Dismenorrea e Possibilità di Gravidanza: Un'Analisi Approfondita del Dolore Mestruale e della Fertilità

I dolori mestruali sono comuni e interessano molti individui. Tuttavia, il rapporto tra dolore e fertilità rimane un argomento complesso e ricco di sfumature. Sebbene alcuni ritengano che un ciclo mestruale doloroso possa indicare una buona fertilità, la realtà è spesso più complessa. Questo articolo esplora la dismenorrea, le sue cause, il suo legame con la fertilità, e come distinguerla da altri dolori addominali, inclusi i crampi da impianto che possono segnalare l'inizio di una gravidanza. Affronteremo anche come i dolori simili a quelli mestruali possano manifestarsi durante la gravidanza e le strategie per la gestione e il trattamento di queste condizioni.

Dismenorrea: Definizione, Sintomi e Fattori di Rischio

La dismenorrea è il termine medico con cui vengono indicati i dolori associati al ciclo mestruale. Il termine si riferisce specificamente ai crampi e ai fastidi al basso ventre e alla schiena, e talvolta anche al mal di testa, avvertiti durante le mestruazioni. Mentre il disagio lieve è comune, i crampi gravi o che peggiorano, definiti dismenorrea, possono suggerire condizioni mediche sottostanti.

La dismenorrea è caratterizzata da un dolore di tipo crampiforme e colico, ossia con momenti di maggior sofferenza e momenti in cui il dolore è minore, che colpisce la parte bassa dell'addome. La sintomatologia dolorosa può estendersi alla parte bassa della schiena e agli arti inferiori e può essere associata a nausea, vomito, vertigini, sudorazione intensa ed episodi diarroici. Il dolore può presentarsi anche sotto forma di dolore sordo e costante nella zona della schiena o verso i membri inferiori, accompagnato da altri sintomi associati al ciclo mestruale.

Sono molte le donne che soffrono di dismenorrea. A essere particolarmente a rischio sono le ragazze sotto i 20 anni, quelle che hanno avuto il primo ciclo prima degli 11 anni, le donne con mestruazioni abbondanti o che hanno un flusso irregolare, quelle che non hanno mai avuto figli o le cui madri soffrono o hanno sofferto di dismenorrea e le fumatrici. Il dolore da ciclo diminuisce di frequenza con l'avanzare dell'età e diventa meno grave durante la perimenopausa e la menopausa, come conseguenza dell'invecchiamento.

Sintomi comuni della dismenorrea

Il Ciclo Mestruale: Fondamenti e Disturbi Correlati

Il ciclo mestruale è un processo fisiologico complesso che regola la fertilità femminile. Ogni mese, l'inizio del ciclo coincide con il primo giorno della mestruazione, che consiste nell'eliminazione della cellula uovo non fecondata insieme al flusso del sangue e alle secrezioni mucose provenienti dallo sfaldamento e dall'espulsione dell'endometrio, il tessuto che riveste l'interno della cavità uterina. Nella maggior parte delle donne, la mestruazione ha una durata variabile dai 2 ai 7 giorni, mentre la durata media del ciclo mestruale è di circa 28 giorni. Come ultimo giorno del ciclo si considera il giorno precedente l'inizio della mestruazione successiva.

A partire dalla pubertà e fino alla menopausa, la donna in condizioni normali produce una cellula uovo matura ogni mese. Contemporaneamente, il suo corpo subisce una serie di cambiamenti in preparazione ad un'eventuale gravidanza. Ciascuna fase all'interno di questo schema ripetitivo è determinata dall'attività degli ormoni secreti dall'ipotalamo, dall'ipofisi e dalle ovaie. Se in quel mese la donna non rimane incinta, il suo apparato riproduttivo ritorna al punto di partenza e il ciclo inizia da capo.

La prima mestruazione, o menarca, si verifica nella maggior parte delle donne nell'età compresa tra i 10 e i 14 anni. Quando la prima mestruazione compare prima dei 9 anni si parla di pubertà precoce, mentre quando compare tra i 16 e i 18 anni si parla di ritardo puberale o menarca ritardato.

Un'assenza prolungata del ciclo mestruale è nota come amenorrea. Questa può essere un sintomo di una malattia o di cattive abitudini di vita. In questi casi, è opportuno rivolgersi al ginecologo che, solo dopo aver identificato la causa che ne ha determinato la comparsa, potrà procedere al trattamento più idoneo. Nonostante l'amenorrea di per sé non sia una malattia, essa rappresenta generalmente o il sintomo di una qualche malattia o l'indicatore di malsane abitudini di vita. In alcuni casi, diagnosticare la causa che ha determinato la condizione di amenorrea può essere difficoltoso e richiedere del tempo. Il medico, dopo aver ricostruito l'anamnesi individuale e familiare della paziente ed eseguito l'esame obiettivo, può ritenere necessario procedere con ulteriori approfondimenti attraverso esami del sangue, radiografie, ecografie e indagini genetiche.

Tra i disturbi legati al ciclo mestruale, si ricorda anche la sindrome premestruale (PMS), o disforia. Questa è un complesso di disturbi che precedono di alcuni giorni l'arrivo della mestruazione e che migliorano o scompaiono con il suo inizio. Mentre alcune donne non presentano alcun disturbo rilevante, per molte di loro questo appuntamento mensile rappresenta un vero problema, caratterizzato da dolori, malessere, instabilità emotiva, irritabilità e depressione. A questi sintomi si aggiungono le difficoltà nelle relazioni interpersonali, come un atteggiamento aggressivo con i propri familiari, litigi continui con il partner, o l'impossibilità di recarsi sul posto di lavoro, a causa delle accentuate variazioni del tono dell'umore. La sindrome premestruale colpisce le donne in età fertile (dal 20 al 40 per cento), interessando soprattutto le fasce culturali medio-alte, probabilmente perché più attente al proprio benessere. Generalmente, la sindrome è più accentuata nei dieci giorni che precedono il ciclo mestruale, tende a peggiorare con il passare dei giorni, per scomparire gradualmente con l'inizio della mestruazione. Può durare dai 10 ai 14 giorni, un periodo molto lungo, durante il quale la donna può manifestare anche un grande appetito.

Molti sono i sintomi della PMS (di natura fisica, psicologica e comportamentale) che si manifestano subito dopo l'ovulazione, ma variano da donna a donna, sia per l'intensità sia per la presenza contemporanea di più disturbi. La sintomatologia può essere in alcuni casi talmente accentuata da interferire seriamente con le normali attività domestiche e lavorative. Le cause all'origine dei sintomi premestruali non sono del tutto note; una parte della responsabilità nella comparsa dei disturbi è probabilmente da imputare a una variazione dell'equilibrio ormonale, ma sembra ipotizzabile che la sindrome premestruale sia il risultato dell'azione di fattori diversi. Alcune donne, per esempio, producono in eccesso l'ormone della prolattina, che causerebbe la ritenzione idrica e il dolore al seno. Prima del ciclo, inoltre, si verifica un meccanismo per cui si manifesta una maggiore tolleranza all'introduzione degli zuccheri, un processo che fa aumentare la voglia di dolci, da cui possono nascere dei sensi di colpa. E ancora, la mancanza della vitamina B6, che spesso si riscontra nella donna prima della mestruazione, potrebbe spiegare la comparsa di un disturbo come la depressione, essendo la vitamina B6 produttrice di serotonina, una sostanza incaricata al controllo del sonno, dello stato dell'umore, del comportamento sessuale e della fame.

Non esistono test di laboratorio che permettano di diagnosticare la sindrome premestruale; la diagnosi si basa sulla scadenza mensile della comparsa dei sintomi. Nella maggior parte dei casi la sintomatologia non è così grave da richiedere un intervento terapeutico. Per attenuare l'entità dei sintomi, può rivelarsi utile seguire alcuni accorgimenti durante la seconda metà del ciclo, come ridurre il consumo di alcol, caffeina e tabacco, e diminuire il consumo di sale per limitare la ritenzione di acqua. Le donne che presentano una grave sindrome premestruale, tale da influire negativamente sul lavoro, sulla vita quotidiana e sulle relazioni sociali, devono rivolgersi al proprio medico. Il trattamento presenta qualche difficoltà, ma la somministrazione della pillola anticoncezionale può rendere la sindrome più tollerabile. Ci sono anche metodi non farmacologici come lo stretching, lo yoga o l'attività fisica, che possono essere associati al trattamento o adottati in alternativa.

Schema del ciclo mestruale

Le Cause della Dismenorrea: Primaria e Secondaria

La dismenorrea può essere classificata in due categorie principali: primaria e secondaria, a seconda della causa sottostante.

Dismenorrea Primaria:Spesso alla base del dolore non c'è una causa specifica, e in questo caso si parla di dismenorrea primaria. A scatenare i dolori sono le contrazioni dell'utero promosse dalle prostaglandine, molecole associate all'infiammazione. La dismenorrea primaria non è associata ad alcuna causa specifica, ma le donne tendono ad avere contrazioni uterine anomale a causa di disturbi ormonali. Si manifesta in genere uno o due anni dopo la comparsa del menarca ed è legata ai cambiamenti ormonali dovuti ai cicli ovulatori e, in particolare, a un'eccessiva produzione di prostaglandine, sostanze che provocano contrazioni spastiche e dolorose dell'utero. Generalmente, i dolori iniziano 1 o 2 giorni prima delle mestruazioni e durano per 12-72 ore. Tendono a ridursi con l'avanzare degli anni e possono scomparire dopo la prima gravidanza.

Dismenorrea Secondaria:Nei casi di dismenorrea secondaria, i sintomi sono legati a patologie dell'apparato riproduttivo. Questa condizione insorge generalmente in età più tardiva rispetto alla primaria e può essere causata dalla presenza di una malattia organica degli organi sessuali femminili. La causa è di tipo strutturale, e a livello ginecologico l'endometriosi è la causa più frequente. Altre cause includono l'adenomiosi, i fibromi uterini, le infezioni, la stenosi (restringimenti) della cervice uterina, un'infiammazione delle tube o delle ovaie, la presenza di polipi dell'utero o del collo dell'utero o dispositivi intrauterini.

Un esempio significativo di causa sottostante è l'endometriosi, una condizione in cui il tessuto simile al rivestimento uterino cresce all'esterno dell'utero, causando aderenze e dolore. Quando si ha l'endometriosi, il tessuto simile all'endometrio si comporta come farebbe il tessuto endometriale: si ispessisce, si rompe e sanguina a ogni ciclo mestruale. Questo tessuto rimane però intrappolato all'interno del corpo. Quando l'endometriosi coinvolge le ovaie, possono formarsi cisti chiamate endometriomi. Il tessuto circostante può irritarsi, sviluppando tessuto cicatriziale e aderenze, tessuto fibroso, che fanno aderire tra loro i tessuti e gli organi pelvici.

A volte, i dolori addominali si presentano in modo molto simile ai dolori mestruali, ma in assenza del ciclo, e possono avere diverse cause. Il dolore da ovulazione, ad esempio, è un dolore addominale unilaterale associato all'ovulazione. Si presenta normalmente nel momento in cui il follicolo rilascia la cellula uovo, o ovocita. Anche se i motivi non sono del tutto chiari, si pensa che questo dolore sia causato dallo stiramento della superficie dell’ovaio, determinato dalla crescita della cellula uovo, oppure dall’irritazione provocata a livello della superficie dell’ovaio dal sangue e dai liquidi liberati dal follicolo rotto.

Rappresentazione di endometriosi

Dismenorrea e Fertilità: Chiarire il Legame

Il rapporto tra dolore mestruale e fertilità è un argomento complesso e spesso frainteso. Sebbene alcuni ritengano che un ciclo mestruale doloroso possa indicare una buona fertilità, la realtà è spesso più complessa e non esiste una correlazione diretta in tal senso. I dolori mestruali in sé, o dismenorrea, potrebbero non avere un impatto diretto sulla fertilità. Tuttavia, le condizioni sottostanti che li causano, specialmente nel caso della dismenorrea secondaria, possono farlo. La dismenorrea non influisce intrinsecamente sulla fertilità, ma può essere un sintomo di una condizione che può portare all’infertilità.

Ad esempio, condizioni come l'endometriosi, l'adenomiosi o i fibromi uterini, che sono frequenti cause di dismenorrea secondaria, possono influenzare la capacità di concepire. Pertanto, è fondamentale andare oltre la gestione del dolore e affrontare la causa principale se la fertilità è una preoccupazione.

Secondo alcune teorie, contrazioni uterine più forti durante le mestruazioni potrebbero favorire una migliore espulsione del rivestimento endometriale, potenzialmente in grado di aumentare la fertilità. Tuttavia, non esiste alcuna prova concreta che colleghi direttamente mestruazioni dolorose a una maggiore fertilità.

Per coloro che cercano di concepire, è importante tracciare i giorni fertili, identificando la propria finestra fertile attraverso vari metodi come i kit per la previsione dell'ovulazione, i test ormonali o i test per la diagnosi di malattie. Rivolgersi a un medico, comprendere la propria salute riproduttiva e adottare pratiche basate sulle evidenze scientifiche consente alle persone di affrontare il loro percorso di fertilità in modo più consapevole e informato. In caso di forti dolori mestruali o dubbi sulla fertilità, è bene consultare un medico per una diagnosi accurata e un trattamento adeguato.

Simboli fertilità

Distinguere i Crampi da Impianto dai Dolori Mestruali

Una delle sfide più comuni per le donne che cercano una gravidanza è distinguere tra i normali dolori mestruali e i potenziali crampi da impianto, che potrebbero indicare una gravidanza iniziale. La storia di Marina, che ha percepito crampi allo stomaco simili a quelli mestruali dopo l'ovulazione, è un esempio tipico di questa incertezza. Sua sorella maggiore Elena ha suggerito: «Potrebbero essere dolori da impianto…».

I crampi da impianto, percepiti a livello del basso ventre, possono presentarsi proprio dopo che l’impianto è avvenuto con successo e dunque successivamente al periodo ovulatorio. Tuttavia, possono anche essere confusi con altri sintomi, come i dolori da ciclo mestruale o anche, ad esempio, quelli gastrointestinali.

Per comprendere cosa siano i dolori da impianto, è necessario seguire il percorso dell'embrione. Dopo la fecondazione tra ovulo e spermatozoo, inizia il viaggio verso la cavità uterina attraverso la tuba di Falloppio, a partire dall’ovaio (destro o sinistro) in cui l’ovulazione è avvenuta. Nel momento in cui l’embrione, appena formato dopo la fecondazione, si attacca alla mucosa interna dell’utero, significa che è avvenuto l’impianto. L’embrione penetra quindi nella mucosa uterina, un passaggio che permette la formazione della placenta, l’organo che connette il piccolo alla mamma, e proprio questo passaggio può causare dei dolori. L’embrione necessita di farsi spazio in utero per annidarsi e dare origine a tutti gli "accessori" necessari per la sua sopravvivenza e crescita. Pertanto, l’annidamento nella cavità uterina può irritare questa zona e dare origine a spasmi della muscolatura percepiti dalla donna a livello addominale.

Le differenze tra i crampi da impianto e i dolori mestruali sono spesso molto sottili, rendendo difficile distinguere questi due eventi. Le divergenze sostanziali si riscontrano in termini di durata e percezione del dolore. Il dolore tipico delle fasi premestruali, infatti, è continuo e intenso, mentre tra le caratteristiche dei crampi da impianto uterino c’è proprio la ridotta frequenza delle fitte e l’intensità inferiore. La percezione, come detto, può variare da donna a donna.

I soli crampi sono un indizio insufficiente per capire se è avvenuto correttamente l’impianto, poiché potrebbero essere stati originati da un’altra causa, ad esempio da problemi gastrointestinali. La certezza si ha solamente eseguendo il test per la ricerca delle βHCG, l’ormone della gravidanza. È importante però che ogni donna in età fertile conosca, tra i vari sintomi iniziali della gravidanza, anche quelli legati all’avvenuto impianto, al fine di prepararsi correttamente alla gestazione.

Illustrazione impianto embrionale

Perdite da impianto

Dolori Simili ai Mestruali in Gravidanza: Un Fenomeno Comune

Se si è incinta e si pensa di aver avvertito dolori simili ai mestruali, molto probabilmente la cosa può sembrare strana. Tuttavia, è un fenomeno che può verificarsi in diverse fasi della gestazione.

Nel corso delle primissime settimane di gravidanza, può capitare di sperimentare dolori simili a quelli mestruali. Tra i sintomi dell’inizio della dolce attesa è possibile includere, infatti, anche l’insorgenza di lievi dolori a livello della regione ovarica. Questi dolori, diversi da quelli che precedono il flusso mestruale che si presentano con un carattere più marcato e continuativo, hanno una durata di pochi giorni, circa 3. La causa è un’attività più intensa dell’utero che, come gli altri organi pelvici, è interessato da una maggiore irrorazione sanguigna.

Inoltre, i dolori affini a quelli del ciclo possono presentarsi anche a gestazione avanzata, attorno alla 33° settimana circa. In questo frangente, si avverte un forte stiramento in prossimità del basso addome e di entrambe le fosse inguinali. Questo è dovuto alla formazione del cosiddetto segmento uterino inferiore, una porzione di utero in più essenziale per accogliere al meglio il feto in crescita. Tale segmento si crea a seguito dello stiramento delle fibre muscolari dell’organo, a partire dall’istmo uterino, per estendersi fino a sopra l’orifizio interno del collo dell’utero.

Per alleviare i comprensibili fastidi tipici del periodo della gravidanza, fa la differenza l’ascolto del corpo. Rallentare, idratarsi e provare alcune posizioni libere è un’ottima idea. Particolarmente congeniale è la posizione genupettorale, che prevede il mantenimento delle ginocchia a terra e il fatto di appoggiarsi sui gomiti, mantenendo tutto il corpo in avanti. In questo modo, si riesce a scaricare bene sia la colonna, sia l'addome, con grandi vantaggi per il bacino. È sempre consigliabile consultare il proprio medico o ginecologo in caso di dolori insoliti o preoccupazioni durante la gravidanza.

Donna incinta con dolore addominale

Diagnosi e Gestione della Dismenorrea: Opzioni Terapeutiche e Stile di Vita

Per una gestione efficace della dismenorrea, è fondamentale una diagnosi accurata e un approccio terapeutico personalizzato. È necessario consultare un ginecologo se il dolore si presenta tutti i mesi o in caso di forti dolori mestruali, per la diagnosi e il trattamento.

Diagnosi:Durante la visita, il medico inizierà con un'anamnesi dettagliata e meticolosa, seguita da una visita ginecologica. Per quanto concerne le analisi complementari, l’ecografia rappresenta lo strumento principale per ottenere una diagnosi, poiché permette di individuare anomalie o problemi legati alla dismenorrea secondaria, come cisti ovariche, indizi di endometriosi e adenomiosi. Se il dolore è accentuato e ricorrente, è opportuno eseguire una visita ginecologica ed eventualmente un'ecografia pelvica per escludere la presenza di cause organiche. Se queste procedure sono negative, non è il caso di praticare ulteriori esami. Successivamente, si potrà ricorrere, per risolvere il disturbo, al trattamento più idoneo e adattato a ogni singola paziente.

Trattamento Farmacologico:Nel caso della dismenorrea primaria, l'unico approccio terapeutico possibile è quello a base di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS, come ibuprofene o naproxene), che aiutano a contrastare il dolore. Questi farmaci inibiscono le prostaglandine responsabili del processo infiammatorio e sono utili per ridurre il dolore. L'accorgimento è quello di assumere le compresse non appena compaiono i primi doloretti, senza aspettare che essi diventino forti, in modo da bloccare subito la produzione di prostaglandine. Nei casi in cui le mestruazioni sono molto regolari e il dolore è prevedibile, perché si manifesta sempre, si può iniziare la somministrazione di questi farmaci anche in anticipo, in forma preventiva.Un'altra opzione è l'assunzione di anticoncezionali orali, che potrebbero ridurre i sintomi. La dismenorrea compare soprattutto nei cicli con ovulazione, perché probabilmente la secrezione di prostaglandine riconosce una causa ormonale. La pillola sopprime l'ovulazione, e la sua efficacia nel controllare la dismenorrea è elevatissima, spesso con scomparsa completa del disturbo. Ciononostante, alcune pazienti continuano ad avere dei dolori mestruali.Altri trattamenti che hanno dimostrato di possedere una certa efficacia sono il magnesio e la vitamina B1. Sono in commercio prodotti per la dismenorrea che associano preparati di erboristeria con queste sostanze. Questi preparati si dovrebbero assumere nei 7-10 giorni precedenti la comparsa del ciclo. Mentre gli integratori come l'olio di pesce possono offrire un certo sollievo dal dolore, il loro legame con una migliore fertilità è meno chiaro.Nel caso della dismenorrea secondaria, la terapia più adatta dipende dalla patologia associata ai dolori. Quando la dismenorrea è dovuta a un motivo organico, è necessario trattare la causa fin dall’origine e in alcuni casi sono richiesti interventi chirurgici per eliminare la causa principale.

Misure Non Farmacologiche e Stile di Vita:Per ridurre il dolore esistono inoltre altre misure non farmacologiche. Ad esempio, uno stile di vita sano con esercizio fisico in sessioni di 45-60 minuti, minimo tre volte a settimana, indipendentemente dall’intensità, potrebbe ridurre clinicamente l’intensità del dolore mestruale. L’alimentazione può essere un altro fattore importante da tener presente, in quanto alcuni alimenti possono aumentare il processo infiammatorio durante la mestruazione. Si consiglia di evitare il consumo di alimenti ultra-processati, zuccheri raffinati, grassi saturi, alimenti ricchi di sale e, in alcuni casi, latticini; è importante aumentare il consumo di frutta, verdura e alimenti ricchi di fibra. È noto che il fumo e l’alcol sono fattori di rischio che incrementano questo problema.

Non esiste una formula magica per prevenire la dismenorrea, ma l’abbinamento dello stile di vita sano (alimentazione ed esercizio) e l’assunzione di anti infiammatori dal giorno precedente all’inizio del ciclo, possono senza dubbio essere d’aiuto. In ogni caso, è sempre consigliabile consultare uno specialista che analizzi l’origine e la gravità della dismenorrea per scartare possibili patologie associate e cercare una soluzione, anche considerando le opzioni disponibili presso strutture specializzate come un'Unità di Endometriosi.

Farmaci per il dolore mestruale e alimenti sani

Il Fattore Psicologico e l'Influenza nella Percezione del Dolore

Una spiegazione strettamente scientifica alla scomparsa della dismenorrea nel momento in cui si hanno rapporti sessuali non protetti non esiste, tuttavia il fatto stesso che a volte accada rende l'eventualità possibile. Il caso di Alessia, che ha notato una diminuzione del dolore mestruale da quando lei e suo marito provano ad avere un bambino, evidenzia come la percezione del dolore possa essere influenzata da fattori psicologici.

Come spiega la Dottoressa Elisa Valmori, non è sempre possibile fornire una risposta scientifica rigorosa a queste osservazioni. Solitamente si osserva un attenuarsi del dolore mestruale dopo il primo parto per via vaginale, giustificato dal fatto che anatomicamente lo spazio per far defluire il sangue mestruale sia maggiore di prima. Tuttavia, la Dottoressa Valmori è convinta che questa non sia una motivazione sufficiente a spiegare completamente il fenomeno e che ci siano anche ragioni di tipo psicologico sottese.

In particolare, la gravidanza può aiutare alcune donne a fare pace con il proprio corpo, ad accoglierlo con le sue debolezze e bisogni quotidiani, e questo può influire anche nella percezione del dolore mestruale. A volte si dice: “non è mica un parto!” come a voler confrontare un piccolo disturbo con un dolore estremo, superato il quale si è pronte a tutto. Nel caso di Alessia, il desiderio di maternità, che forse in qualche modo era stato tenuto a bada con la contraccezione, poteva farsi sentire sotto forma di dolore in occasione del ciclo mestruale. Ora che i rapporti sono liberi e la coppia è nella prospettiva della ricerca della gravidanza, la percezione del dolore potrebbe cambiare.

Risultati di recenti ricerche hanno rilevato correlazioni tra l'intensità dei disturbi e alcune caratteristiche psicologiche della donna, che possono influire negativamente sui sintomi della dismenorrea amplificandoli. Questo sottolinea l'importanza di un approccio olistico alla salute femminile, che consideri non solo gli aspetti fisici ma anche quelli emotivi e psicologici.

È fondamentale ricordare l'importanza dell'assunzione di acido folico (1 compressa al dì da 400 microgrammi) per tutta la ricerca della gravidanza e almeno fino al termine del primo trimestre della stessa. L’acido folico è mutuabile (ad esempio Balfolic o Fertifol compresse) e andrebbe assunto se possibile lontano da tè e latticini.

Si ricorda che il parere degli specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. Gli specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Salute psicologica e gravidanza

tags: #dismonnorea #posso #rimanere #incinta