Il tuo bimbo è nato e finalmente puoi ammirarlo e coccolarlo! Ma qual è il modo migliore per tenerlo in braccio? Di fronte a una creatura così piccina e delicata, può capitare di sentirsi un po’ insicuri. Sappiamo che è importante sorreggere la testolina, ma ci sono altri accorgimenti da seguire perché il bambino si senta comodo e ben sostenuto? E se è agitato, ha fastidio al pancino o deve digerire? Questo articolo fornirà preziose informazioni su come prendersi cura del tuo piccolo con sicurezza ed amore, esplorando diverse posizioni e tecniche essenziali per ogni genitore.
L'Importanza Fondamentale del Contatto e della Vicinanza
Prima di parlare delle posizioni da adottare, è opportuno fare una premessa e sottolineare quanto sia importante per il piccolo, e anche per i suoi genitori, questa forma di contatto e vicinanza. Come spiegato da Anna Portanova, coordinatrice infermieristica del Dipartimento di Neonatologia Medica e Chirurgica dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, "Al di là della tecnica, quando il bambino è in braccio alla mamma o al papà vive una condizione di profondo benessere. Per il neonato il contatto è fondamentale. Non è un caso se, posato sul petto della mamma o rannicchiato nel suo abbraccio, il bebè si tranquillizza e, in genere, si addormenta rapidamente." Tra le braccia del genitore, infatti, il neonato si sente contenuto e al sicuro e ritrova le sensazioni sperimentate nella sua vita prenatale, quando era accarezzato dal liquido amniotico, cullato, mai solo.
Questa vicinanza piace anche ai genitori e li aiuta a entrare in sintonia con il loro bambino. A confermare l'importanza delle coccole e del contatto sono stati numerosi studi scientifici, che hanno smentito ufficialmente quei vecchi pregiudizi - purtroppo ancora molto radicati nella nostra società - per cui si teme che, tenendo in braccio il bimbo, si rischi di viziarlo. In realtà, si tratta di un luogo comune da sfatare: i neonati non hanno vizi ma bisogni.
Tenere in braccio il tuo neonato apporta numerosi benefici che vanno ben oltre il semplice trasporto. Favorisce il legame affettivo e il senso di sicurezza del bambino, stimola lo sviluppo sensoriale e motorio, facilita la digestione e riduce il rischio di coliche, e previene asimmetrie posturali e problemi alla colonna vertebrale. Trasmette calore, conforto e rassicurazione al tuo piccolo, soprattutto nelle situazioni dove non si capisce perché sia agitato, come quando piange nel sonno o all’improvviso. Un neonato può sembrare fragile, ma seguendo queste linee guida e imparando le giuste posizioni, potrai goderti ogni momento con il tuo piccolo in sicurezza e serenità, creando un legame speciale che durerà per sempre.

Le Basi Essenziali per Sollevare e Tenere in Braccio il Neonato: Il Sostegno del Capo
Quando prendi in braccio un neonato, la cosa più importante è sostenere adeguatamente la sua testolina. Nei primi mesi di vita, infatti, il tono muscolare del collo è ancora minimo, quindi la testa pesa molto e necessita di un supporto costante. Nei primi mesi è necessario prestare particolarmente attenzione alla testa: quando si solleva il piccolo dalla culla, dal seggiolino auto o dal fasciatoio per prenderlo in braccio, una mano del genitore dovrà sempre sorreggere il capo del bimbo. Si tratta di un accorgimento indispensabile finché il bambino non riesce a sostenere da solo la testa, intorno al terzo mese di vita.
Ma come capire se questo traguardo è stato raggiunto? Il genitore se ne rende conto perché il piccolo mantiene la testa dritta quando è in braccio in posizione verticale ed è in grado di sollevarla quando è sdraiato prono.
Per essere sicura di te e del corretto sollevamento, puoi seguire questi semplici passaggi, che rappresentano il metodo più naturale e semplice:
- Sostegno della Testa: Fai scivolare delicatamente la tua mano destra (o quella che preferisci) dietro il collo del neonato, alla base della testa, in modo da avere la sua testolina pienamente nella tua mano.
- Sostegno del Corpo: Successivamente, solleva gradualmente il neonato e posiziona la tua mano sinistra sotto il bacino e la schiena, per sostenere tutto il corpo.
- Distribuzione del Carico: È fondamentale evitare di usare principalmente la mano sotto il sederino. Distribuisci il carico tra la mano che sostiene la testa e quella che sostiene il corpo.
- Allineamento: Mantieni il neonato in posizione verticale e allineata, senza flettere eccessivamente la schiena. Per una corretta postura del tuo bambino, questi non deve avere la schiena flessa quando rimane in braccio ma dovrebbe rimanere in asse e verticale.
Ricordati inoltre che i riflessi neonatali aiutano il piccolo a sistemarsi sul corpo di chi lo sorregge. In questo modo, sarai in grado di prenderlo e tenerlo in braccio in modo sicuro e confortevole.
Come Prendere e Tenere in Braccio un Neonato [ Postura Corretta ]
Esplorando le Diverse Posizioni per Tenere in Braccio il Tuo Neonato
Esistono diverse posizioni per tenere in braccio un neonato, ognuna adatta a specifiche situazioni e alle esigenze del momento, che sia per l'allattamento, il contatto o la digestione.
La Posizione a Culla (Classica)
Questa è la modalità più comune per tenere in braccio un neonato, con la sua testolina che poggia sull’incavo del braccio del genitore e il corpo sostenuto dall’avambraccio e dalla mano di mamma e papà. È una posizione particolarmente utile durante l'allattamento. Quando il bimbo poppa nella posizione classica, può essere utile ricorrere a uno o più cuscini per portarlo all’altezza giusta, cioè con il viso di fronte al seno: in pratica, si colloca il cuscino sulle gambe della mamma, si posiziona il bimbo sopra il cuscino e lo si sorregge con il braccio.La presa a culla è in genere la posizione più usata nei primi 3 mesi di vita. È importante che il genitore si sforzi e non tenga il bambino solo da un lato, comportamento che può generare preferenze di rotazioni del capo a destra o a sinistra e strutturare il disequilibrio della rotazione. Molti genitori trovano scomodo cambiare la posizione, ma è importante sapere anche che alternare i lati previene la comparsa di una preferenza posturale. Portarlo con la posizione a culla, alternando i lati di appoggio, è preventivamente il modo migliore per lasciarlo libero d’esprimersi.

La Posizione sulla Spalla (Verticale)
Questa posizione è una delle più comuni e ti permette di stabilire un contatto ravvicinato con il tuo piccolo, consentendo anche al bambino di ascoltare il tuo battito cardiaco. Per adottarla, solleva delicatamente il neonato davanti a te e appoggia la sua testolina sulla tua spalla, sostenendo il collo e la testa con una mano e la parte inferiore del corpo con l'altra. Questa posizione è particolarmente indicata dopo ogni pasto per i bambini che soffrono di frequenti rigurgiti o di reflusso gastroesofageo, facilitando la digestione.
La Posizione in Gremo
Questa è una posizione semplice e confortevole, ideale per allattare al biberon o intrattenere il neonato. Siediti stabilmente con i piedi a terra e adagia il bambino tra le tue gambe, sostenendogli la testa con le mani, con il viso rivolto verso di te e i piedini che ti toccano il petto. Assicurati di sostenere la testa con entrambe le mani e gli avambracci sotto il corpo del bambino.
La Posizione della Sedia
La posizione della sedia è ideale quando vuoi permettere al tuo piccolo di esplorare il mondo intorno a lui. Appoggia la testa del neonato sul tuo petto per fornire un adeguato supporto. Posiziona una mano sul petto e l'altra sulla parte inferiore del corpo per mantenerlo stabile. In un'altra variante, puoi mettere un braccio sul petto del tuo bambino, portare la mano sotto la sua ascella e con l'altro braccio sostenerlo sul sederino. Così potrà sentirsi seduto come gli adulti!
Posizione Distesa
Quando il neonato è disteso, sostieni saldamente collo e testa con le mani, poiché la sua muscolatura non ha ancora la forza necessaria per farlo da solo. Questa posizione non solo garantisce il supporto necessario, ma il bambino si sente anche più sicuro e rassicurato. È stato provato che il neonato ha un innato timore di cadere e anche per questo cerca costantemente il contatto fisico con i genitori.
Avvolgere il Neonato (Fasciatura)
Se il bambino è particolarmente agitato e anche in braccio fatica a tranquillizzarsi, può essere d’aiuto avvolgerlo in un lenzuolino (o in un telino) di cotone. In questo modo il piccolo si sente contenuto, come quando si trovava nel grembo materno. I confini offerti dal lenzuolino e il contatto con i genitori fanno sì che pian piano si rilassi e si addormenti. Questa pratica, pur non essendo una posizione per tenere in braccio in senso stretto, prepara il bambino al benessere e può facilitare l'allattamento o il riposo tra le braccia.
Posizioni Speciali per Esigenze Specifiche del Neonato
Alcune situazioni richiedono posizioni particolari che offrono benefici specifici, sia per il comfort del neonato che per la gestione di piccoli disturbi.
La Posizione "Cuore a Cuore" (Kangaroo Mother Care)
Una posizione particolarmente amata dai piccolissimi e che in genere risulta comoda anche per mamme e papà è quella “cuore a cuore”, con il bimbo posato sul petto. Il genitore è seduto o sdraiato e il neonato è sul suo torace, in posizione prona, con la testolina che poggia sul petto dell’adulto e le gambe rannicchiate. Se il genitore è seduto o si è sistemato sul divano con la schiena semi-reclinata, sorreggerà il corpo del piccolo tenendogli una mano sulla schiena.
I benefici di questa posizione sono molteplici: il neonato ritrova il calore, i confini, il profumo della mamma e il battito del suo cuore, che lui conosce molto bene perché gli ha fatto compagnia nei lunghi mesi trascorsi nel pancione. Questa posizione è la stessa della Kangaroo Mother Care, o marsupioterapia, che permette ai bimbi nati prematuri ricoverati in Terapia Intensiva Neonatale di stare a contatto con la madre, pelle a pelle con lei. Quando il bambino viene dimesso e torna a casa con i genitori, si consiglia di portare avanti questa consuetudine ancora per diverse settimane, per dargli modo di recuperare il tempo che avrebbe dovuto trascorrere nell’utero materno, sperimentando un contatto prolungato e una vicinanza che gli danno sicurezza. I benefici della posizione pelle a pelle riguardano, naturalmente tutti i neonati, anche i piccoli nati a termine. Questo contatto favorisce il buon avvio dell’allattamento.

Posizione Prona sull'Avambraccio (Anti-Coliche)
Per alcuni neonati, la sera rappresenta un momento particolarmente critico. La stanchezza accumulata nel corso della giornata a causa delle sollecitazioni e della scoperta dell’ambiente circostante, sommata a un possibile fastidio al pancino, fa sì che il piccolo pianga a lungo e fatichi a calmarsi. In questo caso può essere d’aiuto tenerlo in posizione prona sull’avambraccio del genitore, massaggiandogli la schiena con l’altra mano. Come rassicura Anna Portanova, "Ma come capire qual è la soluzione più confortevole per il piccolo? È il bambino stesso a manifestarlo. Se in una posizione non si sente comodo, si agita e il pianto si intensifica."

Posizione Verticale per la Digestione e il Ruttino
Quando il bambino ha bisogno di digerire dopo la poppata o dopo un pasto con il biberon, la posizione ideale è quella verticale. Appoggiando il corpo del tuo bimbo in verticale sul tuo petto, supportando la schiena con una mano e il sederino con l’altra, e poggiando la testolina sulla tua spalla, si facilita l'espulsione dell'aria. Per favorire il ruttino, puoi dare leggerissimi colpetti sulla schiena mentre lo culli. Con un braccio sorregge il corpo del bambino e, con l’altra mano, sostiene la testa. Questa posizione è particolarmente indicata dopo ogni pasto per i bambini che soffrono di frequenti rigurgiti o di reflusso gastroesofageo.

L'Importanza dell'Osteopatia Neonatale e del Movimento Attivo del Bambino
Essere portati in braccio non è un processo passivo. I bambini, attraverso il contatto con il genitore, sviluppano consapevolezza del proprio corpo, si bilanciano continuamente in risposta al movimento di chi li porta, aggiustando la posizione, aggrappandosi, tenendosi, stimolando e attivando il sistema vestibolare, il sistema alla base dell’equilibrio. Decine di volte ogni giorno, senza rendercene conto, abbiamo la possibilità di supportare competenze preziose allo sviluppo motorio, che solo tramite le prese in braccio trovano la condizione per esprimersi. Si tratta di osservare questa azione sotto una nuova luce, lasciando a loro, sin da neonati, la possibilità di arrampicarsi e abitare il corpo dei genitori grazie ad abilità innate.
Con il tempo, si possono allenare i bambini a stare in braccio in modo attivo, invitandoli verbalmente a tenersi forte e ad aggrapparsi «come una scimmietta». Basta fare attenzione al modo di tenerli, evitando di bloccare gambine o polpacci e lasciando al piccolo la possibilità di accomodarsi e interagire con il corpo del genitore.
Quando chi porta in braccio cerca di gestire tutto il carico e lo sforzo, finisce per promuovere spesso posture innaturali: porta l’anca in fuori per sostenere i piccoli o il bacino in avanti per far fronte al peso, chiudendo le spalle e lasciando i polsi distrutti e doloranti. Invece, il contributo attivo dei bambini ha un impatto assai benefico sul genitore, riducendo il dispendio di energie e aumentando la comodità: d’altronde, è un comportamento di accudimento che ha attraversato millenni d’evoluzione e ancora oggi appare vincente e funzionale per chi viene portato e per chi porta.
L’osteopatia neonatale può essere praticata fin dai primi giorni di vita del tuo bambino. Intorno al primo mese di vita potrebbe essere utile effettuare una prima visita da un osteopata di fiducia che si occupa di neonati in modo da valutare eventuali squilibri o tensioni che possono essersi create durante la gravidanza o durante il parto.
Come Prendere e Tenere in Braccio un Neonato [ Postura Corretta ]
Prevenzione di Asimmetrie e Vizi Posturali Attraverso le Posizioni Corrette
L’obiettivo unico è diminuire la probabilità di comparsa futura di alterazioni posturali o funzionali; per farlo, seguiremo la crescita del bambino nelle sue diverse fasi di sviluppo motorio. Le posizioni più comuni che mi capita di osservare quando si portano in braccio i bambini, se adoperate nel modo giusto, possono essere un valido aiuto anche nel correggere vizi posturali preesistenti.
Presa a Culla: Alternare i Lati è Fondamentale
Come accennato, la presa a culla è la posizione più usata nei primi 3 mesi di vita. È cruciale che il genitore non tenga il bambino solo da un lato, un comportamento che può generare preferenze di rotazioni del capo a destra o a sinistra e strutturare il disequilibrio della rotazione. Molti genitori trovano scomodo cambiare la posizione, ma è importante sapere anche che alternare i lati previene la comparsa di una preferenza posturale. Saranno i movimenti e gli stimoli proposti dai genitori nel tenere il bambino in braccio o nel poggiarlo a terra a condizionare lo sviluppo iniziale della loro forma e funzione. Portarlo con la posizione a culla, alternando i lati di appoggio, è preventivamente il modo migliore per lasciarlo libero d’esprimersi. In caso genitori, pediatra, osteopata notassero la presenza di preferenze - come quelle di rotazioni del capo, una plagiocefalia (testa piatta) o un’asimmetria posturale infantile - è possibile sfruttare questa posizione per invogliare il neonato a ruotare la testa dal lato dove la gira meno. Può aiutare richiamare la sua attenzione sfruttando le luci, il tono della voce o la curiosità di scoprire che cosa sta succedendo intorno.
Presa in Verticale: L'Arte della Distribuzione del Peso
In questa fase, come già detto, i bambini, pur sostenuti dai riflessi neonatali, hanno ancora scarso controllo del capo, del busto, delle gambe e poca gestione delle braccia. Quando vengono tenuti in posizione verticale è importante che non siano sorretti solamente da sotto il sederino con l’avambraccio del genitore: questo comporterebbe un sovraccarico della colonna e uno stato di compressione di tutto il busto del nascituro perché i muscoli del tronco e dell’addome non sono ancora capaci di sorreggerlo. Tra le altre cose, è una posizione che potrebbe contribuire alla comparsa di coliche e reflusso nel neonato.
Tanti genitori portano i loro piccoli in visita nel mio studio per questa sintomatologia e, mentre raccolgo i dati per la scheda anamnestica, vedo i bambini «accartocciati» sulla spalla della mamma o del papà. Tenerlo in verticale, soprattutto dopo i pasti per favorire la digestione, è possibile, basterà fare in modo che tutto il peso del neonato sia ben distribuito: una mano sotto il sedere, l’altra poggiata sulla schiena e il restante peso distribuito contro il petto/spalla del genitore. Per essere chiari: il 40% del peso viene sorretto dalla mano sotto il sedere, un altro 40% dalla mano dietro la schiena e l’ultimo 20% dal petto/spalla del genitore. Spesso faccio fare una prova durante la visita: una volta posizionato correttamente il bambino, chiedo al genitore di togliere la mano sotto il sederino e verificare se il bambino resta in posizione; la stessa cosa dovrà succedere levando la mano dietro la schiena. Sarà la prova di un corretto posizionamento in cui il piccolo verrà sorretto in più parti e non compresso.
Presa Fronte Mondo: Attenzione a Bacino e Inclinazione
Solitamente, quando i neonati hanno sviluppato una buona capacità di gestione del capo e del busto e iniziano ad avere una discreta forza nelle braccia, al genitore viene naturale usare la posizione fronte mondo, presa che vedo sbagliare con più frequenza. Può essere effettuata correttamente in due modi: con un braccio che incrocia il davanti del bambino oppure a due mani, una sotto il sederino e l’altra poggiata sul torace.
Nella prima presa, la mano non deve appoggiare su una gamba o sull’anca del bambino, ma sorreggerlo sotto il bacino. Se in braccio si ha un maschietto, è bene fare attenzione a non comprimergli troppo i genitali. Il bacino a questa età è formato da più parti e l’acetabolo (la cavità che accoglie la testa del femore) e la testa del femore stessa stanno ancora sviluppando la loro forma, non è quindi consigliato sovraccaricare le anche con una flessione forzata. Come già detto per la posizione a culla, anche in questo caso molti genitori tengono i propri figli solo da un lato, rischiando di stressare sempre la stessa anca. Posizionando la mano al centro del bacino, non ci sarà alcun problema.
Altro aspetto significativo ma meno conosciuto di questa presa è l’importanza di non inclinare i bambini: se inclinati, infatti, lo sguardo rivolto verso il prossimo non sarà orizzontale. Un bambino tenuto a destra nel modo sbagliato avrà il lato destro del corpo più basso rispetto a quello sinistro e l’asse visivo in via di sviluppo potrebbe subire delle alterazioni. Inoltre, la posizione scorretta potrebbe far sviluppare una preferenza d’inclinazione nella colonna. Riutilizzando l’esempio di prima, un bambino portato sempre con il braccio destro senza fare attenzione nel mantenerlo dritto potrebbe accusare un’inclinazione sinistra della schiena. Nei primi mesi della loro vita, i bambini hanno una struttura facilmente malleabile e un’inclinazione sinistra della schiena potrebbe condurre a un’asimmetria posturale infantile. È qualcosa che il professionista sa notare, correggere e risolvere, ma che è meglio prevenire utilizzando posizioni corrette. È un gesto di cura e amore a protezione dei nostri piccoli.
Nella seconda presa ci sono poche controindicazioni o errori frequenti. Per il genitore risulta più complicata della prima perché in questa modalità entrambe le mani sono impegnate: una sotto il sedere e una davanti alla pancia/torace del piccolo. È sconsigliato concentrare tutto il peso sulla mano posizionata sotto al sedere; anche in questo caso è bene mantenere una buona distribuzione del peso, per lasciare al bambino la possibilità d’esprimersi, muoversi e crescere muscolarmente. Questa è la posizione che preferisco e che consiglio abitualmente perché permette alla testa di ruotare senza impedimenti a destra e sinistra. Dai 4-5 mesi i bambini iniziano a essere sempre più curiosi verso il mondo che li circonda ed è possibile sfruttare questo momento per riacquisire quei gradi di mobilità del capo persi per un torcicollo o per una semplice incapacità a girare la testa da un lato specifico. È una delle posizioni raccomandate anche per chi ha una plagiocefalia perché, in questo modo, la porzione posteriore della testa non è a contatto con una superficie rigida ma libera di espandersi lì dove prima non era riuscita a farlo. Per sapere consapevolmente quale presa preferire, in base alle necessità e alla salute del piccolo, è molto importante effettuare una visita di controllo a 1 mese di vita.
Presa di Lato: Autonomia e Mobilità Crescente
Appena il bambino e il genitore si sentono pronti, possono iniziare a usare la presa di lato, indicativamente dai 3-4 mesi in avanti, man mano che i bambini acquisiscono sempre maggior controllo del capo, del busto e delle braccia. Alcuni tengono i piccoli con l’avambraccio sotto al sedere, altri il sederino poggiato sul loro fianco. Sono due posizioni valide che di norma è difficile sbagliare, ottime da sfruttare per recuperare una perdita di mobilità. Nella prima fase di approccio alla posizione è sempre bene tenere una mano dietro la schiena del bambino per evitare che questo si sbilanci all’indietro. A seconda dell’età, s’intensificano il grado di controllo della parte superiore del busto e della forza nelle gambe e la capacità di scostare più o meno il tronco dal corpo di chi lo tiene in braccio. A questo punto si può tenere l’avambraccio, anziché sotto il sederino, al termine della colonna o dietro la schiena, lasciando al bambino maggiore autonomia nel movimento e contribuendo alla presa. Anche in questo caso, è importante cambiare sempre posizione e non portare il piccolo sempre dallo stesso lato, a meno che il professionista che lo ha in cura non abbia notato una preferenza di rotazione: allora, potrebbe essere utile sfruttare la posizione per far ruotare la testa al piccolo nella direzione verso la quale ha più difficoltà per recuperare i gradi di rotazione persi. È possibile che per il genitore un lato risulti più scomodo dell’altro, ma è un piccolissimo sforzo che si può fare per il bene dei nostri amati figli.
Mettere Giù il Neonato e Passarlo Ad Altri
Mettere giù il neonato richiede altrettanta attenzione e delicatezza come prenderlo in braccio. L’ideale è tenerlo vicino al tuo corpo il più possibile fino all’ultimo, piegandoti sulla culla o sul fasciatoio, assicurandoti che la testolina sia sempre ben supportata fino a quando il bambino non sia completamente adagiato e sicuro.
Quando si tratta di passare il neonato ad un’altra persona, la manovra migliore è ancora quella che vede una mano sostenere la testa e l’altra il sederino, garantendo stabilità e sicurezza durante il trasferimento. La sicurezza del tuo neonato è prioritaria in ogni situazione.
Supporti per Portare (Fascia, Mei-Tai, Marsupio Ergonomico)
Una soluzione particolarmente efficace per garantirgli il necessario contatto e, al tempo stesso, consentire al genitore di avere le mani libere per altre incombenze, è offerta dalla consuetudine di portare i bimbi con un supporto in stoffa - fascia o mei-tai - o con un marsupio ergonomico. Il bebè ‘portato addosso’ ritrova le sensazioni di benessere sperimentate prima della nascita, si sente rassicurato e si rilassa. Il genitore ha la possibilità di occuparsi del suo piccolo e, allo stesso tempo, dedicarsi ad altre incombenze. Per approfondimenti su questa modalità di accudire i bambini, si possono visitare i siti portareipiccoli.com e scuoladelportare.it.
