La progettazione di una biblioteca moderna rappresenta oggi una delle sfide architettoniche più complesse, richiedendo un equilibrio perfetto tra la conservazione di un patrimonio storico, la funzionalità tecnologica e l'accoglienza umana. Il passaggio dal modello di biblioteca come mero deposito di volumi a quello di "organismo vivente" e luogo di aggregazione sociale ha guidato i progetti più significativi inaugurati nel primo scorcio del millennio, ponendo le basi per un nuovo modo di concepire lo spazio pubblico.

L’Istituto di Storia della Scienza di Firenze: Architettura e Scienza
La nuova biblioteca dell’Istituto di storia della scienza di Firenze è stata solennemente inaugurata dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il 9 aprile 2002. L’Istituto possiede una biblioteca specializzata in storia delle scienze e delle tecniche che ha avuto negli ultimi anni un imponente e continuo sviluppo: il patrimonio si aggira oggi attorno ai 100.000 fra volumi e opuscoli, oltre 1000 testate di periodici, di cui 200 correnti, e a circa 6000 opere in microfilm e microfiche.
Nella grande sala di lettura, situata al terzo piano, sono disposte a scaffale aperto le opere di consultazione: un’autentica architettura di libri con scaffalature, colonne, e un ballatoio con balaustra che trasforma il soppalco in un balcone interno affacciato sul suggestivo panorama fiorentino. Nella sala d’ingresso è posizionato il sistema antitaccheggio e sistemata la vasta raccolta di miscellanee, mentre nei due locali attigui alla sala di lettura si trovano le sezioni periodici e un locale destinato alla sezione Galileiana.
I nuovi locali sono attrezzati con postazioni di consultazione dell’archivio online per consentire l’accesso al catalogo della biblioteca e alle importanti basi dati prodotte dai Servizi bibliografici, come la Bibliografia italiana di storia della scienza e la bibliografia internazionale galileiana. I vecchi solai impraticabili del quarto piano sono stati trasformati in capienti depositi librari e in confortevoli ambienti di lavoro affacciati sulle sale sottostanti. In questi locali sono collocati fondi speciali estremamente rilevanti per la storia della scienza ottocentesca, come il Fondo Balocchi o l’imponente raccolta di opuscoli del Fondo di Fisica. La biblioteca è in grado di ospitare 2600 ml di contenimento librario, circa 50 postazioni di lettura e 30 di lavoro. Tutti gli ambienti, ad eccezione del soppalco di servizio, sono facilmente accessibili da parte del disabile.
Il Restauro Conservativo e l’Innovazione: La Biblioteca Nazionale
Una struttura viva, attiva e attuale come la BNCR, realizzata negli anni Cinquanta, necessitava a distanza di tempo di una rivisitazione di funzioni e di immagine. Le sale di lettura sono state differenziate, secondo le loro caratteristiche, nella disposizione e negli arredi, prevedendo spazi per uffici sullo sfondo delle sale stesse. Parimenti il settore arredativo spazia dai tavoli modulari di lavoro e lettura, austeri, squadrati, dai colori severi, ai banchi di informazione, distribuzione e simili curvi e colorati, così come il nuovo logo della biblioteca nazionale unisce la geometria della lettera B all’interpretazione frastagliata e colorata della lettera N.
Nelle sistemazioni esterne, con omogenea coerenza, il percorso pedonale segue un andamento leggermente curvilineo e si conclude nel grande piazzale di ingresso, collegato con una scalinata in curva alla cavea, su base circolare, per soste all’aperto, riunioni ed eventi. È stato effettuato l’adeguamento delle infrastrutture al progresso tecnologico con la realizzazione di una rete locale che ha consentito la connessione di oltre 700 punti terminali e la creazione di una sala multimediale, ma principalmente una diversa organizzazione dei servizi con la disseminazione di oltre 50 personal computer in rete nei punti di maggior affluenza (galleria e sale di studio). Inoltre, la nuova organizzazione degli spazi, con 7 punti di distribuzione del materiale librario proveniente dai magazzini, rende possibile consultare libri e periodici da ognuna delle aree destinate alla lettura. È stata creata una nuova sala di studio destinata alle collezioni speciali e ai manoscritti, alle scienze e alla tecnologia, una sala multimediale, una sala dedicata allo spettacolo, sport e cinema, una alla linguistica e letteratura, umanistica, storia, emeroteca.
De Pasquale, Macrì: RESTAURARE IL '900: I PROGETTI DELLA BIBLIOTECA NAZIONALE CENTRALE DI ROMA
Il Complesso del San Giovanni a Pesaro: Trasparenza e Accoglienza
Il complesso monumentale del San Giovanni a Pesaro, restaurato con un progetto finanziato dalla Fondazione Scavolini, ospita in un edificio del Cinquecento una biblioteca di ispirazione e standard internazionali. I lavori di ristrutturazione hanno reso il San Giovanni uno spazio trasparente, formato da grandi volumi aperti verso l’esterno, sul giardino e sugli edifici storici vicini.
L’accesso principale alla biblioteca funge da punto di orientamento generale verso le diverse attività: uno spazio di circolazione, snodo logistico all’intero edificio e ai diversi servizi con pannelli di orientamento, la segnaletica con la mappa della biblioteca, il box per la restituzione libri a biblioteca chiusa, il box auto prestito e un totem della Holden che intrattiene il lettore in attesa del suo turno con presentazioni audio di libri. Il salone dà sul balcone esterno attrezzato con tavolini e sedie per la lettura all’aperto nella buona stagione.
Villa Dora: Architettura Neoclassica e Funzionalità Dewey
La biblioteca di Villa Dora è stata inaugurata il 4 maggio 2002. Il complesso che la ospita è una delle più significative testimonianze della diffusione dei modelli dell’architettura neoclassica del Friuli: acquistato dal Comune di San Giorgio di Nogaro nel 1990, esso è l’esito di una successione molto complessa di trasformazioni e adattamenti dell’impianto e della tipologia originari avvenuti lungo un arco di tempo molto ampio, a partire dal XVI secolo, con un intensificarsi degli eventi “catastrofici” nel secondo dopoguerra.
Obiettivo principale del progetto di restauro e ristrutturazione è stato la massima valorizzazione dei caratteri e delle qualità architettoniche ancora presenti nel complesso di Villa Dora, senza inseguire improbabili e non documentabili “situazioni originarie”. La biblioteca è ubicata nel corpo principale della villa: tutto l’arredo è nuovo e studiato su misura per valorizzare gli spazi esistenti predefiniti, cosa che ha portato a una scelta della distribuzione dei volumi a scaffale aperto secondo argomento seguendo la Classificazione decimale Dewey: c’è la sala della narrativa italiana, quella delle narrative straniere, la sala di consultazione, la sala ragazzi, la sala della classe 600 e quella della 700, e così via in un percorso logico ma strutturato.
Il salone passante al piano terra funziona oltre che come ingresso principale, come spazio per la consultazione, l’informazione e i prestiti. Al secondo piano, collegati dalla scala di servizio e dai montacarichi, sono ricavati gli spazi per gli uffici, gli archivi ed eventuali laboratori. Al piano superiore la sala viene invece prevista con utilizzo espositivo/museale, sia per il locale museo archeologico che per eventuali mostre temporanee. Un parco in fase di restauro circonda la villa e sono in ristrutturazione le barchesse, che accoglieranno le associazioni culturali. L’edificio è a norma sia per la sicurezza che per il superamento delle barriere architettoniche.

Le Biblioteche dell’Unical: Integrazione Paesaggistica
Il nuovo edificio delle biblioteche dell’Unical, inaugurato il 7 febbraio 2001 dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, è composto essenzialmente da tre corpi funzionalmente interconnessi da una lunga galleria a vetri centrale: ogni corpo di fabbrica è costituito da un volume basso a due piani con pareti esterne pannellate a vetri riflettenti, e un volume alto a cinque piani collegati da un percorso sopraelevato esterno, con pareti in cemento armato e infissi metallici.
I tre corpi di fabbrica sono separati l’uno dall’altro ma realizzati in modo da consentire che tra gli edifici e la campagna ci sia la continuità fisica e non solo prospettica con il paesaggio nel quale la biblioteca è inserita. Non si è trattato di un’opera semplice. La sua costruzione è proceduta più lentamente di quanto sia accaduto per le strutture dipartimentali. Oltre 20.000 mq di superficie, 15.000 metri lineari di scaffali aperti al pubblico, 900 posti di lettura e 300 punti di rete telematica, danno una soluzione strutturale a un sistema di biblioteche che aveva registrato, su tale terreno, dei forti ritardi.
Viene così data sistemazione e consultabilità uniforme ai 400.000 volumi posseduti dalle biblioteche dell’Unical, le quali possono offrire maggiori orari di apertura, maggiori strumenti di consultazione fisica e digitale. La nuova sede permette di potenziare l’offerta di strumenti e servizi bibliotecari destinati ai nuovi ordinamenti didattici e alla ricerca. La suddivisione della nuova biblioteca in tre corpi di fabbrica, organizzati funzionalmente e tipologicamente nello stesso modo, deriva dalla necessità di individuare le diverse specializzazioni scientifiche presenti nell’ateneo. Tale suddivisione si è poi riflessa anche nell’organizzazione istituzionale del sistema bibliotecario, incentrato su tre biblioteche di area contigue (Biblioteca interdipartimentale di scienze economiche e sociali “E. Tarantelli”, Biblioteca di area umanistica “F.E.
Reti Scolastiche: Bibliomediateca “Hugues Alighieri Trevigi”
La scuola “Hugues Alighieri Trevigi” di Casale Monferrato è titolare di un progetto “Biblioteca” finanziato dal MIUR che prevede la realizzazione di una bibliomediateca destinata a bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni ed è stata designata come scuola polo nella zona di Casale per gestire l’organizzazione di una rete di biblioteche scolastiche. È in via di costituzione la creazione di una rete di scuole nell’ambito del Distretto 76: hanno aderito al progetto le scuole elementari, medie inferiori e istituti comprensivi di Casale Monferrato e di Trino e si è costituita una commissione formata da insegnanti referenti delle diverse scuole per concordare i nuovi acquisti e le modalità di accesso alla biblioteca. La scuola possedeva una biblioteca situata in un’aula di circa 35 mq, con arredi vecchi e poco funzionali.
La Nuova Immagine della Biblioteca “Cesare Pavese”
L’immagine della nuova biblioteca “Cesare Pavese”, inaugurata il 25 marzo 2002, è caratterizzata da due corpi principali che, analogamente a due libri affioranti dal terreno, contengono in sé e proteggono lo spazio per la lettura e lo studio, rendendo così esplicito il rapporto simbolico che l’edificio pubblico è chiamato a stabilire con la città. La biblioteca è organizzata, in corrispondenza alla sua immagine architettonica e al suo impianto, attraverso due sezioni principali dedicate rispettivamente a ragazzi e a adulti, divise funzionalmente ma unite da due zone centrali di accesso-prestito (nella parte anteriore) e sala riunioni, sala video, zona prescolare (nella parte posteriore).
In entrambi i corpi di fabbrica a metà del percorso è ricavata una zona di maggiore ampiezza rispetto agli spazi in successione modulare, dedicata ad aggregazioni temporanee, di maggiore flessibilità spaziale. L’intero impianto della biblioteca è caratterizzato da un semplice sistema spaziale che isola zone dedicate ad attività specifiche, dedicando a esse la necessaria riservatezza, ma mantenendole vincolate a un disegno complessivo dello spazio: l’intera biblioteca è un “percorso”, percorribile nei due sensi, una sorta di organismo vivente.
Palazzo Durante e la Biblioteca “Renzo Deaglio”
La biblioteca civica “Renzo Deaglio” occupa l’ala ovest di Palazzo Durante, edificio storico compreso nel centro antico della città. La struttura accoglie i suoi utenti al primo piano del palazzo, nell’ampio ingresso collegato visivamente, attraverso una bucatura circolare, al sottostante androne del corpo scala. Il locale, attrezzato per la consultazione degli schedari, disimpegna la ricezione e il collegamento verticale con il piano soprastante.
La notevole altezza interna del piano ha permesso la realizzazione di un ammezzato che accoglie la sezione di storia dell’arte e la zona per studiosi. Al quarto livello, caratterizzato dall’imponente struttura lignea della copertura lasciata a vista, si trovano l’Auditorium e la caffetteria; L’Auditorium, dotato di impianto voci per relatori e di impianto di videoproiezione, può ospitare le manifestazioni connesse alle attività della biblioteca e dispone di 96 posti a sedere.

Ex Convento delle Oblate: Conservazione e Futuro
La Biblioteca comunale centrale, inaugurata il 20 giugno 2002, è situata al piano terra dell’ex Convento delle Oblate e si sviluppa intorno a un bellissimo chiostro trecentesco. La biblioteca, a scaffale chiuso, è principalmente una biblioteca di conservazione, ma possiede anche alcuni fondi moderni speciali quali il Fondo Pieroni Bortolotti o il Fondo Istria, Fiume e Dalmazia, e svolge un’intensa attività di promozione della lettura. Nel 1998 il Comune di Firenze ha dato inizio al progetto di recupero dell’intero convento per la realizzazione del Centro del Novecento che prevede la presenza al piano terra della biblioteca, che ben si inserisce in questo progetto come centro di documentazione, mentre al primo e secondo piano un grande spazio museale e una sala per convegni, seminari o esposizioni temporanee.
La parte del progetto riguardante la biblioteca comunale ha previsto essenzialmente interventi sui locali a disposizione del pubblico con la realizzazione di una seconda sala di lettura, un nuovo front office attrezzato con postazioni informatizzate per la consultazione del catalogo online e spazi adeguati per il lavoro degli operatori oltre alla messa a norma degli impianti elettrici, all’abbattimento delle barriere architettoniche e al cablaggio dei locali per il collegamento veloce alla rete dati. Scopo della ristrutturazione della biblioteca è stato ampliare e migliorare l’offerta dei servizi al pubblico rendendo più funzionali i locali e gli arredi e al tempo stesso mantenere le funzioni di conservazione e valorizzazione del proprio patrimonio storico.
Castione della Presolana: Progetto Pilota Regionale
La nuova Biblioteca comunale di Castione della Presolana è stata inaugurata nel mese di dicembre 2001. Il progetto ha comportato un notevole aumento delle superfici utili della biblioteca, dai preesistenti 130 mq fino agli attuali 370, nonché il totale abbattimento delle barriere architettoniche esistenti, divenendo così uno dei cinque Progetti Pilota dell’anno 1998 che sono stati scelti, finanziati e divulgati dalla Regione Lombardia.
L’attuale biblioteca è stata completamente riprogettata: il vecchio ingresso è stato “declassato” a semplice uscita di sicurezza mentre il nuovo ingresso, raggiungibile con l’ascensore o la scala esterna, si presenta con un atrio riscaldato attraverso il quale si accede comodamente alla biblioteca ampliata. La sala lettura è stata allestita nella parte ampliata sulla vecchia terrazza ed è caratterizzata dall’avere tre lati pressoché interamente vetrati, così da agevolare la visibilità alla persona su sedia a rotelle. Dall’ampio disimpegno si accede alla zona reception/prestito che è stata ricavata sotto il parcheggio soprastante e nel quale fanno bella mostra i due grandi cilindri metallici che costituiscono due pozzi di luce per gli ambienti sottostanti. Una serie di nuove aperture, realizzate nei vecchi muri in calcestruzzo, consentono da un lato la collocazione delle postazioni pc per il pubblico, definendo una moderna integrazione tra struttura muraria pesante e tecnologia leggera.
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