La vita all'interno di una sezione lattanti di un asilo nido è un universo complesso e finemente orchestrato, dove ogni momento è pensato per sostenere la crescita, l'apprendimento e il benessere del bambino. L'identità pedagogica del nido trova piena espressione nella strutturazione della realtà che il bambino vive ogni giorno, nelle attività che svolge, nelle modalità relazionali usate dalle educatrici. In questo senso, il nido ha una sua specificità e complessità che lo differenzia e lo distingue dalle altre strutture educative. La sua identità pedagogica va riconosciuta e valorizzata perché sia punto di forza del servizio. Il progetto educativo è finalizzato allo sviluppo delle potenzialità di ciascun bambino, rispettandone attitudini e personalità, quindi si può affermare che esso è indirizzato alla conquista dell’autonomia e allo sviluppo delle competenze. La didattica è basata su un progetto che ha al centro il bambino ed i suoi bisogni evolutivi e lo stile educativo è connotato da disponibilità ed accoglienza, attenzione e cura.
L'Accoglienza: Un Ponte Affettivo tra Casa e Nido
La giornata al nido inizia con l'accoglienza, che è una tappa fondamentale della giornata del bambino. Essa rappresenta una vera e propria attività di apprendimento per il bambino, nonché di sviluppo sia della sua autonomia sia della sua autostima. Durante questo momento il mondo interno del bambino ha la possibilità di manifestarsi attraverso la ricerca e la sperimentazione delle proprie preferenze, gusti e abilità. L'accoglienza è il momento più delicato della giornata al nido, per il saluto dei genitori; le educatrici per rispettare i bisogni di ogni bambino offrono loro uno spazio confortevole, raccolto, e gli si fanno incontro con atteggiamento affettuoso. È vissuta, il primo giorno come per il resto dell’anno, come una piccola ed importante cerimonia che segna il passaggio del bambino dall’universo familiare ad una dimensione sociale più allargata. Essa deve avvenire in un intervallo di tempo abbastanza dilatato nel rispetto dei ritmi dei bambini. Sia l’educatrice che chi accompagna il bambino debbono collaborare per creare un clima favorevole al distacco. Al genitore e al bambino dovrà essere data la possibilità di prendere contatto con l’ambiente prima di salutarsi. L’educatrice accoglierà il bambino e il genitore con un atteggiamento sereno. Saluterà l’adulto, scambierà qualche parola con lui, prenderà il bambino in braccio e cercherà di facilitare il contatto con il gruppo dei suoi coetanei.

L'orario di entrata è dalle 7,30 alle 9,30. L'arrivo dei bambini include momenti di ritrovo con i propri compagni e il saluto del familiare. È un momento a cui viene dedicata particolare attenzione da parte dell’educatore, poiché carico di significati affettivi. Per l’accoglienza si privilegia, anche se non in maniera esclusiva o rigida, la sezione (a volte, in tempi no-covid, è stato utilizzato il salone), dove da un lato i genitori hanno agio e autonomia per affidare i propri bambini al servizio educativo, e dall’altro il servizio ha agio e strumenti per accogliere il bambino entro una proposta educativa già in essere. Dopo l’accoglienza, la giornata si svolgerà con attività finalizzate al raggiungimento di obiettivi generali e specifici, realizzati attraverso progetti, unità didattiche e attività laboratoriali.
La Struttura dello Spazio: Angoli Pensati per Ogni Esigenza
La sezione deve essere allestita tenendo ben presente quella che è la caratteristica principale dei bambini: andare alla scoperta del mondo. Lo spazio deve essere propedeutico alla loro inesauribile ricerca di nuovi stimoli e conquiste sempre nuove. È inoltre importante che la sezione sia suddivisa in angoli, destinati alle diverse attività e quindi ai diversi momenti della giornata. La divisione degli spazi della sezione risulta come una componente imprescindibile dall'attività didattica. L'ambiente della sezione viene vissuto dal bambino come una seconda casa, uno spazio che deve risultare familiare e che deve adattarsi alle esigenze specifiche di ogni bambino. Per questa ragione gli angoli vengono studiati e pedagogicamente organizzati per accogliere i piccoli nella maniera più naturale possibile. Pertanto la sezione sarà suddivisa in “angoli” strutturati, ma flessibili allo stesso tempo, affinchè possano modularsi agli interessi ed alle necessità del bambino.
L'angolo morbido ha la funzione di accogliere i bambini e offrire loro uno spazio che evochi la morbidezza del corpo materno, del calore della casa e il relax del loro lettino. Qui si può favorire il riposo, la lettura o semplicemente un momento di tranquillità.
L'angolo della motricità ha come funzione quella di creare uno spazio ludico in cui i bambini possano trovare il materiale didattico utile allo sviluppo delle proprie capacità psico-motoree. Predilige le attività motorie e il suo bisogno di muoversi non va frenato ma guidato dall’educatrice per favorire la socializzazione.
L'angolo del cambio, seppur molto spesso considerato un angolo scontato e di poco valore, ha invece un'importanza decisiva nello svolgimento delle attività del nido. Innanzitutto è da considerare il cambio come un momento di forte legame tra mamma e figlio, in quanto il bambino viene gratificato dalle cure che la mamma gli dedica in questo particolare momento. Allo stesso tempo, il cambio al nido risulta non solo come attività igienica necessaria, ma ha per il bambino la funzione di richiamo di quelle attenzioni e premure proprie della mamma. L’educatrice cambia il bambino, lo lava, e lo invita a prendere confidenza con l’acqua, il sapone, il pettine ecc., permettendogli di giocare con questi oggetti e materiali e di fare nuove scoperte. L’educatrice potrà insegnare in questo momento al bambino i nomi delle parti del corpo e degli abiti.
Anche l'angolo della pappa, così come quello del cambio, ha la funzione primaria di riportare il bambino al rapporto dualistico con la mamma. In tal senso, la pappa risulta come un momento molto delicato per il rapporto tra il bimbo e l'educatrice che tende ad assumere tratti materni e teneri per rendere questo momento il più sereno possibile. L'angolo della pappa è costituito da un tavolo-seggiolone circolare a cinque posti in cui la figura dell'educatrice è posta in maniera centrale. L’educatore crea le condizioni necessarie per sostenere e accompagnare il bambino verso l’autonomia, il piacere di stare a tavola, guidandolo e aiutandolo al rispetto di alcune regole. Il momento del pranzo è importante per acquisire corrette abitudini alimentari. Il cibo per il bambino non rappresenta solo la soddisfazione di un bisogno fisiologico ma è anche collegato alla sfera emotiva ed affettiva. In questo momento spesso si realizzano dei momenti di comunicazione tra i bambini che, non sentendosi osservati, si esprimono liberamente e si confrontano con i compagni. Spesso si coglieranno anche giochi di assunzione di ruolo tra di loro in cui, per esempio, il bambino si relazionerà con il compagno imboccandolo. La ritualità di gesti e comportamenti, oltre che di continuità delle abitudini, offre al bambino un contesto rassicurante.
L'angolo della nanna è quello che chiude il circolo degli angoli delle routines. La nanna è un momento imprescindibile della vita del neonato, non solo come esigenza fisiologica, ma anche come momento significativo della giornata. Nonostante venga chiamato 'angolo', in realtà si tratta di una vera e propria stanza dedicata all'attività di riposo dei bambini. La stanza è dotata di cinque lettini, carillones, corredini tutti coordinati per dare maggiore senso di relax e poche distrazioni visive, ed infine di inter-phone che l'educatrice porta sempre con se in modo da sentire il richiamo del bambino al suo risveglio. Centrale e decisivo diviene anche per il sonno il rispetto delle abitudini, dei tempi e delle esigenze dei bambini. Il momento del riposo pomeridiano diventa invece un momento di relax per i bambini dove loro abbandonano tutte le tensioni accumulate durante la giornata per le attività affrontate. La nanna è sicuramente un'esperienza molto delicata per il bambino. Lasciare “il certo per l’incerto” non è facile, soprattutto in un ambiente diverso dalla propria casa. I bambini non sono svegliati ad un orario, ma si sveglieranno liberamente, pertanto il momento del risveglio può variare e sarà per piccoli gruppi.

La Struttura della Giornata: Un Flusso di Attività Guidate e Spontanee
La scansione della giornata è puramente indicativa; ogni bimbo ha il suo ritmo e non sarà costretto in orari rigidi e prestabiliti - a parte il momento del pasto (per ragioni organizzative). Esse aiutano il bambino nel passaggio da una situazione all’altra, poiché offrono stabilità e sicurezza, grazie alla ripetitività e alla regolarità della loro scansione nella giornata.
- 7.30 - 9.15: Arrivo, formazione di gruppi spontanei, scelta libera dell’attività. Preparazione di tre spazi gioco distinti che cambiano ogni mattina.
- 9.15 - 9.30:
- Piccoli: In sala lattanti, gruppi omogenei per età, inizio attività.
- Grandi: Momento del pane - grande gruppo.
- 9.30 - 10.00:
- Grandi: Momento di canzoni, filastrocche, musica - grande gruppo. Cambio e preparazione per l’attività.
- 9.30 - 10.45: Durante la mattinata vengono proposti ai bambini attività e materiali per il gioco strutturato o il gioco libero, in accordo alle linee educative privilegiate dal progetto pedagogico.
- 10.00 - 11.00:
- Grandi: Attività strutturata, gruppi omogenei per età - piccolo gruppo.
- 11.00 - 11.30: Cambio - giochi di gruppo guidati.
- 11.30 - 12.30: Pranzo. L’educatore crea le condizioni necessarie per sostenere e accompagnare il bambino verso l’autonomia, il piacere di stare a tavola, guidandolo e aiutandolo al rispetto di alcune regole.
- 12.30 - 13.00: Cambio, preparazione per nanna, balli vari. Uscita part time.
- 13.00 - 15.00: Nanna. La stanza è dotata di lettini, carillones, corredini coordinati per dare maggiore senso di relax e poche distrazioni visive.
- 15.30 circa: Risveglio e Merenda. I bambini si sveglieranno liberamente, pertanto il momento della merenda può variare e sarà per piccoli gruppi.
- 16.00 - 17.00: Attività a piccoli gruppi e l’angolo del libro.
- 17.00 - 17.15: Momento del pane.
- 17.15 - 18.00: Attività a gruppi misti e spontanei.
- 18.00 - 19.00: Aspettando mamma e papà… libri, favole, coccole. In quest'ultima parte della giornata al nido occorre creare un'atmosfera tranquilla e rilassata, proponendo occasioni di gioco e di dialogo con l'educatrice. In questo momento si potrà avere un rapporto più individualizzato fra genitore-bambino ed educatrice.
Le Attività: Gioco, Manipolazione, Ascolto e Scoperta Sensoriale
Al nido, per tutte le fasce d’età, il gioco rappresenta il mezzo più importante attraverso il quale il bambino si manifesta ed agisce in modo spontaneo e naturale. Ogni bambino ha un modo personale di esprimersi nel gioco e giocando imparerà a relazionarsi con gli altri. La ludicità è il motore principale dell'apprendimento. La programmazione didattica ha quale scopo quello di non far sì che il gioco risulti come un'attività improduttiva e spesso anche noiosa, ma di rendere l'attività ludica sempre nuova attraverso le proposte laboratoriali delle educatrici. A tal fine l’attività didattica giornaliera viene pensata, organizzata in base alle esigenze dei bambini che vengono colte dalle maestre durante il mese dell’accoglienza. L'attività dunque viene suddivisa in laboratori didattici che mantengono quale finalità principale l’attività ludica.
La Giornata tipo al nido Gribaudi
Strettamente legata al gioco e alle attività motorie è la manipolazione che permette al bambino di esprimere la sua voglia di fare e di esplorare. Essa sviluppa competenze motorie, cognitive, sensoriali ed espressive nel bambino. Tutti i bambini, anche quelli che inizialmente incontrano difficoltà a sporcarsi, immergono le loro mani nei materiali a disposizione, prendendo dimestichezza con essi e superando le loro piccole differenze. Attraverso attività quali pasticciare, travasare, costruire, infilare, impastare, mescolare i bambini arricchiscono il proprio patrimonio conoscitivo. L'intento del laboratorio di manipolazione è quello di fornire un percorso guidato ai bambini con una sperimentazione personale, un'esperienza conoscitiva che parta da alcune suggestioni proposte dall'insegnante di riferimento. Volge dunque all'acquisizione della coordinazione manuale, allo sviluppo della percezione sensoriale e a soddisfare l'esigenza esplorativa e di conoscenza. Le attività che vedranno impegnati i bambini saranno in primis giochi liberi e spontanei, in cui l'educatrice può rendersi conto a quale stadio dello sviluppo manipolativo si trova già il bambino.
Attraverso invece la lettura e il racconto di favole durante la giornata l’educatrice educa il bambino all’ascolto, consentendogli di arricchire ed esprimere il proprio immaginario e di arricchire il patrimonio linguistico. L’educatrice potrà invitare i bambini che lo desiderano ad avvicinarsi a lei ed ascoltarla mentre narra una favola. Durante la narrazione alcuni bambini vivranno la storia diventando a loro volta narratori e assumendo spontaneamente o su invito dell’educatrice il ruolo dei vari personaggi. Questi obiettivi verranno perseguiti attraverso l'ascolto di canzoncine per bambini, canzoni nazional-popolari e ninnanne, attraverso il battito delle mani, dei piedini o attraverso i suoni corporali in genere.
Non sono da escludere le attività logiche dove si utilizzeranno materiali strutturati e non, che favoriranno l’affinamento e la differenziazione dei cinque sensi, sviluppando il concetto di associazione, classificazione, seriazione e appaiamento. Su un tavolo al centro dello spazio in cui si svolgerà l’attività poggiamo vari oggetti di uso quotidiano differenti per forma, colore, grandezza e contenuto. L’educatrice mostrerà gli oggetti e inviterà il gruppo di bambini a differenziarli rispetto ai colori, alla grandezza e forma. I bambini dovranno essere lasciati liberi di rispondere e quelli più restii stimolati dall’educatrice.
Il laboratorio di psicomotricità ha come scopo il consolidamento della scoperta e della conoscenza dell’io corporeo attraverso le varie tappe, interazioni tra bambini, interazioni tra bambini ed adulto e socializzazione. I bambini sperimentano con il proprio corpo il piacere di rotolare, gattonare, strisciare, arrampicarsi, prendere, lasciare o lanciare oggetti. Il suo obiettivo principale è quello di aiutare l’integrazione armonica degli aspetti motori, affettivo-relazionali, cognitivi e sociali. Le peculiarità di questa pratica sono l’ascolto del bambino e il rispetto della sua individualità e originalità di stare nel mondo.
Il laboratorio socio-relazionale è forse quello considerato più scontato in quanto si dà per certo che, bambini che si trovino a condividere gli stessi spazi debbano necessariamente conoscersi o instaurare sani rapporti. In realtà non è così semplice come sembra. In questo lavoro ha fondamentale importanza il lavoro dell'educatrice che deve mediare tra le esigenze di tutti i bambini e deve saper offrire opportunità e proporre attività che vadano bene a tutti. In tal modo si prescinde dal senso di frustrazione dettato dalla mancanza di interesse nei confronti dell'attività e si riescono ad instaurare rapporti di collaborazione positiva ed interdipendenza.
Routine e Cura del Corpo: Momenti Fondamentali di Relazione
Momenti di alto valore educativo ed affettivo in una giornata al nido sono le attività di routine: tempi dedicati all’igiene e alla cura del corpo, il pranzo, il sonnellino pomeridiano, il momento del saluto e l’uscita. La cura del corpo è un momento importante per le educatrici che cercano di intensificare la relazione individuale con ciascun bambino. L’educatrice cambia il bambino, lo lava, e lo invita a prendere confidenza con l’acqua, il sapone, il pettine ecc., permettendogli di giocare con questi oggetti e materiali e di fare nuove scoperte. L’educatrice potrà insegnare in questo momento al bambino i nomi delle parti del corpo e degli abiti.

Il pranzo è caratterizzato da una ritualità di gesti e comportamenti, oltre che di continuità delle abitudini, per offrire al bambino un contesto rassicurante. Quella dell'alimentazione è un’esperienza che riporta al legame affettivo con la mamma, e quindi è un momento denso di emozioni.
A fine giornata ci si dedica al riordino della sezione con i bambini ed al riepilogo delle attività svolte e poi segue un momento di routine: il saluto e l’uscita. L'uscita è un altro momento delicato. In quest'ultima parte della giornata al nido occorre creare un'atmosfera tranquilla e rilassata, proponendo occasioni di gioco e di dialogo con l'educatrice.
Il nido è aperto da lunedì al venerdì. L'orario di entrata è dalle 7,30 alle 9,30. Le educatrici, con un atteggiamento sereno e affettuoso, accolgono il bambino e il genitore, creando un clima favorevole al distacco e alla transizione verso la dimensione sociale.
Il periodo della lattanza al nido è una fase molto delicata in quanto ricca di nuove acquisizioni da parte del bambino. In questa fascia di età infatti, la giornata è piena di scoperte, novità, emozioni e sensazioni per il bambino completamente nuove e sempre ricche di significato. Il bambino, in questo periodo, inizia il suo cammino verso l'autonomia poiché prende coscienza di sé e del mondo circostante. Utilizzano, quale primo ed importantissimo codice di comunicazione quello sensoriale, si rapportano così agli altri attraverso la vista, il tatto, l'udito, il gusto e l'olfatto, specialmente durante le attività di routines (cambio, nanna, pappa…).