Shameless: Analisi Critica di un Fenomeno Televisivo Irripetibile

Shameless non è semplicemente una serie televisiva; è un organismo vivente che respira, suda e sanguina insieme ai suoi personaggi. La questione è semplice e si potrebbe risolvere in tre parole. Shameless è Shameless. Punto, tutti a casa. La prima stagione è stata una folgorazione. Le storie, i personaggi, la scrittura, il linguaggio, i corpi. Tutto nuovo, tutto diverso. Freschissimo. Per questo la seconda stagione doveva affrontare una pietra di paragone enorme. Se nelle prime puntate di quest’anno veniva spontaneo confrontare ogni cosa con lo Shameless di dodici mesi prima, man mano che si è avanzati è diventato evidente che la cosa non aveva senso. La prima stagione aveva dalla sua la forza della novità, quella capacità di folgorare di cui si parlava poche righe fa, in virtù di una diversità totale.

veduta panoramica del South Side di Chicago, ambientazione iconica della serie

Dopo dodici puntate, l’effetto sorpresa è sparito, giustamente. Ecco quindi che la seconda stagione si stabilizza, si concentra di più sui legami, sui singoli personaggi, inserendo poche novità e pochi - ma devastanti - momenti di svolta. Ovvio, i critichini possono mettersi subito a dire: è sempre uguale, è bloccata, si ripete, non sa più dove andare. La seconda stagione di Shameless mette l’accento su una componente orizzontale molto più forte, lasciando da parte una struttura “a missioni”, che spesso aveva caratterizzato la prima annata, secondo lo schema: situazione normale (servono soldi) - sviluppo di due vicende (una porta soldi, l’altra li porta via) - soluzione con compensazione monetaria tra le due vicende. Questo tratto si perde e a guadagnarne sono i personaggi, alcuni dei quali molto approfonditi.

L'evoluzione dei protagonisti: tra degrado e resilienza

A giocare un ruolo decisivo è il cast, in cui emerge come un vero gigante Jeremy Allen White, che, con il suo Lip, si divora ogni scena in cui è presente. È lui forse il vero protagonista della stagione, con una vicenda personale intricata e tragica, che lo porta a mille cambiamenti di direzione e finisce per inchiodarlo a un girare in tondo su se stesso, fino a non capire più nulla. L'esasperazione del suo rapporto con Karen, la frattura con Fiona (aspetto doloroso a livello quasi fisico anche per lo spettatore), la fatica nel controllare una mente adulta e superiore, in un contesto di totale immaturità e degrado.

Da un diciassettenne con il problema della paternità, si passa poi alla tragedia di due madri. Il polo femminile della stagione è formato principalmente dalla mamma di Frank e da Monica Gallagher. La madre di Frank e il bimbo di Lip sono in fondo le due vicende principali della stagione ed entrambe si risolvono nel nome dello stesso personaggio: Sheila. È lei a uccidere la mamma di Frank in una scena agghiacciante, fortissima, in cui la donna che sta per morire si agita e muove le gambe disperata, per un tempo che pare infinito. È lei ad adottare il figlio di Karen, insieme a quel povero pirla di Jody. Due personaggi che hanno i loro bei mostri interiori, ma che in fondo sono due buoni.

A pagare dazio in questa stagione è Fiona, intrappolata in un tira e molla con Steve/Jimmy che le lascia poco spazio per crescere. Ci sarà tempo il prossimo anno. E scommetto che ci sarà tempo anche per Debs, personaggio sempre perfetto e interpretato da una bravissima Emma Kenney.

La famiglia più folle della TV: la vera storia di Shameless

Dinamiche familiari e incongruenze narrative

Le prime tre stagioni di Shameless ci hanno permesso di conoscere a fondo i personaggi della serie, con le loro insicurezze e i loro punti di forza. Il percorso ideale per il personaggio sembrava già scritto: Lip sarebbe riuscito ad avere successo per se stesso e per la sua famiglia. Le cose vanno male ed è stato giusto che Shameless ci abbia mostrato che puoi allontanare Lip da Frank Gallagher, ma non puoi allontanare Frank Gallagher da lui. Purtroppo il calo qualitativo dello show dall’ottava stagione in avanti ha intaccato anche quello che sarebbe stato il finale perfetto per Lip.

Una delle storyline più frustranti dell’intera serie ha per protagonista Ian Gallagher. Ian diventa un punto di riferimento per tutti loro, partecipa a sessioni di terapie di conversione tenute da sacerdoti cattolici e riesce con successo a controbattere a ogni loro tesi, diventando così il Gesù Gay di cui questi ragazzi hanno bisogno. Eravamo arrivati a un punto della serie, attorno all’ottava stagione, in cui cercavamo di contestualizzare i personaggi in un ambiente più moderno, volevamo vederli in diversi scenari e circostanze, pur mantenendo le loro caratteristiche invariate, ma ci siamo allontanati da ciò che volevamo fare originariamente. Mi sembrava che non sapessero cosa fare con Ian.

Quando Fiona acquista delle proprietà, spera naturalmente di poterne trarre profitto. I suoi desideri si scontrano con la realtà quando lei e il fratello Ian finiscono per contendersi una struttura abbandonata. I Gallagher non sono mai stati altruisti e Fiona non ha mai fatto eccezione, ma combattere Ian, che aveva uno scopo nobile (almeno inizialmente, prima di assumere il ruolo del Gesù Gay), forse equivale a fare un passo troppo in là.

Il patriarca: Frank Gallagher tra narcisismo e umanità

William H. Vernon Francis "Frank" Gallagher, interpretato da William H. Macy, è il patriarca della famiglia. Nullafacente cronico, è un uomo subdolo, egoista, tossico e alcolizzato, che vive da anni rimediando illegalmente pensioni di invalidità. Ha avuto Fiona, Lip, Debbie, Carl e Liam dalla moglie Monica, quest'ultima molte volte gli è stata infedele. Frank ha avuto un'altra figlia illegittima, Sammi. Non si cura minimamente della sua famiglia, alla quale provvede in tutto e per tutto la figlia Fiona; non a caso la maggior parte delle volte i figli lo disprezzano a causa del suo narcisismo. Ci sono però rari casi in cui Frank dà prova di poter ancora provare empatia verso gli altri. Inizia una relazione sentimentale con Sheila Jackson, perché lei percepisce il massimale della pensione d'invalidità per la sua agorafobia.

il volto sofferente e iconico di Frank Gallagher in un momento di delirio

Curiosamente, nonostante il suo aspetto trascurato e la sua mancanza di fascino, Frank riscuote molto successo con le donne, ciò è dovuto al fatto che sono attratte dai suoi comportamenti anticonvenzionali, inoltre come più volte è stato puntualizzato, è un ottimo amante. Il suo alcolismo è alla base di tutti i suoi problemi, infatti le poche volte che si astiene dal bere si rivela gentile, intelligente e volitivo. Frank è dedito solo al divertimento, questa è la ragione per cui si rifiuta nella maniera più assoluta di vivere un'esistenza responsabile.

Nell'undicesima stagione scopre di avere la demenza alcolica. Nel finale lascia una lettera di addio alla famiglia e si inietta due siringhe di eroina per andare in overdose volontariamente. Si ammala di COVID-19 e, nella puntata finale, si aggira per le strade in preda al delirio. Viene ricoverato in ospedale mentre i figli e gli amici sono riuniti all'Alibi per festeggiare il primo anniversario di matrimonio di Ian e Mickey. Durante il delirio degli ultimi istanti di vita, contempla i momenti felici con la propria famiglia e si spegne mentre, come un fantasma, è seduto al suo posto all'Alibi.

Analisi tecnica: quando la realtà collide con la fiction

Nella decima stagione di Shameless, Liam chiede a Frank la verità sulle sue origini. Dopotutto, è un bambino nero nato da due genitori bianchi. Uno dei momenti più emozionanti dell’intera serie è quello in cui Fiona accetta di essere la tutrice legale dei fratelli. Seppure la potestà genitoriale di Frank non venga mai meno, non dobbiamo dimenticare che la decisione di Fiona era dipesa proprio dalla negligenza del padre.

Esistono tuttavia degli errori di continuità macroscopici. Sappiamo che Debbie ha avuto Franny quando aveva 15 anni e la bimba festeggia il suo quinto compleanno nell’undicesima stagione. Eppure nella premiere della stagione, improvvisamente, Carl diventa più grande di Debbie. Pur considerando che le prime stagioni di Shameless non coprivano ciascuna l’arco di un anno solare, ma circa sei mesi l’una, alcuni conti non tornano. Il matrimonio Gallavich nella decima stagione è stato uno dei momenti più attesi dai fan. Nella prima stagione, Mickey parla di sua madre come se fosse ancora parte della famiglia. Più avanti ci viene invece detto che la madre dei Milkovich è scappata via, abbandonandoli.

Inoltre, la professione medica viene trattata con estrema approssimazione. Diventare un paramedico in America non è certo semplice. Gli aspiranti devono completare programmi che insegnino loro come trasportare i pazienti e prendersi cura di loro, seguendo corsi presso community college o università. In Shameless, non vediamo nulla di tutto questo. Dopo aver abbandonato il liceo, non sappiamo neppure se Ian abbia preso il suo GED, come invece hanno fatto Fiona e Debbie.

Fiona Monica Gallagher: il pilastro e la caduta

Fiona è la primogenita dei Gallagher. È il fulcro della famiglia, si dedica ai suoi fratelli prendendosi cura di loro come una madre ed è lei che gestisce il bilancio economico della famiglia. Si divide tra vari lavori part-time ed è una ragazza sarcastica, disillusa e molto dura nei propri confronti. Ha dovuto rinunciare a un'infanzia infelice a causa di Frank, il cui egoismo ha spinto Fiona a crescere troppo velocemente. In contrasto con l'astio verso il padre, appare chiaro che Fiona involontariamente è attratta da uomini che le ricordano Frank; sceglie quasi sempre uomini egoisti, manipolatori e arroganti.

Fiona Gallagher intenta a gestire le finanze domestiche in un momento di stress

La sua vita è una sequenza di tentativi di riscatto economico e personale, dalla gestione del Patsy’s Pie all'investimento immobiliare. Purtroppo, a causa di una sua negligenza, il fratello Liam finisce in ospedale per un'overdose di cocaina. Questo episodio segna l'inizio della sua discesa. Non riuscendo più a contenere la sua indole autodistruttiva, Fiona cerca rifugio nell'alcool e nelle droghe. Diventa sempre più cinica e arrabbiata, ma sarà Lip a convincerla a prendere parte alle riunioni degli alcolisti anonimi, che questa volta Fiona inizia a seguire con la dovuta serietà prima di lasciare definitivamente Chicago.

Phillip "Lip" Gallagher: l'intelligenza sprecata

Lip è il secondogenito, dotato di fascino e intelligenza. È il miglior amico di Karen Jackson, con la quale occasionalmente ha un rapporto sessuale e di cui si innamorerà, venendo però scaricato. Il suo rapporto con Mandy Milkovich è altrettanto turbolento. La sua vita universitaria, inizialmente brillante, subisce un brusco arresto a causa dell'alcolismo e della relazione clandestina con la professoressa Helene Runyon. Affronterà la sua dipendenza grazie all'aiuto di un professore dell'università, Youens.

La parabola di Lip è emblematica di quanto sia difficile spezzare le catene del proprio ambiente d'origine. Dopo il fallimento dei suoi progetti accademici e il lavoro nell'officina di Brad, la sua priorità diventa la famiglia. Tenta di vendere casa Gallagher per regalare a tutti un nuovo inizio, ma si scontra con la realtà economica e con le tensioni tra i fratelli. La sua storia rappresenta il dolore del potenziale inespresso, costantemente in lotta contro le ombre del passato di Frank.

Ian Gallagher: la ricerca di un'identità

Ian Clayton Gallagher è il terzogenito. È un ragazzo ambizioso e determinato che affronta un lungo percorso di maturazione. Ian, come la madre, è affetto da disturbo bipolare. Verrà aiutato da Mickey Milkovich, divenuto ormai il suo fidanzato, per affrontare la malattia. La loro relazione è l'unica costante in un mondo di precarietà estrema.

La sua evoluzione - dal servizio militare alla diserzione, dall'attivismo LGBTQ+ alla gestione del disturbo bipolare in carcere - riflette la resilienza della serie nel voler esplorare temi moderni all'interno di un contesto, il South Side, che non perdona i deboli. Il loro matrimonio, nella decima stagione, rappresenta una delle poche vittorie reali in un arco narrativo altrimenti dominato dalla lotta costante per la sopravvivenza.

rappresentazione stilizzata del legame tra Ian e Mickey

Il 30 dicembre scorso, quando votammo i Serial Awards del 2011, feci il nome di Shameless. Tre mesi dopo, aggiungo il punto esclamativo. Shameless è tra i migliori drama che vanno in onda in questo periodo. Ed è un pezzo unico, senza possibili paragoni. Quali sono quindi gli errori e le voragini nella trama che avrebbero potuto essere evitate? Quali invece le opportunità che lo show si è lasciato sfuggire? Ogni errore, ogni incongruenza cronologica, ogni scelta narrativa discutibile fa parte della natura caotica della famiglia Gallagher. In un mondo che cerca costantemente la perfezione, Shameless rivendica il diritto di essere fallimentare, proprio come le persone che rappresenta sullo schermo. L'inconsistenza nella cronologia dei personaggi - come l'età di Debbie o il background dei Milkovich - diventa, in un'analisi retrospettiva, il marchio di fabbrica di una serie che ha preferito l'urgenza emotiva alla precisione geometrica.

La forza della serie non risiede nella logica ferrea delle sue trame, ma nella capacità di farci vivere il dolore di una frattura familiare, la gioia di una piccola vittoria quotidiana e l'inevitabile attrattiva dei propri demoni interiori. Frank Gallagher, nel suo delirio finale, non è solo il patriarca di una famiglia disfunzionale; è l'incarnazione di una vita vissuta senza filtri, un fantasma che continua a sedersi al suo sgabello all'Alibi, osservando un mondo che, nonostante tutto, continua ad andare avanti, incurante dei traumi che hanno segnato il South Side per oltre un decennio.

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