«Quanto deve dormire un neonato? Il fatto che dorma poche ore va bene o dobbiamo preoccuparci?», si chiedono spesso i genitori di un piccolo appena arrivato. Comprendere il sonno infantile è una delle sfide più comuni e significative che le nuove famiglie affrontano. Il sonno, infatti, è un ingrediente fondamentale della crescita e riveste un ruolo cruciale per lo sviluppo e la salute generale. Proprio come un cellulare scarico che necessita di energia per riattivarsi, il sonno rigenera il cervello, stimola le nostre difese immunitarie e favorisce la crescita. Tuttavia, le ore di sonno del neonato, del lattante e dell’adulto non sono uguali, e ciò che è normale per un adulto - che i grandi sono “dormitori rapidi” e hanno bisogno di sette ore di sonno al giorno - non si applica ai più piccoli.
I primi mesi di vita portano con sé molte domande sul sonno dei neonati, e i genitori si trovano spesso sommersi da numeri, tabelle e orari prestabiliti. È fondamentale ricordare che in questa fase, un bambino ha ancora un ritmo del sonno molto immaturo, in evoluzione, e sebbene le indicazioni generali possano fornire una guida utile, è fondamentale ricordare che ogni neonato è unico. In questo articolo, ci concentreremo in particolare sul bisogno di sonno a tre mesi, cosa aspettarsi e come sostenere il suo riposo attraverso l’osservazione e la creazione di una routine stabile e serena, per poi ampliare lo sguardo sull'evoluzione del sonno nel primo anno di vita.
Il Neonato a 3 Mesi: Un Periodo Chiave per il Sonno
A tre mesi, il bambino inizia a consolidare il suo ritmo sonno-veglia, sebbene la piena distinzione tra giorno e notte non sia ancora del tutto assestata. Questo periodo rappresenta una fase di transizione significativa nel ciclo del sonno infantile.
Dati e Variazioni Fisiologiche
I neonati di tre mesi hanno bisogno di circa 14-17 ore di sonno ogni 24 ore, distribuite tra la notte e alcuni pisolini diurni. Le stime fornite rappresentano delle indicazioni generali, non regole rigide. Secondo l’American Academy of Sleep Medicine (AASM, 2016), i neonati tra 0 e 3 mesi dovrebbero dormire tra le 14 e le 17 ore nell’arco delle 24 ore, anche se alcuni possono arrivare fino a 18-19 ore.
In linea di massima, a questa età un bambino può dormire circa 9-11 ore durante la notte, con 1-2 risvegli per poppate o coccole. Di giorno, invece, ci potranno essere 3-4 sonnellini, di durata variabile tra 30 minuti e 2 ore ciascuno. Alcuni bambini piccoli fanno diversi brevi sonnellini durante il giorno, da 30 a 45 minuti ciascuno, ognuno dei quali inizia circa 2 ore dopo il loro ultimo risveglio. Si può considerare questa come una "regola delle 2 ore". Altri, invece, fanno due sonnellini più lunghi secondo un programma coerente a metà mattina e metà pomeriggio. Questi bambini fanno un pisolino intorno alle 9:00 o alle 9:30 e di nuovo intorno alle 2:00 o alle 2:30.

È importante sottolineare che ogni bambino è unico e le sue esigenze di sonno possono variare notevolmente: alcuni potrebbero dormire un po’ meno, mentre altri potrebbero necessitare di più ore di riposo. L’importante è che, nel complesso, il bambino appaia sereno e ben riposato, mostri segni di vivacità e curiosità durante i momenti di veglia, e che i genitori siano in grado di gestire con serenità la routine quotidiana, senza sentirsi sopraffatti dal carico emotivo o fisico. Non c’è da preoccuparsi se il vostro bambino dorme 1-2 ore in meno rispetto alla media indicata. Se si è preoccupati per il sonno del bambino, allora vale la pena compilare una tabella di monitoraggio del sonno del bambino.
L'Evoluzione del Ritmo Sonno-Veglia
A 3 mesi il bambino dorme complessivamente 13-14 ore. Inizia a strutturare un più preciso ritmo sonno-veglia. I periodi di veglia si concentrano di giorno, interrotti da 5-6 sonnellini che gradualmente diventano di più breve durata. Questo è un momento ideale per iniziare a lavorare per aiutare il piccolo a imparare ad addormentarsi da solo prima di andare a dormire, al termine della sua routine della buonanotte. Aiutarlo a imparare ad addormentarsi da solo prima di andare a dormire, senza nemmeno avere un adulto nella stanza, lo aiuterà a dormire per periodi più lunghi e a diventare un dormiente complessivamente migliore, poiché sarà in grado di rimettersi a dormire quando si sveglierà naturalmente durante la notte. Alcuni bambini possono dormire tutta la notte senza bisogno di imparare a calmarsi prima di andare a dormire. In media, i bambini di circa 3 mesi si svegliano naturalmente durante la notte dalle 2 alle 6 volte.
Il Passaggio dalla Culla al Lettino
Se il neonato era in una culla, probabilmente è ora di trasferirlo in una culla più grande: probabilmente starà diventando grande! Questo passaggio è un altro segno della sua crescita e richiede di mantenere sempre le precauzioni per un sonno sicuro. È fondamentale continuare a far dormire il piccolo sulla schiena su una superficie piana senza cuscini, lenzuola morbide, paracolpi o giocattoli.
La Fisiologia del Sonno Infantile: Dalla Nascita ai Primi Mesi
Il sonno è un processo complesso che cambia notevolmente con l'età. I neonati presentano un ritmo sonno-veglia piuttosto irregolare, questo perché non seguono i ritmi circadiani di un adulto. Comprendere questa fisiologia aiuta i genitori a non farsi trovare impreparati.
Il Sonno Fetale: Le Prime Abitudini
In pochi sanno che già nella pancia della mamma i bambini fanno dei sonnellini di 40-60 minuti e che negli ultimi mesi di gravidanza la quantità di sonno aumenta ulteriormente. Questo suggerisce che il sonno è un'esperienza prenatale, un istinto radicato che accompagna il bambino fin dai suoi primissimi stadi di sviluppo.
Il Primo Mese di Vita: Sincronizzazione in Corso
Nel primo mese di vita il bambino ha necessità di numerose ore di sonno, almeno 15-16 al giorno. In questa prima fase il piccolo potrebbe “prendere il giorno per la notte”, dal momento che non si è ancora sincronizzato con l’alternanza naturale tra le ore di luce e buio. Questo accade perché il cervello è l’unico organo che alla nascita è incompleto e plastico: questo permette al neonato in ogni parte del mondo di sviluppare un buon adattamento all’ambiente e alla cultura del luogo in cui viene al mondo.
Dopo le prime tre settimane di vita questo ritmo comincia a manifestarsi, e proprio in questo momento il bambino potrebbe essere più agitato la sera e piangere a lungo. Non bisogna preoccuparsi, si tratta di uno scatto di crescita: il ritmo sonno/veglia si sta assestando e andare a dormire rappresenta un distacco dalla mamma e dal papà.
Melatonina e Ritmi Circadiani: Il "Giorno per la Notte"
Inoltre, fino al terzo mese di vita, i piccoli non secernono in modo stabile la melatonina, l’ormone che permette al nostro corpo di riconoscere e stabilizzare i ritmi di luce/buio. Da qui nasce l’affermazione che il neonato “scambia il giorno per la notte”. Nella sua vita fetale il neonato riceve melatonina ma non ne produce di propria perché questa parte al momento della nascita. Per capire come addormentare un neonato vanno compresi anche questi concetti. Quindi, anche durante il giorno non va creata una situazione di buio completo, per aiutare il bambino a capire la differenza tra notte e giorno e favorire il ritmo circadiano.

Il Ciclo del Sonno nel Neonato: Brevità e Frequenza
Il ciclo di sonno di un neonato è più breve rispetto a quello degli adulti: dura circa 50 minuti rispetto ai 90-120 minuti degli adulti e i momenti di passaggio dalla fase di sonno calmo e profondo (non REM) a quella di sonno leggero e con intensa attività cerebrale (REM), sono molto frequenti. Mentre gli adulti hanno imparato ad ignorare questo breve risveglio, i neonati si svegliano più facilmente e hanno bisogno di più tempo per riaddormentarsi. È, pertanto, fisiologico che fino ai tre anni di vita i bambini abbiano risvegli notturni, che contribuiscono al corretto sviluppo del loro sistema nervoso.
Sonno REM e NREM: L'Architettura in Sviluppo
Alla nascita, la percentuale di sonno REM e NREM è quasi sovrapponibile ma, molto velocemente, la fase REM decresce. Soltanto al terzo mese di età questi due stadi diventano definiti, motivo per cui prima dei tre mesi un neonato non riesce a dormire profondamente. In questa fase, l’architettura del sonno del neonato evolve progressivamente da stati di sonno profondo e leggero a una distinzione più chiara tra sonno non-REM e REM, con la comparsa dei tre stadi del sonno non-REM che si osserva intorno ai 6 mesi di vita (Rapisardi, 2024). Ed ecco perché nei primi mesi è molto facile che il neonato si svegli per rumori, cambiamenti di ambiente o attività fisiologiche. Dopo il terzo mese, si iniziano a individuare le fasi di addormentamento e di sonno più profondo. Con la crescita, la durata dei singoli risvegli si riduce progressivamente fino a diventare di pochi secondi (come accade anche agli adulti) e il bambino impara pian piano a riaddormentarsi in modo autonomo.
Riconoscere e Comprendere le Fasi del Sonno del Bambino
Il sonno del neonato si alterna tra fasi di sonno attivo (REM) e sonno tranquillo (NREM), ma, come abbiamo detto in precedenza, queste fasi sono meno distinte rispetto a quelle dell’adulto. Nei primi mesi, il ciclo di sonno dura circa 50 minuti e si ripete più volte durante la giornata e la notte. Riconoscere questi segnali può aiutare i genitori a comprendere meglio i bisogni del proprio bambino e a rispondere in modo più sereno ai suoi risvegli.
Sonno Attivo e Sonno Tranquillo
Ecco come si manifestano le principali fasi:
- Sonno attivo (REM): il neonato può muovere le braccia e le gambe, fare smorfie, sorridere o emettere piccoli suoni. Questa fase è importante per lo sviluppo cerebrale.
- Sonno tranquillo (NREM): il respiro diventa più regolare, il corpo è rilassato e il neonato appare immobile. In questa fase il riposo è più profondo.
- Transizione tra le fasi: i passaggi tra una fase e l’altra sono frequenti e possono essere accompagnati da brevi risvegli o movimenti.

Gli Stati della Veglia e del Sonno Profondo
Per capire come addormentare un neonato è importante anche sapere gli stadi del suo riposo. Oltre alle fasi REM e NREM, possiamo distinguere altri stati:
- Sonno profondo: il corpo del bimbo è immobile, il respiro è lento.
- Stato indeterminato: può essere preliminare alla veglia ma anche al sonno. Una situazione tipo? Il neonato ha finito la poppata e si guarda intorno pacifico. Inizia poi ad agitarsi, perché ha bisogno di dormire.
- Veglia attenta: il neonato è calmo e ha il corpo rilassato. Questo succede quando il bambino è in assenza di bisogni e il suo sistema nervoso può stare a riposo.
- Veglia agitata: il bambino piange, fa movimenti bruschi, passa dallo stato indeterminato alle urla. È il suo modo di segnalare un bisogno. Cosa dobbiamo fare? Ripercorriamo gli avvenimenti: ha mangiato? Gli ho cambiato il pannolino? Questi sono segnali che richiedono una risposta attenta e serena da parte dei genitori.
L'Importanza dell'Osservazione Parentale
È facile sentirsi disorientati quando il proprio bambino sembra non rispecchiare i “modelli” suggeriti dai manuali. Ma la verità è che non esiste un unico modo giusto di dormire. Ogni neonato ha una sua individualità, un temperamento, un modo personale di affrontare il mondo e anche il sonno. Per questo, la parola chiave è osservare. Ecco come i genitori possono aiutare il loro bambino:
- Osservare i segnali di stanchezza: sbadigli, sguardo perso, manine sul viso, maggiore irritabilità.
- Riconoscere i suoi ritmi naturali: a che ora tende ad addormentarsi? Quanto dura il suo intervallo di veglia prima di mostrarsi stanco?
- Valutare se ha bisogno di più contenimento (abbracci, fascia, suoni bianchi) o se tende ad addormentarsi più facilmente in autonomia.
Quando si impara a leggere e riconoscere i segnali del proprio piccolo, si sente di avere più strumenti per accompagnarlo e aiutarlo nei suoi bisogni.
L'Instaurazione di Routine Rassicuranti per un Sonno Sereno
Tra le 0 e le 3 settimane di vita, il piccolo potrebbe “prendere il giorno per la notte”, ma dopo questo ritmo comincia a manifestarsi. È in questa fase che vanno instaurate delle routine: l’ora in cui si va a dormire, l’ora in cui si mangia, l’ora del bagnetto e delle uscite; tutti momenti che in qualche modo scandiscono il tempo. Così facendo il bambino imparerà facilmente ad avere un buon ritmo per quanto concerne il sonno, i pasti, e tutte le altre attività che caratterizzano la sua giornata.
Perché una Routine è Fondamentale
Stabilire una routine serena e prevedibile può aiutare il neonato a riconoscere il momento della nanna e a sentirsi più sicuro. Non servono orari rigidi o rituali complessi, ma piuttosto ritmi prevedibili e gesti ripetitivi che possano essere riconosciuti e associati al riposo. È importante non focalizzarsi su quante ore di sonno deve dormire in questa fase, ma capire che il piccolo o la piccola ha bisogno di imparare a dormire: fare le stesse cose allo stesso modo e negli stessi orari, cioè rispettare una routine, rappresenta per lui un valido aiuto. Più semplici sono i rituali, più facile sarà il loro apprendimento e più il bimbo sarà autonomo rispetto ad abitudini troppo complesse. Da parte del genitore ci deve essere una vera educazione al sonno.
COME CREARE UN RITUALE DEL SONNO PER FAR DORMIRE MEGLIO IL NEONATO E BAMBINO
Checklist Pratica per la Nanna Efficace
Ecco una checklist pratica, basata sulle raccomandazioni dell’American Academy of Pediatrics (2022), che può aiutare i genitori a creare una routine serena:
- Scegliere un orario regolare: mettere a letto il neonato sempre alla stessa ora favorisce la regolazione dei ritmi sonno-veglia. Lavora verso un'ora di andare a dormire tra le 7:00 e le 8:00. Sappi che in realtà è più difficile far addormentare un bambino dopo le 9:00. Più tardi si fa e più è stanco, più difficile sarà per lui addormentarsi.
- Creare un ambiente tranquillo: abbassare le luci, ridurre i rumori e mantenere una temperatura confortevole aiuta il rilassamento.
- Introdurre piccoli rituali: un bagnetto caldo, una carezza, una ninna nanna o la lettura di una filastrocca possono diventare segnali rassicuranti. Scegli tre o quattro attività che puoi svolgere nello stesso ordine ogni sera. Rendi la tua routine breve, circa 20-30 minuti. Puoi includere un bagno, una storia, una canzone, svolgere un'attività tranquilla e/o dire preghiere.
- Evitare stimoli eccessivi prima della nanna: giochi movimentati, schermi e luci forti possono rendere più difficile l’addormentamento.
- Rispondere con calma ai risvegli: durante i risvegli notturni, mantenere un tono di voce basso e gesti delicati aiuta il neonato a riaddormentarsi più facilmente.
Questi semplici accorgimenti, se ripetuti con costanza, possono rendere il momento della nanna più sereno sia per il neonato che per i genitori. È importante ricordare che la routine non è un’imposizione, ma una proposta. Se in certi giorni salta, se il bambino ha bisogno di qualcosa di diverso, non succede nulla di grave.
L'Alimentazione nella Routine della Nanna
Se l'alimentazione fa parte della tua routine, rendila il primo passo anziché l'ultimo per evitare di associare l'alimentazione e l'addormentarsi. Questo processo di educazione dovrebbe portare il neonato a imparare ad avere un sonno prolungato dalla mezzanotte in poi per 4 o 5 ore. Questo può già accadere ad 1 mese e mezzo o 2. Generalmente dopo le prime 3 settimane di vita l’allattamento è ben avviato e quindi verso la fine del primo mese tutti i neonati dovrebbero alimentarsi circa ogni 3 ore. Tra una mangiata e l’altra, devono recuperare le forze.
Come Favorire l'Auto-addormentamento
A circa 12 settimane, iniziare a metterlo sveglio per favorire l'auto-calmamento lo aiuterà a dormire meglio nel complesso. Ora è il momento ideale per iniziare a lavorare per aiutare il piccolo a imparare ad addormentarsi da solo prima di andare a dormire, al termine della sua routine della buonanotte. Impegnarsi per aiutare il piccolo ad addormentarsi da solo prima di andare a dormire lo aiuterà a tornare a dormire da solo durante la notte. Un bambino piccolo potrebbe aver bisogno di essere nutrito o cullato per riaddormentarsi perché è abituato a farlo prima di andare a dormire. Questo non significa che va lasciato abbandonato da solo, naturalmente.
Per un bambino lo stare bene, nel periodo neonatale, è legato al concetto di equilibrio. Per noi, tutto il lavoro che i nostri organi fanno dopo aver mangiato è automatico, non ce ne accorgiamo neanche. Per un bebè, nutrirsi al seno, fare il ruttino e digerire è un vero e proprio lavoro. Un ritmo cadenzato degli eventi della giornata (dormire - mangiare - passeggiata - bagnetto - nanna) fin dalle prime settimane di vita rende più facile l’apprendimento.
Il Fenomeno del Co-sleeping: Vantaggi e Aspetti Culturali
Quando si parla di sonno nei neonati e genitori possiamo parlare di co-sleeping, o sonno condiviso. Con questo termine si indica una pratica che consiste nel far dormire il bambino nella stessa stanza dei genitori, in particolare vicino alla madre, in modo tale che possa rispondere prontamente ai segnali di richiesta di attenzione del bambino durante la notte e soddisfare i suoi bisogni (ad esempio in caso di allattamento notturno).
Definizione e Diffusione
Questa pratica è diffusa in molte culture e, negli ultimi anni, sebbene ancora oggi esistano molti pareri contrastanti a riguardo, anche in Occidente si sta riscoprendo l’importanza del contatto fra genitore e neonato. Le percentuali di co-sleeping (condivisione del letto) tra i neonati variano notevolmente tra i diversi paesi, oscillando dal 2% all'88%, e risultano più elevate nelle popolazioni con una minore consapevolezza della SIDS (Nelson et al., 2001).
Superare Pregiudizi: Istinto Naturale e Sicurezza
La critica che viene maggiormente mossa al co-sleeping è che il bambino possa essere viziato dai genitori e cresciuto come un individuo insicuro e dipendente. In realtà queste convinzioni non hanno alcun fondamento scientifico e, nonostante oggi l’argomento sia ancora molto dibattuto, psicologi e pediatri sembrano essere d’accordo sul fatto che dormire insieme ai genitori non costituisca un vizio, bensì un istinto naturale del piccolo, che richiede protezione dai suoi genitori. Soddisfarlo non mette a rischio né la sua autonomia né l’indipendenza. Si potrebbe, anzi, affermare il contrario: dormire nella stanza dei genitori dà al piccolo la possibilità di sviluppare presto un senso di sicurezza ed indipendenza. Il bambino apprende velocemente che i genitori sono pronti ad accorrere qualora ne avesse bisogno, sentendo un senso di sicurezza interiore. Quindi, più verrà accolto il suo desiderio di dipendenza quando è piccolo, più facilmente potrà diventare autonomo da adulto.

Gestire i Risvegli Notturni con la Vicinanza
Il co-sleeping permette una migliore gestione dei risvegli notturni che, come già detto, sono molto frequenti fino ai 2-3 anni di età. La qualità del sonno non viene intaccata perché i risvegli sono brevissimi, e la vicinanza dei genitori rassicura il piccolo permettendogli di riaddormentarsi rapidamente. I genitori, inoltre, non sono costretti ad alzarsi, riuscendo così a dormire meglio e per più tempo.
Per quanto riguarda il sonno in braccio, dormire in braccio è un atto naturale per il bambino: le braccia dei genitori gli ricordano la pancia della mamma e il bambino ha istintivamente bisogno di un ambiente caldo e raccolto. Il primo passo per far smettere il bambino di dormire solo in braccio è iniziare a modificare lentamente la routine dell’addormentamento. Metterlo nel lettino quando è quasi addormentato, mantenendo il contatto fisico, accarezzandolo e parlandogli, lo farà abituare gradualmente a dormire da solo, e soprattutto eviterà che si senta smarrito e spaventato quando si troverà improvvisamente solo al risveglio.
Sfide del Sonno e Scatti di Crescita: Comprendere le Difficoltà
Affrontare le notti insonni e le tante domande sul sonno del bambino può essere impegnativo, ma ricorda: non si è soli. È importante sapere che questa difficoltà è tutt’altro che rara: fino al 30% dei bambini tra 0 e 5 anni nella nostra cultura presenta disturbi del sonno (Rapisardi, 2024), un dato che può aiutare le famiglie a sentirsi meno sole di fronte a queste sfide quotidiane.
Normalità dei Disturbi del Sonno
Il sonno dei bambini viene spesso considerato dagli adulti più come un problema da risolvere che come un autentico bisogno fisiologico del neonato. A 3 mesi, non si tratta tanto di “risolvere il sonno”, quanto di accompagnare il bambino con dolcezza, trovando soluzioni sostenibili anche per i genitori. Ogni famiglia ha il suo ritmo e trovare il proprio equilibrio richiede tempo, ascolto e, a volte, anche un supporto in più.
Fattori Influenzanti e "Scatti di Crescita"
A questa età alcuni bambini iniziano ad avere tratti di sonno più lunghi di notte, altri no. È ancora assolutamente normale che ci siano risvegli notturni, anche frequenti, e pisolini diurni irregolari. È piuttosto frequente che i bambini abbiano bisogno di un addormentamento ‘assistito’ (al seno, in braccio, in movimento). Non possiamo assolutamente parlare di “vizi” a questa età.
In ogni fase in cui il bambino vive uno scatto nello sviluppo, per esempio quando comincia a spostarsi gattonando o camminando, si presentano dei momenti di “disorganizzazione” che possono lasciare perplessi mamma e papà. Si ha infatti l’impressione di tornare indietro, anche se in realtà il bambino si sta affacciando al mondo che lo circonda.
Anche se il bambino sta bene, ci sono alcuni fattori che possono influenzare il sonno in questa fase:
- Scatti di crescita o regressioni temporanee: questi periodi di sviluppo accelerato possono temporaneamente alterare i ritmi del sonno.
- Aumentata consapevolezza dell’ambiente: il neonato inizia a distinguere luci, voci, volti, il che può renderlo più reattivo agli stimoli esterni.
- Stimolazioni eccessive durante il giorno: troppe attività o un ambiente troppo rumoroso possono rendere difficile il rilassamento serale.
- Cambiamenti nell’alimentazione o introduzione di ciucci e routine nuove: ogni novità può richiedere un periodo di adattamento.
L'Ansia da Separazione e il Sonno
Tra i 6 mesi e i 12 mesi il bambino, prima placido e allegro con tutti, può improvvisamente diventare meno socievole, piangere sia davanti a un volto nuovo sia davanti a un volto conosciuto. Si tratta dell’ansia da separazione, un’altra fase dello sviluppo, un altro scatto di crescita che può andare di pari passo con un sonno meno sereno. Questo, sebbene si manifesti in un periodo successivo, serve a comprendere la complessità emotiva che può influire sul sonno del bambino.
Vicinanza e Regolazione Esterna: Esogestazione
Il cervello del neonato è ancora in pieno sviluppo e ha bisogno di vicinanza, regolazione esterna e contatto. Il bambino fino a 9 mesi è nella sua fase di esogestazione e non sa di essere un individuo separato dalla mamma. Più che puntare all’autonomia nel sonno, in questa fase è utile costruire fiducia e sicurezza, che saranno le basi per una futura autonomia. In questi momenti, la risposta dell’adulto fa la differenza. Ritrovare gesti semplici, rassicuranti e ripetitivi può trasformare i momenti difficili in occasioni per costruire fiducia e tranquillità. "L'aria si “vizia”, non i bambini!" È un modo per dire che l'accoglienza dei bisogni del bambino non genera vizi, ma piuttosto costruisce un legame sicuro.
Consigli Pratici per un Ambiente di Sonno Sicuro
La sicurezza del sonno del neonato può essere un tema centrale per molti genitori, soprattutto nei primi mesi di vita. L’ambiente domestico e i luoghi che vivono i nostri bambini hanno già in sé tutto ciò che è necessario per la loro crescita.
Prevenzione della SIDS: Linee Guida Essenziali
È importante ricordare che la sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS) rappresenta una delle principali cause di morte post-neonatale congenite. Per questo motivo, i pediatri raccomandano alcune precauzioni per ridurre il rischio di SIDS. Tali raccomandazioni includono la posizione supina durante il sonno, l’utilizzo di un materasso rigido e l’evitare la presenza di qualsiasi oggetto o gioco nel lettino. Queste semplici attenzioni, unite a uno stile di vita sano durante la gravidanza e all’ambiente sicuro per il sonno del neonato, possono contribuire significativamente alla prevenzione di questa tragica eventualità. È anche importante pensare ad altri elementi dell’ambiente in cui dorme il bambino. Se non si è ancora fatto, è bene consultare la Guida al sonno sicuro dell'American Academy of Pediatrics (AAP). Questo documento fornisce informazioni sul sonno sicuro per i neonati e sui modi per ridurre il rischio di soffocamento e di sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS).

L'Ambiente Ideale per la Nanna
Per aiutare il bambino a dormire è utile iniziare una routine per la nanna che sarà familiare e rilassante per il bambino. Si può fare dormire il bambino mettendo la culla portatile nella stanza da letto dei genitori, invece che in una stanzetta separata, questo mantiene il bambino vicino alla mamma e aiuta a nutrirlo, confortarlo e controllarlo durante la notte. Occorre usare una culla con materassino rigido, e coprirlo con un lenzuolo che aderisca bene.
Evitare il Surriscaldamento e Oggetti Pericolosi
Non mettere altro nel lettino o nella culla: tenere i giocattoli di peluche, i cuscini, le coperte, le lenzuola non montate, le trapunte, i piumoni, ecc. È fondamentale evitare il surriscaldamento: vestire il bambino in base alla temperatura della stanza, e non coprirlo troppo. Un buon intervallo per la temperatura ambiente per il bambino che dorme è di 20-22 gradi Celsius (68-72 gradi Fahrenheit). Si può fare addormentare il bambino con un ciuccio, ma senza forzarlo, e se il ciuccio cade durante il sonno non è necessario sostituirlo. Infine, se si usa la musica prima di andare a dormire, assicurarsi che non sia troppo forte e che si addormenti dopo che è finita o che la musica rimanga accesa tutta la notte. Questo perché i bambini si abituano abbastanza a ciò che hanno prima di andare a dormire quando si addormentano.
L'Evoluzione del Sonno Oltre i Tre Mesi: Un Percorso Continuo
Il sonno è un ingrediente fondamentale della crescita. Nel corso del primo anno di vita, il sonno del bambino cambia molto: maturano i circuiti nervosi che regolano l'alternanza sonno/veglia e il piccolo si abitua gradualmente alla vita extra-uterina. Questo percorso segue alcune tappe di sviluppo. Ma attenzione: i bisogni e le abitudini di sonno variano da bambino a bambino.
Sonno tra 4 e 6 Mesi: Periodi più Lunghi e Nuove Sfide
Tra i 4 e i 6 mesi il bambino dorme complessivamente 12-14 ore, di cui la maggior parte durante la notte. Il numero di ore di sonno del neonato non cambia, quello di ore continue… forse. Alcuni bambini (ma non tutti) iniziano a fare lunghi periodi di sonno notturno ininterrotto, fino anche a 6 ore. Durante il giorno, il bambino passa da 5 sonnellini a 4 mesi a 3-4 sonnellini a 6 mesi. A 6 mesi la fase di sonno non-REM prevale sulla fase di sonno REM: il sonno diventa quindi “più profondo”. Intorno ai 6 mesi, alcuni bambini fanno più fatica ad addormentarsi la sera e riprendono a svegliarsi più frequentemente la notte. È normale. Questo è un periodo in cui il bambino è nella fase della scoperta del mondo: comincerà a stare seduto, a spostarsi, a mettersi in piedi, e l’insieme di questi strabilianti successi può comportare difficoltà con il sonno.
Sonno tra 6 e 12 Mesi: Ritmo Definito e Autonomia
A 9 mesi il bambino ha generalmente un ritmo sonno-veglia definito. Dorme complessivamente 12-14 ore al giorno. Le ore di veglia diurne sono interrotte da 2 o 3 pisolini (più frequentemente uno al mattino e uno al pomeriggio). Le ore di sonno sono concentrate durante la notte. Alcuni bambini dormono ormai tutta la notte. Altri si svegliano ancora per la poppata notturna. A questa età, i nuovi comportamenti metteranno a dura prova la pazienza dei genitori.
Sonno Dopo i 12 Mesi: Indipendenza e Consolidamento
Al compimento del primo anno il fabbisogno di sonno del bambino è di circa 12 ore al giorno. Sono presenti ancora 1 o 2 sonnellini diurni (il mattino e, più frequentemente, il pomeriggio). In questa fase della vita il piccolo è sempre più indipendente, è un grande esploratore sia se ancora va a quattro zampe sia se già si tira in piedi, comprende e vuole essere compreso, pur usando poche parole o ancora nessuna. Anche in questo periodo, però, potrebbe avere difficoltà nell’addormentarsi oppure svegliarsi spesso durante la notte e chiamare mamma o papà. In genere, intorno ai 2 anni, i bambini dormono circa 11-12 ore, con uno o due sonnellini durante il giorno. A quest’età la voglia di esplorare e di comunicare è all’apice, si è in continuo movimento, e i rituali ripetuti prima di andare a letto possono semplificare tale momento. A 3-5 anni il bambino potrebbe avere ancora bisogno di un breve sonnellino durante il giorno; con l’inizio della scuola, però, spesso si deve rinunciare a quest’abitudine.
Supporto ai Genitori: Non Siete Soli
Non sempre aiutare il bambino a dormire in modo equilibrato risulta un compito facile per i genitori. È fondamentale ricordare che il sonno nei primi mesi di vita è profondamente influenzato da una molteplicità di fattori: non solo i ritmi dei neonati sono completamente diversi rispetto a quelli dei genitori, ma anche elementi costituzionali, relazionali, gli stili di accudimento e gli aspetti culturali e sociali - come la scelta di far dormire il bambino insieme ai genitori o separatamente - giocano un ruolo determinante nello sviluppo del sonno (Rapisardi, 2024). Per questo motivo è fondamentale conoscere la fisiologia del sonno dei neonati e poterne comprendere più a fondo le sue manifestazioni, facendo sì che i genitori possano essere adeguatamente informati per poter scegliere la modalità di riposo familiare più adatta a loro.
Più di ogni altro suggerimento, occorre ricordare che non esistono regole o manuali con soluzioni preconfezionate. Nessuno, più dei genitori, sa cosa è meglio per il loro piccolo. Pertanto, ogni genitore deve lasciarsi guidare dal proprio istinto, dalle proprie capacità e da ciò che il bambino comunica. Se la stanchezza sovrasta, se si ha bisogno di una guida per creare ritmi sostenibili per il bambino (e per tutta la famiglia), un supporto professionale può essere prezioso. Il Dr. Simone Guidotti, ad esempio, svolge la sua professione da anni con passione, interagendo con i bambini fin dai primi giorni di vita.