La medicina riproduttiva ha compiuto progressi straordinari negli ultimi decenni, offrendo a milioni di persone la possibilità di costruire una famiglia nonostante ostacoli biologici o scelte di vita. In Italia, si stima che esistano già oltre dieci milioni di bambini e bambine nati grazie alla medicina riproduttiva e, per quanto riguarda il nostro Paese, nel 2018, i bambini figli della PMA sono stati 14.000, ovvero il 3,2% di tutti i nati. Al centro di questo progresso si trova la crioconservazione, una tecnica che permette di preservare ovociti, spermatozoi ed embrioni, aprendo scenari precedentemente inimmaginabili.

Comprendere la Crioconservazione: Perché è Necessaria?
In caso di malattie, trattamenti medici che potrebbero compromettere la fertilità o naturale impoverimento della riserva ovarica, crioconservare gli ovociti rappresenta un’opzione concreta e percorribile per le donne. Solo in Italia sono milioni le coppie che non riescono a diventare genitori a causa di patologie, dell’esaurimento della riserva ovarica per l’avanzare dell’età o per trattamenti medici come chemioterapie o radioterapie. In queste situazioni, la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), regolamentata dalla legge 40 del 2004, può dare una grossa mano.
Le donne, anche per motivi non strettamente sanitari, possono ricorrere all'autoconservazione degli ovociti, pratica comunemente conosciuta come social freezing. In questo caso le donne possono vivere una nuova libertà: crioconservando i propri gameti possono preservare in modo programmato la propria capacità riproduttiva, ampliando la finestra temporale in cui è possibile avere una gravidanza, in vista di un progetto esistenziale che, per vari motivi come carriera, assenza di un partner o scelte personali, non è ancora realizzabile.
Il Processo di Raccolta e Conservazione
La nostra specie è mono-ovulatoria, il che significa che le donne producono un ovulo al mese. Per le tecniche di procreazione medicalmente assistita, avere un solo ovulo al mese rappresentava una grande limitazione, vista l’elevata possibilità di insuccesso. Per questo motivo si è cercato di stimolare farmacologicamente la crescita di più ovuli, successivamente recuperati e usati freschi per la fecondazione in vitro, o crioconservati ed eventualmente utilizzati in futuro.
Gli ovociti vengono prelevati con una sonda transvaginale dopo il ricorso a cicli di stimolazione ovarica, con farmaci a base di ormoni, per essere poi conservati, o per meglio dire “crioconservati” a temperature molto basse, precisamente a -196°, in azoto liquido in apposite biobanche, mantenendoli inalterati nel tempo per anni o addirittura decenni.

La Tecnologia: Dalla Vitrificazione al Successo
Gli ovociti della donna, rispetto agli spermatozoi e agli embrioni, il cui congelamento è molto più semplice, sono tra le cellule umane più grandi e ricche di acqua. Per questo motivo la probabilità di formazione di ghiaccio intracellulare che ne riduce il tasso di sopravvivenza è molto elevata. Grazie allo sviluppo della “vitrificazione”, una tecnica ultrarapida di congelamento che limita o addirittura impedisce la formazione dei cristalli di ghiaccio all’interno della cellula, è migliorata significativamente l’efficacia e il successo delle tecniche di PMA.
La vitrificazione prevede l’uso di crioprotettori per sostituire il liquido cellulare e proteggere le strutture interne dell’ovulo durante la procedura di congelamento, impedendo la formazione di cristalli di ghiaccio, poiché il liquido intracellulare si trasforma in un “vetro” non cristallizzato.
L'Importanza dell'Età e della Qualità Ovocitaria
Non dimentichiamo che la fertilità femminile raggiunge il suo massimo tra i 20 e i 30 anni, per poi declinare in modo rapido dopo i 32, e ancora dopo i 37 anni, arrivando a essere quasi vicina allo zero negli anni che precedono la menopausa. La qualità dell’ovocita è valutata dall’aspetto del citoplasma, dallo strato di membrana vitellina e dal globulo polare. Il citoplasma dovrebbe essere omogeneo, senza granuli. La presenza dei vacuoli, il colore scuro, la deformazione sono considerati segni di scarsa qualità cellulare.
Per non aumentare troppo il rischio di andare incontro ad anomalie malformative e genetiche del feto, gli ovociti andrebbero crioconservati non dopo i 35 anni. Secondo i dati attuali, con 24 ovociti si ha un cumulative live birth rate (CLBR) di oltre il 90%, e dell’85.2% per 10-15 ovociti utilizzati, se questi sono stati prelevati e conservati prima dei 35 anni di età.
IBgen FIV. Studio genetico della riserva ovarica
ICSI: La Tecnica di Inseminazione
La tecnica di inseminazione artificiale più comunemente utilizzata è la ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo), che prevede l'inseminazione di un ovocita tramite la micro-iniezione di un singolo spermatozoo direttamente al suo interno. Questa procedura si articola in diverse fasi, che richiedono una stretta collaborazione tra ginecologo, embriologo e biologo della riproduzione:
- Stimolazione ovarica: La paziente assume farmaci ormonali per promuovere la crescita di più follicoli.
- Pick-up ovocitario: Prelievo degli ovociti maturi in sedazione profonda.
- Selezione dei gameti: Analisi della qualità per isolare gli ovociti allo stadio di metafase II.
- Iniezione intracitoplasmatica: Lo spermatozoo viene iniettato nel citoplasma dell'ovocita.
- Coltura embrionaria: Monitoraggio dello sviluppo fino allo stadio di blastocisti.
Rischi e Aspettative Reali
È importante essere consapevoli del fatto che il congelamento degli ovuli non assicura una gravidanza certa in futuro, ma ne può aumentare la possibilità. Il rischio fondamentale è quello legato alla stimolazione ormonale effettuata farmacologicamente per far sì che gli ovociti crescano in numero superiore a uno. Alle volte, infatti, si può andare incontro alla sindrome da iperstimolazione ovarica, complicanza più rilevante della stimolazione ormonale; seppur poco frequente, è più facile che si verifichi nelle donne giovani e affette da ovaio policistico.
Le donne potrebbero lasciarsi cullare da un “falso senso di sicurezza” rispetto alla possibilità di concepire in ogni caso, ma il successo procreativo della Criopreservazione degli ovociti (CPO) dipende da più fattori, tra cui il momento in cui sono stati crioconservati gli ovociti, il loro numero e l’età della donna.
Salute del Nato e Prospettive Future
Secondo gli studi, gli embrioni ottenuti da ovociti criopreservati tramite vitrificazione sono comparabili per percentuale di fertilizzazione, impianto e gravidanze portate a termine rispetto a quelli ottenuti da donatrici sane. I bambini nati tramite CPO non presentano percentuali di anomalie congenite superiori a quelli di altri bambini nati tramite altre tecniche di PMA. Per quanto riguarda la salute dei bambini sul lungo periodo, tuttavia, sono necessari ulteriori studi.
La gravidanza in età avanzata non è mai una passeggiata, soprattutto a partire dai quarant'anni. La gravidanza è una condizione fisiologica fino a un certo punto, ma può tramutarsi in patologica in ogni momento, anche nelle donne giovani, perché la gravidanza è intrinsecamente imprevedibile.

La Gestione degli Embrioni Sovrannumerari
Durante il percorso di PMA, si arriva nella fase del prelievo degli ovociti e, nello stesso giorno, gli ovociti maturi vengono fecondati con gli spermatozoi del partner. Gli embrioni sovrannumerari ottenuti, invece, verranno crioconservati attraverso la tecnica di vitrificazione. Secondo la legge, gli embrioni congelati possono essere utilizzati dalla coppia per un ulteriore tentativo di PMA, dopo un primo tentativo fallito o se si intende avere un altro figlio. La normativa italiana prevede che gli embrioni non possano essere donati ad altre coppie o alla ricerca scientifica, e che non possano essere distrutti. In caso di abbandono, gli embrioni rimarranno a carico del Centro presso cui sono crioconservati a tempo indefinito. È fondamentale distinguere tra donazione e adozione: gli embrioni congelati sono blastocisti e, nelle normative italiane ed europee, sono equiparate ai tessuti, non avendo personalità giuridica.
Considerazioni Economiche e Regolamentazione
Il congelamento ovuli è una procedura piuttosto costosa. Indicativamente, tenendo conto che può esserci una certa variabilità in funzione del centro cui ci si rivolge, la procedura di congelamento ha un costo che può variare dai 2.000 euro ai 4.000 euro circa. A questo si dovranno poi aggiungere ulteriori costi per la conservazione degli ovuli congelati all'interno della criobanca. In Italia, l’accesso alla PMA è regolato su base regionale, con differenze notevoli rispetto all’età massima consentita. Ad esempio, in Umbria il limite massimo è fissato a 42 anni, mentre in Veneto il limite massimo è di 50 anni. Le altre regioni si collocano tra questi due estremi, con l’eccezione della Lombardia che non stabilisce un limite massimo di età per la PMA omologa.