Perdite di Sangue Dopo Rapporto in Gravidanza: Analisi Approfondita di Cause, Rischio e Gestione

La gravidanza è un periodo di profondi mutamenti fisiologici, durante il quale il corpo femminile si adatta per sostenere lo sviluppo di una nuova vita. Questo viaggio straordinario può talvolta essere accompagnato da preoccupazioni, tra le quali la comparsa di perdite di sangue riveste un ruolo preminente, soprattutto se si manifestano dopo un rapporto sessuale. Un evento del genere può generare ansia e allarme nelle future mamme e nei loro partner. È fondamentale, tuttavia, comprendere che non tutte le perdite ematiche in gravidanza, in particolare quelle postcoitali, indicano una condizione grave. Spesso, infatti, rientrano in fenomeni comuni e benigni legati alle modificazioni del corpo in gestazione.

Questo articolo si propone di esplorare in dettaglio il tema delle perdite di sangue dopo un rapporto in gravidanza, partendo da esperienze comuni per poi allargare lo sguardo alle cause più generali di sanguinamento durante la gestazione e non solo. Verranno sfatati i miti più diffusi riguardo al sesso in gravidanza, fornendo al contempo informazioni cruciali su quando è necessario consultare uno specialista e quali sono i segnali che richiedono un'attenzione medica immediata.

Sanguinamento Postcoitale in Gravidanza: Un Fenomeno Comune

La comparsa di perdite di sangue dopo un rapporto sessuale durante la gravidanza è una situazione che molte donne si trovano a fronteggiare, come dimostra l'esperienza di chi, dopo alcuni rapporti sessuali, ha notato la formazione di sangue che sparisce dopo 2 giorni e tende poi al marroncino. Questo tipo di segnalazione è frequente. In gravidanza, il corpo della mamma subisce tutta una serie di modificazioni necessarie a garantire il fisiologico sviluppo del bambino. Tra queste, si verifica una massiccia vascolarizzazione dell’utero, che garantisce l’apporto di nutrienti e sostanze utili, e una maggiore irrorazione del collo uterino.

Cervix in pregnancy increased vascularization

Il cosiddetto sanguinamento “vaginale” in questo contesto, in realtà, proviene spesso dalla cervice, la parte terminale dell’utero che sporge nella vagina. Durante la gestazione, il collo uterino cambia di consistenza, è maggiormente irrorato e può sanguinare più facilmente anche con un minimo trauma, come un rapporto sessuale o una visita vaginale. È per questo che si possono vedere delle macchie di sangue dopo una visita vaginale fatta dal medico o dall’ostetrica o dopo un rapporto sessuale.

La comparsa di piccole perdite, che tendono al marroncino, rientra spesso nella normalità. Il sangue rosso o marrone scuro solitamente indica un sanguinamento vecchio, ovvero i residui di un sanguinamento avvenuto qualche giorno prima che escono già ossidati dalla vagina e assumono questo colore. Questo colore è dovuto al fatto che il sanguinamento, qualsiasi sia la causa di origine, si mescola con le normali secrezioni vaginali e acquista l'aspetto sopra descritto. Se si tratta di poche gocce indolori, non c’è motivo di preoccuparsi eccessivamente, anche se per ogni nuovo sintomo, soprattutto in un momento delicato come la gravidanza, è sempre meglio chiedere un parere al proprio medico. Avere perdite ematiche dopo la penetrazione è normale per molte donne; tuttavia, se queste sono leggere e si risolvono velocemente, non c’è nulla di cui preoccuparsi. Durante la gravidanza, aumentano i vasi sanguigni e i capillari che si trovano nella cervice. Per questo motivo, eventuali abrasioni o irritazioni potrebbero causare un po’ di sanguinamento vaginale.

Un fenomeno abbastanza ricorrente avviene talvolta in corrispondenza della prima mancata mestruazione dopo il concepimento e si tratta di un piccolo sanguinamento che simula talvolta la mestruazione e viene spesso dalla donna così identificato. Questo fenomeno è definito come "Segno della Morula". Ricordiamo che l'annidamento dell’embrione inizia tra il quinto e l'ottavo giorno e si completa entro il nono o il decimo dal concepimento, e durante questo processo di impianto, che implica la proliferazione delle cellule della blastocisti che invadono e penetrano nell'endometrio, può verificarsi una piccola fuoriuscita di sangue che può essere facilmente scambiato per una mestruazione più scarsa e con caratteristiche diverse dal normale flusso.

Implantation bleeding diagram

Sesso in Gravidanza: Miti, Realtà e Linee Guida

Molte donne e i loro compagni si interrogano sulla sicurezza dei rapporti sessuali durante la gravidanza. Fortunatamente, la risposta generale a questa domanda è affermativa: sì, si può avere una vita sessuale attiva e appagante. La gravidanza non significa precludersi l'intimità, salvo, ovviamente, in caso di ragioni mediche che richiedano una sospensione dei rapporti. L'intimità di coppia è importante durante la gravidanza e non c'è ragione di rinunciarvi quando oggettivamente avere rapporti non espone ad alcun rischio.

Miti da Sfatare:Esistono alcuni falsi miti sul sesso in gravidanza, frutto di credenze popolari che si sono consolidate nel tempo e che non hanno, però, alcuna base scientifica.

  • La penetrazione fa male al bambino? Questa è una preoccupazione diffusa tra le coppie, ma è altamente improbabile. Qualsiasi sia la lunghezza del pene, è molto difficile che raggiunga il collo dell’utero, in quanto la vagina è un canale lungo circa 7 cm, che si distende durante il rapporto per adattarsi a qualsiasi dimensione. Inoltre, il bambino è ben protetto, circondato dal liquido amniotico e dalle membrane che lo contengono. Il liquido funge da cuscinetto e attutisce la pressione e l’energia dell’atto sessuale. La cervice uterina è ben protetta dal cosiddetto tappo mucoso, molto denso, che rappresenta una valida protezione oltre che per il feto, anche per l’ingresso di batteri che possono provocare infezioni. La cervice e il denso tappo mucoso sono come una porta sigillata e impediscono qualsiasi accesso.
  • Avere un orgasmo può fare venire le contrazioni? Le contrazioni dell’utero dopo un orgasmo sono normali e consistono semplicemente nei muscoli della vagina che si contraggono a seguito del raggiungimento del piacere. Se non si è in una condizione di gravidanza a rischio, queste contrazioni non sono assolutamente nocive e non avvieranno il travaglio né causeranno un parto prematuro. Anche in caso di placenta bassa, l'orgasmo indotto da una stimolazione esterna non causa alcun problema.
  • Avere rapporti sessuali induce il travaglio? Questa credenza deriva dal fatto che il liquido seminale maschile contiene sostanze, le prostaglandine, che possono indurre l'utero a contrarsi. Non a caso, i rapporti sessuali venivano "sfruttati" dalle nostre nonne per favorire l'inizio del travaglio in caso di parto in ritardo rispetto alla data presunta. Tuttavia, la quantità di prostaglandine nello sperma è talmente esigua che, fino a quando la cervice non è predisposta e matura, ovvero fino a quando non è pronta a dilatarsi, la bassa concentrazione non è sufficiente a innescare il travaglio. Certo è che, presso il termine di gravidanza, può essere proposto di aumentare la frequenza dell’attività sessuale per aiutare ad innescare il processo del travaglio spontaneo.
  • Il bambino percepisce quando la coppia fa sesso? Falso. Quello che potrebbe percepire il bambino è la sensazione di benessere che scaturisce nella donna dopo aver avuto un rapporto sessuale, per le endorfine che entrano in circolo in quel momento. Il feto non si rende conto di cosa sta succedendo e non è ancora dotato di un pensiero cognitivo. Non interpretare i movimenti del bambino come una specie di protesta, probabilmente sta rispondendo semplicemente agli stimoli esterni.

Rapporti sessuali in gravidanza: quali sono i consigli per non rinunciare all'intimità?

Benefici e Cambiamenti della Libido:Se la gravidanza è fisiologica, fare sesso non è assolutamente vietato, anzi, al contrario di ciò che a volte si pensa, apporta dei grandissimi benefici sia fisici che psicologici alla coppia. Fare sesso una o due volte alla settimana è associato a una minor incidenza di parti pretermine. Tale incidenza diminuisce ulteriormente se i rapporti sessuali aumentano di frequenza durante la settimana. L’attività sessuale, soprattutto nell’ultimo trimestre di gravidanza, contribuisce a mantenere in salute il pavimento pelvico, preparandolo al parto.

Il grande sconvolgimento ormonale e fisico della gravidanza incide sulla libido, che tende a cambiare di trimestre in trimestre:

  • Primo Trimestre: L’aumento del progesterone può portare a una diminuzione della libido, anche a causa dei sintomi tipici come nausea e stanchezza. Non sempre il progesterone però fa diminuire il desiderio sessuale, anche perché questo importante ormone porta all’aumento del flusso sanguigno a livello genitale e quindi a una maggiore lubrificazione delle zone intime.
  • Secondo Trimestre: Durante il secondo trimestre può manifestarsi un ritorno del desiderio sessuale: fisicamente ci si sente meglio e ci si vede anche più belle. Questa fase può essere molto soddisfacente, e grazie alla maggior irrorazione delle pareti vaginali, data dagli ormoni gravidici, la donna può raggiungere un orgasmo più lungo e piacevole.
  • Terzo Trimestre: Anche durante questo ultimo periodo di gestazione può manifestarsi un calo della libido, a causa di un maggiore affaticamento per l’ingombro del pancione, per l’imminente momento del parto e dell’arrivo del bambino.

Posizioni Consigliate:In generale, nel primo e nel secondo trimestre potrebbero non esserci particolari problemi ad assumere le diverse posizioni. Può essere più difficile invece nel terzo trimestre a causa dell’ingombro del pancione. Quelle considerate più agili sono la posizione laterale, la posizione in cui la donna è sopra l’uomo e la posizione in cui la donna è a carponi e la penetrazione vaginale avviene da dietro.

Situazioni che Richiedono Cautela: Quando i Rapporti Sessuali Sono Sconsigliati

Nonostante i benefici e la sicurezza generale dei rapporti sessuali in gravidanza, ci sono determinate condizioni in cui il medico o l’ostetrica potrebbero consigliare di astenersi. La presenza di perdite di sangue in gravidanza rende opportuno sospendere i rapporti sessuali, per esempio. Spesso è una condizione solo temporanea, anche se dipende dalla specifica patologia.

I motivi per cui i rapporti sessuali possono essere sconsigliati includono:

  • Gravidanza a rischio: Le donne che rientrano nella categoria gravidanza a rischio non dovrebbero avere rapporti sessuali.
  • Perdite ematiche: Eventuali perdite ematiche, soprattutto se abbondanti, che potrebbero indicare l’inizio di un parto prematuro o altre complicazioni. La comparsa di perdite ematiche in gravidanza è un evento non fisiologico, che pur non configurando nella maggior parte dei casi una compromissione per l’evoluzione della stessa, impone sempre un accertamento specialistico competente.
  • Minaccia d'aborto o di parto prematuro: Se hai avuto segnali di aborto spontaneo nel primo trimestre o se esiste il rischio di una minaccia di aborto o di parto prematuro.
  • Placenta previa: Quando la placenta è posizionata nella parte bassa dell’utero e copre completamente, o in parte, la cervice.
  • Rottura delle membrane: Se si verifica la rottura delle membrane (rottura delle acque), le barriere sterili che proteggono il bambino dalle infezioni non sono più efficaci.
  • Incompetenza cervicale: Se ti è stata diagnosticata l’incompetenza cervicale, in questo caso la cervice non è chiusa in modo ermetico e vi è il rischio che possa dilatarsi ulteriormente.
  • Contrazioni uterine precoci: La presenza di contrazioni uterine in epoche precoci della gravidanza.
  • Gravidanza gemellare o multipla: Nel terzo trimestre di gravidanza, se aspetti più di un bebè, può essere consigliato limitare i rapporti.
  • Infezioni in corso: Se non sei a conoscenza dell’anamnesi del tuo partner e non hai la certezza che non abbia una malattia sessualmente trasmissibile, oppure se tu stessa hai un'infezione in corso.
  • Dopo esami invasivi: Se si sono effettuati esami invasivi quali amniocentesi e/o villocentesi, è meglio astenersi dai rapporti per le successive 48 ore.

In questi casi, se la coppia deve astenersi dai rapporti sessuali, può benissimo sfruttare l’occasione per scambiarsi coccole e tenerezze, senza per forza dover avere un rapporto sessuale completo.

Perdite Ematiche in Gravidanza: Tipologie, Cause e Significato a Ogni Epoca Gestazionale

La comparsa di perdite ematiche in gravidanza è un evento che, per quanto non sempre grave, non è fisiologico e impone sempre un accertamento specialistico competente per definirne la causa e la terapia da effettuare. È un evento che può riguardare tutte le donne indipendentemente dal numero di gestazioni avute e che si presenta con una frequenza abbastanza alta (nel 20-30% delle gravidanze).

Tipologie di Perdite di Sangue:Le caratteristiche delle perdite possono già fornire indicazioni sulle possibili cause:

  • Colore rosato o "a lavatura di carne": Indica un piccolo sanguinamento che si mescola con le normali secrezioni vaginali, apparendo diluito e chiaro. Perdite rosate sono anche visibili in caso di rottura delle membrane con fuoriuscita di liquido amniotico.
  • Colore marroncino o scuro: Indica un sanguinamento "vecchio", dove il sangue è stato ossidato prima di essere espulso.
  • Colore rosso vivo: Indica un sanguinamento in atto e richiede sempre un controllo.
  • Quantità: Varia dalle piccole macchie appena percettibili sugli indumenti alla copiosa emorragia mista a coaguli. La tipologia e la quantità di sangue che si perde non è necessariamente correlata alla gravità del quadro clinico. Molto spesso può capitare di assistere donne con perdite ematiche simili a una mestruazione nel primo trimestre di gravidanza, che in realtà all’ecografia trans vaginale non mostrano nessun segno di distacco di placenta e presentano una gravidanza in normale evoluzione.

Blood color chart

Perdite nel Primo Trimestre:All’inizio di gravidanza e durante tutto il primo trimestre, avere delle piccole perdite di sangue è un evento piuttosto frequente. Le statistiche parlano del 30% di gravidanze complicate da sanguinamento nel primo trimestre, ma solo nel 15% dei casi si andrà incontro a un aborto.

  • Sanguinamento da impianto (Segno della Morula): Circa cinque-sei giorni prima del ciclo mancato, alcune mamme possono avere piccole perdite rosate, facilmente scambiate per una mestruazione più scarsa.
  • Anomalie minori dell’apparato genitale: Polipi del canale cervicale, rottura di una piccola varice vaginale, o di qualche vaso nel contesto del tessuto uterino modificatosi per la gravidanza, sanguinamento di una zona particolarmente friabile del collo uterino (il cosiddetto ectropion). Molto spesso questi fenomeni si realizzano e per certi aspetti possono essere determinati da un rapporto sessuale.
  • Minaccia d’aborto o aborto spontaneo: L'aborto spontaneo è la complicazione più frequente della gravidanza, verificandosi per lo più entro la dodicesima settimana. È un evento piuttosto frequente, stimato nel 15-20% delle gravidanze, e spesso rappresenta una "selezione" delle gravidanze con gravi anomalie incompatibili con la vita. La minaccia d'aborto è l'evento che può portare all'aborto, ma non è detto che l’evoluzione sia per forza infausta. Le perdite di sangue in questo caso possono essere da poche gocce a molto abbondanti, rosso vivo, a volte accompagnate da coaguli.
  • Distacchi di placenta: Le perdite di sangue nel primo trimestre, soprattutto quelle che si riscontrano nelle prime settimane di gravidanza, possono essere legate a un mancato attaccamento di una piccola parte del disco placentare, che in alcuni casi può richiedere più tempo. In epoca molto precoce possono indicare un’area di mancato annidamento dell’embrione, che tende a risolversi con il proseguire della gravidanza.
  • Gravidanza extrauterina: Un’altra patologia che può manifestarsi con una perdita di sangue e/o dolore nelle prime settimane di gestazione è la gravidanza extrauterina, ossia una gravidanza che si impianta al di fuori della cavità dell’utero (in genere in una delle tube, ma anche in altri organi o nello stesso utero ma in sedi diverse dalla cavità, come ad esempio a livello della cervice). È un evento molto più raro dell’aborto spontaneo, ma può portare a complicanze serie, che possono richiedere un intervento chirurgico d’urgenza. Le perdite sono spesso indolori nella loro fase iniziale, sebbene possano produrre dolore addominale molto intenso in fasi più avanzate.
  • Malattia trofoblastica gestazionale (Gravidanza molare): Si definisce malattia trofoblastica gestazionale ed è appunto una degenerazione idropica dei villi coriali. Clinicamente le perdite ematiche possono associarsi ad emissione di un tessuto che può avere un aspetto vescicolare.

Perdite nel Secondo e Terzo Trimestre:Le perdite ematiche che si presentano nel secondo e terzo trimestre di gravidanza si manifestano con una frequenza del 5-10% e nel 90% dei casi non costituiscono un pericolo per la mamma e per il bambino. Tuttavia, destano maggiore preoccupazione rispetto a quelle del primo trimestre e necessitano comunque di un approfondimento.

  • Cambiamenti del collo uterino: Il collo uterino è maggiormente irrorato e può sanguinare più facilmente anche con un minimo trauma, come un rapporto sessuale o una visita. Possono esserci sanguinamenti provocati da un polipo cervicale, da rottura di una varice del collo o da un ectropion.
  • Placenta previa: La placenta si inserisce troppo in basso, coprendo parzialmente o totalmente l'orifizio interno del collo dell'utero. La gravidanza in questi casi può evolvere per molte settimane senza compromettere la salute materna e fetale, ma quando inizia l'espansione del segmento uterino inferiore, la placenta e le sue inserzioni vascolari possono rompersi. La perdita ematica, in genere rosso viva e tipicamente senza dolore, può essere di entità variabile.
  • Distacco di placenta: La placenta normalmente si stacca dopo la nascita del bambino, ma può succedere che ciò si verifichi durante il travaglio o prima nel corso della gestazione. È un’evenienza piuttosto rara (circa l'1%), ma può costituire un grave rischio sia per la madre che per il bambino. Tra le cause ci sono pressione sanguigna elevata, traumi addominali, fumo e uso di stupefacenti. L'entità della perdita, di colore scuro o rosso vivo, è variabile e spesso correlata all'estensione dell'area di distacco.
  • "Marcatura" e inizio del travaglio: In corso di gestazione, in epoca pre-termine o a termine, delle modificazioni del collo uterino (raccorciamento o dilatazione) possono portare a piccoli sanguinamenti di colore variabile dal rosato, al rosso vivo o al marrone, definiti in gergo "marcatura". Queste perdite sono dovute alla rottura di piccoli vasi della cervice ed essere sinonimo quindi di un travaglio iniziale. Una perdita ematica può essere il segno dell’inizio del travaglio, in quanto può trattarsi di sangue che accompagna la perdita del tappo mucoso. Durante il travaglio, inoltre, il collo uterino sanguina per le modificazioni che subisce a causa delle contrazioni.

Sanguinamento Postcoitale Non Gravidico: Cause e Diagnosi

Il sanguinamento postcoitale, ovvero le perdite che si manifestano durante o dopo un rapporto e che non sono ricollegabili alle mestruazioni, è un fenomeno che può interessare circa il 9% delle donne in età fertile, indipendentemente dalla gravidanza. È assolutamente normale che la cosa ti spaventi, ma sapere da dove arrivano quelle perdite sarà un primo passo decisamente utile per scoprire come gestirle. Spesso, il sanguinamento proviene dall’utero, dalla cervice, dalla vagina o da altri organi e tessuti all’interno o nelle vicinanze della vagina, per esempio dall’orifizio anale.

Female reproductive system diagram

Le cause possono essere molteplici:

  • Danni vaginali durante i rapporti: La vagina è un organo delicato e sensibile. Se noti del sangue dopo un rapporto un po’ più intenso o violento, è perché le probabilità che si verifichino microabrasioni o lacerazioni aumentano, a causa del maggiore attrito, soprattutto in assenza di adeguata lubrificazione.
  • Infezioni o infiammazioni: Sanguinare dopo i rapporti può anche essere sintomo di infezioni e patologie di diverso tipo. Alcune sono scatenate da squilibri all’interno della vagina, ad esempio la vaginite batterica e le infezioni fungine. Le infezioni sessualmente trasmissibili (IST) come la tricomoniasi, la clamidia e la gonorrea possono causare sanguinamenti dopo e durante i rapporti, in quanto possono condurre all’infiammazione del collo dell’utero, conosciuta come cervicite, che a sua volta causa perdite vaginali anormali, compreso il sanguinamento post-coitale.
  • Secchezza vaginale (vaginite atrofica): Quando si soffre di secchezza vaginale, i rapporti diventano sgradevoli e dolorosi, e le probabilità di abrasioni aumentano. Questa condizione può essere ricollegabile all’utilizzo di determinate pillole anticoncezionali, di farmaci per il raffreddore, antistaminici e antidepressivi, o essere più frequente in prossimità della menopausa a causa del calo dei livelli di estrogeni.
  • Cambiamenti a livello della cervice:
    • Ectopia cervicale: Una volta chiamata “piaghetta”, si tratta semplicemente dello spostamento delle cellule che si trovano all’interno del collo dell’utero verso l’esterno. Siccome sono cellule più vulnerabili, possono facilmente andare incontro a microabrasioni che si manifestano con la perdita di sangue.
    • Polipo del collo dell’utero: Sono escrescenze benigne presenti sul rivestimento della cervice. Sono rari nelle giovani e aumentano con l'età.
  • Variazioni dei livelli ormonali: Possono causare sfaldamento irregolare dell’endometrio (la mucosa che riveste la parte interna dell’utero), specie a metà ciclo, portando a perdite che a volte si accompagnano a dolore ovulatorio e possono essere associate a cisti dell’ovaio.
  • Lesioni pretumorali o tumorali: Raro, ma il sanguinamento dopo un rapporto può essere sintomo di cancro vaginale, uterino o cervicale, spesso causato dal papillomavirus (HPV). È questa la lesione in assoluto più pericolosa, da diagnosticare senza indugi e da trattare con le opportune cure.

Sanguinamenti in seguito a un rapporto anale: La pelle che circonda l’ano è molto delicata. Durante un rapporto anale, l’attrito potrebbe provocare dolorose lacerazioni cutanee (ragade anale). La penetrazione può inoltre portare le vene presenti all’interno dell’ano a dilatarsi (emorroidi), ingrossarsi e bruciare, causando sanguinamento.

Diagnosi e Valutazione Medica:Se si verifica sanguinamento post-coitale, è essenziale sottoporsi a una visita ginecologica per stabilire la causa. Il medico valuterà la storia clinica, eventuali cambiamenti mestruali, la presenza di nuovi partner sessuali e l’ultimo Pap test. Per una diagnosi accurata sono indispensabili:

  • Visita ginecologica accurata: Include l'esame del collo dell'utero con speculum.
  • Pap-test: Un esame non doloroso delle cellule del collo dell’utero per valutare lesioni pretumorali o tumorali.
  • Ecografia transvaginale: Per valutare polipi uterini, irregolarità dell’endometrio o cisti ovariche.
  • Test per infezioni: Per individuare eventuali infezioni a trasmissione sessuale.
  • Colposcopia o biopsia: In alcuni casi, potrebbero essere richiesti per un'esplorazione più dettagliata o una diagnosi istologica. Se il Pap test evidenzia lesioni sospette per un’infezione da Papillomavirus, il medico eseguirà anche il Vira-pap per individuare i ceppi del virus.

Quando Cercare Assistenza Medica: Un Richiamo Importante

La comparsa di perdite di sangue in gravidanza, o anche al di fuori di essa, non deve mai essere sottovalutata. Anche se le perdite sono leggere e si risolvono velocemente, è sempre meglio consultare il medico per verificare che sia tutto a posto. Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante.

Rapporti sessuali in gravidanza: quali sono i consigli per non rinunciare all'intimità?

Segnali che Richiedono Assistenza Medica Immediata:È importante chiedere assistenza medica immediata se:

  • Il sanguinamento è abbondante: Se le perdite sono pesanti o molto intense, rosso vivo, a volte accompagnate da coaguli, simili a una mestruazione o se la quantità di sangue è significativa. Un sanguinamento abbondante durante la gravidanza è sempre un campanello d’allarme.
  • Dolore severo: Se compaiono forti dolori addominali o crampi, dolore nella parte bassa della schiena.
  • Sintomi sistemici: Vertigini o sensazione di svenimento.
  • Contrazioni improvvise: La comparsa improvvisa di contrazioni uterine.
  • Perdite con altri sintomi: Se si manifestano anche altri sintomi come perdite insolite (odore, colore, consistenza), dolore durante la minzione, gonfiore o sfoghi nell’area vulvare.
  • Regolarità delle perdite: Se le perdite durante o dopo i rapporti si manifestano con una certa regolarità, è consigliabile prenotare una visita medica quanto prima.
  • Rottura delle membrane: Perdite rosate con fuoriuscita di liquido amniotico.

Non conta la quantità di sangue: è sempre meglio fare un controllino in più. Le cause del sanguinamento postcoitale vanno approfondite con il proprio medico, anche se le perdite non sono abbondanti o se si manifestano solo una volta ogni tanto. È sempre meglio fare una visita di controllo per essere più sicure. Quando si riscontrano perdite all’inizio della gravidanza, fare un controllo servirà a capire di cosa si tratta. Il concepimento avviene nella tuba, lo spermatozoo e l'ovulo si uniscono e formano lo zigote che continua a dividersi ed a svilupparsi durante il suo transito lungo la salpinge fino alla cavità endometriale. L'aborto spontaneo può verificarsi in qualsiasi momento durante la prima metà della gravidanza. Se la donna in età fertile non sa di essere incinta e sta sanguinando in modo insolito o con uno schema diverso rispetto alla mestruazione normale, dovrebbe eseguire un test di gravidanza. Se è negativo, si consiglia di consultare il proprio ginecologo. È importante parlare in modo chiaro per poter trovare la soluzione più adeguata.

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