La Gestione del Fondo Fertile Dennerle e l'Arte di un Substrato Resiliente per l'Acquario Naturale

Allestire un acquario, specialmente per la prima volta e con l'ambizione di creare un ambiente naturale ricco di piante, legni e rocce, implica una serie di decisioni fondamentali. Tra queste, la scelta e la gestione del substrato, o fondo, emerge come uno degli aspetti più critici e, al tempo stesso, meno compresi dai neofiti. Non si tratta semplicemente di un elemento estetico, ma di un vero e proprio ecosistema nascosto, la "parte nascosta che decide la salute della vasca". Un acquariofilo inesperto può pensare che il substrato serva soltanto a tenere ferme le piante, a nascondere il vetro di fondo o a rendere più naturale la scena. In realtà, sotto la superficie delle pietruzze, nei granuli di sabbia e negli strati dei terreni fertili, vive un mondo fatto di batteri, scambi chimici, microfauna e processi che determinano la salute delle piante, la vitalità dei pesci e la stabilità biologica.

La differenza tra un fondo inerte e un fondo attivo può cambiare radicalmente la gestione della vasca: il primo non influisce quasi sulla chimica, il secondo invece la modifica attivamente, rilasciando o assorbendo nutrienti. Come abbiamo accennato in questo articolo del blog: Biotopo acquario: natura e Design, il nostro spunto è stato un fiume. Abbiamo quindi ricreato un fondo simile, nel quale e molto probabilmente, in natura non c’è un fondo fertile ma solo sassi e sabbia. Le sostanze organiche necessarie alla crescita delle piante sono trasportate dalla corrente e quindi via acqua. La scelta del substrato è una delle prime decisioni irreversibili di un acquario. Cambiare fondo dopo mesi significa smontare tutto, stressare gli animali e azzerare la maturazione biologica. Pertanto, comprendere a fondo le opzioni disponibili e le loro implicazioni è il primo passo per un allestimento di successo.

Il Fondo Fertile Dennerle DeponitMix: Una Soluzione Collaudata per le Piante

Per chi si avvicina per la prima volta al mondo dell'acquariofilia e desidera creare un acquario naturale con piante vere, la scelta di un fondo fertile è spesso il punto di partenza. Tra le varie opzioni disponibili sul mercato, il Dennerle DeponitMix Professional, o il più specifico Dennerle DeponitMix 9 in 1, è un prodotto frequentemente raccomandato. Questo substrato è ideato per "piante d'acquario lussureggianti e magnifiche", offrendo un "apporto completo di nutrienti più deposito di ferro e nutrienti per foglie verdi rigogliose".

Acquario con fondo fertile Dennerle DeponitMix e piante rigogliose

Il Dennerle DeponitMix si distingue per una serie di caratteristiche che lo rendono particolarmente efficace per un "radicamento sicuro e un clima del suolo ottimale". È una "miscela naturalmente umida", con "microrganismi immediatamente biologicamente attivi", che "favorisce la naturale funzione di biofiltro del supporto". I minerali argillosi, come la montmorillonite, sono fondamentali in questa formula, in quanto "regolano l'equilibrio dei nutrienti: rilasciano i nutrienti quando necessario e li assorbono quando c'è un eccesso di offerta". La torba naturale, ricca di umidità, garantisce un "pH ottimale del substrato", creando un ambiente leggermente acido che scompone i nutrienti in modo adatto alle piante. Inoltre, il granulato di lava altamente poroso "favorisce la naturale funzione di biofiltro del substrato: per una migliore qualità dell'acqua e pesci più sani". Questo prodotto, "da materie prime selezionate e naturali", vanta una "garanzia: sicuro per pesce, gamberetti, lumache, ecc.", ed è privo di fosfati e nitrati aggiuntivi, aspetto cruciale per non favorire la crescita delle alghe.

Un punto di forza del Dennerle DeponitMix è la sua "formula nutriente professionale", che assicura "nutrienti attivi per un massimo di 8 anni di magnifica crescita delle piante". Tutti i nutrienti e gli oligoelementi sono presenti in "forma di deposito con effetti immediati e a lungo termine". Nello specifico, il Dennerle Deponit-Mix Black è un "substrato minerale nero a lungo termine per tutti gli acquari con piante", "sviluppato appositamente per la combinazione con ghiaia nera", ed è frutto di "oltre 50 anni di ricerca sulle piante d'acquario" con "Potere di crescita made in Germany". Il granulato di basalto a grana fine crea un clima ottimale del substrato, e il ferro nutriente concentrato in forma di deposito garantisce foglie verdi rigogliose. Questa miscela umida, con humus e batteri filtranti, è "immediatamente attiva biologicamente". Deponit-Mix Black "garantisce una crescita sicura e una forte formazione delle radici, anche con specie sensibili".

Per quanto riguarda l'installazione, le istruzioni sulla confezione indicano di stendere uno strato di fertilizzante in base ai litri della vasca. Successivamente, si copre con uno strato di ghiaia, tipicamente di 5-8 cm. Una pratica comune, che ha anche uno scopo estetico, è quella di lasciare circa "due centimetri dai vetri della vasca quando metto il deponit mix, per poi riempire con il quarzo che avrei messo anche sopra". In questo modo, si evita che il fondo fertile sia visibile dai lati, mostrando solo il ghiaino. Questo accorgimento, specialmente con un "quarzo nero", può far "risaltare tantissimo i colori della vasca".

La Scelta del Substrato: Oltre l'Estetica

La decisione sul tipo di substrato va ben oltre la preferenza cromatica o la granulometria. "Molti alle prime armi scelgono il fondo guardando solo al colore: “mi piace la sabbia chiara”, “questa ghiaia rossa sembra carina”." Questo è un errore comune. Come si è detto, "il fondo di un acquario non è solo un tappeto di sassolini", ma un "microcosmo che lavora silenzioso mentre tu guardi i pesci". Per capire meglio il ruolo del substrato bisogna pensare a come funziona l’acqua dolce in natura. Nei fiumi, nei laghi, nelle paludi, il fondo accumula foglie, limo, sabbia e sedimenti. Non esiste acqua dolce limpida e sterile senza che sotto ci sia uno strato di sostanza che alimenta batteri e piante.

Piante in acquario

La letteratura e il commercio offrono un ventaglio vastissimo di opzioni: dalla sabbia quarzifera fine alle ghiaie colorate, dai soils giapponesi pensati per l’aquascaping fino ai substrati vulcanici porosi, passando per lateriti, fluoriti e terricci fertilizzati. Non tutti i fondi sono per tutti: alcuni richiedono manutenzione attenta, altri sono plug-and-play per principianti. Il fondo, in fondo, è come la base di una casa: non lo guardi tutti i giorni, ma se non è solido e ben scelto, prima o poi crolla tutto.

Diverse Tipologie di Substrato e Loro Impiego

La varietà di substrati disponibili può sembrare complessa, ma ogni tipologia ha specifiche caratteristiche che la rendono più o meno adatta a determinati scopi e stili di acquario.

Substrati Inerti: Sabbia e Ghiaia

I substrati inerti, come la sabbia e la ghiaia, non rilasciano attivamente nutrienti nell'acqua, né ne assorbono in quantità significative, influenzando minimamente la chimica della vasca.

La Sabbia:Se pensi alla parola sabbia probabilmente ti viene in mente la spiaggia, qualcosa di leggero e fine che si infila ovunque. In acquario la sabbia è un materiale tanto affascinante quanto insidioso. Ci sono sabbie che restano soffici e ariose anche con molti centimetri di spessore, e altre che invece si compattano in poche settimane trasformandosi in una lastra impermeabile. In quest’ultimo caso sotto il fondo si formano zone anossiche (cioè prive di ossigeno), e ti ritrovi con bolle di gas maleodorante che risalgono a galla se smuovi il substrato.

  • Sabbia Quarziifera Fine: La sabbia più comune in acquariofilia è quella quarzifera fine. Ha "granuli sottili, aspetto naturale, compatibilità con quasi tutti i biotopi". I pesci da fondo come i Corydoras o i Botia "la adorano: ci infilano il muso, la setacciano con le branchie e ci giocano tutto il giorno". Il rovescio della medaglia è che "la sabbia troppo fine tende a compattarsi, riducendo la circolazione dell’acqua tra i granuli". Questo può portare a "zone stagnanti" in vasche senza una buona manutenzione. Un trucco pratico è "se usi sabbia molto fine, tienila sempre ben mescolata nei primi mesi. Puoi aiutarti con una calamita o con un bastoncino per smuovere leggermente le zone ferme".
  • Sabbia a Granulometria Media (0,5-1 mm): Questa tipologia rappresenta un buon compromesso. Ha "un aspetto più grossolano, ma sono molto più facili da gestire. L’acqua circola meglio, il rischio di zone anossiche diminuisce, e il fondo resta arieggiato". La sabbia media è quindi "un buon compromesso per chi vuole ospitare pesci da fondo senza impazzire con la manutenzione". È importante "controlla sempre che sia davvero quarzifera o neutra".
  • Sabbia Grossolana (1-2 mm o più): Qui "entriamo quasi nel territorio della ghiaia, ma tecnicamente è ancora sabbia". Il vantaggio è chiaro: "non si compatta facilmente, l’acqua filtra bene, la manutenzione diventa semplice". Lo svantaggio è che "molti pesci da fondo non la gradiscono, perché i granuli sono troppo duri per essere filtrati". Esteticamente, "la sabbia grossolana può risultare meno realistica, più simile a ghiaietto". Un consiglio da tenere a mente: "evita di mischiare sabbia fine e sabbia grossolana nello stesso fondo". Nel commercio troviamo marchi che propongono sabbie trattate o particolari. Un avvertimento importante: "non fidarti mai al 100% della scritta “sabbia lavata”", prima di inserirla in vasca, "risciacquala abbondantemente sotto acqua corrente".

Sabbia fine e ghiaia in un acquario

  • Considerazioni Estetiche e Biotopiche per la Sabbia:
    • Acquario Amazzonico: Il classico acquario amazzonico, con scalari, neon, Corydoras, apistogramma, "funziona al meglio con una sabbia quarzifera chiara o leggermente ambrata, a granulometria fine o media". Molti acquariofili raccontano la scena dei Corydoras che "si muovono in gruppo, muovendo sabbia finissima come se fosse polvere d’oro". Per un vero effetto amazzonico, si può aggiungere "qualche foglia di catappa o quercia sul fondo sabbioso".
    • Grandi Laghi Africani (Malawi, Tanganica, Vittoria): Hanno fondi diversi a seconda delle zone: "sabbie chiare e calcaree lungo le spiagge, rocce in altre aree". Il vantaggio della sabbia calcarea è che "rilascia carbonati, stabilizzando i valori". Un consiglio pratico è "non mischiare sabbia neutra e sabbia calcarea pensando di ottenere “il meglio dei due mondi”", perché si otterrebbe "solo instabilità".
    • Allestimento Asiatico: Con pesci come Rasbora, Gourami, Pangio, "la sabbia gioca soprattutto un ruolo estetico". Si può usare "una sabbia media o scura, che contrasta bene con il verde intenso delle piante". È da notare che "molti Pangio (Cobitidi serpentiformi) amano infilarsi nella sabbia e sparire per ore", quindi se la sabbia è troppo grossa o tagliente, "si feriscono facilmente".
    • Sabbie Nere: Spesso di origine vulcanica o arricchite da minerali. Esteticamente sono potenti: "fanno risaltare i colori dei pesci, soprattutto quelli chiari o metallici". Attenzione però, "non tutte le sabbie scure sono adatte", alcune possono "rilasciare metalli o influenzare i valori dell’acqua". Prodotti commerciali come Zolux Aquasand Vulca o i substrati vulcanici di Brightwell Aquatics sono sicuri. È interessante osservare che "il colore del fondo influenza direttamente la percezione dei pesci. Con sabbia chiara, molti tendono a smorzare i colori per mimetizzarsi. Con sabbia scura, gli stessi pesci esibiscono tonalità più vivide".
    • Sabbie Colorate Artificialmente: Blu, rosse, verdi, "vanno ancora a ruba nei negozi generalisti, soprattutto per acquari dei bambini". Biologicamente sono neutre, ma esteticamente "creano scenari lontanissimi dalla realtà naturale".

La sabbia, alla fine, è come la tela per un pittore. Puoi usarla come sfondo neutro, o darle un ruolo da protagonista.

La Ghiaia:Se la sabbia è il fondo che richiama il fiume lento o la spiaggia naturale, la ghiaia rappresenta la scelta più diffusa in acquariofilia classica. In passato era quasi lo standard: ogni vasca domestica era allestita con uno strato di ghiaia multicolore, spesso venduta nei kit base dei negozi. Il vantaggio principale della ghiaia è la "facilità di gestione". I granuli, più grandi della sabbia, "non si compattano facilmente, quindi l’acqua circola meglio e i rischi di zone anossiche si riducono drasticamente".

  • Ghiaia Fine (2-3 mm): Questa granulometria è "un compromesso interessante. È ancora abbastanza piccola da apparire naturale e consentire alle radici delle piante di ancorarsi bene, ma non così compatta da diventare un blocco". È "ottima per vasche piantumate con specie a radicazione robusta". I pesci da fondo "non la amano quanto la sabbia, perché non riescono a filtrarla agevolmente con le branchie".
  • Ghiaia Media (3-5 mm): È probabilmente "la più utilizzata nelle vasche “comunitarie”". Con ghiaia media, "se non hai piante fitte, i detriti restano spesso “intrappolati” a vista. L’acquario sembra sporco anche se i valori sono buoni".
  • Ghiaia Grossolana (>5 mm): Qui siamo quasi al confine con i ciottoli. Dal punto di vista pratico, "la ghiaia grossolana ha il problema opposto della sabbia fine: non si compatta mai, ma lascia troppi spazi liberi, che diventano trappole per detriti e residui organici".
  • Marche Comuni: Dennerle (ghiaia al quarzo): "sicura, spigoli arrotondati, disponibile in vari colori". È fondamentale "se scegli ghiaia quarzifera, controlla sempre con l’acido (o con un semplice spruzzo di aceto) che non sia calcarea. Se fa bollicine, significa che rilascia carbonati e altera i valori dell’acqua". Per le vasche da principianti, si consiglia "ghiaia quarzifera neutra".

In sintesi: la ghiaia è un fondo “tollerante”, più facile da mantenere della sabbia, ma meno adatta a riprodurre certi comportamenti naturali dei pesci.

Substrati Seminerti e Attivi: Il Cuore degli Acquari Piantumati

Arriviamo al cuore pulsante degli acquari piantumati, gli substrati fertili e i soil tecnici. Qui il fondo smette di essere un semplice appoggio per radici e decorazione, e diventa un vero sistema di nutrizione e regolazione dell’acqua. Un terreno fertile o un soil non si limita a “tenere ferme” le piante, ma rilascia nutrienti, stabilizza il pH, ospita colonie batteriche e, in molti casi, condiziona il comportamento dell’acqua stessa.

Substrati Seminerti:Con “semi-inerti” intendiamo quei materiali che non sono completamente neutri (come la sabbia quarzifera), ma che nemmeno rilasciano nutrienti in modo massiccio.

  • Fluorite (Seachem): Un classico substrato poroso a base di argilla, disponibile in più versioni (rossa, nera, dark).
  • Laterite: Argilla ricca di ferro, molto usata in passato negli allestimenti classici. Oggi si trova in prodotti commerciali o sotto forma di additivi.
  • Akadama: Argilla giapponese usata in origine per bonsai, molto porosa. Non è un substrato fertilizzato di suo, ma lavora "assorbendo e rilasciando nutrienti in modo dinamico". Chi ha usato Akadama in vasche con caridine "ricorda bene come l’acqua si acidifichi stabilmente". È importante notare che "i substrati semi-inerti non sono plug-and-play. Se non integri fertilizzanti in colonna o tabs radicali, le piante nel tempo si impoveriscono". L'Akadama è "tanto amato dagli aquascaper più esperti".

Tipi di substrati per acquario: inerte, seminerte, attivo

Soil Attivi:Qui si sale di livello. I soil attivi, spesso di origine giapponese, sono terreni tecnici composti da argille e materiali vulcanici. Vengono prodotti tramite processi industriali che li rendono porosi, leggeri e capaci di scambiare ioni con l’acqua.

  • JBL Manado: Substrato poroso, leggermente scambiatore, molto usato in vasche miste. Il Manado si aggira attorno ai "26 € per la confezione da 25 kg".
  • Aquael H.E.L.P.: Un esempio di substrato attivo.I soil attivi sono come “batterie ricaricabili”. "All’inizio rilasciano molto, a volte anche troppo (pH che scende, ammonio che sale), poi col tempo si stabilizzano e infine si esauriscono". Un aspetto critico è che "quando avvii un acquario con soil attivo, fai sempre attenzione alle prime settimane. Molti rilasciano ammonio, quindi va fatta una maturazione lenta, con cambi d’acqua frequenti". Ci sono poi i fondi allofani, che meriterebbero un discorso a parte, più cari, circa "30 € per 9 lt, ma che danno enormi soddisfazioni nelle vasche piantumate". Gli allofani però io li sconsiglierei ai neofiti in quanto "richiedono, almeno all’inizio, una cura molto accorta". Utilizzando i fondi allofani "è consigliabile armarsi di pazienza e fare la cosiddetta “partenza al buio”".

Il Substrato Stratificato:Una tecnica molto comune è il substrato stratificato: "uno strato fertile sul fondo (Aquabasis, Florapol, Fertil Plant) coperto da ghiaia o sabbia inerte". Un'osservazione da campo importante è: "se lo strato fertile non è abbastanza coperto, durante le sifonature o quando i pesci scavano, il materiale sale a galla e sporca tutta la vasca". È consigliabile "non esagerare con lo spessore dei fondi fertili sottostanti".

In sintesi: i soil e i terreni fertili non sono per tutti. Richiedono una maggiore comprensione della chimica dell'acqua e una gestione più attenta, soprattutto nelle fasi iniziali.

Il Lapillo Vulcanico e Altri Materiali Porosi:Il lapillo vulcanico è un materiale spesso sottovalutato, ma in realtà è uno dei substrati più interessanti e versatili in acquariofilia. Chiunque abbia avuto in mano un pezzo di lapillo sa quanto sia leggero rispetto alla sua dimensione: questo perché "è pieno di cavità e pori microscopici". In acquario, queste cavità "diventano case perfette per i batteri, che trovano superficie enorme su cui insediarsi". In molti allestimenti, soprattutto nei plantacquari, "il lapillo vulcanico viene posizionato sotto al substrato principale". Chi ha allestito vasche di grandi dimensioni racconta che "senza lapillo il fondo tendeva a diventare una massa compatta".

Non è comunissimo, ma alcuni usano il lapillo vulcanico direttamente come substrato visibile. Il colore tipico va dal rosso al marrone scuro, con granulometrie irregolari. Un problema è la superficie abrasiva: "alcuni pesci da fondo possono ferirsi, soprattutto specie delicate come Corydoras o Botia". Se si sceglie il "lapillo “da giardinaggio”, evita quello troppo polveroso o con granuli troppo irregolari". Uno strato di lapillo di 2-3 cm "sotto il soil può allungarne la vita utile, perché riduce la compattazione e mantiene le radici più sane".

Oltre al lapillo, il commercio offre substrati basati su rocce vulcaniche, argille espanse o materiali ceramici. Il Manado (JBL): tecnicamente "non è un soil fertile, ma un materiale poroso e leggero che funziona come “spugna” chimica". Alcuni di questi materiali, se usati da soli, "danno un aspetto poco naturale".In poche parole: il lapillo è il “trucco del mestiere” di tanti acquariofili esperti. Non lo vedi, ma lavora.

Acquari Senza Fondo Fertile: Un'Alternativa Naturale

È possibile usare piante per acquario senza fondo fertile? Noi siamo convinti di sì e il nostro acquario naturale ne è la dimostrazione. Tutte le piante (o quasi) in natura crescono se interrate e le radici svolgono una funzione importantissima. Ma in un acquario possono esserci delle eccezioni, o meglio: le nostre piante crescono sott’acqua. Principalmente quindi assumono nutrienti dalla luce, dalla CO2 e dalle sostanze nutrienti (gli oligoelementi) disciolte nell’acqua stessa. In questo caso, le nostre piante prendono il proprio nutrimento, oltre che dalla luce ben calibrata e dalla CO2 immessa con un diffusore, da una periodica fertilizzazione liquida. Nella Fotogallery puoi notare anche tu come le nostre piantine sono radicate esclusivamente su sabbia (come nel caso della Rotala Vietnam H’ra), o al massimo su legno (Manzanita Wood) nel caso della Microsorum pteropus “narrow” e il risultato è pari alle nostre aspettative: piante rigogliose dalle colorazioni intense e ricche di germogli.

Acquario piantumato senza fondo fertile, con piante radicate su sabbia e legno

Questo metodo non si vuole sostituire ad altri che prevedono l’uso di un fondo fertile tipo Akadama. Ciò non toglie che per un acquario naturale in stile acquascape di facile gestione, possiamo avere ottimi risultati senza l’uso di un tipico fondo fertile. La sabbia decorativa per l’acquario è disponibile in commercio in diverse granulometrie e colori. Può avere un effetto decisivo sullo stile generale di un aquascape, trasmettendo una sensazione di bellezza naturale e calma quando la sabbia o la ghiaia vengono utilizzate nel modo giusto. Per i lavori di manutenzione sulle aree sabbiose di una vasca, consigliamo l’uso di un spianatore. Una buona fertilizzazione liquida in acqua e sotto sabbia con tabs (sera florenette) è certamente fondamentale. Per rendere le cose più semplici e di facile gestione preferiamo usare un fertilizzante generico per piante di acquario come sera florena. Entrambi sono parte del programma dedicato alla fertilizzazione di sera, azienda leader del mercato da oltre 30 anni. Sera florena è un fertilizzante per piante d’acquario ideale per tutte le nuove vasche e nei casi di crescita stentata delle piante. Questo fertilizzante generico, ridona un colore brillante e vivo alle piante del tuo acquario in casa.

Anche nel caso dei fertilizzanti per acquario esistono centinaia di prodotti e online puoi trovare veramente di tutto. Sostanze disciolte nell’acqua come il Ferro e il Manganese, oltre naturalmente al corretto apporto di luce e CO2 sono fondamentali per poter avere piante sane e dai colori brillanti. Ma per semplificarti le cose, senza dover ricorrere ad una fertilizzazione di più complessa gestione, puoi usare i prodotti segnalati.

Manutenzione e "Ravvivare" il Fondo Fertile

Un fondo non è eterno. Anche quando scegli il materiale migliore, prima o poi dovrai fare i conti con compattazioni, accumulo di detriti, perdita di nutrienti o cambiamenti nei valori dell’acqua. La manutenzione del substrato è un tema che divide gli acquariofili: c’è chi sifona in profondità, chi non tocca mai il fondo per non disturbare i batteri, chi smonta la vasca ogni pochi anni.

La Durata e l'Esaurimento del Fondo Fertile

Anche se prodotti come Dennerle DeponitMix promettono "nutrienti attivi per un massimo di 8 anni", è un dato di fatto che il "fondo fertile esaurito dopo un anno o poco più" in molti casi. La differenza nella durata può dipendere da vari fattori, inclusa la densità di piante, la quantità di luce e CO2, e la frequenza degli interventi di manutenzione. Quando i nutrienti del substrato fertile iniziano a scarseggiare, le piante che si nutrono prevalentemente dalle radici mostrano segni di carenza.

Sifonatura e Pulizia

La pulizia del substrato è un'operazione delicata che varia a seconda del tipo di fondo:

  • Con la sabbia fine la regola è "non esagerare". "Sifonare troppo in profondità rischia di rimescolare zone anossiche e liberare gas indesiderati". Il metodo più sicuro è "“accarezzare” la superficie con il tubo sifone, aspirando solo i detriti visibili". Un trucco pratico: "in vasche con sabbia sottile e pesci scavatori (Corydoras, Pangio, Botia), la manutenzione diventa più semplice, perché i pesci stessi ossigenano il fondo".
  • La ghiaia media e grossolana è "la più semplice da pulire". Durante la sifonatura "puoi affondare leggermente il tubo: i granuli più grandi ricadono subito, mentre lo sporco viene risucchiato". Con ghiaia grossa "il problema non è la sifonatura, ma la visibilità dello sporco".
  • I soil tecnici "non vanno sifonati in profondità, perché i granuli sono leggeri e si frant…". La sifonatura in questi casi deve essere molto superficiale per non disperdere il materiale.

Integrazione Nutrizionale per "Ravvivare" il Substrato

Quando il fondo fertile mostra segni di esaurimento o in acquari con substrato inerte, è necessario intervenire per fornire i nutrienti alle piante. Questo è il modo più diretto per "ravvivare" un fondo, inteso come rifornire l'ambiente radicale.

  • Sticks e Tabs Radicali: "Invece del fondo fertile puoi mettere dei pezzetti di stick nei pressi delle piante che si nutrono dalle radici e risolvi il problema con il vantaggio di fare una fertilizzazione mirata e di non ritrovarti il fondo fertile esaurito dopo un anno o poco più". Naturalmente, "gli stick dovrai reintegrali ogni qual volta le piante andranno in sofferenza ma in genere durano diversi mesi". Sera florenette è un esempio di tabs radicali che possono essere usate per questo scopo.
  • Fertilizzanti Liquidi in Colonna: Complementari agli stick o come unica fonte in acquari senza fondo fertile, sono i fertilizzanti liquidi come "sera florena" o altri generici. Questi integrano "sostanze disciolte nell’acqua come il Ferro e il Manganese", cruciali per la salute delle piante.

Considerazioni sulla CO2 e l'Illuminazione

Indipendentemente dal tipo di fondo scelto, un "corretto apporto di luce e CO2 sono fondamentali per poter avere piante sane e dai colori brillanti". Se il nostro acquario è piantumato "dovremo prendere necessariamente in considerazione di somministrare anidride carbonica".

  • Impianto CO2 Fai da Te: "Se la vasca è piccola potremo realizzare un impianto fai da te ad acido citrico con pochi euro", ma "alla lunga il risparmio sarà abbastanza relativo" e "questo tipo di impianti va tarato di continuo".
  • Impianto CO2 Professionale: "La scelta migliore è acquistare un impianto professionale a bombola ricaricabile o usa e getta". L’impianto con bombola usa e getta "è più economico, ma ha costi di gestione molto più alti". In vasche medio grandi "conviene senz’altro acquistare un impianto con bombola ricaricabile. Il vantaggio di un impianto a bombola? Costi di ricarica bassissimi e erogazione costante nel tempo".

Costi e Decisioni Strategiche nell'Allestimento

L'acquariofilia non è certo l’hobby più economico del mondo, ha costi innegabili di allestimento e di gestione, ma sa dare grandi soddisfazioni. Allestire una nuova vasca puntando eccessivamente al risparmio potrebbe rivelarsi un errore fatale. Dare un costo generico di allestimento di un acquario, come si evince da quanto scritto sopra, è difficile. Ma consideriamo che un 3/400€ potrebbero essere una spesa media per una vasca da un centinaio di litri.

Calcolo dei Materiali e Scelte Iniziali

Per calcolare il materiale necessario per il fondo "è abbastanza semplice, basta moltiplicare lato lungo x lato corto x spessore fondo e dividendo per mille avremo grossomodo i litri di materiale che ci serve". Poiché "molti materiali per il fondo sono venduti a kg e non a litri, per ottenere il peso bisognerà fare qualche calcoletto in più". Considerando che "approssimativamente 1 litro coincide con 1 decimetro cubo, dovremo moltiplicare i litri ottenuti per il peso specifico del materiale in questione". Per la sabbia tale valore sarà "circa 1,5 per il quarzo circa 2, per l’akadama 1,36 e per il lapillo vulcanico 1,1", giusto per citarne alcuni.

Si possono scegliere più tipi di fondo: "o il classico doppio fondo composto da substrato fertile ricoperto da ghiaietto oppure il fondo unico (soluzione che tutti ormai - a parte i negozianti che devono vuotare i magazzini- consigliano vivamente)". Nel primo caso, per fare un esempio, il fondo fertile Dennerle costa "17 € la confezione da 4,6 kg, sufficiente per vasche lunghe 80 cm". Per il ghiaietto invece "si parte da circa 5 € ogni 5kg".

Componenti Chiave e Loro Costi

  1. Vasca e Supporto: Acquistare un acquario usato "può dunque rivelarsi molto conveniente", ma "bisogna controllare in particolare l’integrità delle siliconature e dei vetri per escludere la presenza di di graffi o crepe". Anche per il mobile "spesso chi vende una vasca lo fa insieme al mobile annesso e l’acquisto in coppia potrebbe rivelarsi un buon affare".
  2. Luci: Difficilmente "un acquario commerciale avrà in dotazione delle luci adeguate ad una corretta crescita delle piante". Spesso, i neon in dotazione "non sono perfettamente adeguate a nessuno dei due", e mantenerle "vorrebbe dire, con ogni probabilità, vedere la propria vasca invasa dalle alghe". È necessario considerare la sostituzione delle lampade o il loro potenziamento. La sostituzione dei neon commerciali "dev’esser fatta a rotazione" ogni "8 mesi circa". "Un’opzione migliore è data dalle strip LED".
  3. Filtro: Tra i costi di allestimento e gestione "andrà anche ponderata la scelta tra filtro interno ed esterno". Solitamente i filtri esterni "sono più potenti, ma richiedono una maggiore attenzione nella manutenzione per evitare perdite e costano un po’ di più". Un appunto: "nella scelta del filtro non va considerata solo la capacità della vasca, ma anche quali ospiti vorremo inserire. Allestire una vasca per i rossi, per esempio, richiede filtri sovradimensionati". La qualità dei materiali è importante: "un Eheim, un Oase o un Jbl costano senz’altro di più di un filtro commerciale", ma hanno "qualità dei materiali utilizzati è però superiore e il consumo di elettricità inferiore". È un elemento vitale: "il filtro è la parte vitale della vasca, un suo malfunzionamento può portare all’allagamento della casa […] o alla morte degli inquilini".
  4. Termoriscaldatore: Permette all’acqua "di raggiungere determinate temperature". La potenza deve essere "proporzionata al litraggio. Servono almeno 1 watt/litro, ma abbondare fa risparmiare". Il suo costo "non è elevato, si aggira sui 20 € circa".
  5. Aeratore: Un elemento "apparentemente inutile, almeno in vasche piantumate, ma che potrebbe salvare la vita ai nostri pinnuti in caso di emergenza". Può essere "i 10 euro meglio spesi".
  6. Piante: Ogni pianta "ha il suo prezzo, di solito si va dai 4 ai 6 euro per le piante ”standard” in vasetto o in cup". È meglio "piantumare il più possibile sin dall’inizio, prediligendo, almeno in fase di avvio, le piante rapide". Soprattutto "in fase di avvio e maturazione, infatti, nelle vasche si scatena una vera e propria lotta per la supremazia fra alghe e piante".
  7. Costi Ricorrenti (Acqua, Cibo, Test, Utensili):
    • Acqua: Se si usa l’acqua di rete "i costi non sono elevati". Lasciando decantare l’acqua 24 ore "possiamo risparmiare i soldi del biocondizionatore". Il discorso cambia con acqua di RO e cambi importanti.
    • Cibo per Pesci: Va variata il più possibile, alternando tipi diversi di cibo secco a cibo vivo o surgelato. "La spesa è contenuta", con una vasca media "si sta tranquillamente sotto i 30 € annui".
    • Test dell'Acqua: "Per i test principali (PH, KH, NO3) è indispensabile avere dei test seri, elettronici o a reagente".
    • Utensili: Retino, calamite per pulire il vetro (5/10€), lana di perlon, forbici e pinzette (anche quelle da cucina).

Pulizia e Riciclo di Materiali Esistenti

Per chi possiede già un acquario e intende riallestirlo, sorge la domanda sulla possibilità di riciclare arredi e fondo. Ad esempio, legni e rocce (come le dragonstone) possono essere riutilizzati dopo essere stati "all'aria aperta per qualche giorno e poi con una bella bollita".

Per quanto riguarda il ghiaino, se si hanno 30/40 kg di "ghiaino ceramizzato con sotto del fondo fertile", la situazione è più complessa. Se l'obiettivo è ripulirlo da alghe come la cladophora crispata e dal fondo fertile esaurito, si può considerare l'uso di "acido muriatico diluito in acqua per ripulire il ghiaino dal fondo fertile". Tuttavia, per la certezza di eliminare alghe persistenti come la cladophora, una soluzione più drastica è "trattare tutti gli arredi ed il ghiaino con candeggina". "Bastano pochi minuti di immersione in candeggina pura ed avrai la certezza che l’alga morirà". È fondamentale, però, "sciacquare scrupolosamente tutto quanto è venuto in contatto con la candeggina perché è una sostanza che anche in dosi minima è letale per qualsiasi forma vivente".

Un'importante precauzione: "la candeggina non intacca né danneggia i materiali plastici, tanto meno il silicone", ma è "meglio evitare di usare la candeggina per "ripulire" i legni, essendo un materiale poroso ci sarebbe il rischio che ne assorba una minima parte. Così come le dragonstone che per la loro struttura rendono difficile poi un risciacquo accurato". In questi casi, un'alternativa è la pulizia meccanica o trattamenti meno aggressivi. "Purtroppo il fondo fertile dovrai sostituirlo o non metterlo per niente (te lo consiglio)".

Queste considerazioni dimostrano come la pianificazione e la conoscenza siano essenziali per un allestimento duraturo e privo di problemi, sin dalla scelta e gestione del substrato.

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