Quando la FIVET non porta al successo: Capire le cause e le vie per la genitorialità

Affrontare una FIVET con esito negativo può essere un momento di grande vulnerabilità emotiva, ma è fondamentale ricordare che non si è soli in questo viaggio. La fecondazione in vitro (FIV) è una procedura di riproduzione assistita che mira a facilitare il concepimento attraverso la combinazione di ovuli e spermatozoi in laboratorio. Nonostante i progressi tecnologici, non sempre si ottiene una gravidanza. Le cause di una FIVET negativa possono essere molteplici e complesse, spaziando dalla qualità degli ovuli o degli spermatozoi, alla risposta dell'endometrio, fino agli aspetti genetici degli embrioni. È importante ricordare che ogni caso è unico e che un risultato negativo non significa la fine del percorso verso la genitorialità.

Comprendere la FIVET e i suoi potenziali insuccessi

La FIV, o fecondazione in vitro, è una procedura medica che offre speranza a molte coppie che affrontano difficoltà nel concepimento naturale. Essa prevede la stimolazione ovarica per produrre più ovuli, il loro prelievo, la fecondazione con spermatozoi in laboratorio e il successivo trasferimento degli embrioni ottenuti nell'utero. Tuttavia, questo processo, pur essendo tecnologicamente avanzato, non garantisce il successo in ogni tentativo.

Le ragioni di una FIVET negativa possono essere diverse e complesse. Tra i fattori più significativi vi sono:

  • Qualità degli ovuli e degli spermatozoi: Anomalie nella morfologia, nella motilità o nel patrimonio genetico degli spermatozoi possono impedire la fecondazione o lo sviluppo sano dell'embrione. Allo stesso modo, la qualità degli ovuli, influenzata dall'età e da altre condizioni mediche, è cruciale per una fecondazione efficace e uno sviluppo embrionale corretto.
  • Problemi uterini e di impianto: Anomalie anatomiche dell'utero, condizioni come l'endometriosi, o una recettività endometriale non ottimale possono ostacolare l'impianto dell'embrione. La fase di impianto dell'embrione è critica e può essere influenzata da fattori immunologici o endometriali che impediscono all'embrione di annidarsi correttamente nell'utero.
  • Aspetti genetici degli embrioni: Anomalie cromosomiche negli embrioni, spesso legate all'età materna, possono portare a un mancato impianto o a un aborto precoce.

Ognuno di questi fattori svolge un ruolo significativo nel successo della FIV, e la loro identificazione consente agli specialisti di personalizzare i trattamenti per migliorare le probabilità di successo dei cicli futuri.

Schema della fecondazione in vitro

Ciclo mestruale dopo una FIVET negativa

In seguito a un risultato negativo della FIV, il ciclo mestruale di una donna può subire temporanei disturbi. Generalmente, le mestruazioni dovrebbero iniziare entro due settimane dal risultato negativo, anche se i tempi esatti possono variare a seconda della risposta della donna al trattamento e del suo ciclo ormonale. È essenziale mantenere una comunicazione aperta con il proprio specialista della fertilità per monitorare la propria salute riproduttiva e ricevere consigli sui passi successivi.

Le cause sottostanti dell'infertilità e della FIVET negativa

L'infertilità è una condizione complessa che colpisce una percentuale significativa di coppie in età riproduttiva, con stime che indicano circa il 15-20% delle coppie che incontrano difficoltà nel concepimento. Le cause possono essere molteplici e spesso interconnesse, riguardando sia l'uomo che la donna, o essendo di origine mista o inspiegata.

Fattori che influenzano la fertilità femminile:

  • Disturbi dell'ovulazione: La sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) è la causa più frequente di infertilità ovulatoria, caratterizzata da cicli mestruali irregolari e ovulazione sporadica o assente. Altri problemi ormonali, come livelli elevati di prolattina o bassi livelli di FSH e LH, possono anch'essi compromettere l'ovulazione.
  • Anomalie delle tube di Falloppio: Tube strette o completamente bloccate, spesso a seguito di infezioni pelviche (come PID), appendicite o interventi chirurgici addominali, possono impedire il passaggio degli spermatozoi verso l'ovulo o il transito dell'embrione verso l'utero.
  • Patologie uterine: Condizioni come fibromi, polipi, aderenze o malformazioni uterine (utero setto, utero unicorne) possono interferire con l'impianto dell'embrione o con lo sviluppo della gravidanza.
  • Endometriosi: Questa condizione, in cui il tessuto simile all'endometrio cresce al di fuori dell'utero, può causare aderenze che alterano il trasporto degli spermatozoi e dell'ovulo, o formare cisti ovariche che riducono la riserva ovarica.
  • Età materna: Le difficoltà di concepimento aumentano con l'avanzare dell'età, poiché la qualità degli ovuli femminili diminuisce progressivamente con l'invecchiamento.
  • Indice di Massa Corporea (IMC): Un IMC superiore a 30 (obesità) può ridurre la fertilità femminile, causare squilibri ormonali e aumentare il rischio di complicazioni durante la gravidanza e il parto. Anche un IMC molto basso può influenzare negativamente la fertilità.
  • Fattori tossici: Fumare, in particolare più di 10-15 sigarette al giorno, può ridurre significativamente la capacità di concepimento di una donna.

Fattori che influenzano la fertilità maschile:

  • Qualità dello sperma: Una ridotta concentrazione, motilità o morfologia degli spermatozoi sono tra le cause più comuni di infertilità maschile. Anomalie dello sperma possono impedire la fecondazione o lo sviluppo sano dell'embrione.
  • Infezioni pregresse: Infezioni a carico dell'apparato riproduttivo maschile possono influire sulla qualità dello sperma.
  • Problemi ormonali: Squilibri ormonali possono alterare la produzione di spermatozoi.
  • Traumi testicolari o anomalie congenite: Traumi ai testicoli o il mancato "discesa" dei testicoli durante l'infanzia possono avere ripercussioni sulla fertilità.
  • Problemi di erezione o eiaculazione: Possono rendere difficile il raggiungimento della gravidanza.

Infografica sulle cause comuni di infertilità

Diagnosi e test post-FIVET negativa

Dopo una FIVET con esito negativo, una clinica della fertilità eseguirà diversi test per diagnosticarne la causa. Questi esami sono fondamentali per comprendere cosa non ha funzionato e per pianificare strategie future più mirate. Tra i test comunemente effettuati vi sono:

  • Test ormonali: Per valutare la funzione ovarica, i livelli di progesterone e altri ormoni chiave per il ciclo riproduttivo.
  • Analisi della qualità dello sperma (spermiogramma): Per valutare la concentrazione, la motilità e la morfologia degli spermatozoi.
  • Test genetici: Per individuare eventuali anomalie cromosomiche negli spermatozoi o negli ovuli, come l'esame del cariotipo.
  • Studi della cavità uterina: Tecniche come l'isteroscopia e l'ecografia transvaginale permettono di esaminare l'utero e le tube di Falloppio, identificando eventuali anomalie anatomiche, polipi, fibromi o aderenze. L'isterosalpingografia valuta la pervietà delle tube.
  • Valutazione dell'endometrio: Per verificarne la ricettività, lo spessore e la struttura, elementi cruciali per l'impianto embrionale.
  • Test immunologici e trombofilici: Per escludere fattori immunitari o di coagulazione del sangue che potrebbero compromettere l'impianto o lo sviluppo della gravidanza.
  • Valutazione della riserva ovarica: Tramite il conteggio dei follicoli antrali (AFC) e i livelli dell'ormone antimulleriano (AMH), si stima la quantità di ovociti ancora disponibili.

Questi esami aiutano a identificare i fattori specifici che possono aver contribuito al risultato negativo e a orientare il trattamento futuro.

Cosa fare dopo una FIVET con esito negativo: Cura di sé e supporto

Dopo una FIVET con esito negativo, è fondamentale prendersi cura di sé sia fisicamente che emotivamente. Questo periodo richiede comprensione, pazienza e un approccio olistico al benessere.

  • Gestione delle emozioni: Innanzitutto, permettete a voi stessi di provare ed esprimere le vostre emozioni; è naturale provare tristezza, frustrazione, rabbia o senso di vuoto. Un primo ciclo negativo è un momento di lutto per la perdita delle speranze riposte in quel tentativo. Non giudicate le vostre emozioni, ma cercate di lasciarle fluire.
  • Ricerca di supporto: Cercate il sostegno del vostro partner, dei familiari più stretti o di un gruppo di supporto dedicato all'infertilità, dove potrete condividere le vostre esperienze e sentirvi compresi. Considerate anche l'aiuto di un professionista della salute mentale specializzato in fertilità, che può offrire strumenti per affrontare il dolore, l'ansia e la paura del futuro.
  • Stile di vita sano: Dal punto di vista fisico, mantenete uno stile di vita sano con una dieta equilibrata, un moderato esercizio fisico e cercate di evitare il più possibile lo stress. Il benessere fisico può contribuire a un maggiore equilibrio emotivo.
  • Pazienza e riflessione: Prima di decidere i passi successivi, come ripetere il ciclo di FIV o esplorare altre opzioni di trattamento, date al vostro corpo e alla vostra mente il tempo di riprendersi. È importante non prendere decisioni affrettate in un momento di forte impatto emotivo.

“La chiave è non perdere la speranza e ricordare che ci sono più strade per diventare genitori”, afferma la dottoressa Spies.

Dott.ssa Beatrice Corsale a Eccellenze Italiane - Psicologia: La sfida dell'infertilità e della PMA

Opzioni di trattamento dopo una FIVET non andata a buon fine

I nostri specialisti in riproduzione assistita affermano che ci sono diverse alternative da considerare quando una FIVET non ha avuto successo. La scelta dipenderà dalle cause identificate e dalle specifiche esigenze della coppia.

  • Ripetere il processo di FIV: Si può scegliere di ripetere il processo di FIV, adattando il trattamento in base all'analisi del precedente fallimento. Questo potrebbe includere modifiche nei protocolli di stimolazione, nei farmaci utilizzati o nelle tecniche di laboratorio.
  • Tecniche di riproduzione assistita alternative: Altre tecniche, come l'iniezione intracitoplasmatica di sperma (ICSI), possono essere consigliate a seconda della causa di infertilità sottostante. L'ICSI è particolarmente utile in casi di grave infertilità maschile, permettendo di selezionare uno spermatozoo e iniettarlo direttamente all'interno dell'ovulo.
  • Ovodonazione o adozione di embrioni: Queste opzioni sono praticabili per le coppie con problemi significativi di qualità degli ovociti o degli spermatozoi, o quando altri trattamenti non hanno avuto successo. L'ovodonazione prevede l'utilizzo di ovociti donati da una donna fertile, mentre l'adozione di embrioni permette di utilizzare embrioni creati da altre coppie e donati per l'adozione.
  • Diagnosi Genetica Preimpianto (PGT): In alcuni casi, soprattutto in presenza di età materna avanzata o storia di aborti ricorrenti, la PGT può essere offerta per analizzare il corredo cromosomico degli embrioni prima del trasferimento, selezionando quelli sani e aumentando le probabilità di impianto e di una gravidanza a termine.

È importante discutere queste alternative con uno specialista della fertilità per determinare la migliore linea d'azione per il proprio percorso verso la genitorialità.

Quando ricorrere all'ovodonazione

L'ovodonazione può essere un'opzione valida e preziosa in diverse situazioni, offrendo una speranza concreta quando l'uso dei propri ovociti non è più fattibile o desiderabile. Essa si configura come una soluzione in caso di:

  • Insufficienza ovarica precoce o menopausa precoce: Quando le ovaie di una donna hanno esaurito la loro riserva di ovociti prima dell'età tipica della menopausa.
  • Dopo diversi tentativi di FIVET non riusciti con i propri ovuli: Quando, nonostante protocolli ottimizzati, i cicli con ovociti propri non hanno portato al successo, l'ovodonazione può rappresentare una svolta.
  • Casi di malattie genetiche ereditarie: Se uno o entrambi i genitori sono portatori di malattie genetiche che non desiderano trasmettere alla prole, l'ovodonazione (spesso associata a PGT) può prevenire la trasmissione di tali patologie.
  • Scarsa qualità ovocitaria legata all'età: Con l'avanzare dell'età, la qualità degli ovociti diminuisce, rendendo la fecondazione e lo sviluppo embrionale più difficili. L'ovodonazione permette di bypassare questo limite.

Optare per la donazione di ovociti è una decisione profondamente personale che non si limita a considerazioni mediche, ma tocca il cuore di ciò che significa costruire una famiglia. Nel contemplare questo percorso, si aprono emozioni, speranze e sogni sulla maternità e sulla possibilità di avere un figlio.

Fattori che contribuiscono all'infertilità e al fallimento della PMA

La difficoltà di rimanere incinta, definita clinicamente come infertilità quando il concepimento non avviene dopo 12 mesi di rapporti regolari non protetti (6 mesi se la donna ha più di 35 anni), è una condizione che interessa molte coppie e può avere un impatto profondo sia fisico che emotivo. Le cause possono riguardare entrambi i partner.

Fattori specifici che possono portare a fallimenti della PMA:

  • Qualità embrionaria: La scarsa qualità degli embrioni è una delle cause più comuni di insuccesso. Questa può dipendere dalla scarsa qualità degli ovuli (spesso legata all'età, all'endometriosi, alla PCOS o a uno stile di vita scorretto), dalla qualità dello sperma o da problemi genetici dei gameti. L'età, sia della donna che dell'uomo, gioca un ruolo cruciale, influenzando sia la quantità che la qualità dei gameti e aumentando la probabilità di ottenere embrioni cromosomicamente alterati. La diagnosi genetica preimpianto (PGT) può aiutare a selezionare embrioni sani.
  • Cavità uterina: Condizioni della cavità uterina che impediscono l'impianto o favoriscono l'aborto, come polipi, fibromi, aderenze o malformazioni uterine, sono cause importanti di fallimento. Un'accurata valutazione con ecografia e isteroscopia è fondamentale prima di iniziare un trattamento di PMA.
  • Fattore immunologico: Patologie del sistema immunitario o la produzione di auto-anticorpi possono influenzare negativamente la fase dell'impianto.
  • Disordini tiroidei: Sia l'ipertiroidismo che l'ipotiroidismo possono influire negativamente sull'ovulazione, sull'impianto e aumentare il rischio di aborti spontanei.
  • Trombofilia: Alcune mutazioni genetiche legate alla coagulazione del sangue possono rappresentare un rischio per l'impianto e lo sviluppo della gravidanza, richiedendo una terapia anticoagulante preventiva.
  • Fattore genetico: Anomalie cromosomiche negli embrioni, come quelle identificate tramite l'esame del cariotipo, possono portare a fallimenti ripetuti.
  • Endometrio: Un endometrio non adeguatamente sviluppato in termini di spessore e struttura può impedire l'impianto. Questo può essere causato da fattori ormonali, patologie vascolari, problemi uterini congeniti o danni iatrogeni.
  • Gestione del centro PMA: A volte, i motivi del fallimento possono essere legati a una gestione medica o di laboratorio non ottimale nel centro di PMA, come un timing errato per il prelievo ovocitario o il transfer, o una strategia di coltura embrionale inadeguata. La scelta del centro giusto, in base alla specifica problematica di infertilità e all'età, è cruciale.
  • Fattori non spiegati: Nonostante tutti gli sforzi diagnostici e terapeutici, in alcuni casi rimane una "zona buia" in cui la medicina non riesce a spiegare le cause del fallimento. L'impianto embrionale è un processo estremamente complesso e non ancora del tutto compreso.

Diagramma delle cause di fallimento della PMA

Consigli pratici per cercare una gravidanza

Ogni coppia desidera concepire naturalmente, ma quando ciò non accade entro un anno di tentativi regolari (sei mesi se la donna ha più di 35 anni), è consigliabile rivolgersi a un centro specializzato. Tuttavia, alcuni consigli generali possono aumentare le probabilità di concepimento:

  • Rapporti regolari: Avere rapporti sessuali ogni tre giorni, o un giorno sì e due giorni no, "copre" in modo efficace il periodo fertile, senza la necessità di ricorrere a test di ovulazione che possono generare stress.
  • Ciclo mestruale e ovulazione: Se una donna ha un ciclo mestruale regolare (tra i 23 e i 40 giorni), è probabile che ovuli. L'ovulazione avviene generalmente intorno al 14° giorno per cicli di 28 giorni, al 16° giorno per cicli di 30 giorni, e così via.
  • Posizioni e attesa: Non esistono posizioni "magiche" per favorire il concepimento. Lo sperma mobile inizia il suo viaggio verso le tube immediatamente dopo l'eiaculazione. L'attesa e il "mirare" il rapporto possono creare stress, soprattutto nel partner maschile, influenzando negativamente la sfera sessuale e relazionale.
  • Età e tempestività: Se la donna ha meno di 35 anni, è consigliabile provare per un anno prima di rivolgersi a un centro di PMA. Oltre i 35 anni, si consigliano al massimo 6 mesi.
  • Fattori di rischio da considerare: È importante rivolgersi a un centro prima se la donna ha cicli molto irregolari, ha subito chirurgia pelvica, soffre di endometriosi, ha una storia familiare di menopausa precoce o è una forte fumatrice. Per l'uomo, traumi testicolari, infezioni, problemi di erezione/eiaculazione o testicoli non discesi sono segnali da non sottovalutare.
  • Peso corporeo: Mantenere un peso nella norma è importante per la fertilità. Il sovrappeso, in particolare, può essere associato a disordini ovulatori e influenzare negativamente gli ormoni femminili. La perdita di peso, quando necessaria, può migliorare le possibilità di concepimento.

È fondamentale ricordare che lo stress, a meno che non sia così intenso da bloccare i cicli mestruali, non è di per sé una causa primaria di infertilità.

La PMA come soluzione, non solo ricerca della causa

Le nostre capacità diagnostiche attuali, sebbene in continuo miglioramento, presentano dei limiti nell'identificare con assoluta certezza tutte le cause di infertilità. Ad esempio, la diagnosi di tube chiuse non sempre è definitiva, e una gravidanza spontanea può verificarsi anche in casi precedentemente diagnosticati come tali. Allo stesso modo, stabilire che una donna ovula non garantisce la qualità dell'ovocita o la sua corretta cattura da parte della tuba.

Di fronte a un'infertilità che persiste per oltre un anno, la domanda non dovrebbe essere "perché non rimango incinta?", ma piuttosto "cosa posso fare per raggiungere la gravidanza?". La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) serve proprio a questo: a cercare la soluzione, a "scavalcare" gli ostacoli naturali che impediscono il concepimento. Le tecniche di fecondazione in vitro, come la FIVET e l'ICSI, sono progettate per superare problematiche tubariche, difficoltà di fecondazione e altri impedimenti, offrendo una via concreta verso la genitorialità.

Vitanova: Un supporto per il percorso verso la famiglia

Vitanova assiste le coppie e le donne che affrontano problematiche con il concepimento e che cercano aiuto per creare una famiglia. Offrono un approccio personalizzato, multidisciplinare e scientificamente valido, mettendo al centro le esigenze e le emozioni di ogni persona. Attraverso una consulenza approfondita e un'analisi accurata del caso, il team di specialisti mira a offrire le migliori strategie per realizzare il desiderio di genitorialità.

L'importanza di un approccio personalizzato e di supporto continuo

Ogni percorso di fecondazione assistita è unico. La dottoressa Spies sottolinea come la chiave sia non perdere la speranza e ricordare che esistono molteplici strade per diventare genitori. Questo viaggio, sebbene possa presentare ostacoli e delusioni, è supportato da una crescente comprensione scientifica e da un impegno verso un approccio sempre più umano e centrato sulla persona. La collaborazione tra pazienti, specialisti medici e professionisti del supporto psicologico è fondamentale per navigare con successo le sfide della riproduzione assistita.

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