L'effetto Doppler è un fenomeno fisico che consiste nel cambiamento apparente, rispetto al valore originario, della frequenza o della lunghezza d'onda percepita da un osservatore raggiunto da un'onda emessa da una sorgente che si trovi in movimento rispetto all'osservatore stesso. Chiunque ha avuto occasione di sperimentare la variazione di frequenza di un suono prodotto da una sorgente in avvicinamento o in allontanamento, come nel caso classico della sirena di un'auto-ambulanza.

Fondamenti e Meccanismo dell'Effetto Doppler
Per capire l'effetto Doppler faremo riferimento alla seguente storiella: un tizio A (sorgente) e un tizio B (ricevente) si passano dei pacchi attraverso un lungo nastro trasportatore che avanza con velocità v. Supponiamo ora che, per velocizzare l'arrivo dei pacchi, il tizio A non potendo variare la velocità di avanzamento del nastro decida di avanzare nella stessa direzione di marcia del nastro con velocità v_s fermo restando il "ritmo regolare" con cui carica il nastro di pacchi al secondo. Poiché tali pacchi avanzano con la velocità del nastro, al tizio B arriveranno pacchi ogni t secondi.
Il numero di pacchi che egli scaricherà in un secondo sarà pertanto f'. Supponiamo ora che il tizio A sia impossibilitato a muoversi e che tuttavia si voglia aumentare il numero di pacchi che riceve il tizio B. Ciò può essere ottenuto dicendo al tizio B di "venir incontro" ai pacchi con una velocità prefissata. È evidente che ora il tizio B si vede venir incontro i pacchi separati da una distanza ad una velocità superiore.
L'effetto Doppler riguarda le onde sonore, che hanno bisogno di un mezzo materiale (l’aria) per propagarsi, e viene percepito come una variazione del tono del suono mentre si allontana o si avvicina alla sorgente. Quando la fonte del suono si avvicina all’osservatore, le onde sonore devono percorrere uno spazio inferiore e impiegano meno tempo a raggiungerci arrivando con una frequenza più alta perché in poco tempo percepiamo una quantità di onde sonore alta. Mentre quando la fonte del rumore si allontana, le onde devono percorrere più spazio rispetto a prima e la frequenza si riduce, portando ad un suono più grave.
Il Ruolo del Mezzo di Propagazione e i Limiti di Velocità
Nel caso di onde meccaniche, come quelle sonore, il mezzo in cui le onde si propagano individua un sistema di riferimento privilegiato. C'è perciò una differenza fisica tra il caso in cui l'osservatore è fermo e la sorgente in moto, e viceversa quello in cui la sorgente è ferma e l'osservatore in moto.
C'è un aspetto sorprendente nella vicenda: anche facendo sì che il tizio B vada incontro ai pacchi con la stessa velocità con cui il tizio A avanzava, le frequenze che egli percepisce sono differenti. A prima vista ciò sembra in palese contraddizione con il principio di relatività galileiana: due osservatori solidali nei due casi dovrebbero misurare la stessa frequenza percepita. Il fatto è che viene meno l'equivalenza dei due osservatori inerziali avendo trascurato un fatto: nel sistema fisico in questione vi è un sistema di riferimento "privilegiato", quello in cui il mezzo è immobile e nel quale l'onda viaggia con velocità v.
Cosa accadrebbe se addirittura il tizio A avanzasse più velocemente del pacco che appena appoggiato sul nastro trasportatore? La risposta è semplice: i pacchi arriverebbero al tizio B in ordine inverso: il pacco che è stato appoggiato per ultimo arriverebbe per primo e così via. Se un tizio A avanzasse verso un tizio B più veloce del suono (si rammenti che la velocità del suono in aria è circa di 340 m/s) gridando "AMOR", cosa udirebbe allora il tizio B? Questo fenomeno è alla base del cosiddetto "bang supersonico" degli aerei a reazione.
La barriera del suono, le onde d'urto, i boom sonici e il cono d'onda d'urto.
L'Effetto Doppler nelle Onde Elettromagnetiche
Diverso è il discorso se l'onda che si propaga è la luce: uno dei postulati della relatività ristretta asserisce che la velocità della luce è la stessa per tutti gli osservatori in moto rettilineo uniforme uno rispetto all'altro. Non esiste cioè un unico sistema di riferimento privilegiato in cui la velocità della luce è la famosa costante c = 300.000 km/s. In questo caso quindi dovrebbe esservi completa simmetria delle due situazioni.
L'effetto Doppler relativistico si verifica anche per le onde elettromagnetiche come la luce, che non richiedono un mezzo di propagazione. Per le onde elettromagnetiche, il fenomeno prende il nome di red shift o spostamento verso il rosso. Una sorgente di onde in movimento verso sinistra subisce uno spostamento verso il blu (blueshift), mentre se si allontana lo spettro si sposta verso il rosso.
L’effetto Doppler, applicato alle onde luminose, è fondamentale nella astronomia radar e nella comprensione dell'Universo. L'effetto Doppler ha condotto allo sviluppo delle teorie sulla nascita ed evoluzione dell'Universo come il Big Bang, basandosi sul sistematico spostamento verso il rosso mostrato da quasi tutte le galassie esterne. Edwin Hubble utilizzò questo effetto per studiare il redshift di alcune galassie e da qui ne ricavò la relazione che lega la distanza delle galassie con la loro velocità di recessione, scoprendo così l’espansione dell’Universo.
Applicazioni Tecnologiche e Diagnostica Medica
L'effetto Doppler è utilizzato in una vastissima gamma di applicazioni moderne. In campo medico, è essenziale per la rilevazione della velocità del flusso sanguigno. Tale principio infatti è sfruttato dai Flussimetri Eco-Doppler (ADV, ovvero Acoustic Doppler Velocimeter), nei quali una sorgente di onde sonore, generalmente ultrasuoni, viene orientata opportunamente per misurare la velocità di scorrimento del sangue nei vasi.

Anche alcuni autovelox, i dispositivi per la rilevazione della velocità dei veicoli, si basano sull'effetto Doppler. Un fascio radar è lanciato contro un oggetto in movimento, per esempio un'automobile; se l'oggetto si sta allontanando dall'apparecchio radar, ogni onda di ritorno ha dovuto percorrere uno spazio maggiore della precedente per raggiungere l'oggetto e tornare indietro, quindi lo spazio tra due onde successive si allunga, e la frequenza delle onde radio cambia in modo misurabile. Usando le formule dell'effetto Doppler si può risalire alla velocità dell'oggetto.
L’effetto Doppler può avere applicazioni anche in ambito informatico: attraverso il microfono del computer è possibile rilevare precisamente il movimento di una mano, grazie alle onde provocate dallo spostamento dell’aria. Lo stesso procedimento è usato per le previsioni meteo perché permette di individuare con precisione la distanza, la velocità e la direzione delle nuvole o dei fronti nuvolosi.
Prospettive Storiche e Metodologiche
L'effetto fu analizzato per la prima volta da Christian Andreas Doppler nel 1845. Procedette quindi a verificare la sua analisi in un famoso esperimento: si piazzò accanto ai binari della ferrovia, e ascoltò il suono emesso da un vagone pieno di musicisti, assoldati per l'occasione, mentre si avvicinava e poi mentre si allontanava. Confermò che l'altezza del suono era più alta quando l'origine del suono si stava avvicinando, e più bassa quando si stava allontanando, dell'ammontare predetto.
L'effetto Doppler è un fenomeno fisico a cui assistiamo più spesso di quanto pensiamo nella vita di tutti i giorni. Esistono persino strumenti musicali che sfruttano l'effetto Doppler per rendere particolari effetti onomatopeici, come ad esempio il tamburo a frizione rotante che in Romagna è chiamato "raganella". È importante notare che la frequenza del suono emesso dalla sorgente non cambia nel sistema di riferimento solidale alla sorgente, ma è la geometria del moto relativo tra emettitore e ricevente rispetto al mezzo a determinare la variazione percepita.
Questa fu una scoperta rivoluzionaria ai tempi di Doppler. Christian Doppler suppose che questo effetto si applicasse a tutti i tipi di onde. L’ipotesi scientifica dell’epoca era che la luce richiedesse anche un mezzo di propagazione, la cui natura, tuttavia, non era nota e veniva chiamato "etere". Solo nel 1881 e nel 1887, rispettivamente, i fisici Albert A. Michelson e Edward W. Morley riuscirono a dimostrare sperimentalmente che tale etere non esisteva. Tuttavia, la validità dell'effetto Doppler per la luce rimase confermata dalla fisica relativistica.