregnant", una scultura gonfiabile di undici metri creata dall'artista Marc Quinn. L'imponente figura, che raffigura una donna affetta da focomelia e incinta, è stata posizionata strategicamente nel piazzale antistante la Chiesa di San Giorgio Maggiore, creando un netto e significativo contrasto con l'architettura sacra circostante. La sua mole imponente la rende visibile da un'ampia area, suscitando inevitabilmente reazioni e riflessioni in chiunque la osservi.

Questo posizionamento audace solleva interrogativi, soprattutto in chi, in passato, aveva espresso critiche verso altre opere d'arte contemporanea esposte in contesti veneziani, come ad esempio "Boy with Frog" alla Punta della Dogana. L'impatto visivo e ambientale di "Alison Lapper Pregnant" è innegabilmente più marcato, portando a chiedersi se vi saranno nuove proteste o raccolte di firme per la sua rimozione, o se, questa volta, l'opera sarà accolta senza dibattiti accesi. L'opera è destinata a rimanere esposta per l'intera durata della Biennale, diventando un punto focale di discussione artistica e culturale.
L'Arte come Specchio della Società e la Visione di Marc Quinn
"Alison Lapper Pregnant" non è solo una scultura monumentale, ma un potente simbolo che porta con sé una profonda riflessione sulla maternità, sulla disabilità e sulla resilienza umana. Marc Quinn, noto per il suo approccio provocatorio e per l'esplorazione del corpo umano attraverso materiali non convenzionali, ha scelto di rappresentare Alison Lapper, una pittrice focomelica, in uno dei momenti più intimi e trasformativi della vita: la gravidanza. L'opera, alta 11 metri, è stata precedentemente al centro della cerimonia inaugurale dei Giochi Paralimpici di Londra nel 2012, sottolineando ulteriormente il suo significato legato alla forza e al superamento delle avversità.
Marc Quinn - 2 Minutos de Arte
Quinn è noto per le sue opere che sfidano le percezioni convenzionali di bellezza e normalità. Opere come "Self" (1991), un calco della sua testa realizzato con otto litri del suo stesso sangue congelato, o la statua marmorea di quindici tonnellate di Alison Lapper esposta nel 2005 a Trafalgar Square, dimostrano il suo interesse per temi come la vita, la morte, l'identità e la trasformazione. La sua antologica alla Fondazione Cini ha esplorato il rapporto tra arte e scienza, celebrando "il timore e la meraviglia nei confronti del mondo in cui viviamo", con l'installazione conclusiva "Evolution" che celebra la creazione e la vita. Le sue mostre hanno toccato temi come la chirurgia estetica, il genere e la trasformazione, sfidando le nostre concezioni di bellezza. Altri temi chiave includono i cicli di crescita ed evoluzione, la genetica, la manipolazione del DNA, e le questioni della vita, della morte e dell'identità.
OTB Foundation: Un Impegno Concreto per il Sociale e la Cultura
Parallelamente all'impatto visivo dell'opera d'arte, la presenza di OTB Foundation a Venezia evoca una riflessione più ampia sull'impegno filantropico e sociale. OTB Foundation, ente del Terzo Settore (ETS), si dedica a promuovere lo sviluppo sociale e la salvaguardia del patrimonio artistico italiano, obiettivi chiave per il Gruppo OTB e il suo fondatore Renzo Rosso. Il sostegno finanziario accordato da OTB a Venezia, pari a 5 milioni di euro, ha visto la gestione diretta dei lavori iniziati nel 2014, affiancando esperti del Comune e maestranze per garantire risultati ottimali.
L'impegno di OTB Foundation si articola in una vasta gamma di iniziative, dimostrando una visione olistica del benessere sociale. L'organizzazione supporta progetti che promuovono l'autonomia di donne, giovani e persone con background migratorio, operando sia in Italia che a livello internazionale. Un esempio concreto è il sostegno a "Cittadella dei Ragazzi" a San Vittore Olona, un centro di supporto educativo e psicologico per minori a rischio di disagio psicosociale o abbandono scolastico.

La Fondazione è attivamente coinvolta nella promozione della parità di genere e nel supporto alle donne. Iniziative come il bando "Brave Actions for a Better World" mirano a potenziare laboratori di formazione e produzione per il reinserimento sociale ed economico dei beneficiari. L'impegno si estende anche alla sensibilizzazione su temi cruciali come la violenza di genere, il bullismo e il cyberbullismo, attraverso workshop, eventi e percorsi didattici multidisciplinari.
La Fondazione ha dimostrato un forte impegno anche in contesti di emergenza. Durante la pandemia di Covid-19, ha donato quasi un milione di unità di DPI e attrezzature specializzate, finanziato la conversione di reparti ospedalieri in aree Covid, sostenuto i costi per i positivi asintomatici in isolamento e fornito beni alimentari e farmaceutici a famiglie in difficoltà. Inoltre, ha donato centinaia di tablet per supportare la Didattica a Distanza e riqualificato un importante hub vaccinale anti-Covid.
L'iniziativa "Job Clinic Online", supportata da OTB Foundation, facilita l'incontro tra domanda e offerta di lavoro e promuove l'integrazione socio-economica di migranti e stranieri. La piattaforma ha permesso l'inserimento di numerosi curricula e l'organizzazione di colloqui, con un tasso di successo significativo.
OTB Foundation supporta anche progetti di reinserimento lavorativo per rifugiati ucraini, il primo nel settore moda in Italia, offrendo percorsi formativi e possibilità di assunzione a lungo termine. La collaborazione con San Patrignano ha portato alla realizzazione di un documentario per prevenire le dipendenze, raggiungendo giovani studenti in tutta Italia.
La Fondazione ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo impegno sociale, tra cui il "Philanthropy and Society Award" ai CNMI Sustainable Fashion Awards 2022 e un riconoscimento speciale per la Responsabilità Sociale da Cesvi. La vicepresidente Arianna Alessi è spesso protagonista di eventi e pubblicazioni che sottolineano il ruolo delle donne ai vertici aziendali e nel sociale.
La Biennale di Architettura e la Riflessione sul Futuro
La 55. Biennale d'Arte di Venezia, pur ospitando "Alison Lapper Pregnant", si inserisce in un contesto più ampio di riflessione artistica e culturale che si estende anche alla Biennale di Architettura. L'edizione del 2021, intitolata "How will we live together?", curata da Hashim Sarkis, ha posto l'accento sulla necessità di ripensare il nostro modo di abitare il pianeta, affrontando temi come l'ambiente, l'inclusione sociale, gli habitat, i conflitti e la salute.
L'esposizione ha esplorato la mutazione del corpo umano, la relazione con altri biosistemi, le nuove forme di famiglia e comunità, le tecnologie costruttive innovative e le sfide poste dalle migrazioni e dalle crisi socioeconomiche. Opere come "Designing for New Bodies" di Ani Liu, che esplora la gravidanza non femminile, o "Social Contracts: Choreographing Interactions" di Allan Wexler, che riflette sulle interazioni sociali attraverso il cibo, hanno stimolato il dibattito.

La Biennale di Architettura ha evidenziato come l'architettura debba farsi carico di un ruolo politico, proponendo soluzioni basate su fonti scientifiche e orientate all'inclusività. La collaborazione tra architetti, scienziati e altri professionisti è fondamentale per affrontare le sfide del futuro. L'idea che il progetto abbia un ruolo didattico è tornata in primo piano, con l'architetto chiamato a interpretare i messaggi di allarme provenienti dalla ricerca scientifica.
La mostra ha presentato anche progetti che esplorano nuove forme di coabitazione, come "Living Apart Together", che rilegge il condominio come sistema abitativo complesso, e "As Emerging Communities", che analizza come le mutazioni globali richiedano nuovi strumenti operativi per rispondere al bisogno di servizi diversificati.
Alison Lapper: La Musa Ispiratrice e la sua Visita a Venezia
La presenza di Alison Lapper a Venezia, la musa ispiratrice dell'opera di Marc Quinn, ha aggiunto un ulteriore livello di significato all'evento. La pittrice, nata senza braccia e con una malformazione alle gambe, è diventata celebre grazie alla statua che le dedicò Quinn nel 2005 a Trafalgar Square, trasformandola in un'icona monumentale della lotta per la vita, al di là della disabilità. La sua visita a Venezia ha incluso un tour tra le bellezze cittadine e una visita alla Fondazione, dove ha potuto contemplare la versione gonfiabile della statua a lei dedicata. La sua presenza ha offerto un'opportunità unica per riflettere sul potere trasformativo dell'arte e sulla capacità di un'opera di diventare un simbolo universale di forza e resilienza.
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