Il panorama delle informazioni a nostra disposizione rivela un insieme eterogeneo ma affascinante di realtà, che spaziano dall'innovazione nell'arredamento e nelle soluzioni per il benessere quotidiano, fino alle pratiche fondamentali della cura del neonato e alle profonde memorie storiche del territorio piacentino. Questo articolo si propone di esplorare questi ambiti distinti, fornendo dettagli utili sull'azienda Pozzoli e le sue diverse incarnazioni, offrendo consigli pratici per la comprensione e la gestione del pianto del neonato, e infine gettando uno sguardo sulle vicende eroiche della Resistenza locale, un tributo indelebile alla storia di un'intera comunità. Attraverso questa esplorazione, emerge un quadro composito che lega, seppur in modi differenti, l'attenzione al benessere, la cura della persona e della casa, e la profonda radice storica che plasma l'identità di un luogo e dei suoi abitanti.
Pozzoli 1950 srl: Eccellenza nell'Arredo e Complementi D'Arte
L'azienda Pozzoli 1950 srl si occupa della produzione di tavoli e complementi d'arredo di ogni tipo, affermandosi come punto di riferimento nel settore. Con una riconosciuta esperienza e professionalità, l'azienda ha saputo costruire una clientela fortemente fidelizzata, segno della qualità e dell'affidabilità dei suoi prodotti e servizi. Nel catalogo di Pozzoli 1950 srl è possibile trovare una vasta gamma di articoli, che include tavoli allungabili da cucina e soggiorno, ideali per ottimizzare gli spazi e adattarsi a diverse esigenze abitative. Non mancano le console, elementi d'arredo versatili e funzionali, capaci di arricchire con stile ogni ambiente.
Una delle attività distintive dell'azienda è la curvatura di masselli con alta frequenza, una lavorazione che testimonia la capacità di Pozzoli 1950 srl di unire tradizione artigianale e tecniche innovative. Questa specializzazione permette di creare forme uniche e design sofisticati, garantendo al contempo robustezza e durabilità. Oltre ai prodotti finiti, l'azienda offre anche lavorazioni con macchine a CNC e semilavorati per l'industria, dimostrando una flessibilità operativa che le consente di servire sia il cliente finale che altri operatori del settore manifatturiero. Tra i numerosi prodotti disponibili, vi è una vasta gamma di complementi d'arredo, semilavorati in legno, console e tavoli allungabili, senza trascurare le attività di curvatura del massello, che restano un fiore all'occhiello della produzione.

Pozzoli 1950 srl pone grande enfasi sul servizio al cliente. Tra le prestazioni a disposizione della clientela vi è un servizio di consegna della merce, veloce, organizzato ed efficiente, che riuscirà a soddisfare ogni vostra richiesta. Il nostro personale è a completa disposizione per fornire le informazioni necessarie per soddisfare tutte le esigenze, garantendo un'assistenza pre e post-vendita impeccabile. L'azienda offre diverse tipologie di servizio e di assistenza al pubblico ed ai professionisti del settore. Architetti, consulenti tecnici ed arredatori sono a disposizione della clientela per ogni consulenza gratuita, offrendo supporto qualificato nella scelta e progettazione degli spazi. Con Pozzoli l’assistenza continua anche dopo la vendita, rafforzando il legame di fiducia con la clientela. È possibile contattare Pozzoli 1950 via Fax, tra gli altri canali, per richiedere ulteriori informazioni o assistenza.
Pozzoli e il Benessere: Soluzioni per l'Idroterapia e il Relax
Oltre al settore dell'arredamento, l'universo Pozzoli si estende al campo del benessere, dimostrando un impegno costante verso la qualità della vita dei propri clienti. Da sempre Pozzoli ha a cuore il tuo benessere. Questo impegno si concretizza grazie alla gamma di marchi specializzati in aree Wellness, attraverso i quali l'azienda propone soluzioni sempre innovative nel campo dell’idroterapia e del relax. L'obiettivo è trasformare gli spazi domestici in veri e propri santuari di tranquillità e rigenerazione.

La visione di Pozzoli è quella di creare ambienti unici, dall’atmosfera magica e rilassante, che possano far scoprire tutto il piacere di avere un angolo di paradiso in casa tua. Questi spazi sono concepiti come il luogo perfetto per rigenerare corpo e mente, offrendo un rifugio dallo stress quotidiano e promuovendo un senso di pace e armonia. Le soluzioni proposte nel settore wellness sono pensate per chi desidera integrare nella propria routine il lusso e i benefici dell'idroterapia, trasformando il bagno o una zona dedicata della casa in un'oasi di benessere personalizzata.
L'Ecosistema Pozzoli: Punti Vendita e Servizi Associati nel Territorio
Il nome Pozzoli si associa anche a una più ampia rete di distribuzione e servizi, come testimoniato dalla presenza di POZZOLI SPA. Questa entità, con sede in Via Cassarogna 69, 15011 Acqui Terme (AL), opera su un fronte ancora più vasto nel settore delle forniture per l'edilizia e l'arredo bagno. I servizi offerti da POZZOLI SPA includono la vendita al dettaglio di bagno accessori e mobili, ceramiche per pavimenti e rivestimenti, fornendo soluzioni complete per la casa. L'azienda si occupa anche di condizionamento aria impianti installazione e manutenzione, garantendo comfort climatico in ogni stagione.
La gamma di prodotti e servizi comprende altresì depurazione e trattamento delle acque impianti ed apparecchi, a testimonianza di un'attenzione particolare verso la sostenibilità e la qualità della vita domestica. POZZOLI SPA è un punto di riferimento per il commercio di idrosanitari, apparecchi e materiali per il riscaldamento, e stufe, offrendo un assortimento completo per la costruzione e la ristrutturazione. Questo magazzino e punto vendita ad Acqui Terme è un crocevia per ceramica sanitaria, climatizzazione, idromassaggio, parquets, pavimenti, riscaldamento e rubinetteria.
Nel contesto geografico più ampio, si trovano altre realtà commerciali che, sebbene non direttamente parte del gruppo Pozzoli, operano in settori complementari o correlati all'arredamento e all'edilizia. Ad esempio, PIA MOBILI SHOWROOM, situato a 14,45 km di distanza in VIALE INDIPENDENZA 27/E, 14053 Canelli, offre servizi di architettura d'interni, arredamenti, bagni, camerette, cucine, divani, divaniletto, letti, mobili, relax e showroom. Similmente, CERAMICHE FORNO a 33,28 km di distanza, in C. Asti 88, 12050 Vaccheria (CN), propone accessori bagno, caminetti, ceramiche, ceramiche per pavimenti e rivestimenti vendita al dettaglio, complementi di arredo, mosaici e porte. Queste vicinanze geografiche suggeriscono un'area con una forte concentrazione di imprese dedicate alla casa e all'interior design.

La Culla del Neonato: Comprendere e Alleviare il Pianto
Affrontare il pianto incessante di un neonato è una delle sfide più grandi per i neo-genitori. Spesso ci si chiede: il neonato piange sempre, cosa fare se abbiamo un bimbo che piange molto e dorme poco? Il pianto è l'unico modo che il nostro bambino ha a sua disposizione per comunicarci i suoi problemi o disagi. Per capire il motivo del pianto del bambino, i genitori devono imparare a mettersi al posto del piccolo in modo da individuare quali sono le sue esigenze e desideri. Questo è fondamentale per rispondere correttamente ai segnali del bambino, come scrive lo psicologo tedesco Stephan Valentin. Dalla nascita il bambino capisce abbastanza velocemente che il suo pianto richiama la mamma o il papà, che vengono a soddisfare i suoi bisogni. Questa esperienza, sostiene Valentin, è necessaria alla sua sopravvivenza e lo segnerà per sempre. Inizierà ad avere fiducia in se stesso e nelle proprie competenze, perché riuscirà a esprimersi e ad agire sull'ambiente esterno.
Il pianto può essere causato da fame, sete, sonno, una poppata non sufficiente, il pannolino sporco, caldo o freddo, o il bisogno di contatto fisico. Nei primi mesi di vita i bimbi soffrono spesso di problemi di digestione, che possono manifestarsi con il pianto. Quando il pianto è dovuto a dolore, questo tipo di pianto si può riconoscere perché alterna a fasi di singhiozzamento intenso e prolungato altre in cui ha il fiato corto e resta in silenzio. Il piccolo sta male per qualche motivo, magari ha la febbre o una colica. Se il pianto persiste per molto tempo è meglio chiamare il pediatra che può individuare una possibile malattia o infezione del neonato e suggerire la cura più adeguata. Dalla seconda, terza settimana di vita, una delle cause più comuni che provocano il pianto inconsolabile è rappresentata dalle cosiddette "coliche gassose". In questi casi il pianto si ripete per lo più agli stessi orari, di solito al pomeriggio e alla sera ed è riconoscibile perché non smette nemmeno se il piccolo viene preso in braccio e coccolato. Come riporta l'ospedale Bambino Gesù, l'intervento che si può attuare è quello di massaggiare il pancino in maniera delicata, tenendo il piccolo appoggiato in posizione prona sull'avambraccio e di mettere in atto dei movimenti ripetitivi, come per cullarlo.
Come calmare un neonato in 5 mosse!
Strategie Efficaci per Calmare il Bebè
Quando un neonato va spesso in crisi e il pianto sembra inconsolabile, esistono diverse strategie che i genitori possono adottare per alleviare il disagio del piccolo. Ecco gli 8 trucchi per calmare il bebè che piange spesso, suggerimenti tratti dal libro "Prima delle parole - Comprendere il linguaggio del tuo bambino e favorirne lo sviluppo", di Stephan Valentin, ed. Macro Junior:
- Avvolgere il bimbo in una coperta (o fascia): Questo è un trucco che può aiutare a calmarlo purché il pianto non sia dovuto a fame, sete o dolore. Avvolgi il bimbo in una coperta (occhio a non tenerlo troppo caldo però), meglio se in posizione fetale, ricreando un senso di contenimento simile a quello uterino.
- Tenere il piccolo stretto a sé: Non esitare a tenere il piccolo stretto a te e a fargli fare un po' di nanna in braccio. Se dopo pranzo lo mettete nella culla dove dorme solo mezz'ora e poi ricomincia a piangere, può essere che tenendolo poggiato a voi dorma anche una o due ore consecutive e quando si risveglierà sarà di buon umore. Il contatto fisico e il calore del corpo genitoriale sono spesso un potente calmante.
- Utilizzare una fascia o un marsupio: Devi fare delle commissioni o uscire? Un buon trucco consiste nell'usare una fascia o un marsupio. Questo permette al bambino di rimanere a contatto con il genitore, sentendosi protetto e sicuro, mentre il genitore può svolgere le proprie attività.
- Chiedere aiuto a persone di fiducia: Sei in difficoltà? Non aver paura a chiedere un aiuto concreto e a dire che sei in difficoltà. Chiedi a persone di fiducia (tuo marito, la nonna, una zia…) di aiutarti a calmare il bimbo. Ti stupirai della sensibilità delle persone attorno a te. La condivisione del carico è essenziale per il benessere dei genitori.
- Stabilire un metodo efficace e coerente: Prova a stabilire un metodo efficace per calmare tuo figlio e poi attieniti a questo metodo anche quando il bimbo non smette di piangere. La coerenza nel rispondere al pianto può aiutare il bambino a sviluppare un senso di prevedibilità e sicurezza.
- Consultare specialisti: Se le risposte del tuo pediatra non ti soddisfano, consulta una puericultrice o una specialista della prima infanzia. A volte è necessario un parere più approfondito o un approccio diverso per individuare la causa del pianto persistente.
- Riconoscere i segnali di dolore: Come menzionato, se il pianto alterna singhiozzi intensi e prolungati a momenti di fiato corto e silenzio, potrebbe indicare dolore. Il piccolo sta male per qualche motivo, magari ha la febbre o una colica. In questi casi, un'osservazione attenta è cruciale.
- Gestire le coliche gassose: Per le coliche, un approccio comune è massaggiare delicatamente il pancino, tenendo il piccolo appoggiato in posizione prona sull'avambraccio e praticando movimenti ripetitivi, come per cullarlo. Questi gesti possono aiutare a rilassare la muscolatura addominale e favorire l'espulsione dei gas.

Bozzoli per Neonati "Motulinka": Comfort e Sicurezza fin dai Primi Giorni
Nel contesto della cura e del comfort del neonato, un ruolo sempre più rilevante è giocato da prodotti innovativi come i bozzoli. Presso lo studio "Motulinka" ci impegniamo costantemente per creare prodotti che offrano al vostro bambino comfort e sicurezza fin dai primi giorni di vita. Uno di questi prodotti sono i nostri bozzoli premium, che abbiamo progettato per offrire ai neonati un posto unico in cui dormire e riposare. Realizzati con materiali di altissima qualità, i nostri bozzoli non sono solo accessori funzionali, ma anche complementi estetici per la cameretta dei bambini.
Nella produzione dei nostri bozzoli, ci concentriamo principalmente sulla diversità dei materiali per soddisfare le aspettative di ogni genitore. Questa varietà include:
- Coperta per neonati in mussola: La mussola è un tessuto delicato e arioso, perfetto per le giornate calde, garantendo traspirabilità.
- Coperta per neonati in mussola strutturata in lino (LinenLook): Si tratta di un tessuto che unisce i vantaggi della mussola all'aspetto naturale del lino. Il tessuto LinenLook è la scelta ideale per i genitori che danno importanza sia all'estetica che alla funzionalità.
- Una coperta per neonato in velluto a coste: Questo tessuto è perfetto per le giornate più fredde, offrendo calore e una sensazione avvolgente.
- Coperta per neonati in lino e viscosa: La combinazione del lino naturale con la delicatezza della viscosa è una scelta per i genitori che apprezzano l'eleganza e la comodità.
- Un bozzolo per il neonato in peluche di agnello: Il peluche di agnello è un materiale che ricorda la morbida pelliccia, perfetto per le giornate invernali, per un comfort extra morbido.
Tutti questi materiali sono certificati OekoTex-Standard 100, il che significa che sono privi di sostanze nocive e sicuri per la pelle delicata dei bambini, fornendo la massima tranquillità ai genitori.

I nostri bozzoli di alta qualità sono dotati di un materasso aggiuntivo in schiuma che garantisce un supporto adeguato alla schiena del bambino. Il materasso è dotato di un lenzuolo facilmente rimovibile e lavabile, rendendo più semplice la pulizia dei bozzoli e assicurando igiene costante. Abbiamo progettato la struttura del bozzolo in modo che il bambino si senta come se fosse in un nido sicuro. I lati alti e morbidi impediscono al bambino di rotolare via, il che è particolarmente importante durante il sonno, offrendo un contenimento rassicurante. I bozzoli “Motulinka” per neonati non sono solo un posto dove dormire, ma anche un posto ideale per brevi riposini, per cambiare i pannolini o per giocare. Grazie alla sua versatilità, il bozzolo può essere utilizzato in diversi luoghi, offrendo al bambino un senso di sicurezza e comfort, indipendentemente dalla situazione. La sicurezza del tuo bambino è la nostra massima priorità. Abbiamo progettato i bozzoli “Motulinka” pensando alla riduzione al minimo dei rischi. I lati alti del bozzolo creano una barriera naturale che impedisce al bambino di rotolare su un lato, il che è particolarmente importante per i più piccoli. I lettini prendisole di alta qualità "Motulinka" sono la soluzione perfetta per i genitori che cercano un posto sicuro, comodo e funzionale in cui far dormire il loro bambino. I nostri bozzoli, realizzati con materiali di altissima qualità, offrono al tuo bambino un senso di sicurezza e comfort fin dai primi giorni di vita. Grazie al loro utilizzo universale e alla facilità di pulizia, rappresentano un accessorio insostituibile nella vita quotidiana della famiglia. Vi invitiamo a scoprire la nostra offerta e a scegliere il bozzolo che meglio soddisfa le vostre aspettative.
Memorie Storiche del Piacentino: I Caduti della Resistenza
Il territorio piacentino, oltre ad essere un centro di attività industriali e commerciali, è intriso di una storia profonda e spesso dolorosa, come testimoniato dalle vicende della Resistenza. Un elenco significativo dei caduti partigiani della provincia di Piacenza offre uno sguardo toccante su questo periodo. Questo elenco è stato realizzato tramite la scansione di quello contenuto, da pag. 68 a pag. 147, nel volume Piacenza nella Resistenza di Giorgio Cassinari, edito a Piacenza dalla TEP nel 2004. Le fonti utilizzate per la compilazione includono monumenti, lapidi, cippi, ruolini divisionali, schede dell’archivio ANPI e testi vari, ecc. È importante notare che, in premessa all’elenco dei caduti, Giorgio Cassinari avvertiva che lo stesso era “certamente incompleto e con varie inesattezze”, sottolineando la complessità della ricostruzione storica.
Le modalità di morte dei 728 caduti partigiani registrati mostrano la brutalità del conflitto: 369 caduti in combattimento, 212 fucilati, 24 morti in lager tedeschi, 40 dispersi, 21 con modalità non nota e 62 “per cause di guerra”. Ogni nome in questo elenco rappresenta una vita spezzata, un sacrificio per la libertà.
Tra i numerosi nomi, si ricordano figure emblematiche e i loro drammatici destini:
Acerbi Emilio, figlio di Pietro, nato il 10.2.1926 a Brugherio di Milano, apparteneva alla prima brigata della divisione Piacenza. Cadde in combattimento, assieme ad altri 6 compagni, il 16.10.1944 sulla Via Emilia presso Rottofreno. La sua memoria è perpetuata dai Ruolini della divisione Piacenza e da un cippo collocato a lato della Via Emilia all’altezza di Villa Borghesa. Villa Borghesa è ricordata come uno degli scontri più drammatici e violenti avvenuti nel piacentino. Il 16.10.1944, un numeroso gruppo di partigiani della divisione Piacenza si appostò sulla Via Emilia all’altezza di Villa Borghesa. Al sopraggiungere di una colonna di automezzi tedeschi, fu ingaggiato un lungo e cruento combattimento nel corso del quale caddero 3 partigiani assieme a numerosi tedeschi. L’arrivo improvviso di un nuovo gruppo di automezzi costrinse i partigiani a ritirarsi nei campi vicini, lasciando 4 compagni feriti fra le case di Villa Borghesa, uccisi poco dopo da un Reparto di repubblicani.
Achemoni Giulio, figlio di Italo, nato il 12.5.1925 ad Alseno, apparteneva alla quarta brigata della divisione Piacenza. La sua vita terminò tragicamente dopo la deportazione nel lager tedesco di Dresda, dove morì il 10.5.1945.
Achilli Diego, figlio di Vittorio, nato il 1.4.1922 a S. Nazzaro di Piozzano, un comune che evoca la "culla" di queste vite. Apparteneva alla prima brigata della divisione Piacenza e cadde in combattimento il 30.6.1944 a Momeliano di Gazzola.
Adolfini Giuseppe, figlio di Ernesto, nato il 17.9.1922 a Barbariga di Brescia, apparteneva alla 142esima brigata della divisione Valdarda. Catturato il 4.12.1944 al Passo dei Guselli di Morfasso, fu deportato nel lager di Flossemburg in Slovacchia e ivi deceduto.
Albanesi Giuseppe, figlio di Antonio, nato il 2.7.1925 ad Olcenego di Vercelli. I suoi genitori abitavano a Pievetta di Castel S. Giovanni e la madre lo diede alla luce mentre, sebbene in gravidanza, si trovava nelle risaie per la monda del riso. È considerato castellano di adozione. Apparteneva ad una formazione pavese e fu fucilato il 14.10.1944 ad Arena Po di Pavia. Il suo nome è ricordato nel monumento ai caduti a Castel S. Giovanni.
Alberici Giuseppe, figlio di Claudio, nato il 13.2.1924 a Podenzano, apparteneva alla brigata Stella Rossa della divisione Valnure. Fu fucilato, assieme a Bottazzi Adelmo e Ontenti Erasmo, l'11.3.1944 a Chiulano di Vigolzone. Il Sacrario dei caduti a Piacenza, un cippo monumentale collocato sul piazzale antistante il cimitero di Chiulano, l'archivio ANPI e i ruolini della divisione Valnure ne conservano la memoria. Il fatto dell'11.3.1944 fu particolarmente cruento: nel corso di un rastrellamento effettuato dalla G.N.R. tra la Valtrebbia (Travo-Perino) e la Valnure (Ponte dell’Olio-Recesio), avvenne uno scontro con i partigiani della banda del Montenegrino, nel corso del quale cadde un repubblicano. Poco dopo, 6 giovani furono catturati dai repubblicani e 3 furono fucilati per rappresaglia presso il cimitero di Chiulano. Le modalità della loro morte destarono enorme impressione tra la popolazione delle due valli, con il risultato di accelerare la fuga verso i monti di tanti altri renitenti; inoltre, la triste fama di quegli avvenimenti fu tale che i repubblicani si videro costretti a far pubblicare sul “Nuovo Giornale” di Piacenza il 23.3.1944 una dichiarazione del Parroco del luogo tendente a smentire le voci relative ai maltrattamenti subiti dai 3 fucilati.

Anguissola Ercole, figlio di Francesco, nato il 12.4.1901 a Gragnano, apparteneva alla 38esima brigata SAP. Catturato il 9.4.1945 a Piacenza, scomparve nel nulla, classificato come disperso. Il Sacrario dei caduti di Piacenza, l'archivio ANPI e i ruolini SAP lo ricordano. Fu una delle prime staffette dei partigiani piacentini, col compito di tenere i collegamenti tra il C.L.N. provinciale e le bande partigiane. Antifascista della prima ora, perseguitato politico con vari anni di carcere. Fu l’autore dell’attentato al Tullòn dla Vardüra nell’estate del 1944, un episodio in cui il blindato della G.N.R., a volte, era lasciato sulla via all’esterno della caserma di S. Anna.
Araldi Alberto (Paolo), figlio di Federico, nato il 18.1.1912 a Montalbo di Ziano, fu il comandante della terza brigata della divisione Piacenza. Fucilato il 6.2.1945 presso il cimitero di Piacenza, gli fu conferita la Medaglia d’oro al valore militare. È ricordato dai monumenti caduti a Ziano, a Borgonovo e nel sacrario caduti a Piacenza, oltre che da una lapide posta in fondo al III Reparto del cimitero di Piacenza, nella zona denominata “Muro dei fucilati”, riportante 17 nominativi di partigiani ivi fucilati in tempi diversi. Paolo è molto probabilmente la figura più rappresentativa della Resistenza piacentina. Vice brigadiere dei carabinieri, giunse alla Sanese di Piozzano nel maggio 1944 per unirsi alla brigata dei carabinieri del tenente Fausto Cossu. Era un semplice graduato, ma era nato per il comando. Molto coraggioso, preparava le sue missioni con la massima meticolosità, come quella di Gossolengo del 22.5.1944: a bordo della leggendaria Lancia Aprilia, guidata dalla guardia del corpo Cecchino Piacenza (che lo accompagnava anche quando usavano la moto), Paolo e altri compagni, tutti camuffati da tedeschi, si presentarono nel pomeriggio di quel giorno nella piazza principale di Gossolengo, dove molti repubblicani erano seduti al bar; Paolo scese dall’auto e con mitra alla mano intimò la resa ai presenti; li disarmò, legò le armi sul paraurti posteriore dell’auto e, velocemente, ripartì per Rivergaro. Qui, nella piazza centrale, verso le 15, si trovavano casualmente una quindicina di militi della X MAS, che stavano riposando a ridosso della farmacia; improvvisamente, a velocità massima, l’Aprilia piombò in piazza, accompagnata da lunghe raffiche di mitra che ferirono due repubblicani; il più svelto e coraggioso dei 15 riuscì a portarsi nel centro della piazza e a sparare due colpi di fucile contro l’auto ancora a portata di tiro, mancando però il bersaglio. La sua azione più famosa e clamorosa fu però quella del sequestro di Antonino Maccagni, il federale di Piacenza, avvenuta il 15.7.1944 a Giarolo di Gossolengo. Anche e, forse, soprattutto per questa beffa, la R.S.I. di Piacenza teneva aperto un lungo conto con Paolo; conto che, dopo la sua cattura avvenuta per delazione, saldò inesorabilmente il 6.2.1945 con la sua fucilazione. Morì coraggiosamente, come risulta dalla relazione del Cappellano militare Don Giuseppe Benini, datata 7.2.1945: “…accettò di ricevere i conforti religiosi… prima dell’esecuzione chiese una sigaretta e mentre la fumava si intrattenne a chiacchierare con gli uomini del plotone… al giovane S. Tenente che avrebbe ordinato la scarica suggerì di smettere di fucilare, dato che era troppo giovane per fare quel mestiere… sorrise al Cappellano che gli ricordò di essere forte e di perdonare… chiese, inutilmente, di essere fucilato con la fronte rivolta al plotone… prima della scarica mortale gridò VIVA L’ITALIA…”.
Baio Cesare, figlio di Francesco, nato il 30.5.1924 a Piacenza, apparteneva al CMU della XIII Zona. Fu deportato in Germania e morì il 14.10.1944 a Koln-Kalt. Il Sacrario dei caduti a Piacenza, il cimitero partigiano di Piacenza, IV Reparto, l'archivio ANPI e i ruolini CMU conservano il suo ricordo. Figura di primo piano della Resistenza piacentina, fu organizzatore dei primi gruppi di studenti attivisti e figlio di un antifascista della prima ora. Sfollato a Bettola, coadiuvato dai due genitori, subito dopo l’8 settembre 1943 fu coordinatore di un gruppo incaricato di nascondere e mettere in salvo gli ex prigionieri alleati. La sua casa diventò un centro di smistamento di uomini e materiali vari da inviare ai primi nuclei di partigiani che andavano costituendosi sopra Bettola e a Peli di Coli.
Come calmare un neonato in 5 mosse!
Non meno importante è la memoria di civili innocenti, come Alberici Battista, figlio di Modesto, nato il 6.4.1876 a Bettola, ucciso il 28.7.1944 presso Bettola nel corso del rastrellamento dell’estate 1944. Il suo nome è inciso sul monumento caduti a Bettola e registrato nell'anagrafe del Comune di Bettola. Un altro esempio è Balilla, un povero vecchio nato a Groppovisdomo di Gropparello, ucciso nella stessa località, di cui mancano altri dati, ma la cui memoria è comunque un monito. Questi e molti altri, come Alfano Biagio, Amisani Antonio, Anselmi Luigi, Arnaldi Luigi, Argellati Battista Mario, Armigieri Erminio, Assetti Anselmo, Avanzi Nello, rappresentano la molteplicità delle vittime e l'estensione del sacrificio. Anche casi di morte accidentale, come Anselmi Andrea, deceduto il 31.8.1944 a seguito di un incidente, si inseriscono nel tragico contesto delle cause di guerra. Il ricordo di Balderacchi Giovanni, farinese di adozione, o Baio Cesare, che fu figura di primo piano della Resistenza piacentina, sottolinea il vasto impatto di quegli anni sulla comunità.

Questo vasto elenco di nomi include anche: Agosti Carlo (S. Giorgio, 142a brigata Valdarda), Alberici Carlo (Podenzano, 38a brigata SAP), Alberici Giacomo (Bettola, 11a brigata Piacenza), Albertelli Leonardo (Morfasso, 38a brigata Valdarda), Albino (Valdarda, senza altri dati), Albretti Gregorio (Morfasso, civile), Amboli Enrico (Mario) (Castel S. Giovanni, banda Piccoli), Ambrogi Guglielmo (Besenzone, 38a brigata SAP), Anastasi Alfio (Acireale, 2a brigata Piacenza), Anguissola Alberto (Travo, 3a brigata Piacenza), Anguissola G. Battista (Travo, 3a brigata Piacenza), Ansaldi Cesare (Piacenza, 5a brigata Piacenza), Anselmi Giuseppe (Farini, brigata Mazzini Valnure), Araldi Luigi (Travo, 3a brigata Piacenza), Arciprete Domenico (Frattamaggiore, Comando Valdarda), Arini Guglielmo (Bettola, formazione piemontese), Azzola Giovanni (Gragnano, civile), Bagatin Guerrino (Parma, 1a brigata Oltrepò Valdarda), Baldini Emilio (Cadeo, 141a brigata Valdarda), Baldini Firmino (Podenzano, 3a brigata Piacenza), Baldini Nereo (Carpaneto, 38a brigata SAP), Ballerini Giovanni (divisione Piacenza, senza altri dati), Ballerini Giuseppe (Pistoia, divisione Valdarda), Balletti Severino (Corte Brugnatella, brigata Caio), e Balzi Alberto (Bergamo). Ognuno di questi nomi, con le proprie storie di coraggio, deportazione, combattimento o rappresaglia, compone un mosaico di memorie che definisce il carattere resiliente e la storia profonda del Piacentino.
Note sulla Navigazione e Privacy
Questo Sito utilizza alcuni tipi di cookie tecnici necessari per il corretto funzionamento dello stesso, nonché cookie statistici e di Profilazione anche di terze parti. Se vuoi negare il consenso chiudere il banner mediante la X posta in alto a destra e ciò comporterà il permanere delle impostazioni di default e dunque la continuazione della navigazione in assenza di cookie o altri strumenti di tracciamento diversi da quelli tecnici. Se vuoi accettare tutti i cookie clicca su accetta tutti, se invece vuoi autonomamente selezionare i cookie da accettare clicca su personalizza.