La Svezia, e più ampiamente la Scandinavia, vanta una connessione profonda e intrinseca con il legno, un materiale che ha plasmato non solo il suo paesaggio fisico ma anche la sua identità culturale, il suo design e le sue tradizioni quotidiane, inclusa l'arte della tavola. Fin dai tempi più antichi, il legno ha rappresentato una risorsa inesauribile e versatile, fondamentale per la sopravvivenza e l'evoluzione delle comunità nordiche. La sua presenza è così pervasiva che, come afferma Emanuele Coccia, filosofo italiano autore del celebre libro “La vita delle piante”, "Nessuno, dopo tutto, sembra essersi accorto che il legno è una materia organica, ovvero l'equivalente di ciò che sono la pelle, le ossa, i denti. Eppure è proprio per la sua origine biologica che il legno è così presente nella nostra vita. Per qualche ancestrale motivo noi e lui ci riconosciamo". Questa risonanza ancestrale si manifesta in ogni aspetto della vita svedese, dai mobili che arredano le case agli utensili che accompagnano i pasti, riflettendo una filosofia di design che predilige la semplicità, la funzionalità e l'armonia con l'ambiente naturale.
Il Legno: Un Pilastro Storico e Filosofico del Design Nordico
Il legno, uno dei materiali più antichi e versatili usati dall’uomo, ha svolto un ruolo cruciale nel design e nella produzione di oggetti d’uso quotidiano, mobili e opere d’arte. Questa risorsa naturale, apprezzata per la sua bellezza intrinseca, flessibilità e durabilità, ha attraversato epoche e culture, adattandosi costantemente alle esigenze estetiche e funzionali di ogni periodo storico. La storia del legno nel design è un viaggio affascinante che attraversa secoli di innovazione e creatività, dalle prime applicazioni pratiche all’artigianato di lusso, fino alle sperimentazioni contemporanee.
Le origini dell’uso del legno risalgono alla preistoria, quando gli esseri umani iniziarono a impiegarlo per costruire strumenti essenziali, armi e rifugi, rendendolo un elemento centrale nelle prime comunità. Grazie alla sua abbondanza e lavorabilità, il legno ha permesso ai nostri antenati di scoprire il fuoco, di riscaldarsi e portare luce, di costruire i primi strumenti per la caccia e un tetto sotto il quale trovare riparo. Ha anche contribuito all'invenzione della ruota per coltivare i campi e nutrirsi, così come delle barche per trasportare viveri e tutto ciò che è servito a innescare il processo di evoluzione della specie.

Nel corso dei secoli, il legno ha continuato a essere un materiale prediletto. Ad esempio, nell’antico Egitto, era utilizzato per costruire mobili riccamente decorati, spesso impreziositi da intarsi in avorio e metalli preziosi. Con il Rinascimento, il legno assunse un ruolo di primo piano nella creazione di mobili di lusso, con maestri artigiani che sfruttavano le sue qualità per realizzare opere raffinate. Le botteghe artigiane fiorentine, ad esempio, erano rinomate per la loro abilità nel creare opere d’arte funzionali in legno, unendo la maestria artistica alla funzionalità pratica.
La Rivoluzione Industriale ha segnato una trasformazione significativa nel design del legno, con l’introduzione di macchinari che hanno permesso una produzione su larga scala. Questo ha reso accessibili mobili e oggetti di design a una fetta più ampia della popolazione, ma non ha segnato la fine dell'artigianato, che ha continuato a evolversi.
Nel XX secolo, il legno divenne il materiale simbolo del design scandinavo, un movimento che abbracciava funzionalità e semplicità estetica. In questo contesto, il legno fu apprezzato non solo per la sua estetica naturale, ma anche per la sua sostenibilità e la capacità di creare ambienti caldi e accoglienti, in linea con l'obiettivo di "un design per la vita quotidiana". L'approccio efficiente del design nordico era già palese dal XIX secolo, un periodo in cui la fusione tra tradizione artigianale e nuove idee estetiche cominciò a prendere forma. L'artigianato era la spina dorsale della produzione domestica, con una chiara preferenza per oggetti pratici, ma anche esteticamente piacevoli. Gli arredi erano principalmente realizzati in massello di legno locale, e le superfici erano spesso lasciate al naturale, senza essere verniciate. Il design degli arredi era volto all’ottimizzazione degli spazi, con molti pezzi multifunzionali come lettini pieghevoli, tavoli trasformabili e letti a scomparsa. Le sedie avevano generalmente uno schienale alto e comodo e i mobili da cucina erano realizzati su misura.
Cos'è l'intaglio del legno scandinavo? - Arte attraverso le culture
L'Ethos del Design Scandinavo: Funzionalità, Accessibilità e Materiali Naturali
Il design svedese, e più in generale quello scandinavo, si è rapidamente costruito attorno a un ideale profondamente sociale: quello di un design per la vita quotidiana. Già dalla fine del XIX secolo, figure come Karin Larsson immaginarono un interno luminoso, semplice e funzionale, in netto contrasto con i salotti borghesi sovraccarichi dell’epoca. Nel corso del XX secolo, questa visione si inserì in un contesto politico e sociale particolare: la costruzione dello Stato sociale e l’emergere della nozione di design democratico, che si vuole bello, funzionale, durevole e accessibile al maggior numero di persone.
Questo stile, a partire dalla sua nascita intorno al 1920, ha mantenuto il suo scopo etico e il suo elemento umano, derivanti dal Luteranesimo, religione principale dei cinque stati della Scandinavia. Questa religione si basa sulla verità e sulla credenza che la salvezza deriva dal lavoro onesto e dalla solidarietà verso il prossimo. Creare pezzi che mantengano un equilibrio tra tutto ciò che è naturale e ciò che è invece artefatto è una delle caratteristiche più importanti di questo stile. Il clima dei paesi nordici ha certamente influenzato il loro stile, così come il loro forte amore per la natura, che si evidenzia fortemente nell'arredamento accogliente delle loro case.
L'abilità degli scandinavi nel portare bellezza anche nei complementi più semplici ha attirato l'attenzione di tutto il mondo. L'arredamento scandinavo è stato quindi progettato per soddisfare i bisogni del maggior numero di persone possibile ed è basato su determinati precetti definiti dai precursori di questo stile e che sono tenuti in considerazione ancora oggi. L'ethos spirituale alla base della creazione di questo arredamento consiste nel dare a tutta la popolazione la possibilità di arredare la propria casa in modo economico e semplice, grazie all'utilizzo di legni naturali tipici della natura circostante. Inoltre, il loro spirito pratico ha permesso di progettare pezzi funzionali ed armonici che possono adattarsi a qualunque tipo di desiderio e stagione, e soprattutto si tratta di pezzi di qualità che dureranno per molto tempo. La promessa è stata mantenuta e il legno è diventato il materiale fondamentale.
I gruppi industriali hanno commercializzato lo stile nordico su scala internazionale, e la sua bellezza semplice ha subito ottenuto numerosi seguaci. Lo stile nordico si distingue soprattutto per la sua grande attenzione dedicata alla scelta dei materiali con i quali ogni pezzo viene prodotto. Oltre all'estetica, i designer si focalizzano sull'efficienza e l'usabilità del pezzo. Insieme con il design, i materiali giocano un ruolo importante nelle linee eleganti per le quali lo stile scandinavo è così tanto apprezzato. La peculiarità dei numerosi innovatori è legata al loro know-how in termini di design ma anche relativamente alla realizzazione di un pezzo, qualità che aiuta i designer a conoscere e capire i diversi tipi di legno, al fine di creare componenti d'arredo nel rispetto della natura e molto resistenti all'usura del tempo. Quando la produzione su scala industriale si è diffusa, è stato importante per i designer tenere a mente lo slogan "la bellezza nella vita di ogni giorno", alla portata di tutti.
Maestri del Design Svedese e Danese: Icone in Legno e non Solo
Nel contesto del design scandinavo, figure chiave sono emerse, lasciando un'impronta indelebile nell'immaginario collettivo. Dalla Danimarca alla Svezia, l'artigianato del legno ha raggiunto vette di eccellenza, dando vita a pezzi iconici che ancora oggi sono celebrati.
Carl Hansen & Søn, fondata nel 1908 sull'isola di Fionia, in Danimarca, da un giovane e abile ebanista, Carl Hansen, è un esempio lampante. L'azienda ha saputo mantenere un equilibrio delicato tra innovazione e continuità, tra intuizione industriale e rispetto artigianale. La svolta avvenne nel 1949 con l'incontro tra Holger Hansen, figlio del fondatore, e Hans J. Wegner, un giovane architetto all'epoca sconosciuto ma con una mente brillante e le mani da scultore. È a lui che si deve la Wishbone Chair (CH24), una sedia iconica che unisce tradizione e modernità in un capolavoro di artigianato. La sedia, con il suo inconfondibile dettaglio sullo schienale che ricorda “l’osso del desiderio”, è nata dalle ricerche di Wegner sulle sedie cinesi dell'epoca Ming. È una forma semplice, fluida, scolpita nel legno con una maestria che fonde estetica e funzione. Per realizzarla servono oltre cento passaggi, la maggior parte dei quali ancora oggi eseguiti completamente a mano. Entrata in produzione nel 1950, non ha mai smesso di essere realizzata, diventando una presenza discreta e potente in case, ristoranti e spazi pubblici di tutto il mondo. Simbolo di uso quotidiano e di lusso, incarna l’idea radicale e profondamente scandinava del design: semplicità della costruzione, sincerità dei materiali e bellezza dell’oggetto. La sua fama è tale che fu scelta come seduta per i dibattiti delle elezioni presidenziali americane del 1960, meritandosi il soprannome di “sedia Kennedy”.

Anche la Svezia ha dato i natali a designer che hanno saputo interpretare la versatilità del legno. Negli anni ’30, Bruno Mathsson iniziò a sviluppare sedute ergonomiche con forme organiche, come la poltrona Pernilla del 1934. Mathsson si basava su osservazioni dirette e studi sperimentali per comprendere la postura ideale del corpo seduto. La poltrona Pernilla si distingue per la sua struttura in legno laminato-curvato, che permette di creare una forma flessibile e organica, con seduta e schienale composti da cinghie intrecciate o bande di tela che si adattano al corpo. Anni dopo, la sua Jetson Chair, un'altra poltrona lounge, si distingueva per la sua silhouette leggera e moderna, dove sedile e schienale sembravano sospesi sopra una base metallica girevole, esplorando il principio della pelle tesa su una struttura metallica.
Carl Malmsten, un altro celebre designer svedese, è l'autore della Lilla Åland Chair, una delle sedie più rappresentative del design svedese del XX secolo. Il suo nome, che significa «piccola Åland», fa riferimento all’arcipelago tra Svezia e Finlandia, noto per le sue tradizioni artigianali. La sedia è realizzata in legno massiccio, generalmente betulla o faggio, con uno schienale composto da sottili barre tornite e un sedile leggermente scavato.
La String Shelf, creata da Nisse e Kajsa Strinning, è un sistema di scaffalature iconico, nato da un concorso per progettare una libreria accessibile e facile da montare. La sua genialità risiede nei montanti laterali in filo metallico e ripiani in legno leggeri e modulari, che possono essere facilmente spostati, conferendo una straordinaria leggerezza visiva.
Un altro esempio della maestria svedese nel legno è la Lamino Chair di Yngve Ekström, opera emblematica del XX secolo. La sua struttura leggera è realizzata in legno lamellare curvato, tecnica che permette di creare forme morbide e organiche, mantenendo solidità ed eleganza. Spesso rivestita in pelle di pecora, è pensata come una poltrona da riposo che segue la curva del corpo, offrendo un sostegno ergonomico notevole.
Anche il KA72 skåp Nr. 739, un armadio progettato da Karl Andersson per l’azienda familiare Karl Andersson & Söner della regione di Småland, incarna la fusione di funzionalità rigorosa, linee essenziali e materiali nobili.
Infine, il Frosta Stool è uno degli oggetti più rappresentativi della diffusione mondiale del design scandinavo. Caratterizzato da una forma minimalista e una struttura in legno curvato, è spesso considerato ispirato al celebre Stool 60 di Alvar Aalto, utilizzando il principio delle gambe in legno curvato. Incarna il principio del design democratico di IKEA, proponendo oggetti ben progettati e funzionali a un prezzo accessibile.
Oltre al legno, il design scandinavo ha saputo abbracciare anche altri materiali, come la plastica, che si è fatta spazio grazie a designer come Verner Panton con la sua Panton Chair. Ma il legno rimane il cuore pulsante, e l'innovazione non riguarda solo i materiali, ma anche la ricerca di forme e funzioni che migliorino la vita quotidiana, come dimostrano le leggendarie lampade di Poul Henningsen, tra cui la famosa PH Artichoke Lamp, che, pur essendo danese e in metallo, è ampiamente associata all'estetica nordica grazie alla sua ricerca scientifica sulla distribuzione della luce. Queste creazioni, pur non essendo "piatti in legno", dimostrano la profonda cultura del design e dell'artigianato che pervade la Svezia e i paesi nordici, un contesto in cui la lavorazione del legno per oggetti d'uso quotidiano, inclusi quelli per la tavola, è una pratica radicata.

IKEA e la Tradizione Alimentare Svedese: Un Contesto per la Tavola
La relazione tra il design svedese e la vita quotidiana si estende anche all'ambito culinario, come testimonia la storia di IKEA. Quando Ingvar Kamprad inaugurò il primo showroom di mobili a Älmhult nel 1953, volle offrire ai visitatori caffè e biscotti, una scelta insolita nella parsimoniosa regione dello Småland dell’epoca, che si rivelò un grande successo. Ingela Gustavsson, che all'epoca aveva 12 anni e aiutava a servire, ricorda come "Tante persone venivano da lontano e avevano fame". L'affluenza fu tale che a fine serata i clienti avevano mangiato quasi 1.000 biscotti. Questo gesto di ospitalità divenne un segno distintivo dell'approccio di IKEA. Mats Agmén spiega: “Ingvar voleva soprattutto dimostrare la propria gratitudine, restituendo qualcosa alle persone che facevano acquisti in IKEA”.
Il primo negozio IKEA, inaugurato a Älmhult nel 1958, offriva inizialmente solo un piccolo angolo caffè, ma già nell’estate del 1960 aprì un vero ristorante, chiamato IKEA Baren, "Il Bar IKEA". Il negozio divenne presto una meta per famiglie che arrivavano dal sud della Svezia, soprattutto in estate, attratte dai prezzi bassi e dall’alta qualità dei prodotti, ma anche da un'offerta gastronomica che faceva sentire i clienti ben accolti.
Ingvar Kamprad aveva una visione chiara per i ristoranti IKEA, che andava oltre il semplice profitto. "Secondo Ingvar, il margine di profitto doveva rimanere intorno al 5%, senza mai superare il 10%. Voleva che ogni profitto superiore al 5% ottenuto nei ristoranti e nei bar fosse utilizzato per migliorare la qualità." Per lui e per IKEA, i ristoranti non hanno mai avuto la finalità principale di realizzare profitti: "Quelli possiamo farli con i mobili e con gli altri articoli per la casa. Un buon pranzo a un prezzo basso è un modo per restituire qualcosa ai clienti. È una parte importante dell’esperienza generale di IKEA, proprio come il bicchiere di spremuta che Ingvar Kamprad offriva nello showroom dei mobili di Älmhult."
All’inaugurazione del negozio IKEA di Kungens Kurva, a Stoccolma, nel 1965, invece dell'idea un po' folle di Ingvar di un "ristorante vichingo", vennero serviti piatti tipici svedesi e dello Småland come purè di patate e cavolo navone, agnello affumicato, salsiccia “isterband”, ravioli di patate e torta al formaggio. Questo buffet in stile Småland fu un grande successo, attirando clienti da tutta Stoccolma. Lo chef Ulf Renströmer creò i piatti dopo aver studiato a fondo le tradizioni gastronomiche dello Småland. Questi esempi di cucina tradizionale svedese offrono un contesto vivido per immaginare l'uso di "piatti in legno svedesi", che, pur non essendo esplicitamente menzionati, si inserirebbero naturalmente in un'estetica che valorizza i materiali naturali e l'autenticità del territorio.
Cos'è l'intaglio del legno scandinavo? - Arte attraverso le culture
Il grande cambiamento nel concetto di ristorante IKEA iniziò nel 1979. Il team addetto alla ristorazione, guidato da Leif B Bengtsson, diede il via a un processo di rinnovamento che portò a sviluppare un nuovo concetto di ristorante con le stesse caratteristiche ovunque. Sotto la direzione di Sören Hullberg e con la collaborazione del celebre chef svedese Severin Sjöstedt, fu creata la ricetta delle polpette di carne, la prima ricetta proprietaria di IKEA, che oggi è un successo globale. Oggi IKEA è anche una delle maggiori catene di ristoranti al mondo, con oltre 700 milioni di clienti all’anno per IKEA Food, e vende 35 milioni di polpette di carne all’anno nella sola Svezia. L’azienda produce sempre più alternative a base vegetale, mantenendo un impegno per la sostenibilità. Questa evoluzione del servizio alimentare di IKEA, pur focalizzandosi sui cibi, rafforza l'immagine di un'azienda profondamente radicata nelle tradizioni svedesi ma aperta all'innovazione e al benessere del cliente, un contesto in cui la scelta di materiali naturali e autentici per la tavola trova perfetta armonia.

L'Innovazione Culminata nel Fuoco e nel Legno: Il Ristorante Ekstedt
Un'altra testimonianza della centralità del legno nella cultura svedese, anche nell'ambito culinario, è rappresentata dal ristorante Ekstedt a Stoccolma, celebre nel mondo della cucina internazionale per la sua scelta estrema: la cottura a fiamma viva di tutte le pietanze. In un'era dominata dall'elettricità e dai forni a microonde, lo chef Niklas Ekstedt ha scelto di ripartire da una scoperta primordiale - il controllo del fuoco - per ritrovare sapori ormai scomparsi.
Il cuore del progetto di Ekstedt è il fuoco. L’unica concessione all’elettricità sono la macchina per il caffè e quella per i gelati. Per tutto il resto, sono sempre all’opera un fuoco e una stufa a legna, un camino e un affumicatore. È attraverso questi strumenti che Niklas Ekstedt, un tempo sostenitore dell'avveniristica cucina molecolare, ha recuperato e rilanciato le tecniche di cottura della tradizione scandinava. Cresciuto nel Jamtland, una regione nel nord della Svezia, Ekstedt ha lavorato con alcuni dei mostri sacri della ristorazione mondiale, da Alain Ducasse a Ferran Adrià. Nel 2011, ha fatto la scelta radicale di aprire il suo ristorante omonimo a Stoccolma, con l'obiettivo preciso di creare una cucina basata interamente sulle tecniche di cottura utilizzate prima dell’arrivo dell’elettricità.
L'ambiente del ristorante è unico, dominato dal fuoco, il cui calore e crepitio diventano la colonna sonora del pasto. La postazione di cucina è quasi tutta a vista, con il fuoco presente in più punti: nel forno, nella stufa a legna e nel camino. Le affumicature dei piatti sono date dall’impiego del legno di ginepro, mentre per le altre cotture viene impiegato il legno di betulla, tutti rigorosamente svedesi. Il grande protagonista degli arredi di questo locale è il legno, declinato in varie forme e intervallato da inserti in rame che richiamano le atmosfere calde di una fornace al lavoro. Questo ristorante, pur concentrandosi sulla cottura, celebra il legno come elemento centrale dell'esperienza culinaria, rafforzando l'idea di un ritorno all'autenticità e ai materiali naturali che potrebbe facilmente includere l'uso di "piatti in legno" come parte integrante della presentazione. Un piatto come la carne di cervo essiccata grattugiata, servita su crema al carbone con porro, o l'ostrica cotta al barbecue, flambata con grasso di manzo e servita con burro fuso e una noce di mela affumicata, verrebbe esaltato da un servizio che rispecchi l'estetica primordiale e legnosa della cucina.

La Sostenibilità e il Futuro del Legno nel Design Scandinavo
La proiezione verso il futuro nel design scandinavo è fortemente orientata alla sostenibilità. Dagli anni ’80 a oggi, il design scandinavo ha saputo evolversi con una visione contemporanea che non solo celebra la funzionalità e la semplicità, ma abbraccia anche una filosofia di sostenibilità a 360 gradi. Oggi, i designer scandinavi sono profondamente impegnati nell’utilizzo di materiali ecologici, nella riduzione dell’impatto ambientale e nell’adozione di tecnologie sostenibili.
Il legno, in questo contesto, è un protagonista indiscusso. Essendo un materiale rinnovabile e biodegradabile, è al centro di pratiche di produzione responsabili che riducono l’impatto ambientale. Il futuro del legno nel design è strettamente legato a questi temi, con un’attenzione crescente verso l’economia circolare e l’uso di materiali che possano essere riutilizzati o riciclati. Questa visione si riflette anche nell'approccio di aziende come IKEA, che produce sempre più alternative a base vegetale, come le polpette vegetali lanciate nel 2020. Questa crescente offerta di alimenti a base vegetale è un aspetto importante nel percorso che IKEA sta compiendo per diventare un’azienda che genera un impatto positivo sull’ambiente mantenendo un atteggiamento responsabile verso il futuro del pianeta.
La vera forza del design scandinavo di oggi risiede anche in una cultura che rivisita il passato con un occhio attento al vintage. Le case scandinave sono un mix perfetto tra pezzi second-hand e arredi scandinavi vintage che raccontano storie di decenni passati, sempre in armonia con il presente. A Copenhagen, per esempio, dove la nuova generazione di designer prova a sfidare la consuetudine, dal mix di sapere locale e consapevolezza ambientale sta emergendo una nuova estetica i cui codici svelano racconti diversi e complementari. È un viaggio, molto contemporaneo, alla scoperta delle diverse possibilità espressive del legno, che riflette sui precetti di pensatori come Emanuele Coccia e Peter Wohllenben. Si usa e non si abusa, ci si prende cura e non si spreca. In sostanza si interpreta e non si consuma, un approccio che si estende all'uso di tutti i materiali, inclusi quelli per la tavola.
Distinzioni Regionali: Il “Danese”, lo “Svedese” e lo “Scandinavo”
La questione della terminologia nel design nordico, tra "danese", "svedese" e "scandinavo", rivela sfumature significative e una ricchezza culturale intrinseca ad ogni paese. C'è una certa confusione, o forse un modo di chiamare le cose con sfumature diverse, ma in realtà il termine "scandinavo" è un ombrello che racchiude eccellenze specifiche.
Nel design danese, la filosofia si concentra sull'attenzione maniacale alla qualità artigianale e all’ergonomia. Questo si manifesta nella scelta di legni pregiati e nell'eleganza delle linee, con un focus sul comfort e sulla durata. Esempi come la Wishbone Chair di Wegner o le creazioni di Arne Jacobsen ne sono la prova.
La Norvegia, nazione a bassa densità di popolazione, è principalmente costituita da montagne, fiordi, foreste, e con uno stile di vita spesso isolato a causa delle importanti barriere naturali. Il contatto con il mondo esterno non è semplice, ma i norvegesi si assicurano di avere uno stile di vita comodo, e questo traspare subito nel loro talento nel design dell'arredo scandinavo. Durante i lunghi mesi invernali il loro lavoro, primariamente legato all'agricoltura d'estate, si concentra sui complementi d'arredo e utensili per la casa. Il loro tempo è dedicato al miglioramento dell'arredamento scandinavo e alla creazione di oggetti e tessuti. Il popolo norvegese ha ottenuto la propria identità autonoma nel 1905 e da quel momento ha rinforzato e puntato sulle sue origini vichinghe, sempre molto presenti nell'arredo scandinavo. Lo stile neo-vichingo sottolinea queste radici ed è estremamente patriottico e si riflette principalmente nei complementi decorati a mano, attraverso l'utilizzo di vernici o tessuti. La flora e la fauna locali sono stati studiati nel dettaglio per sviluppare lo stile Art Nouveau nell'arredamento, che si combina perfettamente con il loro stile neo-vichingo. Questi fattori hanno fatto sì che la Norvegia rendesse, relativamente all'arredamento scandinavo, una vera e propria risorsa nazionale.
Mentre il design svedese, pur condividendo molti di questi principi, ha spesso enfatizzato la produzione in serie per rendere il design accessibile a tutti, come testimonia l'esempio di IKEA e il concetto di "design democratico".
Anche la rinomata azienda danese Royal Copenhagen, pur producendo oggetti in porcellana, incarna lo spirito artigianale e narrativo del design scandinavo. Nata nel 1908, la sua collezione "Collectibles" si compone di oggetti da collezione che comprendono sempre un piatto, una figurina, una campana, una goccia e una tazza. Ogni anno, ciascuno di questi oggetti presenta un motivo esclusivo, realizzato a mano da artigiani di lunga tradizione. Questa tradizione affonda le radici nel 1895, quando Harald Bing, proprietario della Bing & Grøndahl, ebbe l’idea di creare un piatto natalizio da collezione, commissionando all’artista svedese Frans August Hallin un motivo che ritraesse un cielo notturno di Copenhagen. Il valore delle collezioni Royal Copenhagen nasce in gran parte dalla pregiata tecnica di lavorazione, che inizia con il disegno dell’artista e si trasforma in un modello in gesso, poi cotto e dipinto a mano con il caratteristico blu cobalto, ispirato alle porcellane cinesi. Ogni piatto è unico, e una volta completata la produzione, tutti i modelli in gesso vengono distrutti per garantirne l'unicità. Le tre onde reali di Copenhagen sul retro di ogni pezzo rappresentano gli stretti danesi, un simbolo di identità.

Queste distinzioni, tuttavia, convergono in un'unica visione: quella di un design che risponde ai bisogni umani, valorizza i materiali naturali come il legno e le tradizioni artigianali, e si impegna per un futuro sostenibile. Sebbene la discussione si sia concentrata principalmente su mobili e oggetti decorativi, la stessa filosofia si applica a utensili e "piatti in legno", che storicamente e culturalmente hanno accompagnato la vita quotidiana nelle case svedesi, offrendo semplicità, calore e un legame tangibile con la natura circostante.