La Carenza di Nurofen per Bambini: Cause, Motivi e Soluzioni in Italia

Praticamente introvabili. Il Nurofen per bambini sembra quasi venduto al mercato nero, o si assiste a scene di famiglie che si passano il farmaco, incredibilmente posseduto, per abbassare la febbre dei rispettivi bambini. Gli scaffali delle farmacie dove solitamente faceva bella mostra il Brufen 600, ma anche 400, ormai vuoti. Ma non solo ibuprofene. La scarsità di medicinali, in particolare quelli pediatrici, è un allarme che non accenna a concludersi. Si tratta di una carenza iniziata nei primi mesi estivi e che non sembra rientrare, dal momento che anche quando il Nurofen torna in farmacia, questa disponibilità è saltuaria e in quantitativi minimi. Questo problema di sanità pubblica, importante, potrebbe diventare ancor più serio nelle settimane invernali con tonsilliti, otiti e faringiti, e ha già provocato i suoi effetti sui pazienti in età pediatrica durante i mesi estivi. I genitori, di fronte ad episodi febbrili inattesi, non riuscendo a recuperare questi farmaci, hanno fatto ricorso direttamente alle cure dei Pronto Soccorso, ingolfando ulteriormente un settore in sofferenza. Si tratta di una vera e propria cronicità: mancano medicinali salvavita, tante referenze di largo consumo. Particolarmente allarmante è la mancanza di farmaci ad uso pediatrico.

Scaffali vuoti farmacia con farmaci

La Diffusa Irreperibilità di Farmaci Chiave

La situazione attuale non riguarda unicamente il Nurofen per bambini, ma si estende a un numero considerevole di farmaci, tra cui spicca l'ibuprofene, ampiamente utilizzato durante la pandemia e i picchi influenzali. Molti farmacisti, anche di città come Udine, purtroppo, alzano le spalle quando si chiede loro il motivo del perché manchino alcuni farmaci molto popolari come il Nurofen bambini o il Brufen, ma anche i loro equivalenti. E questo non è un fenomeno limitato a specifiche aree geografiche, ma si registra in tutta Italia. Secondo l'ultimo aggiornamento dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), sono circa 3.240 i farmaci temporaneamente carenti. Questo dato è in continua evoluzione e riflette una crisi di approvvigionamento che tocca il settore farmaceutico a più livelli, creando incertezze e difficoltà sia per i professionisti sanitari che per i cittadini. La carenza di molti farmaci è condizionata dall’elevata richiesta, nonché da problemi di produzione e distribuzione, evidenziando un bisogno di maggiore autonomia nella produzione.

Grafico con aumento domanda farmaci

Le Molteplici Cause della Carenza Farmaceutica

Le ragioni dietro questa diffusa irreperibilità sono complesse e interconnesse, toccando diversi aspetti della catena di produzione e distribuzione farmaceutica. Cercando in rete, pare che i motivi principali dipendano dalla carenza del principio attivo e delle materie prime con cui vengono realizzate non solo le confezioni, ma anche gli stessi medicinali. A questo si aggiunge la mancanza di materiali necessari per il confezionamento dei prodotti farmaceutici, come vetro per le fiale, alluminio per i blister, plastica e carta.

La Crisi delle Materie Prime e del Confezionamento

Il settore farmaceutico globale, e di conseguenza quello italiano, sta affrontando significative difficoltà nell'approvvigionamento di materie prime essenziali. La produzione di farmaci non può sottrarsi ai problemi legati ai costi energetici e di trasporto, che stanno creando notevoli incertezze. Le difficoltà di approvvigionamento riguardano i principi attivi, ma anche i materiali necessari per il confezionamento dei prodotti farmaceutici. Si tratta di componenti come il vetro di flaconi e fiale, la pellicola di alluminio per chiudere i blister, la plastica conformata per alloggiare le compresse, e la carta per il packaging. La globalizzazione e le strategie produttive dei singoli paesi contribuiscono a rendere questo un fenomeno non solo nazionale, ma avvertito in tutta l’UE.

L'Impatto della Pandemia e delle Malattie Stagionali

Un fattore determinante nell'aumento della domanda è stato indubbiamente legato alla pandemia da COVID-19. Durante questo periodo, l'uso di ibuprofene è stato consigliato dai medici per curare i sintomi associati al virus, come febbre, dolori muscolari e mal di testa. Questo ha portato a un incremento delle vendite, dal momento che l’ibuprofene è tra i farmaci più comunemente consigliati per contrastare tali sintomi. Successivamente, l'esplosione dell'influenza e delle malattie para-influenzali, spesso anticipate e più intense del solito, ha ulteriormente esaurito le scorte disponibili, rendendo difficile reperire il principio attivo. Secondo l'ultimo bollettino InfluNet, si sono registrati milioni di nuovi contagi da sindromi simil-influenzali, contribuendo a un picco di richiesta per farmaci sintomatici.

Dinamiche di Mercato e Strategie Produttive

In passato, sono accaduti episodi simili con altri farmaci. Anni fa, ad esempio, si verificò con l’Avodart, farmaco utilizzato per il trattamento della prostata: il farmaco non si trovava più da nessuna parte e venne fuori che l'azienda preferiva venderlo all'estero perché lo vendeva a un prezzo maggiore. In Italia, infatti, i farmaci sono modulati, li paga lo Stato e quindi a fare il prezzo è lo Stato. Se per un farmaco all'estero l'azienda produttrice poteva ottenere una cifra maggiore rispetto a quella italiana, per una questione economica preferiva privilegiare i mercati esteri. Ovviamente, questo non è possibile quando il farmaco viene approvato dall’AIFA ed entra in un trattamento terapeutico specifico. Tuttavia, le criticità legate ai costi dell'energia e del caro carburante si scontrano con l’impossibilità di modificare il prezzo dei farmaci, che è deciso dallo Stato. A incidere sulle imprese produttrici e sulla catena distributiva, inoltre, c’è questo problema dei costi che, unito alla carenza di materie prime, crea un circolo vizioso.

Il Comportamento dei Consumatori

I consumatori contribuiscono alla carenza con l’elevata richiesta di alcuni medicinali e l’abitudine di farne scorta. Durante i periodi di maggiore allarme sanitario, molte persone tendono ad acquistare quantità maggiori di farmaci che ritengono essenziali, creando svuotamenti rapidi degli scaffali e rendendo più difficile l'accesso per chi ne ha bisogno in quel momento. Questo comportamento, sebbene comprensibile, amplifica le difficoltà di approvvigionamento per l'intera filiera.

L'Ibuprofene: Un Farmaco Cruciale e i Suoi Meccanismi

Per comprendere appieno l'impatto della sua carenza, è fondamentale conoscere cos'è l'ibuprofene e perché è così ampiamente utilizzato, specialmente in età pediatrica. Il Nurofen è il nome commerciale di un farmaco il cui principio attivo è l'ibuprofene. Si tratta di un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS), dotato di attività analgesica, antinfiammatoria e antipiretica.

Diagramma azione ibuprofene

Meccanismo d'Azione e Proprietà Terapeutiche

L'ibuprofene agisce bloccando la produzione di prostaglandine, sostanze chimiche endogene che giocano un ruolo cruciale nel processo infiammatorio, nel dolore e nella febbre. Inibendo le ciclossigenasi (COX), l'ibuprofene riduce la sintesi di prostaglandine pro-infiammatorie, favorendo al contempo la produzione di lipossine, molecole con attività inibitoria sulla risposta infiammatoria. Questo meccanismo gli conferisce un'elevata efficacia nel trattamento di condizioni quali dolore, infiammazione e febbre. Viene velocemente assorbito dalla mucosa gastro-intestinale, raggiungendo prontamente le massime concentrazioni plasmatiche, specialmente a stomaco vuoto, e si distribuisce ai tessuti coinvolti nel processo flogistico. All’azione antinfiammatoria si aggiungono poi quelle antalgica e antipiretica, ed è noto per il suo elevato rapporto sicurezza-efficacia rispetto ad altri farmaci simili, se utilizzato correttamente.

L'Utilizzo in Pediatria: Un'Alternativa Preziosa

In età pediatrica, l'ibuprofene è uno dei farmaci più utilizzati per gestire la febbre e il dolore. La sua semplicità d'uso e la palatabilità delle formulazioni pediatriche (spesso sciroppi o sospensioni orali) lo rendono una scelta frequente. È uno dei pochi antinfiammatori che si possono somministrare ai bambini a partire da pochi mesi di età (generalmente dai tre mesi o da 5,6 kg di peso del neonato), rappresentando un'alternativa al paracetamolo, principio attivo della Tachipirina. Mentre il paracetamolo ha un'azione prevalentemente antipiretica e meno antinfiammatoria, l'ibuprofene offre entrambe le proprietà, rendendolo particolarmente utile in caso di forti dolori, come quelli associati a otiti, o quando il paracetamolo non ha avuto l'effetto desiderato.

La Febbre: Un Meccanismo di Difesa

È importante sottolineare che, secondo le indicazioni della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, i farmaci antifebbrili devono essere usati con l'obiettivo di trattare la sensazione di malessere del bambino, non necessariamente di eliminare la febbre. La febbre rappresenta un meccanismo di difesa del corpo contro le infezioni, rendendo difficile la replicazione di virus e batteri e supportando il sistema immunitario.

Ibuprofene o paracetameolo: differenze e quando usarli in età pediatrica

Strategie per Affrontare la Mancanza: Galenica ed Equivalenti

Di fronte a questa emergenza, il ruolo del farmacista diventa ancora più centrale, offrendo soluzioni pratiche e alternative per garantire la continuità terapeutica, specialmente per i pazienti più vulnerabili come i bambini.

La Soluzione Galenica: Il Farmaco Preparato dal Farmacista

Per ovviare al problema della mancata disponibilità di farmaci come il Nurofen sciroppo, sono intervenute la Società Italiana dei Farmacisti Preparatori (Sifap) e l’Area Scientifico-culturale Galenica della Società italiana dei Farmacisti Ospedalieri (Sifo). Queste società hanno redatto istruzioni operative per la preparazione di medicinali a base di ibuprofene, in particolar modo sotto forma di sciroppo per uso pediatrico. La "Galenica" è l'arte del farmacista che prepara farmaci (detti farmaci galenici) nel Laboratorio Galenico della Farmacia.

Farmacista che prepara farmaco galenico

Il farmacista può realizzare uno sciroppo analogo a base dello stesso principio attivo (ibuprofene sciroppo orale o ibuprofene sospensione orale), allo stesso dosaggio, possibilmente allo stesso sapore, nella stessa quantità, nel Laboratorio Galenico della Farmacia. Il farmacista cercherà con ogni probabilità di accostare il preparato galenico al sapore del medicinale industriale, ovvero arancia o fragola. Tuttavia, è anche possibile chiedere sapori alternativi (es. cola, limone, ecc…) se il bambino non ha mai gradito i gusti originali, o se il bambino non dovesse gradire il gusto del farmaco fatto dal farmacista. Se il farmaco ha già un suo sapore, sarebbe preferibile non mischiare il farmaco con altre sostanze per evitare di trasformare il sapore in qualcosa di indefinibile. Se invece il farmaco è insapore, la raccomandazione è di evitare di addizionarlo a succhi acidi (pompelmo, arancia, ananas, mela), perché potrebbero alterare l’assorbimento dei principi attivi del farmaco. È preferibile, qualora necessario, mescolarli con succhi dolci come pesca o pera. Non è sempre consigliabile invece metterlo all’interno del latte, perché il latte potrebbe alterare l’assorbimento del principio attivo del farmaco. Se non si hanno alternative, prima del farmaco si può dare al bimbo qualcosa di freddo: il freddo riduce la sensibilità delle papille gustative e riduce la percezione del gusto dello sciroppo. Subito dopo il farmaco si può dare al bambino qualcosa di dolce.

Differenze tra Preparato Galenico e Farmaco Industriale

Il farmaco fatto dal farmacista avrà una scadenza diversa da quello confezionato. Il prodotto confezionato ha generalmente una scadenza massima di 2 anni dalla data di produzione. I farmaci galenici prodotti dal farmacista, invece, hanno una scadenza di massimo 6 mesi dalla data di produzione, come stabilito dalle norme attualmente in vigore. Tuttavia, alcuni farmacisti potrebbero stabilire una scadenza ridotta (da 30 a 90 giorni) sulla base degli eccipienti e degli espedienti tecnici utilizzati per la produzione del farmaco. Per quanto riguarda il costo, trattandosi di una preparazione galenica, prodotta direttamente dal proprio farmacista di fiducia e che esce dagli schemi di produzione industriale, il farmaco avrà sicuramente un costo lievemente superiore rispetto a quello confezionato. Il costo di un flacone da 100 mg / 5ml di ibuprofene sciroppo per bambini e adulti può variare da 9 a 20€ a seconda della quantità.

L’ibuprofene sospensione orale è allestibile come farmaco galenico officinale in quanto si trova nella farmacopea Irlandese / Britannica. In definitiva, l’ibuprofene sciroppo si può vendere senza ricetta medica purché abbia un dosaggio e volume uguale o inferiore a quello del Nurofen sciroppo per bambini. Se è realizzato a dosaggio maggiori di 200mg/5ml o per volumi superiori ai 150ml, potrebbe essere necessaria una prescrizione medica.

Farmaci Equivalenti e Generici: Un'Alternativa Sottovalutata

Per la maggior parte dei farmaci carenti, AIFA riporta nella lista a essi dedicata l’indicazione del suo medicinale equivalente. Infatti, solo un numero limitato di farmaci carenti non presenta un equivalente corrispondente. Tuttavia, la prescrizione e la vendita degli equivalenti restano ancora molto basse; infatti, rappresentano solo il 30% del mercato, alimentando un allarmismo che in realtà non sussiste. Affidarsi al farmacista, che può suggerire un medicinale generico, contenente lo stesso principio attivo di quello irreperibile, oppure molecole o forme farmaceutiche alternative (bustine anziché compresse, per esempio), è una strategia valida. Per i bambini, però, le opzioni sono più limitate, poiché non possono assumere tutte le forme farmaceutiche.

Altre Considerazioni Terapeutiche e Prevenzione

La gestione della febbre e del dolore nei bambini richiede un approccio informato, che consideri sia le opzioni terapeutiche disponibili sia le pratiche di utilizzo corrette.

Alternative Farmacologiche e Controindicazioni

Per il trattamento della febbre, gli unici farmaci raccomandati dalle Linee Guida internazionali sono il paracetamolo e l'ibuprofene. Non è consigliato utilizzare il cortisone per bocca per abbassare la febbre perché il cortisone è responsabile di una potente azione immunosoppressiva e può favorire infezioni batteriche o virali. Una terapia cortisonica va assunta sotto stretto controllo medico. È fondamentale ricordare che paracetamolo e ibuprofene non possono essere somministrati assieme, né in maniera alternata, perché la loro combinazione potrebbe aumentare il rischio di sovradosaggio e di effetti collaterali.

L'Importanza di una Corretta Somministrazione

Non è strettamente necessario che il bambino abbia lo stomaco pieno quando prende un farmaco contro la febbre. Non è necessario nel caso del paracetamolo, ma nemmeno nel caso dell'ibuprofene. È infatti noto che l’ibuprofene e i FANS possono creare problemi allo stomaco, ma questo avviene prevalentemente nel caso di lunghi trattamenti, effettuati in maniera continuativa o in modo cronico, non nel caso di pochi episodi di assunzione che si limitano nell’arco di pochi giorni.

Rimedi Non Farmacologici e Comportamenti Responsabili

Spugnature con acqua fredda, o con alcol e aceto, sono alcuni dei rimedi più popolari proposti per abbassare la febbre, sebbene la loro efficacia sia dibattuta e vadano usati con cautela. In generale, i cittadini sono chiamati ad assumere comportamenti più responsabili, evitando l'eccessivo accumulo di scorte e fidandosi delle indicazioni dei professionisti sanitari.

La carenza di farmaci come l'ibuprofene per uso pediatrico, pur essendo un problema contingente legato a fattori di produzione e domanda, evidenzia fragilità strutturali nella catena di approvvigionamento globale, a cui l'Europa, e in particolare l'Italia, deve trovare risposte per garantire maggiore autonomia e sicurezza nell'accesso ai medicinali essenziali.

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