La Medicina Fetale e il Valore della Vita: Prospettive sulla Fecondazione Assistita e l’Accoglienza del Concepito

La questione della fertilità, della fecondazione assistita e del significato antropologico della vita umana rappresenta una delle sfide più complesse della medicina contemporanea. Analizzare questo tema richiede di guardare oltre la mera dimensione tecnica, interrogandosi sul valore intrinseco di ogni individuo fin dal concepimento.

rappresentazione stilizzata dell'embrione umano nelle fasi iniziali dello sviluppo biologico

Dinamiche della Fertilità e Fattori di Rischio

Il fenomeno dell'infertilità ha subito una significativa evoluzione nel corso degli ultimi decenni. Un primo dato, è fornito dal National Survey of Family Growth ed è relativo al periodo 1965-1982: il numero delle coppie infertili, sposate e con un’età compresa tra i 15 e i 44 anni, è raddoppiato (da 500.000 a 1 milione di unità) e la prevalenza della infertilità, nelle coppie con 20-24 anni di unione matrimoniale, è passata dal 3,6% al 10,6%.

Molteplici sono i fattori che incidono su questa condizione. Per quanto riguarda il fattore «patologie pelviche e le scelte sessuali», le Malattie Sessualmente Trasmesse (M.S.T.) rappresentano un fattore di rischio fondamentale nel capitolo della infertilità. Le salpingiti e le M.I.P. (Malattia Infiammatoria Pelvica), che ne conseguono, sono il risultato di comportamenti sessuali a rischio, di scelte sessuali obbliganti e obbligate, del meccanismo d’azione dei contraccettivi, ormonali e meccanici, assunti sia con la certezza di eliminare la gravidanza (per es. pillola estro-progestinica), sia ogni contatto con gli agenti infettivi a trasmissione sessuale. Ogni anno, vengono diagnosticate un milione di salpingiti acute, mentre le M.I.P. presentano una frequenza doppia tra le adolescenti e le donne in età giovane, rispetto all’intera popolazione femminile, di età compresa tra 15 e 44 anni. Il rischio di una gravidanza ectopica, nelle donne con precedenti anamnestici di salpingite acuta, è di circa 10 volte superiore.

Ulteriori influenze derivano dagli stili di vita. Il fumo di sigaretta provoca un aumento della funzione motoria delle tube (studiato su scimmie Rhesus) e l’alterazione dei follicoli dominanti, fino alla loro distruzione (studiato su roditori). Anche l’esercizio fisico, inteso come allenamenti e gare ad alto dispendio energetico, è ormai confermata la sua correlazione con le irregolarità del ciclo mestruale, fino alla amenorrea. Infine, la «dieta» e il deficit di alcuni elementi nutrizionali fondamentali influenzano la fase luteinica del ciclo mestruale, con conseguente insufficienza e brevità della fase suddetta.

Classificazione Clinica dell'Infertilità

In base al distretto anatomo-fisiologico interessato e alla causa che la genera, l’infertilità femminile si classifica in:

  • Causa ovarica: Rappresenta il 21-29% delle infertilità femminili e può avere origine centrale, per un’alterazione, funzionale o organica, dell’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio o dei meccanismi di feed-back. L’elemento che la caratterizza è l’anovulazione.
  • Causa tubarica: Può essere dovuta alla assenza delle tube, congenita o chirurgica, o alla presenza di un’alterazione organica (esiti di salpingiti, P.I.D. sintomatica o silente, di gravidanze ectopiche, endometriosi, obliterazione del lume tubarico).
  • Causa cervicale: Rappresenta il 5-10% della infertilità e ha origine da alterazioni anatomo-funzionali della porzione cervicale (incontinenza cervicale post-aborto ripetuto, conizzazione della portio, amputazione del collo uterino per patologie tumorali, cripte cervicali alterate da processi infettivi).
  • Causa uterina: Rappresenta il 5-10% delle infertilità femminili ed è causata da malformazioni congenite (agenesia dell’utero), da alterazioni anatomo-funzionali dell’habitat endouterino (sinechie, esiti di endometriti, insufficienza cervico-istmica) o da patologie uterine (fibromiomi, polipi).

L’infertilità maschile (causa spermatica), invece, prende origine da malformazioni congenite (agenesia o disgenesia testicolare), da alterazioni anatomo-funzionali (disfunzione ipotalamo-ipofisi, insufficiente produzione di androgeni, processi infiammatori, patologia vascolare, patologia tumorale, esposizione ad agenti o sostanze tossiche) con conseguente impotentia generandi, da impotenza coeundi e da patologia auto-immunitaria.

LA FECONDAZIONE UMANA

Il Protagonismo Biologico dell’Embrione

La diagnosi di infertilità genera spesso nella coppia uno stato di tensione, una sorta di altalena tra speranza e paura. In questo contesto, il Prof. Giuseppe Noia sottolinea come l’embrione possieda «un protagonismo biologico incredibile» fin dal concepimento. Il dibattito scientifico ha evidenziato il cosiddetto cross-talk, ovvero il dialogo incrociato che si svolge tra la mamma e il figlio già nei primi otto giorni di vita del concepito.

Come evidenziato da Helen Pearson su Nature, nei minuti successivi al concepimento, sappiamo già dove si formerà l’estremo cefalico, la colonna, gli arti, i piedi. Subito dopo il concepimento, inoltre, il Dna del padre e poi quello della madre vengono demetilati e sostituiti, formando un nuovo individuo con caratteristiche uniche. Colui che viene accolto, a sua volta, ricambia attraverso il fenomeno del microchimerismo, ossia lo scambio di cellule tra figlio e madre. Queste evidenze rendono complessa l’accettazione di manipolazioni volte a spostare più in là l’inizio della vita umana o a negare lo status di persona all’embrione.

L’Hospice Perinatale: Una Risposta Etica e Scientifica

Il Prof. Giuseppe Noia ha promosso un’importante innovazione nell’approccio alla medicina fetale attraverso l’istituzione di un «Hospice Perinatale» presso il Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma. Questa struttura nasce come risposta assistenziale, etica e scientifica alla diagnosi prenatale, basata sulla medicina fetale e sulle cure palliative prenatali. L’obiettivo è l’accompagnamento del feto come paziente, anche nelle condizioni patologiche più estreme.

«L’Hospice Perinatale - spiega il Prof. Noia - ha un impatto culturale fra due modi di pensiero antropologicamente opposti: il primo vive dell’illusione che eliminando il sofferente si possa eliminare la sofferenza, il secondo invece, nel rispetto più totale della preziosità della vita umana, senza guardare alle dimensioni dell’essere umano ma solamente al suo valore, cerca di prevenire le malattie, cerca di curarle, cerca di limitare i danni fisici e psicologici del malato e delle famiglie».

grafico che illustra le tre metodologie per affrontare la sofferenza umana: prevenire, curare, lenire il dolore

Il braccio scientifico di questo approccio è sostenuto dalla onlus "Il Cuore in una Goccia", che promuove una cultura della vita fondata sulla carità fattiva. La medicina fetale, in questo quadro, non è solo una disciplina tecnica, ma un'espressione di solidarietà umana. In condizioni patologiche, si è dimostrato possibile intervenire su tachicardie parossistiche, gozzo tiroideo, anemie e patologie delle vie urinarie, completando gli interventi dopo la nascita. L’Hospice Perinatale non è dunque un luogo, ma è un modo di curare il feto e il neonato.

Prospettive Antropologiche sulla Genitorialità

Il nuovo lessico psicosociale ha introdotto i termini di «difficoltà procreativa» e «fallimento procreativo». La coppia deve confrontarsi con il limite e con il desiderio di genitorialità. Tuttavia, la prospettiva clinica e umana suggerisce di non vedere il figlio come qualcosa di dovuto, ma come un dono. La sterilità fisica non è, in quest'ottica, un male assoluto, ma può rappresentare un momento in cui mostrare la propria generosità in altre forme di accoglienza, come l'adozione o servizi significativi a favore del prossimo.

Il rifiuto della logica di mercato applicata alla vita, evidente in pratiche come l'utero in affitto, è parte di una visione che tutela la dignità della donna, non intesa come contenitore, e del bambino, non inteso come oggetto. La sfida è quella di promuovere una medicina condivisa, dove la scienza si mette al servizio della vita nascente, supportando le famiglie nel percorso di accoglienza, indipendentemente dalla diagnosi, valorizzando la dignità di ogni individuo dal momento del suo concepimento.

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