Mesopotamia: La Culla della Storia tra i Fiumi Leggendari

Il nome "Mesopotamia", che in italiano significa "terra in mezzo ai fiumi", indica la regione dell'Asia occidentale che si trova precisamente tra i corsi dei fiumi Tigri ed Eufrate. Questa vasta area geografica è universalmente riconosciuta come la 'Culla della Civiltà' per il suo immenso e fondamentale contributo allo sviluppo della società umana.

Mappa della Mesopotamia antica
La Mesopotamia, spesso definita 'la terra tra i fiumi', si estendeva lungo le rive dei fiumi Tigri ed Eufrate, nell'odierno territorio dell'Iraq. La regione costituisce l'estremità orientale della "mezzaluna fertile", una zona che si estendeva dal Golfo Persico fino al Mar Mediterraneo, includendo anche l'Egitto e l'Anatolia. È una terra pianeggiante e arida, ma la sua posizione geografica è stata sia una fortuna che una sfortuna. Da una parte, i fiumi Tigri ed Eufrate garantivano acqua e terreni fertili, essenziali per la vita e lo sviluppo. Dall'altra, le continue migrazioni e invasioni hanno caratterizzato la sua storia, sebbene con un effetto unico: ogni popolo conquistatore assorbiva le conoscenze e le tradizioni di chi c'era prima.

Già tra la fine dell'ultima era glaciale, intorno al 10.000 a.C., e l'inizio della storia, la Mesopotamia, una delle regioni della mezzaluna fertile, venne abitata da diverse civiltà. Uno dei siti neolitici più antichi conosciuti in Mesopotamia è Jarmo, risalente al 7000 a.C. È in quest'area geografica che nacque l'agricoltura, segnando una svolta decisiva per l'umanità.

La Nascita dell'Agricoltura Irrigua e i suoi Frutti

In Mesopotamia, vi sono state le prime agricolture, un fattore di grandissima importanza per l'evoluzione umana. Col tempo nacquero e si svilupparono anche altri tipi di agricoltura, tra cui l'agricoltura irrigua. Questo tipo di agricoltura era così chiamato perché era fondato sulle irrigazioni d'acqua dei terreni coltivati per renderli più fertili e produttivi.L'agricoltura rappresentava il cardine della civiltà mesopotamica. Grazie alla posizione strategica tra Tigri ed Eufrate, i popoli mesopotamici perfezionarono tecniche irrigue avanzate che trasformavano territori altrimenti aridi in terre coltivabili. La costruzione di canali, dighe e serbatoi permetteva di controllare il flusso dell'acqua, assicurando una produzione agricola abbondante e stabile, essenziale per sostenere numerose comunità e favorire lo sviluppo di vivaci centri urbani.

Sistema di irrigazione mesopotamico
Grazie alle prime attività agricole e all'introduzione dell'irrigazione, si ottennero ottimi raccolti, il che generò molto lavoro e permise la nascita e lo sviluppo delle prime civiltà. Queste innovazioni agricole non solo sostenevano l'economia, ma facilitarono anche la nascita e l'espansione delle città-stato, che divennero poi importanti poli di commercio e cultura. Gli abitanti dei villaggi impararono a dominare le acque e costruirono complessi sistemi di dighe e canali che permettevano uno sfruttamento intenso delle terre. Selezionarono nuove piante alimentari, come il grano, l'orzo e la palma, e iniziarono a conservare i raccolti in grandi depositi. La popolazione si occupava quindi in larga parte di pastorizia e agricoltura, oltre al commercio. È interessante notare che con i cereali facevano anche una bevanda ancora oggi diffusa in tutto il mondo: la birra.

L'Ascesa delle Prime Città-Stato e l'Organizzazione Sociale

Nel IV millennio a.C., circa 6000 anni fa, in questa regione nascono le prime comunità sedentarie della storia, che gradualmente si evolsero in centri urbani complessi. La prima civiltà della Mesopotamia fu quella dei Sumeri che si stabilirono sul delta del Tigri e dell'Eufrate nel IV millennio a.C. Essi diedero vita alle prime città che si distinguevano dai villaggi perché più grandi, strutturate e popolate.

Rappresentazione di un'antica città mesopotamica
Le città-stato mesopotamiche, come Ur, Uruk e Babilonia, erano veri e propri centri pulsanti di innovazione culturale e commerciale. Talmente che le città erano importanti, in esse risiedevano i sacerdoti e i re, figure centrali nell'organizzazione della società. Ciò causò una svolta fondamentale nella storia dell'architettura perché si cominciarono a costruire i primi edifici pubblici e religiosi di grande scala.Ogni città-stato godeva di una notevole autonomia politica, con proprie istituzioni, un proprio esercito e divinità protettrici. La loro organizzazione interna era caratterizzata da una chiara struttura sociale e da avanzate infrastrutture, frutto di una pianificazione urbana attenta e meticolosa. La società dei Sumeri, ad esempio, era divisa in classi sociali: al vertice c’era il re; sotto di lui i sacerdoti e gli scribi; poi i guerrieri e i nobili; quindi il popolo e infine gli schiavi.Un simbolo distintivo di queste città era la costruzione degli ziqqurat, quei templi a forma piramidale a gradoni. Lo ziqqurat ne era l'emblema, fungendo da punto di riferimento sia religioso che amministrativo. Questo edificio aveva una doppia funzione: solo i sacerdoti potevano salire fino in cima, dove c'era il tempietto della divinità. Da lassù osservavano anche le stelle per fare previsioni, un'attività legata alla religione e alla conoscenza. Ogni gradone rappresentava un passo verso il cielo, sede degli dei.

ZIGGURAT

Le Rivoluzionarie Invenzioni Mesopotamiche

Le civiltà mesopotamiche sono state i pionieri di tutto quello che diamo per scontato oggi: la scrittura, la ruota, le prime leggi e molto altro. I Sumeri sono stati dei veri geni dell'innovazione, e senza di loro, il nostro mondo sarebbe completamente diverso.

La Scrittura Cuneiforme: Il Dono dei Sumeri all'Umanità

Preparati a conoscere una delle invenzioni più rivoluzionarie della storia umana! Intorno al 3000 a.C., proprio nelle città sumere, viene inventata la scrittura. La creazione della scrittura cuneiforme da parte dei Sumeri rappresenta una delle innovazioni più importanti della storia. Questo sistema di scrittura, inventato dai Sumeri, è uno dei sistemi di scrittura più antichi al mondo.I Sumeri scrivevano su tavolette d'argilla usando bastoncini appuntiti. Questo metodo, basato su incisioni realizzate su tavolette d'argilla, veniva usato per trascrivere leggi, documentare transazioni commerciali, narrare storie e registrare conoscenze scientifiche, garantendo così la trasmissione del sapere nel tempo. Inizialmente usavano dei pittogrammi: disegni semplici che rappresentavano oggetti e azioni.

Tavoletta cuneiforme
Grazie alla scrittura, i Sumeri potevano tenere conto delle scorte, fare contratti, tramandare leggi e raccontare storie. Questo sistema fu fondamentale per l'amministrazione delle città e degli imperi, facilitando la registrazione di leggi, transazioni commerciali, eventi storici e scoperte scientifiche. Utilizzando simboli incisi su tavolette d'argilla, i Mesopotamici riuscirono a trasmettere conoscenze e informazioni in modo preciso e duraturo.Tra le prime storie mai scritte c'è l'Epopea di Gilgamesh, un poema epico che racconta le avventure di un re semidivino. Gilgamesh parte per una missione impossibile: scoprire il segreto dell'immortalità. Il messaggio è chiaro: anche i re più potenti devono accettare i propri limiti.

Oltre la Scrittura: Ruota, Metalli e Tempo

La ruota è forse la loro invenzione più famosa: ha rivoluzionato i trasporti e l'artigianato. Erano inoltre abilissimi nella lavorazione dei metalli, creando strumenti e armi sempre più sofisticati. Ad esempio, il bronzo è fatto da rame e stagno. Successivamente, la civiltà mesopotamica hittita fu la prima a lavorare il ferro, introducendo nuove possibilità per l'artigianato e la guerra.I Sumeri erano anche bravissimi astronomi. Conoscevano infatti le fasi della luna ed erano quindi in grado di prevedere le piene dei fiumi, un aspetto cruciale per l'agricoltura irrigua. Essi studiavano le costellazioni e realizzarono anche un calendario lunare di 360 giorni, suddivisi in 12 mesi di 30 giorni ciascuno. Inoltre, divisero il tempo: ogni ora in 60 minuti, ogni minuto in 60 secondi, un sistema che ancora oggi influenza la nostra misurazione del tempo.

Il Codice di Hammurabi: Le Prime Leggi Scritte

Il Codice di Hammurabi rappresenta una delle prime raccolte di leggi scritte nella storia, segnando un momento cruciale per la società mesopotamica. Redatto sotto il regno di Hammurabi a Babilonia, questo codice stabiliva principi fondamentali di giustizia e ordine, regolandone numerosi aspetti della vita quotidiana, dal commercio alla proprietà, dalla sfera familiare fino ai reati.

Stele del Codice di Hammurabi
Le pene, calibrate in base alla gravità del reato e alla posizione sociale dell'individuo, riflettevano la struttura gerarchica dell'epoca. Questo insieme di leggi offriva una base per la stabilità sociale e l'amministrazione della giustizia, contribuendo a mantenere l'ordine in un impero in espansione. La sua esistenza dimostra un avanzato livello di pensiero giuridico e organizzativo.

Cronistoria delle Civiltà Mesopotamiche: Un Mosaico di Popoli e Imperi

A partire dal IV millennio a.C. in Mesopotamia sono nate le prime grandi civiltà della storia umana e, fra queste, le più importanti sono quelle dei Sumeri, dei Babilonesi e degli Assiri. La Mesopotamia è un'ampia regione pianeggiante estesa fra l'altopiano iranico, il Golfo Persico e l'area Siro-palestinese, fino a poca distanza dal Mediterraneo, compresa tra i corsi dei fiumi Tigri ed Eufrate. Tra la fine dell'ultima era glaciale e l'inizio della storia, la Mesopotamia, che era una delle regioni della mezzaluna fertile, venne abitata da diverse civiltà che fondarono città come Ubaid ed Uruk. A partire dal 3500 a.C. vide il fiorire di grandi civiltà, come i Sumeri, gli Accadi, i Babilonesi, gli Assiri, gli Ittiti, gli Hurriti e i Cassiti.

I Sumeri: I Pionieri Urbani

I Sumeri sono i primi tra le civiltà mesopotamiche. Originari forse dei Monti Zagros, tra Turchia e Iran, i Sumeri giunsero in Mesopotamia verso il 4000 a.C. Si stabilirono nella Bassa Mesopotamia, nella pianura di Sumer, vicino al mare, alla foce dei due fiumi Tigri ed Eufrate, e dal nome di quella pianura i suoi abitanti furono chiamati Sumeri.In quella pianura fondarono i loro villaggi, che, a poco a poco, si trasformarono in città, le prime città della storia, tra cui Ur, Uruk e Lagash. Le città sumere più famose erano Ur e Uruk. Uruk è arrivata addirittura ad avere una popolazione di circa 50.000 abitanti, un numero straordinario per l'epoca. Il periodo che inizia intorno al 2900 a.C., detto periodo protodinastico, vede le città-stato rappresentare degli organismi indipendenti che regolano anche la vita delle tribù che si trovano intorno alle loro mura. Alcune delle città-stato più grandi e importanti sono quelle di Uruk, Larsa e Nippur. I Sumeri erano politeisti, veneravano cioè più divinità che avevano forme antropomorfe ed erano legate al mondo della natura. L'età classica sumera termina con l'invasione degli Accadi, che conquistarono la Mesopotamia nel 2400 a.C. Successivamente al periodo Guteo, vi fu una breve rinascita della civiltà sumera, dal 2200 al 2000 a.C. circa.

Gli Accadi: Il Primo Impero Unificato

Nel periodo accadico, o sargonico (dal 2350 al 2200 a.C.), avvenne un cambiamento significativo. Lugal-Zagesi, re di Uruk, venne sconfitto da Sargon (Šarru-kīnu), re del popolo semitico degli Accadi, che così conquistò l'intero territorio abitato dai Sumeri. Nel 2050 a.C. circa, il re degli Accadi Sargon il Grande conquistò le città sumere e cambiò l’organizzazione del territorio che divenne un impero con un forte potere centrale. L'impero degli Accadi, tuttavia, durò poco. Nel 2190 a.C. essi vennero sconfitti dai Gutei, un popolo montanaro che pose fine alla prima grande unificazione mesopotamica.

Il Ritorno dei Sumeri e la Dominazione dei Gutei

Il popolo dei Gutei (Gutium, Luristan) irruppe, provenendo da est, nell'impero accadico conquistandolo, inaugurando un periodo che va dal 2200 al 2120 a.C. Dopo il dominio Guteo, si verificò una sorta di rinascita sumerica con il periodo di Ur III (dal 2120 al 2000 a.C.). Il re di Uruk, e contemporaneo di Gudea, Utuḫengal, sconfigse i Gutei e liberò la Bassa Mesopotamia dal loro dominio. Tuttavia, un suo generale, Ur-Nammu, lo detronizzò, fondando un regno che abbracciò tutte le città sumere con capitale nella città di Ur. Il figlio di Ur-Nammu, Šulgi, caratterizzerà questo periodo con una grande riforma culturale e religiosa, dove la figura del dio Enki assurgerà a un ruolo fondamentale. Questo periodo segnò l'ultima grande fioritura sumera.

Gli Amorrei e l'Ascesa del Primo Impero Babilonese

Intorno al 2000 a.C., nelle terre dei Sumeri giunsero gli Amorrei, pastori nomadi provenienti dal nord-ovest della Mesopotamia, alla ricerca di pascoli e terre fertili. Durante il regno di Ibbi-Sin, ultimo re della dinastia di Ur III, le città meridionali, già infiltrate o saccheggiate dai nomadi Amorrei, si resero indipendenti. Intorno al 2004 a.C., gli Elamiti (popolo pre-iranico proveniente da est) assediarono la città di Ur che capitolò per fame. Il re, Ibbi-Sin, venne fatto prigioniero e la capitale sumera distrutta. Nel 2000 a.C., quindi, l'irruzione degli Amorrei, popolo semitico proveniente dalla Siria-Palestina, e la distruzione di Ur da parte dei pre-iranici Elamiti, estinse l'ultimo regno sumero, condannando al declino culturale e linguistico questa etnia. La semitizzazione della Mesopotamia divenne inarrestabile e la lingua sumera, e il suo retaggio religioso, restarono solo un autorevole ricordo per i regni che si succederanno.

Il re Amorreo Hammurabi fondò il primo impero babilonese. Dal nome della capitale Babilonia, essi presero il nome di Babilonesi. Il loro re Hammurabi (1792-1750 a.C.) espanse l’impero che arrivò ad occupare tutta la Mesopotamia centro-meridionale. In questo periodo, sei potenze si contendevano il controllo della Mesopotamia: Larsa, Babilonia, Ešnunna, Yamkhad (attuale Aleppo), Qatna e Aššur. Verso la fine del suo regno, Hammurapi riuscì, con alleanze subito sciolte, a sconfiggere le varie potenze concorrenti ottenendo infine l'unificazione di quello che era inteso come il regno "di Sumer e di Akkad". La società babilonese era divisa in classi sociali e l’antica civiltà mesopotamica babilonese era politeista e Marduk era il suo dio più importante.

I Cassiti e gli Hittiti: Invasori e Innovatori

Il primo impero babilonese durò dall’inizio del II millennio al 1531 a.C., quando Babilonia fu conquistata dai Cassiti. Intorno al XVI secolo a.C., la dinastia reale del popolo dei Cassiti (in accadico: Kaššū; originari dei monti Zagros), guidati come gli Hurriti di Mitanni da un'élite indoeuropea, prese il sopravvento in Babilonia. Il re cassita Agum II (ca 1550 a.C.) restituì al santuario babilonese la statua del suo dio, Marduk, precedentemente prelevata dagli Ittiti e da questi consegnata alla città di Khana. Intorno al 1500 a.C., Babilonia fu raggiunta e saccheggiata dagli Hittiti, un popolo guerriero proveniente dall’Anatolia, l’attuale Turchia. La civiltà mesopotamica hittita fu la prima a lavorare il ferro, un'innovazione che avrebbe avuto profonde ripercussioni. In guerra gli Hittiti usavano carri veloci con ruote a sei raggi e trainati da cavalli, dimostrando un'avanzata tecnologia militare.

L'Impero Assiro: La Potenza Militare del Nord

Verso il 1100 a.C., gli Assiri invasero la Mesopotamia. Gli Assiri, una popolazione di guerrieri che si era stabilita nell’Alta Mesopotamia, a partire dal XIII secolo a.C. si espansero assoggettando al proprio impero tutta la Mesopotamia ed arrivarono a conquistare le zone fino all’Egitto e al Golfo Persico, imponendo il loro controllo sul Vicino Oriente. Il re assiro Aššur-uballiṭ I (1363-1328 a.C.) liberò il suo paese dall'influenza di Mitanni, avviando un confronto sempre più serrato e frequente tra Assiri e Babilonesi cassiti.Le città più importanti del loro regno furono Assur e Ninive. Il popolo mesopotamico assiro fondò queste città e il suo re più importante, Assurbanipal (668-631 a.C.), fece costruire nella città di Ninive la prima biblioteca della storia. Assurbanipal coltivò personalmente gli aspetti culturali e, da esperto scriba, costruì nel suo magnifico palazzo un'imponente biblioteca con la pretesa di raccogliervi tutta la letteratura allora conosciuta. Grazie al ritrovamento di questa biblioteca, avvenuto nel XIX secolo, sono giunte a noi numerose opere babilonesi.

Ricostruzione della Biblioteca di Assurbanipal
Con il re Assurnasirpal II (883-859 a.C.), il processo di restaurazione del dominio assiro si può ritenere concluso, il suo dominio coincide con quello dell'ultimo grande re del periodo medioassiro, Tiglatpileser I. Nel frattempo, dagli annali assiri del IX secolo a.C. sappiamo dell'esistenza di un altro popolo semitico, connesso agli Aramei ma etnicamente distinto da esso, formato da cinque tribù e che si stabilisce nel sud della Mesopotamia, i Caldei.I rapporti tra Assiri e Babilonesi erano improntati a un sostanziale equilibrio, con una forte influenza religiosa e culturale da parte dei secondi. La salita al trono dell'energico Tiglatpileser III (744-727 a.C.) risolse i problemi assiri: il re dapprima sconfisse i Babilonesi e, l'anno successivo, nel 743 a.C., sconfisse a Kištan una coalizione composta da eserciti di Urartu, neo-ittiti e del regno di Arpad. L'opera di Tiglatpileser III non si fermò, il re trasformò i tradizionali stati vassalli in province, spingendosi fino ai confini con l'Arabia e l'Egitto, nonché giungendo sui Monti Zagros dove incontrò le prime genti iraniche indoeuropee (Medi e Mannei).Nel frattempo, in Babilonia era emersa l'egemonia caldea, la quale venne comunque sconfitta dagli eserciti di Tiglatpileser III, il quale, giunto a Babilonia, si incoronò suo re con il nome di Pulu. Anche il suo successore, Salmanassar V (762-722 a.C.) sarà anche re di Babilonia con il nome di Ululaya, ma se da una parte questo re sottomise i regni palestinesi, tra cui Israele, dall'altra generò un profondo scontento interno privando dei privilegi le città di Aššur e di Ḫarran. Il suo erede, l'usurpatore Sargon II (721-705 a.C.), continuò l'opera di rafforzamento e di compattamento dell'impero assiro, fondando, tra l'altro, la nuova capitale Dur Šarrukin (attuale Khorsabad). E se a Nord Sargon II ridusse a province gli stati neo-ittiti, a Sud incontrò ancora la resistenza delle dinastie caldee appoggiate dagli Elamiti.
Carro da guerra assiro
Con Sennacherib (704-681 a.C.), il tema della città di Babilonia tornò a emergere con tutta la sua problematicità. Le dinastie caldee, con i loro alleati elamici, premevano per l'indipendenza di Babilonia, ma il confronto si risolse ancora a favore degli Assiri. Esasperato da ulteriori nuovi confronti, e determinato a vendicare il proprio figlio, nel 693 a.C. Sennacherib giunse in forze nella Mesopotamia centrale e rase al suolo la città di Babilonia, allagandone le rovine.L'erede di Sennacherib, Esarhaddon (680-669 a.C.), riparò l'opera empia del padre ricostruendo Babilonia, ricollocandovi le statue degli dèi babilonesi trasferiti nei santuari assiri e, infine, incoronandosi re della città. Sul trono di Babilonia Assurbanipal pose suo fratello Šamaš-šuma-ukin (667-648 a.C.) il quale, tuttavia, presto si rese indipendente, giungendo a guidare una coalizione composta anche dai tradizionali nemici degli assiri, gli Elamiti. Assurbanipal decise dapprima di inviare un generale, Bel-ibni, per riconquistare Babilonia e punire il fratello traditore, il quale perirà tra le fiamme del suo palazzo; poi di stroncare definitivamente il proprio nemico tradizionale, l'Elam, che sarà conquistato e distrutto. L'impero assiro cadde alla fine del VII secolo a.C.

L'Impero Neobabilonese: La Rinascita e il Declino

La seconda fase, quella dell’impero neobabilonese, iniziò nel 604 a.C. con il re Nabucodonosor II che fece tornare il regno al suo splendore. Nel frattempo, Nabopolassar (626-605 a.C.), re caldeo, espulse dal territorio babilonese gli ultimi eserciti assiri invadendone l'impero. L'impero assiro venne investito anche, ma da Oriente, dagli eserciti dei Medi guidati da Ciassare (625-585 a.C.) e, quando Nabopolassar giunse, nel 610 a.C., alle mura di Aššur, Ciassare aveva già conquistato la città. L'alleanza tra Babilonesi e Medi servì comunque nella conquista, comune, di Ninive, avvenuta nel 612 a.C. Con la caduta della città di Ḫarran, dove aveva trovato rifugio l'ultimo imperatore assiro, Aššur-uballit II (611-609 a.C.), l'impero assiro venne distrutto e sostituito, nella sua egemonia in Mesopotamia, dall'impero neobabilonese.Con la morte di Nabucodonosor II incominciò il declino babilonese. Al grande re di Babilonia seguirono il figlio Amil-Marduk, che regnò per due anni (561-560 a.C.), quando il trono venne usurpato dal condottiero Neriglissar (559-556 a.C.) e quindi dal di lui figlio Lābāši-Marduk (556 a.C.) che cadde vittima di una congiura di palazzo che porterà sul trono l'ultimo re babilonese, Nabonedo (555-539 a.C.), originario proprio di Ḫarran, quella città assira situata nell'Alta Mesopotamia dove trovò la morte l'ultimo imperatore assiro.Nabonedo era estraneo alla cultura religiosa babilonese e visto con grande diffidenza dal suo clero devoto al dio poliade e re degli dèi, Marduk. Nabonedo, consapevole della sua difficile condizione, rispose con una teologia di cui resta un'iscrizione. In questa teologia, Nabonedo difese gli Assiri quando sostenne che la distruzione di Babilonia causata da Sennacherib fu voluta dallo stesso Marduk, anche se poi punì lo stesso re assiro; quindi i Medi non si limitarono a distruggere le città assire ma infierirono anche su quelle babilonesi che non sostenevano Nabopalassar. Solo Nabucodonosor II e Neriglissar compresero, ma in parte, quanto fosse urgente ripristinare gli antichi culti. I loro successori furono empi e non regnarono. Quindi Nabonedo spiegò che lui regnava per ristabilire i culti e i santuari distrutti.Alla triade babilonese di Marduk-Nabû-Nergal (rispettivamente poliadi di Babilonia, Borsippa e Kutha) Nabonedo affiancò la triade astrale di Šamaš, Sîn e Ištar (divinità rispettivamente del Sole, della Luna e dell'astro di Venere; legate rispettivamente, la prima alla città di Larsa e Sippar, la seconda a Ur e Ḫarran, la terza alla città di Akkad). Tale nuova triade consentì al re babilonese di origine assira di restaurare, dopo 54 anni, il santuario in cui officiava la madre e lì iscrivere non solo il ricordo della sacerdotessa Adad-gruppi', ma anche indicare il dio Sîn come re degli dèi e detentore della regalità babilonese, di fatto sostituendolo a Marduk.I potenti sacerdoti di Babilonia non poterono che leggere come "eresia" la teologia di Nabonedo. E quando il re dei persiani, l'achemenide (dinastia che nel frattempo aveva sostituito quella meda nell'egemonia degli Iranici), Ciro II (559-530 a.C.), entrò, nel 539 a.C., vittorioso in Babilonia, venne dai sacerdoti di Marduk e dall'intera popolazione di Babilonia accolto trionfalmente e come "liberatore". Ciro II si proclamò esecutore dei voleri di Marduk e difensore dell'ortodossia, così i Persiani quando entrarono nell'Esagila (il tempio di Marduk in Babilonia) lo fecero disarmati evitando di interrompere i riti.

Cilindro di Ciro
L’impero neobabilonese finì nel 539 a.C. Con il passare dei secoli, la Mesopotamia venne a far parte di vasti domini, come quello seleucide, parto, sasanide, arabo e ottomano, ma la sua eredità come culla della civiltà rimane indelebile nella storia umana.

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