L'Influenza Cruciale della Dieta sulla Fertilità e il Concepimento

La ricerca di una gravidanza è un percorso che sempre più coppie si trovano ad affrontare, e le statistiche attuali rivelano che circa il 15% delle coppie in Italia non riesce ad avere figli a causa dell’infertilità di coppia. Solo in Italia sono tra le 60.000 e le 80.000, rappresentando all’incirca il 20-25% delle 300.000 nuove unioni. Sebbene le cause dell’infertilità siano distribuite in fattori al 50% maschili e al 50% femminili, è ampiamente riconosciuto che la possibilità di concepire e tutelare la salute del feto dipende da numerosi fattori. Tra questi, le scelte alimentari di entrambi i genitori nel periodo preconcezionale e, successivamente, della donna in gravidanza, sono fondamentali per il concepimento e lo sviluppo del bambino. Una buona alimentazione, cioè seguire una dieta sana ed equilibrata, può favorire la fertilità della coppia e quindi il concepimento. Non è necessario sentirsi sopraffatte dalla dieta “perfetta”; ciò che conta è fare del proprio meglio per reintrodurre quei nutrienti che talvolta mancano dalla nostra dieta. L’alimentazione è infatti alla base della fertilità.

L'Alimentazione come Fondamento della Fertilità: Un Approccio Olistico

Per favorire la fertilità, gli esperti sottolineano che non si può prescindere dallo stile di vita e dall’alimentazione, i quali costituiscono le basi non solo per la salute generale e ginecologica della donna, ma anche, in caso di gravidanza, per la salute e il corretto sviluppo del feto. È importante ricordare che la quantità di calorie non deve causare sovrappeso né obesità, in quanto il sovrappeso causa anomalie nell’ovulazione e una complessiva riduzione nella fertilità, oltre che maggiori complicanze in gravidanza e più frequenti anomalie nello sviluppo fetale.

Tavola piramide alimentare mediterranea

I fattori di rischio per la fertilità includono l'obesità. Perdere peso, infatti, favorisce la ripresa dell’ovulazione nel 90% delle donne, con un successivo tasso di gravidanza spontanea del 25%. Uno studio indica che le donne obese hanno il 68% di probabilità in meno di avere un parto vivo dopo il primo ciclo di terapia assistita rispetto alle normopeso. L'indice di massa corporea (Body Mass Index - BMI), che è il rapporto tra peso e altezza, è un parametro fondamentale: una persona è considerata sovrappeso se questo indice è compreso tra 25 e 29, mentre se supera il 30 si parla di obesità. Se l’indice è inferiore a 20 la persona si considera sottopeso. Un peso eccessivo o una eccessiva magrezza sono frequentemente collegati a un malfunzionamento ovarico; dal 30 al 47% delle donne sovrappeso ed obese presenta cicli irregolari così come il 25% delle donne sottopeso. Le donne hanno bisogno di un certo livello di grasso corporeo per ovulare regolarmente, ed essere al di sotto del nostro peso può essere problematico tanto quanto essere in sovrappeso. Un sovrappeso notevole può causare squilibri ormonali che interessino l’ovulazione, rendendo più difficile rimanere incinta in modo naturale. I farmaci utilizzati durante il trattamento possono risultare meno efficaci e le possibilità di ottenere un impianto di successo possono essere ridotte tra le donne obese. Se si rimane incinta nonostante un sovrappeso notevole, c’è maggior rischio di aborto o di soffrire di problemi come diabete gestazionale, ipertensione arteriosa, preeclampsia e coaguli sanguigni. Sapere che tutto questo può succedere è un forte stimolo a perdere peso, ma spesso la pressione psicologica aggiunta di pensare che il proprio peso è una barriera per concepire può causare l’effetto contrario. L'ideale è ottenere una perdita di peso graduale grazie a una dieta sana ed equilibrata, assicurandosi di aumentare la propria attività fisica. È importante avere delle aspettative realistiche e non è mai una cattiva idea mantenere una conversazione con il proprio medico se risulta difficile continuare.

Nutrienti Essenziali per un Concepimento Ottimale

Una dieta per la fertilità deve essere ricca di nutrienti che supportano la funzione riproduttiva maschile e femminile.

Vitamine e Minerali Chiave: dalla Vitamina# Alimentazione, stile di vita e fertilità: una guida completa per il concepimento

Il percorso verso la genitorialità è un viaggio complesso, influenzato da una miriade di fattori biologici, ambientali e comportamentali. Tra questi, il ruolo dell’alimentazione è emerso con forza come pilastro fondamentale non solo per la salute generale, ma specificamente per la funzione riproduttiva. E’ importante non sentirsi sopraffatte dalla dieta “perfetta”. Ciò che conta è fare del proprio meglio per reintrodurre quei nutrienti che talvolta mancano dalla nostra dieta. La comprensione del legame tra ciò che mangiamo e la capacità di concepire richiede uno sguardo multidimensionale, che parte dalla biochimica cellulare fino ad arrivare alle abitudini quotidiane che definiscono il nostro stile di vita.

illustrazione concettuale del legame tra nutrizione e salute riproduttiva

Il peso corporeo come indicatore di fertilità

Uno degli aspetti più critici nella pianificazione di una gravidanza è il mantenimento di un peso corporeo equilibrato. La quantità di calorie non deve causare sovrappeso né obesità, in quanto il sovrappeso causa anomalie nell’ovulazione e una complessiva riduzione nelle fertilità, oltre che maggiori complicanze in gravidanza e più frequenti anomalie nello sviluppo fetale. È importante ricordare che non sono le curve un po’ più arrotondate del solito a impedire di rimanere incinta, tuttavia un sovrappeso notevole può causare squilibri ormonali che interessino l’ovulazione, rendendo più difficile rimanere incinta in modo naturale.

La ricerca è chiara in merito: uno studio dice che le donne obese hanno il 68% di probabilità in meno di avere un parto vivo dopo il primo ciclo di terapia assistita rispetto alle normopeso. Perdere peso, infatti, favorisce la ripresa dell’ovulazione nel 90% delle donne, con un successivo tasso di gravidanza spontanea del 25%. Tuttavia, bisogna considerare anche l’altra faccia della medaglia: le donne hanno bisogno di un certo livello di grasso corporeo per ovulare regolarmente, ed essere al di sotto del peso forma può essere problematico tanto quanto essere in sovrappeso. Circa il 25% delle donne sottopeso presenta cicli irregolari, rendendo il controllo del BMI - il rapporto tra peso e altezza - un passaggio essenziale per chiunque cerchi un figlio.

Micronutrienti e integrazione: oltre la dieta

Sebbene l’alimentazione sia la fonte primaria di sostentamento, esistono micronutrienti la cui integrazione mirata risulta fondamentale durante la fase preconcezionale. Sembra che la vitamina D regoli alcuni recettori nelle ovaie e nell’endometrio, rendendola un alleato prezioso. Parallelamente, la dose raccomandata di acido folico per la prevenzione dei difetti del tubo neurale è di 400 microgrammi da prendere almeno due mesi prima di concepire.

È fondamentale tuttavia chiarire una distinzione importante: gli integratori che si prendono in gravidanza non possono sostituire gli elementi nutrizionali che si trovano nel cibo, per via delle differenze nella biodisponibilità e, talvolta, anche nell’inesatta dichiarazione delle etichette. Il calcio, ad esempio, è essenziale nel mantenere la funzione riproduttiva e per lo sviluppo dei denti e delle ossa del feto. Una quantità quotidiana di 1500mg di calcio la si può trovare soprattutto nel latte, nello yoghurt e nei formaggi come il parmigiano, ma è disponibile anche nel latte di mandorle, nei broccoli, nel cavolo nero, nelle mandorle, nei semi di sesamo non tostati, nei fagioli bianchi e nelle arance.

grafico che mostra le fonti di calcio e micronutrienti essenziali

Il modello mediterraneo vs strategie a basso tenore di carboidrati

La dieta mediterranea, caratterizzata da un alto apporto di verdure, frutta, pesce e olio d’oliva, favorisce la fertilità. Esistono molte evidenze scientifiche che evidenziano come specifici alimenti aiutino o peggiorino situazioni cliniche. Tuttavia, nel panorama medico odierno, si discute intensamente anche del ruolo della dieta chetogenica.

La dieta chetogenica, definita come un regime normoproteico, ipoglucidico e iperlipidica, viene talvolta applicata per migliorare la fertilità nelle coppie. Nel caso specifico della fertilità, il dimagrimento che avviene con la produzione di chetoni dal grasso corporeo può migliorare la qualità ormonale e di conseguenza anche il percorso della fecondazione assistita. Una corretta cascata ormonale produce un corretto andamento dell’ovulazione e migliora la produzione spermatica. Tuttavia, bisogna prestare estrema attenzione: se la chetogenica non descrive correttamente quali fonti di grasso consumare, diventa molto elevato il rischio di assumere eccessive quantità di grassi trans polinsaturi, che vanno ad ostacolare ulteriormente la fertilità femminile.

Inoltre, il consumo di carboidrati va gestito con consapevolezza. Le donne che consumano molti carboidrati hanno un rischio di infertilità ovulatoria del 78%. Gli zuccheri contenuti nei succhi, nei dolciumi e nelle barrette vanno limitati in quanto interferiscono con la fertilità. È preferibile optare per cereali integrali - come segale, frumento, orzo, farro, grano saraceno - che, insieme al pane, alla pasta, alle patate e al riso, dovrebbero essere inseriti in un contesto di consumo moderato.

Fattori di rischio: tossine, elettromagnetismo e stile di vita

Le cause dell’infertilità sono distribuite in fattori al 50% maschili e al 50% femminili. Oltre ai fattori alimentari, dobbiamo considerare l’impatto dell’ambiente. I pesticidi ed erbicidi utilizzati nell’agricoltura convenzionale possono avere effetti negativi sulla fertilità sia maschile che femminile. Pertanto, è consigliabile mangiare molta frutta e verdura biologiche.

Un altro fattore spesso sottovalutato è l’elettromagnetismo. Siamo circondati da campi elettromagnetici che danneggiano le nostre cellule. Telefoni, computer, tablet e ripetitori possono portare alterazioni del DNA e modifiche spermatiche, soprattutto per gli uomini che abitualmente tengono questi dispositivi nelle tasche vicino agli organi genitali.

Parallelamente, il fumo di sigaretta è responsabile sia della diminuzione del numero dei follicoli antrali nelle ovaie sia del danneggiamento della qualità degli spermatozoi. Nelle donne che fumano più di 10 sigarette al giorno la menopausa sopravviene in media da 1 a 4 anni prima rispetto alle donne che non fumano. Anche la caffeina gioca un ruolo: se siete una o un vero “caffeinomane” e consumate più di 500 mg di caffeina al giorno - più di 5 tazze di caffè - sappiate che le possibilità di rimanere incinta diminuiscono e aumenta il rischio di abortività.

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Gestione delle patologie associate e prospettive future

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è una delle patologie della sfera ormonale femminile molto spesso associata a sindrome metabolica, obesità e infertilità. In queste situazioni, i picchi di insulina rappresentano una minaccia per la qualità degli ovociti. Per chi ne soffre, è cruciale monitorare il carico glicemico della dieta, privilegiando proteine vegetali, poiché il consumo di proteine animali è associato a un rischio maggiore di infertilità ovulatoria, mentre il consumo di proteine vegetali è associato a un rischio inferiore.

È importante ricordare di consumare due-tre porzioni di proteine ogni giorno, una delle quali a base di proteine derivanti da verdure, legumi o noci. Per quanto riguarda la carne rossa, il consumo va limitato a una o due volte alla settimana e la scelta dovrebbe cadere su animali allevati in allevamenti biologici. La carne andrebbe evitata da chi soffre di endometriosi dato che è stata dimostrata una relazione negativa tra il consumo di carne rossa e questa patologia.

Per quanto riguarda il partner maschile, è fondamentale considerare l’impatto della sedentarietà e dell’eccessivo aumento ponderale. 1 giovane su 3 in Italia è a rischio di infertilità, confermando l’urgenza di educare i giovani sui rischi di abitudini non appropriate. Il benessere psicofisico nella sua totalità è la migliore forma di prevenzione. L’esercizio fisico, svolto per almeno 3 ore settimanali, aiuta ad attivare il metabolismo e a mantenere in salute il corpo, migliorando così le chance di concepimento.

schema riassuntivo delle linee guida alimentari per la coppia

In ultima analisi, il percorso verso una gravidanza non deve essere vissuto con l’ansia di una dieta restrittiva, ma come un’opportunità per riequilibrare l’organismo attraverso scelte ponderate e consapevoli. L’impegno verso una dieta mediterranea arricchita da nutrienti specifici e il rifiuto di abitudini nocive rappresentano il punto di partenza ideale per chi desidera intraprendere il cammino verso la genitorialità con le migliori premesse possibili.

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