L'arte della quiete: i migliori album di ninne nanne come sottofondo musicale

Il mondo sonoro che accoglie un bambino nei suoi primi istanti di vita è plasmato dalla voce di chi lo circonda. I primissimi libri che si propongono ai neonati, ai bimbi di poche ore appena, sono quelli delle filastrocche, perché la voce della mamma è il suono più rassicurante e amato che conoscono. I benefici del canto, ma anche solo del timbro materno, magari scandito ritmicamente in un testo, sono celebrati universalmente e spesso le madri incominciano a leggere ai propri figli quando ancora sono nel loro grembo: il suono della voce della mamma sa cullare, sa far giocare, sa richiamare l’attenzione… la mamma è l’unico orizzonte interessante per i bambini appena nati.

Una madre che canta una ninna nanna al proprio neonato in una stanza illuminata dalla luce soffusa della sera

Accanto alla voce materna, una buona prassi da incentivare è quella dell’ascolto di musica classica. A questo riguardo una bella collana di qualche anno fa, ma ancora disponibile, è curata dall’editore Curci e noi ci stiamo facendo accompagnare da Le mie più belle Ninne nanne dal repertorio classico. Il libro è sostanzialmente una galleria di soggetti sognanti o di immagini oniriche e rilassanti, in ogni doppia pagina poche righe introducono il testo. Ad esempio, per Fryderyk Chopin si scrive: «Si direbbe il bisbiglio di una mamma che addormenta dolcemente il suo bambino, quando le luci si spengono e tutto intorno è silenzioso». Per Wolfgang Amadeus Mozart si legge: «La musica di Mozart ci apre le braccia: lasciati avvolgere, ti condurrà fino al Castello della Regina dei sogni». Infine, per Franz Schubert, i versi di questa melodia recitano: “Ninna nanna, bel piccino biondo, gli angioletti vegliano su di te”. La voce e l’abbraccio di una mamma: cosa c’è di più dolce per addormentarsi? Quattro gli illustratori che si alternano tavola dopo tavola, donando all’incedere del testo una varietà che in parte fa da eco alla diversità dei brani musicali.

Dalla rivoluzione dei Fab Four al calore del cantautorato

Tra la discografia dei Beatles e quella solista di ognuno dei componenti, da ‘Beautiful Boy’ a ‘Hey Jude’ molte melodie si presterebbero alla nostra playlist, ma abbiamo scelto di iniziare con un brano forse meno noto dei Beatles: ‘Good Night’ (1968). Si tratta comunque di un cult, scelto per concludere il doppio LP del ‘White Album’, proprio per la sua ambiguità tra una ninna nanna e un primo indizio di commiato dai fan. John Lennon la scrisse idealmente per suo figlio Julian, ma preferì affidarne l’interpretazione a Ringo Starr, a detta di Paul McCartney perché cantare una ballad avrebbe rovinato la sua immagine “da macho”, un punto di orgoglio prima della rivoluzione con Yoko Ono.

Il disco in vinile del White Album dei Beatles che gira su un giradischi vintage

Spostandoci verso una sensibilità più intimistica, troviamo Carole King con ‘Child of Mine’ (1970). ‘Child of Mine’ gode di un testo immediato, nella purezza delle parole di una madre al proprio bambino. Eppure racchiude un significato eterno e profondo quanto semplice: nel brano, una traccia di ‘Writer’, il grande debutto di Carole King, c’è tutta la tenerezza e l’essenza dell’amore, nel legame eterno che una mamma promette fin dalla culla, guardando con occhi nuovi - quelli del bambino - il mondo che verrà.

Non possiamo poi dimenticare la tradizione del cantautorato statunitense che trova in James Taylor un esponente d'eccezione con ‘Sweet Baby James’ (1970). Si tratta di una ninna nanna pensata di getto mentre guidava verso la Carolina per andare a conoscere il suo nipotino appena nato, figlio del fratello maggiore Alex. Il James adulto va a conoscere il ‘piccolo dolce James’, battezzato proprio come lui.

La ricerca della pace tra malinconia e teatro

Spesso le ninne nanne non sono solo canti gioiosi, ma esplorano anche il lato fragile dell'esistenza. ‘Everything’s Alright’ da ‘Jesus Christ Superstar’ (1970-1973) ne è un esempio magistrale. È uno dei brani portanti dell’opera rock di Tim Rice e Andrew Lloyd Webber. Maria Maddalena, che nel film ricordiamo nell’intensa interpretazione di Yvonne Elliman, è un personaggio dolce e comprensivo, che tenta con la propria umanità di consolare e confrontare Gesù Cristo, il dio incarnato uomo, mentre lotta con il peso e le incertezze del suo destino imminente. Il contenuto lirico della canzone tocca più livelli, ma ruota attorno all’amore e alla ricerca della pace in mezzo al caos.

In una direzione diversa, Tom Waits ci regala ‘Midnight Lullaby’ (1973). L’atmosfera di questa canzone “da quattro soldi” riflette la capacità dell’autore di catturare l’essenza della malinconia e del desiderio. Qui Tom Waits esplora le profondità delle emozioni umane accanto alla sua compagna, forse di una notte, quando i pensieri rimbombano e fa troppo male stare soli. Meglio sognare, che tanto costa poco, e meglio ancora sognare in due, per mettere via almeno qualcosa da ricordare. La solitudine prima o poi è di tutti, a mezzanotte due solitudini si possono incontrare, e anche la luna - quando c’è - non costa nulla. ‘Midnight Lullaby’ era contenuta in ‘Closing Time’, l’album di debutto di Waits del ’73.

Il legame padre-figlio come fonte di ispirazione

Esistono canzoni nate per trasmettere valori profondi o superare momenti di transizione familiare, trasformandosi nel tempo in veri e propri classici del riposo. Bruce Springsteen, con ‘Pony Boy’ (1992) inserita dentro ‘Human Touch’, ci regala una testimonianza preziosa. Era una canzone che la nonna di Bruce Springsteen gli cantava quando lui era molto piccolo, risalente addirittura al 1909, scritta da Bobby Heath e Charley O’Donnell e resa popolare dal musical di Broadway ‘Miss Innocence’. Ho inventato molte parole dei versi; sono sicuro che in mezzo ci siano delle parole vere, ma non sono sicuro che siano quelle che ho usato. Era la canzone che cantavo al mio bambino Evan quando era ancora dentro Patti. E quando uscì, la sapeva. È divertente. E funzionava, come per magia. Piangeva, io la cantavo e lui si fermava in un attimo. Sorprendente!

Un padre che legge una favola della buonanotte al suo bambino seduto sul bordo del letto

Infine, Billy Joel ha saputo cristallizzare il concetto di amore incondizionato attraverso la musica. L’originale parlava di una storia d’amore dove le ragazze domano i ragazzi, lui invece l’ha rielaborata come la prima delicata esplorazione del mondo di un padre col proprio bambino. Alexa aveva circa sette anni. Sua madre [Christie Brinkley] e io stavamo per lasciarci, e lei sapeva che sarebbe successo. Durante quel periodo, mi ha chiesto: ‘Cosa succede quando muori?’. Ogni bambino probabilmente lo chiede ai propri genitori, perché per loro è una cosa spaventosa. Il modo migliore in cui potevo spiegarglielo era: ‘Beh, entri nei cuori delle altre persone’. Sembrava d’accordo, ma gliel’ho voluto dire attraverso questa canzone. Ho pensato che fosse un buon modo per trasmetterglielo. Billy Joel voleva fare capire alla sua bambina che per lei ci sarebbe sempre stato, con amore incondizionato e senza tempo.

La varietà di questi brani, che attingono tanto dalla tradizione popolare quanto dall'esperienza personale di artisti iconici, dimostra come la ninna nanna non sia solo un esercizio di stile, ma un ponte emotivo tra generazioni. Dall'ascolto consapevole che passa attraverso la musica classica fino alle ballate moderne, l'atto di cullare con la voce o con un sottofondo musicale resta una delle forme più antiche e potenti di comunicazione umana. La scelta di un brano adatto può trasformare il momento del sonno in un'occasione di connessione profonda, dove il tempo sembra sospendersi per lasciare spazio soltanto alla serenità del riposo e alla sicurezza di un legame che, come suggerito da molti di questi brani, sa andare oltre la semplice durata di una traccia musicale, persistendo nel cuore e nella memoria di chi ascolta.

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