La Pubblicità con i Bambini: Normativa, Consigli e Opportunità in un Mondo in Evoluzione

Sono sempre più numerose le famiglie che sono incuriosite dal mondo dei casting pubblicitari per bambini. In effetti, quello degli spot, è un mondo interessante che può essere in grado di regalare avventure divertenti e occasioni uniche di espressione. Tuttavia, per affrontare il percorso dei casting con consapevolezza e per comprendere appieno il panorama della pubblicità che vede i minori come protagonisti o destinatari, è utile conoscere non solo come funziona il processo di selezione ma anche quali sono gli aspetti normativi e di autodisciplina che regolano questo delicato settore. Le agenzie pubblicitarie, infatti, valutano una serie di fattori per scegliere i piccoli protagonisti degli spot, mentre un complesso sistema di regole mira a tutelare la loro dignità e integrità psicofisica, sia quando appaiono nei messaggi commerciali sia quando ne sono i fruitori. Questo articolo offre un approfondimento sul tema dei casting per bimbi in ambito pubblicitario e sulle normative vigenti, fornendo consigli utili per genitori e operatori del settore.

Il Fascino dei Casting Pubblicitari per Bambini e Cosa Cercano le Agenzie

Il mondo della pubblicità attira un numero crescente di famiglie, spinte dalla curiosità e dalla possibilità che i propri figli vivano esperienze nuove e stimolanti. Quello degli spot è un ambito in cui la presenza dei bambini è spesso ricercata, ma le agenzie pubblicitarie adottano criteri ben precisi nella loro selezione, che vanno oltre la semplice "bellezza" estetica.

Spontaneità e Carisma: Ciò che Conta Davvero per un Piccolo Protagonista

Partiamo da una constatazione importante: le agenzie pubblicitarie non cercano quasi mai bambini “perfetti” secondo canoni estetici rigidi. Piuttosto, la loro attenzione va verso la ricerca di piccoli protagonisti capaci di mostrarsi autentici e naturali anche davanti alla telecamera. Bambini spigliati, insomma, risulteranno sicuramente più adatti alla realizzazione di uno spot rispetto a piccoli intimoriti dalle telecamere. Durante i casting, gli addetti ai lavori osservano con attenzione come il bambino si muove nello spazio, come reagisce a una richiesta specifica o a un piccolo gioco proposto, e quanto riesce a essere se stesso davanti alla telecamera. La capacità di trasmettere genuinamente la propria personalità è un fattore determinante. In questo contesto, il ruolo dei genitori è di fondamentale importanza: incoraggiare il bambino, senza mai forzarlo, è la chiave. Un bambino sereno e spontaneo trasmette sempre la propria personalità nel modo più genuino, e questa autenticità è ciò che le agenzie cercano.

Adattabilità: La Versatilità è Chiave per Ogni Progetto

Ogni spot racconta, ovviamente, una storia diversa e ha uno stile narrativo unico. Per questo motivo, le agenzie cercano sempre bambini capaci di adattarsi a contesti differenti, mantenendo però la propria naturalezza e individualità. Durante i provini, può essere richiesto ai piccoli di compiere un gesto specifico, di esprimere un’emozione particolare o di interagire con un oggetto in un determinato modo. In queste situazioni, ciò che si valuta soprattutto è la reazione spontanea del bambino e la sua disponibilità a mettersi in gioco con entusiasmo. È importante sottolineare che non si tratta di una vera e propria prova d’attore nel senso tradizionale, ma piuttosto di un’occasione preziosa per vedere come il bambino comunica con il suo modo unico di essere, dimostrando flessibilità e capacità di interagire con l'ambiente circostante in modo credibile e coinvolgente.

Bambini in un casting pubblicitario

Come Avvicinarsi al Mondo dei Casting: Consigli Pratici e Scelta dell'Agenzia

Quando si desidera iscrivere un bambino a un casting pubblicitario, è fondamentale procedere con informazione e cautela. Il miglior consiglio da seguire è quello di rivolgersi a un’agenzia specializzata e con una comprovata esperienza nel settore. Queste agenzie fungono da tramite tra i piccoli talenti e le produzioni, garantendo un approccio professionale e tutelante.

A Chi Rivolgersi: L'Importanza dell'Agenzia Specializzata

Una volta che si è decisi a esplorare il mondo dei casting per bambini, il primo passo è identificare le agenzie giuste. In genere, l’agenzia chiede ai genitori di inviare delle foto e una breve presentazione con i dati personali del bambino. Questa prima fase è cruciale per permettere all'agenzia di avere un'idea chiara del potenziale del piccolo. Katia Alario e Paola Mascolo, titolari della 1&1 Models, una storica agenzia milanese, offrono consigli preziosi in merito. Sottolineano come, sebbene una volta il mondo della moda e della pubblicità fosse più elitario, oggi l’offerta si sia moltiplicata, rendendo ancora più importante scegliere con discernimento. Per evitare spiacevoli "fregature", è essenziale valutare l’anzianità dell’agenzia e dare un occhio ai clienti che ha servito e ai lavori che ha realizzato. Questo permette di capire meglio con chi si ha a che fare e di verificare la sua reputazione. È inoltre utile andare alla ricerca di recensioni e opinioni da parte di altri genitori o professionisti del settore.

L'Importanza del Materiale Fotografico e dell'Espressività

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, per una prima selezione il materiale fotografico non deve necessariamente essere professionale. È sufficiente far avere all’agenzia delle belle foto del bambino, dove sia ben visibile e siano messe in luce le sue particolarità, la sua bellezza e la sua unicità. Che sia biondo con gli occhi azzurri, rosso con le lentiggini, o moro con gli occhi scuri, ogni tratto distintivo può essere un punto di forza. L'obiettivo delle foto è mostrare la personalità del bambino in modo autentico. Il casting dal vivo diventa poi necessario per il cliente per osservare le reazioni dei piccoli davanti all’obiettivo e alla telecamera. Sul set foto o cinematografico, anche per i più piccoli, è molto importante riuscire a comunicare qualcosa, essere spontanei e spigliati. L’espressività, infatti, è spesso ciò che conta di più, più di una perfetta aderenza a canoni estetici predefiniti.

Il Casting come Gioco e Opportunità di Crescita

Non tutti i bambini sono uguali: "Alcuni bimbi sono naturalmente portati per essere al centro dell’attenzione, amano farsi fotografare o recitare, altri sono più introversi e fanno fatica." È fondamentale rispettare la loro indole. Se il piccolo si sente a suo agio e vive l'esperienza in modo positivo, il casting, così come il "lavoro" sul set, può essere vissuto come un vero e proprio gioco. Questo non solo rappresenta un’opportunità di espressione personale per il bambino, ma anche un’occasione di socializzazione con altri bambini e con gli adulti del set. In questo modo, che venga scelto o no per lo spot, il divertimento è almeno assicurato e l'esperienza rimane positiva e formativa.

Casting per bambini: ecco tutti i consigli per partecipare

Il Quadro Normativo Italiano ed Europeo a Tutela dei Minori nella Pubblicità

L'esposizione dei minori al mondo della pubblicità, sia come protagonisti sia come destinatari, è un tema di grande rilevanza che richiede una rigorosa cornice normativa. Tanto la normativa internazionale quanto quella europea e nazionale, così come quella autodisciplinare, infatti, prevedono una serie di norme volte a tutelare i minori proprio con riferimento alle comunicazioni commerciali che si rivolgono ad essi e a quelle che li vedono protagonisti. Questa complessa rete di regolamentazioni mira a salvaguardare la loro integrità psicofisica, la dignità personale, l’immagine e la privacy.

Le Prime Forme di Tutela e l'Evoluzione Legislativa

Nel nostro ordinamento, ad esempio, una prima forma di tutela era contenuta in leggi degli anni ’50 e ’60. Queste prevedevano l’applicazione di norme del codice penale in caso di pubblicazioni a mezzo stampa o affissioni che fossero destinate a bambini e adolescenti e idonee ad offendere il loro sentimento morale o a costituire incitamento alla corruzione, al delitto o al suicidio. Particolare attenzione era rivolta ai giornali e periodici destinati all’infanzia, quando questi favorissero istinti violenti ed antisociali. Con il passare del tempo, le fonti in tema di comunicazioni e minori si sono moltiplicate e sono diventate sempre più specifiche, anche con riferimento ai singoli mezzi di diffusione. Un esempio significativo è il Decreto ministeriale 30 novembre 1991, n. 433, che ha contribuito a definire ulteriormente i limiti e le responsabilità nell'impiego dei minori nella pubblicità.

L'Esposizione dei Minori negli Spot Televisivi: Il Ruolo del Comitato Media e Minori

L'esposizione di minori di 14 anni in spot televisivi e pubblicità è specificatamente disciplinata e sottoposta a controlli da parte del Comitato Media e Minori. Questo organismo ha il compito di vigilare affinché vengano rispettati i diritti e la protezione dei bambini coinvolti. In particolare, chi impiega i bambini nella pubblicità è soggetto all'obbligo imprescindibile di rispettarne la dignità personale, l'immagine e la privacy, tutelandone l'integrità psicofisica in ogni fase della produzione e della diffusione del messaggio.

Divieti Specifici per l'Impiego dei Bambini Negli Spot

La normativa stabilisce una serie di divieti chiari per prevenire abusi o situazioni dannose per i minori. Sono vietate, ad esempio:

  • L'esposizione dei bambini a situazioni pericolose, violente o eccessive rispetto alle loro capacità di comprensione e gestione, che possano arrecare loro stress o traumi.
  • L'assunzione da parte dei minori di sostanze nocive o tossiche, come tabacco, alcolici o stupefacenti, anche in contesti simulati o allusivi.
  • Il coinvolgimento dei minori in argomenti volgari o violenti che possano essere inappropriati per la loro età e sensibilità.
  • L'uso dei bambini in richieste di denaro o l'esortazione a scopi lucrativi, per abusare dei naturali sentimenti di protezione e compassione che gli adulti rivolgono loro.

Divieti per i Messaggi Pubblicitari Rivolti ai Bambini Spettatori

La tutela si estende anche ai minori in quanto spettatori dei messaggi pubblicitari, riconoscendo la loro particolare vulnerabilità. Per questo motivo, sono proibite diverse pratiche commerciali. Non è consentita:

  • L'esortazione diretta all'acquisto, che sfrutti l'inesperienza o la credulità dei bambini, i quali non hanno ancora la capacità critica di valutare autonomamente le proposte commerciali.
  • L'esortazione a convincere i genitori all'acquisto di prodotti o servizi pubblicizzati, mettendo pressione sui legami affettivi familiari.
  • Lo sfruttamento della fiducia che i bambini ripongono nei genitori o negli insegnanti, usando la loro autorità per promuovere prodotti.
  • L'esibizione di bambini in situazioni pericolose, anche se finalizzata alla promozione di un prodotto, in quanto ciò potrebbe indurre altri minori a emulare tali comportamenti.

Queste regole sono fondamentali per garantire che la pubblicità non diventi uno strumento di manipolazione o di esposizione a rischi per i più giovani.

Infografica: Regolamentazione pubblicitaria per i minori

Il Codice di Autoregolamentazione Tv e Minori

Con il passare del tempo, le fonti in tema di comunicazioni e minori si sono moltiplicate, anche con riferimento ai singoli mezzi di diffusione. Ad esempio, nel 2002, con un atto di natura privata, veniva introdotto per la prima volta il Codice di Autoregolamentazione Tv e Minori. Questo codice, successivamente diventato parte del Testo unico dei servizi media audiovisivi e radiofonici, oggi è vincolante per tutte le emittenti e contiene sia norme di cosiddetta “protezione generale”, applicabili a tutte le fasce di programmazione, sia norme di cosiddetta “protezione rafforzata” e “protezione specifica” per le fasce orarie in cui si presume che il pubblico di minori sia all’ascolto, sia con che senza la presenza di un adulto. Le Imprese televisive si impegnano esplicitamente a controllare i contenuti della pubblicità, dei trailer e dei promo dei programmi, e a non trasmettere pubblicità e autopromozioni che possano ledere l’armonico sviluppo della personalità dei minori o che possano costituire fonte di pericolo fisico o morale per i minori stessi, dedicando particolare attenzione alla fascia protetta. Una cura particolare deve essere posta nei messaggi che si rivolgono ai bambini e agli adolescenti o che possono essere da loro ricevuti, al fine di salvaguardare la loro vulnerabilità.

Le Nuove Frontiere Digitali e la Protezione dei Minori sui Social Network

L'era digitale ha trasformato radicalmente il panorama mediatico e pubblicitario, introducendo nuove sfide per la protezione dei minori. Il vero problema di molte delle norme richiamate in precedenza e di diverse norme in vigore a livello nazionale ed europeo, è che non trovano applicazione nei confronti di quelle che potremmo definire le “nuove” emittenti, ovvero i diversi social network. Questi, ancor di più nell’ultimo periodo, hanno ampliato la propria offerta in modo tale da poter essere equiparati a tutti gli effetti a broadcaster tradizionali, ma spesso non sono vincolati (e vincolabili) a quei doveri di controllo e ai limiti previsti per questi ultimi. È un dato di fatto che i bambini sono in grado di comprendere la pubblicità già in tenera età, all’incirca intorno ai 5 anni, e sono ormai diventati esperti digitali, cimentandosi, anche in tenera età, con giochi e app di una certa difficoltà, anche per un adulto meno avezzo al mondo digitale.

La Strategia Europea e la Vulnerabilità dei Minori nel Digitale

La nuova strategia europea per il mercato unico digitale ha fatto propria la necessità impellente di tutelare le persone considerate vulnerabili, come nel caso di un soggetto minore o di un bambino, da forme di comunicazione commerciali sempre più aggressive e mirate. Queste forme sfruttano pesantemente i dati personali di questi soggetti, che spesso sono inconsapevoli di questo sfruttamento e delle sue implicazioni. Come afferma la stessa Commissione Europea, “abbiamo bisogno di una strategia che sia inclusiva nei confronti di tutti i minori e che ci sostenga in situazioni di vulnerabilità. Abbiamo bisogno di una strategia che promuova e sostenga il nostro diritto a partecipare alle decisioni che ci riguardano. Perché nulla di ciò che viene deciso per i minori dovrebbe essere deciso senza coinvolgere i minori.” Questo principio sottolinea l'importanza di un approccio olistico e partecipativo alla protezione dei diritti dei bambini nell'ambiente digitale.

Acquisti In-App e la Questione del Tempo

Un ambito particolarmente critico è quello dei giochi disponibili gratuitamente su uno store ma che contengono acquisti in-app. È chiaro che un gioco di questo tipo non è generalmente indirizzato esclusivamente ai bambini, ma li raggiunge facilmente. Impedire questo tipo di acquisti all’interno di giochi o altro tipo di app è sempre stato un problema complesso che tutti i grandi fornitori, Google, Apple o Amazon, hanno tentato di affrontare con strategie diverse. La questione cruciale, in questo tipo di offerta, è spesso il tempo. Come far comprendere a un bambino che può comunque continuare a giocare anche senza effettuare l’acquisto, a fronte di un maggiore dispendio di tempo? Se non si procede all’acquisto, è comunque possibile progredire nel gioco, ma molto più lentamente e difficilmente si accederà a un certo tipo di “premi”. È importante sottolineare che esiste comunque anche la possibilità di disabilitare totalmente gli acquisti in-app sullo specifico dispositivo in dotazione al bambino, offrendo un controllo diretto ai genitori.

YouTube e le Sue Linee Guida per la Sicurezza dei Minori

Ed invero, il fatto che le norme sui fornitori di servizi media siano da aggiornare, non vuol dire che sui social sia tutto concesso. Nelle sue linee guida, YouTube prevede un elenco non esaustivo di norme sulla sicurezza dei minori, in quanto non tollera contenuti che mettono in pericolo il benessere fisico ed emotivo dei minorenni, intendendo per tali coloro che non hanno raggiunto la maggiore età stabilita dalla legge (18 anni nella maggior parte dei paesi). Sono poi previste regole per quanto attiene le descrizioni dei video e dei filtri per impedire ad account di minori di accedere ad un certo tipo di contenuti. Ma soprattutto, esistono delle policy ad hoc per i contenuti “made for kids” che vanno quindi sempre tenute in considerazione prima di creare e pubblicare un contenuto destinato a YouTube Kids.

YouTube Kids: Un Ambiente Controllato per i Più Piccoli

YouTube Kids dispone di una selezione di contenuti molto più limitata rispetto a quella disponibile sull’app e sul sito web YouTube principali. La piattaforma si adopera in ogni modo per far sì che i video disponibili su YouTube Kids siano adatti per le famiglie. A tal fine, utilizza una combinazione di filtri automatici sviluppati dai team tecnici, revisione da parte di persone fisiche e feedback ricevuti dai genitori con lo scopo di proteggere la community. Tuttavia, non tutti i video sono stati sottoposti a revisione manuale. Se gli utenti trovano qualcosa di inappropriato che è sfuggito ai controlli, possono segnalarlo e verrà esaminato rapidamente. Grazie a questi strumenti, le persone possono proteggere se stesse da contenuti e contatti indesiderati e da forme di bullismo e intimidazioni online. Per quanto riguarda gli adolescenti, YouTube adotta precauzioni aggiuntive. Sono state create molte funzioni per ricordare loro con chi condividono i contenuti e per limitare le interazioni con gli sconosciuti. Ad esempio, vengono protette le informazioni riservate, come le informazioni di contatto, la scuola o la data di nascita dei minorenni, evitando che siano visibili nei risultati di ricerca.

Screenshot di linee guida YouTube Kids

Twitch: Regole per Inserzionisti e Contenuti Adatti ai Minori

Anche Twitch, una delle piattaforme di streaming più popolari, ha implementato le proprie policy per la protezione dei minori e la regolamentazione della pubblicità. La piattaforma innanzitutto consente la distribuzione di annunci pubblicitari solo sui canali gestiti da streamer che in passato hanno dimostrato di fare streaming in modo responsabile e che hanno fornito informazioni di identità (inclusa l’età) preventivamente controllate. Inoltre, Twitch consente agli inserzionisti di indirizzare il posizionamento dei propri annunci verso streamer che trasmettono giochi adatti ai valori del marchio dell’inserzionista, o che partecipano a giochi classificati come adatti a un pubblico generico (in base alle valutazioni ESRB o PEGI). Gli inserzionisti possono anche assicurarsi che i propri annunci non vengano visualizzati su canali con contenuti contrassegnati dagli streamer come “per adulti”, o quando lo streamer sta partecipando a un gioco non in linea con i valori del marchio, come giochi sparatutto in prima persona o giochi destinati a un pubblico adulto. Inoltre, come per gli altri social, la policy di Twitch vieta contenuti avente ad oggetto la nudità, sia totale che parziale, la pornografia, e/o contenuti che promuovano la violenza o lo sfruttamento sessuale, che coinvolga o sembri coinvolgere minori, rappresentazioni di minori, oppure contenuti che favoriscano o promuovano la pedofilia.

Le Regole del Codice del Consumo e dell'Autodisciplina Pubblicitaria

Tornando alle norme in ambito nazionale, non si possono non ricordare le regole sancite dal Codice del Consumo, un testo fondamentale per la protezione dei consumatori, inclusi i minori. Questo codice prevede come scorretta la pratica commerciale che, in quanto suscettibile di raggiungere bambini ed adolescenti, può, anche indirettamente, minacciare la loro sicurezza.

Pratiche Commerciali Scorrette e Televendite

Il predetto Codice precisa inoltre che la televendita non deve esortare i minorenni a stipulare contratti di compravendita o di locazione di prodotti e di servizi e non deve loro arrecare pregiudizio morale o fisico. Contiene, inoltre, alcuni criteri specifici da rispettare nella creazione dei contenuti pubblicitari rivolti ai minori. Importante è quello per cui i minorenni non devono essere esortati ad acquistare prodotti o servizi sfruttando la loro inesperienza o la loro credulità, oppure portarli a voler persuadere genitori o altri ad acquistare tali prodotti o servizi. Tali pratiche sono considerate aggressive e lesive della loro autonomia decisionale e del loro benessere.

Il Codice di Autodisciplina dello IAP: Art. 11 e Regolamento Digital Chart

Un'altra importantissima fonte di riferimento nello svolgimento di attività di comunicazioni dedicate ai minori è il Codice di Autodisciplina della Pubblicità (IAP) e i relativi Regolamenti, tra cui si ricorda, il Regolamento Digital Chart per tutto quanto attiene la comunicazione tramite strumenti digitali. In particolare, l’articolo 11 del Codice prevede una tutela specifica per bambini e adolescenti, dove per bambini si intendono i minori fino a 12 anni. I messaggi a loro rivolti non devono contenere nulla che possa arrecare un danno psicologico, morale o fisico, e non devono abusare della loro naturale credulità, mancanza di esperienza o del loro senso di lealtà. Sono inoltre vietate le rappresentazioni di comportamenti o atteggiamenti improntati alla sessualizzazione dei bambini, o dei soggetti che appaiono tali, sottolineando la necessità di proteggere la loro immagine e il loro sviluppo. Anche se esistono delle norme in materia di pubblicità non sempre i mezzi di comunicazione rispettano le regole riguardanti la messa in onda di pubblicità non adatte ad un pubblico di minori, ed è per questo che enti come il Moige invitano a fare segnalazioni.

Focus sui Prodotti Alimentari e Bevande: Principi Guida e Divieti

A queste regole di carattere generale si aggiungono quelle relative a specifici prodotti, tra cui quelli alimentari, sui quali è crescente l’attenzione a livello internazionale volta a tutelare anche la salute di questa categoria di consumatori. Principio guida in tema contenuto nel Regolamento è quello per cui la comunicazione commerciale dei prodotti alimentari e delle bevande destinata ai bambini, o suscettibile di essere da loro recepita, deve evitare ogni dichiarazione o rappresentazione che sia tale da indurli in errore, anche per mezzo di omissioni, ambiguità o esagerazioni non palesemente iperboliche. Questo è particolarmente vero per quanto riguarda le caratteristiche nutrizionali e gli effetti del prodotto, il prezzo, la gratuità, le condizioni di vendita, la diffusione, l’identità delle persone rappresentate, i premi o i riconoscimenti associati.

A questi si aggiungono una serie di indicazioni più specifiche, tra le quali:

  • Il divieto di sminuire il ruolo dei genitori e di altri educatori nell'orientare le scelte alimentari dei bambini.
  • La necessità di promuovere una dieta sana e lo svolgimento regolare di attività fisica, in linea con gli obiettivi di salute pubblica.
  • Ancora, le comunicazioni commerciali audiovisive relative a prodotti alimentari e bevande contenenti grassi, acidi grassi trans, zuccheri, sodio o sale non devono accentuare le qualità positive degli aspetti nutrizionali di tali prodotti, in quanto l’eccessivo consumo non è raccomandato. Si possono invece evidenziare gli aspetti nutrizionali dipendenti da sostanze diverse da quelle elencate, in modo da favorire scelte più equilibrate.

Diagramma: Flusso di approvazione pubblicità bambini

Esempi Pratici di Violazioni e Casi Specifici

Tra le rappresentazioni ritenute in contrasto con quanto sopra, ad esempio, vi è quella di una bambina che sotto lo sguardo dei genitori si arrampica per prendere una merendina, e con uno stacco si vede che si allontana con una carriola piena di prodotti. Tale rappresentazione può trasformare la consecutio temporale delle sequenze in una consecutio logica tra un atto di per sé non grave e un invito a un uso indiscriminato delle merendine, promuovendo comportamenti alimentari non equilibrati. È poi recente un caso di ingiunzione di uno spot relativo ad un concorso a premi - altro tema sul quale le regole per una corretta comunicazione sono numerose - che, seppur riservato alla partecipazione di maggiorenni, veniva comunicato tramite un messaggio indirizzato palesemente, per toni e colori, ad un pubblico di minori. In questo spot si prospettava agli stessi la possibilità di vincere premi guardando la TV, e non si spiegava invece che si trattava di una estrazione a sorte a cui non potevano partecipare in prima persona, generando confusione e frustrazione.

Simili disposizioni sono previste anche con riferimento alle bevande alcoliche che, essendo destinate al consumo da parte di adulti, non possono essere promosse tramite contenuti che si rivolgono o fanno riferimento, anche indiretto, a minori e rappresentano questi ultimi, o soggetti che appaiano evidentemente tali, intenti al consumo di alcol, per prevenire l'emulazione e la normalizzazione del consumo di alcol in età precoce.

Implicazioni e Prospettive Future: Una Pubblicità Responsabile

Tutte queste regole e direttive potrebbero, a prima vista, sembrare scoraggianti o eccessivamente restrittive. Tuttavia, è fondamentale comprendere che non parliamo di una pubblicità vietata, ma di una pubblicità che deve essere pensata e realizzata in modo responsabile. È, infatti, importante che la pubblicità indirizzata ai minori venga pensata e strutturata sin dal principio tenendo presente tutte le regole vigenti e i contenuti, una volta definiti, esaminati con attenzione. Tutte le regole, infatti, vanno sempre applicate esaminando il caso concreto, con un approccio critico e contestuale.

La Strategia dell'UE sui Diritti del Bambino

Da ultimo, nel mese di marzo 2021, la Commissione europea ha pubblicato la strategia dell’UE sui diritti del bambino che mira a riunire tutti gli strumenti legislativi, politici e di finanziamento dell’UE nuovi ed esistenti all’interno di un quadro globale. Nella strategia viene anche menzionato che una delle azioni chiave della Commissione europea sarà sviluppare le migliori pratiche e un codice di condotta volontario per ridurre la commercializzazione online di prodotti ricchi di zucchero, grassi e sale ai bambini. Questa iniziativa dimostra la continua attenzione delle istituzioni europee verso la protezione della salute e del benessere dei minori nel contesto della pubblicità, specialmente quella digitale, e la volontà di promuovere comportamenti più etici da parte dell'industria.

Il Ruolo dello Studio Legale DGRS e del Moige

Non (solo) per i rischi in termini di sanzioni o ingiunzioni cui si può andare incontro in caso di violazione delle norme, ma anche e soprattutto per diffondere una pubblicità corretta e moralmente accettabile, è cruciale adottare un approccio proattivo. Fondato nel 2014, lo studio legale DGRS si propone di offrire un servizio di consulenza innovativo, diverso da quello che normalmente ci si aspetterebbe da uno studio legale, associando competenze tecniche di alto livello a flessibilità, dinamicità e reattività, tre aspetti chiave per supportare i clienti nello sviluppo del loro business nel rispetto delle normative vigenti. Anche le pubblicità possono influire sulla crescita psicologica e sullo sviluppo emotivo dei minori. Pertanto, sebbene esistano delle norme in materia di pubblicità, non sempre i mezzi di comunicazione rispettano le regole riguardanti la messa in onda di pubblicità non adatte ad un pubblico di minori. Per questo, organizzazioni come il Moige (Movimento Italiano Genitori) invitano i cittadini a segnalare i contenuti pubblicitari non adatti ai minori, fornendo uno strumento attivo per la vigilanza e la tutela. La collaborazione tra legislatori, operatori del settore, consulenti legali e cittadini è fondamentale per garantire un ambiente pubblicitario che sia non solo efficace, ma anche etico e sicuro per i bambini e gli adolescenti.

Casting per bambini: ecco tutti i consigli per partecipare

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