Il Sacco Vitellino e le Prime Cure degli Avannotti: Un Viaggio Critico nei Giorni Iniziali della Vita Acquatica

La riproduzione dei pesci in acquario rappresenta sempre un evento speciale, sia per le specie rare che per le varietà più comuni. Molti ospiti delle nostre vasche d’acqua dolce, in condizioni favorevoli, possono riprodursi spontaneamente senza particolari accorgimenti da parte dell’allevatore. Tuttavia, i primi giorni di vita degli avannotti, ovvero i piccoli appena nati, sono un periodo estremamente delicato e cruciale per la loro sopravvivenza, in gran parte dipendente dall'assorbimento del sacco vitellino e dalle successive cure, siano esse parentali o fornite dall'acquariofilo. Comprendere i meccanismi biologici e le esigenze specifiche di questi minuscoli esseri è fondamentale per garantire il successo dell'allevamento.

Avannotto con evidente sacco vitellino

Il Sacco Vitellino: La Riserva Energetica Iniziale

Il sacco vitellino è una riserva nutritiva primaria che accompagna i piccoli avannotti appena nati o schiusi. Questo rigonfiamento, che li fa assomigliare a degli spermatozoi o a dei girini, contiene tutti i nutrienti necessari per il loro sviluppo autonomo nelle primissime fasi di vita. In genere, il sacco vitellino viene assorbito in un paio di giorni. Per i primi tre giorni di vita, a quanto si sa, i piccoli si nutrono assorbendo il proprio sacco vitellino, rendendo superfluo l'apporto di cibo esterno.

Questo periodo è caratterizzato da comportamenti specifici. Nei Betta, ad esempio, la nidiata nuova rimarrà appesa a coda in giù nel nido di bolle per un altro paio di giorni, gradualmente assumendo una posizione di nuoto orizzontale. Qualche volta i loro contorcimenti causeranno il precipitare dal nido, e il loro padre li prenderà e li riposizionerà. Negli storioni, la fase di riassorbimento del sacco, o di alimentazione endogena, ha una durata di circa 10 giorni a 18°C e si caratterizza da tre fasi ben distinte. La prima fase dura circa tre giorni e le larve alternano veloci movimenti verso la superficie dell’acqua a dolci cadute passive verso il fondo della vasca, un comportamento definito “swim-up and drifting”. La seconda fase, la più lunga, è caratterizzata dal cosiddetto “schooling”, dove formano fitti assembramenti sul fondo della vasca, simili a “cuscini” di larve. La terza fase è invece quella di “dispersione”: le larve hanno esaurito le riserve del sacco vitellino e cercano attivamente cibo.

È fondamentale non commettere l'errore di pensare che solo perché ci sono avannotti ancora appesi nel nido non li si debba alimentare una volta che il sacco vitellino è assorbito e iniziano il nuoto orizzontale. L'avannotto morrà di fame se non è immediatamente disponibile qualcosa da mangiare. La conferma visiva dell'assorbimento del sacco vitellino è cruciale prima di iniziare l'alimentazione esterna.

La Schiusa e i Primi Sviluppi: Varietà di Esperienze

La schiusa delle uova può variare significativamente tra le specie. Le uova si schiudono generalmente in 24-48 ore per i Betta, a seconda della temperatura e dell’acqua. Per gli Ancistrus, le uova impiegano dai 4 ai 10 giorni per schiudersi; a una temperatura ottimale di circa 25-27°C, la schiusa avviene solitamente entro 5-7 giorni. Temperature più basse possono ritardare la schiusa.

Nei Betta, i piccoli sono molto piccoli e trasparenti, ma hanno il bianco del sacco vitellino che li rende visibili. Usare una lente d’ingrandimento può rendere l'osservazione della recente covata una vera festa. I piccoli Ancistrus appena nati, o larve, sono minuscoli e presentano un evidente sacco vitellino attaccato al ventre. Per i primi giorni dopo la schiusa, gli avannotti rimangono solitamente all’interno della tana, spesso attaccati alle pareti, sotto la continua protezione del padre. Man mano che il sacco vitellino si riduce, gli avannotti inizieranno a fare brevi “escursioni” fuori dalla tana, per poi ritornarvi rapidamente.

Nel caso degli storioni, alla schiusa le larve sono cieche, respirano attraverso la cute e non sono in grado di nutrirsi, sfruttando pertanto le riserve contenute all’interno del sacco vitellino. Questo evidenzia come, per specie diverse, le esigenze immediate dopo la schiusa possano variare, ma la dipendenza dal sacco vitellino è un elemento comune in questa fase critica.

Le Cure Parentali: Un Insieme Complesso di Strategie

Le cure parentali sono un aspetto affascinante della riproduzione dei pesci in acquario, che si manifesta in molteplici forme. Non tutti i pesci sono genitori disinteressati! Tra le comuni specie reperibili in commercio ce ne sono molte che effettuano cure parentali anche molto complesse. Naturalmente, per portare avanti con successo il loro “lavoro” di genitori, tutti questi pesci necessitano di un ambiente idoneo, cioè una vasca sufficientemente spaziosa e non troppo affollata, con acqua di buona qualità e che abbia, inoltre, caratteristiche fisico-chimiche adatte alla specie allevata.

Maschio Betta splendens con il suo nido di bolle

Il Ruolo del Genitore nel Nido di Bolle

La famiglia degli Anabantidi, che comprende Betta, Colisa e Trichogaster, è un esempio eccellente di specie che effettuano cure parentali. Il punto di partenza per riprodurre i labirintidi è usare piante galleggianti, come la Ceratopteris thalictroides, come materiale di supporto per il nido di bolle. I Gourami nani (Trichogaster lalius, ex Colisa lalia) in particolare apprezzano questa pianta come sito per il nido. È bene utilizzare della Ceratopteris proveniente da un acquario ben maturo, perché sembra esserci una particolare associazione di microrganismi con la Ceratopteris, anche se non c'è conferma scientifica.

Nei Betta, il maschio è tenuto di solito molto occupato durante il periodo post-schiusa. Si vede il maschio nuotare dal fondo alla superficie con una determinazione quasi frenetica per raccogliere gli avannotti che precipitano dal nido. Finché riporta i piccoli sul nido se ne sta prendendo cura; il problema sorge quando comincia a disinteressarsi del nido. Di solito questo avviene quando inizia il nuoto orizzontale, ma non per forza, a volte può succedere prima. La maggior parte degli allevatori a questo punto rimuovono il maschio, dato che sarà innervosito e, per cercare di tenere tutti i piccoli sotto controllo, deciderà di mangiarsene alcuni. È una buona norma quando si prende il maschio con il retino tenerlo ancora per qualche attimo immerso in acqua in modo che, se ha dei piccoli all’interno della bocca, li possa espellere sputandoli fuori. Se si usa un bicchiere o una tazza, è consigliabile aspettare alcuni minuti prima di versarlo nella sua vasca, per osservare se ha sputato dei piccoli. Se si vedono piccoli, aspirarli immediatamente utilizzando un piccolo tubicino ed una siringa. È una buona idea trattarlo con Bettamax per alcuni giorni, perché alcuni maschi vanno in depressione quando sono separati dalla loro nidiata, divenendo più vulnerabili a malattie.

Svezzare avannotti di Betta splendens SENZA schiudere artemia

La Protezione Nelle Grotte: Il Caso degli Ancistrus

Quando si parla di cure parentali, gli Ancistrus offrono uno spettacolo straordinario. Il maschio di Ancistrus è il vero “bristlenose” (naso a spazzola) della situazione, con setole carnose vistose sul muso. La femmina è più “discreta”, con setole piccole o assenti. È il maschio che prepara il nido, pulendo meticolosamente la tana scelta con la bocca. Una volta che la femmina depone le uova adesive, solitamente di colore giallo brillante o arancione, il suo ruolo è concluso. Qui inizia una delle fasi più straordinarie della riproduzione Ancistrus: la ventilazione costante. Per i successivi 4-10 giorni, a seconda della temperatura, il maschio rimarrà quasi costantemente all’interno della tana con le uova, usando le sue pinne pettorali e caudale per creare una corrente d’acqua costante.

È molto raro che un maschio di Ancistrus in buona salute e non stressato mangi le proprie uova o gli avannotti che sta accudendo. Anzi, è un padre estremamente protettivo. Tuttavia, potrebbe mangiare uova non fecondate o quelle che iniziano ad ammuffire per proteggere il resto della covata. In casi di forte stress, disturbo continuo, o se è un maschio molto giovane e inesperto, potrebbero verificarsi episodi di cannibalismo, ma non è la norma.

Maschio Ancistrus che ventila le uova nella grotta

I Discus e il Nutrimento Mucillaginoso

Quando si parla di cure parentali in acquario, i primi pesci d’acqua dolce che di solito vengono in mente sono i Ciclidi: una grande famiglia diffusa in America, Africa e (in piccola parte) anche in Asia. I Discus, in particolare, presentano un meccanismo di alimentazione unico. Dopo l’accoppiamento, si potrebbe trasportare il substrato di deposizione in una vaschetta con la stessa acqua dell’acquario, un buon aeratore e qualche goccia di blu di metilene per evitare l’ammuffimento delle uova. Qui sicuramente si assisterà alla schiusa e si vedrà l’assorbimento del sacco vitellino.

I piccoli di Discus, assorbito il sacco vitellino, devono essere nutriti dal muco che si forma sulla pelle dei genitori. Il segnale che la produzione di questo muco sta avvenendo regolarmente è la colorazione chiara che assume il capo dei due genitori. Con fremiti e vibrazioni di tutto il corpo i genitori attirano su di loro gli avannotti ed essi cominciano subito a "brucare" instancabilmente la patina mucillaginosa che copre i fianchi e il dorso. Normalmente l'alimentazione della prole viene sostenuta a turno dalla coppia, così il partner libero può, nel frattempo, andare alla ricerca del cibo e permettere che il muco abbia il tempo di riformarsi. La frequenza del cambio per l'allattamento varia in rapporto allo spessore del muco e del numero degli avannotti da sfamare. Perciò anche se il secreto cutaneo è abbondante, ma la prole numerosa (100-150), il cambio può avvenire ogni 5-6 minuti e anche meno, mentre se il nutrimento deve saziare solo una cinquantina o meno di piccoli, il cambio può avvenire ogni 10-15 minuti. L’alimentazione dei piccoli Discus dura circa 15 giorni dopodiché accettano anche naupli di artemia appena schiusi.

Avannotti di Discus che si nutrono sul dorso dei genitori

Le Sfide dei Ramirezi: Dal Disinteresse al Cannibalismo

I Ramirezi, un'altra specie di Ciclidi, possono presentare comportamenti parentali più complessi e talvolta deludenti per l'acquariofilo. Il maschio spesso scaccia "violentemente" la femmina dal nido subito dopo la deposizione. Questo fatto sorprende, perché nel periodo in cui le uova non sono presenti i due vanno tranquillamente d'accordo. Il maschio vuole fare tutto da solo e solitamente è anche in grado di farlo. Tuttavia, può capitare che, dopo aver difeso il nido per un giorno e mezzo, le uova vengano abbandonate a poche ore dalla schiusa. Dopo al massimo 3 giorni dalla schiusa, il maschio talvolta mangia tutti gli avannotti. Per una ragione a me sconosciuta, il maschio può preferire rincorrere e inseguire la femmina piuttosto che intraprendere cure parentali.

In questi casi, la selezione naturale è in atto, e solo alcuni avannotti saranno lasciati vivi. Ragionando in termini di rispetto dei pesci, ci si trova in difficoltà nel consigliare di togliere gli avannotti al maschio mentre mette in atto le sue cure parentali; piuttosto si può suggerire di osservare la situazione e aspettare il momento esatto in cui inizia a mangiarli, visto che quello è identificabile come l'esatto momento in cui non gli interessano più. Gli Otocinclus, se presenti in vasca, credo che mangino le uova non fecondate dal maschio.

Predazione della Prole: Il Caso degli Ovovivipari

In contrasto con le cure parentali complesse di alcune specie, gli ovovivipari, purtroppo, hanno l’abitudine di predare avidamente la loro stessa prole. Le femmine non depongono le uova bensì le trattengono nell’addome fino al momento della loro schiusa, partorendo regolarmente i piccoli che, alla nascita, sono già grandicelli e in grado di nuotare come gli adulti. Gli ovovivipari più diffusi in commercio sono, senza dubbio, i Poecilidi (Guppy, Platy, Molly e Portaspada). Gli avannotti, quindi, cercheranno di sfuggire agli altri pesci carnivori dell’acquario e dovranno guardarsi le pinne anche da mamma e papà. Se si vuole salvare qualche piccolo, dunque, occorre allevare questi pesci in acquari molto ricchi di vegetazione, sia sommersa che galleggiante, in modo che gli avannotti trovino un buon numero di nascondigli.

Preparare l'Ambiente per la Massima Sopravvivenza

Per massimizzare il tasso di sopravvivenza degli avannotti, soprattutto in assenza di cure parentali efficaci o in presenza di predatori, l'allestimento di un ambiente idoneo è cruciale.

Sale Parto e Vasche di Accrescimento Dedicate

Se il nostro scopo è quello di salvarne il più possibile, si può far ricorso alle sale parto. Si tratta di piccole vaschette di plastica - oppure gabbie di rete a maglia fine - da sistemare nell’acquario. Le sale parto, a causa delle loro piccole dimensioni, non sono il luogo ideale per allevare gli avannotti. Questi andrebbero successivamente spostati in un acquario apposito, almeno fino a quando non raggiungeranno una grandezza tale da non essere più considerati prede dagli adulti. Anche per le future mamme, poi, passare lunghi periodi nella sala parto non è l’ideale, per cui conviene trasferirle solo quando stanno per partorire: con un po’ di esperienza e osservazione è abbastanza facile prevedere il momento giusto.

Nel caso dei Ramirezi, la sala parto può essere consigliata solo nei primi momenti dopo la schiusa. Le larve di Ramirezi, dalla loro nascita al loro assorbimento del sacco vitellino, possono rimanere nella mezza noce di cocco rovesciata, rendendo la sala parto adatta allo scopo: stessa identica acqua, stessi valori e stessa temperatura. Attenzione però a compiere questa operazione solo a poche ore dalla prevista schiusa delle uova, perché se le allontanate troppo presto queste ammuffiranno per la mancata ossigenazione. Dal momento in cui si vede che hanno assorbito il sacco vitellino, si consiglia di spostarli in una vaschetta apposita.

Per la riproduzione Ancistrus, è altamente raccomandato separare gli avannotti dagli altri pesci adulti in un acquario di comunità, e talvolta anche dai genitori una volta che il padre smette di curarli attivamente. Una vasca di accrescimento separata, anche piccola (20-30 litri) con un filtro a spugna, offre un ambiente sicuro e facilita l’alimentazione mirata dei piccoli.

Disegno di una sala parto galleggiante in acquario

Parametri dell'Acqua e Igiene

La qualità dell’acqua deve essere impeccabile. Ammoniaca e nitriti devono essere a zero e i nitrati bassi (< 20 mg/l) per gli Ancistrus. Cambi d’acqua parziali e regolari sono importanti. Per i Discus, l'acqua deve essere pulitissima, con valori di pH abbastanza acidi e basso contenuto di sali disciolti.Gli avannotti di Ancistrus sono estremamente sensibili all’inquinamento dell’acqua (ammoniaca, nitriti). Fate piccoli cambi d’acqua parziali (10-15%) più frequentemente (anche ogni 2-3 giorni) nella vasca di accrescimento, sifonando delicatamente eventuali residui di cibo e feci.

In una vasca da dieci galloni e mezzo con un centinaio di piccoli Betta senza filtro, sono necessari cambi del 50% dell'acqua due volte a settimana. Con 50 piccoli e un filtro, basterà un solo cambio settimanale. La rimozione quotidiana di cibo di avanzo, feci e frammenti sul fondo del serbatoio è una cosa fondamentale, perché queste cose introducono batteri, ed è probabile che i piccoli con troppi batteri non sviluppino le loro pinne ventrali. Quindi tenere il fondo ben pulito.

È importante anche la temperatura. Mantenere una temperatura stabile tra i 25°C e i 27°C è cruciale per gli Ancistrus. Negli anni passati, alcuni allevatori mantenevano l'acqua calda tenendo costantemente accesa la luce ad incandescenza nel coperchio metallico dell'acquario, senza spegnerla nemmeno di notte, perché l'acqua non si raffreddasse. Questo aveva anche un altro vantaggio, contribuendo al mantenimento di una piccola cultura di infusori in vasca, che hanno fornito una buona fonte di cibo per gli avannotti (che sono cresciuti nella stessa vasca in cui sono nati).

Il Ruolo della Copertura per i Labirintidi

Per i Betta e altri labirintidi, si osserveranno i piccoli venire alla superficie per un boccone di aria in qualche momento (circa dopo 3-5 settimane). Per questa ragione, si dovrebbe assicurare che la superficie dell'acqua sia chiara (non coperta da una patina). Se i cambi d’acqua non sono sufficienti ad eliminare la patina, immettere una pietra porosa con aeratore sufficiente per separare lo strato di sporco di superficie. Si consiglia sempre che l'acquario sia ben coperto, affinché l'aria atmosferica che prendono sia calda e umida. Nonostante ciò, alcuni allevatori hanno avuto deposizioni dove sapevano per certo che il primo respiro non poteva essere stato né particolarmente caldo né particolarmente umido, ma non hanno mai notato nessuna differenza nel tasso di sopravvivenza. Può essere possibile che la superficie dell'acqua calda mantenga un sottilissimo strato di aria calda e umida a cui gli avannotti attingono.

Alimentazione Post-Sacco Vitellino: Dalle Micro-Particelle all'Artemia

Una volta che gli avannotti hanno assorbito il sacco vitellino e iniziano a nuotare orizzontalmente, il loro nutrimento diventa la priorità assoluta. Non è necessario alimentare la nidiata mentre sono ancora a coda in giù nel nido, dato che traggono nutrimento dal sacco vitellino. Una volta che loro cominceranno a nuotare orizzontalmente, scapperanno dal nido e inizieranno a cercare cibo da predare. L'errore più grande che si può fare è quello di continuare a offrire cibo molto piccolo per troppo tempo. È decisamente meglio cercare di farli mangiare naupli di artemia salina appena schiusi il più presto possibile. Una volta che riescono a mangiare i naupli, cominceranno a crescere più rapidamente e il peggio sarà dietro di voi; infatti, sarete presto in grado di dar da mangiare loro mangime in scaglie finemente tritato poco dopo che hanno iniziato a mangiare i naupli d'artemia.

Naupli di Artemia salina sotto ingrandimento

I Primi Alimenti: Infusori e Tuorlo d'Uovo

Per la prima settimana, si possono somministrare infusori tre volte al giorno e tuorlo d’uovo una volta al giorno. Loro crescono bene con il tuorlo d’uovo; da un uovo sodo si prende un piccolo pezzo di tuorlo e lo scioglie nell’acqua, poi lo si somministra alla nidiata con un contagocce. Si ottiene così una sospensione liquida di piccole particelle di tuorlo che anche il più piccolo avannotto può mangiare. Il lato negativo di questo sistema è dato dal rapido inquinamento dell’acqua dovuto alla decomposizione del tuorlo non ingerito. Invece di cospargere il tuorlo per tutta la vasca, è consigliabile metterne alcune gocce in vicinanza delle "nuvole" di avannotti, dove a loro piace raggrupparsi, e poi toglierlo, aspirando le porzioni non assimilate. Per motivi di semplicità, si può alimentare con tuorlo d’uovo la mattina, poi sifonare la vasca prima di andare a letto. Questo gli dà ogni giorno di tempo per assimilare il cibo.

L'infuso d'uovo è un altro metodo con una buona reputazione usato per l'alimentazione di avannotti molto piccoli. È molto comune nei negozi, venduto spesso con il nome di Liqui-fry, come primo alimento per gli avannotti. È molto facile comunque da fare da soli: tutto quello che si deve fare è bollire un normale uovo di pollo. Una volta raffreddato, si rimuovono il guscio e il bianco, lasciando solo il tuorlo. Mettere il tuorlo in un contenitore sigillabile con un volume d'acqua pari a circa quella del tuorlo. Si consiglia di spappolare un po' il tuorlo con una forchetta prima di sigillare il contenitore e agitare con tutta la forza che si ha, o usare un frullatore per ottenere una sospensione di particelle molto fini di tuorlo d'uovo. Questa sospensione può essere utilizzata anche per alimentare gli stessi avannotti.

Per gli Ancistrus, se la vasca da riproduzione è ben matura, gli avannotti troveranno naturalmente del biofilm e delle microalghe da raschiare su vetri, arredi e piante. Dopo i primissimi giorni, quando sono un po’ più grandi, i naupli di artemia possono essere un’ottima fonte di proteine per stimolare la crescita. Gli avannotti hanno uno stomaco piccolo e un metabolismo veloce, quindi è essenziale una frequenza dei pasti adeguata.

L'Artemia Salina: Un Cibo Vivo Indispensabile

Quando gli avannotti hanno due settimane, sono grandi abbastanza per cominciare a mangiare naupli, o BBS (Baby Brine Shrimp). Se si ha un’unica deposizione, si dovrebbe incominciare a allestire una schiusa di artemie alla fine della seconda settimana. Le uova di artemia possono essere acquistate online o nel negozio di fiducia.

Per allevare l'artemia, si può utilizzare un qualsiasi contenitore, riempirlo per 3/4 con acqua salata (30gr di sale per litro) e aggiungere le uova. Si dovrà inserire un aeratore per tenere l'acqua aerata ed in movimento. Le uova dovrebbero essere tenute sempre in sospensione, il che è possibile collocando la pietra porosa dell’aeratore sul fondo. Le uova si schiuderanno in 18-48 ore, a seconda della temperatura dell’acqua. Fermare il flusso d'aria, mettere una fonte luminosa sul fondo, ed aspettare 15 minuti: le uova vuote staranno a galla ed i naupli si dirigeranno verso la fonte di luce sul fondo. Ora possono essere deviati con un sifone. Filtrare i naupli dall'acqua utilizzando una sottilissima rete di nylon (collant). Il nauplio è di colore arancio-rosso e molto piccolo. Sciacquarli bene sotto il rubinetto, poi somministrarli possibilmente con un contagocce. Con questo metodo è più facile controllare le quantità di cibo, evitando così di nutrirli eccessivamente.

Si possono dare naupli una volta al giorno, di mattina, agli avannotti di 2-3 settimane di età. Circa a mezzogiorno si può offrire un cibo asciutto come granulare o NABBS, di sera si toglie il cibo in eccesso e si alimenta con microworms. Questa routine continua fino al termine della quarta settimana. Verso la fine della quarta settimana si possono offrire larve di chiromonus surgelate e tritate, e smettere con i microworms.I piccoli di Discus, assorbito il sacco vitellino, possono mangiare naupli d’artemia appena schiusi dopo circa 15 giorni di alimentazione con muco parentale.

Svezzare avannotti di Betta splendens SENZA schiudere artemia

Alimenti Vari e Transizioni Alimentari

Oltre agli infusori e all'artemia, altri tipi di cibi per nidiate sono: NABBS, vinegar eels, Liquifry, Egglayers #1, tutti provati con diversi gradi di successo. I naupli di artemia, in particolare, rappresentano un ponte cruciale verso alimenti più complessi.

Le fasi critiche nell’allevamento dello storione sono costituite dall’incubazione e dallo svezzamento, inteso come passaggio da alimento vivo ad alimento inerte come il mangime artificiale. Le tecniche di svezzamento tradizionale prevedono la somministrazione quasi in continuo di nauplii di Artemia salina per circa 5-8 giorni. Superato il primo mese di alimentazione, la gestione alimentare dello storione è totalmente basata sulla somministrazione di mangimi commerciali specifici, anche se alcune specie rispetto ad altre mostrano minore adattabilità ad accettare i mangimi commerciali. La transizione deve essere quindi molto più graduale e curata.

Un metodo efficace per i Discus è quello di utilizzare una grossa vasca fornita di riscaldatore in cui viene messo a galleggiare un piatto di plastica fondo in cui vengono tenuti i piccoli. Dentro questo piatto si può immettere una quantità enorme di artemie senza paura di sporcare l’acqua. Alla fine del pasto si trasportano i piccoli in un altro piatto preventivamente riempito dell’acqua della vasca, e la vecchia acqua viene gettata con i residui di cibo. L’operazione dovrebbe essere fatta di frequente, in funzione del numero dei piccoli. Questo sistema è sicuramente poco estetico, ma di grande efficacia e va ripetuto per un paio di settimane, fino a quando i piccoli assumono la forma discoidale.

Crescita, Sviluppo e Gestione a Lungo Termine

Con una corretta alimentazione e gestione dell'acqua, gli avannotti iniziano a crescere e svilupparsi, ma anche in questa fase possono emergere nuove sfide. Gli avannotti di Ancistrus crescono relativamente in fretta se ben nutriti e in buone condizioni.

Sviluppo Differenziato e Cannibalismo

Quando gli avannotti raggiungono le quattro settimane di vita, cominciano a sviluppare le loro proprie personalità ed aspetti. Si osserveranno delle differenze enormi in taglia tra fratelli, e si può vedere anche, con orrore, l'avannotto più grande che mangia i loro fratelli più piccoli. Alcuni allevatori dividono la nidiata a questa età per minimizzare il rischio di danno e dargli un'opportunità di crescere. Durante la crescita, il piccolo Betta espelle un ormone il quale interdice la crescita dei fratelli di nidiata - una tecnica di sopravvivenza - e più grandi sono, più ormone sono capaci di espellere. Tra l’età di 4-6 settimane, la nidiata dovrebbe gradualmente essere svezzata dall’artemia e dall’altro piccolo cibo.

Una cosa da tenere a mente è che le deposizioni degli anabantoidei più comuni sono molto grandi come numero di avannotti, e che probabilmente non si sarà in grado di far accrescere tutta la covata comunque. Non scoraggiatevi se otterrete solo pochi avannotti vendibili da un'unica deposizione, che potrebbe essere iniziata con centinaia, forse anche un migliaio, di uova.

Per quanto concerne gli avannotti dei Betta, spesso si consiglia di separare i maschi non appena sono riconoscibili. Tuttavia, alcuni allevatori non hanno una gran fretta nel separarli, perché è molto più facile farli crescere in una vasca che in vasi. Hanno notato che di solito non sono poi così aggressivi verso i pesci con cui sono cresciuti, per cui se non sono stati separati si possono tranquillamente tenere insieme più a lungo di quanto si possa pensare altrimenti. Naturalmente, se iniziano a presentare le pinne danneggiate, li avete lasciati insieme per troppo tempo. I maschi Ancistrus iniziano a sviluppare le caratteristiche setole (“baffi”) sul muso quando raggiungono la maturità sessuale, generalmente tra i 6 e i 12 mesi di età, a una dimensione di circa 6-8 cm.

Maturazione e Destinazione degli Esemplari

La maturità sessuale può essere raggiunta in tempi relativamente brevi, pari a 3 anni per gli esemplari maschi e 6 anni per le femmine degli storioni. Il sessaggio, svolto prevalentemente tramite ecografia a partire dal 3° anno di vita, permette di indirizzare maschi e femmine verso due differenti linee produttive: i maschi sono destinati immediatamente alla produzione di carne o al mercato del pesce vivo mentre le femmine rimangono in allevamento sino al raggiungimento della piena maturazione ovarica per la produzione di caviale (da 4 a 7 anni dopo la separazione dei sessi). Le femmine, una volta raggiunta la piena maturità ovarica, possono essere destinate subito alla produzione di caviale o si può scegliere di lasciar loro riassorbire le uova alimentandole e gestendole ancora in impianto per ottenere una seconda o terza maturazione ovarica che in genere produce uova di qualità superiore.

Assistere alla nascita di nuova vita nel proprio acquario è un'esperienza unica e gratificante. Richiede preparazione, attenzione ai dettagli e tanta pazienza, ma i risultati ripagano ampiamente l'impegno profuso.

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