Quando la Realtà si Confonde con il Desiderio: Il Fenomeno della Finta Gravidanza tra Cronaca e Psicologia

La simulazione di una gravidanza, un evento che può sembrare inconsueto, si manifesta talvolta con risvolti drammatici, capace di scuotere intere comunità e di portare alla luce dinamiche psicologiche complesse e inaspettate. Dalle aule dei tribunali alla cronaca più recente, il desiderio irrealizzato o la necessità di manipolare la percezione altrui possono spingere individui a gesti estremi, intrecciando questioni legali a condizioni psicologiche profonde, come la pseudociesi, nota anche come gravidanza isterica.

Un Caso di Cronaca Drammatico: Il Rapimento di una Neonato a Cosenza

L'Italia è stata recentemente teatro di un episodio che ha evidenziato con forza la gravità e la complessità di una gravidanza simulata, culminata nel rapimento di una neonata. Hanno un nome e un volto i due individui che, fingendosi parenti in visita, un pomeriggio hanno rapito una neonata, poi rapidamente ritrovata, dalla clinica “Sacro Cuore” di Cosenza. Si chiamano Rosa Vespa, 51enne di Cosenza, e Aqua Moses, 43enne di origini senegalesi. La coppia è stata arrestata.

Clinica

Secondo quanto emerso dalle indagini, Rosa Vespa nutriva una sorta di ossessione per avere un figlio. Avrebbe simulato per nove mesi la gravidanza, raccontando ai familiari di essere in attesa di un maschietto e di essere stata trattenuta nella clinica alcuni giorni più del previsto per accertamenti. Tutto era organizzato nei minimi dettagli: la neonata era stata vestita di azzurro come se il nascituro fosse di sesso maschile, a conferma della narrazione creata dalla donna. Fonti investigative hanno rivelato che, all'arrivo delle forze dell'ordine all'interno dell'appartamento della coppia, a Castrolibero, erano in corso festeggiamenti, con tanto di banchetto, per la nascita del bambino. Ad attendere il loro arrivo in casa, parenti ignari del rapimento, in una scena che ha amplificato lo sconcerto degli investigatori.

La Dinamica del Rapimento e l'Intervento delle Forze dell'Ordine

Secondo testimoni, una donna si sarebbe introdotta nella clinica fingendosi una puericultrice e, con l'ausilio di un uomo, avrebbe prelevato la bimba dalla culla. Il capo della Squadra mobile di Cosenza, Gabriele Presti, ha riferito che la donna fermata, Rosa Vespa, ha detto alla mamma della neonata di essere una "puericultrice" e inoltre indossava la mascherina. Questo, ha aggiunto Presti, ha fatto guadagnare tempo alla coppia, consentendo loro di agire con una certa apparente legittimità all'interno della struttura sanitaria.

Telecamere di videosorveglianza in ospedale

Le telecamere interne della clinica hanno ripreso la donna avvicinarsi a un ovetto con la piccola in braccio e cercare di metterla all'interno facendosi aiutare da un uomo con un cappellino in testa. I due hanno provato a mettere la neonata nell'ovetto e, non riuscendovi, sono usciti - lei con la piccola in braccio e lui con l'ovetto in mano. Poi si sono allontanati a bordo dell'auto, dando il via a un'immediata mobilitazione delle forze dell'ordine.

Il proprietario della clinica, Saverio Greco, legale rappresentante del gruppo IGreco, ha dichiarato che "l'episodio si è verificato durante l'orario delle visite. I due sono riusciti a entrare dichiarando di essere venuti a trovare dei parenti". Greco ha inoltre spiegato che "in clinica entrano i parenti dei bambini per portare dolci e regali e noi non chiediamo i documenti a tutti. Anzi, spesso veniamo accusati di essere troppo fiscali nei controlli". Questo ha facilitato l'accesso della coppia e ha permesso loro di mescolarsi tra gli altri visitatori senza destare sospetti immediati. Tuttavia, il sistema di videosorveglianza ha giocato un ruolo cruciale, funzionando e consentendo alle forze dell'ordine di rintracciare i responsabili in tempi rapidi. Il funzionario Gabriele Presti ha anche sottolineato che le "indagini si concentreranno anche sulla sicurezza del punto nascite" della clinica Sacro Cuore dove il rapimento è avvenuto, evidenziando la necessità di ripensare i protocolli di accesso e controllo.

Il Ritrovamento della Piccola Sofia e le Reazioni

"Quando siamo entrati in casa abbiamo visto prima un fiocco di colore azzurro e quando abbiamo bussato abbiamo visto degli ospiti che erano lì per i festeggiamenti di una nascita". Sono le parole del commissario di Polizia Claudio Sole che ha preso tra le braccia la piccola Sofia sequestrata e rapita in una clinica dove la piccola era appena nata. Rosa Vespa, 51enne di Cosenza, è stata arrestata assieme al marito Aqua Moses, 43enne di origini senegalesi dai poliziotti della Questura di Cosenza.

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"Appena entrati," ha spiegato Sole parlando con i giornalisti, "abbiamo visto le persone incredule e anche il marito della donna. Ma su di lui questo aspetto è da valutare." Il commissario ha poi raccontato: "Ho chiesto alla donna dove fosse la bambina e lei mi ha indicato una camera dove c'era una culla con la piccola che era vestita di azzurro. Era tutto addobbato per un maschietto. La donna poi è caduta in un mutismo. Quando abbiamo preso la bimba l'emozione ha preso il sopravvento sulla tensione che abbiamo avuto. Io per primo l'ho presa in braccio e non l'ho più lasciata."

La neonata sequestrata è stata una "vittima casuale" dal momento che "nessun contatto" è emerso "tra la famiglia della piccola e i coniugi" che sono stati sottoposti a fermo. A dirlo è stato il capo della Squadra mobile di Cosenza Gabriele Presti incontrando i giornalisti in Questura. Il commissario ha aggiunto che "la donna non si è opposta. Ha solo indicato la stanza con la culla."

Forze dell'ordine con neonato ritrovato

Indagini sono in corso anche per capire quanto il marito fosse a conoscenza che quella bimba non era suo figlia. Presti ha riferito che la "posizione del marito è da stabilire, ma sicuramente era presente nel momento dell'atto". Inoltre, è stato riferito da una donna che la persona arrestata aveva probabilmente già provato a prendere un altro neonato, ma sono tutti elementi da valutare e da vagliare con attenzione. Presti ha spiegato che "è oggetto di accertamento se abbia o meno bussato ad altre stanze ma di certo è rimasta diverso tempo all'interno" della struttura, e che ci sono "indagini anche per capire se avesse fatto sopralluoghi" nei giorni precedenti dopo che sarebbe emerso che ieri avrebbe stazionato per diverse ore nelle vicinanze della clinica. Il capo della Squadra mobile ha quindi sottolineato che "descrizioni, servizi di video sorveglianza e conoscenza approfondita del territorio sono stati gli elementi che hanno portato alla risoluzione del caso".

La bambina, nata lunedì, sta bene ed è stata restituita ai genitori. "Ringrazio le forze dell'ordine, hanno fatto un ottimo lavoro, sono stati rapidissimi. Mio figlio mi ha chiamato oggi pomeriggio per dirmi che la bimba era sparita dalla clinica, non si trovava più. Ho chiamato immediatamente il 112, sono state ore di panico. Per fortuna tutto si è risolto per il meglio": così ha commentato Mario Cavoto, il nonno della piccola Sofia. "Il nostro sentito ringraziamento agli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Cosenza per aver ritrovato e riportato ai genitori la neonata rapita in ospedale. Un plauso ai nostri uomini e donne in divisa per lo straordinario lavoro di squadra e di ricerca. Un abbraccio alla mamma e al papà e un augurio di buona vita alla piccola Sofia!". Lo ha affermato sui social la premier Giorgia Meloni, pubblicando una foto degli agenti con la piccola. "Siamo una mamma e un papà che ieri sono morti e rinati". Sono le parole piene di commozione di Valeria Chiappetta, la mamma della piccola Sofia. "Mi state scrivendo in migliaia, da ogni parte dell'Italia - ha scritto la mamma sui social qualche ora fa postando una foto della piccola con il fratellino - vorrei rispondere singolarmente a tutti ma non riesco. Questa è la nostra famiglia che ieri sera si stava sgretolando in mille pezzi. Le forze dell'ordine hanno fatto un lavoro eccezionale, mentre io avevo perso le speranze. Un'intera città, anzi Regione, si è bloccata per cercare la nostra bambina. Non penso che riuscirò mai a superare questa cosa, ma il lieto fine è che Sofia sta bene. Grazie a tutti. Vorrei abbracciare tutti." Anche il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha commentato il ritrovamento della neonata rapita a Cosenza, scrivendo sui social: "Una brutta storia, fortunatamente a lieto fine, grazie allo straordinario lavoro delle Forze dell'ordine e degli organi coinvolti. Un abbraccio forte è rivolto ai genitori e alle famiglie per ciò che hanno vissuto in queste ore." Il sottosegretario all'Interno Wanda Ferro ha affermato: "Un immenso grazie agli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Cosenza, coordinati dal questore Giuseppe Cannizzaro e dal capo della Mobile Gabriele Presti, per l'efficienza e la tempestività dimostrate nel ritrovamento della neonata rapita presso una clinica cittadina. Grazie a un'indagine condotta con straordinaria professionalità e tempestività, i poliziotti sono riusciti ad intercettare l'auto con i rapitori e la neonata a bordo. La piccola, sottratta alla famiglia a solo un giorno dalla nascita, è stata restituita in poche ore all'abbraccio dei suoi genitori, ponendo fine ad un vero e proprio incubo vissuto dall'intera comunità calabrese. Un ringraziamento va a tutte le forze dell'ordine che, appena scattato l'allarme, hanno attivato un vasto ed efficace dispositivo di ricerca con posti di blocco in tutta la città, e a tutti coloro che hanno collaborato per il buon esito dell'operazione." La piccola sta bene, ha mangiato e sarà dimessa dall'ospedale dell'Annunziata di Cosenza dove era stata portata ieri sera per una serie di controlli dopo quanto le è accaduto. Il padre e la nonna l'andranno a prendere all'Annunziata e poi dovrebbero andare a casa dopo avere preso anche la mamma che stamani dovrebbe uscire dalla clinica. "I genitori sono stanchi ma felici" ha detto la nonna.

La Pseudociesi: Una Profonda Anomalia Psicosomatica

Il caso di Cosenza, sebbene drammatico, richiama l'attenzione su una condizione psicologica nota come gravidanza isterica, o pseudociesi. Questa è una sindrome clinica rara, in cui una donna crede di essere incinta, malgrado non sia avvenuto un reale concepimento.

Rappresentazione grafica della pseudociesi

I primi riferimenti al disturbo sono stati riscontrati negli scritti di Ippocrate (300 a.C.); la problematica è riportata anche da alcuni documenti medioevali e fu trattata, in seguito, da Freud. Molti storici sostengono che la regina d'Inghilterra Maria Tudor (detta la Sanguinaria o “Bloody Mary”) soffrisse di pseudociesi, un esempio storico che evidenzia la lunga storia e la complessità di questa condizione.

Cause e Meccanismi Sottostanti

Le cause della pseudociesi sono di natura psicosomatica: la donna manifesta dei sintomi del tutto simili a quelli di una vera e propria gestazione, tali per cui si convince di essere in stato interessante. La pseudociesi appare come la conseguenza di meccanismi psicologici e neuroendocrini che influenzano reciprocamente l'equilibrio tra mente e corpo. Questa sindrome può comparire quando è presente un desiderio molto forte di avere un bambino e questo non può essere esaudito. La problematica può presentarsi anche nel caso contrario, cioè quando si ha un timore incontrollato di essere incinta e non lo si desidera, per motivi personali e/o considerazioni culturali.

Lo sviluppo della pseudociesi coinvolge meccanismi psicologici e neuroendocrini che influenzano reciprocamente l'equilibrio tra mente e corpo. Alla base di questa patologia sembrano ritrovarsi lo stress emotivo, la ricerca dell'identità donna-madre e la forte pressione sociale. Gli studiosi del fenomeno sostengono che questo malessere psicologico possa determinare il coinvolgimento dell'asse ipotalamo-ipofisi-ovaio, alterandone la funzione. Ciò si tradurrebbe in un'abnorme secrezione di ormoni, tra cui estrogeni e prolattina, in grado di indurre, nel corpo della donna, una serie di cambiamenti fisici simili a quelli che si riscontrano nel periodo di gestazione vero e proprio.

Asse ipotalamo-ipofisi-ovaio schema

Quando è presente un profondo stato depressivo, inoltre, è possibile che vengano influenzati i neurotrasmettitori, come la serotonina, e le ammine biogene, coinvolte nella regolazione degli ormoni riproduttivi. Anche la pressione culturale di dare alla luce un bambino di un sesso specifico può influenzare il disturbo, amplificando il desiderio o la paura legati alla maternità e al ruolo di genere.

Non esistono statistiche attendibili che aiutino a spiegare con precisione come le donne manifestino una gravidanza isterica. Il fenomeno è stato osservato, infatti, in tutti i gruppi etnici e socio-economici. La condizione sembra essere più comune nelle donne di età compresa tra 20 a 39 anni, ma è stata descritta anche nelle ragazze prima del menarca e nelle anziane in post-menopausa, a dimostrazione della sua ampia e variegata incidenza. Nonostante le cifre precise relative alla prevalenza della pseudociesi non siano disponibili, è stato riscontrato che il fenomeno tende a presentarsi nelle culture che danno un valore assoluto alla gravidanza e al ruolo di madre e per le quali la fertilità rappresenta un prerequisito per il matrimonio o per una relazione stabile. Oggi, l'incidenza della gravidanza isterica sembra sia in diminuzione nei Paesi sviluppati. Ciò può essere correlato alla tendenza verso una riduzione delle dimensioni della famiglia e alla consapevolezza che il ruolo primario di una donna non è più solo quello di crescere i figli. Il rischio di incorrere in tale sindrome rimane, tuttavia, nelle culture nelle quali avere una discendenza è considerato un elemento molto importante e imprescindibile per l'identità femminile e sociale.È importante notare che la gravidanza isterica non è una manifestazione limitata solo agli esseri umani: il fenomeno è stato osservato anche in altri mammiferi, come cani e topi, suggerendo una base biologica e psicologica più ampia. La pseudociesi è classificata come “disturbo somatoforme” nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, pubblicazione di riferimento redatta dall'American Psychiatric Association, il che ne sottolinea la natura complessa che lega mente e corpo.

Sintomi Fisici e Psicologici

La presentazione clinica della gravidanza isterica ha sia aspetti psicologici, che fisiologici. Nonostante le suddette manifestazioni, le donne che soffrono di questa condizione psicosomatica non sono fisicamente gravide e non presentano una serie di segni oggettivi di gestazione: durante l'ecografia, ad esempio, non si riscontra il battito cardiaco del feto, l'elemento più cruciale per la conferma di una gravidanza. Il segno più comune, ossia l'ingrossamento addominale, avviene senza l'estroflessione dell'ombelico tipicamente osservata in gravidanza. L'aumento del volume della pancia è determinato, in realtà, da distensione gassosa, grasso in eccesso, pronunciata lordosi lombare o ritenzione fecale e/o urinaria; spesso, questa manifestazione si risolve con la somministrazione di un anestetico generale, il che conferma la sua natura non legata a una massa fetale.

I cambiamenti del ciclo mestruale associati alla gravidanza isterica variano dalle irregolarità nella comparsa del flusso fino all'assenza completa di mestruazioni (amenorrea), un sintomo che può ingannare sia la donna che i suoi familiari. Per quanto riguarda i cambiamenti del seno, possono manifestarsi senso di tensione e dolorabilità, ingrossamento delle mammelle, alterazioni della pigmentazione, secrezione dal capezzolo e galattorrea (produzione di latte), tutti segni che imitano fedelmente i cambiamenti tipici della gravidanza. La sensazione soggettiva di percepire i movimenti fetali tende a presentarsi, invece, con modalità atipica, per intensità e durata; questa può essere dovuto alla contrazione della muscolatura della parete addominale o alla peristalsi intestinale, interpretata erroneamente come i movimenti del feto.

Diagnosi e Gestione della Falsa Gravidanza

La diagnosi della gravidanza isterica è un processo che richiede un approccio attento e l'esclusione di una reale gestazione come primo e fondamentale passo. Innanzitutto, la gravidanza isterica viene diagnosticata escludendo che si tratti di una vera gestazione attraverso esami clinici e strumentali. Le donne che sperimentano questo disturbo possono presentare varie alterazioni nella concentrazione di prolattina, estrogeni, progesterone, ormone follicolo-stimolante e luteinizzante, che possono mimare, in parte, i profili ormonali di una gravidanza.

Ecografia addominale

È importante notare che, in alcuni casi, il test di gravidanza effettuato dalla paziente può dare esiti debolmente positivi e falsi negativi. Nel contesto di tale disturbo psicosomatico, essendo lo stato emozionale capace di influenzare la secrezione di ormoni, questo risultato potrebbe dipendere dall'aumento delle gonadotropine, che possono indurre una reazione del test. Tuttavia, alla visita ginecologica, l'utero della donna che sperimenta la gravidanza isterica non risulta aumentato di volume, una differenza cruciale rispetto a una gravidanza vera e propria.

È fondamentale prestare attenzione: è possibile che l'impressione di essere incinta sia dovuta ad alcuni reali problemi di salute, come disfunzioni delle ovaie, patologie dell'utero o varie alterazioni di carattere endocrino. Pertanto, quando si nota un rigonfiamento dell'addome nonostante non ci siano ragioni per pensare a una gravidanza, è consigliabile rivolgersi ad un medico per una diagnosi accurata ed escludere altre patologie sottostanti.

Di solito, i sintomi della gravidanza isterica durano da poche settimane a nove mesi o più; talvolta, si protraggono anche per anni. Il recupero può essere spontaneo, ma a volte è preceduto da un episodio sintomatico simile al travaglio, che può essere molto angosciante per la donna. Le donne possono sperimentare un singolo o più episodi di pseudociesi nel corso della loro vita. In alcuni casi, la pseudociesi annuncia lo sviluppo di un altro disturbo psichiatrico, il più delle volte la depressione, ma possono subentrare anche ipomania o psicosi, evidenziando la necessità di un'attenta valutazione psicologica.

Essendo un disturbo psicosomatico, la gravidanza isterica non necessita di trattamenti farmacologici o chirurgici rivolti a reali affezioni organiche, poiché non vi è una causa fisica diretta della gravidanza. La maggior parte delle donne può convincersi di non aspettare un bambino di fronte all'evidenza dell'esame ecografico o di altre tecniche di imaging, che mostrano chiaramente l'assenza del feto. In genere, per la risoluzione della problematica, oltre al sostegno dalle persone vicine, viene consigliato un intervento psicoterapeutico. Questo approccio ha l'obiettivo di ricercare le cause alla base del disturbo e portare la donna a vivere il desiderio di maternità in modo sano ed equilibrato, o ad accettare l'impossibilità a realizzare questo desiderio, aiutandola a elaborare il lutto di un figlio mai avuto e a trovare nuove strade per la realizzazione personale.

Implicazioni Legali della Dichiarazione di Falsa Gravidanza

Al di là degli aspetti psicologici e sociali, la simulazione di una gravidanza può avere anche severe ripercussioni legali, soprattutto quando tale dichiarazione viene utilizzata per ottenere vantaggi o per eludere normative. Un esempio significativo in questo contesto è stato trattato dalla Corte di Cassazione italiana.

Simbolo della giustizia italiana

La Corte di Cassazione, sez. V penale, con la sentenza n. 22969/2022, depositata lo scorso 13 giugno, ha confermato una condanna per un'imputata che, al fine di sottrarsi ad un provvedimento di allontanamento dal territorio nazionale, aveva dichiarato falsamente di essere in stato di gravidanza. La fattispecie in esame muove le proprie origini da una sentenza della Corte d'Appello di Torino con cui, nei confronti di D.D., veniva confermata la condanna ad otto mesi di reclusione per il reato di false dichiarazioni relative all'asserito suo stato di gravidanza, rese ad un agente della Polizia di Stato. Questa dichiarazione era stata effettuata una volta identificata a seguito di un controllo ed essendo emerso che la stessa era destinataria di un provvedimento di allontanamento dal territorio nazionale.

Nel caso della ricorrente, lo stato di gravidanza falsamente dichiarato, al pari delle altre qualità secondarie esemplificativamente indicate, contribuisce all'accertamento di un connotato della persona integrativo della sua identità. O meglio, rappresenta una condizione fisica rilevante per l'ordinamento, che ad essa riconnette alcuni effetti giuridici. L'imputata, infatti, ha fornito l'informazione personale, attinente ad un suo stato fisico, integrativo della sua identità, in un dato momento storico della sua vita, al fine di usufruire degli effetti giuridici che da esso avrebbero potuto derivare, in relazione al provvedimento di allontanamento dal territorio dello Stato, rilevato dopo la sua identificazione anagrafica dagli ufficiali di polizia che stavano procedendo al controllo stradale. Nella nozione di qualità personali, si legge nell'ordinanza, cui fa riferimento l’art. 495, primo comma, c.p. (Codice Penale italiano), sono incluse anche condizioni fisiche che hanno una rilevanza giuridica specifica.

Nei confronti dell'imputata è stata esclusa la circostanza aggravante della recidiva e sono state riconosciute, invece, le attenuanti generiche, pur mantenendo ferma la condanna per la falsità della dichiarazione. La questione ha anche toccato il diritto a tacere, fondamentale in un processo equo. Il riconoscimento ad un soggetto del diritto a tacere e a non contribuire alla propria incriminazione (diritto al silenzio), a conferma e garanzia irrinunciabile dell'equo processo previsto dall'art. 6 Cedu (Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali), sia che operi nell'ambito di un procedimento penale ovvero venga in rilievo in relazione a determinati e peculiari procedimenti amministrativi, impone che il procedimento sia già attivato e non si spinge fino alla tutela di chi non già taccia di fronte a contestazioni mossegli all'interno dello stesso procedimento, bensì "inventi" spontaneamente e senza alcuna sollecitazione proveniente dalla pubblica autorità circostanze a lui favorevoli, per sfuggire alle conseguenze di procedure amministrative neppure ancora emerse al momento in cui si rendono le dichiarazioni false. Questo principio distingue chiaramente tra il silenzio, come diritto, e la dichiarazione mendace, come reato, sottolineando la responsabilità individuale per le informazioni non veritiere fornite alle autorità.

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